La solitudine della cicala di mare

Mare matto, di Vittoria Facchini e Alessandro Riccioni - 2016, Lapis edizioni

Non ha neanche un’amica
la cicala di mare
e nessuna formica
che l’ascolti cantare

È un mare matto popolato da creature acquatiche illustrate ad acquerello e descritte in quartine in rima baciata, questo di Alessandro Riccioni e Vittoria Facchini.

A tener loro compagnia bimbi, bimbe e sirene in una danza condita di salsedine che rende tutto brioso e bislacco. Alcune rime sono più complesse di altre, forse non di immediata efficacia, ma questo è un bene, perché l’esigenza di comprendere meglio asseconda la rilettura. E i libri si amano così, rileggendoli, specie quelli che valgono.

Mare matto, di Vittoria Facchini e Alessandro Riccioni - 2016, Lapis edizioni
Mare matto, di Vittoria Facchini e Alessandro Riccioni – 2016, Lapis edizioni

Nelle illustrazioni trionfano i rossi e i blu e nella scelta dei toni, così come nella struttura delle immagini, molto ricorda Guizzino di Leo Lionni, di cui c’è una citazione piuttosto esplicita appena prima di una ancora più diretta, grazie a uno storione che “racconta belle fiabe rotonde”.

Mare matto, di Vittoria Facchini e Alessandro Riccioni - 2016, Lapis edizioni
Mare matto, di Vittoria Facchini e Alessandro Riccioni – 2016, Lapis edizioni

Un libro che consiglio a tutti: allegro com’è ai buontemponi, agli amanti degli sport (anche sott’acqua si gioca a calcio), a coloro che amano essere sempre alla moda, a chi ha faccia tosta da vendere, a chi è alle prese con decisioni importanti, viaggi e partenze, a chi ami. E a chi ami il mare e le creature, reali o immaginarie, che lo popolano.

00000515Titolo: Mare matto
Autore: Vittoria Facchini, Alessandro Riccioni
Editore: Lapis edizioni
Dati: 2016, 92 pp., 14,50

Lo trovi tra gli scaffali virtuali di Amazon.it

Di libri banditi, recenti polemiche e felicità

Piccolo blu e Piccolo giallo di Leo Lionni - Babalibri
Piccolo blu e Piccolo giallo di Leo Lionni – Babalibri

Mercoledì pomeriggio, mentre con Elisa, la mia bimba seienne, andavamo al nido di Roberto, il mio figlio duenne, lei mi raccontava, come sempre, le mille avventure vissute al centro estivo: abbiamo cercato topazi in una miniera e costruito un altro po’ la casa. Poi io e Sasha abbiamo inventato una canzone… E questa canzone cantava di un macellaio, un fruttivendolo, un panettiere, su una base molto celebre. Io le ho spiegato che giocare a inventare va benissimo ma che alcune canzoni non dovrebbero essere tradite, perché alcune canzoni sono fondamentali, sono importanti, con alcune canzoni non si scherza, si cantano per come sono, non diventano uno zimbello. La canzone era Bella ciao, e dopo averla cantata durante il restante tragitto e il ritorno a casa, ora è il ritornello di questi ultimi giorni.

Questa è una premessa piuttosto strambra, potrebbe sembrarlo.

Ma ieri sera passeggiando per strada Elisa ha raccontato al padre di Bella ciao, di quanto le piacesse e ha aggiunto: perché sai, papà, l’importante non è morire o vivere ma essere liberi.

Ora mi chiedo, e lo chiedo anche a voi: se una canzone così adulta e complessa come Bella ciao, lascia a una bambina di sei anni così tanto non perdendo nulla di sè, non snaturandosi, rimanendo intatta per il prossimo ascoltatore, cosa potrebbe rimanere, e quanto rimane, della lettura di un albo come Piccolo blu e piccolo giallo, o A caccia dell’orso, o Guizzino. Quanta amicizia, quanto vivace coraggio, quanta ironia, quanta solidarietà potranno ricevere i bimbi dalla lettura di libri che parlano a loro, che a loro raccontano, che con loro dialogano? E a quanto invece li costringeremmo a rinunciare se non puntassimo i piedi?

