Babbo Natale, di Raymond Briggs

Lo so, da qualche parte in questo blog ho affermato che bisogna rifuggire i libri che brillano, quelli coi lustrini. L’ho detto, sì, però… Però questo albo a fumetti del 1973, ristampato da Rizzoli nel 2013, brilla di luce propria, e i lustrini sono solo una bella cornice.

Brilla di ironia, di tenerezza, di anticonformismo, di sincerità.

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Babbo Natale, Raymond Briggs – Rizzoli 2013

L’ironia è magistrale: in questo Babbo Natale dal naso paonazzo per il freddo, che preferirebbe di gran lunga starsene a dormire piuttosto che andarsene in giro a consegnare regali nel freddo e nel gelo della notte invernale. Mentre, striscia dopo striscia, si prende cura dei suoi polli e delle sue renne, è tutto un borbottare, un rabbrividire, un grrrrrrare.

La tenerezza è nei gesti  goffi, nella corpulenza impacciata, nelle carezze sul capo del cane e del gatto, nel partire, nonostante sogni l’estate tra i brividi, e nel mettersi al lavoro.

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Babbo Natale, Raymond Briggs – Rizzoli 2013

L’anticonformismo e la sincerità vanno di pari passo. Questo Babbo Natale dalla divisa rossa come tutti gli altri, dalla barba folta e bianca, dal berretto rosso, esattamente come tutti gli altri, è piuttosto umano. Si lamenta se non riesce a passare dal camino, se deve consegnare i regali in mezzo al mare, ai bimbi del faro, e ha da ridire su tutto. Però gioisce genuinamente se qualche bimbo attento gli ha lasciato un bel bicchiere di vino, e lo tracanna.

Ho dimenticato di dire che questo albo di Raymond Briggs è brillante di poesia. Consiglio allora questo libro a tutte le bambine e i bambini, e anche ai loro grandi, desiderosi di un Natale che brilli di poesia.

babbo natale briggs
Babbo Natale, Raymond Briggs – Rizzoli 2013

(Vi segnalo che Raymond Briggs è anche l’autore del celebre “The Snowman”, il cui corto animato potete vedere qui)

babbo natale cop.pngTitolo: Babbo Natale
Autore: Raymond Briggs
Editore: Rizzoli
Dati: 2013, 32 pp., 15,00 €

ELISA ATTRAVERSO LO SPECCHIO #14

Dove andrà il gusto per i libri di Elisa? In quale direzione? Io ho cercato di indirizzarla, di darle consigli, suggerirle letture. Ho letto tanto per lei e con lei, e sempre nel suo sguardo coglievo un’opinione, spesso non detta, talvolta spietata. Fino al momento, per me amarissimo, del: “No, mamma, sto leggendo altro”.

Cocciuta; cocciuta anche io. E dunque l’opera silenziosa del disordine ragionato è partita e, signori miei, ha dato i suoi frutti. Lasciar sparsi i libri, lo diceva anche Munari. Io silenziosamente indico una strada. Buon viaggio, dunque.

#ElisaAttraversoLoSpecchio #Mondadori #StarGirl #lettureautonome #foto_recensione #recensioni #JerrySpinelli
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*StarGirl è com’è
*è d’amicizia
*è d’amore
*in alcuni momenti è commovente

Babbo Natale

Lo so, da qualche parte in questo blog ho affermato che bisogna rifuggire i libri che brillano, quelli coi lustrini. L’ho detto, sì, però… Però questo albo a fumetti del 1973, ristampato da Rizzoli nel 2013, brilla di luce propria, e i lustrini sono solo una bella cornice.

