Processo al lupo

Processo al lupo, di Stéphane Henrich - 2019 Biancoenero

Un lupo, Bernado di nome e Lupo di cognome, è accusato di aver mangiato un agnello. Che poi equivale ad averlo ucciso, perché pochi agnelli, qualche nonna e una Cappuccetto Rosso, sopravvivono all’apparato digerente di un lupo, quindi, il lupo Bernardo Lupo ha ucciso un agnello allo scopo di mangiarlo, peraltro crudo.
L’imputato Bernardo Lupo, mani mestamente abbandonate senza forza sul grembo e sguardo contrito e basso, ammette di aver commesso il delitto. Ma l’avvocato difensore Bulldog, carnivoro dal brillante curriculum e dal portamento ieratico, chiede le circostanze attenuanti.

Processo al lupo, di Stéphane Henrich - 2019 Biancoenero
Processo al lupo, di Stéphane Henrich – 2019 Biancoenero

Bene, le circostante attenuanti; vale a dire sì, l’ha mangiato ma non era nelle sue intenzioni farlo… esse possono far leva sulla madre dell’accusato, La signora Susanna Lupo, ma solleverebbero dall’angoscia gli astanti erbivori, atterriti dal solo immaginare il fattaccio? E cosa ne pensa l’avvocato dell’accusa, esimio De Capris?

Come in ogni processo che si rispetti l’aula del Tribunale incute timore reverenziale ed è arredata di tutto punto con protagonisti perfetti per l’occasione: il perito, un asino dalla giacchetta a quadri, ha l’aspetto dimesso e ordinario del perito come da immaginario da telefilm statunitense, e i due tutori dell’ordine, come nel migliore dei polizieschi, ben assortiti, attento e vigile uno, annoiato e indifferente l’altro.

Il giudice, un maiale dai toni perentori e martelletto in mano, si contrappone al suo simile selvatico, Sasha Cinghiale, che, probabilmente forte delle sue zanne suine, non si fa remore nel puntualizzare, mancando l’obiettivo di difendere il vicino di casa Lupo e irritando il Signor Giudice. Si susseguono i testimoni, sebbene alcuni rigettati dalla corte (come si potrebbe prendere sul serio la testimonianza oculare di una talpa?), e come in ogni processo che si rispetti, considerato quanto siano intasate le aule dei tribunali, il verdetto viene emesso senza troppo tergiversare.

Questo albo illustrato, passato un po’ in sordina tra gli scaffali delle librerie, merita più di una lettura e restituisce al lettore una generosità di contenuti divertenti, ironici, realistici e iperrealistici che, assieme alle illustrazioni ad inchiostro e acquerello affrontano senza molti fronzoli la questione spinosa del confine tra la legittimità delle azioni compiute per istinto (argomento che regge però se i responsabili sono lupi o volpi) e la capacità, tutta umana, di soppesare con coscienza le conseguenze delle proprie azioni e la ricaduta che quest’ultime potrebbero avere sull’esistenza altrui. Attutita dalle sembianze animali, la Giustizia e il suo corso appaiono molto più comprensibili di quanto esse effettivamente siano e i punti di vista, così ben espressi sia dal testo, puntuale e diretto, che dalle illustrazioni, sollevano più di un dubbio in diverse direzioni.

Cover_processoallupoTitolo: Processo al lupo
Autore: Stéphane Henrich
Editore: Biancoenero
Dati: 2019, 38 pp., € 13,90

ELISA ATTRAVERSO LO SPECCHIO #8

Un viaggio in macchina lungo 7 ore dura meno ed è più piacevole se ascolti un classico avvincente. Elisa ha scelto Il giardino segreto per l’andata e Le avventure di Tom Sawyer per il ritorno. Entrambi belli, dice, ma Le avventure di Tom Sawyer di più!

Di Mark Twain – Biancoenero edizioni.

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ElisaAttraversoLoSpecchio #8
*è avventuroso
*è ribelle
*i bambini protagonisti sono coraggiosi e simpatici
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ElisaAttraversoLoSpecchio #8
ElisaAttraversoLoSpecchio #8

La zuppa dell’orco

La zuppa dell'orco, di Vincent Cuvellier e Andrea Antinori - 2016 Biancoenero

immagine1Sulla quarta di copertina di questo libro c’è scritto: Una divertente favola noir di Vincent Cuvellier, ma, credetemi, questa è più che noir, è ideale per mettere i brividi di paura a qualsiasi lettore dai 10 anni in su. Però è una fiaba, e non la farei mancare sul comodino per la notte di Halloween, perché come ogni fiaba che si rispetti ha degli orchi tra i più spietati, dei destini altrettanto crudeli, una condizione di miseria che sembrerebbe senza via d’uscita e infine un colpo di genio che scuote e smuove fino a un finale surreale, che lascia smarriti, felici ma anche inquieti.