Guizzino di Leo Lionni- Babalibri
Guizzino di Leo Lionni- Babalibri

Non ho risposte, né intendo ribadire un punto di vista che è comune ai post indignati dei giorni scorsi, pongo solo domande e mi piacerebbe che qualcuno di noi fosse capace di rispondere con voce bambina, che qualcuno di noi mettesse in campo una voce limpida, una consapevolezza priva di orpelli, volta al recupero di una coscienza che sia forte, che non conosca mezze misure. Mai.

A caccia dell’orso di Michael Rosen, Helen Oxenbury - Mondadori 2013
A caccia dell’orso di Michael Rosen, Helen Oxenbury – Mondadori 2013
La lista dei libri banditi da scuole dell'infanzia e nidi da Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia
La lista dei libri banditi da scuole dell’infanzia e nidi da Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia

L’albero alfabeto di Leo Lionni

Le parole hanno radici antichissime e profonde, che attecchiscono nei terreni più impensabili. A volte però può capitare che esse alberghino sulla parte più esposta degli alberi piuttosto che nel humus fertile della terra e si adagino sulle foglie e così, danzanti nella brezza lieve, vivano serene e felici, sparpagliate tra i rami. Ma se la brezza diviene vento e il vento diventa tempesta?

Beh, a quel punto le alternative sono due: o abbandonarsi al vento e lasciare che esso le trasporti e sparpagli o rannicchiarsi tremanti tra i rami più bassi, l’una vicina all’altra.

Albero alfabeto, di Leo Lionni - 2013, Babalibri
Albero alfabeto, di Leo Lionni – 2013, Babalibri

Oppure, una terza alternativa c’è, e come tutte le possibilità che implicano una cooperazione crea una situazione di forza: come suggerito da uno strano insetto colorato ci si può accordare a formare parole più o meno grandi, ciascuna col proprio, pregnante, significato. Alcune lettere formeranno parole brevissime, chiare e nette (il “si” e il “no” per esempio) altre parole più lunghe, magari meno perentorie, ma probabilmente più profonde, quali “uomini”.

Di semplici parole s’accontenta l’insetto delle parole; quello di formarle e insegnare a farlo è il suo mestiere. Ciò non basta, però, a un bruco rosa e peloso che ritiene sia sprecato essere delle parole e rimanere a poltrire sulle foglie senza dire nulla. Insegna quindi alle nuove nate a mettersi ancora una volta insieme per formare delle frasi che parlino, comunichino, che dicano insomma qualcosa, e che sia qualcosa di importante. Le parole accolgono l’insegnamento e assieme danno vita a una frase semplice ma toccante: “pace in terra agli uomini di buona volontà”.

Albero alfabeto, di Leo Lionni - 2013, Babalibri
Albero alfabeto, di Leo Lionni – 2013, Babalibri

Se fossi un bambino, terminata la lettura de L’Albero alfabeto di Leo Lionni mi cimenterei in un gioco (specie se avessi già avuto modo di leggere il libro di un altro maestro della letteratura per l’infanzia Bruno Munari, che le lettere piuttosto che sulle foglie le immaginava nei prati): prenderei dei fogli di giornale e andrei a caccia di lettere interessanti (ché le lettere, poverine, non hanno nessuna colpa a venir messe assieme in maniera approssimativa e superficiale nelle pagine di cronaca o di pettegolezzi dei giornali) e, con l’aiuto di forbici e colla, darei loro una forma nuova, e un significato più profondo. Darei vita a tante parole diverse, alcune corte, altre lunghe e poi proverei anch’io a scrivere messaggi di pace e di buona volontà, magari aggiungendo del colore, magari illustrandole. Però le parole servono a dire, e questo il libro lo insegna e afferma con decisione. Allora, con l’aiuto di un adulto, invierei i messaggi di pace realizzati al Presidente, così come pensa di fare il bruco della storia, che si carica sulle spalle tutte le parole e le consegna proprio a chi di pace dovrebbe intendersene. L’indirizzo è questo: Al Presidente della Repubblica sergio Mattarella, Palazzo del Quirinale, 00187 Roma. E chissà che queste parole bambine in forma di pace non servano a portarne un po’ davvero.