Brilla di ironia, di tenerezza, di anticonformismo, di sincerità.

babbo natale briggs1
Babbo Natale, Raymond Briggs – Rizzoli 2013

L’ironia è magistrale: in questo Babbo Natale dal naso paonazzo per il freddo, che preferirebbe di gran lunga starsene a dormire piuttosto che andarsene in giro a consegnare regali nel freddo e nel gelo della notte invernale. Mentre, striscia dopo striscia, si prende cura dei suoi polli e delle sue renne, è tutto un borbottare, un rabbrividire, un grrrrrrare.

La tenerezza è nei gesti  goffi, nella corpulenza impacciata, nelle carezze sul capo del cane e del gatto, nel partire, nonostante sogni l’estate tra i brividi, e nel mettersi al lavoro.

babbo natale briggs2
Babbo Natale, Raymond Briggs – Rizzoli 2013

L’anticonformismo e la sincerità vanno di pari passo. Questo Babbo Natale dalla divisa rossa come tutti gli altri, dalla barba folta e bianca, dal berretto rosso, esattamente come tutti gli altri, è piuttosto umano. Si lamenta se non riesce a passare dal camino, se deve consegnare i regali in mezzo al mare, ai bimbi del faro, e ha da ridire su tutto. Però gioisce genuinamente se qualche bimbo attento gli ha lasciato un bel bicchiere di vino, e lo tracanna.

Ho dimenticato di dire che questo albo di Raymond Briggs è brillante di poesia. Consiglio allora questo libro a tutte le bambine e i bambini, e anche ai loro grandi, desiderosi di un Natale che brilli di poesia.

babbo natale briggs
Babbo Natale, Raymond Briggs – Rizzoli 2013

(Vi segnalo che Raymond Briggs è anche l’autore del celebre “The Snowman”, il cui corto animato potete vedere qui)

babbo natale cop.pngTitolo: Babbo Natale
Autore: Raymond Briggs
Editore: Rizzoli
Dati: 2013, 32 pp., 15,00 €

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Hilda, bimba alle prese con giganti, troll e crescita

Hilda e il Troll, Luke Pearson - 2014, BaoPublishing
Hilda e il Troll, Luke Pearson – 2014, BaoPublishing

La premessa necessaria è che non sono un’intenditrice di fumetti. Li leggo con molto piacere ma il mio campo è un altro, quello degli albi illustrati. Certo un nesso tra le due arti c’è, ed è palese nel rapporto tra testo e immagini; rapporto del quale, sì, mi intendo, così come della qualità delle storie e delle qualità che esse debbano possedere affinché lo siano.

Hilda e il Troll è storia completa, raffinata, avventurosa, tenera; Hilda e il gigante di Mezzanotte è storia ecologista, ironica, profonda, immaginifica. Hilda, la bimba protagonista è dinamica, vispa, colta, tenera, intelligente. Ha i capelli color carta da zucchero, come le notti di questa solitaria montagna in cui vive con la mamma, come il pelo della sua amica volpe, come il manto del gigante e come il riverbero della luna sulla pelle coriacea, rocciosa, del troll.

Hilda e il Troll, Luke Pearson - 2014, BaoPublishing
Hilda e il Troll, Luke Pearson – 2014, BaoPublishing

Hilda aspetta la pioggia per correre fuori dalla capanna e, libera da ansie materne, trascorrere la notte nella tenda. Gli eventi si susseguono dinamici: Hilda legge un libro sui troll di montagna, aspetta la pioggia, la pioggia fa capolino e nel breve spazio di questi semplici eventi i personaggi protagonisti hanno già trovato un loro posto nel nostro immaginario e nella storia. C’è anche un omino di legno che approfitta di ogni spiraglio per intrufolarsi in casa e sdraiarsi davanti al camino. Mi ha ricordato certi personaggi e certi momenti surreali delle storie di Hayao Miyazaki; il contesto è diverso ma la poesia è assolutamente la stessa. Guardo con attenzione alle reazioni dei bambini cui leggo; all’ingresso dell’omino di legno lo sguardo è perplesso ma naturalmente accogliente, e lo stesso sguardo si mostra divertito all’arrivo nella tenda di una volpina zuppa, color azzurro carta da zucchero, lo dicevamo, un po’ maculata, con dei rametti sulla fronte (daranno frutti?), che sono corna di daino… Hilda è nella tenda, piove e “un rifugio si apprezza ancora di più con un amico”.