La lettura si apre in un contesto buio dove il sole sorge cinque minuti prima di mezzogiorno e tramonta cinque minuti dopo all’interno del quale Josef e i suoi sei fratelli si muovono tristi, e grigi, prigionieri di una routine crudele cui li sottopongono madre e padre, avidi, senza scrupoli, orrendi.

Ogni mattina Josef e i suoi fratelli escono per andare a mendicare ma i genitori non sono mai soddisfatti dei loro guadagni per cui meditano una soluzione, tagliare loro qualche arto, accecarne gli occhi:

«Ti prego, moglie mia, non tagliare i piedi di Kira, lo sai che è la mia preferita…»
«E va bene, gliene taglieremo solo uno. Dopotutto basta per zoppicare.»

Mutilare i figli per renderli ancor più miserabili e smuovere quindi più facilmente cuori e portafogli.

La fiaba si dipana come le più classiche fiabe con qualche punta di ironia che la rende piuttosto contemporanea e il terrore aumenta di pagina in pagina, esasperato dalle illustrazioni colorate eppure buie, dal tratto lineare eppure straniante.

La zuppa dell'orco, di Vincent Cuvellier e Andrea Antinori - 2016 Biancoenero
La zuppa dell’orco, di Vincent Cuvellier e Andrea Antinori – 2016 Biancoenero

Su tutte una: nel centro una casetta dal comignolo fumante , la neve disciolta sul tetto, un bosco rado di abeti e pini argentei, alcuni alti, alcuni giovanissimi, e poi in basso la sezione di un tronco e lo sguardo fisso di un uccello dallo sguardo vuoto, che strizzano l’occhio ai progetti orrendi dei due orchi; che innocentemente lasciano una traccia di orrore anche nel contesto più mite. Per dilatare i tempi della tensione e ricordare che il pericolo è in agguato, che sempre, bisogna proteggersi.

cover_zuppa-dellorco_solo-fronteTitolo: La zuppa dell’orco
Autore: Vincent Cuvellier, Andrea Antinori
Editore: Biancoenero
Dati: 2016, 62 pp., 11,00 €

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Storie di fantasmi per il dopocena

Prendete in parti uguali ironia e mistero, mescolatele e otterrete un composito e succulento libretto pauroso quanto basta e divertente anche di più. Diverse storie di fantasmi, perfette per i dopocena, narrate da bislacchi cantastorie con protagonisti talvolta teneri, talvolta sciocchi, talvolta dispettosi e ostinati.

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Storie di fantasmi per il dopocena, Jerome K. Jerome, Umberto Mischi – 2016, Biancoenero

Che poi, a metà agosto, trattandosi di storie narrate nella più classica tradizione della Vigilia di Natale, potrebbe sembrare un po’ anacronistico, ma trattasi di ‘chicca’ nel vero e proprio senso della parola per cui non potevo non proporle. I fantasmi, peraltro, per antonomasia, non conoscono tempo e stagioni e questi, in particolare, si aggirano ancora molto legati al loro passato di viventi: più che paurosi, presi da varie faccende da far quadrare, che sia Natale o meno, senza contare che non mi lascerei sfuggire l’occasione di scoprire un autore di grande spessore che in questo breve libro riesce a costruire una vera e propria poetica della narrazione “di paura”.

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Storie di fantasmi per il dopocena, Jerome K. Jerome, Umberto Mischi – 2016, Biancoenero

Una narrazione che scorre veloce dalla penna sapiente di un grande umorista inglese: Jerome K. Jerome, che nella scrittura ha trovato il proprio successo, sapendosi rialzare da circostanze piuttosto sfavorevoli. Una lettura che consiglio a bambine e bambini dotati di senso dell’umorismo, certa che sull’esempio di queste storie ne inventeranno di proprie, altrettanto divertenti e paurose. [È un libro ad alta leggibilità, con puntuali accortezze sintattiche e grammaticali, capitoli brevi e paragrafi spaziati in stampatello minuscolo]

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Titolo: Storie di fantasmi per il dopocena
Autore: Jerome K. Jerome
Editore: Bianconero
Dati: 2016, 80 pp., 9,50 €

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The Big Swim, la grande prova

La copertina di The Big Swim è azzurra. E dentro tutto questo azzurro un ragazzo nuota, e dagli schizzi bianchi e netti pare che lo faccia piuttosto velocemente. Nuota proprio verso di noi che lo guardiamo, ed è buffo, ma leggiamo lui che compie uno sforzo molto prima di leggere ciò che ristà tra il titolo e l’acqua: La grande prova.

