Una Renna Bianca, un albero magico, una bambina libera

Renna Bianca, Kim Sena - 2014, Orecchio Acerbo
Renna Bianca, Kim Sena – 2014, Orecchio Acerbo

Hanna è appena salita su un magnifico treno; ha dei magnifici capelli chiari e si lascia alle spalle una stazione anch’essa magnifica, erbosa, contornata da alberi. Nel corridoio del treno Hanna non si sente del tutto tranquilla e ci indirizza uno sguardo profondo che manifesta assieme consapevolezza e smarrimento. Alle pareti del vagone, ricche cornici racchiudono dipinti che raccontano di surrealtà e irrazionalità, che pongono manufatti artificiosi in ambienti bucolici, che ritraggono animali selvaggi in posture umane e così facendo ne violano gli sguardi ora privi di baleni. La madre di Hanna cammina impettita, naso all’insù, sorrisetto beffardo, braccia incrociate a chiudersi nel caldo rassicurante della sua ingombrante pelliccia. Hanna, in una giacchetta leggera, tiene tra le braccia un bonsai che sembra fiorito. E in realtà fiorito non è. È invece un vecchio amico, è speciale, immaginifico, magico: si chiama Alberopescevivo, ed è un regalo del papà amante delle foreste che Hanna sta raggiungendo. Si mantiene albero, pesce e vivo grazie al cuore caldo della bambina. Vive in simbiosi con lei e del suo cuore fa la propria linfa, la propria acqua, il proprio respiro.

Renna Bianca, Kim Sena - 2014, Orecchio Acerbo
Renna Bianca, Kim Sena – 2014, Orecchio Acerbo

Nel momento in cui il treno si muove e parte, divenendo mondo a sé stante, isola, con i suoi ritmi, i suoi spazi, le sue regole, entra nello scompartimento Renna Bianca. Ha un corno spezzato, un portamento elegante, una lunga barba bianca e un’infinita fila di rane al seguito. La mamma impellicciata è scandalizzata dalle rane e dal fatto che Renna Bianca le abbia portate con sé. Egli per scusarsi offre quindi dei cioccolatini, dolcetti prodigiosi neri o rossi capaci di realizzare i sogni e i desideri degli umani, quelli neri, e di rendere realtà le fantasia delle creature non umane, sovrumane direi, quelli rossi. Mangiando un cioccolatino rosso, dalle corna di Renna Bianca cadono decine di diamanti. La madre ne è rapita. Hanna accetta un cioccolatino nero e nella sua mente e davanti ai suoi occhi si dispiegano le ali della Primavera, si stende un campo erboso, si innalza un intenso profumo di fiori. Ma la madre sfugge alle regole della surrealtà e si perde in quelle della cupidigia. Mangia un cioccolatino rosso e diviene rana tra le rane. Tutto è un’ovidiana metamorfosi, ogni cosa diventa altro da sé e con quell’altro convive, volentieri o suo malgrado.

Renna Bianca, Kim Sena - 2014, Orecchio Acerbo
Renna Bianca, Kim Sena – 2014, Orecchio Acerbo
Renna Bianca, Kim Sena - 2014, Orecchio Acerbo
Renna Bianca, Kim Sena – 2014, Orecchio Acerbo

È in questo momento che l’albo assume il suo significato più pieno: la bambina è sì preoccupata per la sorte della madre ma al contempo la accetta come una persona matura e saggia accetterebbe le conseguenze di un proprio gesto avventato; si concentra piuttosto sul corno spezzato di Renna Bianca e guidata da una generosità che è pura e brillante gli dona il suo Alberopescevivo che immediatamente si ramifica e cresce in un innesto magico e dolce. Tutto il resto, la conclusione, l’addio, la consapevolezza vengono da sé, sono correlazioni di un gesto che è empatico e salvifico, che nutre e spera.

Renna Bianca, Kim Sena - 2014, Orecchio Acerbo
Renna Bianca, Kim Sena – 2014, Orecchio Acerbo

Ecco, io trovo che di questa profondità di contenuti, di questa eleganza della rappresentazione, di questo rifuggire l’ovvietà, dovremmo nutrire i giovani lettori. Dovremmo lasciarli liberi di restare impressionati dalla magia, dalla straordinarietà dei viaggi fantastici, dovremmo dar loro gli strumenti per diventare capaci di dare, senza tentennamenti, senza rimpianti, dovremmo formare i loro sguardi con illustrazioni complesse, raffinate, sorprendenti, in cui tutto è scelto, tutto è studiato, ogni cosa si correla all’altra creando una narrazione piena, lineare nella sua surrealtà, che si imprime negli sguardi, che resta a far compagnia e nutre.

