Il Natale del topo che non c’era

Ci siamo quasi. Natale sarà qui tra poco più di una settimana, è necessario sedersi a tavolino e fare la lista.

La lista dei regali, la lista dei giochi da fare dopocena, la lista per la cena, la lista degli invitati, la lista di tutto quello che potremmo fare durante le vacanze, e magari anche anticipare la lista dei buoni propositi per il nuovo anno e la lista delle liste delle cose da fare affinché Natale sia perfetto, marci su binari ben oliati, non manchi nulla, ci siano tutti. Impresa titanica che nessuno, penso, sia mai riuscito a concretizzare, perché l’immaginario del Natale è esso stesso leggenda, è complesso, è luccicante, è allegro, è inteso, morbido, perfetto.

Il Natale del topo che non c'era, di Giovanna Zoboli, Lisa D'Andrea - 2015, Topipittori
Il Natale del topo che non c’era, di Giovanna Zoboli, Lisa D’Andrea – 2015, Topipittori

Però ci si prova, ostinatamente, ogni anno. E, come tutti, ci provano anche il Gatto e il Topo (che sono gli stessi de Il topo che non c’era e Le vacanze del topo che non c’era, di Giovanna Zoboli e Lisa d’Andrea, solo con un tocco d’oro in copertina che fa subito Natale). Fanno mente locale, si mettono a tavolino, due diversi tavolini, in due luoghi diversi, e compilano ciascuno la propria lista per un Natale perfetto che trascorreranno assieme (memo: scrivere in cima alla lista come sana abitudine di non compilare mai  autonomamente due liste diverse per una stessa occasione).

Il Natale del topo che non c'era, di Giovanna Zoboli, Lisa D'Andrea - 2015, Topipittori
Il Natale del topo che non c’era, di Giovanna Zoboli, Lisa D’Andrea – 2015, Topipittori

Liste magnifiche, s’intenda, entrambe, in cui non manca nulla, in una c’è persino l’idraulico, nell’altra le mollette. In comune hanno solo gli invitati (rispettivamente topi e gatti) ma se invece di indugiare su quanto fossero diverse e su quale fosse la migliore avessero considerato quanto fossero compatibili e si completassero a vicenda, avessero messo assieme, per esempio, l’abete con le decorazioni, beh, forse non si sarebbe arrivati al punto di rottura, al litigio.

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Il Natale del topo che non c’era, di Giovanna Zoboli, Lisa D’Andrea – 2015, Topipittori

Che però io metto sempre in conto, non mi sorprende, fa parte del Natale. A casa mia esso, il litigio, di solito si palesa nel tardo pomeriggio della vigilia e verte sui tempi che io desidero flessibili, mia madre fermi. Quindi il litigio era nell’aria, non lo si mette in lista perché è quasi scontato.

Il Natale del topo che non c'era, di Giovanna Zoboli, Lisa D'Andrea - 2015, Topipittori
Il Natale del topo che non c’era, di Giovanna Zoboli, Lisa D’Andrea – 2015, Topipittori

La conclusione no, quella è inattesa, di conciliazione, surreale come l’amicizia tra un topo e un gatto. Per la quale ho temuto, e molto, quando ho visto il topo andarsene schiena dritta e passo da bersagliere, spalle esposte al gatto da parte sua furioso, con le orecchie basse, appiccicate alla testa, pugni serrati e sguardo colmo d’ira. Ma l’amicizia, quella vera, è come il Natale, una bellissima festa.

copertinaTitolo: Il Natale del topo che non c’era
Autore: Giovanna Zoboli, Lisa D’Andrea
Editore: Topipittori
Dati: 2015, 36 pp., 20,00 €

Trovate questo libro tra gli scaffali del Giardino Incartato, libreria per ragazzi in via del Pigneto 303/c, Roma.

