Elisa Attraverso lo specchio #7

Un gatto non è un cuscino, di Christine Nöstlinger, Chiara Carrer, Piemme, Il battello a vapore.

Elisa ama questo libro che legge e rilegge da quando aveva 6 anni. Come premessa desidera che io aggiunga alle sue “tre cose su”, che è una lettura adatta anche a bambini più piccoli di lei.

ElisaAttraversoLoSpecchio #7
ElisaAttraversoLoSpecchio #7
*si scoprono tanti nomi da non dare ai propri gatti, perché a loro non piacciono molto
*è buffo e divertente
*il protagonista è un gatto, come può non essere bello?
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#ElisaAttraversoLoSpecchio #piemme #christinenöstlinger #battelloavapore #recensioni #foto_recensione
ElisaAttraversoLoSpecchio #7
ElisaAttraversoLoSpecchio #7

La strega Sibilla e il gatto Serafino. Un Natale speciale

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La strega Sibilla e il gatto Serafino. Un Natale speciale, di Valerie Thomas, Korky Paul – IdeAli 2016
12 dicembre 2016. #AkAdvent

Una strega dai capelli arruffati e il suo gatto nero in una casa in disordine. Niente di più normale. Non fosse che… beh, non fosse che la strega è alle prese con non una ma due lettere indirizzate a Babbo Natale, una a suo nome e una per conto del gatto Serafino. Sibilla, questo il nome della strega, desidera solo una bella sorpresa (grande e stupenda), il gatto Serafino invece una lunga lista di cose, tra cui una coperta soffice e parecchie scatole di sardine.

La strega Sibilla e il gatto Serafino. Un Natale speciale, di Valerie Thomas, Korky Paul - IdeAli 2016
La strega Sibilla e il gatto Serafino. Un Natale speciale, di Valerie Thomas, Korky Paul – IdeAli 2016

Tutta la casa è addobbata a festa, Sibilla e Serafino sono pronti e vorrebbero restare svegli ad aspettare Babbo Natale, per poterlo conoscere di persona, ma si addormentano per essere svegliati di soprassalto proprio da Babbo Natale, o meglio dal fatto che è rimasto incastrato nel loro camino!

Da qui in poi il terzetto si avventura in slitta per il mondo a consegnare regali per poi tornare a casa in tempo per aprire i propri…

Un libro coloratissimo e divertente nel quale talvolta si cambia verso e con un bel pop up finale.

81bowgqv40lTitolo: La strega Sibilla e il gatto Serafino. Un Natale speciale
Autore: Valerie Thomas (Autore), Korky Paul
Editore: IdeAli
Dati: 2016, 32 pp., 16,50 €

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Uno spuntino di Natale

11 dicembre 2016. #AkAdvent

Quando l’aria è fredda e tagliente, quando lo stomaco brontola e la compagnia degli amici non basta a riscaldare l’atmosfera bisogna ingegnarsi. Uno spuntino può bastare, tutto sta a trovarlo. Due amici di quelli veri, che non potrebbero fare a meno l’uno dell’altro ma passano il tempo a punzecchiarsi a vicenda, stanno su un tetto. Un gatto e un topo sotto il cielo stellato di dicembre. Il gatto è nero, il topo è del classico grigio topo. Faccio questa precisazione, perché quando il più intraprendente dei due, quello che la sa lunga ma manda sempre avanti l’altro, trova un berretto rosso, sul quel mantello nero sta proprio a pennello.

Uno spuntino di Natale, di  Magali Bonniol - 2016 Babalibri
Uno spuntino di Natale, di Magali Bonniol – 2016 Babalibri

Sembrerebbe solo un cappello un po’ estroso e caldo, in effetti, il topo lo sa, è un passe-partout per deliziosi spuntini di Natale.

