Il Signor Bastoncino

Julia Donaldson e Axel Scheffler possiedono una capacità non comune: prendere un oggetto qualsiasi e renderlo animato, prendere un essere mostruoso e renderlo incantevole, prendere degli eventi semplici e renderli meravigliosi.

Un rametto. Con esso si possono fare mille cose e i bambini lo sanno bene, così come lo sanno bene i cani per i quali un rametto è fonte infinita di lancia-e-riporto; un rametto può diventare vascello, un rametto può diventare una spada, una penna, il braccio di un pupazzo di neve; se fosse un normale bastoncino sarebbe tutte queste cose, in realtà questo particolare bastoncino protagonista della storia che, non a caso, ne porta il nome, è un bastoncino vivente con tanto di principi, casa e famiglia.

<em>Bastoncino</em>, di Julia Donaldson,‎ Axel Scheffler - El edizioni
Bastoncino, di Julia Donaldson,‎ Axel Scheffler – El edizioni

Dal malaugurato momento in cui capita sott’occhio a un cane, il signor Bastoncino ne passa di tutti i colori, attraversa tutte le stagioni, passa da una città a un’altra per poi tornare (con l’aiuto di una persona molto speciale) alla propria famiglia.

Mentre, senza più speranze di ritrovare la strada di casa, Il Signor Bastoncino langue nel camino in attesa di un triste destino qualcuno rimane incastrato nel camino. Chi? Babbo Natale! Bastoncino, rinvigorito dalla generosità tira e tira per gli scarponi e salva il buon Babbo che per gratitudine e per il suo essere Babbo Natale lo riporta dalla Signora Bastoncino e dal resto della famiglia legnosa in slitta!

<em>Bastoncino</em>, di Julia Donaldson,‎ Axel Scheffler - El edizioni
Bastoncino, di Julia Donaldson,‎ Axel Scheffler – El edizioni

Questa storia catturerà certamente l’immaginazione dei bimbi più piccoli i quali hanno la naturale e incantevole tendenza ad attribuire un’anima agli oggetti e alle cose e in più, l’insistente affermare la propria identità da bastoncino indurrà i bimbi a prendere coscienza della propria identità non sostituibile con nessun’altra, le rime assonanti renderanno l’accorata affermazione di sé filastrocca dolce e divertente da conservare gelosamente. Bastoncino a mio parere è un libro con tutte le qualità per diventare ricordo d’infanzia.

Bastoncino, di Julia Donaldson,‎ Axel Scheffler - El edizioni
Bastoncino, di Julia Donaldson,‎ Axel Scheffler – El edizioni

Anche le illustrazioni di Axel Scheffler, ricchissime di dettagli e molto colorate, attrarranno la curiosità dei piccoli lettori/ascoltatori. Quelli da poco investiti dalla passione per il far di conto, per esempio, si divertono moltissimo a contare le foglie, le anatre, le conchiglie. Quelli con velleità di poeti inventano rime aggiuntive strampalate e divertenti.

91KAEUxJEuLTitolo: Bastoncino
Autore: Julia Donaldson, Axel Scheffler
Traduttore: A. Remondi
Editore: Edizioni El
Dati: 2008, 40 pp., 13,90 €

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9 libri + 1 da leggere in seconda elementare

Mentre in prima (la definisco prima elementare alla vecchia maniera) le bambine e  i bambini sono ancora cauti, un po’ sospettosi nei confronti dei libri, permeati ancora dall’idea che sia necessario leggere bene per poter leggere “bene”, in seconda elementare sono ormai sicuri di avere tra le mani uno strumento prezioso e potentissimo e lo usano con una sfrontatezza meravigliosa. Quelli che ho avuto modo di osservare in libreria si aggirano tra gli scaffali, accolgono i consigli, scelgono con entusiasmo.

Ecco i miei 9+1 suggerimenti di lettura , dunque, e buon divertimento!

Ricordati del gatto!, di Michael Rosen, illustrato da Tony Ross, edito da Feltrinelli Kids

71vbpVwB0BLVoi che non siete smemorati e distratti come la signora e il signor Frettini, certamente ricorderete A caccia dell’orso di Michael Rosen o La piccola principessa di Tony Ross. Ebbene, eccoli assieme, questi due intelligenti autori, per raccontare un’avventura illustrata ironica, d’amicizia, d’affetto.

La famiglia Frettini va sempre di fretta, lo dice anche il nome, per riuscire a fare tutto per tempo, certo, ma complicandosi molto la vita. Specie alla mattina quando anche i signori Rossi o Bianchi guardano in continuazione l’orologio; fanno tutto velocemente e in fretta: colazione, pulizia, escono di corsa. Che andrebbe anche bene, se non fosse stressante e se non fosse che i signori Frettini hanno un bimbo che non è ancora grande a sufficienza per restare da solo in casa o, peggio, per andare autonomamente a scuola. Per fortuna che c’è il gatto! Tigre si chiama, nome scelto, non c’è bisogno di dirlo, di fretta, che dimostra però un temperamento e un affetto per il suo padroncino che lo rende coraggioso e intraprendete proprio come una tigre. [In stampatello minuscolo e diviso in capitoli, procede con brevi blocchetti di testo che rendono la lettura autonoma molto scorrevole].

Draghi dell’altro mondo, di Sofia Gallo, edito da Sinnos

71uplBdEfkLSi tratta di una fiaba alla maniera classica: un uomo disperato, senza più soldi e prospettive decide di varcare il confine magico che dal mondo della realtà porta a quello dell’irrealtà per trovare una soluzione che possa ribaltare le proprie sorti e quelle della sua famiglia.

Attraversa quindi il confine che dal mondo degli uomini porta a quello dei draghi: un mondo lussureggiante, colorato, abitato da draghi enormi, minacciosi. L’uomo però è pronto a tutto e soprattutto è piuttosto furbo, il che si rivela quantomai utile visto che i draghi per quanto imponenti e forzuti sono piuttosto sciocchi.

