Fiori di neve

Fiori di neve si apre con un accenno alla nostalgia, con un sottotitolo illustrato che racchiude in una palla di vetro ricordi di inverni passati, il freddo della neve, viaggi in mondi lontani e straordinari in cui esseri magnifici dalla testa d’uccello e le piume che sono fiori bianchi, seduti su una nuvola, contemplano.

Fiori di neve, Sonia Maria Luce Possentini - Le rane di Interlinea
Fiori di neve, Sonia Maria Luce Possentini – Le rane di Interlinea

Contemplazione quieta che accompagna lo sguardo della bambina protagonista di questa storia delicata e poetica, semplice come un cristallo di neve e altrettanto preziosa, unica.

Nina è in casa, il giorno prima di Natale. Guardando fuori immagina che a spargere i fiocchi di neve che scendono dal cielo, siano dei giardinieri coltivandone i fiori, giardinieri speciali per fiori speciali, fiori di neve. Nina esce a cercarne uno, per poterlo poi disegnare, e il bianco e il silenzio la conducono ai piedi di un albero meraviglioso che conosce bene, che da sempre ricorda nel suo giardino e di cui le hanno tanto raccontato, imponente, di un rosso splendente che illumina di brillio il bianco circostante. Certamente è un albero magico, perfetto per esprimere desideri. E Nina ne ha uno, prezioso.

Fiori di neve, Sonia Maria Luce Possentini - Le rane di Interlinea
Fiori di neve, Sonia Maria Luce Possentini – Le rane di Interlinea

Dal momento in cui lo esprime, da sola, ai piedi dell’albero il tono della narrazione cambia, e tutto quanto era stato limpido e calmo fino a quel momento, diviene un poco inquieto, il manto bianco della neve punteggiato da orme di animali che scappano, si nascondono. Fino a quando i fiori di neve tornano a cadere e la gentilezza e la generosità dei giardinieri che se ne prendono cura ristabilisce un equilibrio danzante, e, scodinzolante, riportano il sorriso sul volto della bambina. La magia e la realtà formano una collana di cristallo meravigliosa, come l’infanzia, come l’idea che ho dell’infanzia, nutrita di piccoli desideri, qualche magia delicata e tenera, generosa meraviglia e cose buone per fare merenda.

Fiori di neve, Sonia Maria Luce Possentini - Le rane di Interlinea
Fiori di neve, Sonia Maria Luce Possentini – Le rane di Interlinea

Questo libro, piccino nel formato, è vincitore del Premio Storia di Natale Le rane di Interlinea. Sonia Maria Luce Possentini, lo ha scritto e illustrato con grazia. Lo consiglio sia da leggere autonomamente, sia ad alta voce, assieme.

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Autore: Sonia Maria Luce Possentini
Editore: Le rane di Interlinea
Dati: 2019, 32 pp., 8,00 €

IL BAMBINO CHE PARTÌ PER IL NORD ALLA RICERCA DI BABBO NATALE

Il bambino che partì per il Nord alla ricerca di Babbo Natale, di Kim Leine, Peter Bay Alexandersen - 2019, Iperborea

Lo scrittore danese Kim Leine è a Più libri più liberi (la fiera della piccola e media editoria indipendente di Roma), ho colto l’occasione per rivolgergli alcune domande su Il bambino che partì per il Nord alla ricerca di Babbo Natale, il suo primo libro per bambini dopo diversi romanzi per adulti tradotti in tutto il mondo.

Speravo in una storia che fosse così, esattamente così come l’ho incontrata, in cui la neve, il bianco, il silenzio di una casa solitaria nell’inverno del Nord, aprissero la mia percezione al Natale. Si tratta di una storia di Natale, infatti, ma anche di una fiaba senza tempo in cui l’ambientazione (la lunga notte polare in un villaggio groenlandese) conta tanto quanto il timbro, limpido e diretto, quanto il tono, realista e sfrontato, quieto.

