Il gatto nella mangiatoia

Ho sempre considerato privilegiata la posizione del gatto nel contesto agreste della fattoria; rispetto agli  altri animali intendo. Il suo non aver altro ruolo che acchiappare i topi (compito che peraltro lo libera dall’avere orari ben precisi, compiere grandi fatiche e dall’avere brutti pensieri in merito al futuro) gli consente di avere molto tempo libero per darsi a considerazioni, valutare cosa e chi gli sta attorno, a volte distrattamente, scuotendo un orecchio o lisciandosi i baffi con fare supponente, esprimere qualche giudizio.

Talvolta le considerazioni attengono ad accidenti quotidiani, piuttosto ordinari: l’ingombrante e un poco ottusa presenza delle mucche, la fastidiosa attitudine all’iracondia delle capre, altre invece investigano misteri e avvenimenti del tutto straordinari.

Il gatto nella mangiatoia, Michael Foreman – 2012, Camelozampa

Come accade al gatto, che si era ritagliato un posticino al calduccio nella mangiatoia della stalla, protagonista e voce narrante di questa storia natalizia di Michael Foreman. Il gatto nella mangiatoia stava davvero bene, da quella culla esclusiva e soffice poteva guardarsi attorno, lo dicevamo, considerare i suoi compagni, le proprie opportunità. Stava proprio valutando con soddisfazione il tepore della stalla quando la porta si era spalancata lasciando modo di entrare a una donna, un uomo, un asino e una folata di vento gelido misto a neve. Come se non bastasse l’asino con il suo carico di occhioni dolci e ingannevoli che nulla tradisce, quando ha intenzione di mollare un calcio!

<em>Il gatto nella mangiatoia</em>, Michael Foreman - 2012, Camelozampa
Il gatto nella mangiatoia, Michael Foreman – 2012, Camelozampa

Ecco, tutto questo considerato, qualcosa di meraviglioso interviene a interrompere i borbottii miagolanti: la donna, che sembrava essere molto in pena, partorisce un bambino. Il freddo è pungente, l’uomo gli prepara un giaciglio nel posto più accogliente e caldo della stalla: la mangiatoia. E ben venga il doverne essere scacciati, il dover convivere per ore assieme a gruppi fastidiosamente belanti di pecore, persino a dover dividere lo spazio con dei cammelli (nella stalla a far visita al bambino ne arrivarono ben tre!). Ben venga anche la decisione di non dar più la caccia ai topi, perché al nascere di quel bambino una serenità soffice e dolce aveva pervaso tutta la stalla, tutti i suoi abitanti; mucche, capre, topi e gatto compresi.

<em>Il gatto nella mangiatoia</em>, Michael Foreman - 2012, Camelozampa
Il gatto nella mangiatoia, Michael Foreman – 2012, Camelozampa

Gli acquerelli di Foreman sembrano nutrirsi della luce della luna che investe anche i momenti più caldi, le scene all’interno della stalla, di un azzurro brillante. Piacevole seguire lo sguardo del gatto che, attento, si poggia sugli eventi e con esso ci indica dove guardare, tutto quello che sta attorno, da prospettive diverse, sempre meravigliose.

Titolo: Il gatto nella mangiatoia
Autore: Michael Foreman
Traduttore: Sara Saorin
Editore: Camelozampa
Dati: 2015, 32 pp., 16,00 €

Un ricordo di Natale di Truman Capote

È la narrazione che avviene al presente che per tutto il tempo della lettura mi ha indotta a pensare di poter uscire di casa e ritrovarmi per stretti sentieri in compagnia di Buddy e Sook alla ricerca di un bell’albero di Natale. Ed è sempre il presente che si rivela magico nel sussurrare che alcuni eventi, certe persone, non passano, non cambiano, non vanno mai via: restano, si rinnovano, si ripetono in un dondolio dolce d’altalena e idealmente abbracciano e proteggono.

