Lucilla

Si dice che dietro a un grande romanzo ci siano sempre grandi ispirazioni. Talvolta esse si nutrono di realtà, talvolta di ricordi, nell’uno e nell’altro caso hanno carattere personale; universali invece le ispirazioni che si radicano in altre storie. Queste ultime legano i lettori in un senso di comunanza che rimane, che accoglie.

È il caso di Lucilla, primo romanzo di Annet Schaap, celebre e prolifica illustratrice olandese, che intreccia, con una naturalezza che non posso che definire ineffabile, rimandi chiarissimi a Il giardino Segreto, altri a La sirenetta, nutrendoli di innesti pirateschi, del topos fiabesco della madre morta, del fecondo elemento del grottesco, dell’emarginazione, della solitudine, degli elementi simbolici.

E poi il coraggio, la dedizione, l’affidarsi senza remore dell’amicizia, l’amore.

Lucilla è l’unica figlia del guardiano del faro. Il suo vero nome sarebbe Emilia ma il padre non sopporta di chiamarla così, perché è lo stesso della moglie morta, amatissima. Il dolore per questa perdita che li accomuna inficia l’amore che li lega. Il padre di Lucilla è diventato cupo, violento, sempre fuori di sé per via dell’alcool nel quale si rifugia, costringendo la piccola a farsi carico di responsabilità che non dovrebbero esserle proprie.lucilla1

In una notte di tempesta, tradita dall’amico vento, Lucilla è protagonista di una tragedia che cambierà il corso della sua esistenza. È costretta a cambiar casa, diventa ospite di una villa cupa e lugubre in cui tutto sembra in abbandono, tutto sembra ruvido, umido, ammuffito, persino i sentimenti. Eppure, da quella villa così malandata, abitata da anime malandate e stracche usciranno a popolare la realtà vite nuove, nuovi sentimenti, nuove possibilità, magia e fiaba.

downloadTitolo: Lucilla
Autore: Annet Schaap (trad. Anna Patrucco Becchi)
Editore: La nuova Frontiera junior
Dati: 2019, 368 pp., 18,00 €

Il Natale di Pippi

Quando ho parlato di Astrid Lindgren su questo blog ho sempre considerato altro, non ho mai parlato di Pippi, Pippi Calzelunghe; probabilmente perché troppo invaghita della lentigginosa bimba dalle calze spaiate o forse perché tanto si è detto di Pippi da temere di aggiungere al già detto del già sentito, appunto. Non lo so, so soltanto che oggi, Natale alle porte, non posso trascurare la pubblicazione da parte de La Nuova Frontiera Junior della storia del Natale di Pippi.

il natale di pippi - Ingrid Nyman, Astrid Lindgren

Ricordo chiaramente la malinconia dell’episodio natalizio del telefilm e mi aspettavo che questo albo conservasse la stessa sensazione, sebbene ricordi anche che proprio quella sensazione mi intristì moltissimo da bambina per la scoperta della solitudine in cui la strampalata Pippi, magica, ricchissima, e forzuta ma comunque bambina, si ritrovava a vivere.il natale di pippi - Ingrid Nyman, Astrid Lindgren

Invece questo albo non è affatto permeato da quella triste malinconica che era nella mia memoria: Pippi organizza per i suoi amici una festa del Dopo-Natale. Una festa piena di dolciumi, con un bellissimo albero e luminose candele in perfetto stile Pippi Calzelunghe. In questa festosa macrostoria si innestano cinque avventure: la prima, molto intensa, ha per protagonista un bimbo che, nuovo nel quartiere, risente dello spaesamento del non conoscere nessuno. Pippi, naturalmente, saprà come farlo sentire a proprio agio. E poi alla festa di Pippi arriverà un cagnolino, una slitta e persino la scorbutica signora che non ama i bambini ma adora le torte alla panna.

Un albo che racchiude in sé la magia delle feste natalizie, l’irresistibile tenerezza di Pippi e lo stile inconfondibile di Astrid Lindgren.

Titolo: Il Natale di Pippi
Autori: Astrid Lindgren, Ingrid Nyman
Editore: La nuova Frontiera Junior
Dati: 2012, 36 pp., 14,00 €

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Il calendario dell’avvento di AtlantideKids 2014.

Il coniglietto di Natale, Olga Lecaye, Nadja - Babalibri

 

Un libro al giorno, ventiquattro libri da leggere e rileggere in attesa del Natale. Ho selezionato albi illustrati, narrativa, visioni laiche che prendono le mosse dal momento più atteso per chi invece crede. Ho scelto libri che invitassero alla lettura partecipata, così come altri da gustare da soli, avvolti in una coperta morbida, nel caldo molle e profumato delle festività natalizie. Vi invito a metterne qualcuno sotto l’albero o nella calza della Befana. Quali tra i tanti? Beh… questo decidetelo voi, io da parte mia ne considererò uno al giorno, quindi l’appuntamento è su questa pagina dal primo al 24 dicembre.