Cary Fagan lo esplicita sin dall’inizio: tra queste pagine c’è una prova memorabile da superare, ed è una gara di nuoto in un lago. Ma è solo questo? O piuttosto si tratta anche di conoscere e superare i propri limiti? O anche di affrontare qualche paura tra le tante che affollano i pensieri di un ragazzo alle prese col passaggio tra infanzia e adolescenza?

O forse tutte queste cose assieme.

Ethan è un ragazzo schivo, abitudinario, refrattario alle dinamiche che sempre si costituiscono nei campi scuola estivi, microcosmi con le proprie regole interne, la propria popolazione e il proprio, delimitato, spazio. Nonostante manifesti un certo disagio, Ethan decide di adattarsi con meno scossoni possibile:

I miei obiettivi per il campo estivo erano: primo, sopravvivere; secondo, non farmi odiare; terzo, non essere il peggiore in tutto.

A non essere il peggiore in tutto Ethan riesce piuttosto facilmente, ci pensa Leonard a rubargli il traguardo, condendo il tutto con una buona dose di antipatia; sopravvivere si può facilmente con le dovute accortezze, per tutto il resto, e noi che ci affezioniamo subito a lui lo sappiamo, Ethan non dovrà sforzarsi molto: che si possa odiare è fuori discussione. Ha un modo di fare naturale che lo rende simpatico a tutti e grazie al quale riesce ad attrarre le due personalità più originali e interessanti: Amber e Zachary.

La prima, Amber, è l’unico neo della storia, il suo comparire e poi ricomparire tra le pagine un po’ all’improvviso la rende sfuggente più che misteriosa, il suo non indugiare a lungo sugli altri, su Ethan soprattutto, la rende superficiale più che attenta o profonda come invece, si percepisce, la si vorrebbe raccontare. Zachary è invece ben strutturato nell’essere tutto quanto Ethan non è: sicuro di sé, ribelle, coraggioso.

Poi c’è l’estate, che amplifica, scopre, esaspera e scioglie. Scioglie nodi e libera il coraggio e l’intraprendenza di Ethan, che si lascerà coinvolgere nell’avventura più rischiosa e splendida della sua vita.

Questo libro è scritto con la nuova font biancoenero® e con i criteri dell’Alta Leggibilità ma, a parte le accortezze “tecniche” ce ne sono molte compositive: soprattutto la leggerezza e la freschezza del lessico oltre alla spontaneità della resa di emozioni complicate e profonde cui è difficile fare i conti, anche per gli autori più esperti.

BigSwim_fronteTitolo: The big Swim. La grande prova
Autore: Cary Fagan
Editore: Biancoenero
Dati: 2016, 96 pp., 11,00 €

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Sibilla nel cappello

Prendete una ragazzina alla ricerca di sé, un ragazzino idealista, un matto con la passione per i cappelli e un’etica più che senziente, e avrete un storia ecologista, avventurosa, coraggiosa.sibilla nel cappello2

Sibilla nel cappello, in cui il cappello è uno dei cappelli del matto, che poi si chiama Gigi, e Sibilla è un pesce gatto dalla punta della coda rossa, pesante oltre 5 chili, misterioso e sfuggente abitante del lago che in un malaugurato giorno cade prigioniero in una gabbia.

Un libro che racconta di una trappola e di un salvataggio e intanto parla di consapevolezza di sé. Avventura appassionante, scritta con una font speciale e approvata da una redazione di ragazzi.

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Titolo: Sibilla nel cappello
Autore: Luisa Mattia
Editore: Biancoenero
Dati: 2016, 64 pp., 8,00€

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Nove libri + 1 da leggere in terza elementare

Il mio primo Don chisciotte, di F. Lorioux , B. Lazzaro, Donzelli

il mio primo don chisciotteQuesto libro illustrato che vi consiglio anche per la sua storia e che definirei “un classico di un classico” è stato pubblicato per la prima volta a Londra nel 1930, e racconta la storia di Don Chisciotte, che, come tutti i bambini ben sapranno, amava combattere contro i mulini a vento. E contro i prepotenti e contro ogni ingiustizia, con una perseveranza e un coraggio che solo la follia… È un libro dal formato importante che riporta anche tutte le tavole originali di Félix Lorioux, uno dei più grandi illustratori per l’infanzia tra Otto e Novecento, tradotto da Bianca Lazzaro. I bambini avranno tra le mani un libro che riconosceranno come “importante”, vi si appassioneranno e ne avranno cura.