Ricordo di Natale, Truman Capote, Beth Peck - Donzelli
Ricordo di Natale, Truman Capote, Beth Peck – Donzelli

Buddy, sette anni, è l’alter ego di Truman Capote, Sook è sua cugina, ha settanta anni. Sono amici per la pelle e, esattamente come gli amici per la pelle condividono momenti speciali, riti che, come i tratti semplici che compongono gli arabeschi estremamente raffinati, spiccano nell’immenso panorama dei ricordi e della memoria. Ricordo di Natale è uno dei tre racconti pubblicati nel 1958 nel volume dal titolo Colazione da Tiffany – un romanzo breve e tre storie – che consacrò Capote come indiscusso talento della letteratura contemporanea.

Questo pezzo di storia personale rivive dunque nella memoria di Buddy e i piccoli accadimenti dei giorni semplici di un bambino e della sua migliore amica si svolgono dapprima dolcemente “Immaginate una mattina di fine novembre. Una di quelle mattine che preannunciano l’inverno, più di venti anni or sono”; si sente l’odore delle foglie secche crepitanti nel camino, si sente il profumo del tempo, dell’aria secca e fredda dell’inverno e si concorda con Sook che appannando con il fiato i vetri della finestra esclama: “è proprio tempo da panfrutto!”. Poi man mano, mentre i due si procurano gli ingredienti per preparare i dolci da spedire agli amici più cari (Presidente Roosevelt compreso) i ricordi si inseguono e il ritmo diviene più serrato, le frasi più brevi, quasi come se si volesse rifuggire il finale già noto al protagonista. Come se riservare ai ricordi dolorosi meno parole, meno spazio, curasse la memoria e ne addolcisse il sapore. “Questo è l’ultimo Natale che trascorriamo insieme. La vita ci separa”. Trovo queste due frasi, nella loro semplicità, intense e struggenti. La vita li separa, così come la morte che ha allontanato dal terzetto il cagnolino Queenie, vivace terrier mirabilmente ritratto nella sua vitalità da Beth Peck, sopravvissuto a due morsi di serpente a sonagli e al cimurro, che sempre li accompagnava nelle loro scorribande con la vecchia carrozzina adattata a carriola.

Ricordo di Natale, Truman Capote, Beth Peck - Donzelli
Ricordo di Natale, Truman Capote, Beth Peck – Donzelli

Le tradizioni che divengono riti sono buffe, talmente semplici da intenerire: la caparbia convinzione di Sook di non doversi alzare dal letto il tredici di ogni mese, il confezionare da sé i regali (aquiloni colorati di anno in anno sempre più belli), il preparare i dolci. Azioni cicliche, rassicuranti che contribuiscono a creare l’atmosfera, anch’essa tradizionale, del Natale. Le gote di Buddy sono sempre rosse, le gote di Sook pure: del tipico rossore dell’infanzia per un bimbo e per una donna anziana rimasta bambina. Alle loro gote rosse s’accosta lo scodinzolio del cagnolino col muso teso all’insù; tutti e tre entusiasti di un invidiabile entusiasmo.

Gli acquerelli di Beth Peck curano ogni dettaglio: dall’ombra del calzino mal arrotolato all’intreccio dell’impagliatura della carrozzina,alle rose di velluto sbiadito sul cappello di Sook.

Questa è una storia di memoria destinata a entrare nella personale tradizione dei bambini cui si avrà il gusto e la dolcezza di raccontarla.

41va1sqlo7l-_bo1204203200_Titolo: Ricordo di Natale
Autore: Truman Capote illustrazioni di Beth Peck
Traduttore: M. Bartocci
Editore: Donzelli
Dati: 2011, 62 pp., 14,00 €

Questo è un libro che è difficile da reperire. Si trova certamente però in biblioteca, vale la pena andare a cercarlo.

Adattamento televisivo con Geraldine Page (1967)

La piccola renna

Ho letto La piccola renna per mezzo delle illustrazioni, prima, perché il contrasto tra l’azzurro e il suo complementare arancione che guidano ogni pagina mi hanno coinvolta e rapita. Mi hanno come impacchettata mio malgrado, posta su una slitta e portata in un contesto estraneo, distante, intenso.

