A colori (Bacchilega Junior, 2018)

A Colori (copertina)A Colori 

di Barbara Ferraro
Illustratore: Sonia Maria Luce Possentini
Editore: Bacchilega Junior (collana: Fuori)

Dati: 2018, 40 pp., 16,00 €
ISBN: 978-88-6942-054-2


Un albo illustrato che vi sorprenderà; una inedita Sonia MariaLuce Possentini, Miglior Illustratore Premio Andersen 2017, sperimenta una nuova modalità espressiva, sotto la sapiente guida di Teresa Porcella, curatrice di questo albo.

Che sapore ha il bianco? Che rumore ha il rosa? Che emozione dà il color bruno? E l’ocra? Il viola?

Le originali sinestesie di Barbara Ferraro sono spunto per quadri narrativi ricchi di colore e di suggestioni.


Rassegna stampa

La Stamberga d’Inchiostro

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Tante storie da raccontar

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Acri in Rete

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Roma dei Bambini


A colori

Blu di Barba (Bacchilega Junior, 2017)

Blu di Barba di Barbara Ferraro (Bacchilega Junior, 2017), illustrato da Srimalie Bassani

Blu di Barba

di Barbara Ferraro
Illustratore: Bassani Srimalie
Editore: Bacchilega Junior (collana: Ristorie)

Dati: 2017, 40 pp., 15,00 €
ISBN 978-88-6942-048-1


La fiaba di Barbablù è un classico. La troviamo nelle tradizioni orali e filtra tra le maglie della storia, riconoscendo nei personaggi storici realmente esistiti la permanenza della terrificante fiaba di questo uomo ricco che uccideva le mogli appena sposate. Barbara Ferraro riscrive in versi la fiaba, sul filo della traduzione ottocentesca che Collodi fece della fiaba di Perrualt. Le inquietanti e suggestive illustrazioni di Srimalie Bassani completano la fiaba. La scelta di rappresentare i personaggi sotto forma di animali riprende la tradizione classica per cui la capra (Barbablù) è un animale infido e spesso associato al maligno, mentre Occhi di Sole, la sposa, è una volpe, simbolo di furbizia e di astuzia.


Rassegna stampa

La Gazzetta di Modena

luukmagazine 

Book Avenue

La Repubblica

The magic kingdom

Tante storie da raccontar

Liber Manet

Blu di Baraba (retro)

I libri del 2016 che hanno reso più bello AtlantideKids

  • Il nido, di Kenneth Oppel, Jon Klassen, Rizzoli

    È un’angoscia incalzante quella che accompagna la lettura de Il Nido; angoscia che va ad agire sulle paure, che smuove le insicurezze, che insinua dubbi pericolosi e stranianti. []

  • Facciamo che, di  André Marois, Gérard Dubois – Orecchio acerbo

    “Facciamo che siamo negli anni Sessanta e nelle illustrazioni leggiamo di monellerie quotidiane messe in opera da bimbetti coi calzoncini corti, la riga a lato e le gote rosse?” []

  • Povero Winston! Pamela Duncan Edwards, Benji Davies – Edt Giralangolo
    Pamela Duncan Edwards, Benji Davies 2016, Edt Giralangolo
    Povero Winston! Pamela Duncan Edwards, Benji Davies 2016, Edt Giralangolo

    Winston è un cane, vive nei piani alti di una bella città, quelli bassi sono popolosissimi di un’operosa comunità di topi,  e ha tutti, ma tutti, i motivi per essere disperato. Su tutti ha una spina nella zampa, e averne una nella zampa, specie se piuttosto grossa, è una rogna consistente, che include: bruciore, zoppichio e visita dal veterinario. []

  • Giuseppe Pitrè, Fabian Negrin, Bianca Lazzaro Cola Pesce e altre fiabe e leggende popolari siciliane. Donzelli

