Christian Voltz. “Ancora niente?” e “Non è colpa mia!”

Un punto esclamativo per un titolo e un punto interrogativo per un altro. Due libri di Christian Voltz, entrambi pubblicati da Kalandraka, dallo stesso formato, realizzati con la stessa tecnica ma con due andature e due soggetti del tutto diversi.

Il primo in ordine di pubblicazione qui in Italia si intitola Non è colpa mia! La storia, buffissima, nasce facendo perno su un classico: una signora etra nella stalla per mungere la mucca ma scorge un ragnetto e senza pensarci su due volte lo schiaccia. Una cosa da nulla, cose che capitano, ma siamo sicuri che sia proprio così? In realtà questo gesto stizzoso si rivela precipitoso e dà il via a un effetto farfalla che pare inarrestabile ma del quale non si intuisce subito la sostanza circolare. E qui sta il bello!

NON È COLPA MIA!, di Christian Voltz - 2018 Kalandraka Italia
NON È COLPA MIA!, di Christian Voltz – 2018 Kalandraka Italia

Perché la fattrice dai capelli di rafia, non appena schiacciato il ragno si becca un’incornata in pieno sedere. Brutta bestiaccia, si era rivolta al ragno mentre lo schiacciava, Razza di grossa vacca! insulta la mucca mentre si massaggia la chiappa dolorante.

Non è colpa mia! è stato quell’asino a scalciare sul mio sedere.
Io allora ho fatto un salto per lo spavento!

Non è colpa sua, dunque è la volta dell’asino di beccarsi un insulto da parte della signora con gli occhi strabuzzanti d’ira. Mano a mano che si procede, gli animali ribattono a viva voce che non è colpa loro, fino a quando in un finale che riporta alla pagina iniziale e che mette al suo posto l’antipatica protagonista (la quale ha però un bel vestitino a quadretti con l’orlo di pizzo, c’è da ammetterlo) la responsabilità torna proprio a chi ce l’ha.

NON È COLPA MIA!, di Christian Voltz - 2018 Kalandraka Italia
NON È COLPA MIA!, di Christian Voltz – 2018 Kalandraka Italia

In un procedere molto ritmico, che si basa sulla reiterazione, le urla stridule della protagonista sembrano percepirsi grazie al segno tipografico e esasperano per parossismo le caratteristiche tipiche degli animali cui si rivolge. Un buono spunto per riflettere sui giudizi affrettati e sul modo in cui il tono e il timbro che diamo alle parole può divenire insultante.

Ancora niente?, di Christian Voltz - 2019 Kalandraka Italia
Ancora niente?, di Christian Voltz – 2019 Kalandraka Italia

Anche per Ancora Niente! la tecnica di realizzazione è quella del collage tra materiali di riciclo, diversi tra loro per struttura e consistenza: fil di ferro, parti di utensili rotti, legno, carta, stoffa. Molto differente, invece, è il ritmo. Qui siamo all’aperto, il contesto è un fondo carta da zucchero di cielo. Il Signor Louis pianta un seme e si mette in attesa. Aspetta che spunti, di giorno in giorno torna a vedere a che punto sia, se sia nato. Il Signor Louis non lo sa, ma dal momento in cui ha piantato il seme, si è aperto per il lettore uno scenario di meraviglia. Le doppie tavole sono divise in due sezioni, una accoglie il Signor Louis e un uccellino che curioso gli svolazza attorno.

“Bisogna essere pazienti” disse all’uccellino.
Ma l’uccellino non rispose niente…

L’altra, in carta da pane, è visibile e parla solo al lettore. Noi abbiamo uno sguardo privilegiato su quanto accade al seme sotto terra. E ci sentiamo di incoraggiare il Signor Louis, di apprezzarne la pazienza, perché noi lo sappiamo, il seme sta facendo il suo lavoro, pian piano, ma con costanza. Il Signor Louis non lo sa, ma oltre all’uccellino anche il seme sta facendo del suo meglio per fargli compagnia.

Ancora niente?, di Christian Voltz - 2019 Kalandraka Italia
Ancora niente?, di Christian Voltz – 2019 Kalandraka Italia

La natura però ha i suoi tempi, il processo di crescita è lento, germogliare non è cosa semplice. E la pazienza del Signor Louis non è sufficiente. Dopo qualche giorno d’attesa, non vedendo risultati, desiste, stizzito. Però qualcun altro no, qualcun altro ci sorprende.

