Il mio Salinger

Il mio Salinger, di Valentina Grande ed Eva Rossetti - 2019, BeccoGiallo

Valentina Grande, insieme a Eva Rossetti, è autrice del raffinato graphic novel Il mio Salinger, che, per mezzo della voce della prima moglie del romanziere americano, Sylvia Welter, racconta del loro amore, di quanto fu difficile e intenso, controverso anche nei ricordi: all’epoca D. J. Salinger era un giovane soldato americano (di origini ebree) che risentiva di un grave disturbo post traumatico, considerato che fu tra i primi a entrare nel campo di concentramento Kaufering IV. Quello che vide lo tormentò per anni ma non gli impedì di avere la presenza per entrare nelle fila di coloro i quali avevano il compito di indagare e segnalare sui nazisti che si nascondevano tra i civili nel dopoguerra.

Il mio Salinger, di Valentina Grande ed Eva Rossetti - 2019, BeccoGiallo
Il mio Salinger, di Valentina Grande ed Eva Rossetti – 2019, BeccoGiallo

Da qui, probabilmente, il tarlo che cominciò a rodere la storia damore con Sylvia sin dall’inizio, giacché su di lei non si dissipò mai l’ombra che fosse collusa con in nazisti, che facesse addirittura parte della Gestapo. Il passato oscuro di Sylvia contibuì ad allontanarli ma molto contò anche l’ambizione non compiuta del giovane Salinger, quando ancora era lungi dall’essere l’acclamato autore del Il giovane Holden.

La palette di colori, che alterna il virato seppia agli azzurri e ai grigi, conferisce a tutta la narrazione un tono nostalgico, sfumato che restituisce intensità a un matrimonio breve (durò solo 8 mesi) ma vero, sofferto, certamente vissuto.

I balloon partono dalle labbra e si muovono nell’aria come fumo di sigaretta, conferendo alle parole che contengono un senso sfuggente misto tra il ricordo e l’oblio.

Come tutti i ricordi, si sfumano col passare del tempo, fissando elementi per perderne altri, rendendo più morbidi certi contorni e affilarne, appuntirne altri. Questa narrazione rende bene la frammentarietà di un passato controverso e doloroso, toccato però da un amore grande, di cui nessuno ha saputo per anni.

il-mio-salinger-cover-e1511177733115Titolo: Il mio Salinger
Autore: Valentina Grande, Eva Rossetti
Editore: BeccoGiallo
Dati: 2019, 146 pp., 19,00 €

 

 


Questa è una recensione per celebrare il #MaggioDeiLibri in seno alla traccia: Dove sei giovane Holden? A cento anni dalla nascita di J.D. Salinger.

 

ELISA ATTRAVERSO LO SPECCHIO #16

Silvia Vecchini, Sualzo
21 giorni alla fine del mondo
Il Castoro, 2019

#ElisaAttraversoLoSpecchio #IlCastoro #SilviaVecchini #lettureautonome #foto_recensione #recensioni #Sualzo
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*con un colpo di scena un poco triste
*è una storia di amicizia che si trasforma in storia d’amore
*certe volte con gli amici bisogna perdonare
*i disegni sono bellissimi
*se mi stufo del basket (mai!) faccio karate

ELISA ATTRAVERSO LO SPECCHIO #13

Elisa ha compiuto 10 anni e ha maturato un gusto per la lettura tutto suo che rifugge dal mio e che si radica in una ribellione a “i libri che mi consiglia mamma”. Ha trascorso la terza elementare in compagnia esclusiva di Harry Potter  (oggi legge piccoli saggi, spin off e sceneggiature per non perdere la mano); la quarta elementare con gatti guerrieri (in merito a Warrior Cats ha scelto di scrivere un suo post) con qualche incursione nei fumetti. L’ultimo letto rispolvera la sua rubrica.

#ElisaAttraversoLoSpecchio #IlCastoro #InScena #lettureautonome #foto_recensione#recensioni #RainaTelgemeier
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*è coinvolgente
*è d’amicizia
*è accogliente e divertente

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Io sono Mare

Io sono Mare è il nuovo volume della collana Dino Buzzati, dedicata ai lettori più giovani di Canicola Edizioni. È un racconto breve a fumetti realizzato da Cristina Portolano che racconta con tenerezza la scoperta e la ricerca della propria identità sessuale.

