Il regalo più grande

La copertina di questo libro si può rimuovere, si gira, si incastrano le alette e in poche mosse tornerà ad avvolgerlo in una fantasia stellata. Questo lo scrigno, già di per sé prezioso, poi c’è il tesoro: la storia.

<em>Il regalo più grande</em>, Philip van Doren Stern,‎ Andrew Davidson - 2017, Piemme
Il regalo più grande, Philip van Doren Stern,‎ Andrew Davidson – 2017, Piemme

George Bailey si sporge dal ponte sospeso sopra al fiume. È una notte di ghiaccio, sono pensieri di ghiaccio, di fallimento, di mancanza di prospettive. Dal nulla, in silenzio, compare uno sconosciuto dall’aspetto rubicondo, che lo invita a fermarsi e tornare indietro assieme, per considerare come sarebbe stata la realtà del presente se lui non fosse mai esistito. Per considerare quanto e se davvero la sua vita sia e sia stata inutile.

Il regalo più grande, Philip van Doren Stern,‎ Andrew Davidson - 2017, Piemme
Il regalo più grande, Philip van Doren Stern,‎ Andrew Davidson – 2017, Piemme

Nella sua passeggiata in un presente ipotetico, George scopre quanto abbia contato il suo esserci; la stessa vita di persone che ama è dipesa da lui, in maniera decisiva. E scende dal pericoloso ciglio su cui stava pericolosamente in bilico, per riabbracciare i suoi cari con l’animo pieno di una traboccante certezza: La vita è meravigliosa.

978885666145HIG_7c3cf3620ec0086233fbdd938a401e47Titolo: Il regalo più grande
Autore: Philip van Doren Stern,‎ Andrew Davidson, (Trad. M. Bartocci)
Editore: Piemme
Dati: 2017, 62 pp., 12,00 €

Una favola di Natale

Freddo, fame e nostalgia sono le muse che ispirarono Giovanni Guareschi; fonti di ispirazione atipiche se si pensa che il frutto è una storia natalizia, anzi una favola di Natale, di un Natale lontano, del 1944.

E se non v’è piaciuta – non vogliatemi male,
ve ne dirò una meglio – Il prossimo Natale,
e che sarà una favola – senza malinconia:
“C’era una volta – la prigionia…”

Questa la conclusione della favola scritta su cencetti di carta a dicembre nello Stalag XB di Sanbostelm, un campo di prigionia, un campo di concentramento.

<em>La favola di Natale</em>, Giovanni Guareschi - Interlinea
La favola di Natale, Giovanni Guareschi – Interlinea

Una favola complessa, molto simbolica, zeppa di protagonisti predisposti alla disperazione, senza speranza, senza una visione del futuro: dalle vecchine ai funghi velenosi. A contrasto alberi dalle fronde protettive, funghi commestibili che si sacrificano per il bene comune, api che stanno di vedetta, collaborano alla buona riuscita del sogno, della fantasia.

La favola di Natale, Giovanni Guareschi - Interlinea
La favola di Natale, Giovanni Guareschi – Interlinea

Un sogno e una fantasia che raccontano il presente facendosene beffe, per quanto terribile possa essere, e diventano strumento pragmatico e dolcissimo del presente, del ricordo.

La prigionia, per comprenderla, bisogna viverla. E per ricordarla bisogna riviverla. […] Io credo che sia molto utile ricordare il male trascorso:ciò aiuta molto a ricordare i mali del presente e permette di ritrovare, tra le sofferenze trascorse, quei pensieri onesti e puliti che solo nella sofferenza si possono vivere”

Una favola per restituire un poco di speranza e leggerezza ai compagni di prigionia, un regalo meraviglioso, una via di fuga.

La “realtà” era tutt’intorno a noi, e io la vedevo seduta a tre metri da me, in prima fila, vestita da Dolmetscher: e quando il “rumorista-imitatore” cantava con voce roca la canzoncina delle tre Cornacchie e il poliziotto di servizio sghignazzava divertito, io morivo dalla voglia di dirgli che non c’era niente da ridere: «Guardi, signore, che quella cornacchia è lei».

