Josephine Goes Travelling

Josephine Goes Travelling, di Mrs. H.C. Cradock, illustrato da Honor C. Appleton - Blackie and Son Limited

C’è un gran trambusto sempre quando si parte. Se poi si intende fare del giro del mondo una gita di famiglia, ecco, le cose da tenere sotto controllo sono da molte a moltissime. Nessun dettaglio può essere trascurato quando si pensa di viaggiare con un seguito di quindici bambini di differenti età e abilità e un’anziana nonna. Organizzare i passaporti per tutti significa passare un’intera giornata dal fotografo per realizzare le foto tessera di quindici scalmanati che precedentemente vanno vestiti e riordinati con tutto quello che ci sta dentro: inseguine uno, controlla l’altro, dividine due che proprio ora hanno deciso di litigare o di sporcarsi il viso col verde per pura e semplice gelosia! E poi le firme sui passaporti. E poi non dimenticarne neppure uno

Josephine Goes Travelling, di Mrs. H.C. Cradock, illustrato da Honor C. Appleton - Blackie and Son Limited
Josephine Goes Travelling, di Mrs. H.C. Cradock, illustrato da Honor C. Appleton – Blackie and Son Limited

Per non parlare della scelta della valigia: per necessità ognuno deve avere la sua! E allora grandi, piccole, piccolissime, sino a molto grandi e le discussioni per il colore e le cose da portare. Considerare la nave e poi l’aereo, assegnare un ruolo a tutti affinché nessuno abbia da dire e in modo che tutti si collabori all’ottima riuscita di un evento così importante! Stabilire un abbigliamento adeguato per ogni possibile ed eventuale incontro o invito. E assolutamente non scordare lo scialle di cachemire, la cuffia e i guanti della nonna.

Parlare con John, il suo aereo, quello ricevuto in regalo a Natale potrebbe essere perfetto per lei e i bambini per affrontare con ragionevole confort la traversata oceanica. L’America, si sa, è distante dall’Europa! Certo ci vorrà un pilota ma Patrick potrebbe essere perfetto, se Quacky Jack già farà il macchinista… una mamma ha veramente mille pensieri quando si tratta dei suoi bambini!

Josephine Goes Travelling, di Mrs. H.C. Cradock, illustrato da Honor C. Appleton - Blackie and Son Limited
Josephine Goes Travelling, di Mrs. H.C. Cradock, illustrato da Honor C. Appleton – Blackie and Son Limited

Una nursery room, la camera dei giochi, di per sè è già una camera delle meraviglie, luogo che si accende di fantasia irrefrenabile, che si colora di ogni altrove possibile e immaginabile. Da lì si salpa per viaggi meravigliosi e incredibili avventure con fidati e coraggiosi amici tra i più strampalati che ci siano.
E Josephine da lì partirà per il suo lungo e faticoso, ma entusiasmante, viaggio attorno al mondo un po’ per mare, un po’ per cielo, con i suoi innumerevoli bambini. Questa, però, non è una novità: Josephine parte sempre da lì, ogni giorno. La immagini arrivare già con un’idea in testa anche solo un piccolo accenno di nuova avventura che poi esploderà in grandi organizzazioni, particolari minuti, che con attenzione e cura diventeranno fondamentali per il gioco.

Josephine Goes Travelling, di Mrs. H.C. Cradock, illustrato da Honor C. Appleton - Blackie and Son Limited
Josephine Goes Travelling, di Mrs. H.C. Cradock, illustrato da Honor C. Appleton – Blackie and Son Limited

Se ogni bambino resterà naturalmente affascinato da questo facciamo che, all’adulto non sfuggirà certo la naturalezza con la quale Josephine entra e esce dal gioco occupandosi di tanto in tanto di cose reali, quali scendere in giardino e chiedere in prestito a John, migliore amico e vicino di casa, di prestarle il suo aeroplanino, quello ricevuto appunto a Natale, per la traversata transoceanica e invitarlo a prendere parte di quel grande movimento per poi rientrare, e, tra le righe, leggere di quella mente nuovamente in fermento.

Josephine Goes Travelling, di Mrs. H.C. Cradock, illustrato da Honor C. Appleton - Blackie and Son Limited
Josephine Goes Travelling, di Mrs. H.C. Cradock, illustrato da Honor C. Appleton – Blackie and Son Limited

Nessun bambino farà caso al fatto che a Charlie mancano mani e piedi, a Little Teddy una zampa, che Dora ha una guancia scolorita e che anche Patrick ha lasciato parte della sua gamba destra chissà dove: ché gli amici e i fratelli e le sorelle non sono certo perfetti!
Nelle otto tavole a colori che compaiono nel libro, le restanti illustrazioni sono a china e riguardano solo particolari del gioco, è sempre raffigurato un angolo della camera, che immaginiamo grande solo per la quantità di giochi che vi sono presenti ma di cui non si hanno mai i confini, e il battiscopa in legno dipinto di bianco, alto e scanalato come si usava allora, il punto di vista è un po’ più alto, alto come una bambina, ed è proprio quel battiscopa a dare una dimensione reale ai giochi stabilendo proporzioni e altezze.

