Il piccolo Babbo Natale

il piccolo babbo natale 1
Il piccolo Babbo Natale, Anu Stohner, Henrike Wilson – Emme Edizioni

A cosa è destinato un Babbo Natale? Cos’è che desidera sopra ogni altra cosa se non portare i doni?
Lavora tutto l’anno in attesa della vigilia di Natale: progetta, impacchetta, spazzola le casacche rosse, ingrassa gli scarponi, tutto pregustando i sorrisi e le manine entusiaste nello scartare i doni consegnati.

Poi, esattamente come tra gli uomini, ci sono Babbi Natale più o meno simpatici, più o meno dediti alla loro missione, più o meno grandi. E ce ne sono di piccoli. Perlomeno il protagonista di questa storia lo è… piccolo, intendo.

il piccolo babbo natale 2
Il piccolo Babbo Natale, Anu Stohner, Henrike Wilson – Emme Edizioni

Ogni anno si prepara prima e meglio degli altri Babbi Natale, e ogni anno viene escluso, rimane a casa, con la sua slitta senza renne e coi suoi splendidi regali. E del Natale gusta solo la pallida ombra, come quella che proiettano sulla neve gli alberi e le capanne al chiarore della luna.

Il piccolo Babbo Natale si ritrova solo, e passeggia e passeggiando sente qualcosa accadere tra gli alberi del bosco: una riunione di animali, tutti al cospetto del gufo, gracchiante più che mai; partecipano anche dei piccoli topi, noncuranti di stare a due passi dal loro più acerrimo nemico. Evidentemente si discute di qualcosa di realmente importante, da valere il rischio. Il piccolo Babbo Natale si avvicina è ascolta, non visto.

– Non è giusto, –
borbottava l’orso. – I Babbi Natale vanno dagli esseri umani, ma non dagli animali–.

– Eppure noi abitiamo piú vicino, – mormorò una lepre. – È sempre
stato cosí, – disse la civetta. – Temo proprio che non cambierà mai –.

E invece cambia, cambia eccome! Cambia per gli animali e cambia per il Piccolo Babbo Natale!

il piccolo babbo natale 3
Il piccolo Babbo Natale, Anu Stohner, Henrike Wilson – Emme Edizioni

Le illustrazioni di Henrike Wilson occupano quasi tutto lo spazio e potrebbero raccontare la storia anche da sole, ma faremmo un torto al testo di Anu Stohner nel dirlo, giacché anch’esso racconta con efficacia questa storia di identità e sogni.
Si svolgono su doppia pagina e, come già era stato per Violetta, streghetta suppergiù, il testo le accompagna in una striscia alla base. È un trionfo di colori caldi, di aranci, di rossi che si alternano ai freddi, al bianco, all’azzurro, che in queste circostanze risultano morbidi e tenui.

piccolo babbo natale copTitolo: Il piccolo Babbo Natale
Autore: Anu Stohner, Henrike Wilson
Editore: Emme edizioni
Dati: 2015, pp. 32, 14,90 €

Lo trovi tra gli scaffali virtuali di Amazon.it

Alla ricerca dell’identità mai avuta

La scimmia, di Davide Calì e Gianluca Folì - 2014, Zoolibri
La scimmia, di Davide Calì e Gianluca Folì – 2014, Zoolibri

Forse Bruno, la scimmia, non sarebbe stato così ansioso di diventare una persona, di essere uguale a una persona, se avesse vissuto nella foresta piuttosto che nella gabbia di uno zoo. Probabilmente è questo punto di partenza, questa vista da dietro a un confine ben limitato e invalicabile, che ha tinto ai suoi occhi animali di colori tenui e affascinanti un mondo fatto di persone che di persone vere ne conosce ben poche.