Corredato dai disegni a china dello stesso Guareschi nell’edizione di Interlinea.

La favola di Natale, Giovanni Guareschi - Interlinea
La favola di Natale, Giovanni Guareschi – Interlinea

9788882122478-it-300Titolo: La favola di Natale
Autore: Giovanni Guareschi
Editore: Interlinea
Dati: 2000, 80 pp., 9,30 €

La sera di Natale in casa Mellops

Il Natale non potrebbe essere altro che assurdamente patetico e tenero in casa Mellops.

Il papà ha comprato un libro sulle decorazioni natalizie e decide quindi di procurarsi un albero per poter mettere in pratica i consigli di stile; nel frattempo tutti e quattro i bambini hanno avuto la stessa idea: addobbare la casa con uno splendido abete. I conti si fan presto e nel soggiorno della famiglia Mellops ci sono 5 alberi di Natale. Cosa farne? Beh, donarli certamente a chi ne abbia bisogno. Ma anche il più bisognoso dei bisognosi un albero ce l’ha già e pure bello!

<em>La sera di Natale in casa Mellops</em>, Tomi Ungerer- Donzelli
La sera di Natale in casa Mellops, Tomi Ungerer- Donzelli

Il sarcasmo vestito a festa con l’abito della generosità raggiunge il suo culmine quando i quattro, dopo esser usciti delusi dall’orfanotrofio, dall’ospedale e dalla prigione finalmente si imbattono in qualcuno di davvero disperato: una porcellina che piange affranta. E non solo lei è povera e derelitta, ma vive in una casa con quattro stanze i cui abitanti sono più tristi di lei: una nonna malata, un vecchio soldato cieco e su una sedia a rotelle, due porcellini tremanti e un porcellino in lutto. Bene! Ecco i posti perfetti per i quattro alberi! E pensare che stavano per buttarli nella spazzatura! La tenerezza natalizia fa capolino anche nel pedissequo nonsense e diventa bislacca manifestazione di cura: Isidor, Casimir, Ferdinand e Felix usano tutti i loro risparmi per donare a quei bisognosi un bel Natale e poi tornano a casa a gustarsi il proprio, con papà e mamma Mellops.

La sera di Natale in casa Mellops, Tomi Ungerer- Donzelli
La sera di Natale in casa Mellops, Tomi Ungerer- Donzelli

a97f9a05df4ea0d6cbb95b2379735bbe_w250_h_mw_mh_cs_cx_cyTitolo: La sera di Natale in casa Mellops
Autore: Tomi Ungerer
Editore: Donzelli
Dati: 2017, 72 pp., 13,50 €

Un bambino chiamato Natale

Ormai è chiaro, ho una passione per il Natale e per le storie natalizie. Il che per un’atea incallita come me è quantomeno poco coerente, ma tant’è. Adoro questa atmosfera tintinnante o, più probabilmente, sono io stessa che pervado ogni cosa intorno di un senso magico e la percepisco anche laddove non c’è. Sta di fatto che rispondo ogni sera alle domande che i miei bambini gli pongono a nome di Albus il folletto di Babbo Natale e, alla mattina, quella sua grafia tutta piena di ghirigori mi intenerisce, come se fosse davvero, davvero, stato qui, avesse toccato con le sue manine fatate da elfo quel pastello.

Un bambino chiamato Natale, di Matt Haig e Chris Mould - Salani
Un bambino chiamato Natale, di Matt Haig e Chris Mould – Salani

È la magia del Natale che mi solleva dagli accidenti quotidiani; è la stessa magia che, se ci credi, non tradisce mai e offre vie di fuga dai luoghi e dai momenti più bui, dalle grinfie di un troll feroce, dalle frecce di uomini avidi e senza cuore.

Nikolas è un bambino povero, molto povero. Vive nella seconda casa più piccola di tutta la Finlandia, la sua mamma è morta scappando da un orso, il suo papà è un taglialegna con poche prospettive ma affettuoso e premuroso; ha per amico un topolino e come compagna di giochi una bambola intagliata da una rapa.

