i 10 libri che hanno reso più bello AtlantideKids nel 2019 (+ 1)

La pietra blu, di Jimmy Liao – 2019 Camelozampa

LIAO

Quando interviene la nostalgia, anche le pietre più grandi, quelle più granitiche, quelle blu, possono sgretolarsi. È infida, la nostalgia, talvolta dolce, sembra che non ci sia, che dopo un momento di intensità profonda, sia passata, si sia mescolata ad altro, magari alla rassegnazione, e invece ristà, quieta. Sedimenta e si radica. Basta un soffio di vento che sfiora il viso, basta una parola catturata per caso in mezzo al vociare, basta uno sguardo; la nostalgia riaffiora, si fa largo tra le fenditure dell’anima, tra le venature della pietra e si manifesta, prorompente, autonoma, incontrollabile. […continua a leggere]

Il segreto di Ella, di Cath Howe – 2019, Terre di Mezzo

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Cath Howe mi ha rapita. Notte tarda, sonno che bussa insistente alle porte dei miei occhi, eppure dalla prima pagina la narrazione fresca, accudente, mai retorica, mi ha avvinta a lungo. Non mi succede spesso, anche perché mi pongo nei confronti dei romanzi contemporanei degli ultimi anni con una certa diffidenza per ragioni che non considero qui proprio perché devo giustizia a questa storia che si discosta dalle altre per tono, per timbro, per cura. Ella avrebbe tutti i motivi per essere vittima delle contingenze e di se stessa: si è appena trasferita con la madre e il fratellino in una nuova città, il padre è in prigione per truffa e ci resterà a lungo, la scuola è nuova, le amiche anche e un brutto eczema le tormenta le notti, i giorni, le mani. […continua a leggere]

Il Bimboleone e altri bambini, di Gabriele Clima, Giacomo Agnello Modica – 2019, Edizioni Corsare

Belli questi Tantibambini, per citare Munari; sono tanti e diversi, sono vitali, imperfetti, unici, si muovono sulla pagina nel pieno delle loro peculiari identità, di una pienezza che è sfumata al contempo, che arriva e poi sfugge, che gioca in armonia con la pagina e con il lettore, che non fatica a riconoscersi in un bimbo o in quell’altro ma anche in questo qui. Proprio questo qui. […continua a leggere]

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Migrazioni, di Mike Unwin, Jenni Desmond – 2019, Editoriale scienza

Migrazioni gode dell’innegabile fascino dei libri a carattere naturalistico che intrecciano a informazioni scientificamente attendibili  una narrazione che trova proprio nell’aderenza alla realtà la sua poesia. In copertina si staglia un uccello, simbolo degli animali migranti per eccellenza. Ad ali spiegate e ferme plana tra la pioggia, sotto di lui il mare. Ma all’interno, doppia pagina dopo doppia pagina, le migrazioni sono di tutte le specie: terrestri, marine, volanti. Rettili, insetti, mammiferi, pesci.

Migrazioni, di Mike Unwin, Jenni Desmond - 2019, Editoriale scienza
Migrazioni, di Mike Unwin, Jenni Desmond – 2019, Editoriale scienza
Cosa c’è nella tua valigia?, di Chris Naylor-Ballesteros – 2019, Terre di Mezzo

Uno strano animale, dallo sguardo stanco, la schiena ricurva di peso e pensieri, trascina una grossa valigia. Arriva scalando una montagna che sembra essere l’ultimo ostacolo da superare dopo un lungo viaggio.  Passando, attira lo sguardo degli animali del luogo: una gallina, una volpe, un coniglio. La loro curiosità prende la strada lunga e indaga sullo strano animale, ma in maniera indiretta. Si chiede, la gallina, che cosa ci sia dentro la valigia. La risposta dello straniero la lascia di stucco. Nella valigia c’è una tazza. Ma non solo una tazza, anche un tavolino e una seggiola, e una piccola capanna che è la sua casa. La valigia contiene tutta la sua casa. [… continua a leggere]

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Cosa c’è nella tua valigia?, di Chris Naylor-Ballesteros – 2019, Terre di Mezzo
Il balcone, di Kalina Muhova, Atanas Dalchev – 2019, Tunuè

