Lettere dello scoiattolo alla formica

Le lettere dello scoiattolo alla formica, Toon Tellegen, Axel Scheffler, Feltrinelli Kids
Le lettere dello scoiattolo alla formica, Toon Tellegen, Axel Scheffler, Feltrinelli Kids

No, non è un romanzo epistolare, sebbene sia pieno di lettere, messaggi, bigliettini che gli animali si scambiano l’un l’altro. Sono piuttosto delle piccole scene di quotidiana vita boschiva, condotta semplicemente tra foglie umide, tane sotterranee, tronchi d’albero su cui si muovono velocemente queste corrispondenze naif tra gli animali.

Grazie alle loro parole scopriamo quanto possa essere tenero uno scambio di parole affidate al vento tra farfalle e lucciole, quanto lo scrivere a sé stessi possa essere un rimedio alla solitudine, quanto gli scoiattoli amino ribadire i concetti. Una corrispondenza ingenua e buffa ideaata da Toon Tellegen, corredata da bellissime illustrazioni di Axel Scheffler.

81Wf82jcBsLTitolo: Lettere dello scoiattolo alla formica
Autore: Toon Tellegen, Axel Scheffler
Editore: Feltrinelli Kids
Dati: 2015, 97 pp., 15,00 €

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L’albero alfabeto di Leo Lionni

Le parole hanno radici antichissime e profonde, che attecchiscono nei terreni più impensabili. A volte però può capitare che esse alberghino sulla parte più esposta degli alberi piuttosto che nel humus fertile della terra e si adagino sulle foglie e così, danzanti nella brezza lieve, vivano serene e felici, sparpagliate tra i rami. Ma se la brezza diviene vento e il vento diventa tempesta?

Beh, a quel punto le alternative sono due: o abbandonarsi al vento e lasciare che esso le trasporti e sparpagli o rannicchiarsi tremanti tra i rami più bassi, l’una vicina all’altra.

Albero alfabeto, di Leo Lionni - 2013, Babalibri
Albero alfabeto, di Leo Lionni – 2013, Babalibri

Oppure, una terza alternativa c’è, e come tutte le possibilità che implicano una cooperazione crea una situazione di forza: come suggerito da uno strano insetto colorato ci si può accordare a formare parole più o meno grandi, ciascuna col proprio, pregnante, significato. Alcune lettere formeranno parole brevissime, chiare e nette (il “si” e il “no” per esempio) altre parole più lunghe, magari meno perentorie, ma probabilmente più profonde, quali “uomini”.

Di semplici parole s’accontenta l’insetto delle parole; quello di formarle e insegnare a farlo è il suo mestiere. Ciò non basta, però, a un bruco rosa e peloso che ritiene sia sprecato essere delle parole e rimanere a poltrire sulle foglie senza dire nulla. Insegna quindi alle nuove nate a mettersi ancora una volta insieme per formare delle frasi che parlino, comunichino, che dicano insomma qualcosa, e che sia qualcosa di importante. Le parole accolgono l’insegnamento e assieme danno vita a una frase semplice ma toccante: “pace in terra agli uomini di buona volontà”.

Albero alfabeto, di Leo Lionni - 2013, Babalibri
Albero alfabeto, di Leo Lionni – 2013, Babalibri

Se fossi un bambino, terminata la lettura de L’Albero alfabeto di Leo Lionni mi cimenterei in un gioco (specie se avessi già avuto modo di leggere il libro di un altro maestro della letteratura per l’infanzia Bruno Munari, che le lettere piuttosto che sulle foglie le immaginava nei prati): prenderei dei fogli di giornale e andrei a caccia di lettere interessanti (ché le lettere, poverine, non hanno nessuna colpa a venir messe assieme in maniera approssimativa e superficiale nelle pagine di cronaca o di pettegolezzi dei giornali) e, con l’aiuto di forbici e colla, darei loro una forma nuova, e un significato più profondo. Darei vita a tante parole diverse, alcune corte, altre lunghe e poi proverei anch’io a scrivere messaggi di pace e di buona volontà, magari aggiungendo del colore, magari illustrandole. Però le parole servono a dire, e questo il libro lo insegna e afferma con decisione. Allora, con l’aiuto di un adulto, invierei i messaggi di pace realizzati al Presidente, così come pensa di fare il bruco della storia, che si carica sulle spalle tutte le parole e le consegna proprio a chi di pace dovrebbe intendersene. L’indirizzo è questo: Al Presidente della Repubblica sergio Mattarella, Palazzo del Quirinale, 00187 Roma. E chissà che queste parole bambine in forma di pace non servano a portarne un po’ davvero.