Il bambino che partì per il Nord alla ricerca di Babbo Natale, di Kim Leine, Peter Bay Alexandersen - 2019, Iperborea
Il bambino che partì per il Nord alla ricerca di Babbo Natale, di Kim Leine, Peter Bay Alexandersen – 2019, Iperborea

Un bambino si confronta con il papà. Ama il Natale, tutti lo amano, ma il papà no, e questo suona stridente con quello che sente, in cui, fortemente, crede, e con tutto quello che sta loro attorno, che non fa altro che sottolinearlo. Crede soprattutto in Babbo Natale. Allora convince il papà a partire per un viaggio assieme, verso il Nord (ancora più a Nord!), per incontrarlo giacché è lì che, come noto, vive. Andreas ci crede e questo è quello che conta e che lo sostiene e incita tra la neve e il buio fitto di una notte lunghissima, attraverso una terra in cui non crescono alberi. La natura delle latitudini subpolari è semplice ed estrema, affascinante, bellissima. Apre allo stupore, alla meraviglia, anche dei papà più ostinati.

Il bambino che partì per il Nord alla ricerca di Babbo Natale, di Kim Leine, Peter Bay Alexandersen - 2019, Iperborea
Il bambino che partì per il Nord alla ricerca di Babbo Natale, di Kim Leine, Peter Bay Alexandersen – 2019, Iperborea

La carta di tutto questo libro è porosa, calda; accoglie le illustrazioni di Peter Bay Alexandersen dai bellissimi blu, dai bianchi intensi e morbidi.

D: Il titolo è molto lungo, di per sé molto narrativo e anticipa il tema centrale della storia. Come mai questa scelta?
R: Ho scelto un titolo molto lungo perché volevo restituire quell’atmosfera da fiaba che è tipica dei racconti popolari della tradizione norvegese raccolti e pubblicati da Asbjørnsen e Moe. Sono cresciuto in Norvegia e queste favole sono state le favole della mia infanzia.

D: Sono numerosi i tratti realistici, tutto radica alla realtà, e per tanto tempo sembra che ogni elemento supporti la teoria del padre, eppure allo stesso tempo la percezione è che sia tutto magico, così come vorrebbe il bambino. Tu da che parte stai?
R: Bé, essendo una storia pensata per i più piccoli, ovviamente sto dalla parte del bambino. La testarda razionalità del padre finisce per sembrare stupidità e ci rendiamo conto che deve avere a che fare con la sua paura del Natale, forse col timore di dover affrontare il dolore di non aver mai celebrato il Natale quand’era bambino. Perciò l’orso polare rappresenta una sorta di catarsi che gli permette di schierarsi dalla stessa parte del figlio e di credere in Babbo Natale e accettare il Natale stesso: solo allora riceve le pantofole dell’orso, come ricompensa per la sua conversione.

D: Pensi che una storia come questa sortisca più fascino in noi lettori del Mediterraneo? Basterebbero anche solo le cene natalizie a base di carne di foca per renderla straordinaria ai nostri occhi. La fascinazione secondo te è in egual misura per lettori abituati all’atmosfera e ai luoghi che racconti? Quanto conta l’ambientazione nella buona riuscita di una storia per bambini?
R: Quando devo scrivere un libro per bambini, oltre alle favole della tradizione norvegese ci sono altre due importantissime fonti di ispirazione, cioè i libri di Astrid Lindgren e di Laura Ingalls Wilder. Queste due scrittrici usano sempre il mondo fisico con tutti i suoi rimedi come parte fondamentale delle proprie storie. Quando scrivo racconti ambientati in un villaggio della Groenlandia cerco di sfruttare la collocazione spaziale in maniera naturalistica, per poi mescolarla con il realismo magico dell’azione. In ogni caso i danesi non hanno grande familiarità con la vita di tutti i giorni della Groenlandia come si potrebbe pensare. Alle loro orecchie suona strana ed esotica quanto a quelle di un lettore italiano.

D: Sia il lessico che il timbro da te usati sono diretti e senza fronzoli. Un poco appuntiti, come il ghiaccio ma non altrettanto freddi. Come trovi un equilibrio così efficace tra narrazione accudente e narrazione franca, esplicita?
R: Penso sia molto importante essere leali e solidali col punto di vista del bambino quando si scrive un libro per bambini, ed è fondamentale essere totalmente onesti. L’ironia non appartiene alla letteratura per l’infanzia, se mai ce n’è stata, perché è un maniera fredda e falsa di comunicare, motivo per cui appartiene al solo mondo degli adulti! Credo che sia questa solidarietà col bambino a dare l’impressione di calore nella scrittura.

