Miracolo in una notte d’inverno

Ad aprire la prima finestra si viene investiti dall’aria dell’estate, due bambini giocano e ritrovano per caso una scatola intagliata, molto preziosa, il cui aspetto fa presagire un contenuto altrettanto prezioso. Non riuscendo ad aprirla la portano al nonno, che riconosce in essa i nomi di due persone a lui familiari per averne sentito raccontata la storia più volte: Ada e Nikolas.

unnamedIncomincia allora a raccontare ai due nipoti la storia di un miracolo in una notte d’inverno, storia che, lo precisa, dovrebbe essere letta a dicembre, un capitolo alla volta fino alla vigilia. Ventiquattro finestre su un mondo semplice, denso d’amore e d’affetto, povero, dal fato affilato come il vento freddo dell’inverno in Lapponia.

Sin dalle prime pagine la percezione che stia per accadere qualcosa di irreparabile è forte, tutto porta nella direzione del dramma: dall’atmosfera familiare idilliaca e dolce, dai discorsi sul futuro, dl lessico rassicurante entro cui fanno di tanto in tanto capolino parole che smarriscono, mettono in allarme.

Nikolas è a casa con la sua sorellina mentre il padre e la madre, sulla spiaggia, puliscono le reti. L’inverno è inoltrato e l’isola su cui vivono è deserta, spazzata dal vento. Ada scotta, è malata. Mentre Nikolas intaglia il legno per realizzarle un regalo di compleanno i suoi pensieri sono cupi, tesi. Sente il pericolo in agguato ma non può immaginare, bimbo di cinque anni, quanto possa essere dolorosa e impietosa la realtà: il padre e la madre devono portare Ada dal medico sulla terraferma. Nikolas rimane a casa, a tenerla calda per il loro ritorno, ma loro non torneranno mai.

Si chiude qui una finestra della vita di Nikolas, dolorosissima. Ma al villaggio tutti l’hanno a cuore, non sarà mai solo e, pur soffrendo, non si sentirà mai solo… a volte la differenza è sottile.

La narrazione prosegue con un’attenzione magistrale alla crescita del bambino, al disseminare indizi dell’uomo che diventerà. Una storia incantevole, che commuove, che meraviglia che induce a riflessioni molto profonde sul’amore, e su come solo amando e lasciandosi amare senza paura di perdersi si possa vivere pienamente.

Per leggere questo libro non è necessario essere amanti del Natale e nemmeno credere nella leggenda di Babbo Natale. Questo libro è per tutti coloro che credono, trecentosessantacinque giorni all’anno, all’esistenza dell’amore puro. (Marko Leino)

81MLeMURQgLTitolo: Miracolo in una notte d’inverno
Autore: Marko Leino (Rosario Fina trad.)
Editore: Feltrinelli Kids
Dati: 2012, 15,00 €, 268 pp.

Rompi il porcellino

Ricordo, di quando ero bambina, certe colazioni a casa di mia nonna. Mia madre era maestra in una scuola distante da casa e allora mi portava prestissimo a casa sua, prima di andare a lavoro. Io dormivo un paio d’ore e poi la nonna mi preparava la colazione: latte e pane. Mi piaceva, molto. Ma non sopportavo la pellicina che si formava sopra al latte caldo. Ostinata, la toglievo e quella si riformava, fino a quando il latte si intiepidiva. Agivo di pazienza, Yoav, invece, di rassegnazione. Perché se beve la cioccolata calda nonostante la pellicina, il padre gli da un soldino, e quel soldino s’aggiunge agli altri che Yoav si guadagna da bravo bimbo qual è, e finisce nella pancia di un porcellino salvadanaio.

Rompi il porcellino, di Etgar Keret e David Polonsky - 2017 Feltrinelli
Rompi il porcellino, di Etgar Keret e David Polonsky – 2017 Feltrinelli

Yoav in realtà desiderava un Burt Simpson sullo skateboard. L’aveva visto e desiderato, aveva espresso il suo desiderio a voce alta e la mamma era d’accordo che lo avesse; il papà no. Il papà di Yoav non concepisce l’assecondare un desiderio frivolo, un capriccio, e dunque sostituisce il desiderio leggero di Yoav con un feticcio più che reale di pragmatismo: un salvadanaio, un porcellino. Quando sarà pieno, Yoav potrà comprare il pupazzo che desidera.

Il porcellino, che è involucro del valore, però abbandona presto il contesto della razionalità e diventa valore esso stesso. Diventa un giocattolo, che conquista, con il suo muso rubicondo, il bambino cui è stato imposto.

Il porcellino in effetti è simpatico. Quando lo tocchi ha il naso freddo e se gli infili uno shekel nella schiena sorride, ma lo fa anche se gliene infili solo mezzo. La cosa più bella, però, è che sorride sempre, anche senza shekel.

Yoav chiama il suo porcellino Pasquale, se ne prende cura, bada che non caschi mai a terra, che sia sempre sorridente. Fino a quando il papà non pretende che lui rompa Pasquale “così è educativo!”, dice.

Rompi il porcellino, di Etgar Keret e David Polonsky - 2017 Feltrinelli
Rompi il porcellino, di Etgar Keret e David Polonsky – 2017 Feltrinelli

È un padre ingerente, che parla sempre, anche al posto della madre, che puntualizza, che sottolinea le proprie ragioni, che non è incline a sentirne altre. È un padre ansioso di far bene, di accumulare mattoncini di educazione per il proprio figlio, proprio come monete nella pancia di un porcellino salvadanaio. E si confronta con questa che ritiene sia una propria responsabilità.