    Una volta c’era in Sicilia un uomo così capace di nuotare e di stare in apnea sott’acqua a lungo che divenne fiaba e si fece leggenda. Delle sue imprese scrive un cantastorie trai più prestigiosi, Giuseppe Pitrè, delle leggende in merito tramandano le tracce vecchine, marinai, pescatori. []

  • La balenottera azzurra, Jenni Desmond – Lapis

Questo libro mi ha sorpresa. Mi aspettavo una storia e invece ho trovato una storia e un accurato saggio scientifico. L’ho letto e l’ho riletto godendomi il piacere della scoperta, toccata nelle corde più intime della mastodontica grandezza di questo mammifero grigio che il mare rende azzurro. []

  • L’estate delle cicale, Janna Carioli, Sonia Maria Luce Possentini –  Bacchilega Junior

C’è un ciliegio. Frutti profumati e rossi. Ci sono due bambini e il canto, assai dolce, delle cicale. Ci sono colori vividi senza esser netti. Prospettive che si sovrappongono; ci sono dettagli in primo piano che rubano la scena agli accidenti centrali. Ci sono gli occhi dei bambini che raccontano, quasi più delle parole, di avventure, di amicizia, del tempo. C’è una storia che finisce così: []

  • Nove braccia spalancate, Benny Lindelauf – San Paolo

Le sorelle Fing, Muulke e Jes si sono trasferite da poco in una casa piuttosto malmessa, che sorge di fianco a un cimitero e in disuso da anni. Non è il primo trasferimento che le ragazzine affrontano. Le case e i quartieri che hanno cambiato a causa di una gestione paterna superficiale degli affari sono molti, ma questa forse è la più bizzarra. []

  • Sulle tracce degli antenati. L’avventurosa storia dell’umanità, di Telmo Pievani, Adriano Gon, Katerina Kalc –  Editoriale Scienza

C’è un bambino, Luca, che si muove con tanto di taccuino attraverso la storia dell’evoluzione e lo fa ponendo delle domande; alcune di esse molto puntuali, altre che tradiscono qualche pregiudizio o l’imprinting di una storia dell’evoluzione umana che si nutre di piccoli errori che cambiano di molto la prospettiva. Luca le proprie domande le rivolge ai diretti protagonisti: all’uomo di Neandertal, ad Ardi (l’antenato della celebre Lucy), a Lucy stessa (wow!) e a tanti altri lontani cugini. []

 

Nove libri + 1 da leggere in terza elementare

Il mio primo Don chisciotte, di F. Lorioux , B. Lazzaro, Donzelli

il mio primo don chisciotteQuesto libro illustrato che vi consiglio anche per la sua storia e che definirei “un classico di un classico” è stato pubblicato per la prima volta a Londra nel 1930, e racconta la storia di Don Chisciotte, che, come tutti i bambini ben sapranno, amava combattere contro i mulini a vento. E contro i prepotenti e contro ogni ingiustizia, con una perseveranza e un coraggio che solo la follia… È un libro dal formato importante che riporta anche tutte le tavole originali di Félix Lorioux, uno dei più grandi illustratori per l’infanzia tra Otto e Novecento, tradotto da Bianca Lazzaro. I bambini avranno tra le mani un libro che riconosceranno come “importante”, vi si appassioneranno e ne avranno cura.

 

Jenny e il club dei gatti, Esther Averill, Il Castoro

31l1q+xrJZLJenny è una splendida ed elegante gattina nera, pelo lucido, padrone affettuoso. E questa è una storia vera, che potrebbe essere vera se conoscessimo la lingua dei gatti così come la conosce Esther Averill. Jenny Linsky vive a New York, è piuttosto felice, piuttosto timida e piuttosto desiderosa di entrare a far parte di un club, il club dei gatti, che osserva ammirata da dietro alla finestra. Per entrare a farne parte, Jenny affronta una serie di avventure buffe e temerarie e riuscirà ne suo intento superando i propri limiti, scoprendo l’amicizia, scoprendo i propri talenti. Questo libro raccoglie cinque avventure splendidamente illustrato in rosso e nero, ed è stato edito nel 1944 per la prima volta da allora è sempre stato amatissimo, tanto da entrare a far parte dei TIME Magazineʼs 100 Best Childrenʼs Books of All Time.