 

Jenny e il club dei gatti, Esther Averill, Il Castoro

31l1q+xrJZLJenny è una splendida ed elegante gattina nera, pelo lucido, padrone affettuoso. E questa è una storia vera, che potrebbe essere vera se conoscessimo la lingua dei gatti così come la conosce Esther Averill. Jenny Linsky vive a New York, è piuttosto felice, piuttosto timida e piuttosto desiderosa di entrare a far parte di un club, il club dei gatti, che osserva ammirata da dietro alla finestra. Per entrare a farne parte, Jenny affronta una serie di avventure buffe e temerarie e riuscirà ne suo intento superando i propri limiti, scoprendo l’amicizia, scoprendo i propri talenti. Questo libro raccoglie cinque avventure splendidamente illustrato in rosso e nero, ed è stato edito nel 1944 per la prima volta da allora è sempre stato amatissimo, tanto da entrare a far parte dei TIME Magazineʼs 100 Best Childrenʼs Books of All Time.

L’estate delle cicale, Carioli, Possentini, Bacchilega Junior

91tn5M8GiWLC’è un ciliegio. Frutti profumati e rossi. Ci sono due bambini e il canto, assai dolce, delle cicale. Ci sono colori vividi senza esser netti. Prospettive che si sovrappongono; ci sono dettagli in primo piano che rubano la scena agli accidenti centrali. Ci sono gli occhi dei bambini che raccontano, quasi più delle parole, di avventure, di amicizia, del tempo.
I due bambini hanno costruito una casa sull’albero che immaginano però in movimento. La quiete e la stasi di una casa sull’albero si fa nave in balia di onde, nave che domina o soccombe alla tempesta. Che poi è lo stesso meccanismo del sogno: un desiderio che prende forma, quello dei bambini di costruire un rifugio sull’albero, è il cuscino su cui i due amici chiudono gli occhi (o li tengono ben aperti) per immaginare grandi avventure, seduti, gambe penzoloni. C’è anche un litigio, c’è il passare del tempo, ci sono altri amici e decine di altre cose imperdibili per le quali vi consiglio di leggere questo splendido albo illustrato, che ha tutte le qualità per diventare un “libro del cuore”.

Furbo Signor Volpe, Roald Dahl, Quentin Blake, Nord Sud

41L9w2AH+RLIn una vallata ci sono tre fattorie; Olio alleva polli, Lupino oche e anatre, Pertica tacchini e mele. Cattivi nella media degli allevatori, ricchi. Molto. Poco distante, su una collinetta stava un albero e sotto all’albero una famiglia di volpi, papà volpe, mamma volpe e i loro quattro volpacchiotti, avevano scavato la propria tana, perché le volpi, questo tenetelo a mente perché servirà dopo, sanno scavare benissimo. Quotidianamente il Signor Volpe, col suo bagaglio volpino di furbizia e intelligenza, fa un’incursione in una delle tre fattorie, a seconda di quello che il menù della Signora Volpe prevede. Ma la pacchia dura fino a quando i tre fattori non decidono di dargli la caccia, di sterminarlo. Intanto il Signor Volpe ci rimette la bellissima coda, poi… beh… l’avventura è rocambolesca, ironica e divertente. Fossi in voi non me la perderei. Illustrato in bianco e nero da Quentin Blake, da questo libro di Roald Dahl è stato tratto il film Fantastic Mr. Fox di Wes Anderson.

Strisce e macchie, Dahlov Ipcar, Orecchio acerbo

81s1dpsHrjLFin quando ci saranno tra gli scaffali delle librerie libri di Dahlov Ipcar, io non smetterò mai di consigliarne l’acquisto e la lettura. Sono libri che danzano, che portano con sé un bagaglio di originalità e pregnanza non comune; creati con una cura editoriale altrettanto rara e originale e pregnante. Sono libri che i bambini scelgono tra tanti, dalle illustrazioni potenti con colori ricercati ce sono come un marchio: blu, turchini che sono solo suoi; immagini che si muovono e rincorrono su sfondi pieni, parole che seguono il ritmo. È un portatore di meraviglia ed essa non si fa remore di attraversare la storia del cucciolo di tigre e quella del cucciolo di leopardo che in maniera autonoma intraprendono la stessa strada; una strada che è fatta di esplorazione, avventura, amicizia, indipendenza e scoperte (talvolta dal sapore non proprio piacevole, talvolta straordinarie), e di ritorni, cura, famiglia. Una strada fatta soprattutto di macchie e di strisce. Per bambine e bambini capaci di inanellare di seguito (come ho sentito con le mie orecchie durante una lettura ad alta voce di Carla Ghisalberti) almeno tre animali a macchie e tre a strisce. Per tutti i bambini, dunque!

