Il gatto nella mangiatoia

Ho sempre considerato privilegiata la posizione del gatto nel contesto agreste della fattoria; rispetto agli  altri animali intendo. Il suo non aver altro ruolo che acchiappare i topi (compito che peraltro lo libera dall’avere orari ben precisi, compiere grandi fatiche e dall’avere brutti pensieri in merito al futuro) gli consente di avere molto tempo libero per darsi a considerazioni, valutare cosa e chi gli sta attorno, a volte distrattamente, scuotendo un orecchio o lisciandosi i baffi con fare supponente, esprimere qualche giudizio.

Talvolta le considerazioni attengono ad accidenti quotidiani, piuttosto ordinari: l’ingombrante e un poco ottusa presenza delle mucche, la fastidiosa attitudine all’iracondia delle capre, altre invece investigano misteri e avvenimenti del tutto straordinari.

Il gatto nella mangiatoia, Michael Foreman – 2012, Camelozampa

Come accade al gatto, che si era ritagliato un posticino al calduccio nella mangiatoia della stalla, protagonista e voce narrante di questa storia natalizia di Michael Foreman. Il gatto nella mangiatoia stava davvero bene, da quella culla esclusiva e soffice poteva guardarsi attorno, lo dicevamo, considerare i suoi compagni, le proprie opportunità. Stava proprio valutando con soddisfazione il tepore della stalla quando la porta si era spalancata lasciando modo di entrare a una donna, un uomo, un asino e una folata di vento gelido misto a neve. Come se non bastasse l’asino con il suo carico di occhioni dolci e ingannevoli che nulla tradisce, quando ha intenzione di mollare un calcio!

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Ecco, tutto questo considerato, qualcosa di meraviglioso interviene a interrompere i borbottii miagolanti: la donna, che sembrava essere molto in pena, partorisce un bambino. Il freddo è pungente, l’uomo gli prepara un giaciglio nel posto più accogliente e caldo della stalla: la mangiatoia. E ben venga il doverne essere scacciati, il dover convivere per ore assieme a gruppi fastidiosamente belanti di pecore, persino a dover dividere lo spazio con dei cammelli (nella stalla a far visita al bambino ne arrivarono ben tre!). Ben venga anche la decisione di non dar più la caccia ai topi, perché al nascere di quel bambino una serenità soffice e dolce aveva pervaso tutta la stalla, tutti i suoi abitanti; mucche, capre, topi e gatto compresi.

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Gli acquerelli di Foreman sembrano nutrirsi della luce della luna che investe anche i momenti più caldi, le scene all’interno della stalla, di un azzurro brillante. Piacevole seguire lo sguardo del gatto che, attento, si poggia sugli eventi e con esso ci indica dove guardare, tutto quello che sta attorno, da prospettive diverse, sempre meravigliose.

Titolo: Il gatto nella mangiatoia
Autore: Michael Foreman
Traduttore: Sara Saorin
Editore: Camelozampa
Dati: 2015, 32 pp., 16,00 €

Trovate questo libro tra gli scaffali del Giardino Incartato, libreria per ragazzi in via del Pigneto 303/c, Roma.

Il piccolo Nicolas e Babbo Natale

Sempre candido, spontaneo, pestifero, Nicholas, anche a Natale. Il monello nato dalle parole e dalla matita di Goscinny & Sempé (Traduzione di Maria Vidale).

 

Il piccolo Nicolas e Babbo Natale Goscinny & Sempé - Donzelli 2015
Il piccolo Nicolas e Babbo Natale Goscinny & Sempé – Donzelli 2016

Per Nicolas, che ha sempre scritto lunghe letterine a Babbo Natale chiedendo per sé ogni sorta di regali, quest’anno è diverso: avendo avuto Babbo Natale un incidente con la slitta (molto, molto verosimile, nella dinamica molto simile a quello avuto in macchina da suo padre) che gli è costato parecchi soldini in riparazioni, non potrà portargli granché. Su suggerimento dei genitori, Nicolas scriverà una letterina chiedendo nulla per sé e tutto per gli altri.