D: Hai scritto libri destinati a un pubblico adulto. Cosa ti ha portato alla letteratura per l’infanzia?
R: L’illustratore, Peter Bay Alexandersen, mi contattò e mi chiese se fossi interessato a scrivere narrativa per l’infanzia. Io per primo ho quattro figli, due già grandi e due bimbi di sette e dieci anni, e ho sempre letto per loro una storia della buonanotte tutti i giorni sin da quando erano piccoli. Perciò è stato naturale, per me, accettare la proposta. Ad oggi abbiamo pubblicato tre libri insieme, due storie brevi, come «The boy» e una lunga. Il prossimo anno dovrebbero vedere la luce altri due nostri libri, uno sempre nella serie delle storie brevi e uno di più ampio respiro. Uno dei motivi per cui amo scrivere racconti per bambini è che mi ritrovo costretto a trovare una storia pura e bella, e mi è concesso di usare del vero pathos e intensità e grandi emozioni. La letteratura per l’infanzia è, in qualche modo, più pulita di quella per adulti, e mi piace questo concetto di purezza e onestà.

A1UulrtlIdL.jpgTitolo: Il bambino che partì per il Nord alla ricerca di Babbo Natale
Autore: Kim Leine, Peter Bay Alexandersen (traduzione I. Basso)
Editore: Iperborea
Dati: 2019, 60 pp., 13,00 €

 

La piccola renna

Ho letto La piccola renna per mezzo delle illustrazioni, prima, perché il contrasto tra l’azzurro e il suo complementare arancione che guidano ogni pagina mi hanno coinvolta e rapita. Mi hanno come impacchettata mio malgrado, posta su una slitta e portata in un contesto estraneo, distante, intenso.

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La piccola renna, Michael Foreman – 2015, Camelozampa

Le illustrazioni viaggiano al ritmo della doppia pagina, laddove l’azzurro della neve, del buio e del freddo la fa da padrone, lo spazio del complementare arancione è ridotto al minimo, ma suggerisce interni caldi e luminosi, perlomeno fino a quando non si incrocia per qualche istante la stagione calda e i ruoli si invertono.

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La piccola renna, Michael Foreman – 2015, Camelozampa

Della piccola renna e delle sue avventure scopriamo tutto attraverso uno sguardo prospettico dall’alto, insieme a lei, in principio, ci lasciamo incuriosire delle capanne illuminate e operose in lontananza, insieme a lei varchiamo la soglia, su zampette incerte, e, lo dicevo, finiamo impacchettati tra gli altri regali diretti chissà dove, mentre e illustrazioni si muovono per quadri cinematografici, forzando la prospettiva, zoomando o allargando il campo.

Fino a quando non atterriamo su un tetto, in piena città, e incontriamo un amico intelligente, premuroso. Incontriamo un bambino che ci nutre, noi e la piccola renna, ci considera altro da sé, rispetta le nostre qualità e i nostri spazi, non limita le nostre capacità, anzi, contribuisce a esercitarle. E la capacità in questione qui è quella di volare…

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La piccola renna, Michael Foreman – 2015, Camelozampa

Non racconto altro, consiglio di leggere questo albo illustrato a bimbi e bimbe dai 4 anni, in attesa del Natale, per scoprire un finale allegro e commovente.

91IOK+usHXLTitolo: La piccola renna
Autore: Michael Foreman
Editore: Camelozampa
Dati: 2015, 32 pp., 14,00 €

Se vivi a Roma cercalo in libreria, al Giardino Incartato, in via del Pigneto 180, se invece vivi in un paesino sperduto delle Langhe o dei monti calabri Lo trovi anche tra gli scaffali virtuali di Amazon.it

I libri delle stagioni di Rotraut Susanne Berner

Autunno. I libri delle stagioni, di Rotraut Susanne Berner - 2018, Topipittori

È inutile, se tra tutti i protagonisti di un libro c’è un corvo, io lo seguo.