Due albi divertenti e originali che penso non debbano mancare nella vostra libreria.

Titolo: NON È COLPA MIA!
Autore: Christian Voltz (Marta Bono traduzione)
Editore: Kalandraka Italia
Dati: 2018, pp. 40, 14.00 €

Titolo: ANCORA NIENTE?
Autore: Christian Voltz (Marta Bono traduzione)
Editore: Kalandraka Italia
Dati: 2019, pp. 40, 14.00 €

Candido e gli altri

Candido e gli altri, di Fran Pintadera, Christian Inaraja - 2018 Kalandraka

Candido è un uomo elegante, col cappello. Veste d’azzurro e i suoi contorni sono pastosi, neri, a cera. Oltre a questo si sente strano, eccentrico, stravagante. Ma soprattutto incompreso. Talmente incompreso che sotto lo sguardo degli altri si fa più basso, si china, si piega, porta la testa all’ombelico pur di non incrociarne gli occhi.

Candido e gli altri, di Fran Pintadera, Christian Inaraja - 2018 Kalandraka
Candido e gli altri, di Fran Pintadera, Christian Inaraja – 2018 Kalandraka

Il disagio che prova all’idea di subire il giudizio altrui non lo esime dal non esprimerne lui stesso, braccio piegato sul fianco, mano a grattare il mento, punto interrogativo sul cappello. Se non ci si spiega il comportamento o i gusti degli altri vuol dire che si ha un’idea ben definita dei propri, ma no, Candido, nella maggior parte dei casi, si sente fuori posto e allora rinuncia al bell’azzurro dei suoi vestiti per indossare una cappa che lo mascheri, rendendolo uguale alle persone che lo circondano. A volte funziona, altre no.

Candido e gli altri, di Fran Pintadera, Christian Inaraja - 2018 Kalandraka
Candido e gli altri, di Fran Pintadera, Christian Inaraja – 2018 Kalandraka

Qualche pagina e Candido torna a mostrare sicurezza in sé nel sentirsi invisibile, ma è sensazione effimera, si contraddice. Il fatto è che Candido è combattuto tra il voler essere visto e il passare inosservato e ciò lo rende ancora più fragile e incapace di guardarsi attorno davvero, senza il filtro dell’insicurezza. Riuscirebbe a scorgere altre persone che molto hanno in comune con lui o nulla, e non curarsene. Per esempio, come tutti, ama l’estate. Come tutti, tranne me e, sicuramente, come qualcun altro.

Candido e gli altri, di Fran Pintadera, Christian Inaraja - 2018 Kalandraka
Candido e gli altri, di Fran Pintadera, Christian Inaraja – 2018 Kalandraka

Candido è un libro circolare del quale non vi svelo la fine ma da essa si può tornare all’inizio, decine di volte, cambiando protagonista e sostituendolo con un altro che allo stesso modo si senta fuori posto in una società multiforme ma tendente a uniformarsi. Le illustrazioni, di Christian Inaraja, dall’impianto astratto, con tutte le figure senza tridimensionalità, sono piane, sembrano scomponibili e adattabili a ciascuno di noi. Così come lo sfondo in cui si muovono meccanicamente i personaggi è sempre bianco, uniforme e piatto. Quel bianco può essere ovunque, qualsiasi posto.

Il tutto ha un sapore un po’ vintage, specie la palette di colori; mentre il timbro del testo di Fran Pintadera è più che moderno, essenziale, diretto e semplice.

Lui è Candido. È evidente che non è come gli altri.
A volte si sente strano. Incompreso.
Altre volte, invece, è lui a non capirci niente.

Nel suo insieme è un libro particolarmente complesso per quel che racconta, per come lo fa e per ciò che riesce a smuovere nel lettore. Complesso ma semplice, cosa che lo rende decisamente bello.

cuberta candido.inddTitolo: Candido e gli altri
Autore: Fran Pintadera, Christian Inaraja, Elena Rolla (traduzione)
Editore: Kalandraka
Dati: 2018, pp. 48, 15.00 €

…È tutto quello che vuoi tu!

Una scatola è una scatola è una scatola è una scatola… così diceva Gertrude Stein, mi pare. Ah no! Il discorso semantico era riferito alle rose (o alle promesse?)! E infatti questa Non è una scatola; sebbene sia di cartone, quadrata, sia ben evidenziato il suo peso (250 gr) e un bel timbro rosso sul retro specifichi che non si debba capovolgerla.

