ELISA ATTRAVERSO LO SPECCHIO #18

Beatrice Masini
Casapelledoca
Pelledoca, 2019

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Ho letto anch’io questo romanzo di Beatrice Masini, attratta dalla copertina che trovo inquietante e misteriosa. Tutte le illustrazioni che accompagnano questo romanzo breve sono pervase da un senso di mistero e inquietudine, amplificato dai colori (il nero, il verde e l’ocra) che ben s’intonano alla solitudine del luogo, alla sua natura non addomesticata (in cui non si fatica a immaginare una lince), al silenzio della casa, isolata ed enorme. E intanto è Natale.

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Casapelledoca, Beatrice Masini, Lorenzo Conti – Pelledoca 2019

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* Mi sono sentita vicina a Riccardo, che è il ragazzo protagonista
* la storia non fa molta paura, è misteriosa
* le illustrazioni invece fanno molta paura, sono molto profonde
* chissà poi che succede

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Casapelledoca, Beatrice Masini, Lorenzo Conti – Pelledoca 2019

 

IL BAMBINO CHE PARTÌ PER IL NORD ALLA RICERCA DI BABBO NATALE

Il bambino che partì per il Nord alla ricerca di Babbo Natale, di Kim Leine, Peter Bay Alexandersen - 2019, Iperborea

Lo scrittore danese Kim Leine è a Più libri più liberi (la fiera della piccola e media editoria indipendente di Roma), ho colto l’occasione per rivolgergli alcune domande su Il bambino che partì per il Nord alla ricerca di Babbo Natale, il suo primo libro per bambini dopo diversi romanzi per adulti tradotti in tutto il mondo.

Speravo in una storia che fosse così, esattamente così come l’ho incontrata, in cui la neve, il bianco, il silenzio di una casa solitaria nell’inverno del Nord, aprissero la mia percezione al Natale. Si tratta di una storia di Natale, infatti, ma anche di una fiaba senza tempo in cui l’ambientazione (la lunga notte polare in un villaggio groenlandese) conta tanto quanto il timbro, limpido e diretto, quanto il tono, realista e sfrontato, quieto.

Il bambino che partì per il Nord alla ricerca di Babbo Natale, di Kim Leine, Peter Bay Alexandersen - 2019, Iperborea
Il bambino che partì per il Nord alla ricerca di Babbo Natale, di Kim Leine, Peter Bay Alexandersen – 2019, Iperborea

Un bambino si confronta con il papà. Ama il Natale, tutti lo amano, ma il papà no, e questo suona stridente con quello che sente, in cui, fortemente, crede, e con tutto quello che sta loro attorno, che non fa altro che sottolinearlo. Crede soprattutto in Babbo Natale. Allora convince il papà a partire per un viaggio assieme, verso il Nord (ancora più a Nord!), per incontrarlo giacché è lì che, come noto, vive. Andreas ci crede e questo è quello che conta e che lo sostiene e incita tra la neve e il buio fitto di una notte lunghissima, attraverso una terra in cui non crescono alberi. La natura delle latitudini subpolari è semplice ed estrema, affascinante, bellissima. Apre allo stupore, alla meraviglia, anche dei papà più ostinati.

Il bambino che partì per il Nord alla ricerca di Babbo Natale, di Kim Leine, Peter Bay Alexandersen - 2019, Iperborea
Il bambino che partì per il Nord alla ricerca di Babbo Natale, di Kim Leine, Peter Bay Alexandersen – 2019, Iperborea

La carta di tutto questo libro è porosa, calda; accoglie le illustrazioni di Peter Bay Alexandersen dai bellissimi blu, dai bianchi intensi e morbidi.

D: Il titolo è molto lungo, di per sé molto narrativo e anticipa il tema centrale della storia. Come mai questa scelta?
R: Ho scelto un titolo molto lungo perché volevo restituire quell’atmosfera da fiaba che è tipica dei racconti popolari della tradizione norvegese raccolti e pubblicati da Asbjørnsen e Moe. Sono cresciuto in Norvegia e queste favole sono state le favole della mia infanzia.