Josephine Goes Travelling è un piccolo libro, una mini edition presumibilmente datata 1950, la sua prima uscita risale agli anni quaranta. L’autrice Augusta Whiteford, al secolo Mrs. H.C.Cradock, lo dedica alla cara amica Alice M.N. Baron vera amante dei bambini – in memoria dei vecchi tempi. Una dedica di questo tipo all’inizio di un libro illustrato per l’infanzia non desta particolare stupore, ma dopo averlo letto, guardato, studiato e conosciuta l’opera dell’illustratrice, Honor Charlotte Appleton, non si può non farvi riferimento: l’attenta osservazione, l’amore per l’infanzia e le sue manifestazioni, la creatività del gioco debbono aver fatto sorridere e stuzzicato la fantasia di queste tre donne che immaginiamo ascoltare divertite dalla stanza accanto sino addirittura a pensarle, come in un dipinto di Norman Rockwell, dietro la porta socchiusa, ad ammirare la piccola Josephine e i suoi bambini.

L’illustrazione che introduce la rubrica Leslie’s Bridge è tratta da questo libro, un inno all’internazionalità, all’uguaglianza e alla libertà.

Josephine Goes Travelling, di Mrs. H.C. Cradock, illustrato da Honor C. Appleton - Blackie and Son Limited
Josephine Goes Travelling, di Mrs. H.C. Cradock, illustrato da Honor C. Appleton – Blackie and Son Limited

Titolo: Josephine Goes Travelling
Autore: Mrs. H.C. Cradock, illustrato da Honor C. Appleton
Editore: Blackie and Son Limited
Dati: 1950 c., 64 pp., lingua inglese

Il bambino tutto solo

Il bambino tutto solo, di Roland Topor - 2019 Vanvere edizioni

In Topor tutto è estremo. È estremo il surrealismo, è estrema, ed estremamente complessa, la semplicità, è estrema, come in questo caso, la solitudine. Ma questo è anche il caso della dolcezza; della dolcezza tipica di certe fiabe, in cui basta un nulla, basta una piuma, per sfiorare la situazione più drammatica e cospargerla di un velo di morbidezza, attenuandola, dissolvendola.

Il bambino tutto solo, di Roland Topor - 2019 Vanvere edizioni
Il bambino tutto solo, di Roland Topor – 2019 Vanvere edizioni

Il tratto a penna dai tre colori, blu, rosso e seppia, le illustrazioni piccole in dimensioni, il testo breve e secco, contribuiscono al parossismo della solitudine stessa che è esplicitata nel titolo e rafforzata nelle pagine a seguire, sempre di più fino a raggiungere un culmine nel non esserlo più e nella sitiazione conflittuale che se ne genera.

 Il bambino tutto solo ritorna in libreria dopo cinquant’anni e piace ai bambini, perché a partire da quel bambino fuori dal mondo dei canoni, che vive da solo, nel cavo di un albero in mezzo alla foresta (dove altrimenti potrebbe trovare rifugio un bambino da solo, senza madre né padre?), nutrito da un corvo, che in un bel panierino gli porta ogni giorno di che mangiare, in questo libro piccolo sta tutto il mondo dell’infanzia.

Il bambino tutto solo, di Roland Topor - 2019 Vanvere edizioni
Il bambino tutto solo, di Roland Topor – 2019 Vanvere edizioni

I due protagonisti sono loro: il bambino solo, non fosse per il corvo. A parte questi brevissimi intermezzi di scambio il bambino però si annoia, fino a quando non trova una piuma e può travestirsi da indiano, per giocare. Indossa un costume e di colpo non è più solo. È in compagnia di un indiano e, con un indiano nel suo stesso bosco, deve necessariamente cambiare stile di vita, soprattutto inventare una nuova lingua che sia comprensibile a entrambi, grazie alla quale poter comunicare. Darsi dei nomi: ed ecco nascere Romi e Miro. L’uno l’anagramma dell’altro. Assieme, dividendo tutto, si è felici.

Fino a quando il corvo, un non ben definito giorno, porta un paniere più grande, che contiene una principessa di grande bellezza. Il limite è che una principessa non la si può condividere, specie se l’amore che si nutre nei suoi confronti è di quelli a prima vista. E qui cominciano le zuffe, le incomprensioni. Che spaventano la principessa, che sale sull’albero. I due bimbi sono dei selvaggi senza controllo. Fanno un po’ paura, fanno tenerezza, sono proprio dei bambini.