Quello che il padre di Yoav non mette in conto è l’ostinata fantasia dei bimbi, e la loro forza incrollabile e dolce, il loro affezionarsi alle cose piccole, a una foglia, a un sassolino, al biglietto da visita di una pescheria. Figuriamoci a dividere ogni giorno il proprio tempo con un porcellino rosa e sorridente: l’amicizia diventa incrollabile e Yoav, eroico, si appoggia ad essa per salvare Pasquale dalla fine impietosa di tutti i porcellini salvadanaio. Nottetempo sgattaiola fuori e nasconde Pasquale in giardino. Si salutano, porcellino e bambino, con il senso greve di tutte le separazioni e di tutti gli addii. E quando Yoav torna a casa, le sue premure sono per il papà, quel burbero papà che non sa di avergli donato un amico e un soldino di maturità.

Rompi il porcellino, di Etgar Keret e David Polonsky - 2017 Feltrinelli
Rompi il porcellino, di Etgar Keret e David Polonsky – 2017 Feltrinelli

Le illustrazioni, giocate sul virato seppia e il rosa porcellino, sono dense e dirette. Sono fatte di bronci, sopracciglia aggrottate, prospettive forzate che incombono o sospingono in una direzione, si muovono e agiscono senza ammiccare mai.

Etgar Keret, 1967, è tra i più popolari scrittori israeliani della nuova generazione, David Polonsky, anch’esso israeliano, è l’art director del famoso film Valzer con Bashir.

7554423_2166307Titolo: Rompi il porcellino
Autore: Etgar Keret, David Polonsky, (trad. Gil Mor)
Editore: Feltrinelli
Dati: 2017, 40 pp., 15,00 €

Ricordati del gatto!

Voi che non siete smemorati e distratti come la signora e il signor Frettini, certamente ricorderete A caccia dell’orso di Michael Rosen o La piccola principessa di Tony Ross. Ebbene, eccoli assieme, questi due intelligenti autori, per raccontare un’avventura illustrata ironica, d’amicizia, d’affetto.

Ricordati del gatto!, di Michael Rosen, illustrato da Tony Ross, edito da Feltrinelli Kids
Ricordati del gatto!, di Michael Rosen, illustrato da Tony Ross, edito da Feltrinelli Kids

La famiglia Frettini va sempre di fretta, per riuscire a fare tutto per tempo, certo. Nel farlo però si complicano molto la vita. Specie alla mattina quando anche i signori Rossi o Bianchi guardano in continuazione l’orologio; fanno tutto velocemente e in fretta: colazione, pulizia, escono, tutto di corsa.

Ricordati del gatto!, di Michael Rosen, illustrato da Tony Ross, edito da Feltrinelli Kids
Ricordati del gatto!, di Michael Rosen, illustrato da Tony Ross, edito da Feltrinelli Kids

Che andrebbe anche bene, se non fosse stressante e se non fosse che i signori Frettini hanno un bimbo che non è ancora grande a sufficienza per restare da solo in casa o, peggio, per andare autonomamente a scuola. Per fortuna che c’è il gatto! Tigre si chiama, nome scelto, non c’è bisogno di dirlo, di fretta, che dimostra però un temperamento e un affetto per il suo padroncino che lo rende coraggioso e intraprendete proprio come una tigre. [In stampatello minuscolo e diviso in capitoli, procede con brevi blocchetti di testo che rendono la lettura autonoma molto scorrevole].

71vbpVwB0BL

Titolo: Ricordati del gatto!
Autore: Michael Rosen, Tony Ross (trad. Gamba)
Editore: Feltrinelli Kids
Dati: 2016, 95 pp., 9,00 €

Lo trovi tra gli scaffali virtuali di Amazon.it

Lettere dello scoiattolo alla formica

Le lettere dello scoiattolo alla formica, Toon Tellegen, Axel Scheffler, Feltrinelli Kids
Le lettere dello scoiattolo alla formica, Toon Tellegen, Axel Scheffler, Feltrinelli Kids

No, non è un romanzo epistolare, sebbene sia pieno di lettere, messaggi, bigliettini che gli animali si scambiano l’un l’altro. Sono piuttosto delle piccole scene di quotidiana vita boschiva, condotta semplicemente tra foglie umide, tane sotterranee, tronchi d’albero su cui si muovono velocemente queste corrispondenze naif tra gli animali.

Grazie alle loro parole scopriamo quanto possa essere tenero uno scambio di parole affidate al vento tra farfalle e lucciole, quanto lo scrivere a sé stessi possa essere un rimedio alla solitudine, quanto gli scoiattoli amino ribadire i concetti. Una corrispondenza ingenua e buffa ideaata da Toon Tellegen, corredata da bellissime illustrazioni di Axel Scheffler.

81Wf82jcBsLTitolo: Lettere dello scoiattolo alla formica
Autore: Toon Tellegen, Axel Scheffler
Editore: Feltrinelli Kids
Dati: 2015, 97 pp., 15,00 €

Lo trovi tra gli scaffali virtuali di Amazon.it

Nove libri + 1 da leggere in terza elementare

Il mio primo Don chisciotte, di F. Lorioux , B. Lazzaro, Donzelli

il mio primo don chisciotteQuesto libro illustrato che vi consiglio anche per la sua storia e che definirei “un classico di un classico” è stato pubblicato per la prima volta a Londra nel 1930, e racconta la storia di Don Chisciotte, che, come tutti i bambini ben sapranno, amava combattere contro i mulini a vento. E contro i prepotenti e contro ogni ingiustizia, con una perseveranza e un coraggio che solo la follia… È un libro dal formato importante che riporta anche tutte le tavole originali di Félix Lorioux, uno dei più grandi illustratori per l’infanzia tra Otto e Novecento, tradotto da Bianca Lazzaro. I bambini avranno tra le mani un libro che riconosceranno come “importante”, vi si appassioneranno e ne avranno cura.