L’uomo compie imprese eccezionali senza in realtà muovere un dito: si fa prendere a servizio da una famiglia di draghi, madre e tre figli, e pur essendo in una posizione di debolezza nei loro confronti escogita piani geniali che lo fanno sembrare di volta in volta potentissimo, riuscendo a tornare a casa carico di tesori. Una fiaba a lieto fine che esalta il valore dell’intelligenza e dell’intraprendenza, dell’amore genitoriale e del coraggio, con belle illustrazioni e soprattutto con una leggibilità altissima. [Questo libro usa la font leggimi, creata nel 2006 appositamente per chi abbia problemi di lettura e quindi perfetta per i primi lettori]

Storie di fantasmi per il dopocena, di Jerome K. Jerome, edito da Biancoenero

61UQ375Ke0LPrendete in parti uguali ironia e mistero, mescolatele e otterrete un composito e succulento libretto pauroso quanto basta e divertente nella stessa misura. Diverse storie di fantasmi, perfette per i dopocena, narrate da diversi cantastorie con protagonisti talvolta teneri, talvolta sciocchi, talvolta dispettosi e ostinati.

Una narrazione che scorre veloce dalla penna sapiente di un grande umorista inglese: Jerome K. Jerome, che nella scrittura ha trovato il proprio successo, sapendosi rialzare da circostanze piuttosto sfavorevoli. Una lettura che consiglio a bambine e bambini dotati di senso dell’umorismo, certa che sull’esempio di queste storie ne inventeranno di proprie, altrettanto divertenti e paurose. [È un libro ad alta leggibilità, con puntuali accortezze sintattiche e grammaticali, capitoli brevi e paragrafi spaziati in stampatello minuscolo]

Lupo e cane insoliti cugini, di Sylvia Vanden Heede, illustrato da Marije Tolman, Beisler editore

71Mdo30WgKLCane si veste perbene, vive in una bella casetta, è riflessivo e assennato. Lupo se ne va in giro vestito della sua sola pelliccia selvaggia e ne sa una più della volpe (che però in queste storie non c’è). I due sono cugini, ma molto insoliti, perché tra di loro non hanno in comune nulla se non una buona parte di patrimonio genetico e vivono avventure semplici, da cane e lupo, ma molto divertenti in cui lupo si mostra bislacco e cialtrone, talvolta un po’ dispettoso, e cane orgoglioso, paziente, con una sua personalità. I due litigano, poi fanno pace, poi bisticciano ancora, come due veri amici, insomma! Sono 9 avventure in cui il testo (accompagnato da belle illustrazioni a colori) si sviluppa in verticale, come se si trattasse di una filastrocca. Il fatto che sia spesso in forma dialogica permette al giovane lettore di esercitare piacevolmente la lettura espressiva. [Questo libro fa parte della collana Leggogià in cui si usa un carattere più facile da leggere, si chiama Testme, che non affatica gli occhi]

L’accademia antimostri, di Martin Widmark e Christina Alvner, edito da Sonda

71ad7rLQLiLCoraggio, intelligenza e intraprendenza, sono questi gli elementi che rendono un agente antimostro un ottimo agente antimostro. Perché che il nostro mondo sia pieno di creature minacciose, belve feroci e fantasmi è noto, e qualcuno deve pur occuparsene per permettere a noi civili di continuare a vivere serenamente come se nulla fosse. L’accademia antimostri serve proprio a forgiare bravi agenti, e Nelly Rapp è straordinaria nella sua spontaneità; si direbbe che abbia un vero e proprio talento per questo mestiere. Questo che consiglio è il primo libro di una serie in cui, nonostante si potrebbe pensare il contrario, delle avventure pericolose resta solo il coraggio, l’intraprendenza e l’intelligenza bambina, visto che i mostri si rivelano goffi, deboli, persino divertenti. [Costituito da 7 capitoli illustrati in bianco e nero in corsivo minuscolo con spaziatura larga per una lettura che non affatica gli occhi. Il fatto che sia una serie potrebbe aprire le porte ad appassionanti letture successive]

Ortone e i piccoli Chi!, del Dr. Seuss, edito da Giunti Junior

51pw4rIYUILOrtone è un elefante. È grosso e ingombrante ma ha un animo molto sensibile e vista e udito fini grazie ai quali riesce a percepire la richiesta d’aiuto di una creaturina minuscola, un granello di polvere, quasi. Lei è rosa, piccina davvero; fa parte di un popolo di minuscoli che si chiama “Chi” e che vive nel Paese “Chissà”: corrono un grande pericolo e quindi chiedono aiuto a Ortone, che, in barba a quanti cinicamente lo vorrebbero indifferente, si adopera subito per il bene delle creaturine.

Si affanna, corre avanti e indietro, non conosce stanchezza. Intanto la sua gentilezza, come spesso accade, è scambiata dagli altri come dabbenaggine. Nessuno vede i piccoli Chi, Ortone quindi è semplicemente impazzito. Ma chi fa del bene, per fortuna, lo fa ostinatamente, talmente tanto da riuscire a provare anche gli scettici. [Illustrato a colori nel celebre stile del Dr. Seuss, il testo in stampatello minuscolo è in rima].

La balenottera azzurra, di Jenni Desmond, edito da Lapis

71PKTPRDeqLUn albo illustrato a carattere divulgativo ma dalla tempra piuttosto narrativa ed evocativa.

L’autrice conduce i giovani lettori e le giovani lettrici in un mondo di dimensioni enormi, in cui tutto si rivela invece fragile, poetico. Questo è un albo che incontrerà certamente la fantasia dei vostri bambini e delle vostre bambine, accompagnandoli molto lievemente in un mondo affascinante, alla scoperta di un essere fortissimo, il più grande mai esistito, e nonostante ciò delicato, esposto a rischi, con un realismo e un’efficacia comunicativa straordinari. [Le illustrazioni sono anch’esse narrative, per nulla didascaliche e in perfetto equilibrio con un testo affidabile dal punto di vista scientifico].