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Una macchinina a pedali, per rinfrancar lo spirito dei suoi genitori dei soldini per comprare ogni giorno per sé e per il suo amico Alceste le brioche al cioccolato, per il bene della maestra le soluzioni giuste ai compiti di matematica.

Come vedi, caro Babbo Natale, ti ho chiesto delle cose per tutte le persone alle quali voglio bene. Per me, te l’ho già detto, non voglio niente. Ma se per caso ti restasse ancora qualche soldo e se per caso avessi voglia di farmi una sorpresa, ci sarebbe l’aeroplano che ho visto nella vetrina del negozio di giocattoli. Però fa attenzione quando passi per i camini, perché quell’aeroplano è rosso, e basta poco che si sporca. In ogni caso, ti prometto che cercherò il più possibile di fare il bravo e ti dico anche: Buon Natale!

Intanto, mentre Babbo Natale prende nota dell’altruismo incondizionato di Nicolas, arriva il momento della cena della Vigilia. La mamma prepara una cena “deliziosa” il papà rimane imbottigliato su un autobus assieme ad altri papà, ciascuno con un abete di natale sotto al braccio. L’impianto elettrico fa le bizze con le lucine e il vicino di casa invece di dare una mano se la ride con gusto. Insomma, tutto perfetto, l’unica e mettersi presto sotto le coperte e aspettare i regali.

683acc38baceed68514577273667a08b_w600_h_mw_mh_cs_cx_cyTitolo: Il piccolo Nicolas e Babbo Natale
Autore: Goscinny & Sempé
Editore: Donzelli
Dati: 2016. 144 pp., 14,00 €

Il sarto di Gloucester, fiaba di Natale

La prima cosa che bisogna sapere è che “dietro i pannelli di legno delle vecchie case di Gloucester ci sono scalette e botoline e i topi corrono da una casa all’altra lungo questi stretti passaggi segreti”.
La seconda è che a Gloucester viveva un sarto abilissimo, capace di confezionare panciotti e giacche anche con degli scampoli.
La terza è che a Gloucester, mentre si racconta questa storia, è quasi Natale.
Infine, la quarta, è che assieme al sarto di Gloucester viveva un gatto, Simpkin, capace di acchiappare i topi ma anche di andare a far la spesa usando con oculatezza il denato affidatogli dal padrone.

Il sarto di Gloucester, fiaba di Natale, Beatrix Potter - 2015, Interlinea
Il sarto di Gloucester, fiaba di Natale, Beatrix Potter – 2015, Interlinea

Ecco, tenendo presente questi elementi e mescolandoli assieme avremo una storia classica e realista, magica e antica, che tiene assieme, grazie a punti raffinati di filo di seta color ciliegia, l’empatia animale, il talento e l’amore per il proprio lavoro, l’atmosfera unica del Natale, l’amicizia: Il sarto di Glouchester, di Beatrix Potter, che si dice abbia alle spalle un fondo di verità, pubblicato per la prima volta in forma privata nel 1903 ed edito, corredato dai disegni originali dell’autrice, da Interlinea nella traduzione di Marina Vaggi.

Il sarto di Gloucester, fiaba di Natale, Beatrix Potter - 2015, Interlinea
Il sarto di Gloucester, fiaba di Natale, Beatrix Potter – 2015, Interlinea

Mancano solo tre giorni a Natale e la mattina il Sindaco dovrebbe sposarsi con indosso la giacca e il panciotto confezionati dal sarto. Il lavoro è quasi ultimato, tutto è stato ben tagliato e ricamato, ma manca il filo. Il Sarto affida a Simpkin il gatto il compito di comprarlo e lui lo fa, ma cede al suo spirito felino e si indispettisce del fatto che in sua assenza il vecchietto abbia liberato tutti i topini che sognava di mangiare in zuppa. Ciononostante, quando la sera della vigilia tutti gli animali possono parlare e comprendere la lingua degli uomini (qui in Italia avviene la notte dell’epifania) e mosso a compassione sia dalla malattia del vecchio sarto che lo costringe a letto, sia dalla generosa operosità dei topini sarti, grati nei confronti del sarto che li ha liberati, restituisce il filo e i piccoli sarti possono terminare il lavoro del vecchio in tempo con un risultato meraviglioso.

