Animalia coloratissimi per zoologi in erba

Se c’è una cosa che accomuna tutti i bambini e che sempre si manifesta è la passione per gli animali. Alcuni di loro si concentrano sugli insetti, altri si improvvisano paleontologi, altri ancora birdwatcher. Tutti e sempre prima o poi ci sorprenderanno con osservazioni tecnico scientifiche assolutamente pertinenti. Per questa ragione ritengo che albi illustrati come quelli realizzati da Nicola Davies e Marc Boutavant siano gli strumenti ideali per nutrire il naturale interesse dei bambini.

I bambini assorbono informazioni da fonti diversissime sebbene spesso confezionate in modo assolutamente superficiale e inadatto alla loro età. Nicola Davies fornisce invece informazioni chiare, semplici, complete e consequenziali costruendo un metodo fatto di ritmo che il bambino associa a ciascuna famiglia animale con naturalezza.51jx6agr5al

Chi è come me accompagna il piccolo lettore alla scoperta delle classi animali attraverso indovinelli, alette da sollevare e coloratissime illustrazioni: gli animali sono molto diversi tra loro ma hanno alcune caratteristiche in comune; il filo conduttore più immediato che io troverei tra il coniglio e la volpe è che quest’ultima mangia il malcapitato saltellante.

In realtà entrambi sono ricoperti di pelo, respirano aria, partoriscono i propri piccoli e li nutrono con il latte, in una parola sono mammiferi. Leggere induce il bambino a scoprire, a far proprie le informazioni ma soprattutto stimola la “ricerca autonoma”: gli esempi che i piccoli vi proporranno in seguito alla lettura e secondo quel ritmico metodo (indovinello, caratteristiche) vi sorprenderanno.51tj9eknyl

Cosa diventerò spiega, in modo semplice e poetico, le fasi della vita di cinque animali: la farfalla, l’orso, l’uccello, la tartaruga e il girino. Le alette da sollevare creano un effetto sorpresa e, assieme alle illustrazioni tenere e dai colori vivaci, assicurano il coinvolgimento del bambino. Che cosa diventerà un puntino nero all’interno di una goccia di gelatina? Sollevando l’aletta la risposta è immediata: un girino! Ma non finisce qui, giacché, voltando la pagina, il girino crescerà pian piano fino a diventare una rana capace di lasciare lo stagno e deporre a sua volta tante lucenti palline di gelatina dal puntino nero…

Entrambi gli albi, dal formato quadrato con copertina cartonata e rigida dagli angoli smussati, sono divertenti, coloratissimi, vivaci. Il linguaggio con il quale Nicola Davies racconta la zoologia (è il suo campo peraltro essendo una zoologa) è un delicatissimo ed equilibrato insieme di dettagli e poesia, e le illustrazioni buffe e senza fronzoli sono portatrici dello stesso linguaggio. Ne consiglio la lettura a tutti i bambini dai tre anni in poi.

618uv1ymljl-_sy497_bo1204203200_Titolo: Chi è come me?
Autore: Nicola Davies, Marc Boutavant
Editore: Editoriale Scienza
Dati: 2012, 24 pp., 12,90 €

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61pji01zyfl-_sx496_bo1204203200_Titolo:Cosa diventerò
Autore: Nicola Davies, Marc Boutavant
Editore: Editoriale Scienza
Dati: 2012, 24 pp., 12,90 €

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Un nuovo volo per Cipì

L’anno scorso Cipì, la favola di Mario Lodi e dei suoi ragazzi, ha compiuto 50 anni. E se li porta davvero bene.Io ancora mi riconosco in quell’uccellino e penso che questo sia il primo valore di questa “favola vera”: riuscire a fare in modo che i bambini, così come gli adulti, possano riconoscersi nei semplici accidenti di un passerotto, possano riconoscere nei diversi protagonisti quei sentimenti universali che tutto muovono e reggono. La mamma Mamì, la compagna Passerì, la margherita poetessa radicata al suolo, in cerca di compagnia, mai sola per il suo essere capace di guardare il mondo che la circonda con curiosità, il gatto sornione dagli artigli invisibili ma pronti a scattare. Il vento, le nuvole, l’immenso cielo (quanto può essere enorme il cielo per un bambino?), il sole. Tutto ha un’anima, tutto convive in armonia o, come naturale, con qualche scontro, a volte addirittura scendendo in guerra.cipi

