Christian Voltz. “Ancora niente?” e “Non è colpa mia!”

Un punto esclamativo per un titolo e un punto interrogativo per un altro. Due libri di Christian Voltz, entrambi pubblicati da Kalandraka, dallo stesso formato, realizzati con la stessa tecnica ma con due andature e due soggetti del tutto diversi.

Il primo in ordine di pubblicazione qui in Italia si intitola Non è colpa mia! La storia, buffissima, nasce facendo perno su un classico: una signora etra nella stalla per mungere la mucca ma scorge un ragnetto e senza pensarci su due volte lo schiaccia. Una cosa da nulla, cose che capitano, ma siamo sicuri che sia proprio così? In realtà questo gesto stizzoso si rivela precipitoso e dà il via a un effetto farfalla che pare inarrestabile ma del quale non si intuisce subito la sostanza circolare. E qui sta il bello!

NON È COLPA MIA!, di Christian Voltz - 2018 Kalandraka Italia
NON È COLPA MIA!, di Christian Voltz – 2018 Kalandraka Italia

Perché la fattrice dai capelli di rafia, non appena schiacciato il ragno si becca un’incornata in pieno sedere. Brutta bestiaccia, si era rivolta al ragno mentre lo schiacciava, Razza di grossa vacca! insulta la mucca mentre si massaggia la chiappa dolorante.

Non è colpa mia! è stato quell’asino a scalciare sul mio sedere.
Io allora ho fatto un salto per lo spavento!

Non è colpa sua, dunque è la volta dell’asino di beccarsi un insulto da parte della signora con gli occhi strabuzzanti d’ira. Mano a mano che si procede, gli animali ribattono a viva voce che non è colpa loro, fino a quando in un finale che riporta alla pagina iniziale e che mette al suo posto l’antipatica protagonista (la quale ha però un bel vestitino a quadretti con l’orlo di pizzo, c’è da ammetterlo) la responsabilità torna proprio a chi ce l’ha.

NON È COLPA MIA!, di Christian Voltz - 2018 Kalandraka Italia
NON È COLPA MIA!, di Christian Voltz – 2018 Kalandraka Italia

In un procedere molto ritmico, che si basa sulla reiterazione, le urla stridule della protagonista sembrano percepirsi grazie al segno tipografico e esasperano per parossismo le caratteristiche tipiche degli animali cui si rivolge. Un buono spunto per riflettere sui giudizi affrettati e sul modo in cui il tono e il timbro che diamo alle parole può divenire insultante.

Ancora niente?, di Christian Voltz - 2019 Kalandraka Italia
Ancora niente?, di Christian Voltz – 2019 Kalandraka Italia

Anche per Ancora Niente! la tecnica di realizzazione è quella del collage tra materiali di riciclo, diversi tra loro per struttura e consistenza: fil di ferro, parti di utensili rotti, legno, carta, stoffa. Molto differente, invece, è il ritmo. Qui siamo all’aperto, il contesto è un fondo carta da zucchero di cielo. Il Signor Louis pianta un seme e si mette in attesa. Aspetta che spunti, di giorno in giorno torna a vedere a che punto sia, se sia nato. Il Signor Louis non lo sa, ma dal momento in cui ha piantato il seme, si è aperto per il lettore uno scenario di meraviglia. Le doppie tavole sono divise in due sezioni, una accoglie il Signor Louis e un uccellino che curioso gli svolazza attorno.

“Bisogna essere pazienti” disse all’uccellino.
Ma l’uccellino non rispose niente…

L’altra, in carta da pane, è visibile e parla solo al lettore. Noi abbiamo uno sguardo privilegiato su quanto accade al seme sotto terra. E ci sentiamo di incoraggiare il Signor Louis, di apprezzarne la pazienza, perché noi lo sappiamo, il seme sta facendo il suo lavoro, pian piano, ma con costanza. Il Signor Louis non lo sa, ma oltre all’uccellino anche il seme sta facendo del suo meglio per fargli compagnia.

Ancora niente?, di Christian Voltz - 2019 Kalandraka Italia
Ancora niente?, di Christian Voltz – 2019 Kalandraka Italia

La natura però ha i suoi tempi, il processo di crescita è lento, germogliare non è cosa semplice. E la pazienza del Signor Louis non è sufficiente. Dopo qualche giorno d’attesa, non vedendo risultati, desiste, stizzito. Però qualcun altro no, qualcun altro ci sorprende.