A spasso col mostro, di Julia Donaldson, Axel Scheffler, Emme edizioni

81Ftfbj0y0L (1)Per fare una buona storia, di quelle che i bambini chiedono e richiedono, imparano a memoria, citano agli amici e rivisitano, è assolutamente necessario che alcuni ingredienti ci siano e che ci siano in abbondanza: serve un protagonista piccolo che sembri indifeso ma che sappia cavarsela con intelligenza e furbizia (quella buona, quella sana) in ogni circostanza, anche la più pericolosa; serve che ci siano dei comprimari ben caratterizzati che non vengano meno al proprio ruolo e che non virino pericolosamente verso la via della sciatteria; servono delle illustrazioni piacevoli e curate; serve che la storia abbia un ritmo e che possa essere intesa come una filastrocca; sono utili poi le reiterazioni, le situazioni ripetute con varianti buffe, i finali da far sorridere, divertenti e poetici. Per fare una buona storia di mostri, infine e naturalmente, serve un mostro. Un mostro come ce lo immaginiamo: con zanne tremende, artigli affilati, e denti da mostro di bava bagnati. Un albo celebre, un classico moderno, che consiglio a tutti i bambini e le bambine che abbiano voglia di sorridere leggendo, a tutti i bambini, dunque! [Il testo è in rima e un brivido di tensione che si scioglie mano a mano, tiene sempre alta l’attenzione e il desiderio di vedere “come finisce”]

Che storia! L’eruzione di Pompei, di Davide Morosinotto e Fabio Visintin, Edizioni EL

71JG5y-rQkLSi tratta di uno dei libri che compongono una collana molto giovane il cui senso si esprime bene nel proprio occhiello: La Storia è fatta di grandi storie. È una storia, questa di dimensioni più corpose rispetto a quelle proposte finora, ideale per le vacanze estive, all’inizio delle quali i bambini e le bambine hanno ormai piena consapevolezza della lettura. La ascolteranno per mezzo di quanto Plinio il giovane scrive a Tacito. Plinio il giovane si chiama così perché si distingua da Plinio il vecchio, celebre scienziato naturalista e ammiraglio della flotta romana, che, proprio durante l’eruzione del 79 d.C. narrata in queste pagine, morì nel tentativo riuscito di salvare quanti più cittadini possibile. Il tono della narrazione è piuttosto appassionante, i fatti drammatici riportati con il tono e l’affidabilità della cronaca storica. Quando il vulcano si risveglierà e una nuvola scura coprirà il cielo, Plinio dovrà lottare per sopravvivere, come tutti gli abitanti di Pompei. Riuscendoci, sarà anche il testimone che ci permetterà di conoscere la storia di quei giorni.

Questo mio articolo è stato originariamente pubblicato su Your Edu Action. Aggiungo qui di seguito,come in precedenza, una lettura in più.

Lindbergh, l’avventurosa storia del topo che sorvolò l’oceano, di Torben Kulhmann, edito da Orecchio acerbo

81+GKJ3x7eL (1)Un topo trascorre la maggior parte del suo tempo tra i libri, certo ogni tanto li rosicchia, ma intanto li legge e fa scorta di cellulosa e scienza. Un giorno, appena sfuggito alle grinfie di un gatto, si imbatte in uno stormo di pipistrelli: si direbbero quasi topi, però hanno le ali. Da qui l’idea: munirsi di ali per raggiungere l’America e sfuggire a un contesto minaccioso e pieno di soprusi quale è quello in cui vive in Europa. Le ali da sole non bastano, il topo fallisce la sua prima prova ma non demorde e ci riprova; stavolta costruendo un vero e proprio velivolo col quale si alza nel cielo di Amburgo, che ci appare morbida e antica nei suoi panorami virato seppia, e se la lascia alle spalle per avventurarsi nei cieli dell’Atlantico.

Ad attenderlo in America il successo, la libertà, la notorietà.Un albo illustrato magnifico, una narrazione intensa; una storia che si fa sogno elegante, avvincente. Lo consiglio, e vivamente, a tutti i bambini con il senso dell’avventura, con il coraggio dell’entusiasmo, con lo slancio dell’intraprendenza. A tutti i bambini e le bambine, insomma.

Spero vi sia venuta voglia di comprarli. Potete farlo qui:

Ricordati del gatto!
Draghi dell’altro mondo
Storie di fantasmi per il dopocena. Ediz. a caratteri grandi
Lupo e cane. Insoliti cugini. Leggogià
L’accademia antimostri. Nelly Rapp agente antimostri: 1
Ortone e i piccoli Chi!
La balenottera azzurra
Il Gruffalò
L’eruzione di Pompei
Lindbergh. L’avventurosa storia del topo che sorvolò l’oceano

9 libri + 1 da leggere in prima elementare

C’è un momento, che si attesta quasi sempre al rientro dalle vacanze di Natale, in cui le bambine e i bambini frequentanti la prima classe della primaria prendono consapevolezza dello strumento meraviglioso di cui sono entrati in possesso: la capacità di lettura autonoma. Prendono coscienza del fatto che sono capaci di leggere da soli, e sono avidi di pagine da scoprire; curiosi sfogliano e assaporano con un gusto del tutto diverso dalle letture d’esercizio cui i primi mesi, giocoforza, si erano abituati.

È un momento magico che bisogna cogliere non solo perché continuino a perfezionarsi ma soprattutto perché con le letture che sceglieranno formeranno il proprio gusto personale. È in questo preciso momento che ritengo sia necessario offrire loro libri che siano realmente tali. Libri che abbiano un progetto editoriale alle spalle che esuli dalle scelte commerciali; libri d’autore; libri illustrati con gusto. Libri di qualità, insomma, che si allontanino dalle riduzioni, dai pasticci edulcorati, dai prodotti da edicola.