La scimmia, di Davide Calì e Gianluca Folì - 2014, Zoolibri
La scimmia, di Davide Calì e Gianluca Folì – 2014, Zoolibri

Bruno è una scimmia dunque e vive con la sua famiglia allo zoo. Di giorno in giorno si infatua degli esseri umani e anela a diventare come loro. Impara a suonare con una foglia e, grazie a questa sua peculiare capacità, riesce a farsi notare e a lasciare lo zoo per essere introdotto (non si sa come, non si sa se autonomamente) nel mondo delle persone. Impara a suonare il sassofono e per qualche fuggevole istante si sente realmente cambiato; gli pare di aver raggiunto il proprio obiettivo. Però conserva un vago sentore di scimmia e questo lo allontana dalle altre persone che riconosco in lui qualcosa di estraneo, diverso.

Crudele il mondo delle persone. Ma crudele anche Bruno che schifato, di ritorno allo zoo, si tappa il naso all’odore di scimmia che aleggia tra i suoi simili, tra i suoi familiari. Sceglie quindi di ritornare tra gli uomini, alla ricerca di un sé che non esiste, la cui ricerca però potrebbe infine risolversi in una coscienza del proprio essere unico in quanto Bruno.

La scimmia, di Davide Calì e Gianluca Folì - 2014, Zoolibri
La scimmia, di Davide Calì e Gianluca Folì – 2014, Zoolibri

Ho letto con interesse questo albo dal formato importante, dall’edizione curata e impeccabile, ma non l’ho amato. O meglio, non ho amato ciò che l’albo racconta e come lo racconta; quello che giunge agli occhi del lettore maturo (perché, ahimè, non ho ancora avuto modo di proporlo a un congruo numero di bambini per giocare su altri piani di giudizio e confrontarmi con altri punti di vista) è una sorta di incertezza di sé che si infonde e confonde nel cercare imperfezioni e perfezioni nell’altro, sia esso scimmia, sia esso uomo. Un’incertezza che diventa arroganza nel gesto di tapparsi il naso che rende torbido un guazzabuglio di sentimenti fino a quel momento incerti ma limpidi.

Per quanto riguarda le tavole illustrate vorrei partire proprio da lì, da quel naso tappato, relegato in un angolo in basso di una doppia pagina in cui aleggiano afrori che divengono mani che si tendono, che attraggono, che svaniscono, ricordi che sfumano; ambizioni che si concretizzano in altre due mani che si incrociano sul muso a mettere un ostacolo a costruire dita su dita, tra loro serrate, distanza. Una doppia pagina geniale. Intensa, raffinata, la narrazione per immagini che si muovono su piani di resa differenti con agilità di scimmia, libera, tra i rami della foresta.

copertinaTitolo: La scimmia
Autore: Davide Calì (testo), Gianluca Folì (illustrazioni)
Editore: Zoolibri
Dati: 2014, 20,00 €

Lo trovi tra gli scaffali virtuali di Amazon.it

L’uomo d’acqua e la sua fontana

L'uomo d'acqua e la sua fontana, Gabriel Pacheco - Zoolibri, 2013
L’uomo d’acqua e la sua fontana, Gabriel Pacheco – Zoolibri, 2013

Accadde un giorno che qualcuno dimenticò il rubinetto aperto non tornando più a casa e goccia dopo goccia, l’acqua, invece di trovare una via di fuga e gocciolare negli appartamenti altrui suscitando varie liti condominiali, a forza di rimbalzare e scivolare, prese forma di uomo. Anzi, divenne proprio un uomo in idrogeno e ossigeno, trasparente, cristallino e luminescente, che infila la porta ed esce, incontrando persone, più o meno ostili, scivolando nei tombini per poi ricomporsi goccia a goccia, dissetando gli assetati, annaffiando i fiori con delicatezza e gentilezza, fino a quando il richiamo della sua vera natura lo indurrà a tornare ad essa.

L'uomo d'acqua e la sua fontana, Gabriel Pacheco - Zoolibri, 2013
L’uomo d’acqua e la sua fontana, Gabriel Pacheco – Zoolibri, 2013

Surreale, vero? Sì, surreale ma anche piuttosto poetica la storia, di Ivo Rosati, così come le illustrazioni di Gabriel Pacheco che tradiscono le origini da sceneggiatore dell’autore che traduce in quadri scenici ogni azione di questo uomo d’acqua blu e ben si prestano alla resa in video (in coda a questo articolo quello realizzato da Zoolibri), così come alla lettura narrata. Grigio, ocra, piuttosto scuro e in ombra è il mondo che circonda l’uomo d’acqua sempre in un azzurro brillante illuminato da tocchi di bianco. Plastici i protagonisti, in movimento, scorrono sempre tra le pagine lievemente anche quando brandiscono bastoni da passeggio, spazzoloni o ombrelli.