IL CALENDARIO DELL’AVVENTO DI ATLANTIDEKIDS – 2018

 

Un libro al giorno, ventiquattro libri da leggere e rileggere in attesa del Natale. Ho selezionato albi illustrati, narrativa, visioni laiche che prendono le mosse dal momento più atteso per chi invece crede. Ho scelto libri che invitassero alla lettura partecipata, così come altri da gustare da soli, avvolti in una coperta morbida, nel caldo molle e profumato delle festività natalizie. Vi invito a metterne qualcuno sotto l’albero o nella calza della Befana. Quali tra i tanti? Beh… questo decidetelo voi, io da parte mia ne considererò uno al giorno, quindi l’appuntamento è su questa pagina dal primo al 24 dicembre.

  1. Natale nel grande bosco, Ulf Stark e E. Eriksson, Il gioco di leggere
  2. Il piccolo abete, Delia Huddy e Emily Sutton, Emme edizioni
  3. Il mistero della magia del Natale, Segrè, Forza, Edizioni corsareo
  4. Peter e Petra, Astrid Lindgren, Iperborea
  5. La prima neve, Bomi Park, Lupoguido
  6. La piccola renna, Michael Foreman, Camelozampa
  7. Il gatto sulla collina, Michael Foreman, Il Castoro
  8. Natale bianco, Arianna Papini, Interlinea
  9. La volpe e il Tomte, Astrid Lindgren, Eva Eriksson, Il gioco di leggere
  10. Il piccolo Babbo Natale diventa grande, Anu Stohner, Henrike Wilson, Emme edizioni
  11. Buon Natale Mog, Judith Kerr, Mondadori
  12. Il Natale del topo che non c’era, Giovanna Zoboli, Lisa D’Andrea, Topipittori
  13. Il pacchetto rosso, Linda Wolfsgruber, Gino Alberti, Edizioni Arka
  14. La banda dei cinque, Enid Blyton, Mondadori
  15. Orme nella neve, Beatrice Masini, Einaudi
  16. Olivia e il Natale, Ian Falconer, Nord-Sud
  17. Canto di Natale e altri racconti, Sara Marconi, Pintor, Lapis edizioni
  18. Mamma Natale, Penny Ives, Edizioni el
  19. La preghiera di un passero, Gianni Rodari, Einaudi ragazzi
  20. Greta Grintosa, Astrid Lindgren, Iperborea
  21. Schiaccianoci e il re dei topi, Hoffmann, Lamarque, Rizzoli
  22. Racconti di natale, Louisa May Alcott, Garzanti
  23. Il Grinch, Dr. Seuss, Mondadori
  24. La cena di Natale, Clichy

Un ricamo raffinato su Cappuccetto rosso e il suo Lupo

C'era una volta una bambina, Giovanna Zoboli, Joanna Concejo - 2015, Topipittori
C’era una volta una bambina, Giovanna Zoboli, Joanna Concejo – 2015, Topipittori

La storia è quella universale, quella in cui c’è una bambina con una spiccata passione per il rosso, e c’è un lupo, tradizionalmente selvaggio; c’è una foresta, una nonna e una casetta con tanto di centrini di pizzo sui tavolini.

L’albo illustrato, questo nello specifico, si può leggere in tre modi (nessuno esclude l’altro).

In piedi o seduti di fianco a un letto, novelli cantastorie, può narrarsi ad alta voce, tenendo le illustrazioni per sé, sfruttando il ritmo di questo esercizio di stile à la Queneau. Rispettando ogni punto che fa una frase a sé; rispettando le anafore, adagiandosi sugli enjambement, sillabando “bo-sco”, “ca-sa”, facendo attenzione a non perdere il filo (rosso) della storia.

C'era una volta una bambina, Giovanna Zoboli, Joanna Concejo - 2015, Topipittori
C’era una volta una bambina, Giovanna Zoboli, Joanna Concejo – 2015, Topipittori

Una parola dietro l’altra, le stesse parole una dietro l’altra, si inseguono per non perdersi, per non smarrirsi, per ribadire. Mentre scorre la storia universale, quella della bambina col vestito rosso, si inciampa in mise en abyme che si lasciano incorniciare senza diventare a sé stanti. Cui prestare attenzione o da cui prendere le distanze.

Si può leggere per figure: una dopo l’altra si può narrare, partendo dal risguardo, seguendo le tracce rosse che su tutto stanno in evidenza: nette, brillanti, dense.