Ve ne propongo alcuni qui di seguito (ma ce ne sono tanti altri che potrei suggerirvi, effettuare una cernita è stato difficile anche per me, per cui, se voleste qualche altro suggerimento potete chiedere nei commenti, sarò felice di darvene). L’ordine è del tutto casuale.

Fiabe per occhi e bocca, di Roberto Piumini, con le illustrazioni di Emanuela Bussolati, edito da Einaudi Ragazzi.

fiabe per occhi e per boccaQuattro fiabe celebri in forma di ballata. Il testo è intervallato, riga per riga, da una striscia illustrata che lo esplica visivamente, supportando il lettore in erba e guidandolo passo passo. Alternanza di testo e immagini molto utile anche nel non affollare la pagina, per dare l’opportunità al bambino di leggere in maniera ariosa e ritmica, senza perdere il rigo, senza saltarne. Ogni pagina è un capitolo: sulla sinistra il testo, sulla destra un’immagine col titolo del “quadro” (lo definisco tale perché da proprio il senso della scena teatrale). Quattro classici che rivivono grazie alla rima più adatta ai primi lettori: quella baciata. [corpo del testo grande e leggibile; stampatello maiuscolo]

L’uomo lupo in città, di Michael Rosen, edito da Sinnos

l'uomo lupo in cittàSpassosa come poche, la lettura di questa storia rocambolesca tiene col fiato sospeso fino all’ultima, divertentissima pagina, quando si liberano le risate. Un uomo lupo ha rotto le sbarre della sua gabbia e corre a zampa libera per la città, agendo furiosamente, sradicando lampioni, seminando il panico. Come potrebbe essere altrimenti? È un uomo lupo in perfetta regola! I blocchetti di testo aumentano la tensione che è palpabile nelle illustrazioni in un’alternanza perfettamente equilibrata. La lettura è entusiasmante e favorisce l’espressione che accompagna con naturalezza punti esclamativi e interrogativi. Fino alle pagine conclusive, ironiche e divertenti. [corpo del testo in maiuscolo, con una font speciale, “leggimiPrima”, appositamente studiata per i primi lettori].

La gallinella che voleva vedere il mare, di Christian Jolibois e Christian Heinrich, edito da Nord Sud

la gallinella che voleva vedere il mareUn libro illustrato che racconta una storia di coraggio, intraprendenza e libertà in cui non trovano alcuno spazio l’omologazione e la noia. La gallinella ha un nome molto classico, Carmela, ma per il resto non ci sta a seguire la tradizione che la vorrebbe a covare uova e a seguire il ritmo sempre uguale a se stesso del pollaio. Carmela vuole vedere il mare! Lo dice ad alta voce, non è un desiderio inespresso, ma nessuno è d’accordo che lei abbia idee così velleitarie. Per cui decide da sé e, senza aspettare il permesso, parte alla volta del mare. Vive molte avventure e si districa in situazioni molto ingarbugliate e pericolose. Raggiunge il mare, conosce nuovi mondi, si innamora e poi, felice, fa ritorno al suo pollaio. [in stampatello maiuscolo, fa parte di una serie di 6 titoli che si chiama “polli ribelli”, si aggiunge agli altri il pro quello di poter proseguire nelle letture ribelli]

Un serpente per ospite, di Julia Donaldson, edito da Sinnos

un serpente per ospiteDalla stessa autrice del celebre Gruffalò, una storia divertente la cui protagonista, una bimba di nome Polly, trasmette allegria e intraprendenza. Intraprendenza e amore per gli animali e il gioco è fatto: Polly organizza in casa una pensione per animali, con tanto di cartello pubblicitario sul cancello. Nel giro di pochi giorni a casa di Polly arrivano criceti, merli, pesci rossi e… un serpente! Per la mamma di Polly un serpente è davvero troppo… [in stampatello maiuscolo su carta color panna che facilita la lettura, le parole non vanno mai a capo per non spezzarla]

Le avventure di Lester e Bob, di Ole Könnecke, edito da Beisler editore

le avventure di Lester e BobUn lessico molto chiaro e un tono piuttosto puntuale raccontano degli accidenti quotidiani di Lester, bislacco ed esuberante, e Bob, mite e riservato, da una partita di bocce (sport nel quale, guarda caso, Lester è un campione), a come risolvere una giornata “no”, a come andarsene in giro per il mondo per tornare in tempo per la merenda. Talvolta con svolte surreali. Il tutto su carta color panna, che facilita la lettura, e in stampato maiuscolo, perché essa sia autonoma. Cinque avventure che tengono compagnia, esattamente come tra amici, per crescere assieme.

Il dito magico, di Roald Dahl, illustrato da Quentin Blake, edito da Nord Sud

il dito magicoCosa farebbero i bambini se avessero una capacità magica? E, più nello specifico, cosa farebbero se questa capacità magica fosse la possibilità di puntare il dito e realizzare ciò che si desidera? Le risposte potrebbero essere centinaia. Quello che so per certo, e Dahl lo racconta con la sua classica e sana ironia, è che non bisogna mai far arrabbiare i bambini con un forte senso di giustizia giacché ci si potrebbe, ragionevolmente, ritrovare trasformati in pennuti. È ciò che avviene a una famiglia di cacciatori di anatre che una bimbetta di otto anni trasforma in ciò che cacciano, anatra appunto. È un vero e proprio racconto, d’autore, composito e ricco, la cui lettura è però sollecitata dalla passione indomita dei primi lettori per “finire i capitoli” e fare a gare a chi ne legge di più.

Bastoncino, di Julia Donalson e Axel Scheffler, edito da Edizioni EL

bastoncinoJulia Donaldson e Axel Scheffler possiedono una capacità non comune: prendere un oggetto qualsiasi e renderlo animato, prendere degli eventi semplici e renderli meravigliosi. La storia del Signor Bastoncino catturerà certamente l’immaginazione dei bambini i quali hanno la naturale e incantevole tendenza ad attribuire un’anima agli oggetti e alle cose e in più, l’insistente affermare la propria identità da bastoncino indurrà i bimbi a prendere coscienza della propria identità non sostituibile con nessun’altra, le rime assonanti renderanno l’accorata affermazione di sé filastrocca dolce e divertente da conservare gelosamente. Bastoncino a mio parere è un libro con tutte le qualità per diventare ricordo d’infanzia.