Non è un berretto qualsiasi! Indossalo, e in ogni casa riceverai una fetta di torta e un bicchiere di latte

Il gatto Filiberto ascolta il topo Fernando e la sua pancia e si lascia convincere. Ne passeranno delle belle e resteranno a pancia vuota. Però è la notte di Natale, e la notte di Natale può accadere di tutto, si può anche trovare il cappello di Babbo Natale e poi il legittimo proprietario e poi, magari, andare assieme a lui a Polo Nord e lì scoprire che c’è una casa che accoglie e offre ben più di uno spuntino.

Uno spuntino di Natale, di  Magali Bonniol - 2016 Babalibri
Uno spuntino di Natale, di Magali Bonniol – 2016 Babalibri

Uno spuntino di Natale è un albo illustrato da Magali Bonniol che ne ha scritto anche il testo. Le illustrazioni minimaliste e estremamente pulite sono ricche di espressioni e gesti, sguardi e pose che raccontano di ispirazioni bambine, genuine. Un albo da leggere autonomamente o assieme, ad alta voce, che consiglio soprattutto a chi abbia un amico un po’ gatto o un po’ topo o un po’ Babbo Natale.

unospuntinodinataleTitolo: Uno spuntino di Natale
Autore: Magali Bonniol (Federica Rocca trad.)
Editore: Babalibri
Dati: 2016, 36 pp., 5,80 €

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Cani e gatti sotto la lente della scienza

Chi mi segue sa che rifuggo le edulcorazioni artificifiose che spesso rendono artificiale anche la più naturale manifestazione dell’animo umano (e animale). felicità mi coglie, quindi, quando leggo un libro con informazioni pratiche, suggerimenti e notizie scientifiche su come convivere e accudire cani e gatti.

Cani & Gatti, Antonio Fischetti, Sébastien Mourrain - Editoriale scienza
Cani & Gatti, Antonio Fischetti, Sébastien Mourrain – Editoriale scienza

Strutturato in due parti ben distinte, una dedicata al cane e l’altro al gatto; perché le poche cose che hanno in comune sono: l’essere stati scelti e “adattati” ad essere nostri animali da compagnia e che ciascuno di loro (ciascun cane e ciascun gatto) ha una propria, diversa, personalità. Per il resto sono esseri del tutto diversi tra loro; bene, dunque, che siano considerati in spazi a sé stanti.

Cani & Gatti, Antonio Fischetti, Sébastien Mourrain - Editoriale scienza
Cani & Gatti, Antonio Fischetti, Sébastien Mourrain – Editoriale scienza

Come in molte occasioni, tra gli umani ci sono due fronti opposti: il fronte di chi ama i cani e quello di chi adora i gatti; sembrano senza punti di contatto ma lo sono meno di quanto sembrino e leggendo è sempre più chiaro, di pagina in pagina.

Cani & Gatti, Antonio Fischetti, Sébastien Mourrain - Editoriale scienza
Cani & Gatti, Antonio Fischetti, Sébastien Mourrain – Editoriale scienza

Perché quello che si evince strada leggendo è che ciascun atteggiamento buffo, ogni saltello, ogni fusa ha alla base una spiegazione scientifica in cui ci si può orientare bene grazie a una pagina (a sinistra) fitta di testo con un bel titolo in azzurro carta da zucchero, blocchetti di testo ben circostanziati con grassetti a evidenziare le parole chiave, un paragrafo in un corpo di testo, e in rosso, più grande, a sottolineare il passaggio più rilevante e un altro, infine, sempre in rosso ma in un carattere più piccolo a sussurrarci qualche parola atta a sfatare miti, luoghi comuni, fornire qualche suggerimento pratico.

