È tempo di andare

Tra i rami di una quercia, che si intuisce secolare, sono sistemate delle cornici coi ritratti di una bambina e una civetta. Sembrano nidi. Con un mise en abyme perfetto, in una  di esse appare ritratta una civetta, ancora pulcino, appollaiata su di una quercia bonsai, dritta e fiera come se il momento immortalato fosse solenne. In effetti, alle sue spalle, una bambina srotola un nastro, che, nella cornice successiva, è ben annodato attorno al collo dell’uccello.

<em>È tempo di andare </em> di Kim Sena - 2019, Orecchio acerbo
È tempo di andare di Kim Sena – 2019, Orecchio acerbo

È tempo di andare sussurra la civetta a Mia, la bambina ormai cresciuta. Lei solleva lo sguardo dal libro che stava leggendo e lo ferma appena sotto a quello della civetta che tendendo il collo, vorrebbe incontrarlo, per dare conforto. O più fermezza alle sue parole. Si ferma lo sguardo di Mia, mentre la bambina appoggia il capo al tronco della quercia. Bambina e civetta sono circondate da anemoni, fiori primaverili e fragili dal cuore viola, blu, quasi nero, su cui soffiano e indugiano Zefiro e Borea rendendoli effimeri, concedendo loro vita breve. Tiepido Zefiro, e morbido, come potrebbe essere la carezza di una piuma, freddo Borea, come potrebbe essere il piglio di una pantera, in attesa, paziente.

È tempo di andare di Kim Sena - 2019, Orecchio acerbo
È tempo di andare di Kim Sena – 2019, Orecchio acerbo

È tempo di andare sì, ma perché?  Mia è incredula, perplessa. Sapeva che prima o poi avrebbe dovuto salutare la sua amica ma non riesce a capacitarsi dell’ora, dell’adesso, del tornare all’improvviso da dove si è arrivati. Tornano allora sul luogo del loro primo incontro, ripercorrono i ricordi della loro vita assieme. Poi il cielo si tinge di rosa e uccelli lo solcano ad ali spiegate. Forse Lucy, la civetta, andrà nella stessa direzione. Il tramonto tinge tutto di un arancio morbido che inonda anche i petali delle peonie che regali e tuttavia lievi sostengono Mia, curano il suo dolore rendendo il ricordo immortale, mentre bambina e civetta si fondono l’una nel volto dell’altra, l’una nei pensieri dell’altra.

<em>È tempo di andare </em> di Kim Sena - 2019, Orecchio acerbo
È tempo di andare di Kim Sena – 2019, Orecchio acerbo

La luna è ormai alta in cielo, Mia e Lucy socchiudono gli occhi e immaginano. In primo piano delle splendide foglie di hosta dal verde venato di bianco. Sono piante che non temono le intemperie, per prima la lontananza, che perdono con naturalezza anche tutte le foglie ma conservano vivi e fertili i rizomi per poi rinvigorirsi, tornare, ancora.

Per Lucy è tempo di andare. Un abbraccio in silenzio, il nastro rosso sciolto, e tenui fiori d’ortensia a far da corolla al distacco.

Kim Sena, ancora una volta, con le sue illustrazioni a matita raggiunge il contesto impalpabile del sogno. La poesia surreale dell’amicizia, della forza, del ricordo.

On line, sul blog di Kim Sena, ho trovato una tavola, I see you.  Non so se sia parte di un nuovo libro, se sia invece un’opera a sé stante ma non posso non chiedermi: che non sia Mia la ragazza, ormai adulta, con in mano il nastro che, pur essendo sciolto lega assieme chi resta e chi va via? Sotto la luna, non più piena, che non sia Lucy, di ritorno, come sperato?

I see you di Kim Sena
I see you di Kim Sena

E tempo di andare_coverTitolo: È tempo di andare
Autore: Kim Sena
Editore: Orecchio acerbo
Dati: 2019,44 pp., € 15,00

Una Renna Bianca, un albero magico, una bambina libera

Renna Bianca, Kim Sena - 2014, Orecchio Acerbo
Renna Bianca, Kim Sena – 2014, Orecchio Acerbo