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La piccola renna, Michael Foreman – 2015, Camelozampa

Le illustrazioni viaggiano al ritmo della doppia pagina, laddove l’azzurro della neve, del buio e del freddo la fa da padrone, lo spazio del complementare arancione è ridotto al minimo, ma suggerisce interni caldi e luminosi, perlomeno fino a quando non si incrocia per qualche istante la stagione calda e i ruoli si invertono.

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La piccola renna, Michael Foreman – 2015, Camelozampa

Della piccola renna e delle sue avventure scopriamo tutto attraverso uno sguardo prospettico dall’alto, insieme a lei, in principio, ci lasciamo incuriosire delle capanne illuminate e operose in lontananza, insieme a lei varchiamo la soglia, su zampette incerte, e, lo dicevo, finiamo impacchettati tra gli altri regali diretti chissà dove, mentre e illustrazioni si muovono per quadri cinematografici, forzando la prospettiva, zoomando o allargando il campo.

Fino a quando non atterriamo su un tetto, in piena città, e incontriamo un amico intelligente, premuroso. Incontriamo un bambino che ci nutre, noi e la piccola renna, ci considera altro da sé, rispetta le nostre qualità e i nostri spazi, non limita le nostre capacità, anzi, contribuisce a esercitarle. E la capacità in questione qui è quella di volare…

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La piccola renna, Michael Foreman – 2015, Camelozampa

Non racconto altro, consiglio di leggere questo albo illustrato a bimbi e bimbe dai 4 anni, in attesa del Natale, per scoprire un finale allegro e commovente.

91IOK+usHXLTitolo: La piccola renna
Autore: Michael Foreman
Editore: Camelozampa
Dati: 2015, 32 pp., 14,00 €

Se vivi a Roma cercalo in libreria, al Giardino Incartato, in via del Pigneto 180, se invece vivi in un paesino sperduto delle Langhe o dei monti calabri Lo trovi anche tra gli scaffali virtuali di Amazon.it

Il piccolo Nicolas e Babbo Natale

Sempre candido, spontaneo, pestifero, Nicholas, anche a Natale. Il monello nato dalle parole e dalla matita di Goscinny & Sempé (Traduzione di Maria Vidale).

 

Il piccolo Nicolas e Babbo Natale Goscinny & Sempé - Donzelli 2015
Il piccolo Nicolas e Babbo Natale Goscinny & Sempé – Donzelli 2016

Per Nicolas, che ha sempre scritto lunghe letterine a Babbo Natale chiedendo per sé ogni sorta di regali, quest’anno è diverso: avendo avuto Babbo Natale un incidente con la slitta (molto, molto verosimile, nella dinamica molto simile a quello avuto in macchina da suo padre) che gli è costato parecchi soldini in riparazioni, non potrà portargli granché. Su suggerimento dei genitori, Nicolas scriverà una letterina chiedendo nulla per sé e tutto per gli altri.

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Una macchinina a pedali, per rinfrancar lo spirito dei suoi genitori dei soldini per comprare ogni giorno per sé e per il suo amico Alceste le brioche al cioccolato, per il bene della maestra le soluzioni giuste ai compiti di matematica.

Come vedi, caro Babbo Natale, ti ho chiesto delle cose per tutte le persone alle quali voglio bene. Per me, te l’ho già detto, non voglio niente. Ma se per caso ti restasse ancora qualche soldo e se per caso avessi voglia di farmi una sorpresa, ci sarebbe l’aeroplano che ho visto nella vetrina del negozio di giocattoli. Però fa attenzione quando passi per i camini, perché quell’aeroplano è rosso, e basta poco che si sporca. In ogni caso, ti prometto che cercherò il più possibile di fare il bravo e ti dico anche: Buon Natale!

Intanto, mentre Babbo Natale prende nota dell’altruismo incondizionato di Nicolas, arriva il momento della cena della Vigilia. La mamma prepara una cena “deliziosa” il papà rimane imbottigliato su un autobus assieme ad altri papà, ciascuno con un abete di natale sotto al braccio. L’impianto elettrico fa le bizze con le lucine e il vicino di casa invece di dare una mano se la ride con gusto. Insomma, tutto perfetto, l’unica e mettersi presto sotto le coperte e aspettare i regali.