 

Jenny e il club dei gatti, Esther Averill, Il Castoro

31l1q+xrJZLJenny è una splendida ed elegante gattina nera, pelo lucido, padrone affettuoso. E questa è una storia vera, che potrebbe essere vera se conoscessimo la lingua dei gatti così come la conosce Esther Averill. Jenny Linsky vive a New York, è piuttosto felice, piuttosto timida e piuttosto desiderosa di entrare a far parte di un club, il club dei gatti, che osserva ammirata da dietro alla finestra. Per entrare a farne parte, Jenny affronta una serie di avventure buffe e temerarie e riuscirà ne suo intento superando i propri limiti, scoprendo l’amicizia, scoprendo i propri talenti. Questo libro raccoglie cinque avventure splendidamente illustrato in rosso e nero, ed è stato edito nel 1944 per la prima volta da allora è sempre stato amatissimo, tanto da entrare a far parte dei TIME Magazineʼs 100 Best Childrenʼs Books of All Time.

L’estate delle cicale, Carioli, Possentini, Bacchilega Junior

91tn5M8GiWLC’è un ciliegio. Frutti profumati e rossi. Ci sono due bambini e il canto, assai dolce, delle cicale. Ci sono colori vividi senza esser netti. Prospettive che si sovrappongono; ci sono dettagli in primo piano che rubano la scena agli accidenti centrali. Ci sono gli occhi dei bambini che raccontano, quasi più delle parole, di avventure, di amicizia, del tempo.
I due bambini hanno costruito una casa sull’albero che immaginano però in movimento. La quiete e la stasi di una casa sull’albero si fa nave in balia di onde, nave che domina o soccombe alla tempesta. Che poi è lo stesso meccanismo del sogno: un desiderio che prende forma, quello dei bambini di costruire un rifugio sull’albero, è il cuscino su cui i due amici chiudono gli occhi (o li tengono ben aperti) per immaginare grandi avventure, seduti, gambe penzoloni. C’è anche un litigio, c’è il passare del tempo, ci sono altri amici e decine di altre cose imperdibili per le quali vi consiglio di leggere questo splendido albo illustrato, che ha tutte le qualità per diventare un “libro del cuore”.

Furbo Signor Volpe, Roald Dahl, Quentin Blake, Nord Sud

41L9w2AH+RLIn una vallata ci sono tre fattorie; Olio alleva polli, Lupino oche e anatre, Pertica tacchini e mele. Cattivi nella media degli allevatori, ricchi. Molto. Poco distante, su una collinetta stava un albero e sotto all’albero una famiglia di volpi, papà volpe, mamma volpe e i loro quattro volpacchiotti, avevano scavato la propria tana, perché le volpi, questo tenetelo a mente perché servirà dopo, sanno scavare benissimo. Quotidianamente il Signor Volpe, col suo bagaglio volpino di furbizia e intelligenza, fa un’incursione in una delle tre fattorie, a seconda di quello che il menù della Signora Volpe prevede. Ma la pacchia dura fino a quando i tre fattori non decidono di dargli la caccia, di sterminarlo. Intanto il Signor Volpe ci rimette la bellissima coda, poi… beh… l’avventura è rocambolesca, ironica e divertente. Fossi in voi non me la perderei. Illustrato in bianco e nero da Quentin Blake, da questo libro di Roald Dahl è stato tratto il film Fantastic Mr. Fox di Wes Anderson.

Strisce e macchie, Dahlov Ipcar, Orecchio acerbo

81s1dpsHrjLFin quando ci saranno tra gli scaffali delle librerie libri di Dahlov Ipcar, io non smetterò mai di consigliarne l’acquisto e la lettura. Sono libri che danzano, che portano con sé un bagaglio di originalità e pregnanza non comune; creati con una cura editoriale altrettanto rara e originale e pregnante. Sono libri che i bambini scelgono tra tanti, dalle illustrazioni potenti con colori ricercati ce sono come un marchio: blu, turchini che sono solo suoi; immagini che si muovono e rincorrono su sfondi pieni, parole che seguono il ritmo. È un portatore di meraviglia ed essa non si fa remore di attraversare la storia del cucciolo di tigre e quella del cucciolo di leopardo che in maniera autonoma intraprendono la stessa strada; una strada che è fatta di esplorazione, avventura, amicizia, indipendenza e scoperte (talvolta dal sapore non proprio piacevole, talvolta straordinarie), e di ritorni, cura, famiglia. Una strada fatta soprattutto di macchie e di strisce. Per bambine e bambini capaci di inanellare di seguito (come ho sentito con le mie orecchie durante una lettura ad alta voce di Carla Ghisalberti) almeno tre animali a macchie e tre a strisce. Per tutti i bambini, dunque!

Il cavaliere Saponetta, Kristien In-‘t-Ven, Sinnos

71gtBRaZByLIl Cavalier Saponetta, si chiama così non perché sia sfuggente in battaglia come una saponetta nel lavabo, no, si chiama così perché ama lavarsi, profumare, star fresco. Nonostante questa sua originale attitudine, per essere un cavaliere che trascorre il suo tempo a cavallo, sotto al sole o nella tempesta, che dorme all’addiaccio, che combatte e combattendo suda, rimane un cavaliere in tutto e per tutto. Non a caso il re lo convoca a palazzo perché c’è da sconfiggere un drago. Il Cavalier Saponetta sarebbe in vacanza, ma alla vista della principessa Linda rinuncia alle ferie e parte all’avventura che, come tutte le avventure che si rispettino ha i suoi imprevisti, le sue bugie, i tradimenti, i colpi di scena. Illustrata a colori da Mattias de Leeuw questa storia è stata stampata con il font leggimi su carta ruvida e color panna per agevolare la lettura.