D: Sono numerosi i tratti realistici, tutto radica alla realtà, e per tanto tempo sembra che ogni elemento supporti la teoria del padre, eppure allo stesso tempo la percezione è che sia tutto magico, così come vorrebbe il bambino. Tu da che parte stai?
R: Bé, essendo una storia pensata per i più piccoli, ovviamente sto dalla parte del bambino. La testarda razionalità del padre finisce per sembrare stupidità e ci rendiamo conto che deve avere a che fare con la sua paura del Natale, forse col timore di dover affrontare il dolore di non aver mai celebrato il Natale quand’era bambino. Perciò l’orso polare rappresenta una sorta di catarsi che gli permette di schierarsi dalla stessa parte del figlio e di credere in Babbo Natale e accettare il Natale stesso: solo allora riceve le pantofole dell’orso, come ricompensa per la sua conversione.

D: Pensi che una storia come questa sortisca più fascino in noi lettori del Mediterraneo? Basterebbero anche solo le cene natalizie a base di carne di foca per renderla straordinaria ai nostri occhi. La fascinazione secondo te è in egual misura per lettori abituati all’atmosfera e ai luoghi che racconti? Quanto conta l’ambientazione nella buona riuscita di una storia per bambini?
R: Quando devo scrivere un libro per bambini, oltre alle favole della tradizione norvegese ci sono altre due importantissime fonti di ispirazione, cioè i libri di Astrid Lindgren e di Laura Ingalls Wilder. Queste due scrittrici usano sempre il mondo fisico con tutti i suoi rimedi come parte fondamentale delle proprie storie. Quando scrivo racconti ambientati in un villaggio della Groenlandia cerco di sfruttare la collocazione spaziale in maniera naturalistica, per poi mescolarla con il realismo magico dell’azione. In ogni caso i danesi non hanno grande familiarità con la vita di tutti i giorni della Groenlandia come si potrebbe pensare. Alle loro orecchie suona strana ed esotica quanto a quelle di un lettore italiano.

D: Sia il lessico che il timbro da te usati sono diretti e senza fronzoli. Un poco appuntiti, come il ghiaccio ma non altrettanto freddi. Come trovi un equilibrio così efficace tra narrazione accudente e narrazione franca, esplicita?
R: Penso sia molto importante essere leali e solidali col punto di vista del bambino quando si scrive un libro per bambini, ed è fondamentale essere totalmente onesti. L’ironia non appartiene alla letteratura per l’infanzia, se mai ce n’è stata, perché è un maniera fredda e falsa di comunicare, motivo per cui appartiene al solo mondo degli adulti! Credo che sia questa solidarietà col bambino a dare l’impressione di calore nella scrittura.

D: Hai scritto libri destinati a un pubblico adulto. Cosa ti ha portato alla letteratura per l’infanzia?
R: L’illustratore, Peter Bay Alexandersen, mi contattò e mi chiese se fossi interessato a scrivere narrativa per l’infanzia. Io per primo ho quattro figli, due già grandi e due bimbi di sette e dieci anni, e ho sempre letto per loro una storia della buonanotte tutti i giorni sin da quando erano piccoli. Perciò è stato naturale, per me, accettare la proposta. Ad oggi abbiamo pubblicato tre libri insieme, due storie brevi, come «The boy» e una lunga. Il prossimo anno dovrebbero vedere la luce altri due nostri libri, uno sempre nella serie delle storie brevi e uno di più ampio respiro. Uno dei motivi per cui amo scrivere racconti per bambini è che mi ritrovo costretto a trovare una storia pura e bella, e mi è concesso di usare del vero pathos e intensità e grandi emozioni. La letteratura per l’infanzia è, in qualche modo, più pulita di quella per adulti, e mi piace questo concetto di purezza e onestà.

A1UulrtlIdL.jpgTitolo: Il bambino che partì per il Nord alla ricerca di Babbo Natale
Autore: Kim Leine, Peter Bay Alexandersen (traduzione I. Basso)
Editore: Iperborea
Dati: 2019, 60 pp., 13,00 €

 

Come San Nicola è diventato Babbo Natale

Eccolo San Nicola, in un poemetto del 1823 di Clement Clarke Moore “Twas the Night before Christmas“, alla guida di una slitta carica di doni, scendere giù per il camino.

As dry leaves that before the wild hurricane fly,
When they meet with an obstacle, mount to the sky,
So up to the house-top the coursers they flew,
With the sleigh full of toys, and St. Nicholas too.
And then, in a twinkling, I heard on the roof
The prancing and pawing of each little hoof.
As I drew in my hand, and was turning around,
Down the chimney St. Nicholas came with a bound.

