La mia estate indaco

L’estate concede troppo tempo. Ai pensieri, alla noia, alla notte, al sonno. Ce ne sono alcune, poi, che si frastagliano e sfrangiano in decine di piccole estati, ciascuna con la sua gioia, il suo dolore, la mancanza, la nostalgia, la gioia mai così grande. L’estate concede momenti lunghissimi, dilatati, in cui indugiare. Capita a volte di fermarsi a cercare d’afferrare l’aria morbida e vaporosa, alcolica, che si muove, bollente, sull’asfalto. E, riuscendoci per metà, avere il tempo di riprovare a farlo, senza contare se sia utile o meno.

Per questa ragione, a metà, credo che per Viola sia un momento di passaggio, una soglia, attraversando la quale qualsiasi cosa cambia; per la possibilità, cioè, di indugiare sui dolori, gli affetti, le mancanze, senza riuscire ad afferrarne l’oggettiva portata, il vero senso, senza riuscire a ingoiarli, metabolizzarli, farne passato, vissuto. È il tempo, troppo, che concede l’estate. E poi sono i tredici anni. Che arrivano e danno i brividi e gli mettono fretta, anche a quello più lento.

WhatsApp Image 2019-08-21 at 12.05.06

Entrambe le cose, il tempo lento, trattato con cura, e le emozioni piene dell’estate, si ritrovano nel tono di Marco Magnone, che consegna alla sua protagonista un timbro di concerto diretto e lieve.

Viola si è appena trasferita in una città nuova, di provincia, ha lasciato i suoi amici e per la prima volta non trascorre le sue vacanze in montagna, coi nonni, amatissimi, in roulotte. La nonna è morta e il nonno non sta per niente bene. Viola subisce gli eventi ma non li accetta e lo mostra apertamente. Meno apertamente ma molto intensamente, gestisce le proprie emozioni, incanalandole con molta energia verso l’amore, gli affetti pieni. Vive nel ricordare spesso a se stessa il giorno in cui ha toccato il fondo, così lo definisce, un momento di esposizione completa allo sguardo e al giudizio altrui che non solo l’ha segnata ma che continua a zavorrarla senza che sembri possibile tagliare la fune e riemergere, respirando a pieni polmoni.

Viola non entra più in acqua, fino a quando qualcuno dagli occhi magnetici e dall’attitudine misteriosa, non libera il suo entusiasmo, la sua scattante energia. Con lui, Viola affronta se stessa, gli altri, un viaggio. Si chiama Indaco e nasconde un segreto che non sembra affatto una bugia.

Ci sono anche le bugie, in questo romanzo realistico di adolescenza piena. E meno male, perché altrimenti non sarebbe stato affatto vero.

978880471545HIG-628x965Titolo: La mia estate indaco
Autore: Marco Magnone
Editore: Mondadori
Dati: 2019, 280 pp., 17,00 €

Il gatto sulla collina

Un bel gatto nero e bianco, senza nome, vive da solo sulla collina che domina una cittadina sul mare. Prima di diventare il gatto solitario della collina era un marinaio, compagno di viaggio di un pescatore ormai in pensione. Dal mare alla collina il balzo è ampio ma durante l’estate la vita è serena e tranquilla, i turisti che salgono fin su gli portano buoni bocconi, il sole lo scalda, al porto il figlio del pescatore gli allunga sempre uno sgombro saporito.

Il gatto sulla collina, di Michael Foreman - 2009, Il Castore
Il gatto sulla collina, di Michael Foreman – 2009, Il Castoro

È l’inverno il periodo più difficile: Il gatto senza nome rimane da solo e racconta di come sia difficile trovare cibo, sfuggire alle prepotenze dei gatti che hanno costituito una feroce banda in città o resistere al freddo. C’è un cane un po’ agitato che scorrazza sia d’estate che d’inverno, la sua energia non viene intaccata dal freddo. Ma al gatto serve un cantuccio caldo, una lisca di pesce, l’entusiasmo del cane è quasi un fastidio.

Poi un giorno, mentre tutta la cittadina è addobbata a festa per il Natale, i gatti di città si rivelano più feroci del solito. Il gatto si rifugia tra i ruderi di una casetta, sulla collina e cerca di resistere al freddo, quando intravede delle sagome avvicinarsi nella neve. Possono essere solo malintenzionati, pensa tra sé e invece… E invece sembrano i pastori del presepe, arrivati con doni e affetto. Un bambino (il figlio del pescatore), un asino e il cane lo raggiungono con paglia. compagnia e salsicce.