L’albo è adatto anche ai bambini più piccoli, in età prescolare e invita al gioco così come alla lettura e alla riflessione. Lo consiglio anche a partire dai 3 anni.

Albero alfabeto, di Leo Lionni - 2013, BabalibriTitolo: L’albero alfabeto
Autore: Leo Lionni
Editore: Babalibri
Dati: 2013, 36 pp., 12,00 €

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Le lettere illustrate di Beatrix Potter

Sono stata alla Morgan Library, New York, nel 2009. All’epoca in mostra c’erano i manoscritti originali di Canto di Natale di Dickens. Sapevo però che nel suo preziosissimo archivio la biblioteca conservava acquerelli e manoscritti originali di Beatrix Potter. Avessi avuto un po’ di faccia tosta in più ne avrei chiesto la consultazione. Ma ciò non fu. La prima volta che i lavori di Beatrix Potter sono stati alla Morgan Library (era il 1988) l’esposizione metteva a disposizione dei fan dell’autrice una scelta di lavori dall’organizzazione enciclopedica; quest’anno, invece, perché sì da oggi 2 novembre e fino al 27 gennaio 2013 Beatrix torna ospite alla Morgan Library, trovano spazio le lettere illustrate che la Potter usava inviare ai suoi piccoli parenti o amici; storie brevi, ciascuna contenente diverse illustrazioni nelle quali ricorrono le avventure dei suoi protagonisti preferiti: Peter coniglio su tutti ma anche Benjamin coniglio, Jemima anitra de’ stagni e la Signora Trovatutto (Mrs. Tiggy-Winkle).

In mostra anche oggetti e giochi ispirati ai protagonisti animali, oltre alle lettere. Missive programmatiche direi, specchio dell’arte e dello stile di Beatrix Potter di cui vi raccolgo qui di seguito una selezione.

Pagine di una lettera di Beatrix Potter a Noel Moore (11 marzo 1892) - Credit: The Morgan Library & Museum, New York
Pagine di una lettera di Beatrix Potter a Noel Moore (11 marzo 1892) – Credit: The Morgan Library & Museum, New York
PAgine di una lettera scritta da Beatrix Potter a Eric Moore (21 agosto 1892). Credit: Cotsen Children's Library, Department of Rare Books and Special Collections , Princeton University Library
Pagine di una lettera scritta da Beatrix Potter a Eric Moore (21 agosto 1892). Credit: Cotsen Children’s Library, Department of Rare Books and Special Collections , Princeton University Library
Pagine di una lettera a Noel Moore (4 marzo 1897). Credit: The Morgan Library & Museum, New York
Pagine di una lettera a Noel Moore (4 marzo 1897). Credit: The Morgan Library & Museum, New York
gioco da tavolo del 1917. Credit: Cotsen Children’s Library, Department of Rare Books and Special Collections, Princeton University Library
gioco da tavolo del 1917. Credit: Cotsen Children’s Library, Department of Rare Books and Special Collections, Princeton University Library

Beatrix Potter: The Picture Letters – alla Morgan Library & Museum, 225 Madison Avenue, at 36th Street

 

 

Fantasticherie e ritagli da un prato di lettere

«C’è sempre qualche vecchia signora che affronta i bambini facendo delle smorfie da far paura e dicendo delle stupidaggini con un linguaggio informale pieno di ciccì e di coccò e di piciupaciù. Di solito i bambini guardano con molta severità queste persone che sono invecchiate invano; non capiscono cosa vogliono e tornano ai loro giochi, giochi semplici e molto seri. » (Bruno Munari, Arte come mestiere, 1966)

La chiave di lettura e di gioco di questo albo classico di Bruno Munari è assolutamente esplicita già nella prima parte del titolo “Facciamo assieme un libro da leggere”. Perché questo alfabetiere che incomincia dalla “i”, perché l’ordine d’apparizione delle lettere non è quello consueto ma è in base alla loro semplicità di scrittura, alla difficoltà che presentano per essere imparate da ogni bimbo, è uno strumento didattico adatto anche ai bimbi in età prescolare. Infatti i bambini sono liberi di cimentarsi con ciò che scelgono, sia essa una lettera sconosciuta, semplice, difficile, e, sull’esempio di Munari, possono decomporre, ricomporre, ricostruire secondo l’esempio, o seguendo un sentiero diverso, un proprio nuovo, diverso, simile alfabetiere.