C'era una volta una bambina, Giovanna Zoboli, Joanna Concejo - 2015, Topipittori
C’era una volta una bambina, Giovanna Zoboli, Joanna Concejo – 2015, Topipittori

Dopo il ritratto di una foresta, il duplice ritratto di una foresta virato seppia, il margine del bosco si accende di un verde brillante che assieme meraviglia e spaventa. La bambina in rosso è proprio sul ciglio, braccia conserte dietro alla schiena, in attesa. Aspetta il lettore. Il bosco è enorme, fitto. Quando tutto sembra immoto la bambina in rosso si muove e supera il limes, del bosco, del consentito, della storia, della pagina: lascia le pagine tranquille, quelle premonitrici, quelle che ammoniscono sulle conseguenze di gesti repentini o azzardati e corre, capelli al vento, fuori.

Va oltre per arrivare, per mezzo della pagina di sinistra, in un contesto che è del tutto differente in cui il coraggio e l’ardire della bambina in rosso trionfano e si aprono all’ascolto di un bosco che ha perso il suo contorno dubbio per diventare attento osservatore, rivelarsi accogliente. Nel bosco la bambina incontra il lupo: entrambi sono fatti per correre e per giocare e assieme corrono e giocano. Entrambi coraggiosi, svelti, attenti. Sembrano felici. Poi interviene una pagina intera di foglie verdi. Una pianta domestica o addomesticata ci introduce la nonna: braccia accomodate sulle gambe, immote se non per porsi dinanzi alle labbra, timorose di quanto stanno per dire, di quanto dicono: narra la storia “dell’attenta a te”, nonostante alle sue spalle troneggino i resti imbalsamati di animali un tempo selvaggi che sulla parete, impagliati sembrano suggerire coi loro sguardi vitrei di stare attenta, sì, ma a qualcos’altro.

C'era una volta una bambina, Giovanna Zoboli, Joanna Concejo - 2015, Topipittori
C’era una volta una bambina, Giovanna Zoboli, Joanna Concejo – 2015, Topipittori

Infine si può leggere così come è stato pensato; l’immagine di copertina indica l’approccio giusto: orecchie aperte a cogliere le sfumature, ascoltare i dettagli, seguire tracce e colori, in un ritmico alternarsi di testo e immagini. Testo e immagini che tra loro dialogano con equilibrio, senza che l’uno prevalga sull’altro. Anche quando nel mezzo della storia le parole cedono il passo e lo spazio alle immagini, esse sono lievi, mai ingombranti.

c'era-una-bambinaTitolo: C’era una volta una bambina
Autrici: Giovanna Zoboli, Joanna Concejo
Editore: Topipittori
Dati: 2015, 72 pp., 20,00 €

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L’uomo dei palloncini; quello giusto per ogni bambino

L'uomo dei palloncini, Giovanna Zoboli, Simone Rea - Topipittori, 2014
L’uomo dei palloncini, Giovanna Zoboli, Simone Rea – Topipittori, 2014

Talvolta il presente si colora di persone che divengono personaggi, di uomini che sono talmente buffi da ricordarci Giufà, di donne schizzinose che diventano principesse sul pisello, di bambini pestiferi che apostrofiamo Gian Burrasca. Altre volte capita l’inverso, e il processo è ben più magico. Esula dalla deduzione per entrare nel campo minato dell’astrazione, laddove si può intraprendere e compiere il percorso creativo e dar luogo alla meraviglia oppure perdersi e ritrovarsi intricati nella resa banale di ciò che già è o è già stato.

L’uomo dei palloncini, Giovanna Zoboli lo racconta, è un uomo che in una precisa fiera di paese, in un preciso momento e in un preciso luogo smette di essere quell’uomo per divenire il poetico ed eroico protagonista di una storia. Per dare il titolo alla storia che è la sua.