Quella che mi lega a Cipì è una storia lunga una vita, la mia. Incomincia da piccola. Ascoltavo la storia e Cipì mi conquistava ad ogni nuovo battito d’ali (ed essendo un passero di battiti d’ali c’era abbondanza); l’aria smossa dai suoi frullii vivaci e mai stanchi mi sfiorava e avvolgeva di una morbida sensazione di sicurezza. Posso farlo anch’io: anch’io posso essere talmente coraggiosa e forte, pensavo. Quando ho iniziato a frequentare le scuole elementari, ricordo che era un’infusione di sicurezza scorgere sulle importanti pagine di un libro stampato dei disegni proprio come i miei: altrettanto buffi e con qualche sbaffo, qualche prospettiva forzata e sbilenca. Poi all’università una mattinata di primavera, a Siena, su via Duprè, ero in compagnia di alcuni cari amici e sullo scalino impolverato di un portone scorsi un passerotto ancora non pronto al volo, agitato, molto agitato. All’improvviso il ricordo del passerotto eroico protagonista di fiaba divenne tutt’uno con quell’uccelletto spaurito. Cipì! Lo raccolsi e gli organizzai un nido nel giardino della mia casa da studentessa. Per giorni l’ho nutrito (non ingozzato, memore della prima disavventura del primo Cipì!), poi è volato via verso per raggiungere Passerì oppure è finito tra gli artigli, invisibili, del gatto.cipi2

Questa storia è nata in una piccola scuola di campagna di Vho di Piadena. Mario Lodi allora era maestro e i bimbi appena giunti in prima elementare; difficile far digerire loro il fatto che la scuola fosse un luogo deputato al lavoro e alla responsabilità piuttosto che al gioco. Mario Lodi decise, coraggiosamente, e assecondando da una parte il desiderio dei bambini, dall’altra una casualità che volle un passerotto assiduo frequentatore del davanzale della finestra della classe, di abbandonare il sentiero segnato dalla tradizione e dalla consuetudine, per scoprire quanto possa essere efficace (per la crescita e per l’apprendimento) dare sfogo all’immaginazione che, assieme all’osservazione della realtà e alla guida di un maestro davvero tale, diviene capacità narrativa, scrittura creativa. I ragazzi osservarono il passerotto e il suo essere tra gli uomini e nel tempo e ne annotarono le vere avventure dando vita alla sua favola, la favola vera di Cipì.immagine

Cipì è un passerotto intraprendente; all’inizio la sua è più imprudenza che coraggio, ma crescendo Cipì matura: imparerà a volare, a combattere per i propri ideali, per amore; imparerà ad ascoltare le poetiche parole di una margherita e a farsi amico il vento. Un vento forte e impetuoso capace di piccoli dispetti ma anche di importanti, e sincere, promesse. La promessa che mi sento di fare io, in questo momento, a pochi minuti dalla mia rilettura di Cipì in questa bella edizione speciale in occasione dei suoi cinquanta anni è che nessuno, né grande né piccino, rimarrà indifferente dinanzi a questa favola, anzi, quasi certamente in essa troverà tutti i mezzi per scoprire il valore della libertà.

51kdp3wjlslTitolo: Cipì
Autori: Mario Lodi e i suoi ragazzi
Editore: Einaudi ragazzi
Dati: 2011, 87 pp., 14,00 €

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Il fatto è che si è pronti quando si è pronti

Jek Tessaro, Il fatto è... - Lapis edizioni
Jek Tessaro, Il fatto è… – Lapis edizioni

Il fatto è che raramente ci si imbatte in libri per la prima infanzia (3 anni) che diano per scontate l’intelligenza e la sensibilità dei piccoli, piuttosto accade di frequente il contrario e allora il genitore consapevole, o in generale, l’adulto consapevole, si ritrova a fare le vocette e le smorfiette a causa dei vari e urticanti “…ini”, delle illustrazioni dai colori sgargianti quando non sciatte e dalle linee didascaliche e banali.