<em>Il sarto di Gloucester, fiaba di Natale</em>, Beatrix Potter - 2015, Interlinea
Il sarto di Gloucester, fiaba di Natale, Beatrix Potter – 2015, Interlinea

Fila fila filastrocca / fila fila dalla rocca / filastrocca della lana / la matassa si dipana / il gomitolo si fa / guai se il gatto lo vedrà.

41258krzT7L._SX372_BO1,204,203,200_Titolo: Il sarto di Gloucester, fiaba di Natale
Autore: Beatrix Potter
Editore: Interlinea
Dati: 2015, 41 pp., 10,00 €

Il gatto nella mangiatoia

Ho sempre considerato privilegiata la posizione del gatto nel contesto agreste della fattoria; rispetto agli  altri animali intendo. Il suo non aver altro ruolo che acchiappare i topi (compito che peraltro lo libera dall’avere orari ben precisi, compiere grandi fatiche e dall’avere brutti pensieri in merito al futuro) gli consente di avere molto tempo libero per darsi a considerazioni, valutare cosa e chi gli sta attorno, a volte distrattamente, scuotendo un orecchio o lisciandosi i baffi con fare supponente, esprimere qualche giudizio.

Talvolta le considerazioni attengono ad accidenti quotidiani, piuttosto ordinari: l’ingombrante e un poco ottusa presenza delle mucche, la fastidiosa attitudine all’iracondia delle capre, altre invece investigano misteri e avvenimenti del tutto straordinari.

Il gatto nella mangiatoia, Michael Foreman – 2012, Camelozampa

Come accade al gatto, che si era ritagliato un posticino al calduccio nella mangiatoia della stalla, protagonista e voce narrante di questa storia natalizia di Michael Foreman. Il gatto nella mangiatoia stava davvero bene, da quella culla esclusiva e soffice poteva guardarsi attorno, lo dicevamo, considerare i suoi compagni, le proprie opportunità. Stava proprio valutando con soddisfazione il tepore della stalla quando la porta si era spalancata lasciando modo di entrare a una donna, un uomo, un asino e una folata di vento gelido misto a neve. Come se non bastasse l’asino con il suo carico di occhioni dolci e ingannevoli che nulla tradisce, quando ha intenzione di mollare un calcio!

<em>Il gatto nella mangiatoia</em>, Michael Foreman - 2012, Camelozampa
Il gatto nella mangiatoia, Michael Foreman – 2012, Camelozampa

Ecco, tutto questo considerato, qualcosa di meraviglioso interviene a interrompere i borbottii miagolanti: la donna, che sembrava essere molto in pena, partorisce un bambino. Il freddo è pungente, l’uomo gli prepara un giaciglio nel posto più accogliente e caldo della stalla: la mangiatoia. E ben venga il doverne essere scacciati, il dover convivere per ore assieme a gruppi fastidiosamente belanti di pecore, persino a dover dividere lo spazio con dei cammelli (nella stalla a far visita al bambino ne arrivarono ben tre!). Ben venga anche la decisione di non dar più la caccia ai topi, perché al nascere di quel bambino una serenità soffice e dolce aveva pervaso tutta la stalla, tutti i suoi abitanti; mucche, capre, topi e gatto compresi.