L'uomo d'acqua e la sua fontana, Gabriel Pacheco - Zoolibri, 2013
L’uomo d’acqua e la sua fontana, Gabriel Pacheco – Zoolibri, 2013

Oltre che surreale Pachenco si muove liquidamente ed è naturalmente a proprio agio, sguazza direi, nello stile lirico, laddove alle leggi fisiche delle cose si intreccia qualche eccezione che da reali le rende sognanti, poetiche, appunto.

L'uomo d'acqua e la sua fontana, Gabriel Pacheco - Zoolibri, 2013
L’uomo d’acqua e la sua fontana, Gabriel Pacheco – Zoolibri, 2013

Consiglio L’uomo d’acqua e la sua fontana (perché ognuno ha bisogno del proprio luogo, che sia una casa, che sia un cantuccio, che sia una fontana di pietra) per l’intensità e la leggerezza della storia, dissetante e impalpabile, fresca e sfuggente; e ne consiglio, vivamente, la lettura anche ai bimbi molto piccoli, che dell’uomo d’acqua apprezzeranno appieno i semplici accidenti.

copTitolo: L’uomo d’acqua e la sua fontana
Autore: Ivo Rosati, Gabriel Pacheco
Editore: Zoolibri
Dati: 2013, 32 pp., 15,00 €

Lo trovi tra gli scaffali virtuali di Amazon.it

The Memory of Fountain (L’uomo d’acqua e la sua Fontana) from earth design works on Vimeo.

Il ballerino del silenzio

Il ballerino del silenzio, Ivo Rosati e Irma Gruenholz - Zoolibri 2013
Il ballerino del silenzio, Ivo Rosati e Irma Gruenholz – Zoolibri 2013

Nel leggere Il Ballerino del silenzio sembra di essere a teatro, in piedi, a omaggiare di stima ed entusiasmo un ballerino lieve; sembra di essere tra le poltroncine di velluto rosso a lanciare fiori assieme agli spettatori dal volto plastico, sculture levigate col dono del movimento che appare filmico. Tutto in questo albo sembra in movimento, ad incominciare dal protagonista danzante. Ma anche le case, le ombre, le luci, il cielo.

Il ballerino del silenzio, Ivo Rosati e Irma Gruenholz - Zoolibri 2013
Il ballerino del silenzio, Ivo Rosati e Irma Gruenholz – Zoolibri 2013

Il testo di Ivo Rosati, così come le illustrazioni di Irma Gruenholz, il testo assieme alle illustrazioni, direi meglio, costruisce una storia che danza e suona nonostante il ballerino danzi il silenzio e solo il silenzio. Tra le pagine si scorgono indizi leggeri di un’identità misteriosa capace di creare un’aura di mistero e fascino che ha un sentore ferino. La storia è intensa e ricca di risvolti, molto coinvolgente e lirica, come fosse tutta tesa a costruire la strada e il percorso verso un climax che si frammenta in più parti fino a un finale sperato, forse atteso, però illuminante che regala, assieme, commozione e sorrisi.

Il ballerino del silenzio, Ivo Rosati e Irma Gruenholz - Zoolibri 2013
Il ballerino del silenzio, Ivo Rosati e Irma Gruenholz – Zoolibri 2013

Non esiste una notte che sia uguale all’altra. Ci sono notti in cui le stelle si nascondono dietro alle nuvole, o in cui la luna è luminosa e piena; ci sono notti in cui le strade si popolano di passanti, altre deserte. Notti luminose di stelle o di lampioni. Ci sono le notti silenziose il cui silenzio si popola di piccoli rumori, suoni ovattati e lievi, pianti di bambini, canti di donne. Qualcuno il silenzio lo rompe, altri lo sciupano, altri ancora lo ricercano e in esso danzano.