683acc38baceed68514577273667a08b_w600_h_mw_mh_cs_cx_cyTitolo: Il piccolo Nicolas e Babbo Natale
Autore: Goscinny & Sempé
Editore: Donzelli
Dati: 2016. 144 pp., 14,00 €

Il sarto di Gloucester, fiaba di Natale

La prima cosa che bisogna sapere è che “dietro i pannelli di legno delle vecchie case di Gloucester ci sono scalette e botoline e i topi corrono da una casa all’altra lungo questi stretti passaggi segreti”.
La seconda è che a Gloucester viveva un sarto abilissimo, capace di confezionare panciotti e giacche anche con degli scampoli.
La terza è che a Gloucester, mentre si racconta questa storia, è quasi Natale.
Infine, la quarta, è che assieme al sarto di Gloucester viveva un gatto, Simpkin, capace di acchiappare i topi ma anche di andare a far la spesa usando con oculatezza il denato affidatogli dal padrone.

Il sarto di Gloucester, fiaba di Natale, Beatrix Potter - 2015, Interlinea
Il sarto di Gloucester, fiaba di Natale, Beatrix Potter – 2015, Interlinea

Ecco, tenendo presente questi elementi e mescolandoli assieme avremo una storia classica e realista, magica e antica, che tiene assieme, grazie a punti raffinati di filo di seta color ciliegia, l’empatia animale, il talento e l’amore per il proprio lavoro, l’atmosfera unica del Natale, l’amicizia: Il sarto di Glouchester, di Beatrix Potter, che si dice abbia alle spalle un fondo di verità, pubblicato per la prima volta in forma privata nel 1903 ed edito, corredato dai disegni originali dell’autrice, da Interlinea nella traduzione di Marina Vaggi.

Il sarto di Gloucester, fiaba di Natale, Beatrix Potter - 2015, Interlinea
Il sarto di Gloucester, fiaba di Natale, Beatrix Potter – 2015, Interlinea

Mancano solo tre giorni a Natale e la mattina il Sindaco dovrebbe sposarsi con indosso la giacca e il panciotto confezionati dal sarto. Il lavoro è quasi ultimato, tutto è stato ben tagliato e ricamato, ma manca il filo. Il Sarto affida a Simpkin il gatto il compito di comprarlo e lui lo fa, ma cede al suo spirito felino e si indispettisce del fatto che in sua assenza il vecchietto abbia liberato tutti i topini che sognava di mangiare in zuppa. Ciononostante, quando la sera della vigilia tutti gli animali possono parlare e comprendere la lingua degli uomini (qui in Italia avviene la notte dell’epifania) e mosso a compassione sia dalla malattia del vecchio sarto che lo costringe a letto, sia dalla generosa operosità dei topini sarti, grati nei confronti del sarto che li ha liberati, restituisce il filo e i piccoli sarti possono terminare il lavoro del vecchio in tempo con un risultato meraviglioso.

<em>Il sarto di Gloucester, fiaba di Natale</em>, Beatrix Potter - 2015, Interlinea
Il sarto di Gloucester, fiaba di Natale, Beatrix Potter – 2015, Interlinea

Fila fila filastrocca / fila fila dalla rocca / filastrocca della lana / la matassa si dipana / il gomitolo si fa / guai se il gatto lo vedrà.

41258krzT7L._SX372_BO1,204,203,200_Titolo: Il sarto di Gloucester, fiaba di Natale
Autore: Beatrix Potter
Editore: Interlinea
Dati: 2015, 41 pp., 10,00 €

Il gatto nella mangiatoia

Ho sempre considerato privilegiata la posizione del gatto nel contesto agreste della fattoria; rispetto agli  altri animali intendo. Il suo non aver altro ruolo che acchiappare i topi (compito che peraltro lo libera dall’avere orari ben precisi, compiere grandi fatiche e dall’avere brutti pensieri in merito al futuro) gli consente di avere molto tempo libero per darsi a considerazioni, valutare cosa e chi gli sta attorno, a volte distrattamente, scuotendo un orecchio o lisciandosi i baffi con fare supponente, esprimere qualche giudizio.