Non è una scatola - Antoinette Portis

Pagina dopo pagina si apre la scatola, si va oltre l’imballaggio e una scritta rossa grande e grossa lo ribadisce: Non è una scatola.

Una voce simile alla nostra chiede a un coniglietto seduto in una scatola: “Perché ti sei seduto in una scatola?” Il coniglietto drizza le orecchie che appena voltata la pagina si piegano perché investite dal vento: “Non è una scatola”! È una macchina da corsa rossa fiammante e poi scusami, non ti sento, ho il vento tra i capelli, nelle orecchie, sembra dire il coniglietto che prosegue la sua corsa.

Non è una scatola - Antoinette Portis
Non è una scatola – Antoinette Portis

Si continua così, con la voce, sempre più simile alla nostra, che chiede “Che cosa fai su quella scatola?” E perché te la sei messa addosso, e perché ci giri intorno… Non è una scatola, è il Monte Coniglio e io sono un robot, e un addestratore d’elefanti indiani. Una variazione sul tema che non stanca mai, piuttosto incuriosisce. Se non è una scatola allora cos’è? Facciamo finta che… è questo il gioco, naturale e spontaneo, che coinvolgerà certamente anche il genitore narrante.

Grafica e layout sono essenziali e fungono da guida: il coniglietto e la scatola sono il frutto di linee nere, senza ombra, e mostrano ciò che il genitore vede. Il rosso (che già ci aveva sgridati all’inizio quando ostinati continuavamo a parlare di scatole) manifesta invece la fantasia, la libertà dirompente dell’immaginazione: è grazie alle sue linee che vediamo la mongolfiera, il razzo spaziale, la nave dei pirati.

Non è una scatola - Antoinette Portis
Non è una scatola – Antoinette Portis

Antoinette Portis è un’autrice che non dovrebbe assolutamente mancare nella libreria dei vostri bambini, sarebbe come se mancasse Munari, se non proponeste loro mai Sendak. E Kalandraka a un prezzo equo, considerato l’allestimento complesso e raffinato, ci offre l’occasione di far loro un bel regalo. Sono certa che offrendo ai bambini prodotti di qualità, leggendoli assieme a loro, dando loro la possibilità di entrare in contatto con albi studiati, creati con intelligenza e affetto, essi avranno l’occasione di maturare un gusto personale e proprio, assolutamente distante dalla banale omologazione dai colori pacchiani, dalle linee banali e dalle parole urlate e mielose che affollano una (ahimè!) grande parte della produzione letteraria destinata ai piccoli lettori. Perché albi come questo fanno in modo che la lettura (e l’albo permette la lettura anche ai bimbi che non sanno leggere) diventi esperienza, gioco, confronto con la realtà, viaggio con l’immaginazione.

Non è una scatola - Antoinette Portis
Non è una scatola – Antoinette Portis

Infine la scelta del coniglietto piuttosto che del bambino: perché un animaletto? Perché non il bambino? Si tocca un punto fondamentale della narrazione ai bimbi: perché è un bambino? Potrebbe chiedere la bambina lettrice? Perché ha i capelli ricci questa bambina? Potrebbe chiedere la bimba coi capelli lisci; perché questo bambino è bianco? Potrebbe chiedere il bimbo nero Non sono io… non mi ci rivedo, è un altro bambino. Il coniglietto è un coniglietto è un coniglietto, è un coniglietto. E a furia di esserlo diviene ciascun bambino, simbolo di ciascuna bambina. Permette un’immedesimazione completa e perfetta.

No, questo libro non è affatto, affatto una scatola.

Titolo: Non è una scatola
Autore: Antoinette Portis
Editore: Kalandraka
Dati: 2011, 40 pp., 14,00 €

Ristampa, 2019

Lo trovi tra gli scaffali virtuali di Amazon.it

 

Il sapore della Luna

Che fai tu, luna, in ciel? Dimmi, che fai,
silenziosa luna?*

Oltre a far venire l’acquolina in bocca a quelle nove paia di occhi che rilucono del tuo pallido bagliore, s’intende. Perché che sia d’oro e d’argento è chiaro, così come ruvida e un po’ liscia, a volte a spicchio a volte piena, ma è dolce? È salata?