Surreale che non sia data a sé stessi la possibilità della luce, dell’aria. Surreale la sensazione che avvolge nel momento in cui si svela la presa di coscienza dell’indifferenza, del non saper guardare oltre, del non cercare l’altro e l’altrove. Smarriscono gli ultimi versi della poesia di Atanas Dalchev, Il balcone (1928), e lo fanno con disinvolta mestizia, instillano con naturalezza una nostalgia dura a dissolversi. […continua a leggere]

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Il balcone, di Kalina Muhova, Atanas Dalchev – 2019, Tunuè
Emil il polpo gentile, Tomi Ungerer – 2019 Lupoguido

Questa storia incomincia con un palombaro, che ha un titolo e un nome, capitano Samofar, che danza lieve sul fondo del mare. Un mare che è verde e del suo verde tinge anche le alghe, i pesci, lo squalo che stava passando oltre ma poi torna sulle sue nuotate e realizza che stava per farsi sfuggire un bel bocconcino. Non ha fatto i conti con Emil, il polpo gentile, però, che interviene in suo aiuto salvandogli la vita. […continua a leggere]

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Emil, il polpo gentile, Tomi Ungerer – 2019 Lupoguido
Il bambino tutto solo, di Roland Topor – 2019 Vanvere edizioni

In Topor tutto è estremo. È estremo il surrealismo, è estrema, ed estremamente complessa, la semplicità, è estrema, come in questo caso, la solitudine. Ma questo è anche il caso della dolcezza; della dolcezza tipica di certe fiabe, in cui basta un nulla, basta una piuma, per sfiorare la situazione più drammatica e cospargerla di un velo di morbidezza, attenuandola, dissolvendola.

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Il bambino tutto solo, di Roland Topor – 2019 Vanvere edizioni
Dove sono tutti?, di Remy Charlip – 2019, Orecchio acerbo

Quando ho parlato di Remy Charlip su queste mie pagine ho sempre sottolineato come fosse meravigliosa e sorprendente la capacità di piroettare in egual misura e con egual talento tra il tratto della matita e le volute nell’aria. Parlavo di ritmo ma anche di approccio al foglio, parlavo di gestione dello spazio e di repentini cambi d’azione resi con la stessa maestria, la stessa consapevole, autorialità. […continua a leggere]

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Dove sono tutti?, di Remy Charlip – 2019, Orecchio acerbo
Il cuore e la bottiglia, di Oliver Jeffers – 2019, Zoolibri

I libri di Oliver Jeffers sono sempre belli. Il cuore e la bottiglia oltre ad essere bello è anche struggente, malinconico. Per raccontarlo parto, come molto spesso ho fatto negli ultimi mesi, dalle risguardie. Quelle d’apertura, di un bell’azzurro su fondo panna, raccontano del legame tra nipoti e nonni, tra i bambini e certi adulti capaci di porgere un orecchio attento (e giocoforza ancora un poco acerbo) alle domande dei piccoli: quelle esclamate per la meraviglia, quelle sussurrate, quelle del quotidiano, quelle del surreale.

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Il cuore e la bottiglia, di Oliver Jeffers – 2019, Zoolibri
Ein Apfelbaum in Bauch, Les éditions de la courte échelle, Canada, Simon Boulerice, illustrato da Gerard DuBois – Diogenes

Succede di dirlo ai bambini, con tono fermo ma intenzioni scherzose. Lo dici tu che sei grande e loro, piccini, ci credono. Resta in una parte della loro testolina e, a volte, quando diventano grandi, lo ripetono anche loro ai propri bambini, con tono fermo e intenzioni scherzose. Si dice con leggerezza “tieni la mela, ma fai attenzione a non ingoiare i semi o ti crescerà un albero nella pancia!”; oppure si dice “ecco la tua mela, mi raccomando non sprecare nulla, ché della mela si mangia tutto, tranne il picciolo, ricorda”. E, sebbene sommesse, le tue parole resteranno a imperitura memoria, perché nessuno vorrebbe mai vedersi crescere un albero nella pancia e tantomeno sperimentare di ingoiare un picciolo! [… continua a leggere]

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Ein Apfelbaum im Bauch, Les éditions de la courte échelle, Canada, Simon Boulerice, illustrato da Gerard DuBois – Diogenes

Migrazioni. Gli incredibili viaggi degli animali

Migrazioni gode dell’innegabile fascino dei libri a carattere naturalistico che intrecciano a informazioni scientificamente attendibili  una narrazione che trova proprio nell’aderenza alla realtà la sua poesia.

