Canto di Natale e altri racconti

Canto di Natale e altri racconti, adattamento di Sara Marconi, illustrato da David Pintor - 2018 Lapis

I dolori che ricordi hanno dentro, in realtà, l’eco delle cose buone; e se perdi gli uni perdi anche gli altri.

Redlaw è uno stimato professore ma ha l’aspetto trasandato e consunto di chi abbia un dolore logorante nel cuore. In passato ha subito l’abbandono della persona amata ma soprattutto il tradimento del suo migliore amico. Vive tra il conforto dei suoi domestici (il custode e i suoi onestissimi genitori) e quello dei suoi libri.

Una sola cosa vorrebbe: dimenticare i torti subiti e recuperare la serenità ormai consumata dalle delusioni del passato.

 

Redlaw si muove in una Londra che è povera, fumosa; pur essendo un professore si sposta dal suo agio per svolgere il suo ruolo, pienamente, tra la gente semplice. Tra botteghe che sono anche case piene di bambini (o bocche da sfamare e stanzette in affitto per studenti squattrinati.

Il patto col fantasma è, secondo solo a Il canto di Natale, il racconto più lugubre tra i cinque natalizi scritti da Charles Dickens. Uscì la prima volta nel 1848 e racchiude nello spazio di poche pagine tutti i tratti fondamentali del romanzo sociale mescolati a un tormento interiore la cui resa è profonda e delicata.

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Il frontespizio della prima edizione de Il patto col fantasma, 1848

In questa edizione di Lapis le illustrazioni di David Pintor, coi tratti spigolosi e netti, contribuiscono ad acuire i tormenti dei protagonisti, così come le loro gioie. Capita che a guardarlo con superficialità Redlaw sembri un uomo diverso, così come è rappresentato, invece è proprio lo stesso, a renderlo diverso è la resa della sua anima, ormai consapevole che senza considerare il passato non si può ascoltare il presente. Cambia il timbro nel testo e cambia nelle illustrazioni. Nasi prominenti, braccia ossute, volti appuntiti; gote rubiconde, bustini pieni; ombre e luci sulle pareti di mattoni, sulle strade grigie. Tutto contribuisce ad alimentare la tensione e poi a scioglierla sulle note di un violino, la notte di Natale.

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Autore: adattamento di Sara Marconi, illustrato da David Pintor
Editore: Lapis
Dati: 2018, 143 pp., 13,50 €

Se vivi a Roma cercalo in libreria, al Giardino Incartato, in via del Pigneto 180, se invece vivi in un paesino sperduto delle Langhe o dei monti calabri Lo trovi anche sugli scaffali virtuali di Amazon.it

Il mio primo Charles Dickens. Capitan Cuordicoraggio – La lisca magica

È il 1868 quando Charles Dickens inventa due storie, una tutta azzurra e una tutta rosa. Una per maschietti di nove anni, più o meno, l’altra per femminucce di sei, sette.

State strabuzzando gli occhi pensando che sia io e sia, peggio, Charles Dickens, si sia perso il senno? Allora aggiungo al pacchetto conformista anche una bella cornice azzurra per ogni pagina della storia di pirati e una altrettanto bella cornice rosa per la storia di principesse. E la frittata dello stereotipo di genere è fatta.

Il mio primo Dickens. Capitan Cuordicoraggio - La lisca magica. Illustrate da Hilary Knight - 2016, Donzelli
Il mio primo Dickens. Capitan Cuordicoraggio – La lisca magica. Illustrate da Hilary Knight – 2016, Donzelli

Per fortuna si tratta della sana ironia (che mai è sarcasmo) di Dickens, qui esasperata e tradotta anche in segno grafico atto proprio a fuorviare (o attrarre per poi portare su un’altra strada?) la consuetudine, i preconcetti e il perbenismo. Perché le cornici sono sì azzurra e rosa, ma contengono due storie che non sono portatrici di alcuna tinta pastello. Però sono due storie scritte apposta per i bambini, che dei bambini manifestano la freschezza, e che Dickens ha affidato proprio alle loro penne, cimentandosi in un esercizio narrativo difficile quanto ben riuscito, talvolta assurdo per occhi adulti ma di una disarmante efficacia da risate pancia all’aria e nasi arricciati per quelli dei giovani lettori.