Talvolta le considerazioni attengono ad accidenti quotidiani, piuttosto ordinari: l’ingombrante e un poco ottusa presenza delle mucche, la fastidiosa attitudine all’iracondia delle capre, altre invece investigano misteri e avvenimenti del tutto straordinari.

Il gatto nella mangiatoia, Michael Foreman – 2012, Camelozampa

Come accade al gatto, che si era ritagliato un posticino al calduccio nella mangiatoia della stalla, protagonista e voce narrante di questa storia natalizia di Michael Foreman. Il gatto nella mangiatoia stava davvero bene, da quella culla esclusiva e soffice poteva guardarsi attorno, lo dicevamo, considerare i suoi compagni, le proprie opportunità. Stava proprio valutando con soddisfazione il tepore della stalla quando la porta si era spalancata lasciando modo di entrare a una donna, un uomo, un asino e una folata di vento gelido misto a neve. Come se non bastasse l’asino con il suo carico di occhioni dolci e ingannevoli che nulla tradisce, quando ha intenzione di mollare un calcio!

<em>Il gatto nella mangiatoia</em>, Michael Foreman - 2012, Camelozampa
Il gatto nella mangiatoia, Michael Foreman – 2012, Camelozampa

Ecco, tutto questo considerato, qualcosa di meraviglioso interviene a interrompere i borbottii miagolanti: la donna, che sembrava essere molto in pena, partorisce un bambino. Il freddo è pungente, l’uomo gli prepara un giaciglio nel posto più accogliente e caldo della stalla: la mangiatoia. E ben venga il doverne essere scacciati, il dover convivere per ore assieme a gruppi fastidiosamente belanti di pecore, persino a dover dividere lo spazio con dei cammelli (nella stalla a far visita al bambino ne arrivarono ben tre!). Ben venga anche la decisione di non dar più la caccia ai topi, perché al nascere di quel bambino una serenità soffice e dolce aveva pervaso tutta la stalla, tutti i suoi abitanti; mucche, capre, topi e gatto compresi.

<em>Il gatto nella mangiatoia</em>, Michael Foreman - 2012, Camelozampa
Il gatto nella mangiatoia, Michael Foreman – 2012, Camelozampa

Gli acquerelli di Foreman sembrano nutrirsi della luce della luna che investe anche i momenti più caldi, le scene all’interno della stalla, di un azzurro brillante. Piacevole seguire lo sguardo del gatto che, attento, si poggia sugli eventi e con esso ci indica dove guardare, tutto quello che sta attorno, da prospettive diverse, sempre meravigliose.

Titolo: Il gatto nella mangiatoia
Autore: Michael Foreman
Traduttore: Sara Saorin
Editore: Camelozampa
Dati: 2012, 32 pp., 16,00 €

Il Natale di Marguerite

19 dicembre 2016. #AkAdvent

In copertina un’anziana signora, giacca di lana fucsia, occhiali sul naso e crocchia bianca. In mano tiene una palla di vetro con neve, all’interno della quale è una casa, col tetto innevato. È inverno ed è la vigilia di Natale, tra le mani della vecchia signora, che si chiama Marguerite, e a casa sua. Marguerite sembra considerare delle opzioni guardando la palla di vetro, sembra considerare se stessa: se continuare a vivere in una boccia, o meno; libera, senza paure, non più sola, con sé stessa.

Sulla sua schiena corre un’ombra, mi pare sia quella della consuetudine, quella della rassegnazione. Il tutto con un bordo a quadri bianchi, rossi e neri che conferiscono all’illustrazione di questo libro di India Desjardins e Pascal Blanchet, e alla copertina tutta, un tocco vintage.

Marguerite non festeggia il Natale da anni, ma non è solo questo, potrebbe essere una scelta, e così Marguerite vuol farci credere all’inizio. Prima di tradirsi in dettagli che ci fanno ben intedendere che Marguerite ha paura. Non esce nemmeno più di casa per la paura di tutto quanto ci sia fuori, di quanto incomba oltre la soglia della sua casa.