Hilda e il Troll, Luke Pearson - 2014, BaoPublishing
Hilda e il Troll, Luke Pearson – 2014, BaoPublishing

L’indomani Hilda munita di matita e taccuino s’avvia alla ricerca di Troll, di rocce troll. Ne trova una che pare sia proprio di quella razza lì, la ritrae fedelmente ma non prima di aver appeso a uno spunzone della roccia un campanellino, sia mai che prendesse vita e li prendesse alla sprovvista. L’avventura evolve e continua in un susseguirsi di quadri suggestivi fino a un finale che è di consapevolezza, accoglienza, rispetto e affinità con la natura e l’ambiente, il che ci accompagna con più di un’aspettativa all’avventura successiva: Hilda e il gigante di mezzanotte. Hilda qui è ancor meglio resa, le sue azioni ci sono familiari, la sua indole si rafforza, diviene più piena, ancor più consapevole. Diventa incisiva e, letteralmente, le sue azioni, i suoi passi, lasciano il segno. L’avventura incomincia proprio a causa delle impronte di Hilda e di sua madre che non sanno, ma presto scopriranno, di vivere nel bel mezzo di un paese popolato da creaturine capaci di rendersi invisibili e palesarsi a loro piacimento, bellicose e puntigliose, decise a scacciare le due ingombranti presenze e riappropriarsi di tranquillità e spazio. Già per Hilda e il Troll avevo parlato di completezza, in questo caso alla completezza si aggiunge una complessità di significati e resa che ha il magico potere di semplificare il linguaggio, aumentando di conseguenza empatia e coinvolgimento, e semplificando alzare il tono dell’intreccio in un crescendo costante che si risolve in un finale sorprendente, epico.

Hilda e il Gigante di Mezzanotte, Luke Pearson - 2014, BaoPublishing
Hilda e il Gigante di Mezzanotte, Luke Pearson – 2014, BaoPublishing

Consiglio, e vivamente, la lettura di entrambe le avventure di Hilda ai bambini dai 6 anni in poi (sebbene i giovani lettori cui l’ho letta siano cinquenni e l’abbiano amata moltissimo), e più in particolare ai bimbi che rifuggono il conformismo, che amino la natura e non abbiano timore alcuno di lanciarsi all’avventura affermando sé stessi nel rispetto degli altri.

hilda cop 1Titolo: Hilda e il Troll
Autore: Luke Pearson
Editore: Bao publishing
Dati: 2014, 40 pp., 14,00 €

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hilda cop 2Titolo: Hilda e il Gigante di Mezzanotte
Autore: Luke Pearson
Editore: Bao publishing
Dati: 2014, 40 pp., 14,00 €

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Jabberwocky. Il nonsense aldiquà e aldilà dello specchio

Raphael Urwiller - JabberWocky
Raphael Urwiller – JabberWocky

‎”Ahi ahi ahi! Ma questo Jabberwocky non è un libro per bambini!”
Ad avere la possibilità di utilizzare nel corpo di una recensione qualche emoticon tra le più funzionali userei quella che mima uno sguardo tra l’attonito e il perplesso. Non è un libro per bambini? Mi chiedo, mentre sosto in pensier bellici, ipercritica verso me stessa e verso l’albo illustrato che continuo a soppesare e rigirare tra le mani; e siccome una emoticon, a meno che non sia sublime e renda il mio contestuale occhidibragia, non avrebbe senso per esplicare il mio disappunto (e in generale esse non hanno mai molto senso se non uno sbrigativo) mi lancio in una immediata quanto naif difesa a spada tratta. Che poi a dover difendere Lewis Carroll mi sento inadeguata e anche un po’ ridicola. E visto che di materiale ridicolo mi ritrovo spesso circondata decido di fermarmi. Non lasciarmi invischiare e considerare la questione sollevata (sempre annosa) da un’altra prospettiva.Oltre lo specchio.