Autunno. I libri delle stagioni, di Rotraut Susanne Berner - 2018, Topipittori
Autunno. I libri delle stagioni, di Rotraut Susanne Berner – 2018, Topipittori

E ne I libri delle stagioni di Rotraut Susanne Berner, sia d’autunno che d’inverno ce n’è uno, che tra il brulicare di personaggi subito m’appare e conquista. E allora è d’obbligo per me seguirne le vicende, che nella mia scelta “stagionale” e non cronologica (il primo edito dei due è stato Inverno) cominciano in Autunno, sulla punta del tetto di una casa a tre piani. Il corvo in alto guarda al cielo, subito in basso una gabbia cui sembra aver, per sua fortuna, rinunciato, o dalla quale è sfuggito grazie alla dimenticanza di qualcuno, e gli incipit cominciano a moltiplicarsi, lasciando spazio a prequel di natura completamente differente, l’uno drammatico, l’altro avventuroso. In alto il cielo, dicevo, e nel cielo uno stormo d’anatre bianche, in fila, a seguire il vento.

<em>Autunno. I libri delle stagioni</em>, di Rotraut Susanne Berner - 2018, Topipittori
Autunno. I libri delle stagioni, di Rotraut Susanne Berner – 2018, Topipittori

Il nostro le guarda di uno sguardo a mezza strada tra chi anela e chi teme (e qui non so perché mi torna in mente un verso dei Pink Floyd: l’invidia è il legame tra chi spera e chi è dannato, per chi volesse ascoltarla mentre segue le avventure del corvo “Green is the Colour”, 1969). Le guarda, insomma, e per qualche istante si sente Mårten, l’oca di Nils Holgersson, e, stanco del suo domestico vivere quotidiano, si libra in volo per raggiungere le sue instancabili ed eleganti simili.

Sempre con l’occhio teso e anelante le raggiunge e, sia per modestia, sia per apertura alare, le segue un po’ discosto. Quando nella terza scena stanno ormai sorvolando il pieno della città, il nostro eroe fa i conti con la realtà e con il suo istinto. Mostra alle lontane parenti che con le grandi distanze non c’è gara, ma sugli scatti è capace di dar loro una pista, le supera e si lancia in picchiata.

Certamente c’è qualcuno in pericolo; sta andando a salvarlo. E invece no, con estremo disappunto mi accorgo di come certi istinti primordiali possano far dimenticare anche il più alto ideale, vale a dire la libertà: Il nostro ha appena sgraffignato un pezzo di formaggio dal piatto di un ragazzo che non può far altro se non allargare le braccia attonito.

Il corvo è ora appollaiato su un muretto e ascolta le lusinghe di una volpe. Le anatre intanto proseguono il loro volo. “Lasciale perdere quelle lì, sapranno anche volare in formazione ma non hanno una voce bella come la tua!”.

“Certo che no!”, avrà risposto beandosi il corvo, perdendo il formaggio, perché la volpe, infine, va via soddisfatta mentre lui mestamente fruga tra l’immondizia in cerca di un boccone.

Intanto soffia il vento e spoglia di tutte le foglie l’albero che maestoso si staglia sulla collina e che è portavoce del passare del tempo e delle stagioni e centro della città in cui ogni cosa si svolge.

<em>Inverno. I libri delle stagioni</em>, di Rotraut Susanne Berner - 2018, Topipittori
Inverno. I libri delle stagioni, di Rotraut Susanne Berner – 2018, Topipittori

Il corvo è ancora lì, tra i rami, in compagnia di un pappagallo, un gufo, uno scoiattolo, un passero, un picchio e un gatto. Sorridono tutti, sulla copertina dell’Inverno, tranne una bimba dalla lunga treccia, che le anatre bianche, tanto eleganti in volo, si rivelano oche  dispettose sul prato, le stanno strattonando, e il pupazzo di neve, che pervaso dalla magia dello straordinario del quotidiano, sembra animarsi e volge uno sguardo perplesso alla scena.

Ad aprirlo ci ritroviamo nella stessa città che avevamo imparato a conoscere in Autunno, e le storie da raccontare sono sempre tantissime: ci sono genitori e figli, tipi sportivi in motocicletta, ginnasti in tuta e baffoni, musicisti, innamorati, portafogli smarriti da recuperare.

Il paesaggio è innevato, il lago ghiacciato, la natura è immobile mentre tutt’attorno il resto brulica, di sensazioni, di avventure, di piccoli accidenti quotidiani che tingono ogni cosa di magia. E il nostro corvo? Beh, lui naturalmente c’è ma forse ha imparato qualche lezione e si limita a far da spettatore, appollaiato ora su un tetto, ora su una staccionata, ora su un albero. Io credo alla ricerca di un pezzo di formaggio da sgraffignare.