  1. Fiabe d’inverno, Noel Daniel – Logos, Taschen
  2. Un canto di Natale, Dickens, Innocenti – La Margherita
  3. Il pianeta degli alberi di Natale, Bruno Munari (G. Rodari)- Einaudi
  4. Il dono dei magi, O. Henry, Amit – Orecchio acerbo
  5. Il Natale di Pippi – Astrid Lindgren, La nuova Frontiera
  6. Il Natale, Nathalie Choux – Gallucci
  7. Ute Krause, Il complotto dei Babbi Natale – Babalibri
  8. Camillo e il regalo di Natale, Ole Könnecke – Beisler 2014
  9. Le Lettere di Babbo Natale, Tolkien – Bompiani
  10. Storia di un uomo di neve, Maria Loretta Giraldo Cristina Pieropan, Rizzoli
  11. Jingle Bells, Puttapipat Niroot – Emme edizioni
  12. Quanto manca?, Giulia Orecchia – Emme edizioni
  13. Il coniglietto di Natale, Olga Lecaye – Babalibri
  14. La bambina di neve, Kiyoto- Sakata, Hawthorne – Topipittori
  15. Meravigliosi racconti di Natale, Gontier – Einaudi 
  16. La storia del Natale, Pamela Dalton – Gallucci
  17. L’incredibile storia di Lavinia, Bianca Pitzorno – Einaudi ragazzi
  18. Natale nella stalla, Astrid Lindgren – Il gioco di leggere
  19. Betta sa fare tutto (o quasi), Astrid Lindgren, Ilon Wikland – Il gioco di Leggere
  20. Nel bianco, Lamarque – Margherita edizioni
  21. Papà, decoriamo l’albero di Natale? Mireille d’Allancé – Babalibri
  22. L’abete – H. Christian Andersen – Interlinea
  23. L’errore di Babbo Natale, Richard Curtis – Gallucci

Vieni qui, siediti di nuovo accanto a me, ti porto in Oriente

Il contrasto tra quello che raccontano le tavole illustrate e quello che narrano le parole, in questa raccolta di fiabe orientali misconosciuta quale le “Mille e una notte”, è piuttosto forte ed è la chiave di lettura originale di fiabe così spaventosamente classiche (sì, il ‘misconosciuto’ di poco sopra era sciocco e ironico). Proprio il contrasto tra le forme morbide e i colori così pieni delle illustrazioni di Christopher Corr e il lessico altrettanto pieno e senza fronzoli di Nadia Terranova rende la narrazione collettiva, ritmica tra parole e tratto, equilibrata e intensa.

Le mille e una notte, Nadia Terranova, Christopher Corr - 2013, La Nuova Frontiera
Le mille e una notte, Nadia Terranova, Christopher Corr – 2013, La Nuova Frontiera

Nadia Terranova mostra l’intelligenza autoriale di non edulcorare, rifugge alla tentazione, nella quale molti cadono quando si tratta di raccontare ai bambini, di semplificare, di evitare argomenti scomodi, parole difficili. E racconta ai bambini le delizie dei datteri, il sangue che imbratta mani assassine, amori travolgenti, dubbi laceranti. I protagonisti de Le mille e una notte sono sempre in bilico tra la crudeltà e la compassione, tra la gioia e il dolore, tra la saggezza e la stoltezza e questa provvisorietà le nutre di tensione, colpi di scena, meraviglia e passione.

Nulla si perde di tutto questo, piuttosto le fiabe conquistano, le illustrazioni, in cui il bianco diviene colore e tutto permea di profondità e sostanza, arricchiscono. Il risultato è una raccolta che non può mancare nella libreria dei vostri bambini.

Le mille e una notte, Nadia Terranova, Christopher Corr - 2013, La Nuova Frontiera
Le mille e una notte, Nadia Terranova, Christopher Corr – 2013, La Nuova Frontiera

Si comincia dalla cornice, si incontra la narratrice e il suo potente aguzzino e ci si immedesima nella sua sorte, si risponde a domande scomode; poi si passa alle fiabe. Ci sono quelle celebri (Alì Babà e i quaranta ladroni) e ci sono quelle meno conosciute (Metà di una bugia); in tutto sono otto, in tutto le leggerete ottanta (come minimo!).

mille_e_una_notteTitolo: Le mille e una notte
Autore: Nadia Terranova
Editore: La Nuova Frontiera Junior
Dati: 2013, 120 pp., 15,00 €

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Pedali e papere

Pedali e papere - Madalena Matoso - La nuova Frontiera Junior, 2013
Pedali e papere – Madalena Matoso – La nuova Frontiera Junior, 2013

Tempo fa ho letto un articolo pubblicato da Equilibri nel 2002 (che potete leggere nella sua versione integrale qui) in cui si tendeva un filo di connessione a prima vista ardito ma a conti fatti efficace tra Leopardi e Munari; il primo sosteneva nel 1821 nel suo Zibaldone di pensieri che “sapientissimo è il fanciullo, e il selvaggio della California, che non conosce il pensare” che ben si sposa con il principio munariano dell’arte che deriva dell’esperienza scevra da forme di lettura precostituita.