Il fatto è che questo quadrotto dalle pagine rigide e robuste è essenziale e ricco, e rientra proprio in quella fortunata categoria di libri che rispettano i piccoli e offrono loro stimoli che dall’illustrazione colorata e semplice si stendono a macchia d’olio e coinvolgono il testo diretto (niente smorfiette!) e in maiuscolo per giungere alle citazioni colte che non sfuggono al narratore adulto e che si arricchiscono di quanto invece i bimbi scorgono e partecipano.Il ritmo è quello tipico delle fiabe popolari, il collage è la tecnica con la quale lo colora Gek Tessaro, tra i più raffinati autori e illustratori europei.

Jek Tessaro, Il fatto è... - Lapis edizioni
Jek Tessaro, Il fatto è… – Lapis edizioni

Una paperetta se ne sta tranquilla sulla sponda di uno stagno ma l’anatra ritiene che sia il momento che si tuffi; quando nonostante l’anatra abbia ben spiegato tutti i vantaggi del nuoto, la paperetta rimane ben ferma sulle sue zampette palmate, prova a spingerla, senza risultato; chiama quindi il gatto, e poi il cane e quindi il tacchino. Senza risultato, la paperetta non si muove nemmeno di un millimetro, fino a quando non sarà il momento giusto. Che è quello per la paperetta e non per l’anatra, non per il gatto, non per il cane, non per il tacchino e nemmeno per il lupo! Ops! Ho detto “lupo”?! Eh, sì…, ci sono anche dei colpi di scena, e il fatto è che il risultato è dolce e divertente, specie se il vostro piccolo lettore/ascoltatore sfogliando intonerà: “e venne il gatto che spinse l’anatra, che spinse la paperetta…”.

51yr5hbzltl-_sy494_bo1204203200_Titolo: Il fatto è
Autore: Jek Tessaro
Editore: Lapis
Dati: 2010, 24 pp., 8,50 €

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Un bambino, il dono di una dolce empatia e un cane

Tra poco è Natale. La maggior parte dei bambini, inclusa la mia, in questo periodo chiede un cane, un cucciolo. Ho riflettuto a lungo su questo desiderio comune e, sebbene condanni la corsa al cucciolo natalizio e nonostante la mia bimba non avrà un cucciolo in regalo per Natale, sono necessariamente dovuta scendere a patti con l’evidenza del legame che persino con l’idea di un cane si crea tra padroncino e animale.

Solo con un cane di Beatrice Masini (già autrice dello splendido Bambini nel bosco e ben nota traduttrice della saga di Harry Potter), in libreria da qualche settimana, mi ha attratta, dunque, poi conquistata e commossa, poi realmente convinta che in certa letteratura per l’infanzia stia la chiave per aprire la strada all’interesse per la lettura e il nutrimento per la passione per le storie.

Mirò, un bambino di dieci anni, e Tito, il suo cane di tre, vivono in una città, un regno, in cui un bizzarro e crudele re si diverte nel promulgare leggi assurde. Quella con cui bandisce il gelsomino, fiore simbolo del regno, tenero, bello e profumatissimo, per esempio. I sudditi scalpitano, segretamente si ribellano ma non possono disobbedire, nemmeno quando il re decide che tutti i cani devono scomparire.

L’idea è inconcepibile. L’attuazione impensabile; o meglio si può pensare come simulare l’ubbidienza e poi contravvenire con coraggio ai soprusi. Naturalmente per farlo è necessario un consistente bagaglio d’affetto, una nutrita dose di capacità di rinuncia e di generosità. Tutte qualità che al bambino protagonista, e ai bambini in generale, non mancano. Tutte qualità che i cani conoscono profondamente.

Con l’appoggio dei genitori, bambino e cane fuggono alla ricerca di un luogo tranquillo in cui poter continuare la propria vita di cane e bambino in pace e libertà. Il viaggio è lungo e difficile, ma le pagine che l’autrice dedica alla crescita (del bambino, del cane, del bambino e del cane) sono di una struggente e originale profondità. Il ritratto dei sentimenti che si fanno carne, prendono vita e presenza, poi, un esercizio di narrativa che non rimane, come spesso accade, tale; che coinvolge e appassiona.

È un racconto delizioso, Solo con un cane; regalerei questa tenera lettura, questa storia, a Natale, ma, attenzione! Il rischio che il desiderio di avere un cane dei vostri bambini si intensifichi è molto, molto alto.