L'uomo dei palloncini, Giovanna Zoboli, Simone Rea - Topipittori, 2014
L’uomo dei palloncini, Giovanna Zoboli, Simone Rea – Topipittori, 2014

Rappresenta e racconta tutti gli uomini dei palloncini? Direi di no. Molti, devo dire tutti quelli in cui mi sono imbattuta in una militanza di anni tra parchi, fiere, giardini, sono piuttosto antipatici, insistenti, invadenti; vendono a caro prezzo le solite immagini chiassose, non sono affatto capaci di acchiappare l’aria, di renderla forma, di renderla unica. Essi risplendono di luce riflessa e la luce (quella sì, ne sono stata investita anch’io) si genera dagli occhi pieni e baluginanti dei bimbi che, tutti, a prescindere dall’età, dai palloncini sono rapiti, inebriati. Ecco, l’uomo i cui palloncini popolano queste splendide pagine è magico, perché è capace di regalare ai bimbi una magia che essi stessi hanno inconsapevolmente creato, che si portano a spasso, che tiene loro compagnia.

L'uomo dei palloncini, Giovanna Zoboli, Simone Rea - Topipittori, 2014
L’uomo dei palloncini, Giovanna Zoboli, Simone Rea – Topipittori, 2014

Nel leggere un albo quello che più mi interessa a una prima lettura è cogliere l’equilibrio tra testo e immagine; valutare il loro rapporto e soppesarne il ritmo. Ecco, qui è perfetto, l’equilibrio; lieve, il ritmo; elettivo, il rapporto.

Una frase tra tutte (tra le parole lette nei mesi, non solo tra quelle incontrate in questa narrazione) mi ha affascinata, per la sua cadenza perfetta e circolare, che narra compiendo evoluzioni e al contempo le conclude nel ritmo lineare del fatto narrato. È perfetta.

 L’uomo dei palloncini è un domatore d’aria. Gli basta un gesto per portare fino a te il suo gregge meraviglioso. Abbassarlo al punto da farti avvicinare. Avvicinarlo al punto di fartelo toccare, e forse da farti entrare e farti perdere e salire, salire, salire.

L’uomo dei palloncini domina l’aria più leggera dell’aria; la imbriglia e le dà forma; la forma più adatta a ciascun bambino. Per una bimba una stella, per due gemelli “in silenziosa pace” una fiera selvaggia e un fiore.

L'uomo dei palloncini, Giovanna Zoboli, Simone Rea - Topipittori, 2014
L’uomo dei palloncini, Giovanna Zoboli, Simone Rea – Topipittori, 2014

Poi a sera va via, illuminando la strada con i fanali del suo furgone di zucchero con al fianco la ragazza tutta bianca, forse di torrone, forse di glassa, sua compagna e anima gemella; verso un’altra fiera, un’altra città.

Palloncini-copTitolo: L’uomo dei palloncini
Autore: Giovanna Zoboli, Simone Rea
Editore: Topipittori
Dati: 2014, 32 pp., 20,00 €

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Casa di fiaba o la fiaba della casa

Casa di fiaba, Giovanna Zoboli & Anna Emilia Laitinen - 2003, Topipittori
Casa di fiaba, Giovanna Zoboli & Anna Emilia Laitinen – 2003, Topipittori

Compiute, composte e vaste le tavole di questo raffinato albo nato dalla comunione del gusto di Giovanna Zoboli e Anna Emilia Laitinen.

Compiute, giacché ogni casa raccontata è interprete di una storia a sé stante e, solo per mezzo di se stessa, ne narra dettagli, risvolti e protagonisti.
Composte per il senso di tranquillità e grazia che comunicano ma anche perché segno composito di elementi tra loro diversi e multiformi.
Vaste giacché aprono alla vista e all’immaginazione panorami immensi: si guarda e legge e si racconta di luoghi straordinari, vicini e lontanissimi, irraggiungibili e quotidiani; si ascolta e si raggiungono luoghi fantastici, talvolta freddi, talvolta caldi; si chiudono gli occhi e la sensazione è magica, mescola il ricordo con il presente, la realtà e l’immaginazione e infonde un senso molle di entusiasmo come solo i sogni, i bei sogni, sanno fare.