L’uovo meraviglioso, di Dahlov Ipcar, edito da Orecchio acerbo

l'uovo meravigliosoL’uovo meraviglio potrebbe essere un uovo di dinosauro: sta comodamente adagiato in un nido di muschio blu/verde nella giungla del mondo e attorno a lui si muovono dinosauri di ogni specie; per ogni specie una doppia pagina, informazioni circostanziate su habitat e caratteristiche, illustrazioni dettagliate e una domanda: di che uovo si tratta? Quale specie nascerà da quell’uovo?

Un albo dal finale sorprendente per bambine e bambini con la passione per la scoperta; dalle illustrazioni splendide e dal lessico semplice, che infonde tranquillità e che comunica con chiarezza e con efficacia ai bambini anche ciò che parrebbe complesso.

L’incredibile bimbo mangialibri, di Oliver Jeffers, edito da Zoolibri

l'incredibile bimbo mangialibriPer concludere, un albo che è anche un invito: diventare golosi di libri! Ma non per dichiarare in maniera superficiale, di divorarne a decine, bensì, così come impara a farlo Enrico, protagonista di questo albo pop up. Enrico, come tutti noi, ama i libri, ama letteralmente… mangiarli! Prima a piccoli bocconi, parola dopo parola; qualche congiunzione e qualche accento sulle prime rimane tra i denti, ma prendendoci gusto e con la pratica, dalle parole Enrico passa a sbocconcellare distrattamente le pagine per poi ingoiare, quasi senza masticare, libri interi, anche più d’uno alla volta, specie se si tratta di libri rossi, i suoi preferiti, ché stimolano il metabolismo e rinforzano le difese immunitarie. Sebbene Enrico ami mangiare libri di tutti i generi, vuole sapere tutto, perché, sì: diretta conseguenza del divorare i libri è diventare più intelligenti, e sempre più intelligenti.

Però i libri è meglio gustarli lentamente, altrimenti il rischio di fare indigestione c’è!

Questo mio articolo è stato pubblicato un mese fa su Your Edu Action. Aggiungo qui una bonus track la cui lettura oltre che autonoma auspico anche condivisa.

La leggerezza perduta di Cristina Bellemo e Alicia Baladan, edito da Topipittori

81n+ts0kckLCoinvolge e ha una qualità rara: coniuga il senso pratico della realtà con la resa immaginifica dell’irrealtà in maniera esemplare e con una naturalezza che induce alla lettura rapita, quella che i bambini ricercano (e gli adulti spesso agognano: un testo che incolli alle pagine nutrendo chi legge), chiedono a viva voce, in qualsiasi ora del giorno e, ahimè!, della notte. C’era una volta un castello in piena regola: con il suo borgo, col suo re e i suoi abitanti, compresi cavalieri con tanto d’armatura. L’unica eccezione è che il castello s’adagia non sulla terra ma su una nuvola, e questo da quando si ha memoria. Giorno dopo giorno, anno dopo anno, però, gli abitanti hanno accumulato in uno spazio che è giocoforza limitato, gli oggetti più disparati, specchio di sentimenti e attitudini altrettanto variegate. Tanto è stracolmo da incominciare a scricchiolare sotto il peso delle cose, rischia di sprofondare. L’unica soluzione è di liberarsi del superfluo, e così ordina di fare a tutto il suo popolo il re Celeste, che per fortuna, accumulando di tutto non ha ancora soffocato del tutto la reale saggezza. [per scoprire una storia intensa, con un’attenzione al lessico che rimane tra le righe arricchendolo]

Spero vi sia venuta voglia di comprarli. Potete farlo qui:
Fiabe per occhi e bocca
L’uomo lupo in città
La gallinella che voleva vedere il mare
Un serpente per ospite
Le avventure di Lester e Bob
Il dito magico
Bastoncino
L’uovo meraviglioso
L’incredibile bimbo mangia libri
La leggerezza perduta

 

Che genio! Storie di personaggi straordinari

C’è un momento nella vita di ogni bambina e di ogni bambino che, non c’è dubbio, prima o poi arriva. Fa capolino intorno agli 8 anni e consiste nel voler sapere tutto su tanti specifici argomenti. Certo le passioni sono diverse, ma ce ne sono alcune ricorrenti e di solito sono: animali, esistenti ed estinti, luoghi meravigliosi, biografie di personaggi celebri o eroi.

Di libri che cataloghino tra gli scaffali delle librerie se ne trovano molti, ma tanti sono prodotti di facile consumo, piuttosto superficiali, destinati a soddisfare curiosità che si intendono passeggere.

Credo invece che il metodo di ricerca e studio (sì, ho detto proprio “studio”) per un bambino o una bambina si formi anche grazie a questo genere di pubblicazioni; per questa ragione se ne devono scegliere di ben strutturate, piacevoli, che forniscano informazioni corrette in un lessico accurato e accattivante. Dei libri, insomma, che i bambini abbiano voglia di leggere, rileggere e che ritornino ne tempo a consultare.

Che genio! di Guido Sgardoli potrebbe diventare uno di questi libri tra le mani di bambini interessati alle storie di personaggi straordinari. Diciotto per l’esattezza; diciotto storie di uomini e donne che con la loro caparbietà, il loro talento, la loro passione hanno rivoluzionato il mondo, hanno scoperto continenti, hanno fatto le rivoluzioni, hanno creato opere straordinarie. A ciascuna storia un colore pastello, dei caratteri dal bell’effetto tipografico e pagine sufficienti a rapire con racconti che hanno i toni del fantastico e invece narrano di gesta e imprese reali.