518skmpwaklTitolo: Solo con un cane
Autore: Beatrice Masini
Editore: Fanucci
Dati: 2011, 138 pp., 9,90 €

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C’è posto per tutti! Un classico surreal pop

Sogno un’arca, se mai ce n’è stata una, che sia salvifica, che metta al sicuro e all’asciutto gli uomini, gli animali, la terra stessa. Un’arca in cui ci sia posto per tutti, anche se giocoforza ciascuno dovrebbe farsi incastro, adattarsi allo spazio esiguo, stringersi vicino all’altro passeggero, divenire tessera adattabile di un mosaico di razze e anime.

C'è posto per tutti - Massimo Caccia - Topipittori
C’è posto per tutti – Massimo Caccia – Topipittori

Massimo Caccia è un artista, un pittore, le tavole realizzate per C’è posto per tutti (Topipittori) non hanno bisogno di parole. Tutto ciò che c’è da intendere lo si fa guardando negli occhi questi animali che, lentamente, come chiunque vada incontro a un destino sconosciuto fuggendo da una condizione di pericolo, si muovono di pagina in pagina, a volte lasciando tracce di sé sui margini o anticipando la propria presenza con indizi grafici. Il colore di ogni animale è privo di sfumature, così come gli sfondi sono uniformi e pieni. La rana è verde. Il pipistrello è grigio. I contorni sono netti, neri, eppure l’atmosfera è intrisa di un movimento che è costante, seppur lento, e denso di ansia, preoccupazione. C’è posto per tutti, ci si continua a ripetere sfogliando. Sarebbe giusto affrettarsi perché il diluvio incombe, ma nessuno resterà a terra. Nonostante la rassicurazione però, di tavola in tavola ci si augura che aumenti il ritmo dei passi, che lo struzzo eviti di attardarsi per strada preso da chissà quale paura a scavare una buca per infilarci la testa. Non è il momento di tergiversare e fa bene il facocero a superare scavalcando il coccodrillo trovando comunque il tempo di rivolgergli uno sguardo di condivisione.

Quando le prime gocce di pioggia arrivano a toccare terra gli animali sono tutti a bordo in un perfetto incastro di colori. Un mosaico surreal-pop che fin troppo direttamente induce l’adulto a creare connessioni con i barconi affollati di esseri umani alla disperata ricerca di un approdo sicuro. Il bambino, invece, si preoccupa, per fortuna, del fatto che il becco del pellicano possa pungere l’elefante (la tartaruga no, quella ha il guscio resistente) e in effetti, siamo sicuri che non lo faccia?

caccia1Titolo: C’è posto per tutti
Autore: Massimo Caccia
Editore: Topipittori
Dati: 2011, 32 pp., 16,00 €

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Della guizzante sardina e dell’arancione intenso e profumato dell’arancia

Inventario illustrato del mare, Emmanuelle Tchoukriel e Virginie Aladjidi -Ippocampo
Inventario illustrato del mare, Emmanuelle Tchoukriel e Virginie Aladjidi -Ippocampo

Ne avevamo già parlato di Emmanuelle Tchoukriel, della sua penna Rotring e dei suoi acquerelli, ma non possiamo fare a meno di riproporvi altri due suoi magnifici albi, inventari, per la precisione. E se l’inventario degli animali ci aveva incantato, quello del mare e quello dei frutti e degli ortaggi ci convincono del tutto: si dovrebbero regalare tutti ai nostri bambini, specie quelli in età scolare, perché insieme acquisiscono la valenza enciclopedica che tanto cara fu alle storie naturali del Secolo dei Lumi.

Inventario illustrato del mare, Emmanuelle Tchoukriel e Virginie Aladjidi -Ippocampo
Inventario illustrato del mare, Emmanuelle Tchoukriel e Virginie Aladjidi -Ippocampo

Nell’inventario illustrato del mare non si punta tanto al censimento completo delle specie marine (animali e vegetali). Come sarebbe possibile, del resto, se le specie catalogate dal Census of marine life sono 250 000, e ancor più, come sarebbe possibile visto che sarebbero ancora ben 75 000 le specie sconosciute ancora da censire? Quel che conta in questo inventario è sottolineare la biodiversità di un mare a noi noto e familiare (e spesso molto trascurato) qual è il Mediterraneo. Da sub dilettante, Emmanuelle Tchoukriel, specializzata nel disegno scientifico, si è immersa nelle sue acque e ha osservato 100 delle specie che lo popolano tra pesci, crostacei, molluschi, coralli, alghe e meduse.