Casa di fiaba, Giovanna Zoboli & Anna Emilia Laitinen - 2003, Topipittori
Casa di fiaba, Giovanna Zoboli & Anna Emilia Laitinen – 2003, Topipittori

Sono case incantate, ciascuna nel suo originale e unico patchwork di fantasie nordiche dai colori freddi che si fanno caldi in innesti di rosa, amaranto e ocra. Sono case che rimandano a favole familiari, dalla melodia conosciuta e nel rimandare ad esse cambiano facciata: l’inquietante casa della Baba Yaga perde tutta la sua carica angosciante per tramutarsi in un placido faro con le zampe a mollo in uno specchio d’acqua che non è mare e non è fiume. Piuttosto riflette un cielo plumbeo illuminato dal cono di luce che parte da questo faro (torre di pietra, conchiglia di luce) per incrociarne un altro emesso da un altro faro che illumina ma al contempo è illuminato da lanterne, da fiori, dalla vita vibrante di un cestino che è un dono che parte da questa casa per raggiungere l’altra.

Casa è tutto ciò che si può immaginare, casa, nelle parole di Giovanna Zoboli, è un nido d’uccello, è una casa crollata, casa alveare, un’ampolla incantata. Ma proprio perché la casa è effettivamente un luogo simbolico ancor più che un luogo, ciascun bambino aggiungerà la propria rima a questa lunga poesia che fa pausa solo il tempo di sfogliare; che ha il ritmo di una filastrocca e l’intensità di una fiaba.

Case-di-fiabaTitolo: Casa di Fiaba
Autore: Giovanna Zoboli & Anna Emilia Laitinen
Editore: Topipittori
Dati: 2013, 32 pp., 15,00 €

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E buonanotte ai sognatori!

Il grande libro dei pisolini, Giovanna Zoboli & Simona Mulazzani

Il grande libro dei pisolini, Giovanna Zoboli & Simona Mulazzani - Topipittori 2013
Il grande libro dei pisolini, Giovanna Zoboli & Simona Mulazzani – Topipittori 2013

Cos’è che sfuma i margini di immagini e azione? Cos’è che acutizza gli angoli di immagini e azione? Cos’è che mescola realtà e immaginazione, paura e dolcezza, angoscia e serenità, risate cristalline e improvvisi brividi? Due le risposte immediate, entrambe esatte, a queste domande: il sonno e la poesia.

Entrambi, sonno e poesia, protagonisti di questo soffice e avvolgente albo illustrato. Sonno & Poesia, direi meglio, per sottolineare un altro affiatato duetto: Giovanna Zoboli & Simona Mulazzani, l’una, Giovanna,  autrice esperta di quartine senza ricami e ugualmente raffinate, tese a fermarsi nella memoria e a danzare in un passo a due coordinato e ritmico assieme all’altra, Simona, le cui tavole (in acquaforte & acquerello, altro connubio elegante) si susseguono tra un piumone a fiori e leggere copertine stellate, tra letti a castello, letti singoli, letti enormi e condivisi (come quello dell’elefante) letti minuscoli, che stanno nella corolla di un fiore, letti sconfinati, come l’oceano che culla e protegge un delfino (tanto dolcemente simile alla balena che canta e si sente a un oceano di distanza incontrata tra le pagine di Vorrei avere, la ricordate?) e un tonno.

Il grande libro dei pisolini, Giovanna Zoboli & Simona Mulazzani - Topipittori 2013
Il grande libro dei pisolini, Giovanna Zoboli & Simona Mulazzani – Topipittori 2013

Letti che ad osservar bene, tradiscono il vero animo dei loro dormienti occupanti: il coccodrillo non usa i denti per difendersi dai brutti sogni, piuttosto s’accoccola abbracciando un orsetto e protegge e ospita una coppia di ranocchie con la sua coda; le foche monache ambiscono a lasciare la spiaggia preferendo accoccolarsi in poltrone colorate tra i rami di un albero; il gatto, in un armadio che è un mondo a parte, il suo mondo a parte, con tanto di cielo e panorama bucolico, non si separa dalla sua palla e sorride sornione, fedele a se stesso.