Il ballerino del silenzio, Ivo Rosati e Irma Gruenholz - Zoolibri 2013
Il ballerino del silenzio, Ivo Rosati e Irma Gruenholz – Zoolibri 2013

Consiglio questo albo ai bimbi amati delle storie poetiche e alla ricerca di sé stessi o già fedeli alla propria identità.

book880il-ballerino-del-silenzio-coverTitolo: Il Ballerino del silenzio
Autore: Ivo Rosati, Irma Gruenholz
Editore: Zoolibri
Dati: 2013, 32 pp., 15,00 €

Lo trovi tra gli scaffali virtuali di Amazon.it

Il ballerino del Silenzio from delicatessen on Vimeo.

Violetta, streghetta suppergiù

Violetta, è un nome delizioso, forse poco adatto a una strega. E infatti Violetta non è affatto una strega come le altre, anche se ambisce ad esserlo. Insegue sogni sghignazzanti di nasi bitorzoluti, cappelli neri dalla punta un po’ sbilenca e floscia, scope volanti e corvi neri da compagnia… certo, è una strega! E quale strega non vorrebbe essere perfetta alla maniera “streghica”?

Violetta la streghetta e l'incantesimo suppergiù, di Anu Stohner e Henrike Wilson - Beisler 2013
Violetta la streghetta e l’incantesimo suppergiù, di Anu Stohner e Henrike Wilson – Beisler 2013

E qui, proprio sulla ricerca della perfezione, si innesca lo zig zag tra potenza magica e candore di Violetta che per diventare una strega in tutto e per tutto usa potentissimi incantesimi e formule arcane. Peccato che i suoi, però, siano incantesimi suppergiù, e allora nel momento in cui evoca una brutta casa stregata l’incantesimo riesce, come dire, suppergiù, e le parenti vengon fuori storte. Così come la scopa che dovrebbe essere dritta e solida, per una formula detta bene suppergiù compare, certo, ma piena di spigoli e piegature e garantisce un volo a zig zag. Le streghe esperte se la ridono mentre assistono alle peripezie di Violetta, ma alla streghetta non importa affatto: a lei sta bene così; è felice persino del suo coniglio azzurro sebbene nelle intenzioni dovesse essere un corvo.

Violetta la streghetta e l'incantesimo suppergiù, di Anu Stohner e Henrike Wilson - Beisler 2013
Violetta la streghetta e l’incantesimo suppergiù, di Anu Stohner e Henrike Wilson – Beisler 2013

Per quanto bizzarra, Violetta dimostra in un crescendo di coraggio, ingenuità e valore, che la rendono unica e straordinaria, quanto sia necessario che ciascuno abbia le proprie di capacità e quanto possano essere utili sebbene siano suppergiù rispetto al metro consolidato e consueto.

Le illustrazioni di Henrike Wilson si sposano benissimo con il testo in rima di Anu Stohner che la traduzione di Chiara Belliti rende in maniera simpatica e ariosa. La reiterata formula suppergiù induce i bimbi ad anticipare il pasticcio, l’errore, che Violetta sta per compiere e si innesca un gioco, parallelo alla storia, che mi piace immaginare faccia parte della storia stessa, in cui si verificano  pasticci colorati e puzzolenti, esplosivi e bislacchi.

Violetta la streghetta e l'incantesimo suppergiù, di Anu Stohner e Henrike Wilson - Beisler 2013
Violetta la streghetta e l’incantesimo suppergiù, di Anu Stohner e Henrike Wilson – Beisler 2013

La coppia Henrike Wilson – Anu Stohner è molto rodata, e si vede; assieme hanno scritto e raccontato di pecore, streghe e babbi natale. Violetta la streghetta e l’incantesimo suppergiù è realizzato in maniera classica con tavole che si svolgono su doppia pagina e si coordinano con i blocchetti di testo che occupano una striscia bianca alla base delle stesse, quasi a far loro da didascalia. Sia le tavole che le parole sono perfette per la lettura autonoma dei bimbi in età scolare, così come all’ascolto di quelli che ancora non sanno leggere.