Io sono Mare di Cristina Portolano - 2018 Canicola
Io sono Mare di Cristina Portolano – 2018 Canicola

Mare è una bambina dal nome evocativo che non sarà detto ad alta voce se non nel pieno della storia, Mare nel mare, quando con il suo amico Franky, un pesce pagliaccio antropomorfo, lo attraversa per raggiungere un anemone, che è la casa di Franky, nel quale egli possa ritrovare la libertà, il suo posto, il suo ruolo.

Io sono Mare di Cristina Portolano - 2018 Canicola
Io sono Mare di Cristina Portolano – 2018 Canicola

Franky viveva in una boccia di vetro prima di partire per il suo viaggio onirico verso casa che incomincia con una metamorfosi che dall’essere munito di pinne e branchie lo porta a diventare un bipede con braccia e capelli. Mare lo accompagna, stanca di non poter toccare, scoprire, fare da sé. Non appena si tuffa nel mare si sente libera di esprimere se stessa, si toglie tutti i vestiti e si muove nell’acqua con naturalezza, respirando, parlando come in un sogno, in un mondo nuovo in cui non ci sono regole fisiche, ma solo altri elementi con i quali confrontarsi e da superare. Meduse e anemoni urticanti, palloni gonfiati, pesci in evoluzione.

Mano a mano Mare acquisisce consapevolezza di sé, degli altri, corre qualche rischio e si sveglia felice e cresciuta ed entusiasta di andare, di tornare al mare.

copertina_sitoTitolo: Io sono mare
Autore: Cristina Portolano
Editore: Canicola
Dati: 2018, 20 pp., 16,00 €

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I ricordi di Mamette – La buona stella

22 dicembre 2016. #AkAdvent

Non sono un’esperta di fumetti. Questo devo premetterlo per onestà e per anticipare che ci sarà molta empatia in questa recensione, più che tecnicismi. Il che potrebbe anche essere un bene. Perché oggi è una giornata piena e complessa che segue tante giornate altrettanto piene e complesse e incontrare un libro così intenso e delicato e rude e intimo e divertente, non può che essere balsamico. Per questo consiglio I ricordi di Mamette – La buona stella, perché vi farà piangere e ridere, ne sono certa, di risate e lacrime vere e balsamiche, appunto.

 I ricordi di Mamette - La buona stella, di Nob - Tunuè, 2016
I ricordi di Mamette – La buona stella, di Nob –
Tunuè, 2016

I fumetti mi trovano sempre piuttosto cauta nell’approccio. Quell’inseguirsi di immagini, che sembra indurre a una lettura veloce e invece ne richiede e riceve una lenta, mi smarrisce sempre, sulle prime. Poi comincio a trovare il filo e mi aggrappo anche alle parole (che in questo caso non sono molte) e procedo con una pienezza che, anch’essa, mi sorprende e gratifica. Mamette, che è Marinette, è una vecchia signora che è stata una bambina. E di quella bambina ci racconta. Ci racconta visivamente, per mezzo delle immagini della propria memoria, e questa storia realista e a tratti verista, trova nel fumetto, la sua naturale espressione. Una forte coincidenza di intenti tra autore, protagonista narrante e medium. Sorprendente.

Mamette, che è Marinette, dicevo, è una bambina che vive in campagna, intorno agli anni Trenta, nella casa del nonno e della nonna materni; amorevolmente accudita da una zia scontrosa e dolcissima; la madre non c’è, il padre ci sarà, e lei è volitiva, testarda, simpatica. Ha due amici, che un po’ la corteggiano alla maniera dei bambini, azzuffandosi per lei, cercando di proteggerla da tutto, di vegliare sui suoi passi. Ciascun personaggio ha uno sguardo proprio, che è palese e arricchisce ogni striscia di un’intensità che è quella che solo l’onestà sa rendere. Non ci sono tentativi di edulcorare anche la vita agreste più crudele; quella che prevede l’uccisione degli animali per nutrirsene, quella che è frugale, di poche parole, quella che è sdentata, quella che abbraccia e nutre e abbracciando e nutrendo cura anche la solitudine e il senso dell’abbandono.