Un bambino chiamato Natale, di Matt Haig e Chris Mould - Salani
Un bambino chiamato Natale, di Matt Haig e Chris Mould – Salani

Nikolas è preda del turbinio degli eventi, del tempo, della meschinità delle persone ma crede, crede fermamente nella magia, non del Natale perché è esso stesso il Natale, o perlomeno lo sarà.

Abbandonato dal padre, partito con altri compagni di ventura alla ricerca del paese degli elfi, decide di salvarsi dalle angherie di una ziaccia e parte. Parte alla ricerca del padre, parte alla ricerca di un futuro che possa essere migliore, per sé, per il suo papà, per il suo topino. Lungo la strada incrocerà la fame, la morte, una renna amabilmente scontrosa, elfi che hanno smarrito la propria natura e neve, tanta neve.

Un bambino chiamato Natale, di Matt Haig e Chris Mould - Salani
Un bambino chiamato Natale, di Matt Haig e Chris Mould – Salani

Matt Haig colpisce per la sua scrittura diretta e che non trascura il buio dell’animo umano, affrontandolo con una schiettezza che è la forza di questo romanzo, amplificata dalle illustrazioni di Chris Mould che indugiano sui tratti spigolosi, che tradiscono stenti e fame, ben lungi dalla prospera gioia del Babbo Natale che sarà, su occhi enormi e tondi, aperti e accoglienti, magici.

9788869187919_un_bambino_chiamato_nataleTitolo: Un bambino chiamato Natale
Autori: Matt Haig e Chris Mould (trad. V. Daniele)
Editore: Salani
Dati: 2016, 278 pp., 14,90 €

È Natale

Un libro gioco costituito da 20 carte quadrate (schede che si compongono in una sorta di puzzle seguendo l’ordine della narrazione. Una narrazione speciale, considerato che si tratta del racconto della nascita di Gesù, rinarrato secondo quanto ci tramanda il Vangelo (quelli di Luca e Matteo).

<em>È Natale</em>, Sophie Fatus - 2016 Fatatrac
È Natale, Sophie Fatus – 2016 Fatatrac

Le illustrazioni di Sophie Fatus, sono ricchissime di dettagli e colori, lineari, come è tradizione di questa illustratrice d’eccellenza, sul retro di ciascuna di esse un blocchetto di testo dalla grandezza variabile (ma comunque costituito da pochi periodi) in maiuscolo, ben leggibile, quindi, anche autonomamente per i bambini che hanno cominciato a leggere da poco.

<em>È Natale</em>, Sophie Fatus - 2016 Fatatrac
È Natale, Sophie Fatus – 2016 Fatatrac

Alla storia, avvincente come i miti e le leggende che affascinano e coinvolgono, si associa anche il piacere di ricomporre l’immagine, per poi contemplarla come se si trattasse dello splendido pannello di un cantastorie di strada.81SeEpG5KiL

61nNBDwpejL._SY473_BO1,204,203,200_Titolo: È Natale
Autore: Codignola, Fatus
Editore: Fatatrac
Dati: 2016, 9,90 €

Bianco Natale

È la notte di Natale e le strade imbiancate sono deserte. Tutti sono nelle proprie case a festeggiare, o in taverna a cenare assieme, o in chiesa per cantare i cori natalizi in attesa della mezzanotte. Solo tre pupazzi di neve si aggirano per le strade innevate del villaggio. È una notte talmente fredda che persino Dante, Erasmo e Galileo battono i denti di bottoni.  Decidono quindi di andare alla trattoria per stare al calduccio e gustare un bel piatto d’arrosto. Dimenticano però che al caldo la neve si scioglie, quindi, allertati da una pozza d’acqua che si sta sviluppando ai loro piedi escono di gran fretta, sempre più scoraggiati e rassegnati a passare il Natale da soli.

Bianco Natale, Wolfram Hänel, Uli Waas - Nord-Sud
Bianco Natale, Wolfram Hänel, Uli Waas – Nord-Sud

Ma non hanno tenuto conto dei bambini e della loro capacità di porre rimedio con le idee più semplici anche alle situazioni più ingarbugliate: un gruppo di bimbi realizza decine di pupazzi di neve fino a formare un’allegra combriccola soffice e bianca.