Raphaël Urwiller - Jabberwocky
Raphael Urwiller – JabberWocky

“Inibmab rep orbil nu è non oste uq ma! Iha iha iha!”
Meraviglioso e leonardiano! Orbil, poi, credo sia divertente, ciarlestrone e brillosto.
Ora, a parte il nonsense e i sorrisi quello che c’è da considerare, e seriamente, è il pensiero che ristà dietro a un libro, il pensiero d’opera, intendo, quello che una volta messo in pratica continua la sua placida e composta esistenza ben comodo tra ciascuna pagina. I nostri bambini meritano delle opere complete, perché hanno una tendenza, naturale e innata, a considerare le cose per quello che sono e poi a rileggerle e interpretarle a proprio modo; qualità invidiabile che in pochi hanno la fortuna di nutrire e coltivare fino all’età adulta. Quindi se un bambino incontra un libro dietro al quale c’è il pensiero dell’opera dell’autore dei versi, dell’illustratore, del traduttore e del grafico e dell’editore, egli lo afferra al volo tra altri cento e mentre legge o ascolta ride e ride a crepapelle, ripete, aggiunge, attraversa il famoso specchio senza porre di mezzo cautele di nessun tipo. Fruisce e gioisce dell’arte che si trova dinanzi giacché è dotato di tutte le qualità necessarie a riconoscerla.

Un ragazzo fiero e accorto parte per sconfiggere un mostro feroce; il padre lo mette in guardia, “con fauci e denti ti rinserra”, ma il ragazzo è deciso a non tornare sui propri passi e parte all’avventura. Sembra rocambolesco e difficile da comprendere, forse qualcosa sfugge, ma è previsto che lo faccia. Le parole sono libere.

Raphaël Urwiller - Jabberwocky
Raphael Urwiller – JabberWocky

E del resto, la prima lettrice stessa lo dice: «Davvero grazioso, mi pare», disse quando ebbe terminato. «ma non ci si capisce molto». (Vedete, non voleva confessare, neanche a sé stessa, di non averci capito un accidenti). Mi sembra di avere la testa piena di idee – è solo che non capisco bene quali siano! Ad ogni modo, qualcuno ha ucciso qualcosa: questo, perlomeno, è lampante.

Le illustrazioni di Raphael Urwiller sono argute e accattivanti, si compongono della sovrapposizione e dell’incastro di due soli colori: il rosso e il turchese. Alla radice, scrittura e immagine sono una cosa sola, diceva P. Klee, e in questo albo la radice comune a testo e immagine è evidente. Così due immagini si sovrappongono o uniscono in un portmanteau*, due colori si fondono tra loro per dar vita a un neologismo, dalla radice di un segno si evolve un nonsense; un bambino con una spada, o brando vòrpido, sulla spalla, con la sua espressione e il suo passo deciso racconta in una sola immagine un intero modo di dire; il mostro feroce che in agguato attende mentre la propria lunga coda si insinua e attorciglia tra i tronchi dei rami è uno scioglilingua complesso e divertente, un’immagine capace di trasformarsi e rivivere in un altro contesto raccontando storie d’aquiloni e gioia.

Masolino d’Amico rispetta tutte le stramberie e i dettagli che rendono queste rime uniche, complicatissime e al contempo semplici da memorizzare, spiritose, argute e divertenti. Rime bambine, direi e direi bene.