Sibilla nel cappello, Luisa Mattia, Biancoenero

sibillaPrendete una ragazzina alla ricerca di sé, un ragazzino idealista, un matto con la passione per i cappelli e un’etica più che senziente, e avrete un storia ecologista, avventurosa, coraggiosa. Sibilla nel cappello, in cui il cappello è uno dei cappelli del matto, che poi si chiama Gigi, e Sibilla è un pesce gatto dalla punta della coda rossa, pesante oltre 5 chili, misterioso e sfuggente abitante del lago che in un malaugurato giorno cade prigioniero in una gabbia. Un libro che racconta di una trappola e di un salvataggio e intanto parla di consapevolezza di sé. Avventura appassionante, scritta con una font speciale e approvata da una redazione di ragazzi.

Le lettere dello scoiattolo alla formica, Toon Tellegen, Axel Scheffler, Feltrinelli Kids

81Wf82jcBsLNo, non è un romanzo epistolare, sebbene sia pieno di lettere, messaggi, bigliettini che gli animali si scambiano l’un l’altro. Sono delle piccole scene di quotidiana vita boschiva, condotta semplicemente tra foglie umide, tane sotterranee, tronchi d’albero su cui si muovono queste corrispondenze naif tra gli animali. Grazie alle loro parole scopriamo quanto possa essere tenera uno scambio di parole affidate al vento tra farfalle e lucciole, quanto lo scrivere a se stessi possa essere un rimedio alla solitudine, quanto gli scoiattoli amino ribadire i concetti. Una corrispondenza ingenua e buffa corredata da bellissime illustrazioni.

Coccodrilli a colazione, Emanuela Nava, Giunti

51RC9w++MXLA colazione, sì, avete letto bene. E pare che siano anche squisiti,che la loro coda abbia il sapore dei gamberi. Anche Eugenia era piuttosto scettica in merito, sebbene Chariza le spiegasse quanto comune e ghiotta fosse questa preistorica pietanza. Chi è Eugenia? Chi è Chariza? Sono due ragazzini, una italiana uno dello Zimbabwe, che si scambiano bellissime lettere nelle quali si raccontano l’un l’altra cose quotidiane, leggende bellissime, fiabe classiche, i nomi e le abitudini degli animali, ricette (il coccodrillo come la pasta asciutta) con un lessico brioso che rende la lettura molto scorrevole e piacevole.

Caterina Certezza, Modiano, Sempé, Donzelli

71CeV++I4dLA Caterina dedico il mio +1. Mi auguro che qualche bimbo sceglierà questa storia così intima e bella come compagna di qualche giorno. Compagnia intima e bella anch’essa. Caterina Certezza è stato l’esordio di Patrick Modiano, e Sempé è uno degli illustratori più famosi del mondo. Questi due grandi autori assieme danno vita al racconto di Caterina, ormai adulta, ballerina newyorkese, e alla sua infanzia trascorsa a Parigi, assieme al padre con un tono di premura che sempre mi tocca, che sempre suona corde delicate del mio cuore e mi racconta di semplici accidenti quotidiani come di grandi cambiamenti, rimanendo sul piano della realtà con qualche incursione in quello della realtà bambina. La lettura procede non per capitoli ma per quelli che amo definire “momenti”. Lo consiglio a bambini e bambine, caldamente, come già immaginavate.

E se vi fosse venuta voglia di comprarli, potete farlo qui

Il mio primo Don Chisciotte
Sibilla nel cappello
L’estate delle cicale
Furbo, il signor Volpe
Caterina Certezza
Strisce e macchie
Il cavaliere saponetta
Jenny e il club dei gatti
Lettere dello scoiattolo alla formica
Coccodrilli a colazione

9 libri + 1 da leggere in seconda elementare

Mentre in prima (la definisco prima elementare alla vecchia maniera) le bambine e  i bambini sono ancora cauti, un po’ sospettosi nei confronti dei libri, permeati ancora dall’idea che sia necessario leggere bene per poter leggere “bene”, in seconda elementare sono ormai sicuri di avere tra le mani uno strumento prezioso e potentissimo e lo usano con una sfrontatezza meravigliosa. Quelli che ho avuto modo di osservare in libreria si aggirano tra gli scaffali, accolgono i consigli, scelgono con entusiasmo.

Ecco i miei 9+1 suggerimenti di lettura , dunque, e buon divertimento!

Ricordati del gatto!, di Michael Rosen, illustrato da Tony Ross, edito da Feltrinelli Kids

71vbpVwB0BLVoi che non siete smemorati e distratti come la signora e il signor Frettini, certamente ricorderete A caccia dell’orso di Michael Rosen o La piccola principessa di Tony Ross. Ebbene, eccoli assieme, questi due intelligenti autori, per raccontare un’avventura illustrata ironica, d’amicizia, d’affetto.

La famiglia Frettini va sempre di fretta, lo dice anche il nome, per riuscire a fare tutto per tempo, certo, ma complicandosi molto la vita. Specie alla mattina quando anche i signori Rossi o Bianchi guardano in continuazione l’orologio; fanno tutto velocemente e in fretta: colazione, pulizia, escono di corsa. Che andrebbe anche bene, se non fosse stressante e se non fosse che i signori Frettini hanno un bimbo che non è ancora grande a sufficienza per restare da solo in casa o, peggio, per andare autonomamente a scuola. Per fortuna che c’è il gatto! Tigre si chiama, nome scelto, non c’è bisogno di dirlo, di fretta, che dimostra però un temperamento e un affetto per il suo padroncino che lo rende coraggioso e intraprendete proprio come una tigre. [In stampatello minuscolo e diviso in capitoli, procede con brevi blocchetti di testo che rendono la lettura autonoma molto scorrevole].

Draghi dell’altro mondo, di Sofia Gallo, edito da Sinnos

71uplBdEfkLSi tratta di una fiaba alla maniera classica: un uomo disperato, senza più soldi e prospettive decide di varcare il confine magico che dal mondo della realtà porta a quello dell’irrealtà per trovare una soluzione che possa ribaltare le proprie sorti e quelle della sua famiglia.