La prima storia è dissacrante, spassosa e divertente. È composta di avventure strampalate, coraggio, sogni, audacia, sbruffonerie bambine e momenti di sadica e succulenta vendetta, specchio e sfogo di pensieri bambini anch’essi. Illustrata con toni freddi e truculenti (o pirateschi che dir si voglia) dettagli. La seconda smonta ogni luogo comune in un rincorrersi di situazioni paradossali e surreali. I toni delle illustrazioni sono caldi, primeggiano il rosso e il giallo.

Il capitan Cuordicoraggio, per dirne una approda su di un’isola i cui verdognoli abitanti erano grandi timorati di Dio, giacché il loro inno era:

Spancia, spanciati, span!
Gnamme, gnammete, gnam!
Spancia, spanciati , span!
Gamme, gnammete, gnam!

Che, altro non è che la loro versione del “Dacci oggi il nostro pane quotidiano…”. L’unica piccola differenza è che si tratta di un popolo dalle abitudini alimentari cannibaliche, che peraltro sta per cuocere in pentola il professore di latino del capitano, con il quale non scorre buon sangue e che, sebbene non in questo momento, comunque farà una brutta fine. Ma questa è un’altra storia.

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Il mio primo Dickens. Capitan Cuordicoraggio – La lisca magica. Illustrate da Hilay Knight – 2016, Donzelli

La lisca magica si conclude con la morte, ben accolta, di un carlino. Odioso vieppiù, tanto tanto insopportabile da morir strozzato eppur con naturalezza.

Non sono storie dalla semplice lettura. Specie se gli adulti volessero fare da filtro. Bisogna lasciarle leggere a coloro cui sono destinate così, come acqua che sgorga dal fianco della montagna: è fresca e disseta e talvolta ci si trovano dei sassolini dentro, basta non farci caso.

Le illustrazioni sono di Hilary Knight cui va il merito di aver concepito graficamente il llibro e di aver associato queste due storie in un unico volume nel 1964.

7c57603da4a87a8f9e736d5c6a2a631e_w600_h_mw_mh_cs_cx_cyTitolo: Il mio primo Dickens. Capitan Cuordicoraggio – La lisca magica
Autore: Hilary Knight
Traduzione: Bianca Lazzaro
Editore: Donzelli
Dati: 2016, 48 pp., 22,00 €

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Un Canto di Natale

Canto di Natale, Roberto Innocenti - La Margherita edizioni
Canto di Natale, Roberto Innocenti – La Margherita edizioni

A vederli così, per strada, seduti direttamente sulla neve, cenciosi, laceri, soffocati da muri grigi di mattoni che incombono piuttosto che dar riparo, li si penserebbe senza speranza, senza grandi speranze, questi mendicanti. A vederli sorridere nonostante il freddo, nonostante gli scialli leggeri, le striminzite giacchette, li si penserebbe in attesa, lieti, ciononostante.

Canto di Natale, Roberto Innocenti - La Margherita edizioni
Canto di Natale, Roberto Innocenti – La Margherita edizioni

Ma in attesa di cosa? Qual è la ragione di questa luce morbida e ambrata che tutto tocca e investe? Che non si sofferma sui capi sanguinanti delle oche appena sgozzate, sugli sguardi afflitti e pensosi dei bambini alla finestra, sui poveri stracci stesi al gelo, ma indugia piuttosto sugli occhi di un bimbo che sta relegato in un angolo in basso, di una delle tavole più intense e ricche realizzate da Roberto Innocenti per il Canto di Natale dickensiano? Gli occhi di quel bimbo, mani giunte delicatamente sul grembo, bocca serrata, parlano proprio con noi che leggiamo e restano indifferenti alla perplessità del gruppo di persone appena investite dalla neve spalata dal tetto: non ragionar di loro, interessati a me; sono iperrealistici, sono struggenti. Richiedono attenzione esclusiva, e la ottengono, sebbene anch’essi ripongano la stessa domanda: cos’è che fa morbidi gli accidenti, sorridenti i volti?