E per sposarsi devono crescere, devono maturare, devono aspettare perlomeno che la principessa scenda dall’albero. Ma il deus ex machina in forma di corvo rientra in scena con il suo cesto, la principessa vi sale e ritorna dai suoi genitori.

Sarebbe tremendo se finisse qui. Tremendo per Romi, per Miro, per la principessa e per noi che leggiamo. Non sarebbe la fiaba perfetta che, invece, è. Perché oltre alla realtà del quotidiano dell’esser bambino, così come nel quotidiano ancor più reale dell’essere adulti, c’è il potere immaginifico di Topor, che con quello dei bambini collima. E quindi, è la surrealtà a fare in modo che tutto torni a binario, alla meravigliosa normalità della fiaba.

9788894394221_0_170_0_75Titolo: Il bambino tutto solo
Autore: Roland Topor
Editore: Vanvere edizioni
Dati: 2019, 96 pp., 14,00 €

…È tutto quello che vuoi tu!

Una scatola è una scatola è una scatola è una scatola… così diceva Gertrude Stein, mi pare. Ah no! Il discorso semantico era riferito alle rose (o alle promesse?)! E infatti questa Non è una scatola; sebbene sia di cartone, quadrata, sia ben evidenziato il suo peso (250 gr) e un bel timbro rosso sul retro specifichi che non si debba capovolgerla.

Non è una scatola - Antoinette Portis

Pagina dopo pagina si apre la scatola, si va oltre l’imballaggio e una scritta rossa grande e grossa lo ribadisce: Non è una scatola.

Una voce simile alla nostra chiede a un coniglietto seduto in una scatola: “Perché ti sei seduto in una scatola?” Il coniglietto drizza le orecchie che appena voltata la pagina si piegano perché investite dal vento: “Non è una scatola”! È una macchina da corsa rossa fiammante e poi scusami, non ti sento, ho il vento tra i capelli, nelle orecchie, sembra dire il coniglietto che prosegue la sua corsa.

Non è una scatola - Antoinette Portis
Non è una scatola – Antoinette Portis

Si continua così, con la voce, sempre più simile alla nostra, che chiede “Che cosa fai su quella scatola?” E perché te la sei messa addosso, e perché ci giri intorno… Non è una scatola, è il Monte Coniglio e io sono un robot, e un addestratore d’elefanti indiani. Una variazione sul tema che non stanca mai, piuttosto incuriosisce. Se non è una scatola allora cos’è? Facciamo finta che… è questo il gioco, naturale e spontaneo, che coinvolgerà certamente anche il genitore narrante.

Grafica e layout sono essenziali e fungono da guida: il coniglietto e la scatola sono il frutto di linee nere, senza ombra, e mostrano ciò che il genitore vede. Il rosso (che già ci aveva sgridati all’inizio quando ostinati continuavamo a parlare di scatole) manifesta invece la fantasia, la libertà dirompente dell’immaginazione: è grazie alle sue linee che vediamo la mongolfiera, il razzo spaziale, la nave dei pirati.

Non è una scatola - Antoinette Portis
Non è una scatola – Antoinette Portis

Antoinette Portis è un’autrice che non dovrebbe assolutamente mancare nella libreria dei vostri bambini, sarebbe come se mancasse Munari, se non proponeste loro mai Sendak. E Kalandraka a un prezzo equo, considerato l’allestimento complesso e raffinato, ci offre l’occasione di far loro un bel regalo. Sono certa che offrendo ai bambini prodotti di qualità, leggendoli assieme a loro, dando loro la possibilità di entrare in contatto con albi studiati, creati con intelligenza e affetto, essi avranno l’occasione di maturare un gusto personale e proprio, assolutamente distante dalla banale omologazione dai colori pacchiani, dalle linee banali e dalle parole urlate e mielose che affollano una (ahimè!) grande parte della produzione letteraria destinata ai piccoli lettori. Perché albi come questo fanno in modo che la lettura (e l’albo permette la lettura anche ai bimbi che non sanno leggere) diventi esperienza, gioco, confronto con la realtà, viaggio con l’immaginazione.

Non è una scatola - Antoinette Portis
Non è una scatola – Antoinette Portis

Infine la scelta del coniglietto piuttosto che del bambino: perché un animaletto? Perché non il bambino? Si tocca un punto fondamentale della narrazione ai bimbi: perché è un bambino? Potrebbe chiedere la bambina lettrice? Perché ha i capelli ricci questa bambina? Potrebbe chiedere la bimba coi capelli lisci; perché questo bambino è bianco? Potrebbe chiedere il bimbo nero Non sono io… non mi ci rivedo, è un altro bambino. Il coniglietto è un coniglietto è un coniglietto, è un coniglietto. E a furia di esserlo diviene ciascun bambino, simbolo di ciascuna bambina. Permette un’immedesimazione completa e perfetta.

No, questo libro non è affatto, affatto una scatola.

