Thé Tjong-Khing e l’arte di raccontare per immagini

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Tortintavola, di Thé Tjong-Khing – Beisler

Per incominciare e per farsi un’idea di tutto quello che potremmo trovare e di tutti quelli che potremmo incontrare in questo albo illustrato di Thé Tjong-Khing (Beisler editore) consiglio di aprire il libro e stenderlo in modo che la quarta di copertina e la copertina stessa creino un primo quadro introduttivo. Il titolo: Tortintavola ci suggerisce che sia essa al cioccolato, sia essa alla frutta, sia essa ricoperta di panna o di fondant, la protagonista di questa storia è una torta (o un goloso di dolci? O più golosi? O un pasticciere?); il sottotitolo: Ma la torta dov’è? ci prepara a un’avventura, una ricerca, un mistero. Poi c’è una casetta in una radura del bosco che s’affaccia su un fiume, abitata da una coppia di cani, nel cortiletto un tavolino e due sedie e svettante sul tavolino la torta. Poi tra gli alberi c’è una coda bianca che spunta dai cespugli, una cicogna che vola, una volpe che riposa, una tartaruga con tanto di bastone per appoggiarsi, un’anatra con i suoi anatroccoli al seguito (ma attenzione! Uno non tiene il passo!). E ancora, in agguato dietro a due tronchi, dei ratti.

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Tortintavola, di Thé Tjong-Khing – Beisler

C’è altro in questa copertina e c’è molto altro in questo libro, altre code, altre zampe. Quello che non c’è sono altre parole. Perché Tortinatavola, Ma la torta dov’è? è un albo che racconta per sole illustrazioni. E ogni illustrazione racconta una storia diversa a seconda di ciò che il lettore scorge, di ciò che il suo sguardo preferisce. Tutte le altre piccole storie si svolgono parallele a quella principale: due ratti furfanti che rubano la torta della famiglia dei cani; e ognuna si svolge e conclude compiutamente in un insieme di piccole cose e piccoli elementi che assieme creano un complesso impianto narrativo e visivo.

Le illustrazioni di Thé, grazie alla penna a inchiostro e all’acquerello, coniugano la ricchezza dei dettagli alla dolcezza delle tinte alla maniera classica della grande tradizione dell’illustrazione per i libri per l’infanzia innovandole con una visuale contemporanea che le vivacizza e arricchisce. Sono immagini non statiche che si sviluppano nel corso della pagina e pagina dopo pagina in un movimento continuo e a catena che segue sentieri nel sottobosco, ripide stradine di montagna, il corso del fiume, il cielo e le fronde degli alberi.

Perché il coniglietto piange disperato? Di che cosa chiacchiera la famiglia dei porcellini assieme al gatto? Cosa ruberanno le scimmie e soprattutto, ma la torta, dov’è? Un albo illustrato da pochi giorni in libreria che consiglio a genitori che amino la lettura, per bambini che ne sono curiosi, o anche ad adulti che vogliano uno strumento davvero efficace per far sì che i propri bambini (specie quelli ancora non capaci di leggere) trovino spazio da concedere alla propria fantasia.

61O8zYaqE6L._SX428_BO1,204,203,200_Titolo: Tortintavola. Ma la torta dov’è?
Autore: Thé Tiong-Khing
Editore: Beisler
Dati: 2011, 26 pp., 14,50 €

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È cosa molto interessante il contemplare una riva ridente

Nel 2010 il Bologna Ragazzi Award per la categoria “non fiction” è stato assegnato a In riva al fiume di Charles Darwin e Fabian Negrin come miglior libro a carattere informativo destinato ai giovani lettori.

In riva al fiume di Fabian Negrin, Charles Darwin - Gallucci
In riva al fiume di Fabian Negrin, Charles Darwin – Gallucci

Gli acquerelli di Fabian Negrin ci accompagnano, assieme a un bambino e al suo cane, in un breve viaggio in riva al fiume; una passeggiata piuttosto, alla scoperta di un mondo straordinario che, a uno sguardo superficiale e distratto potrebbe risultare semplice ma che, invece, illustra con una variopinta serie di elementi una varietà biologica che già, con grande sdegno di certi parrucconi, centinaia di anni fa Darwin aveva raccontato. Negrin considera l’ultimo paragrafo dell’Origine della specie (utilizzando il testo italiano tratto dalla prima traduzione dell’opera autorizzata da Darwin stesso) e con un gioco visivo fatto di splendide prospettive forzate illustra con sorprendente efficacia temi molto complessi quali l’ereditarietà, lo sviluppo con la riproduzione, la variabilità, la lotta per l’esistenza, l’elezione naturale, l’estinzione.

Come esplicitato nell’incipit da Darwin stesso “è cosa molto interessante il contemplare una riva ridente” giacché essa è ricca di vita: vita nell’acqua, vita sulla riva umida, vita di tutti gli esseri che grazie a essa e attorno a essa si nutrono e costruiscono la propria tana. La messa a fuoco spazia dai dettagli microscopici (evidenziati anche da tocchi di cera e matita) allo spazio ampio di veduta dai rami degli alberi. Le striature dei lombrichi scoperti sotto un sasso, tra la terra umida, i ciuffi di pelo ocra che punteggiano il manto grigio delle lepri, le nervature di una foglia che galleggia sull’acqua, le ciglia morbide degli organismi unicellulari nell’occhio di un microscopio sono dettagli che rendono gli esseri ritratti viventi.