<em>Il gatto nella mangiatoia</em>, Michael Foreman - 2012, Camelozampa
Il gatto nella mangiatoia, Michael Foreman – 2012, Camelozampa

Gli acquerelli di Foreman sembrano nutrirsi della luce della luna che investe anche i momenti più caldi, le scene all’interno della stalla, di un azzurro brillante. Piacevole seguire lo sguardo del gatto che, attento, si poggia sugli eventi e con esso ci indica dove guardare, tutto quello che sta attorno, da prospettive diverse, sempre meravigliose.

Titolo: Il gatto nella mangiatoia
Autore: Michael Foreman
Traduttore: Sara Saorin
Editore: Camelozampa
Dati: 2012, 32 pp., 16,00 €

Sulle tracce degli antenati

C’è un bambino, Luca, che si muove con tanto di taccuino attraverso la storia dell’evoluzione e lo fa ponendo delle domande; alcune di esse molto puntuali, altre che tradiscono qualche pregiudizio o l’imprinting di una storia dell’evoluzione umana che si nutre di piccoli errori che cambiano di molto la prospettiva. Luca le proprie domande le rivolge ai diretti protagonisti: all’uomo di Neandertal, ad Ardi (l’antenato della celebre Lucy), a Lucy stessa (wow!) e a tanti altri lontani cugini.

Sulle tracce degli antenati. L'avventurosa storia dell'umanità, di Telmo Pievani, Adriano Gon, Katerina Kalc - 2016 Editoriale Scienza
Sulle tracce degli antenati. L’avventurosa storia dell’umanità, di Telmo Pievani, Adriano Gon, Katerina Kalc – 2016 Editoriale Scienza

È buffo ammetterlo ma Luca fa un po’ come avrei fatto io stessa, procede con curiosità e riesce, grazie ad essa, a far luce su una linea temporale molto intricata, a spazzar via o dar fondamento ai “si dice”. Insomma, Luca si comporta da vero rappresentante degli Homo Sapiens, ricostruendo una storia dell’evoluzione umana che è un piacere leggere.

Sulle tracce degli antenati. L'avventurosa storia dell'umanità, di Telmo Pievani, Adriano Gon, Katerina Kalc - 2016 Editoriale Scienza
Sulle tracce degli antenati. L’avventurosa storia dell’umanità, di Telmo Pievani, Adriano Gon, Katerina Kalc – 2016 Editoriale Scienza

Perché oltre ad avere l’intelligenza e il coraggio di proporre molto e approfondito testo, come si confà a un testo scientifico e divulgativo, si muove così come si è mosso l’uomo nel corso della sua evoluzione, con curiosità, sollevando dubbi, ridiscutendo le proprie certezze. E con forza.

Accidenti quanto siamo stati forti, coraggiosi, adattabili, caparbi! I nostri antenati sono sopravvissuti a freddo glaciale, caldo estremo, fame, stenti, epidemie. Ne è uscito, l’uomo, rafforzato e cosciente, fantasioso, abile, creativo.

Sulle tracce degli antenati. L'avventurosa storia dell'umanità, di Telmo Pievani, Adriano Gon, Katerina Kalc - 2016 Editoriale Scienza
Sulle tracce degli antenati. L’avventurosa storia dell’umanità, di Telmo Pievani, Adriano Gon, Katerina Kalc – 2016 Editoriale Scienza

Ad ogni antenato è dedicato un cospicuo numero di pagine. Le prime sono riservate al ritrovamento. In esse si trova anche una scheda riassuntiva coi dati e la timeline, un ritratto in primo piano e la cartina geografica con evidenza dei punti di ritrovamento. A queste pagine segue l’identikit, con professione, dieta, residenza, segni particolari; quindi l’intervista di Luca all’antenato, inframezzata da box di approfondimento.