I suoi vestiti sono ancora molto diversi da quelli cui siamo soliti rappresentarlo, ma è proprio a lui che dobbiamo Babbo Natale così come lo immaginiamo.

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La storia di questo Santo che protegge molte città ma soprattutto Bari, che lo festeggia in primavera, è controversa e sfaccettata. Di certo c’è che San Nicola è personaggio austero, severo e al contempo munifico: si aggira di notte per lasciare i confetti ai bambini che si sono comportati bene, rallegrando le giornate fredde e buie di dicembre, per esempio. Sempre aiutato da uno strano accompagnatore (da cui gli elfi aiutanti di Babbo Natale), il Krampus, un demonio sconfitto dal Santo e perciò costretto a servirlo.

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Antica cartolina raffigurante un Krampus

Il Krampus è costretto a seguire i dettami di San Nicola ma conserva tutto il suo carico di malvagità incutendo timore ai bambini che non si comportano bene e minacciandoli di punizioni severe. Spesso aiuta San Nicola a portare i doni, specialmente le mele, uno dei simboli più noti del Santo, che ne donò a tre bambini affamati i quali le videro trasformarsi in pomi d’oro durante la notte, sfuggendo grazie a Nicola alle grinfie della povertà.

Addobbiamo forse inconsapevolmente l’albero di Natale coi due oggetti più cari al Santo: Le palle (i pomi) e i bastoncini di zucchero (dal suo bastone pastorale).

Ma è nella leggenda, in una Ur-Hansel e Gretel, una proto-Hansel e Gretel, ecco,  che la magia di questo Santo si compie: una sera d’inverno San Nicola bussa alla porta di una locanda, chiedendo per cena un piatto di carne. L’oste rifiuta di portargliene; in dispensa conserva in salamoia i corpi di tre bambini che avevano chiesto rifugio e aveva barbaramente ucciso, con l’intenzione di mangiarli. San Nicola lo scopre e resuscita i tre bambini. Ho trovato un’edizione della leggenda/fiaba in francese, La légende de saint Nicolas di Robert Giraud e Julia Wauters, che effettivamente, fatta eccezione per le premesse (i genitori di questi tre bambini sono amorevoli e soffrono moltissimo la loro assenza) e l’intervento risolutore del Santo, si svolge esattamente come la celebre fiaba, con i bambini che si perdono nel bosco, trovano una casa accogliente cui chiedere rifugio, vengono attirati all’interno con l’inganno e muoiono a causa della malvagia essenza del loro ospite. San Nicola in questa occasione si mostra pienamente devoto alla salvezza e alla gioia dei bambini, questo assieme alla sua generosità ne fa un “Babbo Natale” perfetto.

Nel 1863, una quarantina d’anni dopo il poemetto di Clement Clarke Moore, Thomas Nast disegnò un Santa Klaus molto meno austero, più rotondo, meno severo e ieratico. Nel 1931 Haddon Sunblom lo vestì di rosso. La trasformazione in Babbo Natale così come ci è familiare è completa.

Ho avuto l’occasione di visitare a Bari, nel Castello Svevo, una mostra su San Nicola dedicata ai bambini e alle bambine (Munbam). Se aveste l’occasione, ve la consiglio.

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Munbam, Bari, CAstello Svevo

 

 

 

Un dicembre rosso cuore

La narrazione comincia aprendo e chiudendo molto rapidamente una finestra su un dramma avvenuto nel passato della bambina protagonista e voce narrante in prima persona: il 24 dicembre sua madre è morta.  Si apre con questo ricordo che è ormai solo del momento e non più della persona che manca, e con un elenco di tutte le cose che la bambina non sopporta di dicembre. I profumi, le occasioni di incontro, i colori, tutto rientra nella sua lista dei buoni motivi per detestare dicembre; incluso il compleanno della sua peggior nemica, Mariangela.

Un dicembre rosso cuore, di Ivan Sciapeconi, illustrato da Nina Masina - 2019 Einaudi Ragazzi
Un dicembre rosso cuore, di Ivan Sciapeconi, illustrato da Ninamasina – 2019 Einaudi Ragazzi

Il tono della bambina è molto consapevole e questo causa una crasi nell’empatia che sarebbe naturale nei suoi confronti, nei confronti della fanciullezza, e nei riguardi di quei giorni di sofferenza che a contarli, uno ad uno, sembrano non dover finire mai. E invece come sempre, il tempo scorre e passa, non indugia, è piuttosto indulgente, onesto.