Titolo: Non è una scatola
Autore: Antoinette Portis
Editore: Kalandraka
Dati: 2011, 40 pp., 14,00 €

Ristampa, 2019

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Alice nel paese dei diritti

Alice nel paese dei diritti  è un libro fatto da più persone, strutturato in modo che sia di piacevole lettura sia per bambini, cui per primi si rivolge, che per i genitori e gli educatori, che, mi auguro, vorranno mettersi in discussione (e alla prova, sfruttando i giochi e i laboratori proposti in coda) leggendo.

Alice nel Paese dei diritti, di Mario Lodi, Daniele Novara, Pia Valentinis - 2018, Sonda
Alice nel Paese dei diritti, di Mario Lodi, Daniele Novara, Pia Valentinis – 2018, Sonda

L’introduzione è di Daniele Novara, che chiude anche il libro con tre percorsi educativi volti a mettere le fondamenta per una cittadinanza che sia attiva. Centrale nell’introduzione e nella conclusione l’idea che i diritti (quelli dei bambini ma anche quelli degli adulti) vadano a braccetto coi doveri e su questa consapevolezza, che può essere anche giocosa e gioiosa, si possano innestare i presupposti per un cittadino conscio, accogliente e solidale.

Nella parte centrale, un testo di Jean Olivier Héron, scelto e rivisitato da Mario Lodi (con le illustrazioni di Pia Valentinis), in cui Alice esce, con piglio piuttosto entusiasta, dal Paese delle Meraviglie per compiere un viaggio altrettanto meraviglioso, con la compagnia talvolta scomoda della Regina di Cuori, attraverso la storia dei diritti dei bambini.

Alice nel Paese dei diritti, di Mario Lodi, Daniele Novara, Pia Valentinis - 2018, Sonda
Alice nel Paese dei diritti, di Mario Lodi, Daniele Novara, Pia Valentinis – 2018, Sonda

A tutt’oggi sono condivisibili le preoccupazioni di Mario Lodi che realisticamente parlava di un’infanzia negata e sfruttata, trattata con durezza da adulti indifferenti e noncuranti della dignità propria di ciascun bambino.

Ma c’è anche chi gli dedica cure, studi, attenzione: i genitori che li aiutano a crescere con il diritto a essere felici, gli educatori che sviluppano le loro potenzialità, gli amministratori che predispongono strutture e servizi per l’infanzia. Questo mondo esiste. Ed esistono quindi bambini che stanno bene al mondo, ed altri che, pur avendo difficoltà, sono aiutate a superarle. (Mario Lodi)

Una traccia di speranza dunque c’è in questa visione che abbraccia e all’abbraccio tende come metodo. L’abbraccio più protettivo è quello che racconti come si abbiano possibilità e diritti, proponendo ai bambini un libro che nero su bianco li metta in fila (riportando il testo della Convenzione dei diritti dei bambini, approvato dall’ONU) tutti e impegnandosi, da adulti, a rispettarli.

Chiudo con una citazione di Daniele Novara che mi pare perfetta per il nostro contemporaneo in cui è pressante la necessità di essere società civile attiva e consapevole.

L’accoglienza non significa voler conoscere pedissequamente la cultura del bambino straniero, quanto vivere una relazione che innesti fiducia, valorizzazione e capacità di trasformare i problemi in risorse. La varietà è ricchezza, possibilità di vedere le cose in altra luce, di essere attraversati da nuove energie.

454_pTitolo: Alice nel Paese dei diritti
Autore: Mario Lodi, Daniele Novara, Pia Valentinis (ill.)
Editore: Sonda
Dati: 2018, 176 pp., 16,00 €

Se vivi a Roma cercalo in libreria, al Giardino Incartato, in via del Pigneto 180, se invece vivi in un paesino sperduto delle Langhe o dei monti calabri Lo trovi anche sugli scaffali virtuali di Amazon.it

Facciamo che…?

“Facciamo che siamo negli anni Sessanta e nelle illustrazioni leggiamo di monellerie quotidiane messe in opera da bimbetti coi calzoncini corti, la riga a lato e le gote rosse?”

Bisogna fare molta attenzione coi “facciamo che…” perché potrebbe verificarsi la condizione che essi si avverino, come le più sconclusionate magie, e ci si potrebbe ritrovare seduti compiti su poltrone a righe e piuttosto rigide, con addosso un vestito color pastello e l’albo di André Marois e Gérard DuBois tra le mani.