Il cavaliere Saponetta, Kristien In-‘t-Ven, Sinnos

71gtBRaZByLIl Cavalier Saponetta, si chiama così non perché sia sfuggente in battaglia come una saponetta nel lavabo, no, si chiama così perché ama lavarsi, profumare, star fresco. Nonostante questa sua originale attitudine, per essere un cavaliere che trascorre il suo tempo a cavallo, sotto al sole o nella tempesta, che dorme all’addiaccio, che combatte e combattendo suda, rimane un cavaliere in tutto e per tutto. Non a caso il re lo convoca a palazzo perché c’è da sconfiggere un drago. Il Cavalier Saponetta sarebbe in vacanza, ma alla vista della principessa Linda rinuncia alle ferie e parte all’avventura che, come tutte le avventure che si rispettino ha i suoi imprevisti, le sue bugie, i tradimenti, i colpi di scena. Illustrata a colori da Mattias de Leeuw questa storia è stata stampata con il font leggimi su carta ruvida e color panna per agevolare la lettura.

Sibilla nel cappello, Luisa Mattia, Biancoenero

sibillaPrendete una ragazzina alla ricerca di sé, un ragazzino idealista, un matto con la passione per i cappelli e un’etica più che senziente, e avrete un storia ecologista, avventurosa, coraggiosa. Sibilla nel cappello, in cui il cappello è uno dei cappelli del matto, che poi si chiama Gigi, e Sibilla è un pesce gatto dalla punta della coda rossa, pesante oltre 5 chili, misterioso e sfuggente abitante del lago che in un malaugurato giorno cade prigioniero in una gabbia. Un libro che racconta di una trappola e di un salvataggio e intanto parla di consapevolezza di sé. Avventura appassionante, scritta con una font speciale e approvata da una redazione di ragazzi.

Le lettere dello scoiattolo alla formica, Toon Tellegen, Axel Scheffler, Feltrinelli Kids

81Wf82jcBsLNo, non è un romanzo epistolare, sebbene sia pieno di lettere, messaggi, bigliettini che gli animali si scambiano l’un l’altro. Sono delle piccole scene di quotidiana vita boschiva, condotta semplicemente tra foglie umide, tane sotterranee, tronchi d’albero su cui si muovono queste corrispondenze naif tra gli animali. Grazie alle loro parole scopriamo quanto possa essere tenera uno scambio di parole affidate al vento tra farfalle e lucciole, quanto lo scrivere a se stessi possa essere un rimedio alla solitudine, quanto gli scoiattoli amino ribadire i concetti. Una corrispondenza ingenua e buffa corredata da bellissime illustrazioni.

Coccodrilli a colazione, Emanuela Nava, Giunti

51RC9w++MXLA colazione, sì, avete letto bene. E pare che siano anche squisiti,che la loro coda abbia il sapore dei gamberi. Anche Eugenia era piuttosto scettica in merito, sebbene Chariza le spiegasse quanto comune e ghiotta fosse questa preistorica pietanza. Chi è Eugenia? Chi è Chariza? Sono due ragazzini, una italiana uno dello Zimbabwe, che si scambiano bellissime lettere nelle quali si raccontano l’un l’altra cose quotidiane, leggende bellissime, fiabe classiche, i nomi e le abitudini degli animali, ricette (il coccodrillo come la pasta asciutta) con un lessico brioso che rende la lettura molto scorrevole e piacevole.

Caterina Certezza, Modiano, Sempé, Donzelli

71CeV++I4dLA Caterina dedico il mio +1. Mi auguro che qualche bimbo sceglierà questa storia così intima e bella come compagna di qualche giorno. Compagnia intima e bella anch’essa. Caterina Certezza è stato l’esordio di Patrick Modiano, e Sempé è uno degli illustratori più famosi del mondo. Questi due grandi autori assieme danno vita al racconto di Caterina, ormai adulta, ballerina newyorkese, e alla sua infanzia trascorsa a Parigi, assieme al padre con un tono di premura che sempre mi tocca, che sempre suona corde delicate del mio cuore e mi racconta di semplici accidenti quotidiani come di grandi cambiamenti, rimanendo sul piano della realtà con qualche incursione in quello della realtà bambina. La lettura procede non per capitoli ma per quelli che amo definire “momenti”. Lo consiglio a bambini e bambine, caldamente, come già immaginavate.