Migrazioni, di Mike Unwin, Jenni Desmond - 2019, Editoriale scienza
Migrazioni, di Mike Unwin, Jenni Desmond – 2019, Editoriale scienza

In copertina si staglia un uccello, simbolo degli animali migranti per eccellenza. Ad ali spiegate e ferme plana tra la pioggia, sotto di lui il mare. Ma all’interno, doppia pagina dopo doppia pagina, le migrazioni sono di tutte le specie: terrestri, marine, volanti. Rettili, insetti, mammiferi, pesci.

Le splendide illustrazioni di Jenni Desmond, (vincitrice del premio New York Times Best Illustrated Children’s Book Award) occupano tutta la superficie, restituendo perfettamente, con un sapiente e raffinato uso delle prospettive e degli spazi, il senso dell’andare, dello spostarsi, del muoversi da un luogo a un altro, non nel momento della partenza o dell’arrivo, che probabilmente sarebbero stati più semplici da rendere per le due forti spinte emotive, l’entusiasmo della partenza e la soddisfazione dell’arrivo, ma nel durante. Quel lungo arco di tempo fatto di un impasto di fatica, fame, resistenza che effettivamente è il fulcro e il senso della migrazione.

Migrazioni, di Mike Unwin, Jenni Desmond - 2019, Editoriale scienza
Migrazioni, di Mike Unwin, Jenni Desmond – 2019, Editoriale scienza

Scopriamo, grazie al lessico semplice e accurato di Mike Unwin, che ci sono migratori che lo fanno a passo di danza (la gru americana), c’è chi marcia sul ghiaccio in fila indiana (i pinguini imperatore), chi in grandi stormi che paiono nuvole soffici e colorate di bruno e nero, come le farfalle monarca, o in grandi onde rosso corallo, invadendo strade e sentieri, come i granchi rossi dell’Isola di Natale.

Durante il viaggio, ciascuno di loro deve confrontarsi col clima avverso e sfuggire agli attacchi di famelici predatori. È faticoso, estremamente rischioso, ma se restassero dove sono non potrebbero sopravvivere.

Migrazioni, di Mike Unwin, Jenni Desmond - 2019, Editoriale scienza
Migrazioni, di Mike Unwin, Jenni Desmond – 2019, Editoriale scienza

Tra tutti, a compiere il viaggio più lungo è la sterna artica: questo straordinario uccello, leggerissimo, viaggia da Polo a Polo, percorrendo fino a 77.000 chilometri l’anno. Sono numeri difficili da immaginare, eppure l’istinto di sopravvivenza è un motore fortissimo. E per fortuna.

Sono certa che, dopo aver letto questo libro, alzando lo sguardo verso il cielo, guarderemo con occhi diversi gli stormi a “V” delle oche selvatiche migranti, la loro forza, il loro coraggio.

copertinaTitolo: Migrazioni
Autore: Mike Unwin, Jenni Desmond, traduzione Lucia Feoli
Editore: Editoriale scienza
Dati: 2019, 48 pp., 16,90 €

 

Lupinella, la vita di una lupa nei boschi delle Alpi

La lupinella è una pianta molto resistente, che si adatta anche a terreni aridi, bella di una bellezza selvaggia, con fiori a spiga rosa, lucenti.

Indugio sul ricordo che ho di questo fiore perché l’ho sempre avuto in mente mentre leggevo Lupinella di Giuseppe Festa, trovando tra la pianta e la lupa che ne porta il nome tanti incroci e scambi. Primo tra tutti il nodo primordiale e selvaggio di un animale fiero e coraggioso, resistente e bellissimo.

<em> Lupinella</em>, di Giuseppe Festa, Mariachiara Di Giorgio - 2018 Editoriale scienza
Lupinella, di Giuseppe Festa, Mariachiara Di Giorgio – 2018 Editoriale scienza

Lupinella è una lupa che racconta di se stessa e della sua vita nei boschi delle Alpi, dal momento in cui viene al mondo a quando compie due anni. Dal tepore della tana, che condivide coi fratellini, alla vita di branco, con le sue regole ferree, dure, fino al confine con l’età adulta, la maturità, che attraversa esitante ma al contempo decisa, guidata dall’istinto che la conduce verso una nuova famiglia, una nuova avventura.

