Il mistero della magia del Natale

Il mistero della magia del Natale è un elogio della gentilezza.

In un racconto lungo di Chiara Valantina Segré, corredato dalle vivaci illustrazioni di Morena Forza, si dipanano le avventure di un gruppo di bambini dallo sguardo limpido e dal piglio deciso, che, quando si accorgono che qualcosa incrina la magia del Natale, non esitano a prendere in mano la situazione e porvi rimedio.

Il mistero della magia del Natale di Chiara V. Segrè, Morena Forza - 2016 Edizioni corsare
Il mistero della magia del Natale di Chiara V. Segrè, Morena Forza – 2016 Edizioni corsare

Un elogio della gentilezza, dicevo, perché il fatto è che i protagonisti della magia del Natale (elfi, Babbi Natale, pupazzi di neve, renne…) soffrono di tutte le brutture del nostro contemporaneo. I bambini riescono con consapevolezza ad abbandonare il proposito di risolvere le sconcezze abnormi: la guerra, la miseria. Cose orrende, inavvicinabili per i bambini, fuori dalla loro portata. I gesti gentili del quotidiano invece sì, quelli sono realizzabili, concretamente, e anche piuttosto naturali. E lì agiscono.

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Il mistero della magia del Natale di Chiara V. Segrè, Morena Forza – 2016 Edizioni corsare

Armati di entusiasmo e anche di premura, compiendo gesti di generosità e gioia, i bambini restituiranno il sorriso ai protagonisti del Natale. Seminando gentilezza riusciranno in un compito difficilissimo, anche perché gli adulti, si rivelano incapaci persino di accorgersi di ciò che agli occhi dei bambini è palese, e stupefatti della generosità dei bambini, per la quale dovrebbero invece essere d’esempio.

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Il mistero della magia del Natale di Chiara V. Segrè, Morena Forza – 2016 Edizioni corsare

Il mistero comincia quando i personaggi del calendario dell’avvento iniziano a svanire, a intristirsi. Si risolve con l’intervento di un gruppo di ragazzini e due librai molto, molto speciali.

il-mistero-magia-nataleTitolo: Il mistero della magia del Natale
Autore: Chiara V. Segrè, Morena Forza
Editore: Edizioni corsare
Dati: 2016, 32 pp., 16,00 €

Piccola volpe nel bosco magico

Piccola Volpe nel bosco magico, di Stephanie Graegin - 2018, Terre di Mezzo

Sulle risguardie di questo albo senza parole troneggia uno scaffale ricco di libri e di giocattoli. Pare che si possa sapere tutto di una persona leggendo i titoli dei libri che tiene sullo scaffale più accessibile della casa. Se così fosse, questo scaffale ci racconterebbe di una bambina o di un bambino con la passione per le fiabe, i boschi, le avventure e le leggende misteriose. Per gli unicorni magici ma anche per lo studio di fiori, piante e animali. Questo allo sguardo superficiale, tutto attraverso la lente del blu, di un estraneo curioso.

Piccola Volpe nel bosco magico, di Stephanie Graegin - 2018, Terre di Mezzo
Piccola Volpe nel bosco magico, di Stephanie Graegin – 2018, Terre di Mezzo

In realtà pagina dopo pagina, o meglio alla fine della storia, tornando indietro, ci si accorge che su quello scaffale sta tutta l’avventura, il principio, lo svolgersi della stessa. E poi sulle risguardie finale la sua conclusione.

E l’avventura è quella di una bambina e incomincia tra i banchi di scuola, quando la maestra invita a portare un oggetto prezioso e vecchio. La bambina non ha dubbi: la cosa più preziosa e vecchia che possiede è un pupazzo, una volpacchiotta di pezza, azzurra come tutta l’atmosfera che permea la realtà del suo quotidiano. All’uscita da scuola, però si attarda sull’altalena, al parco, e appoggia la volpacchiotta ai piedi della giostra. Una piccola volpe, stavolta vera, vede il pupazzo e non resiste, lo sgraffigna per poi addentrasi correndo nel bosco. La bambina senza indugio le corre dietro, lasciando il suo zaino, che un altro bambino raccoglie per poi rincorrerla anche lui.piccola volpe nel bosco magico 3