Ogni tavola è molto ampia si svolge su doppia pagina e, aiutata dal grande formato, risulta chiara in ogni più piccolo dettaglio. Le scene ricordano i diorama; c’è un elemento, la strada, che si sovrappone in primo piano a un recinto, un marciapiede, che a sua volta lascia il passo a una costruzione e così via in una zoommata prospettica che arriva fino all’orizzonte, in cui si incontra il cielo.

Sono tra i miei prediletti i Wimmelbuch. Su queste pagine ne ho parlato in diverse occasioni. Qui Thé Tjong-Khing e l’arte di raccontare per immagini e qui Un giorno nella vita di tutti i giorni. Credo non dovrebbero mai mancare in casa, che dovrebbero essere posti in un luogo accessibile ai bambini e che siano occasione di fantasticherie libere e appassionanti.

 

Titolo: Inverno. I libri delle stagioni; Autunno. I libri delle stagioni
Autore: Rotraut Susanne Berner
Editore: Topipittori
Dati: 2018, 14 pp., 16,00 €

Li trovate entrambi tra i nostri scaffali in libreria, Il Giardino Incartato, via del Pigneto 180, Roma

IL CALENDARIO DELL’AVVENTO DI ATLANTIDEKIDS – 2017

 

Un libro al giorno, ventiquattro libri da leggere e rileggere in attesa del Natale. Ho selezionato albi illustrati, narrativa, visioni laiche che prendono le mosse dal momento più atteso per chi invece crede. Ho scelto libri che invitassero alla lettura partecipata, così come altri da gustare da soli, avvolti in una coperta morbida, nel caldo molle e profumato delle festività natalizie. Vi invito a metterne qualcuno sotto l’albero o nella calza della Befana. Quali tra i tanti? Beh… questo decidetelo voi, io da parte mia ne considererò uno al giorno, quindi l’appuntamento è su questa pagina dal primo al 24 dicembre.

1. Il gatto nella mangiatoia, di Michael Foreman – Camelozampa
2. Il sarto di Gloucester, Beatrix Potter – Interlinea
3. Il piccolo Nicolas e Babbo Natale, René Goscinny , Jean-Jacques Sempé – Donzelli
4. Il Natale di Teo, Katherine Rundell,‎ Emily Sutton – Rizzoli
5. Il Presepio, Emanuele Luzzati e Tonino Conte – Gallucci
6. Chi vuole uccidere Fred il tacchino?, Marco Polillo e Alessandro Sanna – Rizzoli
7. Bastoncino, Julia Donaldson e Axel Scheffler- Emme edizioni
8. Artù Caribù. Un Natale da salvare, Magali Le Huche – Edizioni Clichy
9. Buongiorno Babbo Natale, Michaël Escoffier,‎ Matthieu Maudet – Babalibri
10. Buon Natale, gatto killer!, Anne Fine – Sonda
11. Natale a casa con Toto e Pepe, Holly Hobbie – Fatatrac
12. Che notte è questa. Otto racconti di Natale, AA. VV., Einaudi ragazzi
13. Miracolo in una notte d’inverno, Marko Leino – Feltrinelli Kids
14. Un giocattolo per Natale, Gianni Rodari e Elisa Macellari – Einaudi ragazzi
15. Bianco Natale, Wolfram Hänel,‎ Uli Waas – Nord Sud edizioni
16. Dodici regali per Babbo Natale, Mauri Kunnas – Il gioco di leggere
17. È Natale, Nicoletta Codignola,‎ Sophie Fatus – Fatatrac
18. Un bambino chiamato Natale, Matt Haig,‎ Chris Mould – Salani editore
19. La sera di Natale in casa Mellops, Tomi Ungerer – Donzelli
20. La favola di Natale, Giovanni Guareschi – Interlinea
21. Il regalo più grande, Philip van Doren Stern,‎ A. Davidson – Piemme Il battello a vapore
22. Buon Natale Mog! Judith Kerr – Mondadori
23. Un Natale, Dylan Thomas,‎ Fabian Negrin – Salani
24. La cena di Natale, Daniel Dargent,‎ Magali Le Huche – Edizioni Clichy

I ricordi di Mamette – La buona stella

22 dicembre 2016. #AkAdvent

Non sono un’esperta di fumetti. Questo devo premetterlo per onestà e per anticipare che ci sarà molta empatia in questa recensione, più che tecnicismi. Il che potrebbe anche essere un bene. Perché oggi è una giornata piena e complessa che segue tante giornate altrettanto piene e complesse e incontrare un libro così intenso e delicato e rude e intimo e divertente, non può che essere balsamico. Per questo consiglio I ricordi di Mamette – La buona stella, perché vi farà piangere e ridere, ne sono certa, di risate e lacrime vere e balsamiche, appunto.