<em> Lupinella</em>, di Giuseppe Festa, Mariachiara Di Giorgio - 2018 Editoriale scienza
Lupinella, di Giuseppe Festa, Mariachiara Di Giorgio – 2018 Editoriale scienza

La narrazione è avvincente; arricchita dalle illustrazioni di Mariachiara Di Giorgio e da riquadri informativi con gli approfondimenti di una lupologa esperta del Progetto Life Wolf Alps, Francesca Marucco, che racconta con molta semplicità e immediatezza la vita dei lupi ma anche il territorio in cui abitano, i pericoli che corrono.

In coda al libro alcuni giochi e attività per conoscere la natura esplorandola; schede di approfondimento sul ritorno del lupo sulle Alpi e sul progetto europeo Life Wolfalps e un bel poster con alcune illustrazioni del libro.

lupinella-cop---310-310Titolo: Lupinella
Autore: Giuseppe Festa, Mariachiara Di Giorgio
Editore: Editoriale scienza
Dati: 2018, pp. 64, 11,90 €

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Basta un bastone

70 attività da fare all’aria aperta con l’ausilio di un solo bastone? Beh… in realtà i bastoni, bastoncini, che occorrono sono spesso di più ma è semplice trovarli, non costano nulla e i giochi realizzabili molto belli. L’idea di questo libro è molto più profonda di quanto a prima vista possa apparire. Sembra sulle prime un volumetto illustrato adatto a trovare spunti di gioco e divertimento.

Si rivela uno strumento adatto a suggerire ai bambini come sia rasserenante e divertente giocare all’aria aperta; scoprire tutti gli oggetti (tutti diversi tra loro per forma o consistenza o colore o profumo) che in bosco, in un prato, sulla spiaggia o comunque all’aria aperta, possono essere trovati e utilizzati per realizzare giochi e costruzioni. Basta un bastone e un po’ di immaginazione per realizzare un flauto, una zattera per gli scoiattoli, una fionda, una scopa della strega…

Basta scegliere con attenzione il bastone giusto ed esso diventerà ciò che si vuole. Ci sono i bastoni avventurosi, quelli combattivi, quelli parlanti, quelli musicali. Ci sono anche i bastoni rifugio e quelli acchiappasogni. Un libro pieno di idee e suggerimenti per scoprire abilità inaspettate e divertirsi nella natura, lontani da negozi e aria condizionata.

Titolo: Basta un bastone. 70 attività da fare all’aria aperta
Autore: Fiona Danks, Jo Schofield
Editore: Editoriale Scienza
Dati: 2012, 128 pp., 12,90 €

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Elisa Attraverso lo specchio #4

La storia della vita, dal brodo primordiale ai nostri giorni di Editoriale scienza. Per settimane fedele compagno di ricreazioni a scuola, Elisa si esprime col massimo del gradimento.

ElisaAttraversoLoSpecchio #4
ElisaAttraversoLoSpecchio #4

#ElisaAttraversoLoSpecchio #scienza #eregeologiche #preistoria #SandroNatalini #editorialescienza #lettureautonome #foto_recensione #recensioni #divulgativi
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*è scientifico
*è interessante
*è brodoso (nel senso scientifico e anche nel senso di succulento)

I libri del 2016 che hanno reso più bello AtlantideKids

  • Il nido, di Kenneth Oppel, Jon Klassen, Rizzoli

    È un’angoscia incalzante quella che accompagna la lettura de Il Nido; angoscia che va ad agire sulle paure, che smuove le insicurezze, che insinua dubbi pericolosi e stranianti. []

  • Facciamo che, di  André Marois, Gérard Dubois – Orecchio acerbo

    “Facciamo che siamo negli anni Sessanta e nelle illustrazioni leggiamo di monellerie quotidiane messe in opera da bimbetti coi calzoncini corti, la riga a lato e le gote rosse?” []