"<em

Gli animali del bosco guardano ogni notte alla luna chiedendosi che sapore abbia; tutti provano a raggiungerla per conquistarne un pezzetto, dare una leccatina…, stirandosi, allungandosi, tendendo colli e zampe, ma nulla, ogni tentativo si rivela vano.

"<em

Fino a quando la tartaruga non ricorda la fiaba dei fratelli Grimm, quella del cane che sale sulla groppa dell’asino e il gatto sulla schiena del cane e il gallo in cima a tutti, e idea! Se, pur salendo su una collinetta, e mettendosi sulle punte, lei da sola non riesce nemmeno a toccare la luna ci riuscirà senz’altro mettendosi sulle spalle dell’elefante. Funziona!… Quasi. Serve la giraffa, e poi la zebra e poi il leone e poi altri ancora, e infine il topo, che aggiunge quel mattoncino in più alla torre, sufficiente a staccare un pezzetto di Luna.

Il sapore della luna, di Michael Grejniec - Kalandraka 2019
Il sapore della luna, di Michael Grejniec – Kalandraka 2019 Qui il sole si è intrufolato a volere sottolineare con un suo raggio la tenacia degli animali.

La luna dal canto suo è stupefatta dal successo degli animali, nè è sorpresa e un poco irritata. Per notti aveva giocato a farsi rincorrere dagli animali, illudendoli e ridacchiando di loro, sottovalutandone infine, annoiata dal gioco, le possibilità, specie se affidate a un esserino lungo pochi centimetri. E adesso? bocca all’ingiù in un lampo si ritrae e assottiglia fino a diventare uno spicchio, allontanandosi, sola. Irragiungibile.

Un po’ fiaba, un po’ leggenda, questa storia illustrata e scritta da Michael Grejniec dalla struttura classica, cumulativa, offre un pezzettino, dal sapore che più si preferisce, di lavoro di cooperazione, tenacia, meraviglia. E si conclude nel riflesso di un lago che ospita un pesce.

“Perché hanno fatto tutti quegli sforzi
per raggiungere in cielo la luna?
Quaggiù, nell’acqua, ce n’è un’altra
e io la mangio ogni notte”

Sarà pur vero, caro pesce, ma tu la luna non la mangi stringendoti ai tuoi amici, la mangi da solo. Qui sta la differenza, la tua luna ha un sapore diverso, senz’altro meno croccante.

Le illustrazioni hanno una texture dal sapore speciale, morbido. La luna ha una sua consistenza, se ne percepisce la rotondità la caratteristica luminescenza.

64926 A QUE SABE LA LUNA PortadaTitolo: IL SAPORE DELLA LUNA
Autore: Michael Grejniec, (Gabriella Manna traduzione)
Editore: Kalandraka
Dati: 2019, 36 pp., 16.00 €

 

 

 


*cit. Canto notturno di un pastore errante dell’Asia, Giacomo Leopardi

Un pensiero dopo la pioggia

Un pensiero dopo la pioggia, Miguel Cerro - 2018, Kalandraka

C’era una volta un bosco meraviglioso, pieno di luce, in cui vivevano animali di ogni tipo.

E la luce di questo bosco viene dalla terra, su cui si riflette il sole, una luce panna, calda e chiara che avvolge con tenerezza tutti gli animali che lo popolano e che infatti, eccezion fatta per un buffo animale di razza occhiona, socchiudono gli occhi in una fessura dolce e felice. La volpe in primo piano e l’orso, i fenicotteri nel torrente, la tartaruga…

Un pensiero dopo la pioggia, Miguel Cerro - 2018, Kalandraka
Un pensiero dopo la pioggia, Miguel Cerro – 2018, Kalandraka

Poi succede che un giorno, così, all’improvviso, le pagine vengano invase quasi del tutto da nubi cupe e cariche di pioggia, e la pioggia cominci a cadere, incessante, bagnando lo sguardo di tutti gli animali che, ancora in un cantuccio di luce panna, guardano tutti, naso all’insù, al buio che si fa largo.