Un dicembre rosso cuore, di Ivan Sciapeconi, illustrato da Nina Masina - 2019 Einaudi Ragazzi
Un dicembre rosso cuore, di Ivan Sciapeconi, illustrato da Ninamasina – 2019 Einaudi Ragazzi

Sulla strada di questa bambina che ha un suo modo di essere e lo afferma, che ha un padre amorevole e degli adulti attorno che se ne prendono cura, arrivano a camminare  altri due personaggi, protagonisti dello stesso identico dolore. Dopo una serie di eventi talvolta buffi e allegri, talvolta tristi, a Natale la conclusione è aperta verso nuove consapevolezze, nuovi affetti, vecchi amori, di quelli che no, non passano mai.

Un dicembre rosso cuore, di Ivan Sciapeconi, illustrato da Nina Masina - 2019 Einaudi Ragazzi
Un dicembre rosso cuore, di Ivan Sciapeconi, illustrato da Ninamasina – 2019 Einaudi Ragazzi

Le illustrazioni che corredano il racconto sono di Ninamasina e riconoscono a dicembre i colori e l’atmosfera piacevole che la bambina rifugge.

Cop rime 678.inddTitolo: Un dicembre rosso cuore
Autore: Ivan Sciapeconi
Editore: Einaudi Ragazzi
Dati: 2019, 112 pp., 11,00 €

Canto di Natale e altri racconti

Canto di Natale e altri racconti, adattamento di Sara Marconi, illustrato da David Pintor - 2018 Lapis

I dolori che ricordi hanno dentro, in realtà, l’eco delle cose buone; e se perdi gli uni perdi anche gli altri.

Redlaw è uno stimato professore ma ha l’aspetto trasandato e consunto di chi abbia un dolore logorante nel cuore. In passato ha subito l’abbandono della persona amata ma soprattutto il tradimento del suo migliore amico. Vive tra il conforto dei suoi domestici (il custode e i suoi onestissimi genitori) e quello dei suoi libri.

Una sola cosa vorrebbe: dimenticare i torti subiti e recuperare la serenità ormai consumata dalle delusioni del passato.

 

Redlaw si muove in una Londra che è povera, fumosa; pur essendo un professore si sposta dal suo agio per svolgere il suo ruolo, pienamente, tra la gente semplice. Tra botteghe che sono anche case piene di bambini (o bocche da sfamare e stanzette in affitto per studenti squattrinati.

Il patto col fantasma è, secondo solo a Il canto di Natale, il racconto più lugubre tra i cinque natalizi scritti da Charles Dickens. Uscì la prima volta nel 1848 e racchiude nello spazio di poche pagine tutti i tratti fondamentali del romanzo sociale mescolati a un tormento interiore la cui resa è profonda e delicata.

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Il frontespizio della prima edizione de Il patto col fantasma, 1848

In questa edizione di Lapis le illustrazioni di David Pintor, coi tratti spigolosi e netti, contribuiscono ad acuire i tormenti dei protagonisti, così come le loro gioie. Capita che a guardarlo con superficialità Redlaw sembri un uomo diverso, così come è rappresentato, invece è proprio lo stesso, a renderlo diverso è la resa della sua anima, ormai consapevole che senza considerare il passato non si può ascoltare il presente. Cambia il timbro nel testo e cambia nelle illustrazioni. Nasi prominenti, braccia ossute, volti appuntiti; gote rubiconde, bustini pieni; ombre e luci sulle pareti di mattoni, sulle strade grigie. Tutto contribuisce ad alimentare la tensione e poi a scioglierla sulle note di un violino, la notte di Natale.

51vsXmfTxzL._SX342_BO1,204,203,200_Titolo: Canto di Natale e altri racconti
Autore: adattamento di Sara Marconi, illustrato da David Pintor
Editore: Lapis
Dati: 2018, 143 pp., 13,50 €

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Buon Natale Mog!

È l’umorismo sottile e ironico, quello che fa di questo albo un diversivo tra i libri a tema, che si innestano, invece, su amicizia, tenerezza, calore. Cose che In Buon Natale Mog!, per carità, non mancano, ma che agiscono più da corollario che da perno.