L’estate delle cicale, Carioli, Possentini, Bacchilega Junior

91tn5M8GiWLC’è un ciliegio. Frutti profumati e rossi. Ci sono due bambini e il canto, assai dolce, delle cicale. Ci sono colori vividi senza esser netti. Prospettive che si sovrappongono; ci sono dettagli in primo piano che rubano la scena agli accidenti centrali. Ci sono gli occhi dei bambini che raccontano, quasi più delle parole, di avventure, di amicizia, del tempo.
I due bambini hanno costruito una casa sull’albero che immaginano però in movimento. La quiete e la stasi di una casa sull’albero si fa nave in balia di onde, nave che domina o soccombe alla tempesta. Che poi è lo stesso meccanismo del sogno: un desiderio che prende forma, quello dei bambini di costruire un rifugio sull’albero, è il cuscino su cui i due amici chiudono gli occhi (o li tengono ben aperti) per immaginare grandi avventure, seduti, gambe penzoloni. C’è anche un litigio, c’è il passare del tempo, ci sono altri amici e decine di altre cose imperdibili per le quali vi consiglio di leggere questo splendido albo illustrato, che ha tutte le qualità per diventare un “libro del cuore”.

Furbo Signor Volpe, Roald Dahl, Quentin Blake, Nord Sud

41L9w2AH+RLIn una vallata ci sono tre fattorie; Olio alleva polli, Lupino oche e anatre, Pertica tacchini e mele. Cattivi nella media degli allevatori, ricchi. Molto. Poco distante, su una collinetta stava un albero e sotto all’albero una famiglia di volpi, papà volpe, mamma volpe e i loro quattro volpacchiotti, avevano scavato la propria tana, perché le volpi, questo tenetelo a mente perché servirà dopo, sanno scavare benissimo. Quotidianamente il Signor Volpe, col suo bagaglio volpino di furbizia e intelligenza, fa un’incursione in una delle tre fattorie, a seconda di quello che il menù della Signora Volpe prevede. Ma la pacchia dura fino a quando i tre fattori non decidono di dargli la caccia, di sterminarlo. Intanto il Signor Volpe ci rimette la bellissima coda, poi… beh… l’avventura è rocambolesca, ironica e divertente. Fossi in voi non me la perderei. Illustrato in bianco e nero da Quentin Blake, da questo libro di Roald Dahl è stato tratto il film Fantastic Mr. Fox di Wes Anderson.

Strisce e macchie, Dahlov Ipcar, Orecchio acerbo

81s1dpsHrjLFin quando ci saranno tra gli scaffali delle librerie libri di Dahlov Ipcar, io non smetterò mai di consigliarne l’acquisto e la lettura. Sono libri che danzano, che portano con sé un bagaglio di originalità e pregnanza non comune; creati con una cura editoriale altrettanto rara e originale e pregnante. Sono libri che i bambini scelgono tra tanti, dalle illustrazioni potenti con colori ricercati ce sono come un marchio: blu, turchini che sono solo suoi; immagini che si muovono e rincorrono su sfondi pieni, parole che seguono il ritmo. È un portatore di meraviglia ed essa non si fa remore di attraversare la storia del cucciolo di tigre e quella del cucciolo di leopardo che in maniera autonoma intraprendono la stessa strada; una strada che è fatta di esplorazione, avventura, amicizia, indipendenza e scoperte (talvolta dal sapore non proprio piacevole, talvolta straordinarie), e di ritorni, cura, famiglia. Una strada fatta soprattutto di macchie e di strisce. Per bambine e bambini capaci di inanellare di seguito (come ho sentito con le mie orecchie durante una lettura ad alta voce di Carla Ghisalberti) almeno tre animali a macchie e tre a strisce. Per tutti i bambini, dunque!