<em>Un pensiero dopo la pioggia</em>, Miguel Cerro - 2018, Kalandraka
Un pensiero dopo la pioggia, Miguel Cerro – 2018, Kalandraka

ed ecco che la terra si ricopre di acqua e perde il suo chiarore, diventa azzurra, e non riflette più nulla, nemmeno le sagome degli animali che con le zampe a mollo subiscono la pioggia incessante con rassegnazione, fino a quando l’acqua non si fa minacciosa e li raggiunge, e poi quasi li insegue. Per fortuna sulla montagna più alta c’è una caverna asciutta, un rifugio. La pioggia smette di cadere e gli animali cominciano a organizzarsi: serve acqua, serve cibo. La volpe, sollecita, si offre volontaria, ma qualcun altro ha sempre i mezzi o le capacità giuste per farlo prima e meglio di lei. O sottesa rimane la diffidenza nei confronti di quella portatrice di sinuosa coda fulva.

Manca però qualcosa, senza cui, pur all’asciutto e pur con la pancia piena, non si può far senza.

Manca la poesia. E la volpe sa dove trovarla, e soprattutto sa come portarla alla caverna, perché possa illuminare tutti, restituendo ad ognuno uno sguardo socchiuso, sereno e dolce. Restituendo a se stessa la rivalsa delle buone intenzioni.

Un pensiero dopo la pioggia, Miguel Cerro - 2018, Kalandraka
Un pensiero dopo la pioggia, Miguel Cerro – 2018, Kalandraka

Allora rinuncia alla luna e cammina, alla ricerca di qualcosa che sa, c’è. E infatti, tra i rami di un albero, provato dalla nebbia, uno sciame di lucciole non aspetta altro che un aiuto e di poterne dare. Assieme tornano al rifugio, diradando il buio e restituendo alla storia, alla grotta e tutti gli animali assieme, quella luce da cui tutto aveva preso le mosse.

portada DESPUES LLUVIA.inddTitolo: Un pensiero dopo la pioggia
Autore: Miguel Cerro
Traduzione: Giulia Giorgini
Editore: Kalandraka
Dati: 2018, 32 pp., 16,00 €

Se vivi a Roma cercalo in libreria, al Giardino Incartato, in via del Pigneto 180, se invece vivi in un paesino sperduto delle Langhe o dei monti calabri Lo trovi anche sugli scaffali virtuali di Amazon.it

I libri del 2016 che hanno reso più bello AtlantideKids

  • Il nido, di Kenneth Oppel, Jon Klassen, Rizzoli

    È un’angoscia incalzante quella che accompagna la lettura de Il Nido; angoscia che va ad agire sulle paure, che smuove le insicurezze, che insinua dubbi pericolosi e stranianti. []

  • Facciamo che, di  André Marois, Gérard Dubois – Orecchio acerbo

    “Facciamo che siamo negli anni Sessanta e nelle illustrazioni leggiamo di monellerie quotidiane messe in opera da bimbetti coi calzoncini corti, la riga a lato e le gote rosse?” []

  • Povero Winston! Pamela Duncan Edwards, Benji Davies – Edt Giralangolo
    Pamela Duncan Edwards, Benji Davies 2016, Edt Giralangolo
    Povero Winston! Pamela Duncan Edwards, Benji Davies 2016, Edt Giralangolo

    Winston è un cane, vive nei piani alti di una bella città, quelli bassi sono popolosissimi di un’operosa comunità di topi,  e ha tutti, ma tutti, i motivi per essere disperato. Su tutti ha una spina nella zampa, e averne una nella zampa, specie se piuttosto grossa, è una rogna consistente, che include: bruciore, zoppichio e visita dal veterinario. []

  • Giuseppe Pitrè, Fabian Negrin, Bianca Lazzaro Cola Pesce e altre fiabe e leggende popolari siciliane. Donzelli

    Una volta c’era in Sicilia un uomo così capace di nuotare e di stare in apnea sott’acqua a lungo che divenne fiaba e si fece leggenda. Delle sue imprese scrive un cantastorie trai più prestigiosi, Giuseppe Pitrè, delle leggende in merito tramandano le tracce vecchine, marinai, pescatori. []

  • La balenottera azzurra, Jenni Desmond – Lapis

Questo libro mi ha sorpresa. Mi aspettavo una storia e invece ho trovato una storia e un accurato saggio scientifico. L’ho letto e l’ho riletto godendomi il piacere della scoperta, toccata nelle corde più intime della mastodontica grandezza di questo mammifero grigio che il mare rende azzurro. []

  • L’estate delle cicale, Janna Carioli, Sonia Maria Luce Possentini –  Bacchilega Junior