La volpe è di un arancione bruno e stringe quella di pezza azzurra tra le zampe. Man mano che si addentra nel bosco, nelle pagine alcuni dettagli prendono colore. Sono tracce di una realtà diversa, molto diversa da quella azzurra del mondo della bambina e del suo amico. Un cespuglio verde qua, un uccellino rosso di là. Ai piedi di un albero la tana di uno scoiattolo: – Hai visto questa volpe? – chiede la bambina mostrando una foto di lei e del suo pupazzo del cuore. – Di là – , fa segno lo scoiattolo. E l’inseguimento continua, fino all’arrivo in un mondo coloratissimo, soprattutto di verde.

Alla ricerca della piccola volpe, quella vera, che ha preso la piccola volpe, quella di pezza.

Piccola Volpe nel bosco magico, di Stephanie Graegin - 2018, Terre di Mezzo
Piccola Volpe nel bosco magico, di Stephanie Graegin – 2018, Terre di Mezzo

Come dicevo poco su le risguardie finali raccontano anche l’epilogo della storia, che svelo, perché trovo che sia poetica e bella l’idea di incontrarsi e comprendersi. Di mettere a confronto due mondi del tutto diversi e accomunarli l’uno di un elemento dell’altro. Un po’ di blu nel mondo a colori della volpe, un po’ di rosa in quello azzurro della bambina. Un parte rilevante dell’affetto e del passato di ciascuna in regalo all’altra. Uno scambio che lo scaffale ci racconta con grazia. E bellezza.

<em>Piccola Volpe nel bosco magico</em>, di Stephanie Graegin - 2018, Terre di Mezzo
Piccola Volpe nel bosco magico, di Stephanie Graegin – 2018, Terre di Mezzo

CL146x168_11705Titolo: Piccola Volpe nel bosco magico
Autore: Stephanie Graegin
Editore: Terre di Mezzo
Dati: 2018, 36 pp., 12,90€

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Se invece sei di Roma, passa a trovarmi in libreria: Il Giardino incartato, via del Pigneto, 180

La leggenda di Sally Jones

La leggenda di Sally Jones, Jacob Wegelius - 2017, Orecchio Acerbo
La leggenda di Sally Jones, Jacob Wegelius - 2017, Orecchio Acerbo
La leggenda di Sally Jones, Jacob Wegelius – 2017, Orecchio Acerbo

È una notte senza luna e senza stelle quella in cui nasce Sally Jones. È cupo l’avvertimento: la neonata sarà colpita da molte disgrazie nel corso della vita. È indomito lo spirito selvaggio di questa gorilla in cattività. Uno spirito ingenuo e coraggioso che ama e si spende senza risparmiarsi, che corre rischi, che è colmo, e poi stracolmo, di sofferenza, delusione, tristezza e sempre capace di sollevarsi con uno strumento intelligente e forte: la speranza.

Il primo a tradire Sally Jones è il destino, che, invece di essere roseo per una gorilla deliziosa come Sally è, si prospetta tetro e senza scrupoli. Poi colei che l’accoglie dopo una traversata sotto falso nome e tempo di stenti. Quindi l’amore, che se affidato ad anime molli spesso è effimero. E di nuovo la sorte, e ancora.

La leggenda di Sally Jones, Jacob Wegelius - 2017, Orecchio Acerbo
La leggenda di Sally Jones, Jacob Wegelius – 2017, Orecchio Acerbo

Tutti questi straordinari accidenti rendono la vita di Sally Jones leggendaria, per cui mi correggo: il destino non è stato poi così crudele, probabilmente lungimirante, giacché ha permesso che un’eroina così forte e fragile avesse il proprio spazio, il proprio tempo.