Bianco Natale, Wolfram Hänel, Uli Waas - Nord-Sud
Bianco Natale, Wolfram Hänel, Uli Waas – Nord-Sud

Una storia allegra, dai protagonisti buffi in cui trionfa il piacere per il bianco della neve e del Natale, così come per le cose semplici, per l’amicizia.

317u73JU1zL._BO1,204,203,200_Titolo: Bianco Natale 
Autori: Wolfram Hänel, Uli Waas (tradotta da Noemi Clementi)
Editore: Nord-Sud
Dati: 2004, 25 pp.

Un giocattolo per Natale

A Roma un anziano signore entra in una bottega di giocattoli. Vuole comprarne alcuni da regalare che siano belli come quelli coi quali giocava quando era bambino, ma tra gli scaffali non ne scorge nemmeno uno… ci sono solo delle scatolette che non lo ispirano per nulla. Il giocattolaio, poi, gli propone come giocattolo straordinario un telecomando! Come se non fosse in tutte le case e come se fosse divertente!

"<em

In realtà grazie a quel telecomando l’anziano signore si ritrova catapultato nel tempo e nei luoghi più desiderati: in Russia, a New York, persino nell’antica Roma, laddove cerca invano di avvisare Cesare della brutta sorte che l’attende alle Idi di marzo.

Un giocattolo per Natale, Gianni Rodari, ill. di Elisa Macellari - Einaudi ragazzi 2017
Un giocattolo per Natale, Gianni Rodari, ill. di Elisa Macellari – Einaudi ragazzi 2017

Insomma, questa che vi sto raccontando è tra le più classiche storie del Natale e probabilmente l’avrete già riconosciuta da queste mie poche parole, si tratta di Un giocattolo per Natale di Gianni Rodari, edita da Enaudi ragazzi e corredata dalle coloratissime e vivide illustrazioni di Elisa Macellari. Il realismo magico e la visione poetica di Rodari si intrecciano in questa storia fantastica e avventurosa da leggere o regalare a Natale.

Un giocattolo per Natale, Gianni Rodari, ill. di Elisa Macellari - Einaudi ragazzi 2017
Un giocattolo per Natale, Gianni Rodari, ill. di Elisa Macellari – Einaudi ragazzi 2017

Un-giocattolo-per-Natale-Rodari-Macellari-Varia-Einaudi-Ragazzi-9788866564263-412x600Titolo: Un giocattolo per Natale
Autore: Gianni Rodari, ill. di Elisa Macellari
Editore: Einaudi ragazzi
Dati: 2017, 80 pp., 12,00 €

Miracolo in una notte d’inverno

Ad aprire la prima finestra si viene investiti dall’aria dell’estate, due bambini giocano e ritrovano per caso una scatola intagliata, molto preziosa, il cui aspetto fa presagire un contenuto altrettanto prezioso. Non riuscendo ad aprirla la portano al nonno, che riconosce in essa i nomi di due persone a lui familiari per averne sentito raccontata la storia più volte: Ada e Nikolas.

unnamedIncomincia allora a raccontare ai due nipoti la storia di un miracolo in una notte d’inverno, storia che, lo precisa, dovrebbe essere letta a dicembre, un capitolo alla volta fino alla vigilia. Ventiquattro finestre su un mondo semplice, denso d’amore e d’affetto, povero, dal fato affilato come il vento freddo dell’inverno in Lapponia.

Sin dalle prime pagine la percezione che stia per accadere qualcosa di irreparabile è forte, tutto porta nella direzione del dramma: dall’atmosfera familiare idilliaca e dolce, dai discorsi sul futuro, dl lessico rassicurante entro cui fanno di tanto in tanto capolino parole che smarriscono, mettono in allarme.

Nikolas è a casa con la sua sorellina mentre il padre e la madre, sulla spiaggia, puliscono le reti. L’inverno è inoltrato e l’isola su cui vivono è deserta, spazzata dal vento. Ada scotta, è malata. Mentre Nikolas intaglia il legno per realizzarle un regalo di compleanno i suoi pensieri sono cupi, tesi. Sente il pericolo in agguato ma non può immaginare, bimbo di cinque anni, quanto possa essere dolorosa e impietosa la realtà: il padre e la madre devono portare Ada dal medico sulla terraferma. Nikolas rimane a casa, a tenerla calda per il loro ritorno, ma loro non torneranno mai.

