Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza

Dopo, Laurent Moreau - Orecchio acerbo, 2013
Dopo, Laurent Moreau – Orecchio acerbo, 2013

Vivo un tempo in cui il dopo non ha altra valenza se non quella amara del procrastinare; è un ‘dopo’, il mio, che mi ha abituata al niente; è un ‘dopo’ che assomiglia piuttosto a un ‘no’. In realtà il senso manifesto e profondo del dopo è un altro, un altro dovrebbe essere; scevro da delusioni e anche da aspettative facili ad essere disilluse. Evoluzione di un senso, più che di una parola, che è involuzione e che, naturalmente, presume un basso livello di meraviglia.
Meraviglia che è invece piena quando il ‘domani’ non è che ‘il giorno dopo questo’, meraviglia che persiste e s’infonde in ogni cosa; meraviglia che persiste e, mescolandosi alla poesia, s’adagia comodamente, quasi fosse il suo luogo naturale, tra queste pagine. Il titolo di questo albo, ve lo dirò dopo, l’autore è Laurent Moreau, di cui, sempre Orecchio acerbo, l’anno scorso ha pubblicato A che pensi?.

Dopo, Laurent Moreau - Orecchio acerbo, 2013
Dopo, Laurent Moreau – Orecchio acerbo, 2013

Ci sono ‘dopo’ la cui implicazione è quasi scientifica, dopo il bagno, la mia pelle è tutta raggrinzita, per esempio; ci sono dopo dai risvolti intimi, del tutto personali dopo la rabbia, c’è il silenzio; ci sono dopo pieni di domande misteriose, affascinanti dopo l’orizzonte, molto lontano, mi chiedo che cosa ci sia ; come di domande irrisolte dopo la morte, mi spaventa l’idea che non ci sia niente di niente. Riflessioni e domande emotive ed emozionanti che costellano la vita di un bambino dagli occhi pieni, e percorrono ogni istante, ogni momento, che sia esso di quiete, che sia in moto: l’estate, il mare, l’inverno, la corsa, la lite, l’attesa, la neve, il seme. Ciascuno con il suo dopo. Poche parole per molto senso. Un senso che è poetico ma anche diretto, per un risultato personale e universale al contempo.

Dopo, Laurent Moreau - Orecchio acerbo, 2013
Dopo, Laurent Moreau – Orecchio acerbo, 2013

Il legame causa-effetto è esplicito e si riflette anche nelle illustrazioni, che cambiano paletta a seconda delle stagioni, sebbene ogni pagina, ogni ‘dopo’ può essere letto indipendentemente da quello precedente o successivo. Il risultato è che sembra di seguire le tracce di un garbuglio di domande e pensieri con continui rimandi, alla ricerca di appigli, di certezze che mettano puntelli laddove è realmente difficile riuscire a porli, nel futuro. E allora è profonda la consapevolezza che è piuttosto faticoso interrogarsi sul dopo. Dopo tutto, be’, si vedrà, prima di dopo, c’è… adesso!

E adesso non è il titolo, il titolo è Dopo.

Dopo, Laurent Moreau - Orecchio acerbo, 2013
Dopo, Laurent Moreau – Orecchio acerbo, 2013

166_DopoTitolo: Dopo
Autore: Laurent Moreau
Editore: Orecchio acerbo
Dati: 2014, 44 pp., 15,50 €

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Ciascuno ha i propri pensieri, pesanti o leggeri. E tu, a che pensi?

Laurent Moreau - a che pensi?
Laurent Moreau – a che pensi?
Laurent Moreau - a che pensi?
Laurent Moreau – a che pensi?