Cosa ho scoperto leggendo che già non sapessi, io che amo i cani e i gatti in egual misura e ho vissuto circondata da entrambi con gioia? Molte cose, alcune del tutto inattese. Perché il gatto, per esempio, è così bravo a usare la lettiera? Perché è essere intelligentissimo!, avrei risposto a colpo sicuro. E invece non è così; l’intelligenza resta, ma il gatto usa la lettiera perché quando ne ha bisogno si sente molto vulnerabile: cerca quindi un luogo riparato e tranquillo, che gli offra qualche protezione. E poi sotterra, sempre per proteggersi, per nascondere il proprio odore, specie se si tratta di una gatta che accudisce i cuccioli. In merito ai cani ho trovato una dolce conferma: il cane non è più un lupo, non considera il proprio padrone come capobranco, non siamo da lui considerati somministratori di cibo; è più vero il detto “il cane è il miglior amico dell’uomo”.

È un libro di grande formato (27×27) perfetto anche da regalare a Natale (ma perché aspettare Natale?), adatto a bambine e bambine amanti dei cani e dei gatti (a tutti i bambini, dunque) dai 9 anni in su.

cani-e-gatti-310-310Titolo: Cani & Gatti – sotto la lente della scienza
Autore: Antonio Fischetti, Sébastien Mourrain
Editore: Editoriale Scienza
Dati: 2016, 64 pp., 16,90

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Creature selvatiche (e libere)

Mi sono chiesta, prima di leggere questo libro,  se davvero avessi bisogno di un’altra storia di bambine emarginate, sfortunate, abbandonate, sole. Mi sono chiesta, prima di leggere questo libro, se non mi sarei piuttosto trovata di fronte a righe che potessero far leva sulla mia empatia verso questo genere di protagoniste, che potessero muovermi alle lacrime. E sono un po’ stanca di romanzi che muovono alle lacrime.

Ho deciso che sì, che quelle braccia spalancate in copertina, quella silhouette nera, capelli al vento, piedi ben fermi  (ai piedi un gatto) non potevano che essere foriere di libertà. E ho letto. E ho fatto benissimo.

  • Perché è un libro scritto con un lessico accurato e fresco
  • Perché i personaggi sono delineati in maniera completa e mai esaustiva
  • Perché Zoe è una bambina non ingabbiabile in uno standard
  • Perché ci sono un gatto vecchio e premuroso, e saggio e scontroso come tutti i vecchi, e una cerbiatta veloce e delicata, sfuggente e albina
  • Perché non manca il mistero
  • Perché non manca la tensione narrativa
  • Perché c’è un equilibrio perfetto tra dramma e allegria
  • Perché Zoe è sicura che anche lo zio Henry la abbandonerà, e questo invece non accade
  • Perché nessuna creatura, animale o umana che sia, viene addomestica

E per altre cose che vi dirò a seguire.

Zoe è una bambina di 11 anni, ha vissuto, fino al momento in cui è morta, con la madre malata di mente, in una condizione di degrado e solitudine, soggetta ai colpi di luna della madre e dei suoi numerosi compagni. Nonostante ciò è riuscita a maturare una propria personalità piuttosto equilibrata e originale, sebbene diffidente e, comprensibilmente spigolosa.

Alla morte della madre Zoe viene affidata alle cure dello zio, famoso scultore e celebre cardiologo, Henry. Giunta a casa di Henry la ragazzina stenta ad ambientarsi, sebbene dai piccoli gesti che accompagnano la sua esitazione traspaia il desiderio profondo di farlo.  I pochi vestiti riposti nei cassetti, un vecchio coniglietto marrone senza un orecchio sul letto. Henry è il fratellastro del padre, morto in un incidente stradale.

