Artù Caribù, un Natale da salvare

Artù Caribù, un Natale da salvare, Magali Le Huche - 2016 Edizioni Clichy

Si ride, tanto, a leggere le avventure natalizie di Artù Caribù. Ci sono tutti gli elementi per divertirsi: la disavventura iniziale e la rocambolesca soluzione, personaggi buffi e pasticcioni, ironia e buonumore.

Artù Caribù, un Natale da salvare, Magali Le Huche - 2016 Edizioni Clichy
Artù Caribù, un Natale da salvare, Magali Le Huche – 2016 Edizioni Clichy

Un manipolo di folletti e di renne tontolone rapisce il caribù Artù (della cui identità eroica si tramanda la notizia fino al Polo Nord) perché salvi il Natale non da qualche evento disastroso ma dalla disorganizzazione di Babbo Natale e dei suoi aiutanti che essendosi ridotti all’ultimo minuto non sanno come rimediare al ritardo e ad essere pronti per la distribuzione di regali della vigilia.Artù Caribù, un Natale da salvare, Magali Le Huche - 2016 Edizioni Clichy

Mentre Babbo Natale è sull’orlo di una crisi di nervi, Artù Caribù, nel bosco vicino a Valbuonvento, eroico, salva conigli dall’annegamento, aiuta scoiattoli a rompere gusci di nocciole.

Ecco, Artù è l’unico che, alla luce dei fatti, che possa salvare il Natale e così, dal tepore del suo letto tra gli alberi si ritrova suo malgrado al Polo. I suoi amici, però, faranno di tutto per salvarlo dai suoi rapitori, che per di più continuano, con suo grande disappunto, a storpiarne il nome.

A tavole illustrate si alternano strisce di fumetti e strilli dal tono pubblicitario con un risultato dinamico che ben supporta l’ironia e la freschezza della narrazione.

Artù Caribù, un Natale da salvare, Magali Le Huche - 2016 Edizioni Clichy
Artù Caribù, un Natale da salvare, Magali Le Huche – 2016 Edizioni Clichy

Un libro che consiglio a lettori dai quattro anni in su, ideale per la lettura partecipata ad altra voce ma che necessita di una buona fonte di luce per essere letto perbene, specie per genitori con inizio di presbiopia come me: il carattere scelto per le vignette è veramente troppo piccolo, non agevola la lettura. Una buona lampada, dunque, e coperte soffici e il divertimento è assicurato.

imageItemTitolo: Artù Caribù, un Natale da salvare
Autore: Magali Le Huche
Traduttore: Tommaso Gurrieri
Editore: Clichy
Dati: 2016, 32 pp., 15,00 €

Il Signor Bastoncino

Julia Donaldson e Axel Scheffler possiedono una capacità non comune: prendere un oggetto qualsiasi e renderlo animato, prendere un essere mostruoso e renderlo incantevole, prendere degli eventi semplici e renderli meravigliosi.

Un rametto. Con esso si possono fare mille cose e i bambini lo sanno bene, così come lo sanno bene i cani per i quali un rametto è fonte infinita di lancia-e-riporto; un rametto può diventare vascello, un rametto può diventare una spada, una penna, il braccio di un pupazzo di neve; se fosse un normale bastoncino sarebbe tutte queste cose, in realtà questo particolare bastoncino protagonista della storia che, non a caso, ne porta il nome, è un bastoncino vivente con tanto di principi, casa e famiglia.

<em>Bastoncino</em>, di Julia Donaldson,‎ Axel Scheffler - El edizioni
Bastoncino, di Julia Donaldson,‎ Axel Scheffler – El edizioni

Dal malaugurato momento in cui capita sott’occhio a un cane, il signor Bastoncino ne passa di tutti i colori, attraversa tutte le stagioni, passa da una città a un’altra per poi tornare (con l’aiuto di una persona molto speciale) alla propria famiglia.

Mentre, senza più speranze di ritrovare la strada di casa, Il Signor Bastoncino langue nel camino in attesa di un triste destino qualcuno rimane incastrato nel camino. Chi? Babbo Natale! Bastoncino, rinvigorito dalla generosità tira e tira per gli scarponi e salva il buon Babbo che per gratitudine e per il suo essere Babbo Natale lo riporta dalla Signora Bastoncino e dal resto della famiglia legnosa in slitta!