 I ricordi di Mamette - La buona stella, di Nob - Tunuè, 2016
I ricordi di Mamette – La buona stella, di Nob –
Tunuè, 2016

È Natale, ma per arrivare al giorno della vigilia, Mamette vive tante avventure, semplici, che trasudano energia. Al giorno di Natale Mamette arriva con un carico di emozioni non indifferente e scrive una lettera alla mamma lontana. Ed è struggente. Il registro si modula magistralmente e tocca corde intime: la semplicità e l’amore che si leggono nella lettera di Mamette sono tangibili. La semplicità dell’amore, ecco, forse questa è la chiave di lettura da tener presente leggendo Mamette e i suoi ricordi. Forse da tener presente sempre.

81mus3elgtlTitolo: I ricordi di Mamette – La buona stella
Autore: Nob (Stefano Cresi trad.)
Editore: Tunuè, tipitondi
Dati: 2016, 96 pp., 14,90 €

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Hilda, bimba alle prese con giganti, troll e crescita

Hilda e il Troll, Luke Pearson - 2014, BaoPublishing
Hilda e il Troll, Luke Pearson – 2014, BaoPublishing

La premessa necessaria è che non sono un’intenditrice di fumetti. Li leggo con molto piacere ma il mio campo è un altro, quello degli albi illustrati. Certo un nesso tra le due arti c’è, ed è palese nel rapporto tra testo e immagini; rapporto del quale, sì, mi intendo, così come della qualità delle storie e delle qualità che esse debbano possedere affinché lo siano.

Hilda e il Troll è storia completa, raffinata, avventurosa, tenera; Hilda e il gigante di Mezzanotte è storia ecologista, ironica, profonda, immaginifica. Hilda, la bimba protagonista è dinamica, vispa, colta, tenera, intelligente. Ha i capelli color carta da zucchero, come le notti di questa solitaria montagna in cui vive con la mamma, come il pelo della sua amica volpe, come il manto del gigante e come il riverbero della luna sulla pelle coriacea, rocciosa, del troll.

Hilda e il Troll, Luke Pearson - 2014, BaoPublishing
Hilda e il Troll, Luke Pearson – 2014, BaoPublishing

Hilda aspetta la pioggia per correre fuori dalla capanna e, libera da ansie materne, trascorrere la notte nella tenda. Gli eventi si susseguono dinamici: Hilda legge un libro sui troll di montagna, aspetta la pioggia, la pioggia fa capolino e nel breve spazio di questi semplici eventi i personaggi protagonisti hanno già trovato un loro posto nel nostro immaginario e nella storia. C’è anche un omino di legno che approfitta di ogni spiraglio per intrufolarsi in casa e sdraiarsi davanti al camino. Mi ha ricordato certi personaggi e certi momenti surreali delle storie di Hayao Miyazaki; il contesto è diverso ma la poesia è assolutamente la stessa. Guardo con attenzione alle reazioni dei bambini cui leggo; all’ingresso dell’omino di legno lo sguardo è perplesso ma naturalmente accogliente, e lo stesso sguardo si mostra divertito all’arrivo nella tenda di una volpina zuppa, color azzurro carta da zucchero, lo dicevamo, un po’ maculata, con dei rametti sulla fronte (daranno frutti?), che sono corna di daino… Hilda è nella tenda, piove e “un rifugio si apprezza ancora di più con un amico”.

Hilda e il Troll, Luke Pearson - 2014, BaoPublishing
Hilda e il Troll, Luke Pearson – 2014, BaoPublishing