Hanna è appena salita su un magnifico treno; ha dei magnifici capelli chiari e si lascia alle spalle una stazione anch’essa magnifica, erbosa, contornata da alberi. Nel corridoio del treno Hanna non si sente del tutto tranquilla e ci indirizza uno sguardo profondo che manifesta assieme consapevolezza e smarrimento. Alle pareti del vagone, ricche cornici racchiudono dipinti che raccontano di surrealtà e irrazionalità, che pongono manufatti artificiosi in ambienti bucolici, che ritraggono animali selvaggi in posture umane e così facendo ne violano gli sguardi ora privi di baleni. La madre di Hanna cammina impettita, naso all’insù, sorrisetto beffardo, braccia incrociate a chiudersi nel caldo rassicurante della sua ingombrante pelliccia. Hanna, in una giacchetta leggera, tiene tra le braccia un bonsai che sembra fiorito. E in realtà fiorito non è. È invece un vecchio amico, è speciale, immaginifico, magico: si chiama Alberopescevivo, ed è un regalo del papà amante delle foreste che Hanna sta raggiungendo. Si mantiene albero, pesce e vivo grazie al cuore caldo della bambina. Vive in simbiosi con lei e del suo cuore fa la propria linfa, la propria acqua, il proprio respiro.

Renna Bianca, Kim Sena - 2014, Orecchio Acerbo
Renna Bianca, Kim Sena – 2014, Orecchio Acerbo

Nel momento in cui il treno si muove e parte, divenendo mondo a sé stante, isola, con i suoi ritmi, i suoi spazi, le sue regole, entra nello scompartimento Renna Bianca. Ha un corno spezzato, un portamento elegante, una lunga barba bianca e un’infinita fila di rane al seguito. La mamma impellicciata è scandalizzata dalle rane e dal fatto che Renna Bianca le abbia portate con sé. Egli per scusarsi offre quindi dei cioccolatini, dolcetti prodigiosi neri o rossi capaci di realizzare i sogni e i desideri degli umani, quelli neri, e di rendere realtà le fantasia delle creature non umane, sovrumane direi, quelli rossi. Mangiando un cioccolatino rosso, dalle corna di Renna Bianca cadono decine di diamanti. La madre ne è rapita. Hanna accetta un cioccolatino nero e nella sua mente e davanti ai suoi occhi si dispiegano le ali della Primavera, si stende un campo erboso, si innalza un intenso profumo di fiori. Ma la madre sfugge alle regole della surrealtà e si perde in quelle della cupidigia. Mangia un cioccolatino rosso e diviene rana tra le rane. Tutto è un’ovidiana metamorfosi, ogni cosa diventa altro da sé e con quell’altro convive, volentieri o suo malgrado.

Renna Bianca, Kim Sena - 2014, Orecchio Acerbo
Renna Bianca, Kim Sena – 2014, Orecchio Acerbo
Renna Bianca, Kim Sena - 2014, Orecchio Acerbo
Renna Bianca, Kim Sena – 2014, Orecchio Acerbo

È in questo momento che l’albo assume il suo significato più pieno: la bambina è sì preoccupata per la sorte della madre ma al contempo la accetta come una persona matura e saggia accetterebbe le conseguenze di un proprio gesto avventato; si concentra piuttosto sul corno spezzato di Renna Bianca e guidata da una generosità che è pura e brillante gli dona il suo Alberopescevivo che immediatamente si ramifica e cresce in un innesto magico e dolce. Tutto il resto, la conclusione, l’addio, la consapevolezza vengono da sé, sono correlazioni di un gesto che è empatico e salvifico, che nutre e spera.

Renna Bianca, Kim Sena - 2014, Orecchio Acerbo
Renna Bianca, Kim Sena – 2014, Orecchio Acerbo

Ecco, io trovo che di questa profondità di contenuti, di questa eleganza della rappresentazione, di questo rifuggire l’ovvietà, dovremmo nutrire i giovani lettori. Dovremmo lasciarli liberi di restare impressionati dalla magia, dalla straordinarietà dei viaggi fantastici, dovremmo dar loro gli strumenti per diventare capaci di dare, senza tentennamenti, senza rimpianti, dovremmo formare i loro sguardi con illustrazioni complesse, raffinate, sorprendenti, in cui tutto è scelto, tutto è studiato, ogni cosa si correla all’altra creando una narrazione piena, lineare nella sua surrealtà, che si imprime negli sguardi, che resta a far compagnia e nutre.

Renna_BiancaTitolo: Renna Bianca
Autore: Kim Sena
Editore: Orecchio Acerbo
Dati: 2014, 36 pp., 13,00 €

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