Da oggi a ritroso fino a sette milioni di anni fa, fino al Panomo, si ripercorrono i rami di un albero genealogico con l’agilità di un Sediba (Australopithecus sediba) fino alle radici. Per questo consiglio questo libro e credo sia un regalo di Natale perfetto: perché oltre a essere puntuale e scientifico è anche divertente e appassionante.

sulle-tracce-degli-antenati-cop-rgb-1000px-310-310Titolo: Sulle tracce degli antenati. L’avventurosa storia dell’umanità
Autore: Telmo Pievani, Adriano Gon, Katerina Kalc
Editore: Editoriale Scienza
Dati: 2016, 144 pp., 19,90 €

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Emma. Dove vanno i fiori durante l’inverno?

8 dicembre 2016. #AkAdvent

A scavare nella neve con le mani c’è che bisogna togliersi i guanti. Con le moffole è difficile: la neve si appiccica alla lana e si passa più tempo a sbatacchiarle per toglierla che a scavare. A scavare nella neve con le mani per vedere cosa ci sia sotto, c’è che bisogna farlo a mani nude. Quando si giunge al tesoro i polpastrelli sono ghiacciati e le mani rosse e bagnate, ma… ma non ci sono molte cose che profumano come gli aghi di pino un po’ secchi un po’ umidi, misti alle foglie, alla terra soffice, all’erba rada, non più verde, bruna. Quindi vale. Vale la pena.

Emma. Dove vanno i fiori durante l'inverno?, di Spider - 2016, Orecchio acerbo
Emma. Dove vanno i fiori durante l’inverno?, di Spider – 2016, Orecchio acerbo

Da bambina scavavo nella neve, per sentire quel profumo e perché speravo, sempre, di trovare qualche fiore sul punto di sbocciare. Non ne ho mai trovati quindi non so dire cosa avrei fatto: coglierlo e mostrarlo, lasciarlo lì godendomi da sola tutta la meraviglia? Conoscendo la me stessa di allora probabilmente avrei passato molto tempo a decidermi. E, conoscendomi, non so cosa avrei fatto.

Emma. Dove vanno i fiori durante l'inverno?, di Spider - 2016, Orecchio acerbo
Emma. Dove vanno i fiori durante l’inverno?, di Spider – 2016, Orecchio acerbo

Emma è sfuggita alle mie ricerche bambine, ma so per certo che se avessi avuto la possibilità di leggere un albo così, questo albo, all’epoca in cui non mi curavo della pelle screpolata e, anzi, mi sembrava un dazio insignificante da rendere, non me ne sarei mai separata.

Di Emma conservo gelosamente la prima edizione, quella in cui Orecchio acerbo inseriva il bugiardino; Spider nel 2008 ne disegnò tavole e testo. L’armonia è vibrante, tutte le pagine percorse da brividi, cristalli di neve, brillantezza di ghiaccio. Sono immagini in movimento, che danzano sul lago ghiacciato e si rincorrono come in una Silly Symphony, un cortometraggio animato che in inverno conserva il profumo dell’estate.

Emma. Dove vanno i fiori durante l'inverno?, di Spider - 2016, Orecchio acerbo
Emma. Dove vanno i fiori durante l’inverno?, di Spider – 2016, Orecchio acerbo

Emma è un fiore e regola la sua esistenza con l’aiuto di una sveglia. Affida a un congegno meccanico il proprio ritmo biologico. Va tutto bene, fino a quando la precisione meccanica fa cilecca ed Emma si risveglia in pieno inverno. Giusto in tempo per incontrare i suoi amici Lampo, Grugno e un ragno orologiaio. E per raccontare a noi che leggiamo una storia splendida, da regalare, assolutamente, a Natale.

218-emma-n-eTitolo: Emma. Dove vanno i fiori durante l’inverno?
Autore: Spider
Editore: Orecchio Acerbo
Dati: 2016, 36 pp., 11,50 €

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Sole luna stella

6 dicembre 2016. #AkAdvent

In un’intervista del 2008 al MetropolisMag.com, Ivan Chermayeff ha dichiarato che nel realizzare i suoi celebri loghi cerca di sapere dai committenti qualcosa sul loro passato e moltissimo sul futuro che si aspettano, per crearne di perfetti, che si adattino a rappresentare più prospettive, più visioni.

