Vent’anni per il Battello a vapore

I battelli necessitano di controlli continui, soggetti come sono ai danni dell’acqua e del tempo. Specie se sono destinati al trasporto di carichi delicati e se navigano da anni, quando non decenni. Ci sono però battelli a vapore che si conservano scattanti e allegramente sbuffanti e arrivano a compiere vent’anni senza accusare i colpi del tempo. È il caso del battello a vapore  della Piemme, che proprio quest’anno compie vent’anni e li festeggia con l’edizione speciale di di dieci titoli selezionati con la collaborazione della rivista Andersen. Louis Sachar, Buchi nel deserto; Mira Lobe, Il fantasma del castello; Roberto Denti, Cappuccetto oca; Christine Nöstlinger, Un gatto non è un cuscino; Emanuela Nava, Mamma nastrino, papà luna; Jules Feiffer, La mia stanza è uno zoo!;  Pinin Carpi, Cion cion blu; Lia Levi, La ragazza della foto; Mino Milani, L’ultimo lupo; Robert Westall, La grande avventura.

Questa selezione di titoli riassume la variegata gamma proposta negli anni da Piemme ne Il Battello a vapore e la linea editoriale di quest’ultima: nuovi titoli e nuovi autori, narrativa contemporanea, titoli declinati in base alle fasce d’età, classici ritrovati altrimenti trascurati di firme celebri. Sono proprio questi ultimi i preferiti di AtlantideZine:  Cion cion blu di Pinin Carpi, il contadino cinese con la passione per il blu e l’arancione che quando dopo una nevicata si ritrova tutti i suoi alberi d’arancio ricoperti di neve ne fa un gustosissimo gelato all’arancia (arancione) e parte verso la città per venderlo. Cappuccetto oca di Roberto Denti in cui ci imbattiamo in una Cappuccetto Rosso alla quale la celebrità conseguente all’avventura con il lupo ha dato alla testa; adesso si comporta come un’oca e alla nonna (e anche a noi) questa metamorfosi non piace tanto. Bisogna trovare il modo di farla rinsavire e la magia è la strada ideale! Il nostro preferito è stato e rimane, però, La grande avventura di Robert Westfall, un’intensa narrazione che da un evento drammatico (la distruzione della propria casa e la perdita della famiglia a causa di una bomba durante la guerra) si dipana su diversi fronti: quello della crescita e della formazione di un bambino rimasto solo, quello della metafora della guerra come vita nella sua interezza, quello dello sconvolgimento dei ritmi e delle consuetudini in favore della creazione di un ritmo altro fatto di piccole imprese, grandi avventure, nuovi legami, sopravvivenza. Il bambino protagonista cerca e trova diversi rifugi e sopravvive vivendo pienamente con la coscienza e la capacità di essere utile e sé stesso così come con la maturità della scelta di vivere con un compagno animale e nutrendo fiducia nelle persone.

Venti anni, dunque, e centinaia di titoli che hanno tenuto compagnia a generazioni di bambini e ragazzi con intelligenza, promuovendo al contempo il lato divertente della lettura.

Editore e dati: Piemme 2012, 10,00 € (in media)

Piccoli protagonisti alla corte di Napoleone III

Il romanzo per bambini La scala dorata di Lia Levi celebra l’Unità d’Italia e lo fa raccontando una storia i cui protagonisti, due bambini gemelli, Doriana e Alessandro, vivono ingenuamente alcuni tra i giorni più importanti della nostra storia e sono, spesso loro malgrado, coinvolti nei segreti e nei meccanismi dell’alta società.

Quando ho iniziato a leggere questo romanzo immaginavo qualcosa di diverso, forse più banalmente celebrativo, appunto, invece mi sono ritrovata immersa in una Parigi tinteggiata con freschezza e realismo in cui i due piani, quello pubblico (della politica, della società) e quello privato (la crescita intima e personale dei due bambini) proseguono prima parallelamente per poi intrecciarsi. Siamo nel 1858. Doriana e Alessandro sono figli di un diplomatico del regno di Sardegna convinto della necessità che Napoleone III appoggi la causa italiana contro gli austriaci; affinché questa ipotesi si concretizzi si trasferisce con tutta la famiglia nella capitale francese e comincia a intessere quella fitta ragnatela di rapporti che è sempre stata premessa necessaria ai fatti politici.

La moglie, donna molto bella, si occupa delle relazioni sociali con le dame parigine, lui, nominato primo segretario d’Ambasciata, di quelli prettamente politici; e i bambini? Beh, anche loro faranno la propria parte, una parte ben consistente, considerato che ai fatti già succosi di quegli anni si aggiungerà la fantasia e il gusto per il mistero dei due ragazzini.

Perché gli intrighi in questo romanzo non sono solo politici, anzi, direi che lo sono in minima parte, la densità e l’interesse degli eventi sono dati proprio dall’attitudine dei due ragazzini che di fatto assistono alla storia con quel protagonismo drammatico che è straordinario negli adolescenti  e quindi diventandone parte attiva. Sembra quasi che vivano quegli eventi come se fossero i personaggi di un quadro vivente, come era tanto di moda all’epoca: ognuno ha un suo ruolo simbolico e rappresenta qualcosa.

A due bambini intelligenti in quegli anni, in quella città, tutto può succedere, dallo scoprire che anche la mamma, così bella e perfetta, può essere fragile o addirittura nasconda un importante segreto; che anche così piccoli si possono fare promesse importanti (di sposarsi per esempio!), che la speranza che Torino diventi capitale del Regno d’Italia non è cosa così improbabile e che, anzi, questa ipotesi sia abbastanza fondata da resistere anche alle bombe (e alla strage) lanciate da Felice Orsini contro la carrozza di Napoleone III.

Lia Levi è stata a lungo giornalista prima di diventare una scrittrice e in questo suo romanzo si percepisce un tono immediato e esplicativo che probabilmente è dovuto proprio alle sue passate esperienze. Una lettura piacevole e densa di riferimenti alla storia, riferimenti che divengono delle vere e proprie informazioni, dei dati, in appendice al romanzo. La scheda storica di Luciano Tas racconta, infatti, del percorso del nostro paese verso l’unità, ci spiega chi fosse Napoleone III e anche come un’unica, avventata, azione da parte di un piccolo gruppetto di uomini capeggiati da Felice Orsini avrebbe potuto essere pericolosa per l’Italia intera.

Le illustrazioni di Barbara Bongini lineari e immediate sono assolutamente utili a ricondurre il lettore, distratto dalla contemporaneità dei pensieri dei bambini, in un mondo affascinante di pizzi, cuffiette e carrozze.

41qa4slvftl-_bo1204203200_Titolo: La scala dorata
Autore: Lia Levi
Editore: Piemme
Dati: 2010, 218 pp., 8,00 €
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