A casa di Henry c’è un gatto, o meglio un gatto orbita attorno alla casa di Henry senza che lui se ne curi, ma il gatto tutto osserva e tutto considera; annusa il pericolo, distingue nettamente i buoni dai cattivi. E sia Henry, sia Zoe, sia Fred, sia Bessie, dal cuore fragile e dalle trapunte che sembrano quadri, sono buoni. Il rapporto tra i due, zio e nipote, si consolida e si rafforza anche delle persone amiche di cui Henry si circonda. Zoe, un po’ più sicura del suo futuro, si spinge oltre la soglia della casa, esce all’esplorazione dei dintorni. Il gatto la segue, il gatto ci racconta, ci mette in guardia, ci rassicura. Le parole di Zoe si alternano alle sue, stesso spirito acuto, stessa cauta diffidenza, stesso istinto ferino. Zoe si imbatte in persone da evitare, in persone che ne comprendono le qualità, in numerosi libri, in una cerbiatta albina che la rifugge e al contempo la attende, e in una capanna da rimettere a nuovo piena di tesori e in vecchie fotografie che faranno luce su un passato che farà bene a tutti ricordare.

Avevo anticipato altri “perché”, altri buoni motivi per leggere Creature selvatiche. Non posso dire molto altro, ho il timore di rovinare qualche sorpresa, ce ne sono molte…

  • Perché la traduzione di Anna Patrucco Becchi è equilibrata, calza a pennello
  • Perché questa è un’opera prima di un’autrice, Clay Carmichael, e sorprende e tocca

51RRdMRbdTL._SX330_BO1,204,203,200_.jpgTitolo: Creature selvatiche
Autore: Clay Carmichael
Traduttore: Anna Patrucco Becchi
Editore: San Paolo
Dati: 2014, 288 pp., 18,00 €

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Jenny e il club dei gatti

Jenny è una splendida ed elegante gattina nera, pelo lucido, padrone affettuoso. E questa è una storia vera, che potrebbe essere vera se conoscessimo la lingua dei gatti così come la conosce Esther Averill.

Jenny e il club dei gatti, Esther Averill- Il Castoro
Jenny e il club dei gatti, Esther Averill- Il Castoro

Jenny Linsky vive a New York, è piuttosto felice, piuttosto timida e piuttosto desiderosa di entrare a far parte di un club, il club dei gatti, che osserva ammirata da dietro alla finestra. Per entrare a farne parte, Jenny affronta una serie di avventure buffe e temerarie e riuscirà nel suo intento superando i propri limiti, scoprendo l’amicizia e sfruttando i propri talenti.

Questo libro raccoglie cinque avventure splendidamente illustrate in rosso e nero con tocchi di giallo. È molto raffinato, di un’eleganza vintage; non a caso è stato edito per la prima volta nel 1944. Da allora è sempre stato amatissimo, tanto da entrare a far parte dei TIME Magazineʼs 100 Best Childrenʼs Books of All Time. Non si trova facilmente tra gli scaffali, se riusciste ad avvistarne una copia non fatevela sfuggire. Io ho trovato la mia su una bancarella in Sila, tra libri stracchi e polverosi.

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Titolo: Jenny e il club dei gatti,
Autrice: Esther Averill
Editore: 2005, Il Castoro

Incontri ravvicinati del gatto tipo

Mr. Ubik, David Wiesner - 2015, Orecchio Acerbo
Mr. Ubik, David Wiesner – 2015, Orecchio Acerbo

Il padrone di Mr. Ubik è talmente rassegnato al che il suo gatto sia impassibile dinanzi ai giochi che gli propone da non togliere più il cartellino del prezzo. Mostra il pescetto rosso dalla coda fluttuante (prezzo 2 dollari), il gatto reagisce al solito (cioè con totale indifferenza) e il pescetto resta sul pavimento, molle, privo di vita, come se fosse rimasto troppo all’asciutto, come se fosse stato vero.

Il risguardo iniziale è una nebulosa fitta fitta di pianeti e stelle sconosciuti. Poi, a seguire, una pagina bianca, a mettere spazio tra l’universo infinito e lo spazio circoscritto delle pareti domestiche. A terra parquet, sui muri carta da parati a strisce. Mondo conosciuto, già esplorato.