C’è un ciliegio. Frutti profumati e rossi. Ci sono due bambini e il canto, assai dolce, delle cicale. Ci sono colori vividi senza esser netti. Prospettive che si sovrappongono; ci sono dettagli in primo piano che rubano la scena agli accidenti centrali. Ci sono gli occhi dei bambini che raccontano, quasi più delle parole, di avventure, di amicizia, del tempo. C’è una storia che finisce così: []

  • Nove braccia spalancate, Benny Lindelauf – San Paolo

Le sorelle Fing, Muulke e Jes si sono trasferite da poco in una casa piuttosto malmessa, che sorge di fianco a un cimitero e in disuso da anni. Non è il primo trasferimento che le ragazzine affrontano. Le case e i quartieri che hanno cambiato a causa di una gestione paterna superficiale degli affari sono molti, ma questa forse è la più bizzarra. []

  • Sulle tracce degli antenati. L’avventurosa storia dell’umanità, di Telmo Pievani, Adriano Gon, Katerina Kalc –  Editoriale Scienza

C’è un bambino, Luca, che si muove con tanto di taccuino attraverso la storia dell’evoluzione e lo fa ponendo delle domande; alcune di esse molto puntuali, altre che tradiscono qualche pregiudizio o l’imprinting di una storia dell’evoluzione umana che si nutre di piccoli errori che cambiano di molto la prospettiva. Luca le proprie domande le rivolge ai diretti protagonisti: all’uomo di Neandertal, ad Ardi (l’antenato della celebre Lucy), a Lucy stessa (wow!) e a tanti altri lontani cugini. []

 

Bocche (di animali straordinari)

bocche1
Bocche, Xulio Gutiérrez, N. Fernádez – 2016, Kalandraka

Scopro sin dall’indice, anzi, dall’albero della vita che lo precede, che le mie battaglie contro l’abbandono di meduse sul bagnasciuga non sono per nulla prive di fondamento: esse sono esseri viventi appartenenti, come i coralli e gli idroidi, alla famiglia dei cnidari addirittuta un gradino al di sopra delle porifere, meglio note come spugne di mare.

bocche2
Bocche, Xulio Gutiérrez, N. Fernádez – 2016, Kalandraka

Bene, a parte questo mio piccolo atto di rivalsa, e dopo aver letto questa mappa per gruppi del regno animale, osservo, con un misto di curiosità e fascino odontoiatrico, le bocche di 12 animali straordinari che popolano la Terra tra l’equatore e i poli, che si adattano al contesto, che hanno il pelo, che sono mastodontici o minuscoli, che vivono sott’acqua o volano, carnivori, erbivori, insomma, assolutamente diversi tra loro ma accomunati da un unico motto che è regola di vita. Letteralmente.

mangiare e non essere mangiati

Bocche è il primo libro di una nuova collana di divulgazione scientifica a firma Kalandraka. I testi sono del biologo Xulio Guterriez e le illustrazioni, dal tratto molto naturalistico che ricorda i grandi classici della divulgazione scientifica per bambini e ragazzi degli anni della mia infanzia, degli anni Ottanta, di Nicolas Fernandez. Molto originale l’approccio, mi ha incuriosita e colpita sulle prime; ma sono essere dai gusti difficili in quanto a questo genere di pubblicazioni per cui ho annusato, direi meglio assaggiato, la struttura, il lessico, le informazioni, per comprendere se questa scelta originale si traducesse in una narrazione funzionale o artefatta.

bocche3
Bocche, Xulio Gutiérrez, N. Fernádez – 2016, Kalandraka

È quindi un libro che regalerei, certa di fare un bel regalo a bambine e bambini appassionati di animali, per dar loro la possibilità di scoprire, tra le altre cose, che i piragna hanno denti affilati come coltelli;  che la megattera, pur essendo molto pesante, per pescare e nutrirsi usa ciò che più leggero esista: le bolle d’aria; che tra tutti gli animali più feroci, quello capace di incutere un primitivo terrore è un essere relativamente piccolo, viscido e lungo: la lampreda.

Chiudono il libro un glossario e le schede per la consultazione rapida di ogni animale raccontato.

portada BOCASTitolo: Bocche. Animali straordinari
Autori: Xulio Gutiérrez (testo), Nicolás Fernández (illustrazioni), Francesca Masai, Eurico De Donà (traduzione)
Editore: Kalandraka
Dati: 2016, 32 pp., 17,00 €

Lo trovi tra gli scaffali virtuali di Amazon.it

I libri che porto in vacanza per il mio bimbo di 3 anni

Verrebbe da dire: “È tutto pronto! Si parte!”, in realtà di pronto non c’è molto, anzi, il disordine sembra aumentare mano a mano che si smista tra i vestiti, che si considerano i pro e i contro di un bagaglio leggero. Sui libri da leggere però ci siamo organizzati e non badiamo a ingombri (sebbene molto utili siano i Bababum di Babalibri, che permettono di avere sempre con sé delle belle storie).