In riva al fiume di Fabian Negrin, Charles Darwin - Gallucci
In riva al fiume di Fabian Negrin, Charles Darwin – Gallucci

Al tono austero del testo, che, come detto, risponde fedelmente all’originale dell’epoca, corrisponde nelle illustrazioni un uso magistrale del colore che tradisce una profonda conoscenza delle varianti esistenti in natura che ben s’accordano alla scientificità delle parole così come sono perfetto specchio della profondità filosofica e della minuziosa precisione naturalistica grazie alla quale la complessità della natura e della sua evoluzione chiudono il tratto in un cerchio perfetto generato in primis dalla meraviglia del bambino dinanzi alle sue manifestazioni. Un insieme armonico e elegante al quale peraltro Fabian Negrin ci ha abituato e che ben supplisce alle difficoltà oggettive che un bambino potrebbe incontrare leggendo i termini tecnici di Darwin, peraltro raccolti e spiegati in un glossario in chiusura dell’albo.

img436-g1Titolo: In riva al fiume
Autore: Fabian Negrin, Charles Darwin
Editore: Gallucci
Dati: 2010, 32 pp., 18,00 €

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Per la sezione “Miglior albo illustrato” In riva al fiume si è aggiudicato il Premio Andersen 2011. Questa la motivazione della giuria: “Per lo straordinario equilibrio di un albo capace di coniugare una ricostruzione esatta e paziente della natura con il fascino ineffabile delle immagini. Per una misura ora nitida e severa ora trepida e lirica, ricca di eleganza e meraviglie”.

Se Darwin ha ragione, io sono migliore del mio papà?

Piccole teste, molto toste: le vostre! Sempre in fermento, sempre avide di risposte, sempre curiose; fucine di domande alle quali solo delle teste altrettanto toste potrebbero rispondere, teste di donne e uomini che dedicano la loro vita allo studio, alla ricerca e al sapere. Da questo incontro di cervelli nasce “Teste Toste”, una collana ideata da Editoriale Scienza che coniuga la scienza al divertimento e, anche per mezzo di simpatiche illustrazioni, svela molti dei misteri dell’universo o dell’evoluzione (come nel caso di questo volume dal titolo Perché siamo parenti delle galline? E tante altre domande sull’evoluzione).1045694859

Durante il pranzo della domenica tra zie e nonne che chiacchierano senza sosta dando luogo a un cicaleccio fastidioso, magari mentre si cerca di rimanere concentrati sulla lettura di una bella fiaba, ecco, quello potrebbe essere il momento giusto per mostrare le nostre conoscenze nel campo dell’evoluzione della specie: “ma lo sapete che siamo parenti delle galline?”

Forse in seguito a questa nostra affermazione saremmo fulminati da qualche occhiataccia, ma non c’è assolutamente ragione d’offendersi! Tutte le forme di vita, infatti, sono imparentate; certo, per trovare il legame di parentela proprio con gli uccelli bisogna andare molto a ritroso nell’albero genealogico e arrivare a circa 310 milioni d’anni fa, centinaio di anni in più, centinaio di anni in meno, ma il legame c’è, e si vede chiaramente non solo nei pranzi domenicali ma anche in certi uffici pomposi dove si fa a gara a fare i galletti o a pavoneggiarsi, o per il fatto, tutto scientifico, di essere bipedi esattamente come lo sono loro.

Spesso si dà per scontato (ma se solo andassimo un po’ indietro nel tempo non bisognerebbe dirlo ad alta voce) che si discenda dalle scimmie, forse perché sono gli esseri a noi più simili, ma l’evoluzione riserva davvero tante sorprese, e questo libro illustrato, grazie al filosofo evoluzionista Telmo Pievani, ce ne svela alcune curiosissime: pensate, infatti, che tutti i dinosauri siano estinti? Perché per capire l’uomo bisogna capire i piselli? Perché l’uomo non discende dalla mucca? Che animale è il dodo e che fine ha fatto? E ancora, esistono animali che non si sono mai evoluti?

Le domande sono tante, alcune impertinenti ma gli autori (Telmo Pievani, come dicevamo, e Federico Taddia, che oltre a intervistare gli scienziati ha anche avuto l’idea delle “Teste toste”) rispondono a tutte, in maniera scientifica, divertente, inattesa.

Nel caso aveste qualche domanda da fare in merito all’evoluzione e da un po’ di tempo vi frulla in testa ma non sapreste a chi rivolgerla, ebbene, in fondo al libro c’è una pagina bianca dedicata proprio a questo da ritagliare e spedire. La risposta è assicurata e sarà di certo sorprendente!

51btpqtnl1l-_sx384_bo1204203200_Titolo: Perché siamo parenti delle galline?
Autore: Telmo Pievani e Federico Taddia,
con le illustrazioni di Roberto Luciani
Editore: Editoriale Scienza
Dati: 2010, 96 pp., ill. 11,90 €

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