Attraversa quindi il confine che dal mondo degli uomini porta a quello dei draghi: un mondo lussureggiante, colorato, abitato da draghi enormi, minacciosi. L’uomo però è pronto a tutto e soprattutto è piuttosto furbo, il che si rivela quantomai utile visto che i draghi per quanto imponenti e forzuti sono piuttosto sciocchi.

L’uomo compie imprese eccezionali senza in realtà muovere un dito: si fa prendere a servizio da una famiglia di draghi, madre e tre figli, e pur essendo in una posizione di debolezza nei loro confronti escogita piani geniali che lo fanno sembrare di volta in volta potentissimo, riuscendo a tornare a casa carico di tesori. Una fiaba a lieto fine che esalta il valore dell’intelligenza e dell’intraprendenza, dell’amore genitoriale e del coraggio, con belle illustrazioni e soprattutto con una leggibilità altissima. [Questo libro usa la font leggimi, creata nel 2006 appositamente per chi abbia problemi di lettura e quindi perfetta per i primi lettori]

Storie di fantasmi per il dopocena, di Jerome K. Jerome, edito da Biancoenero

61UQ375Ke0LPrendete in parti uguali ironia e mistero, mescolatele e otterrete un composito e succulento libretto pauroso quanto basta e divertente nella stessa misura. Diverse storie di fantasmi, perfette per i dopocena, narrate da diversi cantastorie con protagonisti talvolta teneri, talvolta sciocchi, talvolta dispettosi e ostinati.

Una narrazione che scorre veloce dalla penna sapiente di un grande umorista inglese: Jerome K. Jerome, che nella scrittura ha trovato il proprio successo, sapendosi rialzare da circostanze piuttosto sfavorevoli. Una lettura che consiglio a bambine e bambini dotati di senso dell’umorismo, certa che sull’esempio di queste storie ne inventeranno di proprie, altrettanto divertenti e paurose. [È un libro ad alta leggibilità, con puntuali accortezze sintattiche e grammaticali, capitoli brevi e paragrafi spaziati in stampatello minuscolo]

Lupo e cane insoliti cugini, di Sylvia Vanden Heede, illustrato da Marije Tolman, Beisler editore

71Mdo30WgKLCane si veste perbene, vive in una bella casetta, è riflessivo e assennato. Lupo se ne va in giro vestito della sua sola pelliccia selvaggia e ne sa una più della volpe (che però in queste storie non c’è). I due sono cugini, ma molto insoliti, perché tra di loro non hanno in comune nulla se non una buona parte di patrimonio genetico e vivono avventure semplici, da cane e lupo, ma molto divertenti in cui lupo si mostra bislacco e cialtrone, talvolta un po’ dispettoso, e cane orgoglioso, paziente, con una sua personalità. I due litigano, poi fanno pace, poi bisticciano ancora, come due veri amici, insomma! Sono 9 avventure in cui il testo (accompagnato da belle illustrazioni a colori) si sviluppa in verticale, come se si trattasse di una filastrocca. Il fatto che sia spesso in forma dialogica permette al giovane lettore di esercitare piacevolmente la lettura espressiva. [Questo libro fa parte della collana Leggogià in cui si usa un carattere più facile da leggere, si chiama Testme, che non affatica gli occhi]

L’accademia antimostri, di Martin Widmark e Christina Alvner, edito da Sonda

71ad7rLQLiLCoraggio, intelligenza e intraprendenza, sono questi gli elementi che rendono un agente antimostro un ottimo agente antimostro. Perché che il nostro mondo sia pieno di creature minacciose, belve feroci e fantasmi è noto, e qualcuno deve pur occuparsene per permettere a noi civili di continuare a vivere serenamente come se nulla fosse. L’accademia antimostri serve proprio a forgiare bravi agenti, e Nelly Rapp è straordinaria nella sua spontaneità; si direbbe che abbia un vero e proprio talento per questo mestiere. Questo che consiglio è il primo libro di una serie in cui, nonostante si potrebbe pensare il contrario, delle avventure pericolose resta solo il coraggio, l’intraprendenza e l’intelligenza bambina, visto che i mostri si rivelano goffi, deboli, persino divertenti. [Costituito da 7 capitoli illustrati in bianco e nero in corsivo minuscolo con spaziatura larga per una lettura che non affatica gli occhi. Il fatto che sia una serie potrebbe aprire le porte ad appassionanti letture successive]

Ortone e i piccoli Chi!, del Dr. Seuss, edito da Giunti Junior

51pw4rIYUILOrtone è un elefante. È grosso e ingombrante ma ha un animo molto sensibile e vista e udito fini grazie ai quali riesce a percepire la richiesta d’aiuto di una creaturina minuscola, un granello di polvere, quasi. Lei è rosa, piccina davvero; fa parte di un popolo di minuscoli che si chiama “Chi” e che vive nel Paese “Chissà”: corrono un grande pericolo e quindi chiedono aiuto a Ortone, che, in barba a quanti cinicamente lo vorrebbero indifferente, si adopera subito per il bene delle creaturine.

Si affanna, corre avanti e indietro, non conosce stanchezza. Intanto la sua gentilezza, come spesso accade, è scambiata dagli altri come dabbenaggine. Nessuno vede i piccoli Chi, Ortone quindi è semplicemente impazzito. Ma chi fa del bene, per fortuna, lo fa ostinatamente, talmente tanto da riuscire a provare anche gli scettici. [Illustrato a colori nel celebre stile del Dr. Seuss, il testo in stampatello minuscolo è in rima].

La balenottera azzurra, di Jenni Desmond, edito da Lapis

71PKTPRDeqLUn albo illustrato a carattere divulgativo ma dalla tempra piuttosto narrativa ed evocativa.