Leggendo e guardando scopro che la posidonia non è un’alga, bensì una pianta, giacché possiede radici, fusto, foglie e fiori. E frutti! Sono i frutti della posidonia quelle bacche verdi simili a olive che talvolta si vedono galleggiare leggere tra le onde. Così come scopro che l’autrice è riuscita a ritrarre perfettamente lo sguardo intenso del polpo, e la sua intelligenza mi incanta.

Ogni ritratto è accompagnato da una descrizione di Virginie Aladjidi che riesce a coniugare alla perfezione i dati scientifici con le curiosità dando un tono narrativo e leggero a informazioni interessanti.ff37b15207970d1

L’inventario dei frutti e degli ortaggi, invece, si concentra su un suggerimento e un’intenzione: spingere chi legge alla curiosità del gusto e dell’assaggio. Per questa ragione si è voluto privilegiare la resa tattile e cromatica dei frutti senza rispettare la loro grandezza naturale.

Inventario illustrato deifrutti e degli ortaggi, Emmanuelle Tchoukriel e Virginie Aladjidi -Ippocampo
Inventario illustrato deifrutti e degli ortaggi, Emmanuelle Tchoukriel e Virginie Aladjidi -Ippocampo

Per dare al giovane lettore un’idea dell’habitat in cui vivono le varie specie rappresentate, questi inventario classifica i frutti e gli ortaggi per aree di colore. Si incomincia con l’arancione di carote, zucche e arance, per passare al rosso, in cui ci imbattiamo in un merlo che incrocia i nostri occhi soddisfatto della ciliegia appena raccolta che tiene stretta nel becco; e poi al viola, al verde in cui a tener compagnia alla Actinidia deliziosa, ricchissima di vitamina C (meglio conosciuta come Kiwi) c’è l’uccello simbolo della nuova Zelanda che proprio con quel frutto ha in comune forma, consistenza e colore del piumaggio, il Kiwi appunto.Si passa poi ai frutti e agli ortaggi gialli, poi a quelli bianchi e infine al marrone.Di questi frutti si sente quasi il profumo, si legge nell’introduzione, cosa aspettate ad assaggiarli?

inventariofrutti1Titolo: Inventario illustrato dei frutti e degli ortaggi
Autore: Emmanuelle Tchoukriel e Virginie Aladjidi
Editore: Ippocampo Junior
Dati: 2011, 80 pp., 12,00 €

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inventariomare1Titolo: Inventario illustrato del mare
Autore: Emmanuelle Tchoukriel e Virginie Aladjidi
Editore: Ippocampo Junior
Dati: 2011, 80 pp., 12,00 €

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“Vorrei avere…”

Per parte mia vorrei avere la distratta leggerezza delle ali di una farfalla in un mattino ventoso, ma se non avessi questo desiderio segreto (non più ormai) ne avrei senza dubbio trovato uno da condividere in questo splendido albo illustrato che porta le firme di Giovanna Zoboli, per quanto riguarda il testo, e Simona Mulazzani, per le illustrazioni.

Vorrei avere… è un albo che rapisce, letteralmente, specie per la struggente poesia che avvolge e strega ogni parola, ogni tratto. Anche quando si parla di una certa fame allegra che punge l’orso nel frutteto, anche quando si vorrebbe “il nero della pantera di notte a confonder[ci] nel buio”.

Le illustrazioni, curate in ogni dettaglio, in cui l’acquaforte e l’acquerello rendono perfettamente il connubio intensità/colore, nascondono sorprese e manifestano rinvii colti (quello più esplicito è a Henri Rousseau); il testo è snello e rotondo al contempo, si legge d’un fiato, senza compiacimenti si apre e si chiude nell’arco di un respiro.

Vorrei avere..., di Giovanna Zoboli, Simona Mulazzani - Topipittori
Vorrei avere…, di Giovanna Zoboli, Simona Mulazzani – Topipittori

Sembra di essere a teatro: gli animali sono in scena nella loro naturale perfezione fatta d’istinto e sensazioni. I colori sono sempre pieni e l’alternarsi di questa pienezza conferisce a ogni quadro un movimento che è visivo e morbido.