 I ricordi di Mamette - La buona stella, di Nob - Tunuè, 2016
I ricordi di Mamette – La buona stella, di Nob –
Tunuè, 2016

I fumetti mi trovano sempre piuttosto cauta nell’approccio. Quell’inseguirsi di immagini, che sembra indurre a una lettura veloce e invece ne richiede e riceve una lenta, mi smarrisce sempre, sulle prime. Poi comincio a trovare il filo e mi aggrappo anche alle parole (che in questo caso non sono molte) e procedo con una pienezza che, anch’essa, mi sorprende e gratifica. Mamette, che è Marinette, è una vecchia signora che è stata una bambina. E di quella bambina ci racconta. Ci racconta visivamente, per mezzo delle immagini della propria memoria, e questa storia realista e a tratti verista, trova nel fumetto, la sua naturale espressione. Una forte coincidenza di intenti tra autore, protagonista narrante e medium. Sorprendente.

Mamette, che è Marinette, dicevo, è una bambina che vive in campagna, intorno agli anni Trenta, nella casa del nonno e della nonna materni; amorevolmente accudita da una zia scontrosa e dolcissima; la madre non c’è, il padre ci sarà, e lei è volitiva, testarda, simpatica. Ha due amici, che un po’ la corteggiano alla maniera dei bambini, azzuffandosi per lei, cercando di proteggerla da tutto, di vegliare sui suoi passi. Ciascun personaggio ha uno sguardo proprio, che è palese e arricchisce ogni striscia di un’intensità che è quella che solo l’onestà sa rendere. Non ci sono tentativi di edulcorare anche la vita agreste più crudele; quella che prevede l’uccisione degli animali per nutrirsene, quella che è frugale, di poche parole, quella che è sdentata, quella che abbraccia e nutre e abbracciando e nutrendo cura anche la solitudine e il senso dell’abbandono.

 I ricordi di Mamette - La buona stella, di Nob - Tunuè, 2016
I ricordi di Mamette – La buona stella, di Nob –
Tunuè, 2016

È Natale, ma per arrivare al giorno della vigilia, Mamette vive tante avventure, semplici, che trasudano energia. Al giorno di Natale Mamette arriva con un carico di emozioni non indifferente e scrive una lettera alla mamma lontana. Ed è struggente. Il registro si modula magistralmente e tocca corde intime: la semplicità e l’amore che si leggono nella lettera di Mamette sono tangibili. La semplicità dell’amore, ecco, forse questa è la chiave di lettura da tener presente leggendo Mamette e i suoi ricordi. Forse da tener presente sempre.

81mus3elgtlTitolo: I ricordi di Mamette – La buona stella
Autore: Nob (Stefano Cresi trad.)
Editore: Tunuè, tipitondi
Dati: 2016, 96 pp., 14,90 €

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Olly va a sciare

14 dicembre 2016. #AkAdvent

C’è una cosa che in questi ultimi mesi mi è mancata, nel panorama della letteratura per l’infanzia destinata a bambine e bambine tra i 7 e i 9 anni, ed è una cosa decisamente pregnante: le storie. Anzi, probabilmente si tratta di anni e non di mesi.

Per questo quando ne trovo di belle e che rispondano alla mia sete come farebbe un bel bicchiere d’acqua fresca (e non una bibita zuccherosa e piena di coloranti) mi affretto a scriverne. Quella di oggi lo è, una storia, una storia dissetante, intendo.

<em>Olly va a sciare</em>, Elsa Beskow, LO editions
Olly va a sciare, Elsa Beskow, LO editions

Si tratta di una fiaba di Elsa Beskow che il prossimo anno compirà 100 anni, ed è buffo che una fiaba centenaria sia oggi molto più fresca di altre tanto piùgiovani di lei: Olly va a sciare, si chiama.