Il grande libro dei pisolini, Giovanna Zoboli & Simona Mulazzani - Topipittori 2013
Il grande libro dei pisolini, Giovanna Zoboli & Simona Mulazzani – Topipittori 2013

Solo un letto è vuoto, ai piedi di un grande albero, è quello dell’assiolo, che riposa solo di giorno e se ne sta appollaiato, con gli occhi spalancati, a vegliare il sonno della volpe e di due tortore. Perché a volte, non c’è niente di più bello e rasserenante del guardare il sonno altrui, i volti placidi dei bimbi, le zampette in movimento dei gatti, il ronfare profondo e un po’ cantato di certi nonni. Io, da parte mia, imparerei volentieri a memoria questi versi, per la mia bambina, per me; tra le coperte c’è sempre spazio per la poesia.

pisolini-copTitolo: Il grande libro dei pisolini
Autore: Giovanna Zoboli & Simona Mulazzani
Editore: Topipittori
Dati: 2013, 32 pp., 20,00 €

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C’era una volta una storia

C’era una volta una storia di Giovanna Zoboli e Camilla Engman – Topipittori 2013

C'era una volta una storia di Giovanna Zoboli e Camilla Engman - Topipittori 2013
C’era una volta una storia di Giovanna Zoboli e Camilla Engman – Topipittori 2013

Sono sempre stata convinta, sin dalle mie prime riflessioni ragazzine, che ci fosse un rapporto stretto e indissolubile tra la fantasia e la logica dell’accostare pensieri tra loro sconnessi dei bambini e il metodo assolutamente studiato e rodato della scrittura narrativa. Che quel che un cantastorie opera nel raccontare leggende e miti, rinarrando, aggiungendo, togliendo, allontanando un personaggio o facendone avvicinare un altro, non sia che quel che opera un bimbo ispirandosi ai ricordi di una fiaba sognata, ascoltata tante volte o solo di sfuggita, quando racconta, in maniera più o meno lineare un’altra storia, che in quella “deputata” si innesta per diventare un’altra, unica, certamente non rinarrabile; di quelle storie che anche a provarci, e pur volendolo, non si riuscirebbe a raccontarle ancora una volta allo stesso modo.

Ugualmente, sono sempre stata convinta che questa straordinaria capacità naturale venga meno e divenga pratica studiata (in certi fortunati casi con risultati eccellenti che possiamo definire ‘storie’) nel momento in cui ci si imbatte nella didattica o nella coscienza del processo creativo.

Per questa ragione, leggendo C’era una volta una storia di Giovanna Zoboli e Camilla Engman, ho assaporato la gioia pura di essere coinvolta in una storia che proprio narrando, per parole e immagini, apre uno spiraglio di coscienza lasciando tuttavia, in maniera assolutamente naturale, il campo libero alla vena immaginifica e innata che alberga in ciascun piccolo lettore. E parlo di lettore, omettendo di proposito il termine ascoltatore che di solito sempre associo al primo, perché questo albo è assolutamente adatto anche alla lettura autonoma, per immagini, dei bimbi in età prescolare, cosa rara, specie quando nonostante ciò, o forse proprio grazie a ciò, il testo si coniuga con piena spontaneità alle immagini.

C'era una volta una storia di Giovanna Zoboli e Camilla Engman - Topipittori 2013
C’era una volta una storia di Giovanna Zoboli e Camilla Engman – Topipittori 2013

In questo senso la frase con cui la storia nasce e s’avvia è propriamente un manifesto: “C’era una volta una storia. La storia abitava in un libro. Il libro era di un bambino. Ma il bambino non sapeva leggere. Però guardava le figure. Così della storia sapeva già molte cose: tutte cose interessanti.”

Sono tutte queste cose interessanti che non sfuggono all’occhio assetato di dettagli di un bimbo che ancora non legge le parole, che nutrono la storia a seguire: in questa storia c’è un cane verde che viaggia su una valigia che naviga su un torrente tumultuoso (o vola sulle nuvole?); c’è una donna con in testa un pappagallo; c’è un gatto ballerino. Quando la mamma lascia la stanza, dal libro, complice la morbidezza della notte, escono personaggi che s’avvicendano in una ridda di piccole, semplici avventure; avventure che il bimbo condivide coi suoi giochi, i quali divengono anch’essi cantastorie; il libro passa di mano in mano, di lettore/narratore in lettore/narratore, per arrivare persino tra i raggi del sole, poco prima dell’alba grazie alla precedente lettura della luna. Il sole non ha mai avuto un libro, sebbene sia testimone di molte storie, non ne ha posseduto nessuno e vorrebbe tenerlo per sé, interrompendo così il ciclo narrativo. Per fortuna interviene l’Oca selvatica, simbolo di una conoscenza e saggezza antica che prescinde dall’informazione e dal metodo, che rispecchia quindi quella dell’infanzia, libera e profonda. L’oca selvatica parla al sole e il sole restituisce il libro al suo primo proprietario. E la storia, così, ci sarà ancora una volta.