I bambini trovano in questo genere di arte la loro più naturale espressione: quando si parla senza orpelli, quando si riserva loro un lessico che è completo e chiaro nella sua elegante complessità non c’è dubbio che essi colgano il senso (non il messaggio) prima e meglio degli adulti. Non il messaggio perché trovarne uno è passatempo e cruccio dei grandi, ai bambini non interessa, i bambini sorridono delle corna del cervo divenute foresta di pensieri (“vorrei avere la foresta di pensieri del cervo quando ascolta il bosco”) e contano divertiti i luminosi uccelli e le altre creature che proprio tra quei rami/pensieri/palchi trovano casa e cibo.

Vorrei avere..., di Giovanna Zoboli, Simona Mulazzani - Topipittori
Vorrei avere…, di Giovanna Zoboli, Simona Mulazzani – Topipittori

Un “contenuto speciale” in coda all’albo: gli sketches in bianco e nero raccontano nell’arco di due pagine la storia delle illustrazioni: come nascono, come crescono, acquisiscono dettagli, ne tralasciano qualcuno, cambiano prospettiva. Personalmente mi colpisce la splendida evoluzione del quadro del cane e della sua malinconia; trovo assolutamente geniale, specie ora che scopro la prima intenzione, il rapporto prospettico e quello grande/piccolo che sottolineano l’umore malinconico degli occhi dell’animale in relazione agli arredi della stanza, giochi di bimbi, e alla stanza stessa ingombra della struggente dolcezza del momento.

La quarta di copertina è, infine, manifesto e senso di quanto sia importante restituire al lettore il proprio gusto e la propria autonomia. Niente suggerimenti, niente sussurri ammiccanti, solo un verso che è reale espressione di ciò che ritroveremo nel libro: “Vorrei avere… il collo ascensore della giraffa in una casa d’aria”.

vorreiavere_cop_topipittori1Titolo: Vorrei avere…
Autore: Giovanna Zoboli, Simona Mulazzani
Editore: Topipittori
Dati: 2010, 32 pp., 16,00 €

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L’uovo dell’imperatore

Devo ammetterlo perché questo sarà un merito aggiuntivo per l’albo edito da Editoriale Scienza Tra i ghiacci coi pinguini: io non ho mai avuto simpatia per questi uccelli. E senza nemmeno una ragione plausibile. So che i bambini li adorano; provate a chiedere a un bimbo o una bimba quale sia il suo animale preferito, la maggior parte di loro vi risponderà: il pinguino. Ho visto tanti documentari sulla loro faticosa esistenza, nulla, non mi ispiravano simpatia… eppure, sfogliando questo libro, ho potuto realmente rendermi conto di quanta misteriosa forza ci sia in ciascun pinguino che ostinatamente sfida e vince il freddo antartico. Freddo che non lascia intendere nessuna possibilità di vita, come ci spiega Martin Jenkins, ma che i pinguini fronteggiano e col quale convivono, scegliendo anzi proprio quello più feroce, quello invernale, per riprodursi.

Un metro e trenta misura un pinguino imperatore. Non l’avrei detto che fossero così grandi e mi meraviglia la cura con cui il papà pinguino cova l’uovo che mamma pinguina ha deposto, prima di tornare per due mesi in mare, proteggendolo dal vento gelido che altrimenti lo ucciderebbe.tra_i_ghiacci_con_i_pinguini1-960x518

Le bande giallo-arancio a destra e a sinistra del capo e del becco di questi particolari uccelli nuotatori segnano di colore il manto nero e illuminano il bianco delle piume così come sembrano riflettere la luce ghiacciata e bianca della neve che predomina nelle illustrazioni di Jane Chapman quando a farlo non sono il blu e l’azzurro del mare. Questo fino a quando l’inverno non ha fine e fino a quando il guscio non si rompe e dall’uovo curato con così tanta premura da papà pinguino non nasce il pulcino. Allora l’arancio inonda le tavole illustrate e sfuma di calore il meraviglioso momento che percepiamo tenero e morbido, così come è il piccolo appena nato.