copertina violettaTitolo: Violetta la streghetta e l’incantesimo suppergiù
Autore: Anu Stohner
Illustratore: Henrike Wilson
Editore: Beisler editore
Dati: 2013, 28 pp., 13,90 €

Lo trovi tra gli scaffali virtuali di Amazon.it

Sono quel che sono

No, io sono quel che sono e chi mira
ai miei errori, colpisce solo i propri;
potrei esser io sincero e loro non dire il vero,

non venga il mio agir pesato dal loro pensar corrotto;
a men che non sostengano questo mal comune –
l’umanità é malvagia e nel suo mal trionfa.

[William Shakespeare, sonetto 121]

La dolcezza incantata di un orso che annusa l’aria autunnale e, mentre foglie brune sfiorano il suo naso morbido, decide che è l’ora di trovare un cantuccio in una caverna in cui svernare, bruscamente si incrina in un crepitio di macchine e voci concitate che misurano, spalano, scavano e profanano la collinetta sotto cui l’orso dorme, ignaro di tutto. L’incrinatura mette in allarme il lettore mentre l’orso placidamente riposa e s’intuisce che il suo mondo fatto d’istinto, di cicli stagionali rassicuranti sta per essere definitivamente violato, interrotto.

l'orso che non lo era, Frank Tashlin - Donzelli
l’orso che non lo era, Frank Tashlin – Donzelli

In inverno sulla caverna dell’orso sorge una fabbrica e stride e lavora senza sosta. In primavera l’orso si sveglia, sbadiglia, torna alla sua foresta, ai suoi fiori, alla sua vita. Ma la foresta non c’è, gli alberi nemmeno. Al loro posto le macchine in moto, la macchina in moto della fabbrica in cui ogni uomo è ingranaggio. E l’orso si ritrova prigioniero. Il caporeparto lo scorge, gli intima di tornare al lavoro.

“Io non lavoro qui. Io sono un orso”. Troppo tardi, il nostro assonnato protagonista è solo un babbeo con un cappotto trasandato e barba e capelli da tagliare. È un uomo ingranaggio, un orso ingranaggio. Deve lavorare per non essere maltrattato, deriso. Deve scegliere di adattarsi. E lo fa per mesi. Era un martedì quando annusava l’aria d’autunno. In attesa di un martedì simile, aspettiamo che l’orso abbia la sua rivalsa perché è anche la nostra. Perché ogni lavoratore ha diritto alla propria identità e a non perderla a causa dello sfruttamento e perché così come il nostro eroe protagonista non è un babbeo, e nel suo intimo sa di non esserlo, anche noi non siamo tali.

l'orso che non lo era, Frank Tashlin - Donzelli
l’orso che non lo era, Frank Tashlin – Donzelli

Non è ripetendoci allo sfinimento ciò che siamo, o non siamo, che taluni si arrogano e conquistano il diritto di imporci il proprio punto di vista. Siamo quel che siamo e abbiamo il dovere di perseguire il nostro istinto e la nostra natura. E se il nonsense de L’orso che non lo era può aiutarci a metabolizzare questo punto fermo allora questo tassello s’incastra come un cammeo nell’insieme splendido di illustrazioni e testo che rendono questo piccolo libro edito da Donzelli uno strumento di crescita, un piacere allo sguardo, un libro per bambini tenero e ardito, un libro per adulti satirico e complesso.

Frank Tashlin è un grande regista, un maestro dell’animazione americano oltre che un raffinato illustratore. Non a caso L’orso che non lo era del 1946 (parte di una serie di Tashlin di cui fanno parte “The Possum that Didn’t” e “The World That Isn’t”) nel 1961 è diventato anche un cartoon diretto da Chuck Jones.

41l9jaung5l-_bo1204203200_Titolo: L’orso che non lo era
Autore: Frank Tashlin
Editore: Donzelli
Dati: 2011, 58 pp., 12,50 €

Lo trovi tra gli scaffali virtuali di Amazon.it

http://www.dailymotion.com/embed/video/x4mta9
The Bear That Wasn’t di bluebird1111