Scopro che Nelson Mandela in realtà si chiamava Nelson Rolihlahla Mandela e che questo nome dal suono di un cantilena, scelto per lui dalla madre che lo aveva partorito in riva al fiume, significa “attaccabrighe”. Nelson, amava quel nome, sebbene non avesse un riscontro nel suo modo di essere, e brighe ne avrebbe attaccato, e molte, con coloro che sostenevano l’apartheid. Scopro che Stanley Kubrick ha iniziato la sua carriera nel mondo delle immagini scattando fotografie; che Rita Levi Montalcini si iscrisse alla facoltà di medicina e chirurgia contro il volere dei genitori.

Scopro, soprattutto, che in ogni vita straordinaria c’è una vita semplice, tanto simile a quelle di ciascuno di noi, e che, molto raramente i veri geni, quelli capaci di cambiare il mondo, pensavano di esserlo o erano ritenuti tali, specie da bambini. Una lettura che consiglio a bambine e bambini di grandi speranze. A tutti i bambini, quindi.

9788847733435Titolo: Che genio!
Autore: Guido Sgardoli
Editore: Edizioni El
Dati: 2016, 181 pp., 14,90 €

Lo trovi tra gli scaffali virtuali di Amazon.it

Dal libro al giocattolo

Da bambina ero un’appassionata rilettrice. Leggevo e rileggevo le storie e a ogni rilettura diventavo sempre più in confidenza con i protagonisti. Forse è per questo che oggi non appena mi imbatto in un gioco (o pupazzo) che ritragga qualcuno di quei protagonisti non resisto e li regalo alla mia bambina (!). Alcuni sono ospiti di casa mia, altri sono andati a esplorare altri lidi. Ho pensato di dedicar loro un po’ di notorietà e per questa ragione li fotograferò.cappuccetto rosso nonna lupo

Con hashtag #giochidalibri mi piacerebbe soprattutto scoprire i vostri. Io comincio con un classico: Cappuccetto Rosso. Il pupazzo, che ha la mia stessa età e che ha giocato con me tante, tante volte, interpretava tre ruoli: Cappuccetto Rosso, la nonna e il lupo. Ne ho viste diverse imitazioni ma la mia bambolina resta insuperata!

Eccoci qui con le foto di #giochidalibri. Votate il gioco più bello!

Ho cercato questi giochi sul web, ecco cosa ho trovato, se voleste acquistarli:

318UGLwvr9LCrocodile Creek – Peluche Bernard, Nel paese dei mostri selvaggi, 17,78 cm

Nel paese dei mostri selvaggi (la recensione del libro)

 

 

41FqSXRJE9L

 

31RMY9vorpL Friends Pigurin brand of non-arrival in Japan United Kingdom Limited Edition Peter Rabbit (japan import)

Beatrix Potter Wooden Dominoes

 

41kO4g0qWkL._SY300_Rainbow Designs Elmer, Zaino

 

 

81iEcDP2n7L._SL1500_Gruffalo Topo in peluche, 16 cm

A spasso con il Gruffalò, la recensione

 

 

41JgeNB7RML._SX300_Ty Beanie Babies 6″ Plush – Mr Men Mr Tickle

 

 

416GM35FG0L Limited Edition Peter Rabbit Plush Toy (japan import)

Riduzione e adattamento: una questione di termini e stile. Il re è nudo!

Di riduzioni e adattamenti ho parlato (male) in diverse occasioni; quello che mi ha indotto a farlo è soprattutto l’innaturale tendenza di alcuni editori alla seduzione ingannevole che, come in qualsiasi rapporto nato su questa base precaria, induce a contraddizioni, delusioni, false certezze e, sopra ogni altra cosa, a un’abitudine alla mediocrità, alla disattenzione, alla superficialità che certamente non arricchisce i nostri bambini, tutt’altro. A una iniziale passione dei vostri bimbi per le avventure ridotte e semplificate di Biancaneve o Piccole donne, seguirà quasi necessariamente una certa resistenza ai dettagli, alla concentrazione, alla pazienza della lettura profonda e un certo fastidio per le sfaccettature dei protagonisti che molto spesso, nelle riduzioni, sono ridotti a un solo aggettivo, molto spesso si tratta di “bello”, e svestiti (no, non come l’imperatore della celebre fiaba) dei loro lati bui, delle loro magnifiche contraddizioni.

Insomma, le riduzioni e gli adattamenti sono splendidi incarti di prodotti ricchi di additivi e grassi insaturi, quando non avariati.

Perché, dunque, ho letto Le più belle fiabe dei Fratelli Grimm raccontate da Geronimo Stilton e ben tre dei Classicini di Edizioni El?

Le più belle fiabe dei fratelli Grimm - Geronimo Stilton - 2013, Piemme
Le più belle fiabe dei fratelli Grimm – Geronimo Stilton – 2013, Piemme