Si fa recapitare la spesa a domicilio, si fa addirittura acconciare i capelli a domicilio. Non esce più di casa. È un fatto, e che lo sia la fa contenta. Marguerite è contenta così. Dice.

Però la sera della vigilia di Natale tutto può accadere. In realtà la sera di ogni giorno può accadere di tutto, può anche succedere che l’automobile di una famiglia di sconosciuti si rompa proprio davanti al vialetto di casa nostra. E che nevichi. E che sia la vigilia di Natale. Chiunque andrebbe in soccorso; chiunque non avesse paura di tutto ciò che potrebbe esserci oltre la propria soglia. Chiunque, quindi, tranne Marguerite.

Il Natale di Marguerite, di India Desjardins, Pascal Blanchet - Bao 2015
Il Natale di Marguerite, di India Desjardins, Pascal Blanchet – Bao 2015

Le illustrazioni di Pascal Blanchet sono elegantissime, old fashioned, realistiche e ciascuna racconta per sé. Marguerite, nei suoi vestiti dimessi racconta di semplicità e ricordi. La casa di Marguerite di solitudine e distanza. La corona natalizia appesa a una finestra racconta di speranza.

71q8krv89l-1Titolo: Il Natale di Marguerite
Autore: India Desjardins, Pascal Blanchet (Giulia Scatizzi trad.)
Editore: Bao pubishing
Dati: 2015, 68 pp., 18,00 €

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L’abete di Andersen vestito a festa

4 dicembre 2016. #AkAdvent

Un’edizione elegante e raffinatissima, rilegata in tela verde con decorazioni a foglia d’oro, carta pregiata e illustrazioni straordinarie. Rileggendo questa storia struggente di Andersen che arriva a toccare corde molto intime e dolorose del sentire umano, e che è da sempre tra le mie preferite, il ritmo della narrazione rimane sempre altissima. È una lettura che procede con una tensione crescente in cui, coscienti della rovinosa fine cui il piccolo abete va incontro, si nutre sempre la segreta speranza che no, questa volta il nostro protagonista conserverà le proprie radici, ne adrà fiero, si abbarbicherà grazie ad esse al suolo, continuerà a vivere godendo dei raggi del sole.

L'abete, di Hans Christian Andersen ill. da Sanna Annukka - 2016 Ippocampo
L’abete, di Hans Christian Andersen ill. da Sanna Annukka – 2016 Ippocampo

Si narra di invidia, si narra dell’insoddisfazione nei confronti della propria condizione, del tendere sempre ad altro, sempre a ciò che è d’altri. Si narra del Natale, della festa, degli addobbi, della precarietà del tempo.

Un piccolo abete invidia gli altri alberi che, tagliati dall’uomo diventano navi per solcare i mari. Un abete dall’attitudine contemporanea. La sua semplice storia trasmette ai bambini la dolcezza della parola narrata e al contempo il valore del rispetto per gli esseri viventi; agli adulti la struggente consapevolezza  di quella sensazione senza luogo e epoca del sentirsi legati al passato e proiettati verso il futuro, incatenati dall’incapacità di vivere il presente. L’abete è un giovane albero, frondoso e profumato, vive la sua fanciullezza nella speranza di divenire imponente come gli alberi adulti, vive nella insoddisfazione di sé anche quando è all’apice della sua bellezza e della sua esistenza, troneggiante al centro di un salone addobbato a festa, rimpiange il passato quando non può più goderne e anela a ciò che non conosce, sfuggendo il contingente.

E le illustrazioni così lussureggianti e al contempo così limpide rafforzano la tensione, la esasperano quasi, rendendo questa lettura ancora più intensa, drammatica.

Sono illustrazioni a incastro che affondano radici nelle tradizioni dei Sami della Lapponia, ricordano le sculture in legno e i tessuti che Sanna Annukka realizza con la medesima maestria.

È un regalo prezioso, una storia che si conquisterà velocemente un posto speciale nei cuori e negli scaffali delle librerie dei vostri bambini; perfetta per la lettura serale dei giorni di dicembre, nell’altrettanto elegante traduzione di Eva Kampmann.

