Elisa Attraverso lo specchio #7

Un gatto non è un cuscino, di Christine Nöstlinger, Chiara Carrer, Piemme, Il battello a vapore.

Elisa ama questo libro che legge e rilegge da quando aveva 6 anni. Come premessa desidera che io aggiunga alle sue “tre cose su”, che è una lettura adatta anche a bambini più piccoli di lei.

ElisaAttraversoLoSpecchio #7
ElisaAttraversoLoSpecchio #7
*si scoprono tanti nomi da non dare ai propri gatti, perché a loro non piacciono molto
*è buffo e divertente
*il protagonista è un gatto, come può non essere bello?
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ElisaAttraversoLoSpecchio #7
ElisaAttraversoLoSpecchio #7

I tre porcellini

C’erano una volta tre porcellini che per sfuggire al lupo si costruirono una casa di paglia, una di legno e una di mattoni, a seconda di quanto fossero volenterosi e beneducati. Hanno dei bei calzoncini con le bretelle, dei cappellini colorati e si chiamano Timmy, Tommy e Jimmy. Sono porcellini ma così conciati potrebbero essere anche agnelli, vitelli, oche. Insomma, basta che rientrino nella dieta del lupo poi li si acconcia alla maniera più consueta e familiare (quella di Disney) e la fiaba è servita.

i tre porcellini - Chiara Carrer Giusi Quarenghi - Topipittori
i tre porcellini – Chiara Carrer Giusi Quarenghi – Topipittori

A tornare indietro, alla fiaba classica, almeno i tre non sono stati battezzati e si chiamano Porcellino grasso, Porcellino grosso e Porcellino saggio. Ad andare avanti invece, e finalmente, la dignità di porcello viene riconosciuta e apprezzata e i tre porcellini sono genuinamente tre porcelli. Per quanto mi riguarda la rivoluzione è già in questa scelta, ma Giusi Quarenghi e Chiara Carrer si spingono oltre e i tre porcellini divengono due porcelli travolti dallo spirito rivoluzionario di una porcella che, grazie allo spirito di iniziativa e a un’attitudine controcorrente non subisce gli attacchi cercando di difendersi con la civilizzazione tutta umana, piuttosto con un ritorno alla natura selvaggia, alla parte più genuina di sé. Il che è delizioso. L’intelligenza che lascia il campo libero all’istinto, infine, è l’elemento che chiude il cerchio (di fuoco) e gli conferisce un’aura di affascinante magia che rende questa fiaba illustrata classica e al contempo moderna.

La storia de I tre porcellini  ci è piaciuta per le illustrazioni di Chiara Carrer che col vuoto dà luogo al tratto e riempie togliendo in una prosa pittorica asciutta e raffinata.

A voler proprio cercare la setola di maiale ci è piaciuto meno un “Mmnnnn” del lupo in grassetto. È l’unico grassetto di tutto l’albo e a mio parere non era necessario. In generale non amo i suggerimenti interpretativi e di tono, in particolare questa narrazione non ne ha assolutamente bisogno.

i tre porcellini - Chiara Carrer Giusi Quarenghi - Topipittori
i tre porcellini – Chiara Carrer Giusi Quarenghi – Topipittori

raccomandato: agli appassionati di fiabe classiche e delle loro riletture e riscritture; ai bambini che potrebbero fare la rivoluzione (a tutti i bambini, quindi!)
prezzo: ottimo considerata la qualità della stampa

Titolo: I tre porcellini
Autore: Giusi Quarenghi, Chiara Carrer
Editore: Topipittori
Dati: 2012, 32 pp., 14,00 €

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Tutti i nomi di Giufà

Giufà, tipo eccentrico, in certe circostanze davvero, davvero, sciocco, altre volte sfacciatamente fortunato, altre ancora magico, sporadicamente geniale alla maniera in cui solo i più genuinamente ingenui possono esserlo. Prima arabo, poi turco e siciliano, risale tutta la penisola passando per la Calabria, arriva in Toscana e poi a Genova, si trasferisce in Germania. Gira per il mondo oppure forse c’è sempre stato, proprio in ogni parte del mondo intendo, un Giufà originale, appartenente a ciascun posto come a nessuno.

Giufà - Sinnos
Giufà – Sinnos

Scherzo, burla, divenuto prima personaggio, poi fiaba, poi tradizione letteraria, Giufà incarna e dissacra stoltezza e furbizia, non felice ma comune connubio rintracciabile in più parti del mondo e per questo, probabilmente, di così radicata fortuna;  è specchio lucente della facoltà migrante che hanno le storie, che hanno le favole. Non a caso “Giufà” di Chiara Carrer e Francesca Corrao è edito dalla Sinnos, casa editrice che da quasi vent’anni si occupa di mediazione culturale e di diffusione della lettura; ed è il nome di una deliziosa libreria caffè che qui a Roma, a San Lorenzo, riserva ampio spazio alla letteratura migrante.

Personaggio migratorio e migrante, quindi,  personaggio-ponte, per dirlo alla maniera letteraria, non ci sarebbe stato modo migliore per iniziare a raccontarne di quello scelto dalle autrici che, dopo aver selezionato sei tra le tante storie con protagonista Giufà, scelgono di cominciare con una bella immagine del bacino del Mediterraneo, mare fecondo per questo personaggio, in tutte le sue diverse sfaccettature.

È  quasi come se aneddoti, piccole fanfaronate, stramberie scaturiti dai posti più diversi e dalle fantasie popolari più eterogenee, trovassero in Giufà una loro personalità unica e riconoscibile; un tipo narrativo, un Bertoldo, un Chichibio di boccacciana memoria.

Giufà - Sinnos
Giufà – Sinnos

In Ğuhâ e la luna Chiara Carrer scompone gli spazi ricomponendoli in una prospettiva sbilenca che si fonda sui colori contrastanti dei soggetti protagonisti della storia (Giufà e la luna rispettivamente in rosso e giallo) che, appoggiandosi su spicchi di bianco e pozzanghere d’azzurro cielo, sembrano l’uno tendersi per acchiappare la luna riflessa nel pozzo e l’altra galleggiare sfrontata nell’atto divertito di gabbare il nostro ingenuo eroe.

In una delle più celebri imprese di Giufà (Giufà, tirati la porta), invece, le illustrazioni giocano con le ombre, i vuoti del bianco e i pieni del rosso e del nero che nutrono di luce colorata il candore di questa avventura sghemba.

Le storie di Giufà raccolte in questo albo sono in parte tratte da Le storie di Giufà, a cura di F. M. Corrao ed edite da Sellerio e tutte hanno la loro traduzione speculare in arabo in omaggio alle sue origini; in coda al libro incontriamo uno dei tanti Giufà che, questa volta, mangia le trenette al pesto e si chiama Togno Goffo (qui la traduzione a fronte è in genovese).

Ho ritrovato un poemetto eroicomico in dialetto cosentino (Jugale di Antonio Chiappetta ) che con armoniche sestine di endecasillabi racconta anch’esso le esilaranti avventure di Giufà. Ne ho scelto e tradotto una che potete scaricare qui consapevoli che la traduzione è naif e non ha pretese altre se non quella di strapparvi qualche sorriso.

giufa_nuovaedizione_copertinaTitolo: Giufà
Autore: Francesca M. Corrao, Chiara Carrer
Editore: Sinnos
Dati: 2009, 58 pp., 15,00 €