<em>Bastoncino</em>, di Julia Donaldson,‎ Axel Scheffler - El edizioni
Bastoncino, di Julia Donaldson,‎ Axel Scheffler – El edizioni

Questa storia catturerà certamente l’immaginazione dei bimbi più piccoli i quali hanno la naturale e incantevole tendenza ad attribuire un’anima agli oggetti e alle cose e in più, l’insistente affermare la propria identità da bastoncino indurrà i bimbi a prendere coscienza della propria identità non sostituibile con nessun’altra, le rime assonanti renderanno l’accorata affermazione di sé filastrocca dolce e divertente da conservare gelosamente. Bastoncino a mio parere è un libro con tutte le qualità per diventare ricordo d’infanzia.

Bastoncino, di Julia Donaldson,‎ Axel Scheffler - El edizioni
Bastoncino, di Julia Donaldson,‎ Axel Scheffler – El edizioni

Anche le illustrazioni di Axel Scheffler, ricchissime di dettagli e molto colorate, attrarranno la curiosità dei piccoli lettori/ascoltatori. Quelli da poco investiti dalla passione per il far di conto, per esempio, si divertono moltissimo a contare le foglie, le anatre, le conchiglie. Quelli con velleità di poeti inventano rime aggiuntive strampalate e divertenti.

91KAEUxJEuLTitolo: Bastoncino
Autore: Julia Donaldson, Axel Scheffler
Traduttore: A. Remondi
Editore: Edizioni El
Dati: 2008, 40 pp., 13,90 €

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Il piccolo B

2 dicembre, 2016. #AkAdvent

“Per tutti i fiocchi di neve!”, disse il più vecchio, “Chi sei?”.
Il piccolo B. si presentò agli elfi e raccontò loro della sua famiglia.

A casa degli elfi, nonostante una nevicata da record, in groppa a una renna e vestito allegramente di rosso arriva un bambino. DI chi si tratta? Ebbene, a chiedere aiuto a questa comunità dalle orecchie appuntite è nientemeno che Babbo Natale!

Voi direte, ok il vestito rossook la renna, ma Babbo Natale tutto è tranne che un bambino. Vero, verissimo, ma lo è stato, bambino, e questa è la storia della sua infanzia e di come, con caparbio entusiasmo, sia riuscito a diventare il più celebre dispensatore di ohohoh! e regali del mondo.

Il piccolo B, di Jon Agee- 2014 ElectaKids
Il piccolo B, di Jon Agee- 2014 ElectaKids

Il piccolo B è il settimo figlio della famiglia Natale. I nove vivono al Polo Nord, ma nessuno di loro è contento di questo. Nessuno eccetto il piccolo B, che invece trova piacevole il tagliar legna, preparare dolcetti di pan di zenzero, curarsi del camino, decorare abeti. Ma uno su nove è decisamente la minoranza; la famiglia Natale decide quindi di trasferirsi in Florida.

La sera prima della partenza, però, un’abbondantissima nevicata blocca l’intera famiglia a casa. Fino a quando il piccolo B non ha un’idea e quell’idea lo porterà a incontrare una renna, in giro per il Polo e fino alla casa degli elfi. E qui si ritorna laddove avevamo iniziato:

Il piccolo B si presentò agli elfi e raccontò loro della sua famiglia.
“Possiamo aiutarti noi”, disse l’elfo. “Costruiremo delle pale e tireremo fuori la tua famiglia dalla neve”.

Il piccolo B, di Jon Agee- 2014 ElectaKids
Il piccolo B, di Jon Agee- 2014 ElectaKids

Di come fosse Babbo Natale da piccolo ho già svelato abbastanza, c’è da dire una cosa tra le altre piuttosto rilevante su questo albo propriamente natalizio, e cioè che è un albo natalizio. È molto bianco, molto azzurro, molto rosso. Ha tutti gli ingredienti che una storia natalizia richieda: elfi, sorrisi, neve, renne, ancora sorrisi, feste. Ma è scevra di lucine artificiali – al loro posto il brillio della neve – degli addobbi ridondanti, dei dolciumi troppo zuccherosi. Le tavole a gouache di Jon Agee (autore di testo e illustrazioni) sono narrative ed empatiche, si percepisce il fastidio e l’insofferenza della famiglia Natale in contrasto con la gioia e l’entusiasmo del piccolo B; si legge l’evoluzione di questo piccolo Babbo Natale, e della sua caparbia passione.

