Il pinguino che aveva freddo

Sul sito di Philip Giordano, autore de Il pinguino che aveva freddo, ho trovato un’immagine. È una semplicissima foto di un’altrettanto semplice busta di carta, illustrata con una frase che recita: “esiste un libro per ciascuno”.

È una frase tanto semplice quanto vera e si può applicare a qualsiasi cosa, in qualsiasi contesto.

E mi riporta all’albo di grande formato che citavo all’inizio. Perché in esso si racconta la storia di Milo, giovane pinguino dalle piume bianche e nere, dal becco e dalle zampe arancioni. Milo vive tra i ghiacci del Polo Sud, come è sempre stato per i pinguini, e conduce la vita che ci si aspetterebbe da un pinguino (io, per dire, la immagino tutta tesa a inseguire pescetti, a covare amorevolmente uova, a ballonzolare incerti sulla neve ferma e a guizzare con agilità impressionante nelle più fredde acque del mare) fino a quando un giorno, precisamente alle 8,29 di una mattina, Milo si sveglia e trema.

Il pinguino che aveva freddo, di Philip Giordano - 2016, Lapis
Il pinguino che aveva freddo, di Philip Giordano – 2016, Lapis
Il pinguino che aveva freddo, di Philip Giordano - 2016, Lapis
Il pinguino che aveva freddo, di Philip Giordano – 2016, Lapis

Trema al pensiero forse, e trema proprio per il freddo. Milo è un pinguino che sente freddo. Un pinguino che sente freddo tra pinguini che non ne sentono affatto, anzi, in diligente fila, si dirigono verso il bordo della banchisa per tuffarsi nell’oceano gelato. Milo, no, infreddolito, si ferma sul bordo, decide di non tuffarsi. Mi chiedo: cosa mangerà a pranzo? Ma sono distratta da questo mio pensiero dalla comparsa di una balena che, occhio tondo tondo e muso altrettanto, propone a Milo di accompagnarla nel suo viaggio verso luoghi più caldi. Milo non se lo fa ripetere e parte. Parte alla ricerca del tepore ma anche di se stesso, pur non essendone cosciente

Il pinguino che aveva freddo, di Philip Giordano - 2016, Lapis
Il pinguino che aveva freddo, di Philip Giordano – 2016, Lapis

E approda su un’isola popolata da uccelli colorati che gli regalano piume altrettanto colorate e soffici e calde, con le quali intrecciare una sciarpa, grazie alla quale Milo non soffrirà più il freddo e intreccerà nuove amicizie.

Un albo che definisco con l’unica parola che considero adatta e che è stata la prima che ho associato ad esso: lieve.

Lieve per la delicatezza con cui tocca un tema così delicato come può essere la ricerca della propria identità, della paura di sentirsi soli, della scoperta che talvolta le nostre paure sono anche quelle di altri e, in questa comunanza della scoperta, della forza di affrontare assieme la stessa paura.

Il pinguino che aveva freddo, di Philip Giordano - 2016, Lapis
Il pinguino che aveva freddo, di Philip Giordano – 2016, Lapis

Lieve per la straordinaria qualità delle immagini che mai sembrano bidimensionali pur essendolo sempre. Spigolose, talvolta, come gli angoli dei cristalli di neve e, allo stesso modo, affascinanti, brillanti di una palette di colori scelta come si operasse alla realizzazione di un mosaico e che proprio dell’idea di mosaico conserva le trasparenze, la resa della luce. Si legge in esse il movimento, la profondità, la consistenza. Tondo è l’igloo che Milo definisce casa, tonda è l’isola sulla quale trova amici e risposte. Tonda la balena che lo incoraggia al viaggio alla scoperta. Poche le curve, molte le linee rette che non ingabbiano nella staticità, tutt’altro, nell’alternarsi con la morbidezza delle curve raccontano e lo fanno deliziosamente.

Esiste un libro per ciascuno, esiste per ciascuno una percezione, esistono le parole per ciascuno, esiste per ciascuno l’amore, il luogo giusto; esiste sempre, ed è difficile perderla così come conquistarla, la libertà, per ciascuno. Milo la cerca, la trova e la tiene al caldo, protetta da una lunga sciarpa colorata.

Il pinguino che aveva freddo è una lettura che consiglio dai tre anni in su.

00000531Titolo: Il pinguino che aveva freddo
Autore: Philip Giordano
Editore: Lapis
Dati: 2016, 48 pp., 14,50 €

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L’uovo dell’imperatore

Devo ammetterlo perché questo sarà un merito aggiuntivo per l’albo edito da Editoriale Scienza Tra i ghiacci coi pinguini: io non ho mai avuto simpatia per questi uccelli. E senza nemmeno una ragione plausibile. So che i bambini li adorano; provate a chiedere a un bimbo o una bimba quale sia il suo animale preferito, la maggior parte di loro vi risponderà: il pinguino. Ho visto tanti documentari sulla loro faticosa esistenza, nulla, non mi ispiravano simpatia… eppure, sfogliando questo libro, ho potuto realmente rendermi conto di quanta misteriosa forza ci sia in ciascun pinguino che ostinatamente sfida e vince il freddo antartico. Freddo che non lascia intendere nessuna possibilità di vita, come ci spiega Martin Jenkins, ma che i pinguini fronteggiano e col quale convivono, scegliendo anzi proprio quello più feroce, quello invernale, per riprodursi.

Un metro e trenta misura un pinguino imperatore. Non l’avrei detto che fossero così grandi e mi meraviglia la cura con cui il papà pinguino cova l’uovo che mamma pinguina ha deposto, prima di tornare per due mesi in mare, proteggendolo dal vento gelido che altrimenti lo ucciderebbe.tra_i_ghiacci_con_i_pinguini1-960x518

Le bande giallo-arancio a destra e a sinistra del capo e del becco di questi particolari uccelli nuotatori segnano di colore il manto nero e illuminano il bianco delle piume così come sembrano riflettere la luce ghiacciata e bianca della neve che predomina nelle illustrazioni di Jane Chapman quando a farlo non sono il blu e l’azzurro del mare. Questo fino a quando l’inverno non ha fine e fino a quando il guscio non si rompe e dall’uovo curato con così tanta premura da papà pinguino non nasce il pulcino. Allora l’arancio inonda le tavole illustrate e sfuma di calore il meraviglioso momento che percepiamo tenero e morbido, così come è il piccolo appena nato.

“Ogni pinguino ha un suo verso, quasi un’impronta digitale, e anche i piccoli emettono un particolare fischio” tra loro parlano in musica e versi e si riconoscono, sembrano amarsi ed essere felici quando la mamma ritorna per dare sollievo alla stanchezza del papà e sostituirlo nelle cure del cucciolo.

Un’unione forte e consolidata che conosce e non patisce il sacrificio; un esemplare esempio di serenità.

Come sempre per i libri di questa serie, alla storia, narrata con un linguaggio simpatico e chiaro, si associano informazioni a carattere scientifico, in più, in allegato un cd contente il racconto letto da Lella Costa, la canzone del pinguino, la storia in inglese e informazioni extra.

51kh1ckkajl-_sx450_bo1204203200_Titolo: Tra i ghiacci con i pinguini
Autore: Martin Jenkins, ill. da Jane Chapman
Editore: Editoriale Scienza
Dati: 2011, 32 pp., 16,90 €
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