E se vi fosse venuta voglia di comprarli, potete farlo qui

Il mio primo Don Chisciotte
Sibilla nel cappello
L’estate delle cicale
Furbo, il signor Volpe
Caterina Certezza
Strisce e macchie
Il cavaliere saponetta
Jenny e il club dei gatti
Lettere dello scoiattolo alla formica
Coccodrilli a colazione

9 libri + 1 da leggere in seconda elementare

Mentre in prima (la definisco prima elementare alla vecchia maniera) le bambine e  i bambini sono ancora cauti, un po’ sospettosi nei confronti dei libri, permeati ancora dall’idea che sia necessario leggere bene per poter leggere “bene”, in seconda elementare sono ormai sicuri di avere tra le mani uno strumento prezioso e potentissimo e lo usano con una sfrontatezza meravigliosa. Quelli che ho avuto modo di osservare in libreria si aggirano tra gli scaffali, accolgono i consigli, scelgono con entusiasmo.

Ecco i miei 9+1 suggerimenti di lettura , dunque, e buon divertimento!

Ricordati del gatto!, di Michael Rosen, illustrato da Tony Ross, edito da Feltrinelli Kids

71vbpVwB0BLVoi che non siete smemorati e distratti come la signora e il signor Frettini, certamente ricorderete A caccia dell’orso di Michael Rosen o La piccola principessa di Tony Ross. Ebbene, eccoli assieme, questi due intelligenti autori, per raccontare un’avventura illustrata ironica, d’amicizia, d’affetto.

La famiglia Frettini va sempre di fretta, lo dice anche il nome, per riuscire a fare tutto per tempo, certo, ma complicandosi molto la vita. Specie alla mattina quando anche i signori Rossi o Bianchi guardano in continuazione l’orologio; fanno tutto velocemente e in fretta: colazione, pulizia, escono di corsa. Che andrebbe anche bene, se non fosse stressante e se non fosse che i signori Frettini hanno un bimbo che non è ancora grande a sufficienza per restare da solo in casa o, peggio, per andare autonomamente a scuola. Per fortuna che c’è il gatto! Tigre si chiama, nome scelto, non c’è bisogno di dirlo, di fretta, che dimostra però un temperamento e un affetto per il suo padroncino che lo rende coraggioso e intraprendete proprio come una tigre. [In stampatello minuscolo e diviso in capitoli, procede con brevi blocchetti di testo che rendono la lettura autonoma molto scorrevole].

Draghi dell’altro mondo, di Sofia Gallo, edito da Sinnos

71uplBdEfkLSi tratta di una fiaba alla maniera classica: un uomo disperato, senza più soldi e prospettive decide di varcare il confine magico che dal mondo della realtà porta a quello dell’irrealtà per trovare una soluzione che possa ribaltare le proprie sorti e quelle della sua famiglia.

Attraversa quindi il confine che dal mondo degli uomini porta a quello dei draghi: un mondo lussureggiante, colorato, abitato da draghi enormi, minacciosi. L’uomo però è pronto a tutto e soprattutto è piuttosto furbo, il che si rivela quantomai utile visto che i draghi per quanto imponenti e forzuti sono piuttosto sciocchi.

L’uomo compie imprese eccezionali senza in realtà muovere un dito: si fa prendere a servizio da una famiglia di draghi, madre e tre figli, e pur essendo in una posizione di debolezza nei loro confronti escogita piani geniali che lo fanno sembrare di volta in volta potentissimo, riuscendo a tornare a casa carico di tesori. Una fiaba a lieto fine che esalta il valore dell’intelligenza e dell’intraprendenza, dell’amore genitoriale e del coraggio, con belle illustrazioni e soprattutto con una leggibilità altissima. [Questo libro usa la font leggimi, creata nel 2006 appositamente per chi abbia problemi di lettura e quindi perfetta per i primi lettori]

Storie di fantasmi per il dopocena, di Jerome K. Jerome, edito da Biancoenero

61UQ375Ke0LPrendete in parti uguali ironia e mistero, mescolatele e otterrete un composito e succulento libretto pauroso quanto basta e divertente nella stessa misura. Diverse storie di fantasmi, perfette per i dopocena, narrate da diversi cantastorie con protagonisti talvolta teneri, talvolta sciocchi, talvolta dispettosi e ostinati.