Dunque Sally Jones è una gorilla, e come tutti i gorilla non avrebbe avuto nome se non fosse stata rapita da un bracconiere e poi venduta a un mercante turco senza alcuno scrupolo che la battezza alla schiavitù con questo nome per poterla far viaggiare su un cargo da passeggera, sotto mentite spoglie. Dopo essere stata “adottata” da una ricca signora con il vizio del fumo e del furto, Sally Jones diventa un’abilissima ladra, capace di raggiungere le casseforti più nascoste, di scassinare quelle blindate. Ma un malvivente, sebbene inconsapevole, deve far i conti con la giustizia prima o poi, e Sally Jones paga per tutti. Dai cornicioni di palazzi prestigiosi allo zoo la via è breve. Corde, catene, malattie, per anni. Poi l’amore, il tradimento e la fuga e il salvataggio e poi l’amicizia, di nuovo la solitudine, la malattia, la delusione. In mezzo i viaggi, tanti viaggi, i naufragi, e infine la rivalsa, quella vera, che libera e lo fa con consapevolezza, in barba al destino. Che è tale e mette un punto alla malasorte perché generosa e conscia.

La leggenda di Sally Jones, Jacob Wegelius - 2017, Orecchio Acerbo
La leggenda di Sally Jones, Jacob Wegelius – 2017, Orecchio Acerbo

Ma oltre la storia leggendaria, e l’eroina straordinaria (nel mio immaginario mancava una protagonista da affiancare a Severus Piton nel Pantheon degli eroi letterari) che sarebbero già di per sé bastanti, è il tono quello che caratterizza e connota: irriverente, spietato, tenero, ironico. Si comincia a leggere e ci si immagina seduti in poltrona a fumare la pipa, ascoltando una cronistoria via radio, balzando su al primo colpo di scena, ad ogni virata repentina. Il timbro permea ogni pagina di un velo di disincanto che proprio per essere tale incanta e avvolge.

La leggenda di Sally Jones, Jacob Wegelius - 2017, Orecchio Acerbo
La leggenda di Sally Jones, Jacob Wegelius – 2017, Orecchio Acerbo

I ritratti e le descrizioni dei più loschi figuri sono simili a quelle dei più devoti Santi, simili in maniera grottesca ai santini, s’intende iconograficamente. Incorniciati, in posa austera, con descrizione delle gesta e delle origini. Poi le mappe, per seguire Sally Brown nelle sue peripezie dall’Africa all’Asia, per le strade di Istanbul, quelle di New York, e nel Borneo. E i quadri, dall’andamento teatrale, per scene, ed epico. Puntini e linee a giocare con le ombre e la profondità, colori che rimandano a un passato di cammei invecchiati al collo di qualche nobildonna, di articoli di giornale conservati tra le pagine di un libro.

Mentre si congeda, Sally Jones, a poppa, saluta con la mano. Farei presto la sua conoscenza, ve lo consiglio vivamente.

Titolo: La leggenda di Sally Jones
Autore: Jacob Wegelius
Traduzione dallo svedese di Maria Valeria D’avino
Editore: Orecchio Acerbo
Dati: 2017, 108 pp., 16,50 €

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ELISA ATTRAVERSO LO SPECCHIO #11

Come mai Elisa non legge più? Oppure, come mai non recensisce più i libri che legge? Ebbene, Elisa legge, e tantissimo, e ovunque. La novità è che in casa nostra si è intrufolato Harry, Harry Potter e non ce n’è più per nessuno. Sto provando, credetemi, a suggerirle letture diverse. Lei accoglie i miei suggerimenti, legge, ma poi non resiste, va a dormire con un libro sotto al braccio e al momento di spegnere la luce, rapita e coinvolta, è in compagnia di Hermione Granger e Ron (ah! Ron!).

In due/tre mesi ha letto

  1. Harry Potter e la pietra filosofale
  2. Harry Potter e la camera dei segreti
  3. Harry Potter e il prigioniero di Azkaban
  4. Harry Potter e il calice di fuoco

Non sapeva più  a cosa ricorrere per aumentare il punteggio quindi alle stellette ha aggiunto una saetta (quella della cicatrice) e, stavolta, nella sua #fotorecensione ci mette pure la faccia!