Il gatto sulla collina, di Michael Foreman - 2009, Il Castore
Il gatto sulla collina, di Michael Foreman – 2009, Il Castoro

Il gatto sulla collina, assieme ai suoi amici compone una immagine tenera, una natività laica e sui generis, e tra il profumo fresco della neve e quello goloso delle salsicce arrosto scopre quanto sia dolce l’amicizia. Una storia dal testo corposo e dalle illustrazioni ampie a piena pagina o a pagina doppia, ideale per la buonanotte.

7Titolo: Il gatto sulla collina
Autore: Michael Foreman
Editore: Il Castoro
Dati: 2009, 32 pp., 6.90 €

Se vivi a Roma cercalo in libreria, al Giardino Incartato, in via del Pigneto 180, se invece vivi in un paesino sperduto delle Langhe o dei monti calabri Lo trovi anche sugli scaffali virtuali di Amazon.itLo trovi anche sugli scaffali virtuali di Amazon.it

Matilde contro Pippi. Compiti per le vacanze sì o no? ) – #libricalzelunghe

Immagino un dialogo ideale tra Matilde e Pippi, l’una afferma che nulla di meglio c’è se non stare comoda nella propria stanzetta con una bevanda da sorseggiare leggendo uno, due, tre libri, l’altra ribatte con una pernacchia e si allontana in groppa a Zietto per esplorare in allegria il bosco dietro casa. […]

e51865b063
Le vacanze di Tom Sawyer

l’articolo integrale è su Libri Calzelunghe

Matilde contro Pippi. Compiti per le vacanze sì o no?

Ciao cielo

Ciao Cielo di Dianne White, Beth Krommes - 2016, Il Castoro

Beth Krommes ha vinto la Caldecott Medal nel 2009, per Dianne White Ciao Cielo è, invece, un esordio.
L’albo è uscito in marzo, in attesa dell’estate di cui racconta il cielo, io ne scrivo quando quell’estate è ormai conclusa.

Tra le pagine ampie su cui lo sguardo si distende, più propriamente si rilassa, spuntano denti di leone, girasoli, le infiorescenze, splendide, delle cipolle. Eppure io ne parlo oggi, quando l’autunno pizzica il volto e l’aria si fa pungente, perché anche oggi, come in tanti giorni passati, questo albo l’ho riletto e sento di dovervelo raccontare, perché sono certa che non possa mancare nella libreria dei vostri bambini.

Ciao Cielo di Dianne White, Beth Krommes - 2016, Il Castoro
Ciao Cielo di Dianne White, Beth Krommes – 2016, Il Castoro

Le autrici Sono Dianne White e Beth Krommes ma la traduzione poetica è di Bruno Tognolini che nel rendere in italiano la poesia destinata ai bambini è maestro.

Nuvole al burro
vento di velo
Zucchero azzurro
Su bianco di cielo
Gioca nel giorno, salta su e giù
Soledel mondo sul bianco e sul blu

È mattina. Le nuvole sono al burro, così come il pane fragrante della colazione. Tutto quel che si racconta ha origine nel cielo e tutto quel che avviene accade per mezzo suo. Il mare, il prato inondato di sole su cui giocano i bimbi, il vento che di colpo si fa freddo e fa arricciare il naso al cavallo e al suo puledro. L’azzurro che diviene grigio e la pioggia che dal cielo scende a far tuffare i bimbi sotto alle coperte, a far nascondere i maiali sotto alla tettoia con lo sguardo che pregusta il fango.

Ciao Cielo di Dianne White, Beth Krommes - 2016, Il Castoro
Ciao Cielo di Dianne White, Beth Krommes – 2016, Il Castoro

Poi il vento cede e la pioggia ha fine. L’ombrello ristà inutilizzato sul prato tra gli occhi divertiti dei cani e lo sguardo interdetto di un rospo. Ritorna il sole e riempie di raggi un ciclo che è quello della giornata, che è quello delle stagioni, che è quello del tempo, che si conclude in una notte d’argento stellata.

Ciao Cielo di Dianne White, Beth Krommes - 2016, Il Castoro
Ciao Cielo di Dianne White, Beth Krommes – 2016, Il Castoro

I bambini sono avidi di poesia; si esprimono essi stessi poeticamente. Questo è un albo che di poesia per parole e immagini è pieno e io ne consiglio caldamente la lettura.