L’autrice conduce i giovani lettori e le giovani lettrici in un mondo di dimensioni enormi, in cui tutto si rivela invece fragile, poetico. Questo è un albo che incontrerà certamente la fantasia dei vostri bambini e delle vostre bambine, accompagnandoli molto lievemente in un mondo affascinante, alla scoperta di un essere fortissimo, il più grande mai esistito, e nonostante ciò delicato, esposto a rischi, con un realismo e un’efficacia comunicativa straordinari. [Le illustrazioni sono anch’esse narrative, per nulla didascaliche e in perfetto equilibrio con un testo affidabile dal punto di vista scientifico].

A spasso col mostro, di Julia Donaldson, Axel Scheffler, Emme edizioni

81Ftfbj0y0L (1)Per fare una buona storia, di quelle che i bambini chiedono e richiedono, imparano a memoria, citano agli amici e rivisitano, è assolutamente necessario che alcuni ingredienti ci siano e che ci siano in abbondanza: serve un protagonista piccolo che sembri indifeso ma che sappia cavarsela con intelligenza e furbizia (quella buona, quella sana) in ogni circostanza, anche la più pericolosa; serve che ci siano dei comprimari ben caratterizzati che non vengano meno al proprio ruolo e che non virino pericolosamente verso la via della sciatteria; servono delle illustrazioni piacevoli e curate; serve che la storia abbia un ritmo e che possa essere intesa come una filastrocca; sono utili poi le reiterazioni, le situazioni ripetute con varianti buffe, i finali da far sorridere, divertenti e poetici. Per fare una buona storia di mostri, infine e naturalmente, serve un mostro. Un mostro come ce lo immaginiamo: con zanne tremende, artigli affilati, e denti da mostro di bava bagnati. Un albo celebre, un classico moderno, che consiglio a tutti i bambini e le bambine che abbiano voglia di sorridere leggendo, a tutti i bambini, dunque! [Il testo è in rima e un brivido di tensione che si scioglie mano a mano, tiene sempre alta l’attenzione e il desiderio di vedere “come finisce”]

Che storia! L’eruzione di Pompei, di Davide Morosinotto e Fabio Visintin, Edizioni EL

71JG5y-rQkLSi tratta di uno dei libri che compongono una collana molto giovane il cui senso si esprime bene nel proprio occhiello: La Storia è fatta di grandi storie. È una storia, questa di dimensioni più corpose rispetto a quelle proposte finora, ideale per le vacanze estive, all’inizio delle quali i bambini e le bambine hanno ormai piena consapevolezza della lettura. La ascolteranno per mezzo di quanto Plinio il giovane scrive a Tacito. Plinio il giovane si chiama così perché si distingua da Plinio il vecchio, celebre scienziato naturalista e ammiraglio della flotta romana, che, proprio durante l’eruzione del 79 d.C. narrata in queste pagine, morì nel tentativo riuscito di salvare quanti più cittadini possibile. Il tono della narrazione è piuttosto appassionante, i fatti drammatici riportati con il tono e l’affidabilità della cronaca storica. Quando il vulcano si risveglierà e una nuvola scura coprirà il cielo, Plinio dovrà lottare per sopravvivere, come tutti gli abitanti di Pompei. Riuscendoci, sarà anche il testimone che ci permetterà di conoscere la storia di quei giorni.

Questo mio articolo è stato originariamente pubblicato su Your Edu Action. Aggiungo qui di seguito,come in precedenza, una lettura in più.

Lindbergh, l’avventurosa storia del topo che sorvolò l’oceano, di Torben Kulhmann, edito da Orecchio acerbo

81+GKJ3x7eL (1)Un topo trascorre la maggior parte del suo tempo tra i libri, certo ogni tanto li rosicchia, ma intanto li legge e fa scorta di cellulosa e scienza. Un giorno, appena sfuggito alle grinfie di un gatto, si imbatte in uno stormo di pipistrelli: si direbbero quasi topi, però hanno le ali. Da qui l’idea: munirsi di ali per raggiungere l’America e sfuggire a un contesto minaccioso e pieno di soprusi quale è quello in cui vive in Europa. Le ali da sole non bastano, il topo fallisce la sua prima prova ma non demorde e ci riprova; stavolta costruendo un vero e proprio velivolo col quale si alza nel cielo di Amburgo, che ci appare morbida e antica nei suoi panorami virato seppia, e se la lascia alle spalle per avventurarsi nei cieli dell’Atlantico.

Ad attenderlo in America il successo, la libertà, la notorietà.Un albo illustrato magnifico, una narrazione intensa; una storia che si fa sogno elegante, avvincente. Lo consiglio, e vivamente, a tutti i bambini con il senso dell’avventura, con il coraggio dell’entusiasmo, con lo slancio dell’intraprendenza. A tutti i bambini e le bambine, insomma.

Spero vi sia venuta voglia di comprarli. Potete farlo qui:

Ricordati del gatto!
Draghi dell’altro mondo
Storie di fantasmi per il dopocena. Ediz. a caratteri grandi
Lupo e cane. Insoliti cugini. Leggogià
L’accademia antimostri. Nelly Rapp agente antimostri: 1
Ortone e i piccoli Chi!
La balenottera azzurra
Il Gruffalò
L’eruzione di Pompei
Lindbergh. L’avventurosa storia del topo che sorvolò l’oceano