Perché parlo di questo? Perché ho avuto l’occasione di leggere “Pedali e papere” di Isabel Minhós Martins e Madalena Matoso e il primo pensiero che mi ha attraversato la mente è stato proprio che l’approccio delle due artiste (sia nel testo che nelle illustrazioni) è assolutamente simile a quello di Munari e teneramente leopardiano.

Pedali e papere - Madalena Matoso - La nuova Frontiera Junior, 2013
Pedali e papere – Madalena Matoso – La nuova Frontiera Junior, 2013

Un bambino non ha mai visto in vita sua una papera, così come non ha mai visto una bicicletta vera. In compenso su papere e biciclette sa tutto, veramente tutto. E a scuola se deve descrivere una papera lo fa nel dettaglio, fino all’ultima piuma; se deve disegnare una bicicletta lo fa con ingegneristica precisione. La domanda che si pone è quale importanza rivesta l’esperienza diretta (guardare, toccare, sorprendersi) nel processo di apprendimento di un bambino che, chiaramente, è importante impari a leggere, scrivere, contare…

Pedali e papere - Madalena Matoso - La nuova Frontiera Junior, 2013
Pedali e papere – Madalena Matoso – La nuova Frontiera Junior, 2013

E la domanda conseguente (il cerchio effettivamente potrebbe non chiudersi mai) è quale sia il ruolo della scuola, oppure, come si rileva nell’efficace quarta di copertina, “quanti modi ci sono per imparare?”. L’albo nella sua semplicità di resa grafica risponde con una certa efficacia che non è risolutiva o definitiva (in sostanza essendo un punto di vista, certamente non universale ma per quanto ci concerne condivisibile) alla maniera diretta dei bambini: “ora sì che ho il mondo tra le mie mani!” esclama il piccolo protagonista della storia mentre scende in picchiata sulla bici che il fratello gli ha prestato e uno stormo di papere (vere) vola sopra di lui. Finalmente il bambino è felice e si sente una persona completa. Una persona, parola piena e pregnante, fatta di esperienza, voglia di conoscenza, cultura (non nozioni) e soprattutto capacità, troppo spesso sopita tra i banchi di scuola, di sorprendersi.

Pedali e papere - Madalena Matoso - La nuova Frontiera Junior, 2013
Pedali e papere – Madalena Matoso – La nuova Frontiera Junior, 2013

Il collage, infine, tecnica usata per illustrare questa storia stramba e surreale, si rivela tecnica ideale, per la possibilità di creare con il micro il macro, di combinare e scombinare, di ottenere un’immagine e con gli stessi pezzetti provare a costruirne un’altra. La carta quadrettata, poi, suggerisce, in maniera abbastanza esplicita, la possibilità di cimentarsi, di rappresentare e fare arte, rappresentare e raccontare.

pedali_papere_200pxTitolo: Pedali e papere
Autore: Isabel Minhós Martins, Madalena Matoso
Traduttore: F. Di Giuseppe
Editore: La Nuova Frontiera Junior
Dati: 2013, 32 pp., 15,00 €

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Il mio vicino è un cane e mi porta a casa il giornale

Non ci sono ombre (se non quelle del pregiudizio) né sfumature in questo albo portato in Italia da la Nuova frontiera Junior da quel Planeta Tangerina che (se avete avuto modo di conoscerlo) si conferma inimitabile. Tutto è affidato alla pienezza dei colori (rosso e azzurro quelli predominanti) e alla nettezza geometrica delle forme su una luminosissima base bianca.

il mio vicino è un cane - Madalena Matoso - La nuova Frontiera Junior
il mio vicino è un cane – Madalena Matoso – La nuova Frontiera Junior

In azzurro, arriva un giorno a prender posto in un palazzo un cane, e sul suo terrazzo rosso tranquillo fuma la pipa, legge il giornale. Dalle finestre sguardi tra lo sbieco e il curioso, a parte quelli di una bimba entusiasta del suo nuovo vicino che peraltro si distingue per gentilezza e affabilità. Di diverso parere i genitori della piccola che di quel vicino cane non vogliono proprio sentir parlare e anzi, ne giudicano assai malamente i modi (specie quando si gratta poco garbatamente in pubblico).

il mio vicino è un cane - Madalena Matoso - La nuova Frontiera Junior
il mio vicino è un cane – Madalena Matoso – La nuova Frontiera Junior

Poco tempo dopo arrivano in quello stesso palazzo una coppia di elefanti. Uno è rosso, l’altro azzurro; “saranno fratelli, cugini, fidanzati?” Ancora una volta i genitori della bambina li trovano strani così come strano par loro il vicino coccodrillo.