Sole luna stella, di Kurt Vonnegut, Ivan Chermayeff - 2016 Topipittori
Sole luna stella, di Kurt Vonnegut, Ivan Chermayeff – 2016 Topipittori

È un processo complesso, quello di pensare un futuro e renderlo immagine. Si tratta del rendere figura l’immaginazione. È esattamente il processo figurativo dell’immaginazione. O anche la meraviglia della prima visione, del vedere ciò che non si è mai visto e attribuirgli un’identità. Ha la stessa forza del primo respiro; del primo vagito.

Parto da questa premessa, perché di Sole luna stella sono nate prima le illustrazioni; solo in seguito Kurt Vonnegut ha pensato il testo cui si accompagnano. Parto da qui, perché leggendo le immagini ho ritrovato in esse i loghi e l’attitudine di Ivan Chermayeff nel realizzarli. Forme semplici e astratte che si appuntano su spazi colorati ed entrano nello sguardo aperto al mondo di un neonato, che pur essendo un Creatore, o proprio per esserlo, le scopre, permettendoci di attribuir loro un senso, di nominarle.

Sole luna stella, di Kurt Vonnegut, Ivan Chermayeff - 2016 Topipittori
Sole luna stella, di Kurt Vonnegut, Ivan Chermayeff – 2016 Topipittori

Un sole, una luna e una stella che sono visualizzazioni di un futuro capace di raccontare anche il passato. Un passato che è mistico, che è biblico, che è mitico. Un sole che è Maria, una luna che è Giuseppe, che è la levatrice, e una stella che no, non è Gesù e non è nemmeno il Creatore. Perché il Creatore guarda grazie alle sue piccole macchine da presa fibrose, altresì dette occhi; il Creatore vede, per la prima volta, sogna, una, due tre, quattro volte e la quarta sogna in verde. Il Creatore guarda e scorge: sole, luna, stella; sole e luna assieme, stella e stelle, luminose e danzanti. Il Creatore vede il presente per la prima volta e lo vede mentre si fa futuro.

È una natività filosofica, danzante e luminosa, che consiglio a giovani lettori che non si lascino scoraggiare da un registro linguistico piuttosto complesso e dai molti rimandi che, d’altra parte, contribuisce a rendere questo libro, tradotto da Monica Pareschi, un regalo prezioso.

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Autore: Kurt Vonnegut, Ivan Chermayeff,trad. Monica Pareschi
Editore: Topipittori
Dati: 2016, 64 pp., 24,00 €

Una storia di Natale di Michael Morpurgo, Il segreto della felicità

5 dicembre 2016. #AkAdvent

Una fiaba complessa, questa di Michael Morpurgo, che indugia molto sul disagio e sulla condizione disperata di quanti, non riuscendo a raggiungere quel che ritengono sia la felicità, la inseguono con la tristezza, ammantando di grigio anche ciò che allo sguardo distante degli altri appare come la circostanza perfetta.

<em>Il segreto della felicità</em>, Michael Morpurgo, Emma Chichester Clark - 2016 Rizzoli
Il segreto della felicità, Michael Morpurgo, Emma Chichester Clark – 2016 Rizzoli

Una fiaba complessa sia per il come sia per il quel che racconta e che scopre una maniera splendidamente  differente del vestire i panni del principe eroico che salva la principessa da un male che è sia fisico che psicologico. Perché l’eroe di questa fiaba, il principe Federico, si spende con tutto se stesso per guarire la moglie afflitta, fino a quando trova la soluzione nel momento più critico, quando si affida a quella più naturale: a ridosso del Natale viene ospitato da una comunità nomade che gli racconta, e raccontando considera il particolare e l’universale. Raccontando ricorda, sorride, gioisce, vive.