Raccontano, le illustrazioni, di una storia che definisco un classico moderno e che ritengo possa diventare a buon titolo una delle storie da leggere sotto l’albero.

electaweb-images-nondisponibileTitolo: Il piccolo B
Autore: Jon Agee (Viviana Vai trad.)
Editore: Electa Kids
Dati: 2016, 40 pp., 14,90 €

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Babbo Natale

Lo so, da qualche parte in questo blog ho affermato che bisogna rifuggire i libri che brillano, quelli coi lustrini. L’ho detto, sì, però… Però questo albo a fumetti del 1973, ristampato da Rizzoli nel 2013, brilla di luce propria, e i lustrini sono solo una bella cornice.

Brilla di ironia, di tenerezza, di anticonformismo, di sincerità.

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Babbo Natale, Raymond Briggs – Rizzoli 2013

L’ironia è magistrale: in questo Babbo Natale dal naso paonazzo per il freddo, che preferirebbe di gran lunga starsene a dormire piuttosto che andarsene in giro a consegnare regali nel freddo e nel gelo della notte invernale. Mentre, striscia dopo striscia, si prende cura dei suoi polli e delle sue renne, è tutto un borbottare, un rabbrividire, un grrrrrrare.

La tenerezza è nei gesti  goffi, nella corpulenza impacciata, nelle carezze sul capo del cane e del gatto, nel partire, nonostante sogni l’estate tra i brividi, e nel mettersi al lavoro.

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Babbo Natale, Raymond Briggs – Rizzoli 2013

L’anticonformismo e la sincerità vanno di pari passo. Questo Babbo Natale dalla divisa rossa come tutti gli altri, dalla barba folta e bianca, dal berretto rosso, esattamente come tutti gli altri, è piuttosto umano. Si lamenta se non riesce a passare dal camino, se deve consegnare i regali in mezzo al mare, ai bimbi del faro, e ha da ridire su tutto. Però gioisce genuinamente se qualche bimbo attento gli ha lasciato un bel bicchiere di vino, e lo tracanna.

Ho dimenticato di dire che questo albo di Raymond Briggs è brillante di poesia. Consiglio allora questo libro a tutte le bambine e i bambini, e anche ai loro grandi, desiderosi di un Natale che brilli di poesia.

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Babbo Natale, Raymond Briggs – Rizzoli 2013

(Vi segnalo che Raymond Briggs è anche l’autore del celebre “The Snowman”, il cui corto animato potete vedere qui)

babbo natale cop.pngTitolo: Babbo Natale
Autore: Raymond Briggs
Editore: Rizzoli
Dati: 2013, 32 pp., 15,00 €

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Il piccolo Babbo Natale

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Il piccolo Babbo Natale, Anu Stohner, Henrike Wilson – Emme Edizioni

A cosa è destinato un Babbo Natale? Cos’è che desidera sopra ogni altra cosa se non portare i doni?
Lavora tutto l’anno in attesa della vigilia di Natale: progetta, impacchetta, spazzola le casacche rosse, ingrassa gli scarponi, tutto pregustando i sorrisi e le manine entusiaste nello scartare i doni consegnati.

Poi, esattamente come tra gli uomini, ci sono Babbi Natale più o meno simpatici, più o meno dediti alla loro missione, più o meno grandi. E ce ne sono di piccoli. Perlomeno il protagonista di questa storia lo è… piccolo, intendo.

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Il piccolo Babbo Natale, Anu Stohner, Henrike Wilson – Emme Edizioni

Ogni anno si prepara prima e meglio degli altri Babbi Natale, e ogni anno viene escluso, rimane a casa, con la sua slitta senza renne e coi suoi splendidi regali. E del Natale gusta solo la pallida ombra, come quella che proiettano sulla neve gli alberi e le capanne al chiarore della luna.

Il piccolo Babbo Natale si ritrova solo, e passeggia e passeggiando sente qualcosa accadere tra gli alberi del bosco: una riunione di animali, tutti al cospetto del gufo, gracchiante più che mai; partecipano anche dei piccoli topi, noncuranti di stare a due passi dal loro più acerrimo nemico. Evidentemente si discute di qualcosa di realmente importante, da valere il rischio. Il piccolo Babbo Natale si avvicina è ascolta, non visto.

– Non è giusto, –
borbottava l’orso. – I Babbi Natale vanno dagli esseri umani, ma non dagli animali–.

– Eppure noi abitiamo piú vicino, – mormorò una lepre. – È sempre
stato cosí, – disse la civetta. – Temo proprio che non cambierà mai –.

E invece cambia, cambia eccome! Cambia per gli animali e cambia per il Piccolo Babbo Natale!