L’innocenza di Sofie – Niente

Del libro di Janne Teller attorno al quale si dibatte molto in queste ultime settimane avevo scritto nel marzo 2005 tra le pagine de “Il Segnalibro”. All’epoca si chiamava L’innocenza di Sofie ed era edito da Fanucci; adesso è pubblicato da Feltrinelli e si chiama Niente. Ho deciso di ripubblicare quella mia breve recensione senza apporvi modifiche, peraltro non ho letto la nuova edizione per cui non saprei nulla aggiungere sulla traduzione o sull’edizione.Niente-particolare-del-disegno-in-copertina_h_partb

innocenza-sofieQuesto è un libro in cui la crudeltà del’animo umano trova spazio non solo negli angoli più remoti della ragione. È un libro agghiacciante: leggerlo è come uscire in una mattina di sole e tornare indietro zuppi di pioggia, freddi fino alle ossa. Janne Teller possiede la rara abilità di muovere gli animi senza patetismi. Il suo è uno stile asciutto e scarno di quelli che vanno dritti e inesorabilmente al dunque. L’innocenza è ciò a cui Sophie deve rinunciare, una di quelle cose che posseggono un sgnificato, che danno un senso alla vita. Perché lo scopo primo di alcuni ragazzini di Taering, piccola cittadina della Danimarca, è proprio riappropriarsi, con dolore e strazianti rinunce, del significato. E allora cedono al desiderio vitale di dimostrare al loro amico disilluso e innaturalmente adulto, Pierre Anthon, quanto egli sia in errore affermando che non vale la pena di far nulla perché nulla ha importanza. Frustrati dalla sua caparbia amarezza, i ragazzi reagiscono con decisione e incominciano ad accumulare, impilare, tutto ciò che per loro ha un significato, trascinando se stessi e il lettore in un vortice di spietata violenza. Violenza che assieme riempie e svuota ogni cosa della propria vera e genuina essenza. Sofie è il motore di questa ricerca, è decisa forte, estremamente testarda: niente riesce a smuoverla dal proprio intento. Sofie non vuole vivere una vita senza senso e non concepisce che qualcun altro possa farlo, non può permetterlo. Janne Teller ha scritto questo libro per i ragazzi, ma non è adatto solo a loro. Gli adulti, che nel romanzo sono solo ombre sfuggenti e prive di ogni palpabile spessore, troveranno in queste pagine molto di sé stessi.

downloadTitolo: Niente
Autor: Janne Teller
Editore: Feltrinelli
Dati: 2012, 119 pp., 12,00 €

Lo trovi tra gli scaffali virtuali di Amazon.it

Ernest e Célestine. Un libro, un film, gli albi e la rivoluzione dell’amore

ernest-e-celestine-12L’amore è rivoluzionario; l’amore, quello vero non conosce paura, non si arresta dinanzi agli ostacoli, non concepisce colori o dimensioni. L’amore, quello vero, nasce con la cura, e la cura, in questo caso, è quella delle mani enormi di un orso, goffe nell’ingozzarsi di dolciumi, imbranate quando si tratta di far piano, lievi quando è il caso di suonare o di accorrere in aiuto; è delle mani minuscole di una topolina che dipinge e dipingendo dà voce ai suoi disagi (non vuol fare quello che gli altri le impongono) ai suoi sogni (liberare se stessa dalle convenzioni) e alla realtà, che non è quella che gli altri raccontano e temono.ernest-e-celestine15

L’orso è Ernest, la topolina Célestine. Entrambi nascono dagli acquerelli (e dal segno che diviene senso) di Gabrielle Vincent. La premessa necessaria è che le storie della Vincent, così come i numerosi albi della serie che dedica ad Ernest e Célestine, sono deliziose, tenera, avventurose e anticonformiste; un percorso di decostruzione allegro e sfrontato, fatto di elegantissimi acquerelli, che consiglio a tutti. Ma cosa hanno a disposizione i bimbi italiani per fraternizzare e innamorarsi di questo orso burbero e di questa topolina decisa e intraprendente? Molto, si direbbe, molto poco, direi io che per gli originali sono sempre di parte.ernest-et-celestine10

Gallucci offre un albo ispirato alla serie omonima dell’autrice belga, sostanzialmente l’albo del film, e il film stesso (uscito nel 2012 di Benjamin Renner, Vincent Patar e Stéphane Aubier); Feltrinelli ha pubblicato invece un romanzo che altro non è che la sceneggiatura del film ad opera di Pennac.

Incomincerei dal film, assolutamente da vedere tutti assieme, in famiglia. Delizioso, raffinato molto intenso, l’humus in cui si sviluppa è quello fecondo delle storie originali, la sceneggiatura è calzante e vibrante, senza forzature. Il romanzo, invece per quanto ben scritto e per quanto di Pennac, altro non è che la sceneggiatura del film. Chiamarlo romanzo mi pare eccessivo ma rimane un buon mezzo per conoscere Ernest e Célestine, appassionarsi e andare alla ricerca degli albi illustrati originali. Sebbene non vedo perché non lasciare questo compito al medium per cui era stato pensato, ovvero il film.ernest-e-celestine-07

Tutto incomincia grazie a un incidente, anzi, all’incrociarsi di due sfortune: la prima, quella di Célestine che, per imposizione della società dei topi cui appartiene, deve andare in giro la notte a rubare quanti più denti possibile (i denti servono per sostituire gli incisivi, nel momento in cui si consumano, grazie ai quali i roditori sono quello che sono). Sembrerebbe semplice, e d’altra parte quello di raccogliere i dentini è da sempre compito dei topolini; il fatto è che la raccolta avviene nel mondo “di sopra” quello degli orsi. Ebbene, Célestine di questa vita e di questo lavoro non vuol saperne, vuol fare la pittrice, e inoltre non teme gli orsi come gli altri topi e questo è uno scandalo, quindi affronta il compito con una certa leggerezza che le costa una disavventura a causa della quale finisce in un bidone della spazzatura. L’altra sfortuna è quella di Ernest che mendica e fa il clown e nel farlo fa la fame, per cui è costretto a frugare nei rifiuti. Frugando scova Célestine e assieme interrompono la catena della tradizione: Ernest dovrebbe mangiarla ma non lo fa. Purtroppo il film dura solo il tempo di un film.

Per fortuna sempre Gallucci ha pubblicato due degli albi originali (Ernest e Celestine hanno perduto Simeone Ernest e Celestine musicisti di strada) e un terzo è in arrivo, non c’è che da aspettarli tutti.

Che invece di far jazz, in merito alle letture scolastiche, si debba fare un po’ di blues?