Facciamo che di André Marois e Gérard Dubois - 2016 Orecchio Acerbo
Facciamo che di André Marois e Gérard Dubois – 2016 Orecchio Acerbo

Protagonisti due bambini che una mamma impavida lascia da soli a casa a giocare, mentre lei va a cogliere verdure nell’orto. Del resto così compiti, lindi e pinti come sono, chi avrebbe dubbi? Faranno senz’altro i bravi! E mentre annuiscono sorridenti incrociano certamente le dita dietro la schiena a spergiurare quanto appena promesso. Perché non appena la mamma esce, i due salgono le scale, abbandonando il piano della realtà per spostarsi in un altro, quello della fantasia, la cui formula magica d’accesso è il “facciamo che…” di cui sopra. Allora diventano due guerrieri solitari e senza paura, naufraghi su un’isola deserta e in balìa dei nemici cattivi.

I nemici cominciano con l’affrontarli in camera da letto, per poi tornare al piano di sotto, sconfitti ma sempre ebbri di coraggio. Nel Paese di Cuccagna trovano di che rifocillarsi e quindi individuano due mostri pelosi che, loro malgrado ma con cipigli piuttosto rassegnati che tradiscono una certa abitudine a questo tipo di interpretazioni, saranno catturati dopo una lotta, che sembra infinita, e addomesticati per bene.

Facciamo che di André Marois e Gérard Dubois - 2016 Orecchio Acerbo
Facciamo che di André Marois e Gérard Dubois – 2016 Orecchio Acerbo

Ne combinano di tutti i colori. Con una certa materna apprensione spero non abbiano bevuto l’acqua del pesce rosso armati com’erano di mestolo, ma per il resto, non essendo lo scenario della battaglia casa mia, posso solo sorridere benevolente nei confronti di questi due intrepidi. Dalle espressioni dei due in coda all’albo credo però di poter affermare che saranno a breve retrocessi di ruolo: da guerrieri senza paura a solerti rassettatori.

Facciamo che di André Marois e Gérard Dubois - 2016 Orecchio Acerbo
Facciamo che di André Marois e Gérard Dubois – 2016 Orecchio Acerbo

A parte nel corpo a corpo con il mostro peloso, in cui le linee si aggrovigliano nella lotta, in ogni pagina intervengono le righe a dare un ritmo pittorico: che sia il bordo di un tavolo, le assi di uno steccato, la testiera di un letto, le linee dritte giocano il ruolo di guida nella lettura e conferiscono una tensione narrativa che segue il precipitoso procedere degli eventi con un ordine capace di illuminare anche il caos più completo.

E se giochiamo a inventare una storia?” Propone subito uno. E l’altro “Sì. Facciamo che…

51vhftfsial-_sx365_bo1204203200_Titolo: Facciamo che
Autore: André Marois, ill. Gérard Dubois
Traduzione: Paolo Cesari
Editore: Orecchio acerbo
Dati: 2016, 40 pp., 13,90€

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In ogni Pinocchio

In ogni PEnSierO c’è un peso, per questo bisogna ben considerare l’esprimerlo. E io ho meditato a lungo su questo, perché, sarà l’estate, ma mi ritrovo a produrne di molto partecipati, e quando entra in gioco la partecipazione personale è sempre piuttosto rischioso. Il rischIO è un accidente che contiene l’io, e talvolta è piacevole correrlo.

In ogni Pinocchio, quindi, c’è un pino, ma c’è anche un occhio, ci sono delle noci, e, se si fosse toscani, come il ben noto burattino, non faticheremmo a trovarvi dei pici.

Il gioco è questo, l’anima del libro è questa; e considera le radici rodariane così come una delle regole compositive della filologia, per fare un gioco, che come tutti quelli ben giocati, poco impiega a diventare una storia.

In ogni Pinocchio, Giuseppe Caliceti, Gaia Stella - 2016, Topipittori
In ogni Pinocchio, Giuseppe Caliceti, Gaia Stella – 2016, Topipittori

E In ogni Pinocchio comincia a raccontare sin dalla copertina, giacché da essa prende le mosse per suggerire una regola (senza le regole giocare non ha molto senso): la “o” centrale di Pinocchio, di cui non si può far senza, è l’ultima del pino e la prima dell’occhio, questo lo suggerisce piuttosto chiaramente la parola. L’immagine Pinocchio, dal canto suo, si costituisce burattina per mezzo di tanti pezzetti, ci guarda con un occhietto nero e vispo che ben s’illumina sul grigio e col naso e col moto ci indica, gamba sinistra arancione e berretto verde, come partire si slancio.

In ogni Pinocchio, Giuseppe Caliceti, Gaia Stella - 2016, Topipittori
In ogni Pinocchio, Giuseppe Caliceti, Gaia Stella – 2016, Topipittori

Un lavoro molto ben riuscito di sincronia, quello di Giuseppe Caliceti e Gaia Stella, che si nutre di dettagli, di sillabe, di fonemi, di pezzetti e forme, che, insieme, montano in un’architettura equilibrata e narrativa. In ogni Pinocchio c’è un pino, che è fatto di lettere, del cappellino verde e della gamba arancione. La storia, la conosciamo tutti. In ogni duomo, c’è un uomo, e cosa ci faccia possiamo provare a immaginarlo; e la storia può essere d’amore, come di distacco, come anche di riconciliazione.