61uqghlyhwl-_sx377_bo1204203200_Titolo: Ciao Cielo
Autore: Dianne White, Beth Krommes
Traduzione: Bruno Tognolini
Editore: Il Castoro
Dati: 2016, 48 pp., 13,50 €

 

Ecco dei frutti, dei fiori, foglie e rami

Primavera, estate, autunno, inverno, Pittau&Gervais – Topipittori
Primavera, estate, autunno, inverno, Pittau&Gervais – Topipittori
Primavera, estate, autunno, inverno, Pittau&Gervais – Topipittori

Immagino un dolce tintinnio di triangolo, lo immagino lieve sotto il tocco, all’uso medioevale, di un angelo. Tin, vibra e si scuote; tin, risuona nell’aria; e ogni tin diffonde un suono. Diffonde un odore, un colore. Un tintinnio ogni aletta che si alza, un tintinnio dolce ogni volta che un animale fa la sua comparsa, ogni volta che un frutto svela il proprio morbido cuore.

Un fiore rosa sbocciato e fresco ci invita a voltar pagina e scoprire la Primavera: un uovo dal quale a spostare l’aletta nasce un pulcino; un fiore di ciliegio bianco che a sollevare l’aletta diviene frutto rosso; un tarassaco giallo e arancione che grazie alla brezza del nostro voltar l’aletta diffonde attorno a noi i suoi pappi trasparenti e morbidi.

Il fiore rosa da poco sbocciato diviene frutto: arriva l’Estate e la coccinella che dispiega le ali svela il cuore succoso della pesca con il suo ruvido nocciolo e, mentre un pomodoro si rivela fedele alla sua buccia vermiglia, il fico viola scuro disvela la propria polpa rosata.

Le foglie s’ingialliscono, le tracce delle scorpacciate estive dei bruchi rimangono a testimoniare la stagione appena trascorsa e invitano a scoprire l’Autunno coi suoi marroni morbidi, gli arancioni e i gialli pieni. Le lepri drizzano le orecchie e ci guardano fisso: cos’è stato quel fruscio? Si chiede mamma lepre. Niente paura, siamo solo noi che voltiamo un’aletta perché intuiamo che dietro alla foglia verde si nasconda il colore che prediligiamo: il rosso bruno.

Primavera, estate, autunno, inverno, Pittau&Gervais - Topipittori
Primavera, estate, autunno, inverno, Pittau&Gervais – Topipittori

Il ramo è ormai spoglio, la corteccia si è irruvidita ed è pronta a indicarci la via dell’inverno. Un pettirosso freme nell’attesa che la pigna liberi i suoi pinoli mentre l’ermellino s’allunga sinuoso a mostrarci, fiero, il suo mantello bianco.

È un gioiello prezioso questo Primavera, estate, autunno e inverno della coppia Pittau & Gervais. Un gioiello prezioso adatto anche ai bambini piccolissimi vista l’edizione studiata e pratica (con spirale) di Topipittori; io lo proporrei senza dubbio anche ai bimbi di 2 anni i quali manifestano un’atavica curiosità per le forme e i colori di cui questo albo abbonda. I bimbi più grandicelli, 3 anni, solleveranno le alette stupiti e rapiti e vorranno condividere le scoperte magnifiche che si celano dietro alla semplicità. I bimbi in età scolare avranno un approccio più scientifico avallato dalla cura e dalla precisione che fanno delle illustrazioni un ritratto fedele di quanto offra la natura.

L’idea esplicitata sin dal titolo è quella del rappresentare il ciclo delle stagioni sebbene pagina dopo pagina, aletta dopo aletta, tintinnio di stupore e curiosità dopo tintinnio si avrà un’idea ben precisa di come la natura si trasformi e modifichi. Le illustrazioni sono sobrie e intelligenti, l’edizione splendida: il grande formato invita a sfogliare le belle pagine patinate a sfondo bianco, i flap robusti ben s’adattano all’apri e chiudi dei bimbi così come resistono all’uso anche le mezze pagine che si prestano alla funzione doppia cui sono destinate. Un pop up sui generis, mai chiassoso, piuttosto elegante.

[Le parole che danno titolo a questa recensione sono un verso di Paul Verlaine, Green, che compare anche in apertura del libro]

stagioni-copTitolo: Primavera, estate, autunno, inverno
Autore: Pittau & Gervais
Editore: Topipittori
Dati: 2011, 120 pp., 25,00 €

Lo trovi tra gli scaffali virtuali di Amazon.it
 

Scale segrete e topolini industriosi nelle parole e nei tratti di Jill Barklem

digitalizzato_20160922
Le quattro stagioni di Boscodirovo e altre storie Jill Barklem – Einaudi El

Tutti gli otto racconti raccolti in questo volume (Le quattro stagioni di Boscodirovo e altri racconti) sono popolati di topolini che, attraverso le loro piccole avventure, ci parlano di valori, sentimenti ed emozioni universali. Sono favole fantastiche in cui è facile scorgere l’amore, l’amicizia, la curiosità e lo spirito d’avventura e scoperta come motori delle azioni dei personaggi. E in cui è altrettanto semplice ritrovare sé stessi o qualcuno dei desideri o dei piaceri tanto umani quali il dolce profumo di una marmellata appena preparata o il brivido della scoperta di un luogo antico e segreto.