Canto di Natale, Roberto Innocenti - La Margherita edizioni
Canto di Natale, Roberto Innocenti – La Margherita edizioni

Ma il Natale! O meglio, il suo canto; il canto dei giorni che lo precedono, l’attesa, la speranza che quelle ore possano essere davvero magiche, che davvero offrano l’occasione di piroettare sulla neve, senza cadute, senza pensieri. Di guarire, di mettere nello stomaco un boccone caldo, di diventare umani.

Canto di Natale, Roberto Innocenti - La Margherita edizioni
Canto di Natale, Roberto Innocenti – La Margherita edizioni

Lo sguardo dall’alto, la prospettiva forzata, l’anima nera come il carbone londinese di Ebenezer Scrooge, i vicoli stretti e soffocanti, i volti come gonfi, contusi o infossati e scarni, tutto si fa simbolico ed esasperato,  diventando spiriti, fantasmi di un Natale trascorso o che ancora deve arrivare e potrebbe essere occasione, svolta. Un cambiamento per Scrooge e per tutti coloro che, loro malgrado, gli gravitano attorno.

La narrazione si chiude con uno sguardo attraverso una finestra che dà sulla primavera, mentre tracce vivide dell’inverno e del Natale ormai passato restano a tenere il segno di quello che è stato.

indexTitolo: Un canto di Natale
Autore: Charles Dickens, Roberto Innocenti
Editore: La margherita Edizioni
Dati: 2014, 159 pp., 29,00 €

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Canto di Natale

Nella deliziosa introduzione di Alberto Melis il critico si rivolge, scelta felice, direttamente ai lettori, riassumendo in pochissime e vivaci pagine le qualità di questo intramontabile racconto di Charles Dickens: Ebenezer Scrooge è un uomo arido e indurito da anni e anni di avarizia, non pensa che al denaro ed è immune a qualsiasi moto di generosità o bontà. Non si fa infatti scrupoli nel maltrattare il suo impiegato Bob Cratchit. Ma soprattutto è un uomo arido giacché non riesce a concepire la felicità. Fino a quando non riceverà un regalo molto speciale durante la notte della vigilia di Natale: tre spiriti andranno a fargli visita. Spaventosi e tremendi lo porteranno al Natale passato, a quello del presente e a quello futuro insegnandogli a lasciarsi alle spalle avidità ed egoismo e a riconoscere la semplicità e l’arte dell’essere felici.

canto di natale - Charles dickens - fabio visintin

Faccio mie le parole di Alberto Melis: “Fidatevi di me. Ci sono almeno tre buoni motivi per leggere o rileggere, Canto di Natale. Il primo è che è un bel libro. Il secondo è che è un libro divertente. E il terzo è che l’uomo che l’ha scritto, Charles Dickens, non è stato solo uno dei maggiori scrittori di ogni tempo e di ogni paese, ma anche un uomo che, da adulto, non ha mai dimenticato cosa vuol dire essere un bambino o un ragazzo”. L’edizione del Battello a Vapore è corredata dalle illustrazioni di Fabio Visintin e presenta tutte le caratteristiche della collana in cui è compreso (i classici) e di cui ho già parlato in passato.

Titolo: Canto di Natale
Autore: Charles Dickens
Editore: Piemme, Battello a vapore
Dati: 2012, 169 pp., 11,00 €

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