  • Povero Winston! Pamela Duncan Edwards, Benji Davies – Edt Giralangolo
    Pamela Duncan Edwards, Benji Davies 2016, Edt Giralangolo
    Povero Winston! Pamela Duncan Edwards, Benji Davies 2016, Edt Giralangolo

    Winston è un cane, vive nei piani alti di una bella città, quelli bassi sono popolosissimi di un’operosa comunità di topi,  e ha tutti, ma tutti, i motivi per essere disperato. Su tutti ha una spina nella zampa, e averne una nella zampa, specie se piuttosto grossa, è una rogna consistente, che include: bruciore, zoppichio e visita dal veterinario. []

  • Giuseppe Pitrè, Fabian Negrin, Bianca Lazzaro Cola Pesce e altre fiabe e leggende popolari siciliane. Donzelli

    Una volta c’era in Sicilia un uomo così capace di nuotare e di stare in apnea sott’acqua a lungo che divenne fiaba e si fece leggenda. Delle sue imprese scrive un cantastorie trai più prestigiosi, Giuseppe Pitrè, delle leggende in merito tramandano le tracce vecchine, marinai, pescatori. []

  • La balenottera azzurra, Jenni Desmond – Lapis

Questo libro mi ha sorpresa. Mi aspettavo una storia e invece ho trovato una storia e un accurato saggio scientifico. L’ho letto e l’ho riletto godendomi il piacere della scoperta, toccata nelle corde più intime della mastodontica grandezza di questo mammifero grigio che il mare rende azzurro. []

  • L’estate delle cicale, Janna Carioli, Sonia Maria Luce Possentini –  Bacchilega Junior

C’è un ciliegio. Frutti profumati e rossi. Ci sono due bambini e il canto, assai dolce, delle cicale. Ci sono colori vividi senza esser netti. Prospettive che si sovrappongono; ci sono dettagli in primo piano che rubano la scena agli accidenti centrali. Ci sono gli occhi dei bambini che raccontano, quasi più delle parole, di avventure, di amicizia, del tempo. C’è una storia che finisce così: []

  • Nove braccia spalancate, Benny Lindelauf – San Paolo

Le sorelle Fing, Muulke e Jes si sono trasferite da poco in una casa piuttosto malmessa, che sorge di fianco a un cimitero e in disuso da anni. Non è il primo trasferimento che le ragazzine affrontano. Le case e i quartieri che hanno cambiato a causa di una gestione paterna superficiale degli affari sono molti, ma questa forse è la più bizzarra. []

  • Sulle tracce degli antenati. L’avventurosa storia dell’umanità, di Telmo Pievani, Adriano Gon, Katerina Kalc –  Editoriale Scienza

C’è un bambino, Luca, che si muove con tanto di taccuino attraverso la storia dell’evoluzione e lo fa ponendo delle domande; alcune di esse molto puntuali, altre che tradiscono qualche pregiudizio o l’imprinting di una storia dell’evoluzione umana che si nutre di piccoli errori che cambiano di molto la prospettiva. Luca le proprie domande le rivolge ai diretti protagonisti: all’uomo di Neandertal, ad Ardi (l’antenato della celebre Lucy), a Lucy stessa (wow!) e a tanti altri lontani cugini. []

 

Cani e gatti sotto la lente della scienza

Chi mi segue sa che rifuggo le edulcorazioni artificifiose che spesso rendono artificiale anche la più naturale manifestazione dell’animo umano (e animale). felicità mi coglie, quindi, quando leggo un libro con informazioni pratiche, suggerimenti e notizie scientifiche su come convivere e accudire cani e gatti.

Cani & Gatti, Antonio Fischetti, Sébastien Mourrain - Editoriale scienza
Cani & Gatti, Antonio Fischetti, Sébastien Mourrain – Editoriale scienza

Strutturato in due parti ben distinte, una dedicata al cane e l’altro al gatto; perché le poche cose che hanno in comune sono: l’essere stati scelti e “adattati” ad essere nostri animali da compagnia e che ciascuno di loro (ciascun cane e ciascun gatto) ha una propria, diversa, personalità. Per il resto sono esseri del tutto diversi tra loro; bene, dunque, che siano considerati in spazi a sé stanti.