FotoJet
#ElisaAttraversoLoSpecchio Harry Potter, J. K. Rowling

#ElisaAttraversoLoSpecchio #salanieditore  #HarryPotter #lettureautonome #foto_recensione #recensioni
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*è magico
*è pauroso
*è avventuroso
*ci sono anche i film (e anche loro sono bellissimi)

ELISA ATTRAVERSO LO SPECCHIO #8

Un viaggio in macchina lungo 7 ore dura meno ed è più piacevole se ascolti un classico avvincente. Elisa ha scelto Il giardino segreto per l’andata e Le avventure di Tom Sawyer per il ritorno. Entrambi belli, dice, ma Le avventure di Tom Sawyer di più!

Di Mark Twain – Biancoenero edizioni.

eliattraversolospecchio_#8b
ElisaAttraversoLoSpecchio #8
*è avventuroso
*è ribelle
*i bambini protagonisti sono coraggiosi e simpatici
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#ElisaAttraversoLoSpecchio #lettureautonome #recensione #foto_recensione #biancoenero_edizioni #TomSawyer #marktwain

ElisaAttraversoLoSpecchio #8
ElisaAttraversoLoSpecchio #8

Le avventure di Boscoscuro

Le avventure di Boscoscuro è un romanzo, lo dice anche il nome, d’avventura. Del genere avventuroso ha tutto: la tragedia, l’eroismo, il viaggio, l’amore, l’amicizia, la morte, il sacrificio, il coraggio. E protagonisti animali che comunicano tra loro ma non sono affatto umanizzati, anzi, ciascuno di loro conserva la propria, ferina, identità.

<em>Le avventure di Boscoscuro</em>, di Avi - 2017, Il Castoro
Le avventure di Boscoscuro, di Avi – 2017, Il Castoro

La protagonista del romanzo è Pimpinella, che del nome che porta conserva il carattere piccante e fresco. È una delle figlie del capo di una grande famiglia di topolini cervini ed è innamorata di un topolino che va sempre controcorrente, Trifoglio. Con lui si reca, nonostante il divieto che glielo impedirebbe e senza nemmeno provare a chiedere permesso al gufo Ocax che tutto vede, tutto sa e su tutti, specialmente sui topi, governa esercitando un potere che è fatto di minacce e violenza.

Le avventure di Boscoscuro, di Avi - 2017, Il Castoro
Le avventure di Boscoscuro, di Avi – 2017, Il Castoro

Come nelle più classiche avventure, nello scambio di battute tra Trifoglio e Pimpinella si scorge già il dramma che di lì a poco darà il via alla storia, ma quando il gufo Ocax arriva a ghermire Trifoglio, mettendo la parola fine alla storia d’amore tra i due topolini, non c’è traccia di come si andrà avanti attraverso stradine di campagna e sottobosco. Quello che è subito chiaro è che Pimpinella è una topolina coraggiosa, e lo si vede soprattutto nei momenti in cui si dimostra più fragile, più incerta. Quando non hai conosciuto altro che lo scarpone che fa da studio a tuo padre, o la scatola di latta che hai scelto come stanza, mettersi in viaggio può essere ancora più difficile di quanto normalmente già non sia, ma Pimpinella, sorprendendo tutti, sceglie la prospettiva di una vita migliore per sé e per gli altri topi, sfidando le regole, svelando la verità.

Le illustrazioni in bianco e nero di Brian Floca accompagnano passo dopo passo il viaggio della topolina alla scoperta di un posto migliore in cui vivere, alla riscossa contro un nemico che tiranneggia oltre ogni limite, alla scoperta di nuovi amici e degli affetti familiari.

avventure-di-boscoscuro-coverTitolo: Le avventure di Boscoscuro
Autore: Avi, ill. di Brian Floca (trad. Maria Bastanzetti)
Editore: Il Castoro
Dati: 2017, 186 pp., 13,50 €

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Per mare

Di cosa mi racconta Per mare; mi racconta di libertà, mi racconta di paura, mi racconta di illusioni, mi racconta di viaggi o mi racconta di ricerche?

O forse, Per mare, mi racconta una storia che conosce così bene il suo mestiere da riuscire a raccontarmi tutto questo?

L’ho letto più volte, Per mare, e quest’ultima mi ha raccontato, nel brevissimo spazio di dodici tavole e di altrettanti blocchetti di testo, del mare e, per farlo, mi ha raccontato della vita e della morte.