In ogni Pinocchio, Giuseppe Caliceti, Gaia Stella - 2016, Topipittori
In ogni Pinocchio, Giuseppe Caliceti, Gaia Stella – 2016, Topipittori

Comincia dalla copertina, dicevo, e continua nei risguardi, coerente con il suo stesso impianto, suggerendo parole in cui ne abitano altre, spiegando come realizzare dei timbri per disegnare, invitando a proseguire il gioco, inventare altre storie.

In ogni Pinocchio, Giuseppe Caliceti, Gaia Stella - 2016, TopipittoriTitolo: In ogni Pinocchio
Autore: Giuseppe Caliceti, Gaia Stella
Editore: Topipittori
Dati: 2016, 48 pp., 14,00 €

Trovi In ogni Pinocchio sugli scaffali virtuali di Amazon.it

Dove andiamo? Di qua o di là? – Scompiripiglio!

Scompiripiglio, Studio Euphrates - 2013, Topipittori
Scompiripiglio, Studio Euphrates – 2013, Topipittori

All’origine di Scompiripiglio c’è una bottega umanista, come sia possibile? Ebbene l’autore è uno Studio e questa scelta di far proprio uno stile, un’arte, e portarlo avanti sotto un unico nome per diverse menti operanti è di per sé un pro. Quella della bottega degli umanisti è una consuetudine che si è persa nel tempo e di cui in Italia sento la mancanza. Vive e prospera ancora in Giappone, e non a caso. Dello Studio Euphrates fanno parte anche Tomoko Kaizuka e Mio Ueda cui si deve Scompiripiglio!.

Scompiripiglio, Studio Euphrates - 2013, Topipittori
Scompiripiglio, Studio Euphrates – 2013, Topipittori

Ora, chi sono gli scompiripigli? Sono degli esseri un po’ qualcosa e un po’ qualcos’altro, creati con mescolanza e associazione, metodo sempreverde che garantisce un risultato divertente e dinamico. Ciascun libro di cui mi sono occupata che sia stato impostato su questa tecnica però è sempre risultato originale e il perché sempre ristà nel lavoro autoriale che ne è la base. Questi scompiripigli, per esempio, sono semplici e stilizzati, tutti neri, quasi come fossero sagome che si spostano indipendenti su sfondi altrettanto semplici e lineari, privi di prospettiva. Indipendente ancor più quando questa duplice consistenza si trasfonde anche nella duplice scelta data ai bimbi lettori che potranno liberamente decidere se seguire una strada o meno, dando svolte alle storie e segnando la strada dei protagonisti.

Scompiripiglio, Studio Euphrates - 2013, Topipittori
Scompiripiglio, Studio Euphrates – 2013, Topipittori

Dopo una breve parentesi introduttiva in cui scopriamo cosa siano gli scompiripigli: “animali nati da strani scompigli” si entra nel vivo delle storie (tre per la precisione) ed è puro divertimento. Nella prima Talfino, il protagonista metà talpa e metà delfino, va a far visita alla sua amica Polnacchia metà polipo e metà cornacchia, bravissima pasticcera. Sulla pagina di destra Talfino si trova sempre davanti a un bivio e il lettore, proprio segnandola e seguendola col dito, può scegliere quale strada seguire, voltando pagina, quella di sinistra propone un’altra scelta semplice ma che induce il lettore a indugiare e prendere una posizione che è manifestazione e affermazione dei propri gusti oltre che gioco. Ciascun’avventura si conclude con un’esortazione a continuare la lettura vivendone altre il che è anche un espediente narrativo e una soluzione grafica che riporta ogni storia alla stessa impostazione della precedente, stessa l’alternanza, stesso il ritmo. Solo che in Talfino e la scompiripappa c’è un po’ più di scompiglio e le scelte raddoppiano a ogni voltar pagina: i lettori a volte reagiscono alle sollecitazioni concentrandosi, altre volte scelgono rapidamente per poi ripensarci e poi ritornare sui propri passi e una ridda di ditini s’affolla a scegliere per Talfino il formaggio fuso, o le uova, o un hamburger. E poi cambiare idea per avere una buona scusa per tornare indietro, o ricominciare e raccontare da sé introducendo altri personaggi, scompigliando le storie e mescolandole, perché se Polnacchia sa cucinare così bene Talfino cosa mangiare deve chiederlo anche a lei!