Cani & Gatti, Antonio Fischetti, Sébastien Mourrain - Editoriale scienza
Cani & Gatti, Antonio Fischetti, Sébastien Mourrain – Editoriale scienza

Come in molte occasioni, tra gli umani ci sono due fronti opposti: il fronte di chi ama i cani e quello di chi adora i gatti; sembrano senza punti di contatto ma lo sono meno di quanto sembrino e leggendo è sempre più chiaro, di pagina in pagina.

Cani & Gatti, Antonio Fischetti, Sébastien Mourrain - Editoriale scienza
Cani & Gatti, Antonio Fischetti, Sébastien Mourrain – Editoriale scienza

Perché quello che si evince strada leggendo è che ciascun atteggiamento buffo, ogni saltello, ogni fusa ha alla base una spiegazione scientifica in cui ci si può orientare bene grazie a una pagina (a sinistra) fitta di testo con un bel titolo in azzurro carta da zucchero, blocchetti di testo ben circostanziati con grassetti a evidenziare le parole chiave, un paragrafo in un corpo di testo, e in rosso, più grande, a sottolineare il passaggio più rilevante e un altro, infine, sempre in rosso ma in un carattere più piccolo a sussurrarci qualche parola atta a sfatare miti, luoghi comuni, fornire qualche suggerimento pratico.

Cosa ho scoperto leggendo che già non sapessi, io che amo i cani e i gatti in egual misura e ho vissuto circondata da entrambi con gioia? Molte cose, alcune del tutto inattese. Perché il gatto, per esempio, è così bravo a usare la lettiera? Perché è essere intelligentissimo!, avrei risposto a colpo sicuro. E invece non è così; l’intelligenza resta, ma il gatto usa la lettiera perché quando ne ha bisogno si sente molto vulnerabile: cerca quindi un luogo riparato e tranquillo, che gli offra qualche protezione. E poi sotterra, sempre per proteggersi, per nascondere il proprio odore, specie se si tratta di una gatta che accudisce i cuccioli. In merito ai cani ho trovato una dolce conferma: il cane non è più un lupo, non considera il proprio padrone come capobranco, non siamo da lui considerati somministratori di cibo; è più vero il detto “il cane è il miglior amico dell’uomo”.

È un libro di grande formato (27×27) perfetto anche da regalare a Natale (ma perché aspettare Natale?), adatto a bambine e bambine amanti dei cani e dei gatti (a tutti i bambini, dunque) dai 9 anni in su.

cani-e-gatti-310-310Titolo: Cani & Gatti – sotto la lente della scienza
Autore: Antonio Fischetti, Sébastien Mourrain
Editore: Editoriale Scienza
Dati: 2016, 64 pp., 16,90

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Come casa mia

Come sempre, ciò che mi incuriosisce di più, per iniziare, sono i legami che nei buoni libri trovo tra ciò che si descrive e le parole che si usano per farlo.

Questo è un libro che parla di case ma nessuna casa avrebbe senso senza degli abitanti. E allora, qual è il senso di “abitare”?

La parola “abitare” e la parola “abito” si somigliano molto, e la casa, proprio come gli abiti che scegli di metterti ti protegge dal mondo ed è un’espressione di come sei.

Dopo aver indugiato sul senso della parola “abitare”, un po’come si farebbe davanti al citofono della casa di un nuovo amico, si affronta un rito di passaggio tra i più comuni, quotidiano, direi. Si attraversa la porta: per mezzo di essa, e dell’atto di atrraversarla, si passa da una condizione di protezione a una di estraneità, da un ambiente privato e protetto a uno pubblico ed esposto.

Come casa mia, Caterina Lazzari e Silvia Mauri - 2016 Editoriale scienza
Come casa mia, Caterina Lazzari e Silvia Mauri – 2016 Editoriale scienza

Io ho considerato il movimento opposto, ma, più giustamente, Come casa mia si apre varcando la porta dall’esterno verso l’interno. Così comincia il viaggio alla scoperta della propria casa e l’invito è a entrare, esplorare, cambiare prospettiva, perché, così facendo, e conoscendo alla perfezione la propria, si può passare oltre, attaversare la soglia e andare alla scoperta di tutte e altre case del mondo e della Storia. Dai primi ripari, le caverne degli uomini primitivi, passando per il codice di Hammurabi (3700 anni fa ca.) che, per la prima volta, legiferava in termini di “responsabilità edilizia”, fino al celebre calcestruzzo dei Romani.