Per mare, di Riccardo Bozzi, Emiliano Ponzi - Lapis 2016
Per mare, di Riccardo Bozzi, Emiliano Ponzi – Lapis 2016

C’è un cammeo nel frontespizio. È tondo, sembra lo sguardo concesso all’occhio da un cannocchiale. Su quella che sembra un’isola, tre uomini, tre pirati forse (lo dico per i profili dei loro cappelli) attorno al fuoco; sembrano raccontare. Raccontare questa storia, o altre, o una variante di questa storia.

È notte e, certo, mi sembra che stiano riposando. Perché il mare, “è largo e rotondo. Non ha spigoli, tranne qualche scoglio che bisogna saper evitare”. È come la vita, larga e rotonda, con scogli incombenti (che a volte assumono le sembianze della morte) che legittimano la sua meravigliosa distesa, azzurra, placida o burrascosa. Eccitante.

Ci si preoccupa, per mare, ci si sente in pericolo. Altri si sentono al sicuro. Altri si annoiano, per mare. La stessa bonaccia può rivelarsi confortevole o disturbante; proprio come certe storie.

Per mare, di Riccardo Bozzi, Emiliano Ponzi - Lapis 2016
Per mare, di Riccardo Bozzi, Emiliano Ponzi – Lapis 2016

E per mare vanno le navi, e ciascuna nave ha la propria ciurma, il proprio equipaggio. In questo vasto mare, che è la vita e la morte, c’è sempre un tesoro, che è bene e consigliabile saper cercare.
Ciascun marinaio,
ciascun passeggero,
ciascun mozzo,
ciascun avventuriero
è capace di guardare con la mano tesa sulla fronte, di giorno, per scrutare l’orizzonte facendo ombra allo sguardo, o di amplificarlo, è capace, attraverso le lenti di un binocolo. Anche di notte. Di scrutare con il miglior sguardo possibile, è capace. Cullando una personalissima mappa; ciascuno ha la propria, nessuno ha la stessa. Sono mappe intime e segrete.

Però si condivide il viaggio, si condivide la ricerca. Talvolta, si condivide anche il tesoro.

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Autori: Riccardo Bozzi, Emiliano Ponzi
Editore: Lapis
Dati: 2016, 32 pp., 14,50

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Una nave di folli carica di libertà

Come i risguardi possano aggiungere all’albo un pizzico di follia

O ubriachezza… ché ad aprire e chiudere, anche a socchiudere, i fiori bianchi e gli azzurri, i quadrati rossi ondeggiano, creano linee sbilenche, sembra quasi di star seduti a prua, su una nave dei folli in balia delle onde.

La nave dei folli, di Marco Taddei e Michele Rocchetti - Orecchio Acerbo 2016
La nave dei folli, di Marco Taddei e Michele Rocchetti – Orecchio Acerbo 2016
Come a mescolar tarocchi e dipinti celebri possano nascere illustrazioni irriverenti

Quando le si incrocia per la prima volta è difficile coglierne tutti i dettagli. E la sensazione di non aver visto qualcosa, che qualcosa sia sfuggito, resta anche dopo tutte le letture, tutti gli sguardi successivi. Esse, le illustrazioni, si fanno largo su una pagina intera e al contempo sono racchiuse entro un bordo, e poi ornate da una cornice che ne richiama il senso, come se non dovessero strabordare nel testo, che, di fianco, è anch’esso ornato da un capolettera colorato, sul quale veglia un’altra immagine, una miniatura, che invece rompe il limite del semicerchio in cui è racchiusa introducendo e accompagnando il titolo di ogni avventura.