Il cavaliere Saponetta, Kristien In-‘t-Ven, Sinnos

71gtBRaZByLIl Cavalier Saponetta, si chiama così non perché sia sfuggente in battaglia come una saponetta nel lavabo, no, si chiama così perché ama lavarsi, profumare, star fresco. Nonostante questa sua originale attitudine, per essere un cavaliere che trascorre il suo tempo a cavallo, sotto al sole o nella tempesta, che dorme all’addiaccio, che combatte e combattendo suda, rimane un cavaliere in tutto e per tutto. Non a caso il re lo convoca a palazzo perché c’è da sconfiggere un drago. Il Cavalier Saponetta sarebbe in vacanza, ma alla vista della principessa Linda rinuncia alle ferie e parte all’avventura che, come tutte le avventure che si rispettino ha i suoi imprevisti, le sue bugie, i tradimenti, i colpi di scena. Illustrata a colori da Mattias de Leeuw questa storia è stata stampata con il font leggimi su carta ruvida e color panna per agevolare la lettura.

Sibilla nel cappello, Luisa Mattia, Biancoenero

sibillaPrendete una ragazzina alla ricerca di sé, un ragazzino idealista, un matto con la passione per i cappelli e un’etica più che senziente, e avrete un storia ecologista, avventurosa, coraggiosa. Sibilla nel cappello, in cui il cappello è uno dei cappelli del matto, che poi si chiama Gigi, e Sibilla è un pesce gatto dalla punta della coda rossa, pesante oltre 5 chili, misterioso e sfuggente abitante del lago che in un malaugurato giorno cade prigioniero in una gabbia. Un libro che racconta di una trappola e di un salvataggio e intanto parla di consapevolezza di sé. Avventura appassionante, scritta con una font speciale e approvata da una redazione di ragazzi.

Le lettere dello scoiattolo alla formica, Toon Tellegen, Axel Scheffler, Feltrinelli Kids

81Wf82jcBsLNo, non è un romanzo epistolare, sebbene sia pieno di lettere, messaggi, bigliettini che gli animali si scambiano l’un l’altro. Sono delle piccole scene di quotidiana vita boschiva, condotta semplicemente tra foglie umide, tane sotterranee, tronchi d’albero su cui si muovono queste corrispondenze naif tra gli animali. Grazie alle loro parole scopriamo quanto possa essere tenera uno scambio di parole affidate al vento tra farfalle e lucciole, quanto lo scrivere a se stessi possa essere un rimedio alla solitudine, quanto gli scoiattoli amino ribadire i concetti. Una corrispondenza ingenua e buffa corredata da bellissime illustrazioni.

Coccodrilli a colazione, Emanuela Nava, Giunti

51RC9w++MXLA colazione, sì, avete letto bene. E pare che siano anche squisiti,che la loro coda abbia il sapore dei gamberi. Anche Eugenia era piuttosto scettica in merito, sebbene Chariza le spiegasse quanto comune e ghiotta fosse questa preistorica pietanza. Chi è Eugenia? Chi è Chariza? Sono due ragazzini, una italiana uno dello Zimbabwe, che si scambiano bellissime lettere nelle quali si raccontano l’un l’altra cose quotidiane, leggende bellissime, fiabe classiche, i nomi e le abitudini degli animali, ricette (il coccodrillo come la pasta asciutta) con un lessico brioso che rende la lettura molto scorrevole e piacevole.