Bene, sembrerà poco, ma la chiave è il “raccontate” di cui sopra. E il ragionamento, così come l’approccio, è valido in entrambi i casi. Pensate infatti a quanto siano stati indimenticabili i momenti trascorsi con una persona cara che si prendeva cura di noi con coccole fiabesche: nessuno oserebbe mettere in dubbio la validità narrativa di un adattamento per bocca di un nonno cantastorie (i migliori si avventurano in deliziose varianti, ma qui il discorso si fà serio e diventa del tutto autoriale); mi sono quindi chiesta quanto potesse essere valida la scelta di affidare alla voce di Geronimo Stilton, volente o nolente il genitore storce il naso al solo sentirlo nominare, una selezione delle fiabe dei fratelli Grimm, e la risposta che mi sono data è: molto. Per la semplice ragione che una voce, così come un’impostazione, familiare necessariamente induce i bimbi alla fascinazione e, in un turbinio contemporaneo fatto di suoni e stimoli visivi, che un bambino si rintani sul proprio lettino, in silenzio, a leggere di gusto quelle fiabe non può che essere un bene. Le fiabe raccontate sono cinque. Geronimo dice in una brevissima introduzione che le ha scelte perché in esse “i protagonisti devono superare ostacoli difficili e ci riescono grazie alla loro bontà e al loro coraggio”. Caro Geronimo, mi permetto di dissentire; non ti facevo così ingenuo ma forse non ti conosco bene: la principessa della fiaba intitolata “Il principe ranocchio” è una viziata egoista che non si ravvede mai e che, invece di essere punita, vede anche premiata la propria superficialità; mi è molto difficile pensare a lei come buona e coraggiosa; ma i bambini, come i topi, perdonano sviste di questo tipo. Passi l’antipatia personale per una protagonista non esemplare, quello che non posso perdonare, però, sono i suggerimenti dati a inizio narrazione che per mezzo di una sorta di fumetto con tanto di freccia indirizzano verso una caratterizzazione piuttosto che un’altra. Trovo che sia limitante e che indirizzi verso una lettura senza spazio interpretativo.

Le più belle fiabe dei fratelli Grimm - Geronimo Stilton - 2013, Piemme
Le più belle fiabe dei fratelli Grimm – Geronimo Stilton – 2013, Piemme

Tra i classicini di Edizioni El ho scelto di leggere L’isola del tesoro, Zanna Bianca e I viaggi di Gulliver, raccontate, nell’ordine, da Pierdomenico Baccalario, Guido Sgardoli, Alessandro Gatti.

Queste grandi storie rinarrate in poche parole, come onestamente dichiara la quarta di copertina, sono adatte a bambini che abbiano voglia di esercitare la lettura autonoma imparando a fraternizzare con la struttura vera e propria dei libri: divisione in capitoli titolati, nessuna introduzione, nessuna conclusione, nessun suggerimento grafico oltre alle illustrazioni didascaliche e non interpretative. Ho trovato il lessico accurato in tutte e tre le occasioni e il periodare arioso e attento. Non sostituiscono assolutamente gli originali ma li consiglio per far amicizia con i grandi classici, la cui lettura, certamente più impegnativa, auspico e consiglio sempre e comunque

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Titolo collana: I Classicini

Autore: AA. VV.
Editore: Einaudi El
Dati: 2013, 80 pp., 6,90 €

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geronimo stilton
Titolo: Le più belle fiabe dei Fratelli Grimm
Autore: Geronimo Stilton
Editore: Piemme
Dati: 2013, 213 pp., 15,50 €

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Il Signor Bastoncino

Julia Donaldson e Axel Scheffler possiedono una capacità non comune: prendere un oggetto qualsiasi e renderlo animato, prendere un essere mostruoso e renderlo incantevole (sono gli stessi autori di The Gruffalo), prendere degli eventi semplici e renderli meravigliosi.

Bastoncino - Julia Donaldson, Axel Scheffler

Un rametto. Con esso si possono fare mille cose e i bambini lo sanno bene, così come lo sanno bene i cani per i quali un rametto è fonte infinita di lancia-e-riporto; un rametto può diventare vascello, un rametto può diventare una spada, una penna, il braccio di un pupazzo di neve; se fosse un normale bastoncino sarebbe tutte queste cose, in realtà questo particolare bastoncino protagonista della storia che, non a caso, ne porta il nome, è un bastoncino vivente con tanto di principi, casa e famiglia.

Dal malaugurato momento in cui capita sott’occhio a un cane, il signor Bastoncino ne passa di tutti i colori, attraversa tutte le stagioni, passa da una città a un’altra per poi tornare (con l’aiuto di una persona molto speciale) alla propria famiglia.

Bastoncino - Julia Donaldson, Axel Scheffler

Questa storia catturerà certamente l’immaginazione dei bimbi più piccoli i quali hanno la naturale e incantevole tendenza ad attribuire un’anima agli oggetti e alle cose e in più, l’insistente affermare la propria identità da bastoncino indurrà i bimbi a prendere coscienza della propria identità non sostituibile con nessun’altra, le rime assonanti renderanno l’accorata affermazione di sé filastrocca dolce e divertente da conservare gelosamente. Bastoncino a mio parere è un libro con tutte le qualità per diventare ricordo d’infanzia.

Anche le illustrazioni di Axel Scheffler, ricchissime di dettagli e molto colorate, attrarranno la curiosità dei piccoli lettori/ascoltatori. Quelli da poco investiti dalla passione per il far di conto, per esempio, si divertono moltissimo a contare le foglie, le anatre, le conchiglie. Quelli con velleità di poeti inventano rime aggiuntive strampalate e divertenti.

Titolo: Bastoncino
Autore: Julia Donaldson, Axel Scheffler
Editore: Edizioni El
Dati: 2010, 40 pp., 6,00 €

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Scale segrete e topolini industriosi nelle parole e nei tratti di Jill Barklem

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Le quattro stagioni di Boscodirovo e altre storie Jill Barklem – Einaudi El

Tutti gli otto racconti raccolti in questo volume (Le quattro stagioni di Boscodirovo e altri racconti) sono popolati di topolini che, attraverso le loro piccole avventure, ci parlano di valori, sentimenti ed emozioni universali. Sono favole fantastiche in cui è facile scorgere l’amore, l’amicizia, la curiosità e lo spirito d’avventura e scoperta come motori delle azioni dei personaggi. E in cui è altrettanto semplice ritrovare sé stessi o qualcuno dei desideri o dei piaceri tanto umani quali il dolce profumo di una marmellata appena preparata o il brivido della scoperta di un luogo antico e segreto.