Si chiude qui una finestra della vita di Nikolas, dolorosissima. Ma al villaggio tutti l’hanno a cuore, non sarà mai solo e, pur soffrendo, non si sentirà mai solo… a volte la differenza è sottile.

La narrazione prosegue con un’attenzione magistrale alla crescita del bambino, al disseminare indizi dell’uomo che diventerà. Una storia incantevole, che commuove, che meraviglia che induce a riflessioni molto profonde sul’amore, e su come solo amando e lasciandosi amare senza paura di perdersi si possa vivere pienamente.

Per leggere questo libro non è necessario essere amanti del Natale e nemmeno credere nella leggenda di Babbo Natale. Questo libro è per tutti coloro che credono, trecentosessantacinque giorni all’anno, all’esistenza dell’amore puro. (Marko Leino)

81MLeMURQgLTitolo: Miracolo in una notte d’inverno
Autore: Marko Leino (Rosario Fina trad.)
Editore: Feltrinelli Kids
Dati: 2012, 15,00 €, 268 pp.

Natale a casa con Toto e Pepe

Da bambina ero innamorata di due specchi che le mie zie (di poco più grandi di me) tenevano appesi alla parete della loro stanza. Vagheggiavo di come sarebbe stato bello averne almeno uno nella mia di stanza. Uno stretto e lungo, uno quadrato, entrambi piccini e decorati con le bimbe e i bimbi di Holly Hobbie. Li ho desiderati a lungo, fino a quando le mie zie me li regalarono entrambi e, oggi, campeggiano sulle pareti della camera dei miei bambini.

Quelle immagini mi raccontavano di un mondo semplice, in accordo con la natura, che era un po’ il mio e al quale ancora oggi anelo. Un mondo in cui una bambina possa essere pienamente felice invasando una viola o un bimbo raccogliendo dei fiori assieme a un gatto. Un mondo in cui il Natale è perfetto in casa, con un albero addobbato e una cena tra amici. Come il Natale a casa con Toto e Pepe.

Natale a casa con Toto e Pepe, di Holly Hobbie - 2017 Fatatrac
Natale a casa con Toto e Pepe, di Holly Hobbie – 2017 Fatatrac

Toto e Pepe sono due maialini, amici fraterni. Natale si avvicina e Toto sta tornando a casa, dove Pepe lo attende entusiasta. L’impostazione della narrazione è quella classica: un personaggio saggio e amorevole dona un oggetto di cura e protezione al piccolo protagonista che è generoso e coraggioso, tanto da non farsi ostacolare dal maltempo pur di raggiungere il proprio amico.

Natale a casa con Toto e Pepe, di Holly Hobbie – 2017 Fatatrac
Natale a casa con Toto e Pepe, di Holly Hobbie – 2017 Fatatrac

Il viaggio verso casa, laddove Pepe speranzoso e trepidante organizza tutto perché l’accoglienza e l’atmosfera siano perfette, si rivela molto difficile e lungo ma grazie alla noce e all’intervento di un personaggio più che speciale il Natale a casa, così come desiderato si realizza. Una storia natalizia che ha lo stesso sapore dei miei sogni di bambina, mano nella mano con i bimbi di Holly Hobbie per la campagna: tenera, divertente, avventurosa. Deliziosa le illustrazioni ad acquerello, specie la tavola in cui i due maialini in pigiama rosso natale addobbano l’albero, in essa soprattutto rivedo la Blue Girl compagna della mia infanzia.

Natale a casa con Toto e Pepe, di Holly Hobbie – 2017 Fatatrac
Natale a casa con Toto e Pepe, di Holly Hobbie – 2017 Fatatrac

11_Natale a casa con Toto e PepeTitolo: Natale a casa con Toto e Pepe
Autore: Holly Hobbie (trad. Elena Baboni)
Editore: Fatatrac
Dati: 2017, 15,90 €