Intanto Ubik se ne va, lasciandosi alle spalle il giochino e la voce dell’umano, che rimane confinata qui, nella premessa, nell’ante quem. Mr. Ubik continua a camminare come se attraversasse una galleria di trofei, simbolo e memoria della propria, inattaccabile, indifferenza, passando in rassegna una sfilza di giochi mai giocati. Su ciascun gioco il cartellino del prezzo, tranne che su di uno: un’astronave dal colore e dalla consistenza metallica. Lo zoom ci lascia notare alcuni dettagli a tinte vivaci, verdi.

Mr. Ubik, David Wiesner - 2015, Orecchio Acerbo
Mr. Ubik, David Wiesner – 2015, Orecchio Acerbo

Da qui in poi si procede a strisce, come in tutte le storie a fumetti che si rispettino, e quello che sembrava un gioco come gli altri (ma con una differenza) si rivela un’astronave, con tanto di passeggeri che scrutano il mondo alieno in cui sono atterrati, parlottando tra loro. Meraviglia! Sembrano esclamare in una lingua che è simbolica, un alfabeto segnico che sembra aver conosciuto il runico e i geroglifici.

Mr. Ubik, David Wiesner - 2015, Orecchio Acerbo
Mr. Ubik, David Wiesner – 2015, Orecchio Acerbo

I verdi esserini sono pronti a uscire allo scoperto per esplorare, con tanto di cinepresa, quando Ubik percepisce qualcosa: un odore, un suono forse, e finalmente gioca. Tra tutti i giochi sceglie quello che non lo è, e a furia di lanciarlo, colpirlo, rosicchiarlo, lo rompe. “Al riparo!” “Avaria!”, non ho tradotto ma credo che siano queste le parole esclamate dai verdi visitatori.

Da questo accidente in poi, gli eventi sono concitati. Le strade cominciano a separarsi, l’attenzione del lettore deve cominciare a orientarsi e seguire diversi punti di vista: il gatto vuol giocare con quanto di più interessante gli sia capitato tra le zampe; gli alieni devono risolvere un grave problema, trovare una soluzione; una coccinella compare all’improvviso, come se sapesse che cosa fare, quando arrivare, perché intervenire, e svolazza, salvifica forza aerea, distraendo Ubik e dando tempo agli alieni di trovare riparo sotto a un termosifone.

Mr. Ubik, David Wiesner - 2015, Orecchio Acerbo
Mr. Ubik, David Wiesner – 2015, Orecchio Acerbo

Qui, tra la polvere e al calduccio, si apre un ulteriore microcosmo. Un mondo con una Storia, dei protagonisti a sé stanti. Un mondo che pare antico, con a  capo vecchi saggi che hanno fatto della memoria il proprio punto di forza, che presentandosi agli sconosciuti narrano e narrando spiegano. Il mondo tecnologico degli alieni si incrocia con quello storico delle formiche; scienza e saggezza si alleano per dar vita a un piano. Sulla grande parete di questo mondo precluso agli occhi umani, si narrano le gesta delle formiche (e delle coccinelle) contro i gatti, contro il Gatto. Un gatto, Mr. Ubik, che assurge all’onore della Storia, la cui immagine diventa pittogramma, arte parietale, le cui gesta le formiche tramandano di generazione in generazione. E formiche e alieni, per immagini, comunicano.

Mr. Ubik, David Wiesner - 2015, Orecchio Acerbo
Mr. Ubik, David Wiesner – 2015, Orecchio Acerbo

Non vado oltre, torno al titolo: Mr. Ubik, che cita, nella sua edizione italiana, Stanley, e che in inglese era Mr. Wuffle. Wuffle apre la strada a diverse interpretazioni, Ubik, indirizza e suggerisce la fantascienza. Entrambi, ancor prima di cominciassi a leggere,  mi stuzzicano le ipotesi: sarà davvero un albo di fantascienza? Il racconto metaforico dell’incontro di due mondi? La storia di un gatto che miagola a vanvera (to waffle)? Le avventure di un felino dal ruggito intenso e ferino, come l’antico waff berciante dei lupi ? O si tratta, infine, di una storia d’amore dalla prospettiva contemporanea (come suggerisce l’urban dictionary)?