“Ogni pinguino ha un suo verso, quasi un’impronta digitale, e anche i piccoli emettono un particolare fischio” tra loro parlano in musica e versi e si riconoscono, sembrano amarsi ed essere felici quando la mamma ritorna per dare sollievo alla stanchezza del papà e sostituirlo nelle cure del cucciolo.

Un’unione forte e consolidata che conosce e non patisce il sacrificio; un esemplare esempio di serenità.

Come sempre per i libri di questa serie, alla storia, narrata con un linguaggio simpatico e chiaro, si associano informazioni a carattere scientifico, in più, in allegato un cd contente il racconto letto da Lella Costa, la canzone del pinguino, la storia in inglese e informazioni extra.

51kh1ckkajl-_sx450_bo1204203200_Titolo: Tra i ghiacci con i pinguini
Autore: Martin Jenkins, ill. da Jane Chapman
Editore: Editoriale Scienza
Dati: 2011, 32 pp., 16,90 €
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Animals united in una conferenza per la pace

Per quanto usino le tecnologie degli uomini, indossino vestiti e cappelli e si lascino andare a momenti di vanità prettamente umana, gli animali protagonisti di questo capolavoro della letteratura per l’infanzia, un classico del genere, sono assolutamente distanti dalle volgari attitudini di questi ultimi. Stufi delle continue guerre perpetrate dagli uomini decidono di porvi rimedio indicendo una conferenza per la pace.

Era il 1949 quando Erich Kästner scrisse La conferenza degli animali; già scrittore affermato prima della Seconda Guerra Mondiale, viveva lontano dalla Germania giacché fortemente contrario al regime nazista e, nonostante la guerra si fosse conclusa in Europa ormai 4 anni prima, continuava a temere per le sorti dei bambini di quelle parti del mondo in cui ancora l’ottusa violenza degli adulti imperversava.

La prefazione di Roberto Denti si accorda perfettamente alla profondità di questa storia capace di toccare le corde del rimpianto, negli adulti, e di suscitare un sentimento sano e vivo di iniziativa nei bambini che certamente si sentiranno coinvolti in questa battaglia senza doppi mezzi condotta da chi ha saputo conservare integro il proprio, naturale, desiderio di pace.anima2

Quando nessuna speranza sembra più essere in grado di risparmiare la vita di innocenti, soprattutto di bambini innocenti, straziati dalle guerre, gli animali decidono di prendere in mano la situazione e di indire una conferenza, appunto, in cui trovare una via d’uscita alla violenza insensata. Ci si riscuote, alla fine della lettura di questa storia, come se si stesse concentrati, inondati dalla luce radiosa del sole, in pensieri costruttivi e di speranza. Ci si riscuote e si rimpiange, per l’appunto, di essere membro di una società grigia, senza impeti, senza coraggio. Ma proprio in queste storie semplici, nell’accezione più nobile che a questo termine si possa dare, ristà la dolcezza capace di nutrire gli animi dei bimbi e restituire agli adulti il senso nobile della rivalsa contro gli ottusi dalla violenza.

Peccato che i delicati acquerelli di Walter Trier siano riportati a corredo della storia in bianco e nero, perché i colori tenui e intesi al contempo di questi ultimi avrebbero, se possibile, rinforzato l’efficacia della storia.

La conferenza degli animali ha ispirato il film di animazione per bambini Animals United, uscito lo scorso 21 gennaio. La Moviemax, che l’ha prodotto, in linea con i principi della storia, devolverà parte dei proventi a sostegno del progetto del WWF “20 Species for a Living Planet” per la salvaguardia degli animali a maggior rischio d’estinzione nel mondo.

Le immagini che riporto in questo articolo sono due delle tavole di Trier in mostra in Ontario all’AGO fino al 25 aprile 2011.

1758-Sovra.inddTitolo: La conferenza degli animali
Autore: Erich Kästner, ill. Walter Trier
da un’idea di Jella Lepman
Editore: Piemme
Dati: 2011, 160 pp., 13,00 €

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Per la sezione “Miglior libro mai premiato” La conferenza degli animali si è aggiudicato il Premio Andersen 2011. Questa la motivazione della giuria: “Per essere uno dei pochi libri capaci di mettere al centro della narrazione i valori e l’importanza della pace. Per la piacevolezza di una lettura briosa e ironica, fantastica ma al tempo stesso intensamente utopica e ideale”.

Il trailer del film Animals United