Una narrazione che scorre veloce dalla penna sapiente di un grande umorista inglese: Jerome K. Jerome, che nella scrittura ha trovato il proprio successo, sapendosi rialzare da circostanze piuttosto sfavorevoli. Una lettura che consiglio a bambine e bambini dotati di senso dell’umorismo, certa che sull’esempio di queste storie ne inventeranno di proprie, altrettanto divertenti e paurose. [È un libro ad alta leggibilità, con puntuali accortezze sintattiche e grammaticali, capitoli brevi e paragrafi spaziati in stampatello minuscolo]

Lupo e cane insoliti cugini, di Sylvia Vanden Heede, illustrato da Marije Tolman, Beisler editore

71Mdo30WgKLCane si veste perbene, vive in una bella casetta, è riflessivo e assennato. Lupo se ne va in giro vestito della sua sola pelliccia selvaggia e ne sa una più della volpe (che però in queste storie non c’è). I due sono cugini, ma molto insoliti, perché tra di loro non hanno in comune nulla se non una buona parte di patrimonio genetico e vivono avventure semplici, da cane e lupo, ma molto divertenti in cui lupo si mostra bislacco e cialtrone, talvolta un po’ dispettoso, e cane orgoglioso, paziente, con una sua personalità. I due litigano, poi fanno pace, poi bisticciano ancora, come due veri amici, insomma! Sono 9 avventure in cui il testo (accompagnato da belle illustrazioni a colori) si sviluppa in verticale, come se si trattasse di una filastrocca. Il fatto che sia spesso in forma dialogica permette al giovane lettore di esercitare piacevolmente la lettura espressiva. [Questo libro fa parte della collana Leggogià in cui si usa un carattere più facile da leggere, si chiama Testme, che non affatica gli occhi]

L’accademia antimostri, di Martin Widmark e Christina Alvner, edito da Sonda

71ad7rLQLiLCoraggio, intelligenza e intraprendenza, sono questi gli elementi che rendono un agente antimostro un ottimo agente antimostro. Perché che il nostro mondo sia pieno di creature minacciose, belve feroci e fantasmi è noto, e qualcuno deve pur occuparsene per permettere a noi civili di continuare a vivere serenamente come se nulla fosse. L’accademia antimostri serve proprio a forgiare bravi agenti, e Nelly Rapp è straordinaria nella sua spontaneità; si direbbe che abbia un vero e proprio talento per questo mestiere. Questo che consiglio è il primo libro di una serie in cui, nonostante si potrebbe pensare il contrario, delle avventure pericolose resta solo il coraggio, l’intraprendenza e l’intelligenza bambina, visto che i mostri si rivelano goffi, deboli, persino divertenti. [Costituito da 7 capitoli illustrati in bianco e nero in corsivo minuscolo con spaziatura larga per una lettura che non affatica gli occhi. Il fatto che sia una serie potrebbe aprire le porte ad appassionanti letture successive]

Ortone e i piccoli Chi!, del Dr. Seuss, edito da Giunti Junior

51pw4rIYUILOrtone è un elefante. È grosso e ingombrante ma ha un animo molto sensibile e vista e udito fini grazie ai quali riesce a percepire la richiesta d’aiuto di una creaturina minuscola, un granello di polvere, quasi. Lei è rosa, piccina davvero; fa parte di un popolo di minuscoli che si chiama “Chi” e che vive nel Paese “Chissà”: corrono un grande pericolo e quindi chiedono aiuto a Ortone, che, in barba a quanti cinicamente lo vorrebbero indifferente, si adopera subito per il bene delle creaturine.

Si affanna, corre avanti e indietro, non conosce stanchezza. Intanto la sua gentilezza, come spesso accade, è scambiata dagli altri come dabbenaggine. Nessuno vede i piccoli Chi, Ortone quindi è semplicemente impazzito. Ma chi fa del bene, per fortuna, lo fa ostinatamente, talmente tanto da riuscire a provare anche gli scettici. [Illustrato a colori nel celebre stile del Dr. Seuss, il testo in stampatello minuscolo è in rima].

La balenottera azzurra, di Jenni Desmond, edito da Lapis

71PKTPRDeqLUn albo illustrato a carattere divulgativo ma dalla tempra piuttosto narrativa ed evocativa.

L’autrice conduce i giovani lettori e le giovani lettrici in un mondo di dimensioni enormi, in cui tutto si rivela invece fragile, poetico. Questo è un albo che incontrerà certamente la fantasia dei vostri bambini e delle vostre bambine, accompagnandoli molto lievemente in un mondo affascinante, alla scoperta di un essere fortissimo, il più grande mai esistito, e nonostante ciò delicato, esposto a rischi, con un realismo e un’efficacia comunicativa straordinari. [Le illustrazioni sono anch’esse narrative, per nulla didascaliche e in perfetto equilibrio con un testo affidabile dal punto di vista scientifico].