La nave dei folli, di Marco Taddei e Michele Rocchetti - Orecchio Acerbo 2016
La nave dei folli, di Marco Taddei e Michele Rocchetti – Orecchio Acerbo 2016
Come a metter inseme follia, coraggio, intuizioni e fughe si dia vita ad avventure splendide

Brandano, che è il protagonista di questo libro (o lo è la libertà?), si ritrova un giorno grazie a una scorpacciata di sole di Mezzogiorno, a pensarla diversamente dagli altri in merito a una questione non in questione: la Terra è tonda. In realtà la Terra all’epoca di Brandano è piatta e le idee rivoluzionarie, le idee nuove, le idee insomma, non sono esattamente benviste. Il Borgomastro del paesello che Brandano andava a confondere lo mise quindi, idea e tutto, su una bagnarola: che andasse a provarla questa millantata tondezza. Brandano prende e parte ma prima cerca un equipaggio degno di tal nome e un vascello e trova entrambe le cose grazie a una fonte gratuita di manodopera: le galere.

La nave dei folli, di Marco Taddei e Michele Rocchetti - Orecchio Acerbo 2016
La nave dei folli, di Marco Taddei e Michele Rocchetti – Orecchio Acerbo 2016
Come matti o meno i marinai di Brandano diventano eroici protagonisti o anche Come tessere un buon intreccio costi ironia, rimandi e citazioni colte

Ché tra le righe e nei colori di questo albo di Marco Taddei e Michele Rocchetti ce ne sono decine e decine e, oltre al piacere di leggere si aggiunge il piacere di cogliere la sfida e trovarle tutte.

La nave dei folli, di Marco Taddei e Michele Rocchetti - Orecchio Acerbo 2016
La nave dei folli, di Marco Taddei e Michele Rocchetti – Orecchio Acerbo 2016
Come se durante la narrazione compare un fiore qualcuno prima o poi lo userà

Ma prima di usarlo, questo fiore dalle particolari proprietà, ci si imbatte in bestioni marini, draghi, isole in cui son tutti sonnambuli a parte una principessa che è colta, furba, che ama ed è riamata. Si arriva addirittura all’inferno, se ne risale la china e si sfugge ai diavoli e al destino.

La nave dei folli, di Marco Taddei e Michele Rocchetti - Orecchio Acerbo 2016
La nave dei folli, di Marco Taddei e Michele Rocchetti – Orecchio Acerbo 2016
Come a tornare alla condizione matta e libera si fa presto tutti

Brandano ritorna vittorioso e contento, matto più che mai. La terra è tonda e lui che ne ha visto il centro infuocato ben può affermarlo. E in un cerchio tondo, in un girotondo, che è anche un’allegoria dei piaceri in cui trova spazio anche la morte, la storia si chiude.

Nave-dei_folli_coverTitolo: La nave dei folli
Autore: Marco Taddei e Michele Rocchetti
Editore: Orecchio Acerbo
Dati: 2016, 48 pp., 16,50

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Il Cavaliere Saponetta

Il cavaliere Saponetta, Kristien In-‘t-Ven, Sinnos
Il cavaliere Saponetta, Kristien In-‘t-Ven, Sinnos
Il cavaliere Saponetta, Kristien In-‘t-Ven, Sinnos

Il Cavalier Saponetta si chiama così non perché sia sfuggente in battaglia come una saponetta nel lavabo, no, si chiama così perché ama lavarsi, profumare, star fresco. Nonostante questa sua originale attitudine, per essere un cavaliere che trascorre il suo tempo a cavallo, sotto al sole o nella tempesta, che dorme all’addiaccio, che combatte e combattendo suda, rimane un cavaliere in tutto e per tutto.

Il cavaliere Saponetta, Kristien In-‘t-Ven, Sinnos
Il cavaliere Saponetta, Kristien In-‘t-Ven, Sinnos

Non a caso il re lo convoca a palazzo perché c’è da sconfiggere un drago. Il Cavalier Saponetta sarebbe in vacanza, ma alla vista della principessa Linda rinuncia alle ferie e parte all’avventura che, come tutte le avventure che si rispettino, ha i suoi imprevisti, le sue bugie, i tradimenti, i colpi di scena. Illustrata a colori da Mattias de Leeuw questa storia è stata stampata con il font leggimi su carta ruvida e color panna per agevolare la lettura.

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Titolo: Il cavaliere Saponetta
Autore: Kristien In-‘t-Ven
Editore: Sinnos
Dati: 2015, 96 pp., 9,50 €

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