Renna_BiancaTitolo: Renna Bianca
Autore: Kim Sena
Editore: Orecchio Acerbo
Dati: 2014, 36 pp., 13,00 €

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una rappresentazione immaginifica per un viaggio (che è un volo) dalla meta inattesa

La conferenza degli uccelli – Peter Sis

La conferenza degli uccelli - Peter Sis, Adelphi 2013
La conferenza degli uccelli – Peter Sis, Adelphi 2013

Rientra tra le pubblicazioni destinate ai ragazzi del brillante catalogo Adelphi, questo splendido libro illustrato di Peter Sis. A pieno titolo direi, visto che risponde ai requisiti che ritengo un libro per ragazzi debba avere: l’intensa profondità filosofica, la vena poetica alleggerita in una prosa amichevole ed elegante, illustrazioni che riservano ciascuna una lettura, una sorpresa, una visione traboccante di dettagli e colori.

La conferenza degli uccelli - Peter Sis, Adelphi 2013
La conferenza degli uccelli – Peter Sis, Adelphi 2013

La storia de La conferenza degli uccelli incomincia sin dal racconto della sua ispirazione e della sua nascita per voce dell’autore, Peter Sis, che, tra fonti nordiche (l’aquila scandinava dell’Edda minore sapiente oltremodo, che dimora tra i rami dell’albero cosmico), animali immaginari di Borges (su tutti il Simurg, l’uccello immortale che fa il nido tra gli alberi della scienza), la fonte principale indiana (The Conference of the Birds di Farīd ad-Dīn ‘Ațțār, poema persiano del dodicesimo secolo) e poetici ringraziamenti, apre le cortine su un racconto avvincente e filosofico.

La conferenza degli uccelli - Peter Sis, Adelphi 2013
La conferenza degli uccelli – Peter Sis, Adelphi 2013

Poi, realmente, si apre in doppie pagine ocra e brune, con una metamorfosi: il poeta Attar una mattina si sveglia e si accorge di essere diventato un’upupa. Per nulla agitato s’avvia verso una direzione che pare chiara e naturale. Giunto in una larga radura convoca a sé gli uccelli e pone l’accento sui problemi che affliggono il mondo, tanto simili a quelli del mondo che popoliamo: lotte, carenza d’acqua e cibo, infelicità, anarchia. Gli uccelli devo agire per cambiare lo stato delle cose e possono farlo sotto la sua guida giacché l’upupa conosce molte cose e soprattutto sa dell’esistenza di un re che conosce tutte le risposte. Incomincia quindi un viaggio pericoloso e meraviglioso al contempo che li condurrà verso la dimora di Simurg (questo il nome del re) il quale vive nascosto e protetto da sette valli, ciascuna con un nome, un pericolo, una prova: le insidie sono molte ma gli uccelli che riescono a superare le diverse prove ottengono in cambio una rivelazione catartica. Quella che tra tutte mi ha stupita, per l’impostazione e la definizione per nulla scontata, è stata la valle dello stupore, che, fuori da ogni mia previsione si rivela essere “luogo di costante dolore e paralizzante sconcerto”, ancor più destabilizzante, ancor più tremenda della valle della morte.

La conferenza degli uccelli - Peter Sis, Adelphi 2013
La conferenza degli uccelli – Peter Sis, Adelphi 2013

Ogni volta che gli uccelli si impauriscono, esitano, si smarriscono, il loro capo li conforta ed esorta con una saggezza che richiama la teologia panteista. Allo stesso modo nessuno trattiene chi decide di tornare indietro, di rinunciare in una libertà di azione e pensiero che ben si associa al viaggio di crescita e ricerca spirituale che gli uccelli stanno compiendo. Il finale è catartico e sorprendente: un re non esiste, gli uccelli stessi lo rappresentano, ciascuno di essi lo è: “uniti dalla stessa ricerca, hanno finalmente trovato il loro re”.

La conferenza degli uccelli - Peter Sis, Adelphi 2013
La conferenza degli uccelli – Peter Sis, Adelphi 2013

copertinaTitolo: La conferenza degli uccelli
Autore: Peter Sis
Editore: Adelphi
Dati: 2013, 160 pp., 25 €

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