A spasso col mostro, di Julia Donaldson, Axel Scheffler, Emme edizioni

81Ftfbj0y0L (1)Per fare una buona storia, di quelle che i bambini chiedono e richiedono, imparano a memoria, citano agli amici e rivisitano, è assolutamente necessario che alcuni ingredienti ci siano e che ci siano in abbondanza: serve un protagonista piccolo che sembri indifeso ma che sappia cavarsela con intelligenza e furbizia (quella buona, quella sana) in ogni circostanza, anche la più pericolosa; serve che ci siano dei comprimari ben caratterizzati che non vengano meno al proprio ruolo e che non virino pericolosamente verso la via della sciatteria; servono delle illustrazioni piacevoli e curate; serve che la storia abbia un ritmo e che possa essere intesa come una filastrocca; sono utili poi le reiterazioni, le situazioni ripetute con varianti buffe, i finali da far sorridere, divertenti e poetici. Per fare una buona storia di mostri, infine e naturalmente, serve un mostro. Un mostro come ce lo immaginiamo: con zanne tremende, artigli affilati, e denti da mostro di bava bagnati. Un albo celebre, un classico moderno, che consiglio a tutti i bambini e le bambine che abbiano voglia di sorridere leggendo, a tutti i bambini, dunque! [Il testo è in rima e un brivido di tensione che si scioglie mano a mano, tiene sempre alta l’attenzione e il desiderio di vedere “come finisce”]

Che storia! L’eruzione di Pompei, di Davide Morosinotto e Fabio Visintin, Edizioni EL

71JG5y-rQkLSi tratta di uno dei libri che compongono una collana molto giovane il cui senso si esprime bene nel proprio occhiello: La Storia è fatta di grandi storie. È una storia, questa di dimensioni più corpose rispetto a quelle proposte finora, ideale per le vacanze estive, all’inizio delle quali i bambini e le bambine hanno ormai piena consapevolezza della lettura. La ascolteranno per mezzo di quanto Plinio il giovane scrive a Tacito. Plinio il giovane si chiama così perché si distingua da Plinio il vecchio, celebre scienziato naturalista e ammiraglio della flotta romana, che, proprio durante l’eruzione del 79 d.C. narrata in queste pagine, morì nel tentativo riuscito di salvare quanti più cittadini possibile. Il tono della narrazione è piuttosto appassionante, i fatti drammatici riportati con il tono e l’affidabilità della cronaca storica. Quando il vulcano si risveglierà e una nuvola scura coprirà il cielo, Plinio dovrà lottare per sopravvivere, come tutti gli abitanti di Pompei. Riuscendoci, sarà anche il testimone che ci permetterà di conoscere la storia di quei giorni.

Questo mio articolo è stato originariamente pubblicato su Your Edu Action. Aggiungo qui di seguito,come in precedenza, una lettura in più.

Lindbergh, l’avventurosa storia del topo che sorvolò l’oceano, di Torben Kulhmann, edito da Orecchio acerbo

81+GKJ3x7eL (1)Un topo trascorre la maggior parte del suo tempo tra i libri, certo ogni tanto li rosicchia, ma intanto li legge e fa scorta di cellulosa e scienza. Un giorno, appena sfuggito alle grinfie di un gatto, si imbatte in uno stormo di pipistrelli: si direbbero quasi topi, però hanno le ali. Da qui l’idea: munirsi di ali per raggiungere l’America e sfuggire a un contesto minaccioso e pieno di soprusi quale è quello in cui vive in Europa. Le ali da sole non bastano, il topo fallisce la sua prima prova ma non demorde e ci riprova; stavolta costruendo un vero e proprio velivolo col quale si alza nel cielo di Amburgo, che ci appare morbida e antica nei suoi panorami virato seppia, e se la lascia alle spalle per avventurarsi nei cieli dell’Atlantico.

Ad attenderlo in America il successo, la libertà, la notorietà.Un albo illustrato magnifico, una narrazione intensa; una storia che si fa sogno elegante, avvincente. Lo consiglio, e vivamente, a tutti i bambini con il senso dell’avventura, con il coraggio dell’entusiasmo, con lo slancio dell’intraprendenza. A tutti i bambini e le bambine, insomma.

Spero vi sia venuta voglia di comprarli. Potete farlo qui:

Ricordati del gatto!
Draghi dell’altro mondo
Storie di fantasmi per il dopocena. Ediz. a caratteri grandi
Lupo e cane. Insoliti cugini. Leggogià
L’accademia antimostri. Nelly Rapp agente antimostri: 1
Ortone e i piccoli Chi!
La balenottera azzurra
Il Gruffalò
L’eruzione di Pompei
Lindbergh. L’avventurosa storia del topo che sorvolò l’oceano