Un pensiero dopo la pioggia

Un pensiero dopo la pioggia, Miguel Cerro - 2018, Kalandraka

C’era una volta un bosco meraviglioso, pieno di luce, in cui vivevano animali di ogni tipo.

E la luce di questo bosco viene dalla terra, su cui si riflette il sole, una luce panna, calda e chiara che avvolge con tenerezza tutti gli animali che lo popolano e che infatti, eccezion fatta per un buffo animale di razza occhiona, socchiudono gli occhi in una fessura dolce e felice. La volpe in primo piano e l’orso, i fenicotteri nel torrente, la tartaruga…

Un pensiero dopo la pioggia, Miguel Cerro - 2018, Kalandraka
Un pensiero dopo la pioggia, Miguel Cerro – 2018, Kalandraka

Poi succede che un giorno, così, all’improvviso, le pagine vengano invase quasi del tutto da nubi cupe e cariche di pioggia, e la pioggia cominci a cadere, incessante, bagnando lo sguardo di tutti gli animali che, ancora in un cantuccio di luce panna, guardano tutti, naso all’insù, al buio che si fa largo.

<em>Un pensiero dopo la pioggia</em>, Miguel Cerro - 2018, Kalandraka
Un pensiero dopo la pioggia, Miguel Cerro – 2018, Kalandraka

ed ecco che la terra si ricopre di acqua e perde il suo chiarore, diventa azzurra, e non riflette più nulla, nemmeno le sagome degli animali che con le zampe a mollo subiscono la pioggia incessante con rassegnazione, fino a quando l’acqua non si fa minacciosa e li raggiunge, e poi quasi li insegue. Per fortuna sulla montagna più alta c’è una caverna asciutta, un rifugio. La pioggia smette di cadere e gli animali cominciano a organizzarsi: serve acqua, serve cibo. La volpe, sollecita, si offre volontaria, ma qualcun altro ha sempre i mezzi o le capacità giuste per farlo prima e meglio di lei. O sottesa rimane la diffidenza nei confronti di quella portatrice di sinuosa coda fulva.

Manca però qualcosa, senza cui, pur all’asciutto e pur con la pancia piena, non si può far senza.

Manca la poesia. E la volpe sa dove trovarla, e soprattutto sa come portarla alla caverna, perché possa illuminare tutti, restituendo ad ognuno uno sguardo socchiuso, sereno e dolce. Restituendo a se stessa la rivalsa delle buone intenzioni.

Un pensiero dopo la pioggia, Miguel Cerro - 2018, Kalandraka
Un pensiero dopo la pioggia, Miguel Cerro – 2018, Kalandraka

Allora rinuncia alla luna e cammina, alla ricerca di qualcosa che sa, c’è. E infatti, tra i rami di un albero, provato dalla nebbia, uno sciame di lucciole non aspetta altro che un aiuto e di poterne dare. Assieme tornano al rifugio, diradando il buio e restituendo alla storia, alla grotta e tutti gli animali assieme, quella luce da cui tutto aveva preso le mosse.

portada DESPUES LLUVIA.inddTitolo: Un pensiero dopo la pioggia
Autore: Miguel Cerro
Traduzione: Giulia Giorgini
Editore: Kalandraka
Dati: 2018, 32 pp., 16,00 €

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Il regno invisibile

Questa è la storia di come ho letto Il regno invisibile, di Rob Ryan.

Questa è la storia di una famiglia, una famiglia reale che ha un protagonista bambino, prima, e ragazzo, poi.

Si apre con una parentesi, che troverà la sua chiusura in coda alla storia, e ci parla di ritratti fotografici, quelli classici che ciascuno di noi ha in casa: i bimbi da piccoli, la nostra foto del diploma, quella del primo viaggio da soli, quelle in bianco e nero dei nostri nonni, e bisnonni. Ciascun ritratto racconta una storia, che si tramanda di generazione in generazione, di alcuni si perde memoria. È il corso naturale delle cose in una casa come le altre, in una casa come la nostra.

Il regno invisibile, di Rob Ryan - 2015 Ippocampo
Il regno invisibile, di Rob Ryan – 2015 Ippocampo

Non accade che un membro della famiglia sia dimenticato, nelle famiglie reali. Per ciascun membro di quelle famiglie c’è un lavoro sulla memoria collettiva che ottiene i suoi indelebili, seppur colorati o sbiaditi frutti.

Continuo a leggere e la storia che mi si racconta è quella di una famiglia reale, di come ciascuno per il solo fatto di essere nato in un luogo piuttosto che un altro abbia più diritto alla memoria costruita. Mi domando dove l’autore voglia condurmi e quindi, con la terza premessa lo comprendo: in un palazzo. Questa che leggo quindi è la storia di un palazzo e di come sia costruito per livelli e di come ogni livello abbia la sua importanza: dal piano più alto fino a quelli bassi, in cui vivono i servi. E i ciabattini.

Il regno invisibile, di Rob Ryan - 2015 Ippocampo
Il regno invisibile, di Rob Ryan – 2015 Ippocampo

Però no, non è il palazzo ciò di cui mi si racconta. È la storia, piuttosto, di un bambino. Un bambino solo, un bambino che è una silhouette nera, un bambino ritratto in due dimensioni. Piccolo, silenzioso.

A questo punto comincio a mettere assieme i pezzi: questa è una storia di ritratti, di una famiglia, di un palazzo, di un bambino, poi ragazzo. È una storia di memoria.

E leggendo comprendo che la stanza più importante non è tanto quella del re, ma la soffitta. Assieme alla stanza del ciabattino, il quale si rivela un amico prezioso per il bambino che non ha alcun compagno di giochi e che interagisce solo con gli adulti. Il bambino non ha mai abbandonato il palazzo, non ha idea di cosa sia la città. Per cui, quando la scopre è come se si aprisse davanti ai suoi occhi un mondo sconosciuto.

Come nelle fiabe, il bambino incontra il suo aiutante, umile, sì, ma in possesso di uno strumento magico (un inchiostro che si illumina e rivela disegni e scritte solo sotto la luce di una speciale torcia), che lo aiuta a fissare la propria immaginazione e al contempo a proteggerla da occhi indiscreti. Grazie a questo rituale, che metterà in atto ogni sera, il bambino trova un passaggio segreto verso l’esterno.

Alla morte del padre il suo destino è scritto e si compie: sarà re. Ma prima dovrà raccogliere la vera eredità lasciatagli dal padre, che non consiste in terre o palazzi, ma nella chiave della libertà.

Raccontare questo libro è complesso, perché la storia è molto articolata, complessa, e definendone i dettagli toglierei piacere alla vostra, di lettura. Ciò che non posso esimermi dal dirvi è di come le illustrazioni, realizzate con la tecnica del papercut, siano buie e luminose al contempo. Nelle notti cittadine i lampioni risplendono di una luce che par vera. L’inchiostro magico riluce su tacchi e tende.

La stessa sovraccoperta si trasforma in un grande poster con un opera, anch’essa a papercut, di Rob Ryan.

61scvxkmtl-_sx363_bo1204203200_Titolo: Il regno invisibile
Autore: Rob Ryan
Editore: Ippocampo
Dati: 2015, 62 pp., 18,00 €

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