Spesso accade, nella storia della letteratura, che siano gli animali ad essere protagonisti e eroi delle storie: i protagonisti di storie avvincenti e avventurose o anche semplicemente gli eroi di piccoli accidenti quotidiani. I grandi autori, come Beatrix Potter, per citarne uno cui certamente Jill Barklem si è ispirata e per l’attenzione ai dettagli e ai colori e per quell’attitudine alla narrazione densa di rimandi e precisa, fedele alla natura; o Kenneth Grahame per la scelta dei colori e la trasparente, morbida, eleganza del tratto, sono capaci di raccontarci fiabe universali catturando e rielaborando, come nei sogni, frammenti di realtà.

boscodirovo51
Le quattro stagioni di Boscodirovo e altre storie Jill Barklem – Einaudi El

Una realtà, quella di Boscodirovo, in cui dei topolini indossano calzoncini colorati, come noi esseri umani, mangiano in scodelle di ceramica, dialogano tra loro, ma soprattutto provano i nostri stessi sentimenti: si amano, si proteggono a vicenda, si preoccupano per il proprio futuro, commettono marachelle, si organizzano. Sono topetti spesso indaffarati ma anche capaci di divertirsi, specie in occasione di importanti ricorrenze quali la festa della primavera o il Natale.

boscodirovo31
Le quattro stagioni di Boscodirovo e altre storie Jill Barklem – Einaudi El

Boscodirovo si trova sull’altra riva del ruscello, tra i campi. Se qualche bimbo munito di intraprendenza riuscisse ad arrivarci non tarderebbe a scorgere tra le radici aggrovigliate minuscoli caminetti fumanti, ripide scalette che risalgono i tronchi degli alberi, porticine di legno massiccio. Accade quindi molto di frequente che, passeggiando per questi luoghi, ci si trovi inconsapevolmente a sedersi sull’uscio di case altrui senza nemmeno averne idea. Se dopo una passeggiata sull’altra riva del ruscello, per esempio, a qualche bambino venisse voglia di leggere un po’ all’ombra di una quercia, farebbe bene a controllare che non stia schiacciando, con il suo zainetto della merenda, il carrettino con le provviste per la marmellata della signora Farinelli, o la valigia con gli attrezzi nautici di Polverino.

boscodirovo41
Le quattro stagioni di Boscodirovo e altre storie Jill Barklem – Einaudi El

Ogni mora, ogni fiore è reso nel più piccolo dettaglio, ogni foglia è al suo posto nella stagione giusta, ogni passetto dei topolini commisurato alle loro zampette. Cuffiette di trine, bei giochi di legno, caminetti scoppiettanti: interni ed esterni sono resi con la stessa cura e la stessa attenzione, attenzione ai dettagli che torna anche nella narrazione. Ne consegue un testo armonioso ma di non facile lettura per i bimbi molto piccoli. L’ascolto, per loro, è la scelta ideale, perché alla voce narrante assoceranno le illustrazioni e in esse ritroveranno ogni incanto, ogni dolce cura. Ideale nel suo complesso, invece, per i bambini capaci di cimentarsi in letture non sciatte giacché essi ritroveranno nelle storie di Boscodirovo, l’autenticità della narrazione che, in linea con le opere classiche, non è fine a se stessa, non si parla addosso e non si nutre di espedienti. Una lettura allegra, coinvolgente, senza dubbio arricchente.

copertina_boscodirovo1Titolo: Le quattro stagioni di Boscodirovo e altre storie 
Autore: Jill Barklem
Editore: Edizioni EL
Dati: 2009, 248 pp., 22,50 €

Lo trovi tra gli scaffali virtuali di Amazon.it

L’estate è quasi finita e Garmann ha paura

Stian Hole L'estate di Garmann
L’estate di Garmann, Stian Hole- 2011 Donzelli

Mi è capitato che mi si chiedesse il perché del mio interesse (della mia passione direi meglio) per i libri per bambini. Molto spesso mi sono limitata a rispondere che nei libri per bambini ritrovo quello che c’è nei grandi classici della letteratura e offerto con raffinatezza. In realtà c’è anche più di questo; non per ultimo c’è la capacità rara di alcuni libri per bambini di porre con naturalezza quelle immense domande esistenziali così raramente espresse nel quotidiano e altrettanto artificiosamente poste nella letteratura destinata agli adulti.

