Spino e la punzecchiante arte della gentilezza

Devo ammetterlo. Spino mi piaceva di più quando era cattivo e spinoso (mi spiace aver svelato con questo tempo al passato un finale tranquillizzante). Lo sguardo vivo, frizzante di cattiveria, i dispetti fantasiosi, mai simili a loro stessi… Poi Spino non improvvisa, certo una buona fetta della sua cattiveria è frutto di talento, ma ha anche studiato molto, si è distinto per cattiveria, bisogna rendergliene merito.

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Spino, Ilaria Guarducci – 2016 Camelozampa

Poi la solitudine esaspera ogni cosa, credo che abbia il potere di velare di grigio tutto, anche la cattiveria più vivace. E quella in cui Spino decide di ritirarsi, nel folto del bosco, amplifica la crudeltà della cattiveria cui era già predisposto. Comincia, Spino, a imprigionare, strappare ali, ridere degli altri e questo no, è antipatico, è insopportabile. Man mano che la crudeltà di Spino si esacerba succede qualcosa di inatteso: le spine di Spino, così determinanti per tenere in piedi la sua personalità, cominciano a cadere. Perde le spine e comincia a riflettere, si pone domande. L’abito fa il monaco dunque? Pare chiedersi seduto su un sasso, solo con se stesso.

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Spino, Ilaria Guarducci – 2016 Camelozampa

Forse sì, visto che, bello rosa e paffutello, dopo aver fatto amicizia con un consiglio saggio ed empatico e aver imparato a divertirsi per bene, basta che rispuntino le spine per farlo tornare alle scorribande cui era avvezzo. O forse no, riflettere con sé stessi può portare a capovolgimenti di fronti piuttosto piacevoli. E come il tutto si risolva… beh, l’ho detto già all’inizio.

0135_COVER-SPINO-RGBTitolo: Spino
Autore: Ilaria Guarducci
Editore: Camelozampa
Dati: 2016, 36 pp., 14,00 €

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Il sogno americano si infrange assieme alla letteratura edificante grazie a una bambino buono e a uno cattivo

Storia del bambino buono - Storia del bambino cattivo , Twain, Olmos - 2013 Logos edizioni
Storia del bambino buono – Storia del bambino cattivo , Twain, Olmos – 2013 Logos edizioni

Due grandi autori si muovono sullo stesso livello di interpretazione e danno luogo a due storie (o meglio tre) che, come prima cosa, mettono in evidenza quanto sia importante far pace con l’idea che bene e male, bontà e cattiveria, convivano in ciascuno di noi e adoperarsi, quindi, affinché trovino un equilibrio cosciente e scevro di ipocrisia.

La storia del Visconte dimezzato del quale la parte buona se ne va per campi e colline del tutto separata da quella cattiva, errante anch’essa ma per vie tutte sue, di Calvino ci è probabilmente più familiare, quella del secondo, dimezzata anch’essa ma in due parti distinte con due protagonisti speculari ma diversissimi, di  Twain, certamente un po’ meno, ma ancora per poco, spero. Si tratta della storia di un bambino buono, tanto innocentemente buono, e di un bambino cattivo, tanto coscientemente cattivo (Storia del bambino buono – Storia del bambino cattivo).

Storia del bambino buono - Storia del bambino cattivo , Twain, Olmos - 2013 Logos edizioni
Storia del bambino buono – Storia del bambino cattivo , Twain, Olmos – 2013 Logos edizioni

Incomincerei dal bambino cattivo che, assolutamente in linea con la storia, mi ha coinvolto molto più del bambino buono. Si chiama Jim e non è uno di quei monelli a noi familiari i quali, lo sappiamo, ne combinano di cotte e di crude ma alla fine, vuoi per crescita, vuoi a suon di schiaffoni, vuoi per qualche sfortunato, sfortunatissimo accidente, si ritrovano più o meno consapevolmente a concludere le loro storie buoni come giuggiole; davanti a Jim anche il più incorreggibile dei Tom Sawyer,  il più maleducato dei Gianburrasca se la darebbe a gambe levate, promettendo di fare ammenda per i guai combinati, presenti e futuri.

Jim è un bambino capace di fare dispetti crudeli, di rubare, di mostrarsi prepotente e irriconoscente quale è senza pagarne mai le conseguenze. “Questo Jim aveva una fortuna sfacciata – doveva essere quello il suo segreto. Non gli accadeva mai niente di male”. Sull’altro versante, in un contesto capovolto e capovolgendo contestualmente il libro, ecco Jacob. Buono, pio, disponibile e gentile, sempre alla ricerca di un modo nuovo per aiutare il prossimo, per raggiungere la perfezione del bambino modello. Però, “qualunque cosa facesse, questo bambino si metteva nei guai. Le stesse cose per cui i bambini dei libri venivano ricompensati per lui si rivelavano il peggiore degli affari”. E Twain non si ferma qui, porta i due bambini iperbolici verso due finali altrettanto iperbolici: il primo cresce e diventa un malvagio farabutto ricco e stimato da tutti, il secondo non cresce perché, prima che ne abbia la possibilità, muore. Il tutto non lesinando scene macabre, eventi crudeli. Si tratta di uno scherzo letterario, di una burla autoriale; non a caso non c’è una vera e propria trama, e i due protagonisti sono personaggi senza evoluzione, identici a sé stessi.

Storia del bambino buono - Storia del bambino cattivo , Twain, Olmos - 2013 Logos edizioni
Storia del bambino buono – Storia del bambino cattivo , Twain, Olmos – 2013 Logos edizioni

Ma questo è un libro del 1865; è partendo da qui che si scioglie sul nascere il dibattito che certamente si solleverebbe (e in me con me stessa ha naturalmente suscitato) se questo sia o meno un libro per bambini. Lo è o meglio, appunto, lo era nel suo contesto storico e sociale, nel contesto letterario americano infarcito e contaminato da libricini domenicali dai contenuti melensi ed edificanti. Sono questi i cardini su cui Twain si muove, oliati da un’ironia tagliente e senza filtri. Oggi io consiglierei la lettura di questi due racconti ai bambini di almeno 10 anni, capaci di riderci su senza farsi confondere o turbare dagli eventi, sebbene nessun bambino sia esente da empatia, a nessuna età.

Roger Olmos, infine, riserva all’ironia di Twain illustrazioni iperboliche anch’esse, surreali, sognanti. Evanescenti a tratti quelle che ritraggono Jacob, livide quelle dedicate a Jim. Olmos forza le prospettive, crea alberi dall’unico frutto, indugia sui dettagli per poi dar loro spazi macroscopici, traslando nella realtà concreta dell’illustrazione quella irreale dell’incubo.

copertina bambino cattivocopertina bambino buono

Titolo: Storia del bambino buono – Storia del bambino cattivo
Autore: Mark Twain
Illustratore: Roger Olmos
Editore: Logos
Dati: 2012, 48 pp., 18,00 €

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