Caterina Certezza, Modiano, Sempé, Donzelli

71CeV++I4dLA Caterina dedico il mio +1. Mi auguro che qualche bimbo sceglierà questa storia così intima e bella come compagna di qualche giorno. Compagnia intima e bella anch’essa. Caterina Certezza è stato l’esordio di Patrick Modiano, e Sempé è uno degli illustratori più famosi del mondo. Questi due grandi autori assieme danno vita al racconto di Caterina, ormai adulta, ballerina newyorkese, e alla sua infanzia trascorsa a Parigi, assieme al padre con un tono di premura che sempre mi tocca, che sempre suona corde delicate del mio cuore e mi racconta di semplici accidenti quotidiani come di grandi cambiamenti, rimanendo sul piano della realtà con qualche incursione in quello della realtà bambina. La lettura procede non per capitoli ma per quelli che amo definire “momenti”. Lo consiglio a bambini e bambine, caldamente, come già immaginavate.

E se vi fosse venuta voglia di comprarli, potete farlo qui

Il mio primo Don Chisciotte
Sibilla nel cappello
L’estate delle cicale
Furbo, il signor Volpe
Caterina Certezza
Strisce e macchie
Il cavaliere saponetta
Jenny e il club dei gatti
Lettere dello scoiattolo alla formica
Coccodrilli a colazione

L’estate delle cicale

C’è un ciliegio. Frutti profumati e rossi. Ci sono due bambini e il canto, assai dolce, delle cicale. Ci sono colori vividi senza esser netti. Prospettive che si sovrappongono; ci sono dettagli in primo piano che rubano la scena agli accidenti centrali. Ci sono gli occhi dei bambini che raccontano, quasi più delle parole, di avventure, di amicizia, del tempo. C’è una storia che finisce così:

Quell’estate, Marta e Tito giocarono e giocarono.
Ai pirati,
ai naufraghi,
ai marinai.
Una sera, seduti vicini, con le gambe a penzoloni
sulla loro casa di legno, si fecero una promessa:
“Saremo amici per sempre”.

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L’estate delle cicale, Janna Carioli, Sonia Maria Luce Possentini – 2016, Bacchilega Junior

I due bambini hanno costruito una casa sull’albero che immaginano però in movimento. La quiete e la stasi di una casa sull’albero si fa nave in balia di onde, nave che domina o soccombe alla tempesta. Che poi è lo stesso meccanismo del sogno: un desiderio che prende forma, quello dei bambini di costruire un rifugio sull’albero, è il cuscino su cui i due amici chiudono gli occhi (o li tengono ben aperti) per immaginare grandi avventure, seduti, gambe penzoloni.

Quando si passa all’azione i bimbi giocano e giocano, e giocando litigano, e litigando si allontanano, dimenticandone il motivo, lievemente, come accade coi sogni.

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L’estate delle cicale, Janna Carioli, Sonia Maria Luce Possentini – 2016, Bacchilega Junior

Come tutto ciò che resta abbandonato da chi per primo l’ha usato, altri potrebbero trovarlo utile, sfruttandone qualità nascoste o scoprendovi esattamente ciò che gli è necessario. Così come accade con l’amore. E così come accade alla casa sull’albero. Con le stagioni si susseguono nuovi abitanti: i gabbiani d’autunno, gli scoiattoli d’inverno, il merlo in primavera. Diversi gabbiani, scoiattoli, merli per diversi autunni, inverni, primavere. Fino a un’estate in cui le ciliege dell’albero maturano particolarmente profumate e rosse. Nessun occhio avrebbe potuto resister loro, nessun naso al loro profumo. Tantomeno gli occhi e il naso di una bambina, che, frugando tra le fronde fitte e ricche, trova il frutto e lo scrigno di un sogno: una casa, “solida e magnifica”.

L’estate delle cicale, Janna Carioli, Sonia Maria Luce Possentini - 2016, Bacchilega Junior
L’estate delle cicale, Janna Carioli, Sonia Maria Luce Possentini – 2016, Bacchilega Junior

Un po’ scoiattolo Marta, questo il nome della bambina, arreda la sua casa, e un po’ merlo, un altro bambino, Tito, a sua insaputa la riempie di frutti. Insieme, amici, si libreranno come gabbiani sul lago dalla casa sull’albero.