Come casa mia, Caterina Lazzari e Silvia Mauri - 2016 Editoriale scienza
Come casa mia, Caterina Lazzari e Silvia Mauri – 2016 Editoriale scienza

Ad ogni casa la propria “faccia”, grazie anche alle illustrazioni di interni ed esterni piuttosto chiare e accurate, talvolta sorridente altre imbronciata: le facciate raccontano ben più di un’emozione passeggera, dietro ad esse si nascondono stili e tendenze, progetti e manifesti.

Come casa mia, Caterina Lazzari e Silvia Mauri - 2016 Editoriale scienza
Come casa mia, Caterina Lazzari e Silvia Mauri – 2016 Editoriale scienza

Di pagina in pagina si raccontano torri antiche e grattacieli contemporanei, così come le case ecologiche e per concludere un invito, ben strutturato con suggerimenti ed esempi, a progettare la propria in questo senso.

Insomma, un libro ben “architettato”!

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Autore: Caterina Lazzari (Autore), Silvia Mauri (Illustratore)
Editore: Editoriale scienza
Dati: 2016, 72 pp., 15,90 €

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o sul sito dell’editore

 

La trottola di Sofia

A chi – poco esperto di formule e numeri – mi chiedeva di cosa si trattasse, dicevo ridendo: – Devo capire come funziona una trottola, come si muove un pendolo. In realtà si trattava di un vero e proprio rebus, una “sirena matematica”, come la chiamavano, ironicamente, gli studiosi.

Sofia Kovalevskaja è una donna che riesce a realizzare i propri sogni. Grande matematica russa vissuta nella seconda metà dell’Ottocento, è un’eroina della Storia e della scienza. La trottola di Sofia, di Vichi de Marchi,  che ne narra la vita, è uno dei 5 libri candidati quest’anno al Premio Strega (categoria+11), la cui premiazione avverrà a breve, durante la Bologna Children’s Book Fair.

Sofia Kovalevskaja racconta in prima persona e il processo di immedesimazione percorso dall’autrice si intuisce lungo e profondo. È impegnativo “diventare un altro”, specie nel caso delle biografie, e talvolta si rischia di investire troppo dell’autore nella vita di chi si racconta. Qui l’equilibrio, invece, si mantiene saldo, non ci sono toni distaccati o altri patetici. Sofia ci si racconta e appare in tutta la sua passione per la matematica, in tutto il suo coraggio, in tutta la sua determinazione.

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La trottola di Sofia, Vichi de Marchi, Simona Mulazzani – 2014 Editoriale Scienza

Sofia rinuncia e rifugge i ruoli che la società le impone. Ruoli stereotipati, di moglie, di donna, per vivere liberamente la propria intelligenza, le proprie passioni, il proprio talento. Nasce in Russia e sempre tenterà di riconnettersi alle proprie radici, ma durante la propria vita e in nome della matematica valicherà, spesso correndo rischi altissimi, moltissimi confini. Da un Paese all’altro cercando lo spazio giusto per poter studiare, per poter accedere alle università (allora precluso alle donne); e lo fece con tale caparbietà da riuscire a spezzare quelli metaforici e reazionari. Sacrificando la propria vita personale, rinunciando persino alla propria figlia, riuscì ad emanciparsi, e fu la prima donna a ottenere una cattedra di matematica nell’ateneo di Stoccolma, non senza l’opposizione di docenti conservatori.

Quando Sofia sale in cattedra, il 30 gennaio 1884, l’aula è gremita di gente venuta ad assistere a un momento storico, la prima lezione tenuta da una donna.

Non ho alcuna competenza in matematica, ma non ne ho avuto bisogno per leggere con gusto questo romanzo biografico che scorre con un ritmo molto sostenuto e rinfocola lo spirito che in ciascuno c’è di rivalsa e audacia. È una lettura che consiglio a tutte le ragazze e i ragazzi che vogliano scoprire cosa significhi davvero essere e rendere sé stessi liberi.

Screenshot 2016-03-22 12.20.28Titolo: La trottola di Sofia
Autore: Vichi De Marchi
Illustratore: Simona Mulazzani
Editore: Editoriale Scienza
Dati: 2014, pp. 128, 12,90 €
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