Prima di raccontarvi di Olly e della sua avventura è necessario, però, che io vi dica che Elsa Beskow (1874-1953) è la più celebre autrice svedese di libri per bambini, è la Rodari di Svezia, la sua Beatrix Potter. Generazioni di bambini si sono nutrite con la sua penna e la sua matita, sempre attente alla natura, alla bellezza, all’armonia. E infatti questo albo è intriso di un realismo magico che vive della fantasia pura, quella dei bambini, e in essa si cura e rinnova.

Olly è un bimbo che in inverno desidera andare sugli sci, un bel paio di sci ricevuti in regalo e non ancora provati, perché l’inverno tarda ad arrivare.

Alla fine l’inverno arrivò. Un paio di settimane prima di Natale la neve iniziò a cadere a grandi fiocchi e nevicò per due giorni e due notti di fila così che tutto venne avvolto da una pesante coltre bianca.

E, c’è bisogno di dirlo?, Olly indossa i propri sci e va, va verso il bosco. Cappello di lana rosso e giacchetta blu, spessi calzettoni e guanti caldi, Olly si addentra nel bosco e mano a mano che cammina, che scia, il bosco diventa più bello; un luogo reale in mezzo al quale sciare diventa per Olly talmente splendido da sembrare una fiaba, da dargli l’impressione di aver varcato la soglia del giardino del Re dell’Inverno. La fantasia si nutre di bellezza, lo dicevamo, e in quel bosco innevato, che è il giardino del Re d’Inverno, Mastro Gelo Olly lo incontra davvero.

E così s’incamminarono attraverso il bosco, Mastro Gelo davanti e Olly dietro.

Alla volta del castello del Re. Sulla strada, però, Olly comincia a starnutire, la neve si fa acquosa, dai rami cadono goccioline. Si aggira da quelle parti una vecchina che Mastro Gelo s’affretta a scacciar via, in malo modo; è la Signora Sgelo, piuttosto in anticipo sui tempi.

Mentre Olly continua a sciare, lo immagino, sovrapensiero, con lo sguardo rivolto a tutto e nulla; immagina bambine attorno al focolare intente a ricamare guanti, anziani lapponi che cuciono stivali di cuoio e poi immagina loro e lui, il bimbo Olly, giocare assieme nella neve. Infine, al momento di tornare a casa, Mastro Gelo riaccompagna Olly al margine del bosco, e lì rimane a salutarlo da lontano, senza varcare la soglia del sogno e affidandolo ai nostri occhi di lettori grati.

51vfptgcfdl-_sx383_bo1204203200_Titolo: Olly va a sciare
Autore: Elsa Beskow (Caroline Kocjancic Trad.)
Editore: LO editions
Dati: 2016, 26 pp., 14,00 €

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Emma. Dove vanno i fiori durante l’inverno?

8 dicembre 2016. #AkAdvent

A scavare nella neve con le mani c’è che bisogna togliersi i guanti. Con le moffole è difficile: la neve si appiccica alla lana e si passa più tempo a sbatacchiarle per toglierla che a scavare. A scavare nella neve con le mani per vedere cosa ci sia sotto, c’è che bisogna farlo a mani nude. Quando si giunge al tesoro i polpastrelli sono ghiacciati e le mani rosse e bagnate, ma… ma non ci sono molte cose che profumano come gli aghi di pino un po’ secchi un po’ umidi, misti alle foglie, alla terra soffice, all’erba rada, non più verde, bruna. Quindi vale. Vale la pena.

Emma. Dove vanno i fiori durante l'inverno?, di Spider - 2016, Orecchio acerbo
Emma. Dove vanno i fiori durante l’inverno?, di Spider – 2016, Orecchio acerbo

Da bambina scavavo nella neve, per sentire quel profumo e perché speravo, sempre, di trovare qualche fiore sul punto di sbocciare. Non ne ho mai trovati quindi non so dire cosa avrei fatto: coglierlo e mostrarlo, lasciarlo lì godendomi da sola tutta la meraviglia? Conoscendo la me stessa di allora probabilmente avrei passato molto tempo a decidermi. E, conoscendomi, non so cosa avrei fatto.

Emma. Dove vanno i fiori durante l'inverno?, di Spider - 2016, Orecchio acerbo
Emma. Dove vanno i fiori durante l’inverno?, di Spider – 2016, Orecchio acerbo

Emma è sfuggita alle mie ricerche bambine, ma so per certo che se avessi avuto la possibilità di leggere un albo così, questo albo, all’epoca in cui non mi curavo della pelle screpolata e, anzi, mi sembrava un dazio insignificante da rendere, non me ne sarei mai separata.