L’albo è adatto anche ai bambini più piccoli, in età prescolare e invita al gioco così come alla lettura e alla riflessione. Lo consiglio anche a partire dai 3 anni.

Albero alfabeto, di Leo Lionni - 2013, BabalibriTitolo: L’albero alfabeto
Autore: Leo Lionni
Editore: Babalibri
Dati: 2013, 36 pp., 12,00 €

Lo trovi tra gli scaffali virtuali di Amazon.it

 

 

Tico e la semplicità di ali d’oro

Tico e le ali d'oro - Leo Lionni
Tico e le ali d’oro – Leo Lionni

Tutti i libri di Leo Lionni sono belli (nel senso alto che questa parola ha nonostante l’abuso della banalità che subisce); tutti i suoi libri sono belli di una bellezza unica e inimitabile; del resto non capita mai una bellezza che sia uguale a un’altra. La bellezza di “Tico e le ali d’oro” sta nell’intensità, nella ricchezza, nello splendore delle sue illustrazioni. Tavole dense da cui trasudano ore di lavoro e talento, ore di immaginazione, ore di colori e luci e ombre, ore di raffinatezza: ore di puro amore, il quale si percepisce intenso solo quando è realmente sincero: amore per un qualcosa che ravviso in ciascun lavoro di questo raffinato e colto autore, vale a dire il desiderio unico e alto di comunicare con tutti i linguaggi a nostra disposizione. Se doveste imbattervi in un libro di Leo Lionni (ma ideale sarebbe andare alla sua ricerca) non fatevelo sfuggire, giacché regalerete ai vostri bambini storie indimenticabili.

Tico e le ali d’oro – Leo Lionni
Tico e le ali d’oro – Leo Lionni

Ma torniamo a Tico e alle sue ali d’oro. Nessun bambino resterà indifferente alla sua storia, anzi, ciascun bambino non faticherà a immedesimarsi nelle speranze e nei sogni di Tico, uccellino nato senza le ali e per questo incapace di volare.

“Sognavo delle ali d’oro, tanto robuste da portarmi sopra le vette innevate delle montagne più lontane”; Tico ha degli amici che si prendono cura di lui, che gli portano le bacche dolci, che gli fanno compagnia. Si sente però malinconico, diverso. Allora sogna e sogna; fino a quando il suo sogno un bel giorno si avvera. Tico riceve in dono da un uccello magico un paio di ali d’oro. Con esse può librarsi in volo. Col passare del tempo, però, Tico si rende conto che delle ali sono delle ali, servono a volare, non occorre che siano d’oro; comincia quindi col donare a chi ne abbia bisogno le sue piume d’oro; al loro posto spuntano piume nere, semplici piume. Grazie alle piume d’oro Tico ha l’occasione di scoprire e mostrare la propria generosità, al contempo però i suoi amici gli rimproverano di essere diverso, di aver voluto essere diverso da loro.

Con le sue belle ali nere, però Tico può tornare in volo ai suoi amici a condurre la vita semplice che aveva sempre desiderato.

Tico e le ali d’oro – Leo Lionni

Semplici le ali nere, semplici gli avvenimenti in contrapposizione alla straodinarietà e alla ricchezza delle ali, della magia degli eventi. Il linguaggio però, così come il lessico, usato da Lionni è comune sia al nero che all’oro: è diretto, immediato, misurato, comunicativo senza orpelli. Ideale, e in questo si rivela molto brava Cristina Brambilla nel rispettare questa perfetta semplicità traducendo dall’inglese all’italiano questo delicato capolavoro.

Titolo: Tico e le ali d’oro
Autore: Leo Lionni
Traduttore: Cristina Brambilla
Editore: Babalibri
Dati: 2012, 36 pp., 12,00 €

Lo trovi tra gli scaffali virtuali di Amazon.it