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Il piccolo Babbo Natale, Anu Stohner, Henrike Wilson – Emme Edizioni

Le illustrazioni di Henrike Wilson occupano quasi tutto lo spazio e potrebbero raccontare la storia anche da sole, ma faremmo un torto al testo di Anu Stohner nel dirlo, giacché anch’esso racconta con efficacia questa storia di identità e sogni.
Si svolgono su doppia pagina e, come già era stato per Violetta, streghetta suppergiù, il testo le accompagna in una striscia alla base. È un trionfo di colori caldi, di aranci, di rossi che si alternano ai freddi, al bianco, all’azzurro, che in queste circostanze risultano morbidi e tenui.

piccolo babbo natale copTitolo: Il piccolo Babbo Natale
Autore: Anu Stohner, Henrike Wilson
Editore: Emme edizioni
Dati: 2015, pp. 32, 14,90 €

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Le lettere di Babbo Natale

J. R. R. Tolkien incominciò a inviare ai propri figli lettere firmate da Babbo Natale il 25 dicembre 1920. Le lettere, inviate in buste candide come la neve, continuarono a essere recapitate in casa Tolkien per altri trent’anni, a volte consegnate dal postino, altre volte lasciate sul camino da misteriosi ambasciatori. Verrebbe subito in mente da dire che si tratta di un Tolkien affettuoso papà con vena pedagogica, considerata la cura, l’allegria dei disegni, della carta intestata, la perfezione minuziosa dei dettagli: i francobolli, i timbri, la calligrafia. In realtà è sempre il più classico Tolkien, quello filologo, che si nasconde in questa dolce saga familiare.

Le lettere di Babbo Natale,  di John R. R. Tolkien - Bompiani
Le lettere di Babbo Natale, di John R. R. Tolkien – Bompiani

Prova ne sono le lettere del 1932, quella del 1937 e la letterina dell’Orso Polare Karhu, fido aiutante di Babbo Natale. Nella lettera del 1932 Babbo Natale racconta ai piccoli Tolkien di come, per ritrovare Orso Polare che si era smarrito, fosse venuto a conoscenza dell’esistenza di alcune bellissime grotte abitate dai folletti, sulle cui pareti spiccavano disegni di animali straordinari, alcuni ormai estinti, draghi, mammuth, e delle strane figure nere, quasi scarabocchi alla maniera folletta. Scarabocchi che si rivelano, invece, un vero e proprio alfabeto così come organizzati da Orso Polare: un alfabeto Goblin.

Karhu spiega inoltre ai bambini come al Polo Nord si parli l’artico e per dar loro un’idea di questa lingua scrive una frase con relativa traduzione: Mára mesta an ni véla tye ento, ya rato nea, che in italiano diviene: Saluti fino al prossimo incontro, che spero sia presto. Così come nella letterina del 1937 c’è anche una misteriosa frase in elfico.

Le lettere di Babbo Natale,  di John R. R. Tolkien - Bompiani
Le lettere di Babbo Natale, di John R. R. Tolkien – Bompiani

Le lettere di Babbo Natale, a cura di Baillie Tolkien, sono una selezione delle letterine giunte a casa Tolkien per mezzo delle quali scopriamo che Babbo Natale è sì un simpatico barbuto, ma anche un uomo dotato di un sottile senso dell’ironia, di humour, del resto all’epoca aveva già millenovecentoventi anni, e direi che con tutti quegli anni alle spalle si ha completa facoltà di giudizio. Assieme a lui vivono il fido Orso Polare e i Cuccioli polari, suoi diretti nipoti, gli Uomini-neve e i loro bambini, gli Gnomi rossi e gli Elfi (uno dei quali, Ilbereth, diventerà suo segretario). Tra tutti Orso Polare, protagonista di numerose e buffe disavventure, è certamente il mio preferito, anche, o forse soprattutto, visto il suo lato dotto. Anche se i suoi Cuccioli polari, pasticcioni non sono da meno in quanto a simpatia.

Tolkien ritrae questo mondo complesso e immaginato con sorprendenti disegni, ricchissimi di dettagli, vere e proprie esplosioni di colori.

Un libro illustrato classico in molto più di un senso che racchiude in sé l’essenza del Natale, anche di quello laico, se davvero ne esiste uno. Non dovrebbe mancare nella biblioteca dei vostri bambini.

51bm0xt3z1l-_sx393_bo1204203200_Titolo: Le lettere di Babbo Natale
Autore: John R. R. Tolkien.
Editore: Bompiani
Dati: 2000, 56 pp., 14,00 €

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