L’indomani Hilda munita di matita e taccuino s’avvia alla ricerca di Troll, di rocce troll. Ne trova una che pare sia proprio di quella razza lì, la ritrae fedelmente ma non prima di aver appeso a uno spunzone della roccia un campanellino, sia mai che prendesse vita e li prendesse alla sprovvista. L’avventura evolve e continua in un susseguirsi di quadri suggestivi fino a un finale che è di consapevolezza, accoglienza, rispetto e affinità con la natura e l’ambiente, il che ci accompagna con più di un’aspettativa all’avventura successiva: Hilda e il gigante di mezzanotte. Hilda qui è ancor meglio resa, le sue azioni ci sono familiari, la sua indole si rafforza, diviene più piena, ancor più consapevole. Diventa incisiva e, letteralmente, le sue azioni, i suoi passi, lasciano il segno. L’avventura incomincia proprio a causa delle impronte di Hilda e di sua madre che non sanno, ma presto scopriranno, di vivere nel bel mezzo di un paese popolato da creaturine capaci di rendersi invisibili e palesarsi a loro piacimento, bellicose e puntigliose, decise a scacciare le due ingombranti presenze e riappropriarsi di tranquillità e spazio. Già per Hilda e il Troll avevo parlato di completezza, in questo caso alla completezza si aggiunge una complessità di significati e resa che ha il magico potere di semplificare il linguaggio, aumentando di conseguenza empatia e coinvolgimento, e semplificando alzare il tono dell’intreccio in un crescendo costante che si risolve in un finale sorprendente, epico.

Hilda e il Gigante di Mezzanotte, Luke Pearson - 2014, BaoPublishing
Hilda e il Gigante di Mezzanotte, Luke Pearson – 2014, BaoPublishing

Consiglio, e vivamente, la lettura di entrambe le avventure di Hilda ai bambini dai 6 anni in poi (sebbene i giovani lettori cui l’ho letta siano cinquenni e l’abbiano amata moltissimo), e più in particolare ai bimbi che rifuggono il conformismo, che amino la natura e non abbiano timore alcuno di lanciarsi all’avventura affermando sé stessi nel rispetto degli altri.

hilda cop 1Titolo: Hilda e il Troll
Autore: Luke Pearson
Editore: Bao publishing
Dati: 2014, 40 pp., 14,00 €

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hilda cop 2Titolo: Hilda e il Gigante di Mezzanotte
Autore: Luke Pearson
Editore: Bao publishing
Dati: 2014, 40 pp., 14,00 €

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Una notte magica di sogni, colore e altruismo

Il rapporto tra testo e immagini in una narrazione è molto delicato. Può dirsi davvero riuscito quando il dialogo delle une con l’altro è talmente forte da dar luogo a una danza che musica la storia tutta; senza che nessun tratto prevarichi su alcuna parola e senza che nessuna parola metta in ombra alcun colore. Questo rapporto si complica ancor più quando si tratta di storia a fumetti (o graphic novel che dir si voglia).

La notte dei giocattoli - Dacia Maraini, Gud

Si complica perché, sebbene sia in una nuvoletta soffice e dai contorni morbidi (qui addirittura sfumati), il testo sembra avere un proprio ben definito spazio; la difficoltà sta nell’intarsiarlo nelle illustrazioni. Inserire le parole esattamente laddove esse albergano, nel punto giusto, nell’esatto attimo in cui esse sono proferite; come un intarsio, appunto: ché a mettere una gemma nell’alloggiamento sbagliato finisce che traballa, perde luce, non ne restituisce, a volte perde la presa e si smarrisce.

Però gli autori, quelli veri, queste complicazioni sanno evitarle; evitarle è il loro mestiere che si fa arte. Non succede spesso che l’armonia sia completa e di conseguenza la lettura appassionata e coinvolta, ma La notte dei giocattoli, raccontata da Dacia Maraini e disegnata da GUD, è il caso.

Giulia è una bimbetta dai capelli scompigliati e dagli occhi vispi (sempre sorpresi) dietro a un paio di occhialoni che ne amplificano la vivace curiosità. Non ha voglia di andare a letto, di restare sola al buio; ha paura. Col buio però avviene nella stanza di Giulia quella magia che tutti i bambini, prima o poi, avrebbero voluto (e vorrebbero) si verificasse nella propria: i giocattoli prendono vita e interagiscono fra loro e con Giulia stessa. Tra i giocattoli, però, non regna affatto l’armonia: ciascuno di essi è portatore, cocciuto, di un carattere ben definito, spigoloso, nel bene e nel male.