Buon Natale Mog!, di Judith Kerr - 2017, Mondadori
Buon Natale Mog!, di Judith Kerr – 2017, Mondadori

Incomincia con la gatta Mog piuttosto infastidita dai preparativi impegnati della famiglia intera al Natale: tutti troppo presi dal fare qualcosa, troppe persone, e persino uno zio allegro sin dal pomeriggioMog decide quindi di uscire e si rifugia sul tetto. E qui, mentre ancora sorrido grazie allo zio allegro, la vedo che sogna tante cosine bianche cadere dal cielo, che sono bei topolini succulenti, non neve. E rido di questa onirica e felina (pur sempre ferina) visione della realtà, invece piuttosto nevosa. Dimentica quasi dello spavento subito dalla povera Mog, che ha assistito a uno spettacolo terrificante: Un albero che cammina, parla, entra in casa sui propri piedi…

<em>Buon Natale Mog!</em>, di Judith Kerr - 2017, Mondadori
Buon Natale Mog!, di Judith Kerr – 2017, Mondadori

E da qui in poi la narrazione diviene rocambolesca, proprio nel senso che Mog ruzzola giù per il camino, fino a una conclusione semplice, tenera e bella.

Buon Natale Mog!, di Judith Kerr - 2017, Mondadori
Buon Natale Mog!, di Judith Kerr – 2017, Mondadori

Buon Natale Mog è senza dubbio un libro che non può mancare nella libreria di bambini dai 4 anni in su.

9788804672760_0_0_520_75Titolo: Buon Natale MOG!
Autore: Judith Kerr
Traduttore: Augusto Macchetto
Editore: Mondadori
Dati: 2017, 30 pp., 10,00 €

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Il piccolo Babbo Natale diventa grande

Il grande formato di questo libro, contrapposto al piccolo protagonista mi aveva portato a riflessioni attente già quando ho incontrato per la prima volta il Piccolo Babbo Natale. All’epoca non aveva ancora trovato la propria identità, anche se era piuttosto chiara la sua aspirazione: portare i doni, come tradizione vuole. Ma appariva così: piccolo, minuscolo davvero, in confronto con tutti gli altri Babbi Natale, imponenti e ben piazzati; col suo sacco in mano, in attesa di una parola che gli dia il via libera per partire, fare, partecipare.

Lo ritrovo così: piccolo, minuscolo davvero, in confronto con tutti gli altri Babbi Natale, imponenti e ben piazzati; stavolta in compagnia di uno dei suoi amati animali (lo ricordate? Il Piccolo Babbo Natale si occupa di recapitare i doni agli animali del bosco), in attesa di una parola che gli dia il via libera per partire, fare, partecipare.

 

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È sempre operoso, disponibile, attento, questo Piccolo Babbo Natale e tutti lo stimano e lo amano. Basta un nonnulla però perché le sue antiche insicurezze tornino a galla, perché rimugini su segni e parole fraintese. La storia ne ha bisogno e ben nasconde agli orecchi acerbi il finale sorprendente, atteso e accolto con grandi entusiasmi da ascoltatori che non faticano ad immedesimarsi nel Piccolo Babbo Natale, così come non è difficile farlo per gli animali della foresta, suoi amici e indomiti sostenitori.

Il piccolo Babbo Natale diventa grande, Anu Stohner, Henrike Wilson – Emme Edizioni
Il piccolo Babbo Natale diventa grande, Anu Stohner, Henrike Wilson – Emme Edizioni

Il Piccolo Babbo Natale, infatti, è l’unico escluso da quella che sembra un’importantissima riunione tra Babbi. Non solo, quando bussa alla porta della casa consiliare, ne viene allontanato con quella che ha tutta l’aria di essere una scusa. Che delusione per il Piccolo Babbo Natale! Ne parla col più saggio dei suoi amici, il gufo, e persino lui è d’accordo (con l’orso e l’alce non c’è nemmeno bisogno di tante spiegazioni): bisogna chiedere a viva voce giustizia!

Ed ecco che si forma una carovana, piccoli piedi, zoccoli, zampette, ali; diretta al villaggio dei Babbi Natale. Ma potrebbe mai un Babbo Natale compiere un’ingiustizia? A maggior ragione, un consesso di Babbi Natale potrebbe?

Il piccolo Babbo Natale diventa grande, Anu Stohner, Henrike Wilson – Emme Edizioni
Il piccolo Babbo Natale diventa grande, Anu Stohner, Henrike Wilson – Emme Edizioni

Le illustrazioni di Henrike Wilson si svolgono su doppia pagina, quasi piena. Una striscia in basso è dedicata al testo di Anu Stohner, assieme raccontano con efficacia questa storia di crescita e amicizia.
È un grande trionfo di colori caldi, di aranci, di rossi che si alternano ai freddi, al bianco, all’azzurro, che specie nel bosco innevato comunicano un senso di protezione e calore.