51l4uidf-ql-_sx373_bo1204203200_Titolo: L’estate delle cicale
Autore: Janna Carioli, Sonia MariaLuce Possentini
Editore: Bacchilega Junior
Dati: 2016, 40 pp., 16,00 €

Con le orecchie di Lupo

I bambini hanno la capacità un po’ ferina di isolare i rumori, di isolare un preciso suono in un contesto rumoroso, direi meglio. E allora sono orecchie che si rizzano ad ogni cinguettio inatteso, per ogni rumore improvviso. Figuriamoci quindi con le orecchie di Lupo quanti rumori e quanti suoni si possono gustare con più consapevolezza.

Un ronzio, lieve, mentre si sonnecchia in un prato.

Con le orecchie di Lupo, Eva Rasano - 2016, Bacchilega Junior
Con le orecchie di Lupo, Eva Rasano – 2016, Bacchilega Junior

Il soffio del vento, che non è sibilo, piuttosto pare morbido.

Con le orecchie di Lupo, Eva Rasano - 2016, Bacchilega Junior
Con le orecchie di Lupo, Eva Rasano – 2016, Bacchilega Junior

qualcosa che cade (nei momenti precedenti all’ahhh! della mamma quando si accorge che cosa abbia prodotto quell’adorabile tlin tlin tlin).

orecchie di lupo13 qualcosa che cade
Con le orecchie di Lupo, Eva Rasano – 2016, Bacchilega Junior

Pagina dopo pagina, i bimbi aspettano con ansia il suono successivo raccontato per mezzo delle orecchie di lupo, e tutto si concatena in un susseguirsi di eventi legati tra loro, dal piccolo al grande: Lupo sta facendo un bagno nel mare quando le sue orecchie a punta percepiscono il suono di una goccia che fa da apripista a un tuono, che a sua volta è presagio di tante gocce, anzi, tantissime. Oppure, Lupo va in motocicletta per la città e si gode i suoi suoni, ma basta raggiungere la campagna per sentirne di altri, altrettanto piacevoli.

I bimbi ascoltano, correggono nel momento in cui ritengono che si sia esagerato con i fischiettii o gli sbuffi, riproducono. E poi nel corso della giornata ne scoprono altri, di suoni, con le orecchie dritte, con le orecchie di Lupo.

Questo libro che è di Eva Rasano, autrice del fortunato Lupo in versi, vincitore del Premio Nati per Leggere 2015.

con_le_orecchie_di_lupo_copertina.inddTitolo: Con le orecchie di Lupo
Autore: Eva Rasano
Editore: Bacchilega junior
Dati: 2016, pp. 48, 10,00 €

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Morbido Natale, morbido fare

C’è un bimbo alla finestra, occhi grandi, braccia spalancate. Ad accogliere cosa?

L’inverno, il Natale e la sua morbidezza? Lo scopriremo poi, passo passo.
In una filastrocca che è fatta di tante, che comincia a raccontare in una pagina e regala l’ultima sua parola alla successiva, così da poter ripartire, seguendo una traccia che è lieve, bianca, di neve.

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Morbido Natale, Morbido fare, Elisa Mazzoli, Silvia Bonanni – Bacchilega Junior, 2015

Il bimbo in giardino, berretta rossa e guanti, crea un bel pupazzo, lo chiama Alfredo. E alla meraviglia, quando scende la sera e il freddo si fa pungente, segue la magia che in questi giorni tutto permea, anche i pupazzi!

Alfredo parla, racconta. Racconta agli alberi, racconta a noi che ascoltiamo e da buon pupazzo di neve non si fa problemi a mescolare sacro e profano: una rima per Babbo Natale, un’altra per il bue e l’asinello.