C'era una volta una storia di Giovanna Zoboli e Camilla Engman - Topipittori 2013
C’era una volta una storia di Giovanna Zoboli e Camilla Engman – Topipittori 2013

Stori-Engman-copTitolo: C’era una volta una storia
Autore: Giovanna Zoboli, Camilla Engman
Editore: Topipittori
Dati: 2013, 32 pp., 18,00 €

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Il viaggio di Miss Timothy: la risposta ovina alla ricerca di sé

il viaggio di Miss Timothy - Valerio Vidali

Me lo diceva sempre anche mia nonna che quando ci si sente stressati, un po’ schiacciati dagli eventi, smarriti, uguali a sé stessi, insomma, che quando ci si sente un po’ tristi, la prima cosa che esplicita questo grigiore interiore sono i capelli. Diventano secchi, con le doppie punte, opachi. Dico che me lo diceva “anche” mia nonna, perché è teoria che sostiene vivamente anche Mr. George, sebbene lui la applichi alle sue pecore, a Miss Timothy, e sebbene non si tratti di capelli ma di lana. E sulla lana gli effetti del perdere sé stessi sono ancora più catastrofici giacché diventa grigia, piena di nodi, affatto soffice. E per un allevatore dal cuore di nonna è cosa assolutamente sconveniente.

il viaggio di Miss Timothy - Valerio Vidali

Perciò Mr. George, che teneva alle sue pecore, che teneva particolarmente a Miss Timothy, un pomeriggio disse: “Non la riconosco più. Lei non è più lei! La sua lana è piena di nodi e oltretutto grigi. E se lei non è più lei, bisogna che ritrovi se stessa. Miss Timothy, la informo che domani partirà alla ricerca di sé”.

Facile a dirsi per un uomo affascinante come Mr. George, prendere e partire alla ricerca di sé. Ma per una pecora, peraltro un po’ smarrita, la questione è oltremodo complessa e delicata. Essendo però pecora per quanto non più se stessa, Miss Timothy ubbidisce a Mr. George e si organizza, si rassegna velocemente all’idea e parte.

il viaggio di Miss Timothy - Valerio Vidali

Per non farmi trarre in inganno (da me stessa) sono solita non leggere i nomi degli autori nel momento in cui sfoglio un libro. Anche le copertine e le quarte sono destinate a un’osservazione che è sempre successiva alla lettura. Questo perché nutro un’antipatia intestina per le quarte di copertina, per colpa di editori furbetti che si divertono a giocare con i lettori entusiasti, e perché scoprendo i nomi degli autori subito sono portata a creare delle aspettative che giocoforza inficiano la mia lettura. Strano a dirsi ma questa mia abitudine stramba gioca spesso a mio favore e a favore dei libri che leggo. E questo è un caso eclatante perché leggendo di Miss Timothy, dello Yorkshire, di Mr. George e del suo aplomb inglese, guardando (e contando) le finestrelle dell’autobus rosso a più piani che inizia le pecore al proprio filosofico viaggio, considerando quanto fossero simili nel tocco e nella resa queste illustrazioni ai quadretti acquarellati che i turisti inglesi spesso portano a casa di ritorno dai propri viaggi, sorridendo infine alla saggezza e alla ingenuità ovina di Miss Timothy, con certezza mi avviavo a trovare autori inglesi sulla copertina di questo albo rettangolare. Immaginate dunque la mia sorpresa quando il mio sguardo ha incontrato Giovanna Zoboli e Valerio Vidali. Sì! Proprio loro! Gli stessi di 9 storie sull’amore (più una), Il regalo, e Vorrei avere…

il viaggio di Miss Timothy - Valerio Vidali

Per dire poi come gli editori potrebbero essere eleganti, spiritosi e onesti eccola qua la quarta di copertina: “Il viaggio di Miss Timothy: la risposta ovina alla ricerca di sé”. Davvero. I bambini sorrideranno nel comprendere come sia semplice perdersi alla ricerca di un “se stesso” che sia simile agli altri e invece come sia bello ritrovarsi unici e capaci di godere della propria e altrui unicità. Buona lettura.