Partito dal proprio castello senza più motivazione il principe Federico vi fa ritorno rigenerato e intraprendente e approfitta del Natale per rendere l’atmosfera quanto più accogliente possibile per la speranza. E la speranza arriva col suo carico di sorrisi con le storie, con il narrare le storie, perché è qui il cardine su cui si reggerà il lieto fine e sul quale si regge il principio stesso della narrazione: raccontare per sciogliere i nodi, costruire attorno alla realtà un ricamo di fantasia che possa proiettare su di essa le luci intagliate dei sogni.

813lknfhlllTitolo: Il segreto della felicità
Autore: Michael Morpurgo, Emma Chichester Clark, F. Gulizia (trad.)
Editore: Rizzoli
Dati: 2016. 46 pp., 13,00 €

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L’abete di Andersen vestito a festa

4 dicembre 2016. #AkAdvent

Un’edizione elegante e raffinatissima, rilegata in tela verde con decorazioni a foglia d’oro, carta pregiata e illustrazioni straordinarie. Rileggendo questa storia struggente di Andersen che arriva a toccare corde molto intime e dolorose del sentire umano, e che è da sempre tra le mie preferite, il ritmo della narrazione rimane sempre altissima. È una lettura che procede con una tensione crescente in cui, coscienti della rovinosa fine cui il piccolo abete va incontro, si nutre sempre la segreta speranza che no, questa volta il nostro protagonista conserverà le proprie radici, ne adrà fiero, si abbarbicherà grazie ad esse al suolo, continuerà a vivere godendo dei raggi del sole.

L'abete, di Hans Christian Andersen ill. da Sanna Annukka - 2016 Ippocampo
L’abete, di Hans Christian Andersen ill. da Sanna Annukka – 2016 Ippocampo

Si narra di invidia, si narra dell’insoddisfazione nei confronti della propria condizione, del tendere sempre ad altro, sempre a ciò che è d’altri. Si narra del Natale, della festa, degli addobbi, della precarietà del tempo.

Un piccolo abete invidia gli altri alberi che, tagliati dall’uomo diventano navi per solcare i mari. Un abete dall’attitudine contemporanea. La sua semplice storia trasmette ai bambini la dolcezza della parola narrata e al contempo il valore del rispetto per gli esseri viventi; agli adulti la struggente consapevolezza  di quella sensazione senza luogo e epoca del sentirsi legati al passato e proiettati verso il futuro, incatenati dall’incapacità di vivere il presente. L’abete è un giovane albero, frondoso e profumato, vive la sua fanciullezza nella speranza di divenire imponente come gli alberi adulti, vive nella insoddisfazione di sé anche quando è all’apice della sua bellezza e della sua esistenza, troneggiante al centro di un salone addobbato a festa, rimpiange il passato quando non può più goderne e anela a ciò che non conosce, sfuggendo il contingente.

E le illustrazioni così lussureggianti e al contempo così limpide rafforzano la tensione, la esasperano quasi, rendendo questa lettura ancora più intensa, drammatica.

Sono illustrazioni a incastro che affondano radici nelle tradizioni dei Sami della Lapponia, ricordano le sculture in legno e i tessuti che Sanna Annukka realizza con la medesima maestria.

È un regalo prezioso, una storia che si conquisterà velocemente un posto speciale nei cuori e negli scaffali delle librerie dei vostri bambini; perfetta per la lettura serale dei giorni di dicembre, nell’altrettanto elegante traduzione di Eva Kampmann.

Sanna Annukka – The Fir Tree from Big Active on Vimeo.

513cgiwfsl-_sx268_bo1204203200_Titolo: L’abete
Autore: Hans Christian Andersen, ill. da Sanna Annukka (trad. Eva Kampmann)
Editore: Ippocampo
Dati: 2016, 48 pp., 12,00 €

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