Partiamo tra una decina di giorni e staremo via a lungo, quindi bisogna attrezzarsi di un buon numero di titoli, pur considerando i loop di rilettura che ne impegnano alcuni anche per più di una settimana.

Ecco quelli che ho selezionato per Roberto, il mio bimbo di tre anni:

  • Il grande libro dei pisolini, Giovanna Zoboli & Simona Mulazzani …sonno e poesia, protagonisti di questo soffice e avvolgente albo illustrato. Sonno & Poesia, direi meglio, per sottolineare un altro affiatato duetto: Giovanna Zoboli & Simona Mulazzani, l’una, Giovanna,  autrice esperta di quartine senza ricami e ugualmente raffinate, tese a fermarsi nella memoria e a danzare in un passo a due coordinato e ritmico assieme all’altra, Simona, le cui tavole (in acquaforte & acquerello, altro connubio elegante) si susseguono tra un piumone a fiori e leggere copertine stellate, tra letti a castello, letti singoli, letti enormi e condivisi (come quello dell’elefante) letti minuscoli, che stanno nella corolla di un fiore, letti sconfinati, come l’oceano che culla e protegge un delfino (tanto dolcemente simile alla balena che canta e si sente a un oceano di distanza incontrata tra le pagine di Vorrei avere, la ricordate?) e un tonno. []

    Il grande libro dei pisolini, Giovanna Zoboli & Simona Mulazzani
    Il grande libro dei pisolini, Giovanna Zoboli & Simona Mulazzani – Topipittori
  • Non è una scatola, di Antoinette Portis …Una voce simile alla nostra chiede a un coniglietto seduto in una scatola: “Perché ti sei seduto in una scatola?” Il coniglietto drizza le orecchie che appena voltata la pagina si piegano perché investite dal vento: “Non è una scatola”! È una macchina da corsa rossa fiammante e poi scusami, non ti sento, ho il vento tra i capelli, nelle orecchie, sembra dire il coniglietto che prosegue la sua corsa. []

    Non è una scatola, di Antoinette Portis - Kalandraka
    Non è una scatola, di Antoinette Portis – Kalandraka
  • Tortintavola, ma la torta dov’è? di Thé Tjong-KhingTortinatavola, Ma la torta dov’è? è un albo che racconta per sole illustrazioni. E ogni illustrazione racconta una storia diversa a seconda di ciò che il lettore scorge, di ciò che il suo sguardo preferisce. Tutte le altre piccole storie si svolgono parallele a quella principale: due ratti furfanti che rubano la torta della famiglia dei cani; e ognuna si svolge e conclude compiutamente in un insieme di piccole cose e piccoli elementi che assieme creano un complesso impianto narrativo e visivo. []

    tortintavola2
    Tortintavola, di Thé Tjong-Khing – Beisler
  • Oh-Oh!, di Chris Haughton …Il gufetto se ne sta in cima a un albero stilizzato, un po’ albero un po’ trespolo, assieme alla sua mamma. Dormono tranquilli; fin troppo tranquilli, visto che… Oh – Oh! Succede che a sollevare la mezza pagina di destra ci si accorge che il gufetto,tump… tump… tump… è caduto dall’albero. Da un ramo assiste alla scena uno scoiattolo che dal modo in cui si tende verso il piccolo già lo sappiamo: è uno di quegli esseri generosi e prodighi, certamente lo aiuterà. Dal folto del bosco, un po’ come noi, spettatori in trasparenza un orso, una ranocchia e una lepre si meravigliano e preoccupano: cosa ne sarà ora del piccolo pulcino? []

    Oh-Oh!, di Chris Haughton - Lapis
    Oh-Oh!, di Chris Haughton – Lapis
  • In ogni Pinocchio di Giuseppe Caliceti, Gaia Stella comincia a raccontare sin dalla copertina, giacché da essa prende le mosse per suggerire una regola (senza le regole giocare non ha molto senso): la “o” centrale di Pinocchio, di cui non si può far senza, è l’ultima del pino e la prima dell’occhio, questo lo suggerisce piuttosto chiaramente la parola. L’immagine Pinocchio, dal canto suo, si costituisce burattina per mezzo di tanti pezzetti, ci guarda con un occhietto nero e vispo che ben s’illumina sul grigio e col naso e col moto ci indica, gamba sinistra arancione e berretto verde, come partire si slancio. []