Morbido natale, morbido fare1
Morbido Natale, Morbido fare, Elisa Mazzoli, Silvia Bonanni – Bacchilega Junior, 2015

Cosa c’è di morbido in questo libro?
Non è assolutamente un libro da toccare, per ricercarne la morbidezza, non ci sono copertine soffici o pagine imbottite. È un libro fatto per bene, di carta, cartoncino, parole e colori.
Di morbido c’è il Natale, ci sono i guanti e i calzini di cui sono fatti i protagonisti; di morbido c’è la sensazione di poter trovare la tranquillità, il tempo, per realizzare un nostro personale e unico asinello, o una renna, occhi di bottone, orecchie di velluto, una stella cometa. Di morbido c’è anche il fare.

Consiglio questo libro a genitori, bimbe e bimbi alla ricerca di tempo per sé, tempo caldo, tempo di risate e sorprese. Tempo morbido di un morbido Natale.

morbido_natale_copertina.inddTitolo: Morbido Natale, Morbido fare
Autore: Elisa Mazzoli, Silvia Bonanni
Editore: Bacchilega Junior
Dati:2015, pp. 64, 12,00 €

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Nella tana del Lupo

Sabato scorso (31 ottobre) passeggiavo per le strade di Imola, in buona compagnia, quando davanti ai miei occhi si è palesata la meraviglia: Casa Piani, una biblioteca per bambini e ragazzi posta proprio al centro della città in una elegante palazzina settecentesca di tre piani: il primo dedicato ai laboratori, il secondo ai libri (tante sale ricchissime per qualità e varietà dei titoli), il terzo alle mostre.lupo casa piani

Già mentre passeggiavo tra i libri sentivo come un profumo di bosco, di foglie umide, di funghi… incuriosita l’ho seguito e mi sono accorta che decine e decine di altri curiosi come me ne erano attratti, anzi, centinaia tra grandi e piccini!

Saliamo le scale circospetti per giungere in un antro piuttosto buio in cui proiettavano la storia del lupo. Un vocione corposo raccontava di questo splendido animale dalla preistoria ai nostri giorni, passando per il mito e per la Storia, mentre sullo schermo si muovevano le silhouette ideate da Agnese Baruzzi per l’occasione. Poi la voce taceva e a piccoli passi tutti noi ci addentravamo ancor di più, temerari, seguendo quel buon odore selvatico e il cinguettio degli uccellini: un bosco! Un bosco i cui frutti, sfogliabili, erano tanti e tutti al punto giusto. In fondo al bosco una casetta, in legno, ben decorata, linda e pinta: la tana del lupo!

Nella tana del Lupo, percorso espositivo - Casa Piani, Il Mosaico
Nella tana del Lupo, percorso espositivo – Casa Piani, Il Mosaico

Non so gli altri, ma io a questo punto un po’ tremavo: e se il lupo fosse stato in casa? Per fortuna non c’era ma c’erano tutte le sue cose, inclusa una nutrita schiera di abiti… sì, proprio quelli che ha usato per travestirsi in tante occasioni e poi tanti libri, scaffali pieni. Non li facevo così colti, i lupi, però egocentrici sì! Lupi in versi, lupi feroci, lupi buoni come il pane, lupi furbi: storie per tutti i gusti a base di lupo! (da quel che ho visto almeno un centinaio…).

La mostra sarà ospitata dalla biblioteca Casa Piani fino al 9 gennaio. Allestita dallo Studio Quadrilumi. È stata ideata e prodotta da Il Mosaico Cooperativa che ha anche realizzato un percorso bibliografico e narrativo alla scoperta del lupo, delle sue decine di varianti e trasformazioni lungo la strada della letteratura per l’infanzia.

Nella tana del Lupo, percorso espositivo - Casa Piani, Il Mosaico
Nella tana del Lupo, percorso espositivo – Casa Piani, Il Mosaico

Alla fine della passeggiata io mi sono seduta su una sedia per riprendere fiato (tra bosco ed emozioni era un po’ corto) e cosa vedo dietro un telo giallo? Una sagoma, un’ombra pelosa. Sì, non state sbagliando, era proprio lui, il lupo! Alfonso di nome e Cuccurullo di cognome. Mi sono fatta coraggio e gli ho posto qualche domanda. Perdonerete la mano tremante e la voce tentennante e flebile, ma capirete che a star di fronte a un lupo, per giunta affamato, anche il più coraggioso vacilla.