ScompiripiglioTitolo: Scompiripiglio!
Autore: Studio Euphrates
Editore: Topipittori
Dati: 2013, 40 pp., 16,00 €

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Facce. Un libro e una app per i più piccoli

Facce, Antonella Abbatiello - Topipittori, 2013
Facce, Antonella Abbatiello – Topipittori, 2013

Quadrato, molto resistente, di piccole dimensioni. Così si presenta Facce rispettando tutti i canoni che un libro destinato ai bimbi piccoli (i lettori destinatari hanno da 0 a 3 anni) deve necessariamente possedere per poter essere manipolato, calpestato, assaggiato oltre che letto (a volte anche prima di essere letto: la mia bambina per esempio mordicchiava stampigliando le copertine dei libri, in barba a germi e batteri e alla fisiologica incapacità di digerire la carta… chissà poi che non fosse un personalissimo ex libris e dall’alto del mio essere adulta io l’abbia compreso solo ora…). Si tratta anche di un libro che per la sua forma induce alla manipolazione: si gira, si capovolge creando dalla figura iniziale un’altra, cambiando senso, cambiando verso, inducendo alla curiosità creativa che è quella che poi si attua in maniera naturale nella app gemella.

Facce, Antonella Abbatiello - Topipittori, 2013
Facce, Antonella Abbatiello – Topipittori, 2013

Facce, il libro, è fatto di testi brevi che si alternano a una trentina di facce realizzate con ritagli di carta colorata. Ogni pagina è leggibile di per sé ma al contempo rimanda a una “pagina” corrispondente nella app: ciascuna di esse di volta in volta contiene e parla di colori, di suoni, di emozioni; esercita piccole imprese matematiche, saluta in lingue straniere; fa sorprese, mostra le forme.

Facce, Antonella Abbatiello - Topipittori, 2013, app
Facce, Antonella Abbatiello – Topipittori, 2013, app

Col libro il bimbo metabolizza, per poi usare la app come uno strumento polivalente di gioco, di apprendimento e anche, grazie all’idea di rilasciare una faccia alla volta, per familiarizzare con la pazienza: i bambini scoprono la dolcezza e l’importanza dell’attesa. Facciamo, la app, per come è strutturata agevola l’acquisizione di competenze in base all’età. A un anno i bimbi sono nel pieno della fase emotiva, la scoperta per mezzo del confronto e della comparazione è dunque perfetta, sebbene ci sia l’ostacolo della comunicazione simbolica che non rientra nelle capacità cognitive dei piccoli di quell’età refrattari all’astrazione; contestualmente, però, le forme nitide colorate e appoggiate su sfondi altrettanto colorati e a contrasto, e questo vale per la app come per il libro, danno vita a un insieme assolutamente adatto all’occhio bambino. A due anni tornano utili gli elementi compositivi semplici che fungono da stimolo alla riproduzione anche oltre alla lettura o al gioco: lo stesso processo creativo dell’autrice, Antonella Abbatiello, che ha creato tutte le facce con piccoli ritagli di cartoncino colorato, può essere replicato per la semplicità, appunto, dei materiali e per la possibilità di manipolarli liberamente proprio nel momento in cui la creazione per imitazione porta i bimbi a crescere di giorno in giorno.

Facce, Antonella Abbatiello - Topipittori, 2013 (app)
Facce, Antonella Abbatiello – Topipittori, 2013 (app)
Facce, Antonella Abbatiello - Topipittori, 2013, (app)
Facce, Antonella Abbatiello – Topipittori, 2013, (app)

Ora che sono arrivata a questo punto posso confessarlo: io non ho molta simpatia per i supporti digitali (nonostante in casa mia ce ne siano di tutti i tipi e siano usati e apprezzati dal resto della mia famiglia), e quando entrano in campo i libri per bambini la mia diventa quasi antipatia (ho acquistato e bocciato, per esempio, Un gioco di Hervé Tullet, versione digitale di Un libro, di cui potete leggere su Gigi il Giornale dei Giovani lettori che invece l’ha apprezzato molto). In questo caso invece devo ricredermi: da quello che vedo Facce si prospetta molto interessante. Sono curiosa di stare a vedere tra qualche mese come sarà accolto tra i piccoli lettori.

Facce_layout-1Titolo: Facce
Autore: Antonella Abbatiello
Editore: Topipittori
Dati: 2013, 56 pp., 15,00 €

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PIPPO: PIccola Pinacoteca POrtatile.

Gli acronimi sono tra i rompicapi quelli che preferisco. In realtà l’acronimo non è un rompicapo, quanto piuttosto una nobile tecnica compositiva, la quale, però, per le sue caratteristiche creative e i per i suoi risultati misteriosi quanto divertenti, può diventare un gioco d’ingegno. Peraltro in essa ristanno numerosi elementi che ritengo stiano tra le radici della composizione letteraria e più precisamente narrativa: creare significati e significanti altri per mezzo di elementi già esistenti.