Mi è capitato di ritornare più volte sull’argomento “letture scolastiche”. Quando si avvicina l’estate, poi, c’è sempre qualche mamma che considera i libri “per le vacanze” assegnati dai docenti troppi, troppo noiosi, troppo vecchi, troppo lunghi. E allora, considerato che sono una pasionaria dei grandi classici, sento sempre il dovere di intervenire in difesa (pare ridicolo dirlo ma accade) di Anna Karenina o Renzo e Lucia.

Ho riflettuto a lungo specie sulla proposta/desiderio di alcuni genitori che i ragazzi potessero essere lasciati liberi di scegliere le proprie letture, preferendo alle indicazioni degli insegnanti il proprio gusto o la moda del momento. Ci sarebbe da disquisire, e a lungo, sulla formazione del gusto letterario, e sulle mode del momento. Immagino la terribile evenienza che il buon vecchio Alessandro e il caro Lev siano scalzati da Federico (Moccia) o Fabio (Volo) e rabbrividisco; e nel riflettere la domanda che mi pongo è: perché a una lista di grandi classici non si accosta una selezione di titoli contemporanei di modo che i ragazzi possano apprezzare, scoprire e confrontare e che la presenza di titoli freschi (non solo di stampa) possa indurre alla lettura più partecipe ed entusiasta dei temibili classici?

Altra obiezione è che i ragazzi abbiano poco tempo da dedicare alla lettura, considerato quanto debbano studiare. Io ritengo che avendo scelta e varietà i ragazzi abbiano anche modo e tempo per autogestirsi.

Certo i docenti dovrebbero cercare di tenere il passo e districarsi nella varietà (di qualità) delle nuove pubblicazioni e dei nuovi autori (e qui sarebbe doveroso aprire una parentesi altrettanto lunga e delicata)…pampa blues

Tutto questo per dire che tra i titoli per ragazzi di buone letture ce ne sono moltissime, sebbene non facciano tendenza; l’ultima che ho avuto modo di apprezzare è stata Pampa Blues. Rolf Lappert, l’autore, è tedesco e proprio in un paesino del nord della Germania fa muovere pochissimi protagonisti con una disinvoltura e un effetto sceneggiato che induce alla figurazione filmica. Ci si immaginano i luoghi, ci si immaginano altrettanto facilmente le facce. Prima tra tutte quella di Ben, il giovane protagonista. Ben ha 16 anni (quasi 17) e vive a Wingroden con il nonno affetto da Alzheimer, del quale si prende cura completamente da solo. La madre, infatti, è sempre in giro per l’Europa perché cantante jazz di discreta fama e il padre, figura sublimizzata e probabilmente sublime, è morto quando Ben aveva otto anni mentre era in viaggio in Africa. Ben insegue egli stesso il sogno di viaggiare in Africa, abbandonando Wingroden, a bordo del suo pulmino Volkswagen che con le sue mani, avendo un talento per la meccanica, sta rimettendo in sesto; per questo legge, si documenta, studia. Il nonno Karl, non fosse malato, avrebbe dovuto insegnargli a diventare un bravo giardiniere ma la malattia ne ha rosicchiato la memoria e ha rosicchiato il tempo del ragazzo, completamente dedito alla cura del nonno e ai suoi sogni.

L’atmosfera in cui i bislacchi protagonisti vivono è quella un po’ rarefatta e un po’ liquida in cui ci si può imbattere d’estate, sull’asfalto caldo. I pochi profili si mescolano in un unico interesse: Wingroden. Anagrammando il tedesco il risultato è Nirdendwo (in nessun luogo), e così sembra essere questo luogo senza un posto, fuori dall’immaginazione e dall’immaginario del reale. Perché allora un ricco, strambo e generoso; un appassionato di film melodrammatici e innamorato apparentemente senza speranza; un povero folle passato attraverso la guerra; una parrucchiera affascinante e dedita al marito e un vecchio demente vogliono vivervi così fermamente? Perché scegliere l’immobilità di un paese che sembra il set abbandonato di un film?

Ciascuno a modo suo ha ritagliato il proprio spazio laddove sembrerebbe non essercene, ed è faticoso immaginarli altrove; anche Ben, che aspira alla fuga verso l’Africa si muoverebbe di fatto da una condizione di solitudine, di distanza dai propri coetanei, a un’altra, certamente più avventurosa, comunque solitaria.

La prima parte del romanzo è vibrante di ironia; toccante di un realismo esasperato ma per nulla patetico; ho trovato ogni pagina ugualmente avvincente nella semplicità dei fatti e nell’efficacia della narrazione. La seconda parte, o meglio, dal momento in cui alla vicenda principale si incrocia quella secondaria, l’intensità della prima si attenua ma non si spegne del tutto, per poi tornare a vivificarsi in una conclusione sospesa e affatto banale.

Il blues del titolo pervade tutto il romanzo: nelle descrizioni dei luoghi; nelle idee strampalate, quali quella portante di fingere l’avvistamento di un ufo per suscitare curiosità e attrarre turisti a Wingroden; nella ferma malinconia dei protagonisti; nei tocchi brillanti e vivaci del dinamismo, dell’amore, dell’entusiasmo e della generosità che, ciascuna in modo diverso e con diversi risultati, si applicano ad ogni protagonista.

La narrazione in prima persona è asciutta e incalzante sebbene il suono che ne risulta sia come dilatato, morbido, blues.

Maslow esce con due bottiglie di birra e si siede accanto a me. Per un po’ restiamo in silenzio a bere birra con gli occhi al cielo. “Tu credi che lassù, da qualche parte, ci sia vita?” mi chiede Maslow a un certo punto. “Non credo che ci sia vita neppure quaggiù,” dico.

ImmagineTitolo: Pampa Blues
Autore: Rolf Lappert
Editore: Feltrinelli Kids
Dati: 2013, 224 pp., 14,00 €