Quale che sia la prova meglio affrontarla assieme!

Un recensore che si rispetti ogni volta che si cimenta con un libro non deve pensare ad altro che a quel libro; dargli l’attenzione che merita, lo spazio adatto. Deve superare la prova di non cadere nell’autoreferenzialità e, considerato che nell’affrontarla si è da soli, farebbe bene a non pensare alle implicazioni che un giudizio, negativo o positivo che sia, porta con sé.

Un recensore che si rispetti quando incontra dei libri così immediati e intimi dovrebbe sforzarsi di rendere quell’intimità. Ma talvolta la semplicità dei sentimenti e della narrazione tende a smarrire, a far perdere la strada. Come si fa a considerare e scrivere di un libro così diretto, che arriva così rapidamente a toccare le corde giuste senza allontanarsi da esso? È piuttosto difficile, ma voglio provare, perché ne vale assolutamente la pena.

La Prova di Cristina Petit è un albo illustrato, ha forma quadrata e consistenza robusta; ha bordi stondati e le dimensioni giuste per essere letto comodamente da bambini dai 4 anni ai 6.

In copertina le quattro silhouette di un rospo, un procione, un riccio e un coniglio prendono posto proprio sul margine inferiore e scrutano la linea dell’orizzonte che, quando incontra la terra, si fa tenue per poi tornare a esser cielo azzurro.

La prova, Cristina Petit - Bacchilega Junior 2015
La prova, Cristina Petit – Bacchilega Junior 2015

Poi il libro si apre su una serie di tracce, diverse linee di impronte che si incontrano e incrociano per poi prendere tutte la stessa direzione e varcare il confine della pagina per condurci in questo mondo di tonalità lievi in cui basta una fascia di colore a fare il cielo, la strada, lo stagno. Nulla ha contorno, tutto invita a uno sguardo più ampio. Persino il coniglietto non ha contorni marcati, è morbido nel suo grigio e sa, perché è un coniglietto che si rispetti, che ogni mattina deve andare a scuola. La strada che lo porta a scuola è lunga e lui evita di indugiare col pensiero su “quella cosa”. Per fortuna che il tragitto può farlo con un amico, il procione. Lungo la strada “nessuno dei due pensa a quella cosa quindi possono raccogliere sassi e amici sul cammino”.

La prova, Cristina Petit - Bacchilega Junior 2015
La prova, Cristina Petit – Bacchilega Junior 2015

Parlar d’altro, magari di figurine, raccogliere piccoli tesori, distrae dal pensiero di quella cosa. Per fortuna che ci sono gli amici! Non solo coniglietto e procione ma anche riccio e rospo. Tutti esserini che si rispettino, che ogni giorno vanno a scuola. Chi lo fa con piglio assertivo, sì, oggi ci pensa lui!, chi tentenna, si fa prendere dallo sconforto e vuol rinunciare, tornare a casa pur di non affrontare anche quel giorno, come gli altri, quella cosa. Ma gli altri incoraggiano, supportano, aiutano. Affrontare assieme le cose non solo sgombera il cuore ma poi lo riempie di coraggio, soddisfazione, riconoscenza.

La prova, Cristina Petit - Bacchilega Junior 2015
La prova, Cristina Petit – Bacchilega Junior 2015

Li seguiamo passo passo, li guardiamo come volendoli incoraggiare, sospingere nei loro passi ora trotterellanti ora a balzelli mentre affrontano la prova, quella cosa così temuta. Fin proprio sotto alla targa della scuola De Amicis col cuore finalmente libero.

2015_03_la_prova_copertina_rgb-350x350Titolo: La prova
Autore: Cristina Petit
Editore: Bacchilega Junior
Dati: 2015, 32 pp., 8,00 €

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