Bruno Munari, Alfabetiere - Corraini
Bruno Munari, Alfabetiere – Corraini

L’idea è proprio quella di ritagliare le lettere dalle pagine di giornali e riviste. Le parole di Munari riportate nell’introduzione sono chiarificatrici in merito: “Sarà per lui [il bambino] come andare a caccia di insetti tra l’erba di un prato facendo attenzione di non confondere formiche con cavallette”. Il bimbo quindi sarà portato a osservare con attenzione la pagina del giornale alla ricerca della lettera prescelta e, non appena individuata la sua “l” di lucertola nel prato fitto di m, p, a, z, la ritaglierà per poi incollarla assieme alle altre “l” e scoprire che ci sono tanti tipi di “l” diversi. Sempre seguendo l’esempio di Munari potrà poi cercare immagini di cose o insetti o animali che inizino con la lettera scelta e così arricchire la pagina.

Bruno Munari, Alfabetiere - Corraini
Bruno Munari, Alfabetiere – Corraini

Munari ha poi composto delle argute e buffe filastrocche: ciascuna è fatta di parole che contengono il maggior numero di volte possibile la lettera cui sono associate (o il gruppo di lettere).
L’invito, se non fosse chiaro, è a continuar da sé. Buon alfabetiere allora!

alfabetiere_facciamo-assieme-un-libro-da-leggereTitolo: Alfabetiere
Autore: Bruno Munari
Editore: Corraini
Dati: 1998, 32 pp., 13,00 €

Quando il titolo di una storia o di un libro termina con un punto di domanda la risposta può essere cercata solo e soltanto nelle sue pagine. E infatti pagina dopo pagina, esattamente due per ogni lettera dell’alfabeto, Nikolaus Heidelbach risponde all’apparentemente semplice questione: “Cosa fanno le bambine?”

Un abecedario dunque, che apre delle vere e proprie finestre sul mondo affatto candito delle bimbe dalla A di Amelia alla Z di Zoe. Heidelbach (uno degli illustratori più brillanti della scena contemporanea europea) ha dichiarato di aver imparato da Sendak, del famoso Paese dei mostri selvaggi, da Ungerer e Gorey, che nella letteratura per ragazzi non ci sono limiti di sorta: indecenza, impertinenza, brutalità sono aspetti ineliminabili. Partendo quindi da questo presupposto (per non volergli dare il tono della “lezione”, sebbene sia plausibile) struttura un alfabeto molto originale:

ogni lettera corrisponde al nome di una bambina; sulla pagina a sinistra testi laconici e in apparenza piatti si limitano a dirci che cosa quella bimba stia facendo: Brigida esce, Miriam riceve visite, Flora dorme bene. Sulla pagina a destra alla linearità del testo corrisponde un’arte composita ma al contempo esplicita che non assume il tono della morale, anzi se ne discosta con decisione, e lascia libero sfogo alla fantasia, alla trasgressione, senza rischiare di essere ingabbiati in prospettive di edulcorazione che sono tipiche solo del nostro fasullo mondo di adulti e che nulla hanno a che spartire con quello dei bambini.

Le illustrazioni sono colorate e intense. Talmente minuziose nei dettagli da lasciare increduli dinanzi al fatto che si tratti di acquerelli. Deliziose e originali tratteggiano sogni, angosce, incubi, dolci realtà, simpatiche infrazioni, buffe trovate.

La lettura di questo albo necessita di un approccio che tenga in stretta connessione il testo e le immagini: esplorare le immagini è necessario perché sono dense di piccoli elementi a volte descrittivi e altre simbolici; la lettura esplorativa di queste ultime, certamente darà pieno spazio ai voli pindarici dell’interpretazione, per questo leggere le poche parole di corredo riporta alla semplice domanda iniziale, chiave di lettura e volta: Cosa fanno le bambine?

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