Titolo: Jabberwocky
Autore: Lewis Carroll, Raphaël Urwiller
Traduttore: Masolino D’Amico
Editore: Orecchio acerbo
Dati: 2012, 26 pp., 18,00 €

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La traduzione della citazione da Attraverso lo specchio è di Alessandra Spirito

*Well, “Slithy” means “lithe and slimy.” “Lithe” is the same as “active.” You see it’s like a portmanteau—there are two meanings packed up into one word (è la spiegazione di Humpty Dumpty ad Alice

“Jabberwocky”
‘Twas brillig, and the slithy toves
Did gyre and gimble in the wabe;
All mimsy were the borogoves,
And the mome raths outgrabe.
“Beware the Jabberwock, my son!
The jaws that bite, the claws that catch!
Beware the Jubjub bird, and shun
The frumious Bandersnatch!”
He took his vorpal sword in hand:
Long time the manxome foe he sought—
So rested he by the Tumtum tree,
And stood awhile in thought.
And as in uffish thought he stood,
The Jabberwock, with eyes of flame,
Came whiffling through the tulgey wood,
And burbled as it came!
One, two! One, two! and through and through
The vorpal blade went snicker-snack!
He left it dead, and with its head
He went galumphing back.
“And hast thou slain the Jabberwock?
Come to my arms, my beamish boy!
O frabjous day! Callooh! Callay!”
He chortled in his joy.
‘Twas brillig, and the slithy toves
Did gyre and gimble in the wabe;
All mimsy were the borogoves,
And the mome raths outgrabe.
“”
from Through the Looking-Glass, and What Alice Found There (1872).

Un galateo irriverente sembrerebbe stridere, se non fosse che lo firma Mark Twain

Quel che è utile quando si ha un fratellino insopportabile da riportare all’ordine è agire con oculatezza, quel che è utile quando si ha una voglia incontenibile di rispondere con una linguaccia alla maestra è che è bene farlo solo se davvero necessario.

Consigli alle bambine di Mark Twain, Vladimir Radunsky - Donzelli
Consigli alle bambine di Mark Twain, Vladimir Radunsky – Donzelli

Ponderare le marachelle, insomma, questo è il principio di base della spassosa short story di Mark Twain illustrata da Vladimir Radunsky per Donzelli. Il packaging è assolutamente accattivante e le illustrazioni come in pochi altri casi così calzanti al testo. Twain è un mostro sacro della letteratura umoristica, ero curiosa di scoprire l’approccio scelto per le immagini e le scopro non di corredo ma complementari, bizzarre, scomposte, irriverenti. Come le parole di Twain che calibrano le birichinate descritte (consigliate direi, visto che si tratta di Consigli alle bambine) con un tono da manuale che fa il verso alle introduzioni ai vecchi ricettari di una volta diretti alle signorine a modo.

Consigli alle bambine di Mark Twain, Vladimir Radunsky - Donzelli
Consigli alle bambine di Mark Twain, Vladimir Radunsky – Donzelli

Il testo è nella sua semplicità e brevità (7 aforismi) pungente e accorto; si riconoscerebbe il marchio Twain anche al buio giacché nella loro diretta semplicità queste parole irriverenti auspicano un fine del tutto difficile da conquistare: la capacità di ciascuno di far valere il proprio punto di vista ritagliandosi in un mondo di regole borghesi il proprio spazio libero, la propria e personale indipendenza.

Questo vademecum, edito per la prima volta in Italia, è stato scritto da Twain nel 1906; validi a tutt’oggi i suoi consigli e la sua spinta a una sana e liberatoria ribellione alle regole, spesso sterili e figlie dei capricci e delle fobie degli adulti. Mi congedo con l’aforisma che ho trovato più divertente: «Le brave bambine mostrano sempre molto rispetto per le persone di una certa età. Mai essere insolenti con i grandi, a meno che non siano loro a cominciare».

consigli-alle-bambine1Titolo: Consigli alle bambine
Autore: Mark Twain, Vladimir Radunsky
Traduzione: Bianca Lazzaro
Editore: Donzelli
Dati: 2010, 24 pp., 16,00 €

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