Di Emma conservo gelosamente la prima edizione, quella in cui Orecchio acerbo inseriva il bugiardino; Spider nel 2008 ne disegnò tavole e testo. L’armonia è vibrante, tutte le pagine percorse da brividi, cristalli di neve, brillantezza di ghiaccio. Sono immagini in movimento, che danzano sul lago ghiacciato e si rincorrono come in una Silly Symphony, un cortometraggio animato che in inverno conserva il profumo dell’estate.

Emma. Dove vanno i fiori durante l'inverno?, di Spider - 2016, Orecchio acerbo
Emma. Dove vanno i fiori durante l’inverno?, di Spider – 2016, Orecchio acerbo

Emma è un fiore e regola la sua esistenza con l’aiuto di una sveglia. Affida a un congegno meccanico il proprio ritmo biologico. Va tutto bene, fino a quando la precisione meccanica fa cilecca ed Emma si risveglia in pieno inverno. Giusto in tempo per incontrare i suoi amici Lampo, Grugno e un ragno orologiaio. E per raccontare a noi che leggiamo una storia splendida, da regalare, assolutamente, a Natale.

218-emma-n-eTitolo: Emma. Dove vanno i fiori durante l’inverno?
Autore: Spider
Editore: Orecchio Acerbo
Dati: 2016, 36 pp., 11,50 €

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IL CALENDARIO DELL’AVVENTO DI ATLANTIDEKIDS – 2016

Un libro al giorno, ventiquattro libri da leggere e rileggere in attesa del Natale. Ho selezionato albi illustrati, narrativa, visioni laiche che prendono le mosse dal momento più atteso per chi invece crede. Ho scelto libri che invitassero alla lettura partecipata, così come altri da gustare da soli, avvolti in una coperta morbida, nel caldo molle e profumato delle festività natalizie. Vi invito a metterne qualcuno sotto l’albero o nella calza della Befana. Quali tra i tanti? Beh… questo decidetelo voi, io da parte mia ne considererò uno al giorno, quindi l’appuntamento è su questa pagina dal primo al 24 dicembre.

  1. Natale su tutti i piani, di Marie-Aude Murail, CameloZampa
  2. Il piccolo B, di Jon Agee, ElectaKids
  3. Il libro dei regali straordinari, Giralangolo
  4. L’abete, Andersen, Sanna Annukka, Ippocampo
  5. Il segreto della felicità, Michael Morpurgo, Emma Chichester Clark, Rizzoli
  6. Sole luna stella, Vonnegut, Chermayeff, Topipittori
  7. Lo schiaccianoci, E.T.A. Hoffmann, Liesbeth Zwerger, Nord-Sud
  8. Emma, Spider, Orecchio acerbo
  9. Canto di Natale, Charles Dickens, Roberto Innocenti, La Margherita ed.
  10. Babbo Natale, Raymond Briggs – Rizzoli 2013
  11. Uno spuntino di Natale, Magali Bonniol, Babalibri
  12. La strega Sibilla e il gatto Serafino. Un Natale speciale, V. Thomas, K.Paul, IdeAli
  13. Fiabe d’inverno, Logos, Taschen
  14. Olly va a sciare, Ella Beskow, LO editions
  15. Camillo e il regalo di Natale, Ole Könnecke – Beisler
  16. Il libro di Natale, Selma Lagerlöf – Iperborea
  17. Tilda e la luna, di Umberto Sebastiano e Valeria Petrone, La Spiga
  18. Storie di fantasmi per il dopocena, Jerome K. Jerome, Umberto Mischi – 2016, Biancoenero
  19. Il Natale di Marguerite, India Desjardins e Pascal Blanchet, Bao
  20. Una Stella, Manuel Alegre, Sinnos
  21. Il piccolo Nicolas e Babbo Natale, René Goscinny e Jean-Jacques Sempé, Donzelli
  22. I ricordi di Mamette, Nob, Tunuè
  23. Il lupo che non amava il Natale, Orianne Lallemand, Gribaudo
  24. Il sarto di Gloucester. Fiaba di Natale, Beatrix Potter, interlinea