Due albi divertenti e originali che penso non debbano mancare nella vostra libreria.

Titolo: NON È COLPA MIA!
Autore: Christian Voltz (Marta Bono traduzione)
Editore: Kalandraka Italia
Dati: 2018, pp. 40, 14.00 €

Titolo: ANCORA NIENTE?
Autore: Christian Voltz (Marta Bono traduzione)
Editore: Kalandraka Italia
Dati: 2019, pp. 40, 14.00 €

Hachiko. Il cane che aspettava

Quando torno stasera andiamo a fare un bel giro. Te lo prometto solennemente, Hachiko. Mi senti? Solennemente. Tu e io da soli, d’accordo? Aspettami qui come sempre. A più tardi!

Rosa è una rosa è una rosa è una rosa, diceva Gertrude Stein. (Sacred Emily, 1913). È una diafora che ripete e ripete e ripetendo amplia e apre a decine di significati e significanti. Così, per Hachiko, cucciolo di razza akita, le parole del professor Eisaburo Ueno Promessa è una promessa è una promessa è una promessa.

<em> Hachiko. Il cane che aspettava</em>,  Lluís Prats Martínez, Zuzanna Celej - Albe edizioni 2017
Hachiko. Il cane che aspettava, Lluís Prats Martínez, Zuzanna Celej – Albe edizioni 2017

Il professore gli ha promesso solennemente che al ritorno dal lavoro, incontrandosi alla fermata del treno, sarebbero andati assieme a fare un bel giro e lui ascolta, aspetta. Perché è una Promessa.

Da quando il cucciolo è entrato nella sua vita il professore vive la propria esistenza con più leggerezza, lasciandosi contagiare dall’energia e dall’entusiasmo del cane, in uno scambio d’affetto che è quotidiano. Eisaburo Ueno insegna all’università a Tokyo, ogni mattina prende il treno e poi ritorna alle 17. Hachiko lo accompagna e poi al pomeriggio, come se avesse un orologio interiore puntato al momento di rivedere il suo amico, parte come una freccia, interrompendo qualsiasi attività, per mettersi in attesa appena fuori alla stazione, con l’orecchio teso al rumore del bastone del professore sulla strada, gli occhi alla porta scorrevole, preludio del suo professore.

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Hachiko. Il cane che aspettava, Lluís Prats Martínez, Zuzanna Celej – Albe edizioni 2017

Sembra un arco di tempo brevissimo, un anno e mezzo, specie se paragonato ai dieci successivi che Hachiko passerà da solo in attesa, ma a volte basta anche solo un istante per legare per sempre due creature. Con la sua fedele ostinazione, con la sua speranza e  perseveranza, Hachiko diventa un simbolo per Tokyo, per il Giappone, ma ancora prima per la stazione. Alla stazione è circondato da attenzioni, un boccone di cibo, una carezza; tutti, dal giornalaio alla pescivendola, alla venditrice di dolcetti, alla geisha, al bigliettaio si prendono cura di lui. Lo spazio della stazione sembra ampliarsi e diventare vastissimo; il piccolo angolo di strada in cui Hachiko si ferma ogni giorno ad aspettare, acquisisce la forza enorme di un ambiente fiabesco senza confini. Assieme al fatto che questa storia così magica sia ispirata a una vera. Raccontata da Lluís Prats Martínez e illustrata dall’artista polacca Zuzanna Celej delle fiabe conserva anche il tono delicata, lieve e assieme crudele, intenso, che è anche specchio degli anni in cui è ambientata (Gli anni Trenta del secolo scorso).

Si snoda con garbo, come a voler ricostruire pezzetto dopo pezzetto la profondità del legame tra cane e uomo, per poi avanzare con più ritmo dalla morte del professore in poi. Fino a tornare a una calma preludio della morte, che non è una fine, ma un nuovo gratificante inizio.

COPERTINA-HACHIKOTitolo: Hachiko
Autore: Lluís Prats Martínez, Zuzanna Celej (Trad. A. Cristofori)
Editore: Albe edizioni
Dati: 2017, 160 pp., 14,90 €