Mentre tutt’intorno si propaga un odorino di biscotti bruciati…

anteprimaTitolo: Il Piccolo Babbo Natale diventa grande
Autore: Anu Stohner, Henrie Wilson
Traduttrice: Floriana Pagano
Editore: Emme edizioni
Dati: 2016, 32 pp, 14,90 €

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La volpe e il Tomte

Quello che più mi accoglie de La volpe e il Tomte (di Astrid Lindgren, illustrato da Eva Eriksson – 1965) è il mescolìo dei toni e delle voci. La voce narrante che si fa pensiero della voce della volpe, che passo dopo passo, felpato nella neve, diventa anche la voce di chi legge in un dialogo a tre che prosegue senza pause, proprio come fanno certi pensieri nelle notti fredde dell’inverno.

La Volpe e il Tomte, di Astrid Lindgren, Eva Erisson -2018 Il gioco di leggere
La Volpe e il Tomte, di Astrid Lindgren, Eva Erisson -2018 Il gioco di leggere

Fino a quando non ne interviene una quarta, quella dei topi, che ben consci di non essere appetitosi stuzzicano la volpe, uscita dal bosco e giunta nel cortile della fattoria degli uomini, dei topi, delle mucche, delle galline; e poi una quinta, quella del Tomte, che di tutti si occupa, su tutti vigila, anche sulla volpe. Varcata la soglia della fattoria la essa ne farà parte per sua fortuna o suo malgrado.

Il Tomte cerca di conciliare la necessità di salvare le galline con quella di salvare la stessa volpe, affamata. E così la zuppa d’avena che ogni sera gli lasciano i bambini si dimostra un’ottima soluzione per riempire la pancia alla rossa predatrice, dal nome tutto suo, ed evitare starnazzanti spargimenti di piume.

La Volpe e il Tomte, di Astrid Lindgren, Eva Erisson -2018 Il gioco di leggere
La Volpe e il Tomte, di Astrid Lindgren, Eva Erisson -2018 Il gioco di leggere

Questo racconto di pazienza e accoglienza è ricamato su un’imbastitura natalizia. L’ho trovato molto piacevole, naturale corollario dell’altrettanto bello Mentre tutti dormono.

Titolo: La volpe e il Tomte
Autore: Astrid Lindgren, Eva Eriksson
Traduttore: R. Colonna Dahlman
Editore: Il Gioco di Leggere
Dati: 2018, 29 pp., 16,00 €
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Natale Bianco

Un libro di piccolo formato che a vederlo e tenerlo in mano verrebbe naturale definire libricino. E invece non è.

Un Natale bianco che a pensarlo immagini subito la neve. E invece non è.

La neve che così, su due piedi, è bianca. E invece a guardarla bene finisce con l’essere persino verde, verde brillante come la coda di un pavone.

Natale Bianco, di Arianna Papini - 2018, Interlinea, Le rane
Natale Bianco, di Arianna Papini – 2018, Interlinea, Le rane

Natale Bianco è tante cose assieme, e tutte piuttosto sorprendenti. Io l’ho sentito raccontarmi molto: mi ha detto di un’empatia che non è solo tra esseri simili o luoghi vicini, l’ha fatto con voce calma e sicura. Senza incertezze ma con molte sfaccettature. Che poi sono radici e frutto di un sentire profondo e quieto.

Natale Bianco arriva, sì, lui non mi delude mai.
Sa spiegare tutte le cose difficili,
e anche quelle facili che siccome sono facili
mica ce le spiega nessuno.

Natale Bianco, di Arianna Papini - 2018, Interlinea, Le rane
Natale Bianco, di Arianna Papini – 2018, Interlinea, Le rane

Come ogni anno a Natale ad Amid compare in sogno Natale Bianco. Nelle pieghe del passato di Amid lo stridore della sofferenza coi ricordi belli dei colori familiari, delle parole silenziose. E un presente ormai sereno in cui Natale Bianco riesce a ricomporre la storia di Amid, piccola, preziosa.

8Titolo: Natale Bianco
Autore: Arianna Papini
Editore: Interlinea
Dati: 2018, 32 pp., 8,00 €

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