Mr. Ubik, David Wiesner - 2015, Orecchio Acerbo
Mr. Ubik, David Wiesner – 2015, Orecchio Acerbo

Certamente Mr. Ubik è un albo illustrato senza molte parole conosciute, che però ne dice alcune e molte ne rappresenta.

Un albo illustrato con un magnifico protagonista, che però ha due gruppi antagonisti non da meno.

Un albo illustrato che si manifesta eccezionalmente contemporaneo per mezzo di tecniche narrative antichissime e che suggerisce diverse letture: e se provassimo a raccontare la storia dal punto di vista degli alieni? E se lo facessimo dalla prospettiva delle formiche? Queste ultime hanno già scritto secondo la loro prospettiva…

E se ci cimentassimo con una traduzione dal futuristico alieno all’italiano? Ho trovato un punto di partenza spulciando tra le interviste a David Wiesner…

Is it possible to decode the aliens’ language?

DW: I made a set of about thirty symbols to use for the aliens’ language so that there would be repetition of forms. The triangle is a sort of all-purpose exclamation. Sometimes it appears alone and sometimes it has modifiers.

The little green-robed engineer talks in technical language, so his speech is visually more complex. His symbols are presented as compound equations, with a numerator and denominator.

Assuming someone recognizes the universal symbol for cheese — a circle with a triangular slice missing — they should be able to read the panel where the aliens and bugs are getting their picture taken.

L’unica prospettiva dalla breve proiezione è quella dell’umano. La sua voce interroga ma non cerca risposte, è un osservatore superficiale che non guarda oltre gli eventi palesi, che non indaga e non s’abbassa: non cambia prospettiva e si preclude mondi, i mondi diversi che questo albo disvela.

186_Mr-UbikTitolo: Mr. Ubik
Autore: David Wiesner
Editore: Orecchio Acerbo
Dati: 2015, 32 pp., 15,00 €

Arriva il gatto a salvarci dalla paura dell’altro e degli altri

Arriva il gatto di Vladimir Vagin e Frank Asch - Orecchio acerbo 2013
Arriva il gatto di Vladimir Vagin e Frank Asch – Orecchio acerbo 2013

Arrivasse al mio orecchio di topo la voce trafelata e certamente sudaticcia, considerato il correre, di un pericolo imminente, da buon topo arriccerei il naso ,come per dire “l’avevo annusato anch’io”, farei vibrare i baffi e cercherei il rifugio più vicino e sicuro. Altrimenti verrei meno alla mia topesca e rinomata capacità di cavarmela in qualsiasi circostanza, di sopravvivere a qualsiasi sventura.

Però non sono un topo qualsiasi, giacché indosso pantaloni e gonnelle, guido i treni, cavalco le onde su  pesci variopinti, lavoro in banca, coltivo l’orto, vado al cinema e in bicicletta. In me si mescolano dunque caratteristiche del topo (pochi umani si spenderebbero così pienamente per avvisare tutti, ma proprio tutti, dell’arrivo del gatto, perché dimenticavo di dirlo, il pericolo è incarnato da un gran bel gatto),  qualità umane così come elementi fantastici e ciò che ne consegue è dunque un topo che non fugge ma aspetta in gruppo, tremante, che il gatto si manifesti (saggio o scriteriato?) e chi s’è visto, s’è visto.

Arriva il gatto di Vladimir Vagin e Frank Asch - Orecchio acerbo 2013
Arriva il gatto di Vladimir Vagin e Frank Asch – Orecchio acerbo 2013

Vladimir Vagin e Frank Asch, russo il primo, americano il secondo, operano una mescolanza similmente eclettica che mostra il desiderio di palesarsi con evidenza ad ogni pagina. Insieme si lavora, in barba alla guerra fredda e ai gatti, insieme ci si organizza in risposta a una sola frase che popola le pagine di questo albo e sulla quale tutta la storia si innesta e svolge: “arriva il gatto!” (in italiano come nelle originali in russo e in inglese).