Spesso accade, nella storia della letteratura, che siano gli animali ad essere protagonisti e eroi delle storie: i protagonisti di storie avvincenti e avventurose o anche semplicemente gli eroi di piccoli accidenti quotidiani. I grandi autori, come Beatrix Potter, per citarne uno cui certamente Jill Barklem si è ispirata e per l’attenzione ai dettagli e ai colori e per quell’attitudine alla narrazione densa di rimandi e precisa, fedele alla natura; o Kenneth Grahame per la scelta dei colori e la trasparente, morbida, eleganza del tratto, sono capaci di raccontarci fiabe universali catturando e rielaborando, come nei sogni, frammenti di realtà.

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Le quattro stagioni di Boscodirovo e altre storie Jill Barklem – Einaudi El

Una realtà, quella di Boscodirovo, in cui dei topolini indossano calzoncini colorati, come noi esseri umani, mangiano in scodelle di ceramica, dialogano tra loro, ma soprattutto provano i nostri stessi sentimenti: si amano, si proteggono a vicenda, si preoccupano per il proprio futuro, commettono marachelle, si organizzano. Sono topetti spesso indaffarati ma anche capaci di divertirsi, specie in occasione di importanti ricorrenze quali la festa della primavera o il Natale.

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Le quattro stagioni di Boscodirovo e altre storie Jill Barklem – Einaudi El

Boscodirovo si trova sull’altra riva del ruscello, tra i campi. Se qualche bimbo munito di intraprendenza riuscisse ad arrivarci non tarderebbe a scorgere tra le radici aggrovigliate minuscoli caminetti fumanti, ripide scalette che risalgono i tronchi degli alberi, porticine di legno massiccio. Accade quindi molto di frequente che, passeggiando per questi luoghi, ci si trovi inconsapevolmente a sedersi sull’uscio di case altrui senza nemmeno averne idea. Se dopo una passeggiata sull’altra riva del ruscello, per esempio, a qualche bambino venisse voglia di leggere un po’ all’ombra di una quercia, farebbe bene a controllare che non stia schiacciando, con il suo zainetto della merenda, il carrettino con le provviste per la marmellata della signora Farinelli, o la valigia con gli attrezzi nautici di Polverino.

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Le quattro stagioni di Boscodirovo e altre storie Jill Barklem – Einaudi El

Ogni mora, ogni fiore è reso nel più piccolo dettaglio, ogni foglia è al suo posto nella stagione giusta, ogni passetto dei topolini commisurato alle loro zampette. Cuffiette di trine, bei giochi di legno, caminetti scoppiettanti: interni ed esterni sono resi con la stessa cura e la stessa attenzione, attenzione ai dettagli che torna anche nella narrazione. Ne consegue un testo armonioso ma di non facile lettura per i bimbi molto piccoli. L’ascolto, per loro, è la scelta ideale, perché alla voce narrante assoceranno le illustrazioni e in esse ritroveranno ogni incanto, ogni dolce cura. Ideale nel suo complesso, invece, per i bambini capaci di cimentarsi in letture non sciatte giacché essi ritroveranno nelle storie di Boscodirovo, l’autenticità della narrazione che, in linea con le opere classiche, non è fine a se stessa, non si parla addosso e non si nutre di espedienti. Una lettura allegra, coinvolgente, senza dubbio arricchente.

copertina_boscodirovo1Titolo: Le quattro stagioni di Boscodirovo e altre storie 
Autore: Jill Barklem
Editore: Edizioni EL
Dati: 2009, 248 pp., 22,50 €

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Pik Badaluk e il leone: Cappuccetto rosso in Africa

Che cos’è “diverso” da noi? Cosa significa “diverso”? Forse è diverso da me un bambino africano, monello e disubbidiente, che sfugge alle fauci di un feroce leone rifugiandosi su un albero di mele? Ed in cosa sarebbe diverso?

In Africa non ci sono alberi di mele; eppure, ne La storia di Pik Badaluk che ci racconta Meuche Grete ce ne sono tanti che sembra di essere nel nostro Trentino, e questo bimbo della famiglia dei Badaluk, nero come un carboncino e col sorriso bianco color gessetto, potrebbe essere molto simile alla nostra Cappuccetto Rosso. Non fosse che nel Nord dell’Europa non esistono i leoni… ma si può incorrere facilmente nei lupi.

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La storia di Pik Badaluk, Meuche Grete – Emme edizioni 2010

Che cosa c’è di diverso tra la mamma di Pik Badaluk e le nostre mamme premurose? Tra il suo e il nostro papà?
Nulla direi. Assolutamente nulla.

Quello di Pik è un mondo che appare piccolo, in cui l’Africa, l’enorme Africa, non si coglie, perlomeno nelle pagine iniziali. Ed è un mondo che effettivamente sta stretto al bimbo Pik, curioso di esplorare, di andare oltre, sebbene nella sua casa, in quel rifugio dove la mamma lo esorta a restare, egli sia protetto, al sicuro.
Quando Pik apre il cancello, si volta pagina: i luminosi raggi di un sole che sembra caldissimo ci accompagnano nella selva di una foresta, dove un pericoloso leone già agogna l’arrivo di Pik.

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La storia di Pik Badaluk, Meuche Grete – Emme edizioni 2010

Ma se Pik non fosse sveglio e curioso che ci farebbe nella foresta? E infatti sfugge al leone arrampicandosi sull’albero di mele, che sembra un albero del Ténéré, solo con succosi frutti rossi al posto delle spine.

In questo albo dai colori decisi, illustrato con semplicità, tutto sembra pervaso da un senso di spontaneità che prende l’avvio con la naturale tendenza alla disobbedienza del bimbo Pik, che esce dal cancello non mantenendo fede alla promessa fatta alla mamma, e si evolve con il tenero e ingenuo tentativo di allontanare la belva a colpi di mela, concludendosi con la caccia e l’uccisione del leone.
Triste dazio affinché Pik Badaluk possa tornare all’abbraccio della sua mamma sano e salvo.
E forse più buono: “come il più buon cioccolato”.

71R8ESdrrRLTitolo: La storia di Pik Badaluk
Autore: Meuche Grete
Editore: Emme Edizioni
Dati: 2010, 30 pp., 14,90 €

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