Francesca Zoboli, Marta Sironi - Dame e cavalieri. Topipittori 2012
Francesca Zoboli, Marta Sironi – Dame e cavalieri. Topipittori 2012

Mi dilungo, come sempre, e vi faccio partecipi dei miei pensieri e gusti. Però c’è una ragione e questa ragione è che PIPPO, l’acronimo creato e scelto dai Topipittori per la loro piccola pinacoteca portatile è portatore di tutti quegli elementi che mi divertono in un acronimo: intanto, appunto, è divertente; poi creativo, molto; pesca laddove l’imitazione è chiave: la pittura; incoraggia alla costruzione e decostruzione e quindi alla creazione di nuove immagini, nuovi capolavori.

Francesca Zoboli, Marta Sironi - Dame e cavalieri. Topipittori 2012
Francesca Zoboli, Marta Sironi – Dame e cavalieri. Topipittori 2012

Laddove mi imbatto in pagine fustellate il mio senso critico s’abbatte, perché la pagina fustellata in un libro è segno di un lavoro editoriale complesso, di una progettazione che implica il rispetto per il lettore e il gusto dell’idea di vedere cosa può nascere da ogni pagina, dove troverà alloggio, in che posa, in che circostanza. Le pagine fustellate implicano il processo creativo perché gli elementi diventano mobili, hanno la possibilità di diventare parte di un’altra storia, di raccontarne una propria, in completa indipendenza o solitudine, di restare quello che sono, nel posto che si ritiene giusto o divenire un’altra cosa. Ma a prescindere da ciò, la qualità della resa, della realizzazione e dell’intenzione in questo caso (in questi due casi) resta altissima.

Francesca Zoboli, Marta Sironi - Dame e cavalieri. Topipittori 2012
Francesca Zoboli, Marta Sironi – Dame e cavalieri. Topipittori 2012

Attorno al 1400, per esempio, farsi fare un ritratto da Pisanello era un privilegio – raccontano nella piccola nuvola di testo che apre dame e cavalieri di Francesca Zoboli e Marta Sironi -; un privilegio del quale non si privò Leonello d’Este. Leonello era dotato di un profilo importante e volle fissarlo su tela diverse volte. Si affidò a Pisanello, dunque, ma anche a Giovanni da Oriolo. Ne vennero fuori degli splendidi ritratti. Quello di Pisanello lussureggiante, ricco. Il ritratto, il profilo nella fattispecie, si presta all’individuazione delle linee e dei tratteggi principali: Francesca Zoboli lo sa e quindi dalle riproduzioni dei dipinti originali toglie e toglie fino a lasciare sulla pagina la traccia necessaria e sufficiente affinché i bambini possano ricreare a loro piacimento. Essi possono intervenire sui dipinti (tutti ritratti, volti o figure intere, di donne e uomini realizzati tra Medioevo e Rinascimento) in modi diversi: intervenendo sulle tavole colorate a rileggere volti ed espressioni; creando volti nuovi sulla traccia nera; riproducendo l’originale; usando le pagine colorate in fregi, fiori, losanghe, merletti per adornare; ritagliando e incollando vestire, mascherare le figure. L’ispirazione per queste pagine colorate sono i tessuti, le tappezzerie i broccati, e il risultato è che l’istinto è quello di toccarle, sfiorarle con le mani per sentirne quel che si vede, una morbidezza che sembra naturale.

Francesca Zoboli, Marta Sironi - Dame e cavalieri. Topipittori 2012
Francesca Zoboli, Marta Sironi – Dame e cavalieri. Topipittori 2012

Zoologia creativa, invece, per Guido Scarabottolo e Marta Sironi, che si cimentano con Quadri, quadretti e animali. Il migliore amico degli animali è stato San Francesco, non lo dimentica Marta Sironi che suggerisce anche di andare ad Assisi e guardare gli affreschi della basilica superiore che la storia di San Francesco raccontano tutta.

Guido Scarabottolo, Marta Sironi - Quadri, quadretti e animali. Topipittori 2012
Guido Scarabottolo, Marta Sironi – Quadri, quadretti e animali. Topipittori 2012

A guardarli bene, questi animali, si può sentirne il canto e una volta che i bambini li avranno colorati o riprodotti (e la carta quadrettata è ideale per riprodurre rispettando le proporzioni) avranno una loro propria e unica voce. Intervenendo sulle pagine fustellate i bambini potranno dar vita a una propria personale pinacoteca e potranno anche darle un luogo privilegiato: la propria stanza, per esempio, luogo ideale in cui mescolare fantasia, colore arte e sogni.

Guido Scarabottolo, Marta Sironi - Quadri, quadretti e animali. Topipittori 2012
Guido Scarabottolo, Marta Sironi – Quadri, quadretti e animali. Topipittori 2012

Titolo: quadri, quadretti e animali
Autore: Marta Sironi, Guido Scarabottolo
Editore: Topipittori
Dati: 2012, 32 pp., 12,00 €

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Titolo: Dame e cavalieri
Autore: Marta Sironi, Francesca Zoboli
Editore: Topipittori
Dati: 2012, 32 pp., 12,00 €

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