Ma cos’è strano? Chi stabilisce chi sia a modo e chi no? Che cosa si nasconde dietro la diffidenza e la sfiducia dei genitori della bimba? E, soprattutto, chi dice loro che il vicino cane, così come i vicini elefanti e il signor coccodrillo non li vedano come dei collilunghi, giraffe dai soffitti troppo alti, dagli zoccoli troppo rumorosi nell’androne delle scale?

il mio vicino è un cane - Madalena Matoso - La nuova Frontiera Junior
il mio vicino è un cane – Madalena Matoso – La nuova Frontiera Junior

Un albo molto divertente destinato alla lettura dei bimbi più piccoli che ben si trasforma in finestra da cui osservare stavolta (non giudicare come avveniva dalle finestre del palazzo in questione) gli altri, scoprendone i talenti, godendo delle altrui gentilezze e della propria dolce e giovane fiducia.

 

il-mio-vicino-c3a8-un-canecop1Titolo: Il mio vicino è un cane
Autore: Isabel Minhós Martins, Madalena Matoso
Traduttore: Francesca di Giuseppe
Editore: La Nuova Frontiera Junior
Dati: 2012, 32 pp., 14,00 €

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C’era una volta un re senza corona, o c’erano piuttosto tante corone? O tanti cappelli?

C'era tante volte una foresta di Élisa Géhin - 2010, La Nuova Frontiera Junior

Che senso ha possedere una corona se il proprio regno è vuoto? Se non si ha nulla da governare? Si potrebbe provare a governare sé stessi, sebbene sia talvolta un’ardua impresa, oppure si potrebbe più facilmente rinunciare a questo intendimento saggio e abbandonare il proprio regno alla sua sorte e cercare altrove fortuna. A quel punto non serve nemmeno conservare la corona; si può lasciarsela alle spalle e imboccare nuove vie, avviarsi verso nuove mete.

C'era tante volte una foresta di Élisa Géhin - 2010, La Nuova Frontiera Junior
C’era tante volte una foresta di Élisa Géhin – 2010, La Nuova Frontiera Junior

Così scelse l’uccellino protagonista di C’era tante volte una foresta di Élisa Géhin e s’incamminò verso un bosco fitto di alberi che scoprì essere popolato da decine e decine di altri uccelli. Che sollievo! Ma tutti gli uccelli in quel bosco possedevano una corona e il nostro mancato re non ne aveva più con sé. Allora tutti gli altri uccelli lo guardarono di sbieco e lui ripartì verso il suo albero a cercare la corona abbandonata e con essa, come un lasciapassare, uguale tra gli uguali poteva passare inosservato e andare e venire come gli faceva più comodo. Ma esistono tante foreste, più di quante se ne possano narrare, e ciascuna ha i suoi abitanti pennuti ; alcuni di loro indossano cappelli e non tollerano gli incoronati, così come altri non sopportano di vedere qualcuno indossare un cappello. Che confusione e che assurdità star a dipendere dai copricapi!

C'era tante volte una foresta di Élisa Géhin - 2010, La Nuova Frontiera Junior
C’era tante volte una foresta di Élisa Géhin – 2010, La Nuova Frontiera Junior

L’uccellino allora torna al primo saggio intendimento, governare e affermare se stesso, senza cappello e senza corona e guarda caso gli altri lo imitano dando luogo a una splendida foresta variopinta di uccelli, alberi, cappelli e corone.

Ogni quadro è ornato da alberi, cappelli, uccelli, foglie o corone tutte variopinte e brillanti, ciascuna densa di personalità. Un racconto filosofico e minimalista che in poche pagine e nella semplice storia di un uccello riesce a comunicare con efficacia la sciocca attitudine a giudicare per l’apparenza a non saper accettare le diversità. Una semplicità che rapisce i bambini che, nella splendida loro capacità di non leggere messaggi, si divertiranno a contare gli uccelletti verdi, gialli e rossi, a canticchiare in forma di filastrocca le avventure dell’uccellino, a considerare con curiosità i suoi buffi andirivieni senza logica, giacché nessuna logica giustifica l’intolleranza e il razzismo, mentre molta è alla base della libertà.

c-era-tante-volte-una-foresta-26871331Titolo: C’era tante volte una foresta
Autore: Élisa Géhin
Editore: La Nuova Frontiera Junior
Dati: 2010, 36 pp., 14,00 €

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