La notte dei giocattoli - Dacia Maraini, GUD

C’è la bambola di pezza dal carattere forte, il soldatino di legno ligio al suo ruolo, portato all’umiltà e all’obbedienza; c’è il pupazzo capitalista e dittatore che non conosce gratitudine o pentimento. Tutti insieme danno vita a una storia che non si cura (e questo ci piace molto) di ammorbidirne “l’umanità”; una storia che non ha paura o esitazione di affrontare i punti di svolta senza pietismi o patetismi. Una storia anch’essa con un proprio carattere che si gusta fino in fondo senza mai scadere nella trappola della banalità. Una favola lieve e complessa suddivisa alla maniere classica in capitoli (otto) alla fine della quale sarà naturale riflettere sul valore dell’eroismo, dell’altruismo e dell’uguaglianza.

Se siete curiosi di come i pastelli ad olio che hanno donato tanta profondità e intensità a Giulia e ai suoi compagni d’avventura giocattoli si coniughino con diverse tecniche digitali guardate qui, proprio sul sito di GUD, come è nata la copertina. Vi piacerebbe leggere un’anteprima de La notte dei giocattoli? Tunué, che pubblica questa storia a fumetti nella ricca collana Tipitondi, ve ne offre la possibilità qui.

La notte dei giocattoli - Dacia Maraini, GUDTitolo: La notte dei giocattoli
Autore: Dacia Maraini, GUD
Editore: Tunué (Tipitondi)
Dati: 2012, 96 pp., 14,90 €

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C’è un lupo alla porta, ed è affamato

Una è la cosa certa che non cambia mai in qualsiasi modo e con qualsiasi mezzo si racconti una storia con protagonista il lupo: la sua fame. Il lupo ha sempre un languorino oppure appetito o lo stomaco brontolante quando non una fame da lupo, appunto.

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Attenti al lupo! Le più belle fiabe classiche a fumetti, Zoë B. Alley, R. W. Alley – 2011, Il Castoro

Quindi che siate paperotti, bimbe con cappuccetti rossi, agnelli al pascolo, o porcellini, badate a voi: potrebbe esserci sempre un lupo in agguato che pensa a voi come ingredienti principali di fantasiose ed elaborate ricette. Attenti al lupo!

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Attenti al lupo! Le più belle fiabe classiche a fumetti, Zoë B. Alley, R. W. Alley – 2011, Il Castoro

Cinque tra le più celebri fiabe classiche (tra cui I tre porcellini, Il lupo vestito da agnello e Cappuccetto rosso di Joseph Jacobs, Esopo e dei fratelli Grimm), divengono storie a fumetti grazie a Zoe B. Alley e R. W. Alley. Un cartonato di grandi dimensioni coloratissimo e vivace. Divertente sia da leggere che da ascoltare. Il lupo è molto elegante nel suo completo rosso con tuba (peraltro molto apprezzato da una Cappuccetto Rosso frivola e modaiola) ma, come si diceva prima, sempre affamato, anche perché in un modo o nell’altro le sue prede riescono sempre a sfuggirgli da sotto le zampe. Ogni storia comincia laddove l’altra finisce in un susseguirsi consequenziale ben congegnato che fa di queste storie, rivisitate in chiave comica, un’unica grande fiaba alla fine della quale il lupo sconsolato opterà per il vegetarianismo e si incamminerà verso il celebre orto di Mr. McGregor e le sue squisite verdure, che già stavano per costare la pelliccia al piccolo Peter coniglio.attenti-al-lupo-21

Le illustrazioni di R. W. Alley sono realizzate con opulenza di dettagli in inchiostro e acquerello. L’effetto è vivace e narrativo, assolutamente adatto al fumetto che con le illustrazioni si lega alla perfezione. Divertente tutto ma esilaranti i commenti delle pecore all’ingenuo egocentrismo del pastorello che grida “Al lupo! Al lupo!”. Il pastorello voleva azione e avventura, un po’ di divertimento: avesse avuto per le mani questo libro a fumetti non avrebbe di certo avuto bisogno di allarmare il villaggio con le sue bugie.

Tra le novità nel sito di R. W. Alley c’è There’s a Princess in the Palace. Speriamo che Il Castoro scelga di pubblicarlo, lo immaginiamo altrettanto divertente. Qui un estratto di Attenti al lupo!

97888803360991Titolo: Attenti al lupo! Le più belle fiabe classiche a fumetti
Autori: Zoë B. Alley, R. W. Alley
Editore: Il Castoro
Dati: 2011, 34 pp., 18,00 €

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