Sanna Annukka – The Fir Tree from Big Active on Vimeo.

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Autore: Hans Christian Andersen, ill. da Sanna Annukka (trad. Eva Kampmann)
Editore: Ippocampo
Dati: 2016, 48 pp., 12,00 €

Lo trovi tra gli scaffali virtuali di Amazon.it

Natale su tutti i piani

1 dicembre, 2016. #AkAdvent

Dicembre 1843. Tra i tetti di Parigi ce n’è uno abitato da una coppia di fratelli: lei sarta, lui, di soli nove anni, malato. Lei si chiama Jeanne e cerca di guadagnare qualche soldo per tirare avanti e provvedere al fratello, Hugues, il cui stato di salute, dopo la morte della madre, non fa che peggiorare.

Natale su tutti i piani, Marie-Aude Murail, Boiry - 2016 Camelozampa
Natale su tutti i piani, Marie-Aude Murail, Boiry – 2016 Camelozampa

È una fiaba, è una fiaba di Natale, quella che ci racconta Marie Aude Murail; ne ha l’andamento, la struttura, le svolte narrative; piuttosto classica l’impostazione, ma altrettanto moderno il lessico, il timbro di tutta la narrazione. Dalla situazione misera, di indigenza, dalla quale i fratelli sembra siano destinati a non sfuggire, passando per il momento in cui la protagonista, l’eroina, si macchia di un’azione che ne fa traballare le fondamenta oneste e pure e, al contempo, ne rafforza empaticamente le sembianze generose, si attraversa il momento più buio, quello in cui tutto sembra essere perduto, fino a quando l’eroe, che già avevamo incontrato e ben faceva sperare, non interviene in favore dei più deboli, per ristabilire un equilibrio, per scrivere le pagine di un lietissimo fine.

Natale su tutti i piani, Marie-Aude Murail, Boiry - 2016 Camelozampa
Natale su tutti i piani, Marie-Aude Murail, Boiry – 2016 Camelozampa

Ma mentre la fiaba segue il suo corso su tutti i piani di questo Natale avviene altro: non solo il giorno di Natale si festeggia ciascuno a proprio modo, su ogni piano (da quello della portiera, a quello dei signori danarosi, alla soffitta dei nostri beniamini), quanto un’altra storia si svolge parallela. Ed è la storia per me più bella: quella in cui si scopre il valore della lettura. Tutta questa bella fiaba ruota attorno a un perno: i due fratelli stanno imparando a leggere, sillabano, si esercitano coi gessetti. Jeanne si macchia di furto per poter donare un libro a suo fratello, un libro vero. Si tratta de “Il medico di campagna” di Balzac. Un libro salvifico. Io stessa l’ho amato molto da ragazzina. Ma né Jeanne, né Hugues, possono leggerlo, o meglio, sono in grado di farlo. Li aiuta a decifrare il titolo il nostro eroe, in questo davvero eroico, perché insegna a Jeanne a usare lo strumento che salverà la vita a Hugues; questo eroe per caso è un ragazzo, uno studente che passa il tempo a gozzovigliare con gli amici. I due ragazzi sillabano la parola medico, è quello che occorrerebbe a Hugues che, proprio nella notte di Natale peggiora, sembra morire…

Natale su tutti i piani, Marie-Aude Murail, Boiry - 2016 Camelozampa
Natale su tutti i piani, Marie-Aude Murail, Boiry – 2016 Camelozampa

Un libro da leggere e regalare a Natale, perché è arricchito da illustrazioni delicate e narrative che danno al testo un tocco novecentesco molto raffinato, perché l’ha scritto Marie Aude Murail e questa è già un’ottima garanzia e infine perché a Natale non si è mai sazi di fiabe, e questa è proprio da focolare.

613jlxcwtcl-_sx347_bo1204203200_Titolo: Natale su tutti i piani
Autore: Marie-Aude Murail, Boiry, Sara Saorin (trad.)
Editore: Camelozampa
Dati: 2016, 48 pp., 11,90 €

Lo trovi tra gli scaffali virtuali di Amazon.it