    In ogni Pinocchio, Giuseppe Caliceti, Gaia Stella - 2016, Topipittori
    In ogni Pinocchio, Giuseppe Caliceti, Gaia Stella – 2016, Topipittori
  • E già impacchettato con la grande responsabilità di essere stato scelto come regalo da leggere per il compleanno Piccolo elefante va in Cina di Sesyle Joslin, Leonard Weisgard …Piccolo elefante è in spiaggia, pantaloncino nero e maglietta a righe; un po’ fa il bagno, un po’ passeggia (a sentir lui in realtà sono anni che passeggia), un po’ si annoia. Chiede che la mamma risolva la questione e ottiene in cambio un’idea meravigliosa: scavare una buca che porti fino in Cina. Dov’è la Cina? Beh, dall’altra parte del mondo, ma scavando bene e a lungo ce la si fa ad arrivarci, a visitarla e anche ad assaggiare qualche prelibatezza. []

    Piccolo elefante va in Cina, Sesyle Joslin, Leonard Weisgard - 2016 Orecchio Acerbo
    Piccolo elefante va in Cina, Sesyle Joslin, Leonard Weisgard – 2016 Orecchio Acerbo

Se vuoi mettere anche tu questi libri in valigia:

Il viaggio della mamma

Capita piuttosto spesso che la mamma debba assentarsi qualche giorno per lavoro. La sua mancanza è forte e si percepisce anche con il naso (se poi si è degli elefanti a maggior ragione), si percepisce con le orecchie (e anche in questo con le orecchie belle grandi che si ritrovano, gli elefanti hanno una marcia in più), si percepisce con la vista. In casa non si sente più profumo di fiori, una volta che la mamma è partita; la voce del papà, mentre legge la storia della buonanotte, è più bassa rispetto a quella della mamma; la stanza sembra più grande, più vuota, fa un po’ paura.

il viaggio della mamma2
il viaggio della mamma, Mariana Ruiz Johnson – 2016, Kalandraka

Al nostro rientro, la casa è silenziosa
e non profuma di fiori.
La sera, papà mi legge una storia prima di dormire.
La sua voce è più bassa di quella della mamma.

Però, quando la mamma non c’è, nasini e proboscidi sentono altri odori, magari non di fiori ma di piedi scalzi, di cioccolata; quando la mamma non c’è la stanza si riempie di oggetti e di un disordine che è pigro e allegro, il cibo è più piccante, la musica suona ad alto volume.

il viaggio della mamma3
il viaggio della mamma, Mariana Ruiz Johnson – 2016, Kalandraka

Non è semplice rendere con penna e colori il distacco e la mancanza. Non è semplice rendere quella mistura di nostalgia e spensieratezza di cui sono fatti i giorni in cui la mamma è lontana, ma poi torna. Forse è proprio il “ma poi torna” la parte più delicata e profonda. Io ritengo che Mariana Ruiz Johnson sia riuscita a farlo con molta leggerezza, con dolcezza. Il testo recita la parte della spensieratezza, la interpreta con un lessico brioso, con sospensioni che fanno sorridere

La casa non profuma di fiori ma di piedi scalzi,
di cioccolata calda e di molte altre cose.

Le illustrazioni, quella nostalgia nutrita di attesa, la interpretano con soggetti dalle espressioni distese, su quadri scenici dai colori tenui e densi al contempo.

il viaggio della mamma4
il viaggio della mamma, Mariana Ruiz Johnson – 2016, Kalandraka

L’insieme fa la forza di questo albo delicato che illustra efficacemente il rapporto tra genitori e figli senza scivolare negli stereotipi, senza essere stucchevole, che consiglio per bimbe e bimbi dai 3 ai 5 anni.

il viaggio della mammaTitolo: Il viaggio della mamma
Autore: Mariana Ruiz Johnson
Traduttore: Elena Rolla
Editore: Kalandraka
Dati: 2016, 28 pp., 14,00 €

Trovi Il viaggio della mamma tra gli scaffali virtuali di Amazon.it