Titolo: Il viaggio di Miss Timothy
Autore: Giovanna Zoboli e Valerio Vidali
Editore: Topipittori
Dati: 2012, 40 pp., 15,00 €

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Storie innamorate dell’amore

Le certezze che animano caparbie i giorni dei bambini s’indeboliscono nel divenire adulti. Le buffe convinzioni che nessuno potrebbe scardinare, le verità inquiete che nessuno potrebbe (o osa) mettere in discussione perché proprio vere, persino i sentimenti si radicano al cuore e alla mente dei bambini e molto di rado virano verso altre direzioni da quella originariamente presa. Soprattutto l’amore. Da adulti così spaventoso giacché denso e zeppo di una meraviglia e un tumulto disabituati a gestire, da bambini meraviglioso incanto di cui nutrire, di cui nutrirsi.

Nove storie sull'amore (più una), Giovanna Zoboli, Ana Ventura - Topipittori
Nove storie sull’amore (più una), Giovanna Zoboli, Ana Ventura – Topipittori

Difficile il compito di scrivere da adulta ben Nove storie sull’amore (più una) destinate ai bambini con l’intento di spiegarlo, ardimentosa impresa!, come sentimento vivo, mai scontato, soprattutto da condividere. Ci riesce (e chissà quanto a lungo ha provato prima di farlo così bene!) Giovanna Zoboli e lo fa con una voce il cui pregio principale è l’incanto. Difficili da dimenticare “quel silenzio tutto azzurro e l’odore dell’aria gelida [dell’inverno]” o il gesto di un’erba matta che trattiene un uomo “in mezzo al chiaro del mondo, quando nel buio dei fatti tuoi saresti finito nel gran deserto del chissà dove”.

Le illustrazioni di Ana Ventura, tutte digitali, sono così lievi da sembrare non esserlo e, per me che non stravedo per questa tecnica, sembra che per infondere tanta tenera vitalità e tanto calore in illustrazioni di questo tipo oltre al talento sia necessario senza dubbio l’amore. E l’amore vibra nei tenui colori della terra, nell’opposizione tra vuoto e pieno che si fa contorno netto e conferisce profondità e danzante movimento.

Nove storie sull'amore (più una), Giovanna Zoboli, Ana Ventura - Topipittori
Nove storie sull’amore (più una), Giovanna Zoboli, Ana Ventura – Topipittori

I piedi si fanno radici, i pensieri rami e l’uomo diviene pianta radicandosi saldamente e con grazia alla terra, al suo humus nutriente, al cielo, alla sua limpida aria vivificante. E l’amore si fa seme, con la consapevolezza di poter attecchire o di non riuscire a farlo, si germogliare o di rimanere dormiente per lungo tempo, per sempre.

Nove storie sull'amore (più una), Giovanna Zoboli, Ana Ventura - Topipittori
Nove storie sull’amore (più una), Giovanna Zoboli, Ana Ventura – Topipittori

Ogni storia ha un proprio carattere e un proprio colore: c’è il rosso tondo di una bambina che aveva trovato un uccello, c’è l’azzurro tutto grazie del signore che si sentiva pieno di pioggia. E in ciascuna c’è l’ardimentoso intento di comunicare senza filtro alcuno se non quello della poesia che si fa prosa illuminando lacrime, sorrisi, testardaggini e saltelli d’amore fino a rendere chiaro e manifesto come amare sia necessario e come farlo ci renda capaci anche di ridere con le mani. “Ho le mani che ridono”, pensò una volta un uomo grazie al sogno dell’amore, ed era un pensiero che non aveva mai avuto prima.

9storie1Titolo: Nove storie sull’amore (più una)
Autore: Giovanna Zoboli, Ana Ventura
Editore: Topipittori
Dati: 2011, 32 pp., 14,00 €

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