Arriva il gatto di Vladimir Vagin e Frank Asch - Orecchio acerbo 2013
Arriva il gatto di Vladimir Vagin e Frank Asch – Orecchio acerbo 2013

Cosa comunica lo sguardo carico di premura, un po’ sgranato dalla frenesia, dei vari sorci che di muso in muso si passano la parola? Cosa si nasconde, oltre l’ovvio, in quell’annuncio così pressante? Si nasconde un finale saporito e fragrante, un finale collettivo, che proprio grazie allo svolgersi del racconto e al suo sembrare arrivare laddove tutti s’aspettano, ossia tra le fauci del felino, sorprende e rasserena: ricorda ai topi  (a tutti i topi del mondo) che non tutti i gatti sono uguali, così come non lo sono i topi (e forse nemmeno gli uomini).

Arriva il gatto di Vladimir Vagin e Frank Asch - Orecchio acerbo 2013
Arriva il gatto di Vladimir Vagin e Frank Asch – Orecchio acerbo 2013

Qual è il finale? Beh… tra un paio di giorni potrete scoprirlo voi stessi in libreria (Arriva il gatto arriverà tra gli scaffali l’11 aprile) e sarà un piacere farlo, un piacere sorprendente dato da un’idea altrettanto singolare e da tavole illustrate dense di colore, cariche di dettagli, movimentate da scie luci e ombre vivificanti.

La sovracoperta diventa un poster, questo albo illustrato rientra quindi non solo nella categoria dei libri che non possono mancare nella libreria di ogni bambino, ma anche in quella dei poster che non possono mancare sulla parete della sua stanza.

arriva il gatto copTitolo: Arriva il gatto
Autori: Vladimir Vagin, Frank Asch
Editore: Orecchio acerbo
Dati: 2013, 32 pp., 15,00 €

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I gatti di Copenhagen: ne ha scritto James Joyce per i bambini

James Joyce’s ‘The Cats of Copenhagen’ (Ithys Press, 2012)
James Joyce’s ‘The Cats of Copenhagen’ (Ithys Press, 2012)

Che James Joyce abbia scritto un libro per bambini (o meglio che alcune lettere di Joyce scritte per il figlio Stephen siano state organizzate in albo illustrato) con il titolo di  The cat and the Devil (ne trovate qui numerosi stralci delle diverse edizioni) era noto, meno noto era che di lettere illustrate ne avesse scritte altre con protagonisti sempre appartenenti alla razza felina. Si chiama The Cats of Copenhagen, edito in Irlanda in sole 200 copie da Ithys Press e illustrato da Casey Sorrow. Non ho avuto la fortuna di leggerlo per cui posso solo presumere che abbia il tono tagliente e sorprendente che di Joyce amo, però ho trovato online diverse pagine che raccolgo qui di seguito per voi.

James Joyce’s ‘The Cats of Copenhagen’ (Ithys Press, 2012)
James Joyce’s ‘The Cats of Copenhagen’ (Ithys Press, 2012)
James Joyce’s ‘The Cats of Copenhagen’ (Ithys Press, 2012)
James Joyce’s ‘The Cats of Copenhagen’ (Ithys Press, 2012)
James Joyce’s ‘The Cats of Copenhagen’ (Ithys Press, 2012)
James Joyce’s ‘The Cats of Copenhagen’ (Ithys Press, 2012)

L’edizione in italiano è di Giunti

James Joyce’s ‘I gatti di Copenhagen’ (Giunti, 2012)
James Joyce’s ‘I gatti di Copenhagen’ (Giunti, 2012)

Titolo: I gatti di Copenhagen
Autore: James Joyce
Editore: Giunti
Dati: 2012, 48 pp., 12,00 €

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