Quando le mattine accolgono i miei passi con una brezza fresca, i pensieri che durante la notte s’erano ampliati e gonfiati rimpiccioliscono e si cristallizzano nell’istante in cui il portone si chiude alle mie spalle lasciando il posto ad altri, i quali, molto più pratici e imminenti, s’affacciano e affollano: quale maestra accoglierà oggi la mia bambina? Incrocerò il vecchietto che mi induce a pormi così tante domande sulla mia tolleranza? Troverò in offerta il pesce che voglio cucinare stasera? Intanto sorrido, perché la mia bambina mi sta parlando di certe spericolate avventure che da piccola intraprendeva con il suo amico orsetto Junior, e mentre sorrido incrocio la fruttivendola che sorride anch’essa ma so preoccupata perché nessuno compra la frutta al suo bancone e il cartello “cedesi attività” scritto a mano e un po’ sbilenco è specchio manifesto dei suoi di pensieri. Arrivate a scuola, la maestra mi chiede se ho un’idea per raccogliere e conservare i cartelloni dei bambini perché non si sciupino. Mi domando da quando l’urgenza di questo pensiero di premura sia nella sua mente; ci penso da ieri, mi ha detto.

Laurent Moreau - a che pensi?
Laurent Moreau – a che pensi?

Ciascuno ha i propri, di pensieri, e non necessariamente li manifesta. Piuttosto, spesso, cerca di camuffarli, o li esplicita, suo malgrado, con gesti, sguardi, sospiri. La curiosità di scoprire quelli che realmente si nascondono nella quieta apparenza è gatta. Ed è proprio un gatto, infatti, protagonista e narratore di questo albo illustrato di Laurent Moreau, a cogliere i gesti più lievi, gli sguardi furtivi o sognanti dei passanti. Grazie a lui scopriamo che Elena, a volte, ha bisogno di stare sola; così come Maria è terribilmente gelosa. Così come Barbara gode dell’aria fresca e la Signora Elsa pensa preoccupata al suo lavoro.

Laurent Moreau ha avuto l’ardire di porre la domanda cruciale: A che pensi? A che pensi, davvero? Beh, per strada si può solo immaginare e supporre, ma tra le pagine di questo libro, grazie a delle funzionali alette e allo spirito d’osservazione di un gatto, si può vedere ciò che si nasconde nella mente a dispetto di quello che suggerisce il volto, l’espressione.

Laurent Moreau – a che pensi?

Questo è un albo interessante per la sua strutture e ideazione, molto interessante, giacché presuppone una forte impostazione filosofica, che gioca sapientemente nel campo della semiotica, e al contempo l’associa a una resa giocosa e vivace che dissimula nel gioco della scoperta e della curiosità significati pregnanti e profondi.

A ciascun personaggio, e ai suoi pensieri, è dedicata una doppia pagina; su quella di sinistra un brevissimo testo descrittivo (Mattia è semplicemente felice) che s’associa all’illustrazione che ristà nella pagina di destra in cui, in un piano americano, il protagonista risponde al proprio testo di riferimento ma non lo esplicita del tutto, esattamente come se Mattia lo incrociassimo per strada. Sollevando l’aletta, invece, troveremmo rappresentati i suoi pensieri, in questo caso l’idea di felicità di Mattia, che consiste nel pedalare mentre un piccolo stormo di uccelli gli vola intorno a condividere la libertà. Così come la gelosia di Maria è un nodo ingarbugliato di serpenti e la tristezza di Anna uno stagno di pioggia e lacrime.

Il tratto di Laurent Moreau è fluido e pieno, ritmico per come lo si percepisce, mai ridondante anche quando i pensieri sono floridi o ingarbugliati.

Un libro che consiglio vivamente e che, altrettanto vivamente, spero possa suggerire strade alternative all’apparenza, declinate più sulla consapevolezza e genuina espressione di sé e del proprio sentire che su ciò che di noi stessi costruiamo e vorremmo rendere manifesto agli altri. Per questo c’è già Facebook.

Titolo: A che pensi?
Autore: Laurent Moreau
Editore: Orecchio acerbo
Dati: 2012, 44 pp., 16,50 €

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