Tag: interviste

Tito Faraci, dal fumetto al romanzo sceneggiato

In un tempo non definito e in un luogo che potrebbe essere ovunque un virus capace di far impazzire gli adulti miete vittime in modi diversi. Gli adulti in primis divengono adulterati: violenti, privi di controllo uccidono e distruggono alla cieca. I ragazzi, immuni…

I fantasmi di Giulia – Intervista ad Anna Vivarelli

Ho letto I fantasmi di Giulia tutto d’un fiato, e sì, ho ben più di 11 anni (età a partire dalla quale è consigliato questo libro). La lettura è stata così piacevole perché, come meglio ci racconta di seguito l’autrice (Anna Vivarelli, con la…

L’adolescenza dal punto di vista degli “invisibili”. Intervista a Neal Shusterman

“Dicono che indossa vestiti mimetici. Dicono che i suoi occhi cambiano a seconda del colore del cielo e che se lo guardi abbastanza a lungo riesci a leggerci attraverso le scritte sui muri. Dicono molte cose su Calvin Schwa ma solo una è certa:…

Le storie, a volte, si fanno da sé e scelgono come essere raccontate

Pepe, Calì e Lalò sono amici; insieme inventano storie straordinarie e giocano in cortile. Un giorno, però, Lalò scompare e Pepe e Calì si accorgono che senza di lui giocare a inventare storie non è né facile né divertente. Si avventurano allora in una…

Cosa ci raccontano le stelle? Intervista a Margherita Hack

Tra le tante domande poste a Margherita Hack da Federico Taddia forse quella che dà il titolo al libro è la più buffa e la più strampalata: “Perché le stelle non ci cadono in testa?”; è una domanda assurda, sì, la stessa Margherita Hack…

Le illustrazioni di Luca De Luise: luoghi reali e immaginari

D: Sfogliando un albo illustrato è difficile non immaginare le mani dell’artista al lavoro: pervase da una frenesia creativa, danzanti sul foglio bianco, lievi, o attente e caute nel perfezionare i dettagli. Ma cosa c’è dietro a questa naturale danza, come nasce un’illustrazione? Quanto…

Bimbi solitari che parlano agli animali

E l’eternità cominciava a mezzogiorno, nel caldo che luccicava, quando ce ne stavamo l’una accanto all’altro e io gli spiegavo sottovoce le parole che avevo imparato a scuola la mattina. Tu sei un gatto impertinente, gli sussurrai una volta, e io una bambina impertinente,…