Garmann è un bambino e Stian Hole riesce magistralmente nell’impresa di raccontarci le sue paure e le sue ansie non abbandonando mai l’ambito dell’introspezione, neppure quando al meditare teso del bambino, che ha paura del suo primo giorno di scuola e soprattutto di affrontare il suo primo giorno di scuola senza aver perso nemmeno un dente, si alternano le domande dirette alle tre anziane zie in visita a casa sua per l’estate o al padre violinista o alla madre capace di coltivare un giardino di impareggiabile bellezza. Poi naturalmente c’è la magia, c’è l’incanto, c’è quell’ardimentoso sfiorare il grottesco che è divertente, spassoso. C’è ancora altro. C’è la poesia di immagini così fantasiose e vere da essere ciascuna un sogno, un ricordo, una speranza, un’ansia. E ritrarre curiosità e paura non è mai facile, certamente mai universale, perché mai universalmente intese.

L'estate di Garmann, Stian Hole- Donzelli
L’estate di Garmann, Stian Hole- 2011, Donzelli

Rispondere con sincerità a una domanda di portata tale quale: “di cosa hai paura?” comporta diversi accidenti: il primo, quello più rischioso, è che la persona a noi di fronte ci ami e quindi risponda sinceramente; il secondo, meno ardito del primo ma comunque impegnativo, è che la risposta che si ottiene sia poco chiara e prolissa; il terzo, e questo è il caso delle ziette, che si ottengano delle risposte dolci come certe bacche di gelso ma vere e grevi: “Ho paura di morire”; “Ho paura di dover presto usare un deambulatore”; La paura del papà “ho paura di doverti lasciare”.

L’estate di Garmann, Stian Hole – 2011, Donzelli

La terza zietta non ricorda più le cose, ha perso la memoria per cui è al riparo delle paure e si culla nel desiderio della torta di mandorle. Garmann è un bambino e alla fine dell’estate dei suoi sei anni andrà per la prima volta a scuola e ha paura, sente il peso del confronto con gli altri bambini capaci di fare mille cose e già senza qualche dente ma si ripara nella naturalezza della speranza nel fronteggiarla.

Le illustrazioni, assolutamente originali, sono un bizzarro collage di incisioni, ritagli di vecchie carte da parati, foto, ritocchi digitali. Esse stesse specchio della vita, del suo evolversi, mutare e della natura poetica dell’animo umano.

Autore: Stian Hole
Editore: Donzelli
Dati: 2011, 44 pp., 19,90 €

Un’estate di quelle che non finiscono. Afosa, lunga, struggente

Quando si è ragazzini non ci si pensa; si vive pienamente. Si vive ogni momento della propria vita con un’intensità che solo il disincanto (spietato) attenua anno dopo anno. Si scoprono altezze incantate, luoghi magici; si sperimentano rituali scaramantici e riti audaci. Si rivestono di significati profondi anche le cose (gli attimi, le immagini, gli oggetti e i sogni) che all’apparenza ne hanno ben poco e le si rendono indimenticabili. E, come in questo caso, indimenticabili, dolorose, necessarie.

Ci sono tre bambini, tre genitori e un luccio. Ostinati i bambini, fragili i genitori, sfuggente il luccio.

È un’estate di quelle che non finiscono. Afosa, lunga, struggente.

Non c’è un modo per introdurre questa storia che è di quelle che non si dimenticano (proprio come certe estati), che nella sua semplicità e linearità rimane sotto la pelle come quando da bimbi si cade e ci si sbucciano le ginocchia. A volte non si racconta alla mamma della disavventura e allora sotto pelle rimangono minuscoli sassolini, pezzetti di terra che per qualche tempo stanno lì, a farci compagnia, a ricordarci quella caduta.

Non c’è modo di allontanarsi da questo libro una volta incontrato. Si legge e ci si ritrova su un pontile coi piedi nell’acqua a pescare scardole dai magnifici riflessi argentei.

Tempo fa ho intervistato Jutta Richter. Le sue risposte erano senza fronzoli, senza slogan, senza retorica. Esattamente come le pagine di questo libro assolutamente prezioso e dolce.

31j58aaf40lTitolo:  Un’estate di quelle che non finiscono mai
Autore: Jutta Richter
Editore: Salani
Dati: 2006, 108 pp., 9,00 €