Il buco. Un libro da leggere attraverso.

Il Buco, Øyvind Torseter - 2013, Orecchio acerbo
Il Buco, Øyvind Torseter – 2013, Orecchio acerbo

Quando si è indaffarati è difficile riuscire a notare qualcosa che non sia l’impiccio che ci impegna. Specie se si è alle prese con un trasloco, non si hanno altri occhi che per i pacchi da svuotare, da organizzare. È quando ci si rilassa, ci si ferma per pranzare, per esempio, che ci si guarda attorno. A quel punto si nota di tutto, soprattutto un bel buco tondo tondo nel muro. Ci sarebbe da munirsi di stucco e cazzuola ma non è questo il caso e il protagonista non tarda a rendersene conto, noi peraltro, che il buco l’abbiamo notato sin dalla copertina, è da un pezzo che glielo stiamo indicando… Il buco non è un semplice buco, ma un vuoto dotato di piena autonomia, di vita propria, di un proprio carattere che non tarda a manifestarsi, anche dispettoso, quando dalla parete si sposta sull’oblò della lavatrice e poi, sfruttando la confusione del protagonista, sul pavimento a far da trappola per passi incauti e sbalorditi.

Il Buco, Øyvind Torseter - 2013, Orecchio acerbo
Il Buco, Øyvind Torseter – 2013, Orecchio acerbo

“…Sì, salve… ho trovato un buco… Nel mio appartamento… sì… no… si sposta… sì… potete venire a dare un’occhiata?… No… no, d’accordo… portarvelo? Come… pronto?”

Il Buco, Øyvind Torseter - 2013, Orecchio acerbo
Il Buco, Øyvind Torseter – 2013, Orecchio acerbo

La decisione è presa: bisogna solo catturare il buco. Impresa non semplice che impiega numerose pagine, fino a quando il buco, finalmente inscatolato, sembra rassegnarsi al suo destino e simbolicamente si adagia tra le labbra di un postino fischiettante, sostituisce il verde e poi il rosso di un semaforo, si stupisce assieme a una bambina che guarda all’insù diventando una narice, poi palloncino, poi lampione. Fino ad arrivare al laboratorio analisi… quale sarà l’origine di questo buco tanto profondo quanto divertente? Basteranno i sofisticati strumenti del laboratorio a decifrarne consistenza e origine?

Il Buco, Øyvind Torseter - 2013, Orecchio acerbo
Il Buco, Øyvind Torseter – 2013, Orecchio acerbo

Questo albo è un omaggio al minimalismo; minimalismo già evidente nel tratto di Torseter che si cristallizza e si completa nel togliere piuttosto che nell’aggiungere. Si toglie sin dalla copertina spessa di cartone grigio, si toglie da ogni pagina, fino alla quarta di copertina, per creare il delizioso e tondo mistero; attorno ad esso nascono le altre linee e gli altri spazi, colorati, poco, solo in giallo, ciano e magenta. Potrei dire che il tratto con il quale prende vita l’omino antagonista del buco dal volto un po’ cavallino mi ricorda quello di Ungerer, ma credo che questo protagonista mite, quasi sognante, oltre che il tratto di Ungerer conservi la capacità di rendere l’effimero pregnante, l’assurdo reale, il vuoto pieno.

Il Buco, Øyvind Torseter - 2013, Orecchio acerbo
Il Buco, Øyvind Torseter – 2013, Orecchio acerbo

copertina_hulletTitolo: Il buco
Autore: Øyvind Torseter
Editore: Orecchio acerbo
Dati: 2013, 64 pp., 21,00 €

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Ullallà

È un pavone molto elegante con un frontino coi pennacchi traforati quello che innaffia (con un annaffiatoio per sua natura traforato) un bellissimo fiore rosso, un papavero credo, il cui semino, dal prato in fondo alla strada, è arrivato a trovar casa nel giardino di questo vanesio uccello che tra un pavoneggiamento e l’altro se ne prende dolcemente cura.

oh oh - Sophie Fatus - Emme Edizioni 2011
oh oh – Sophie Fatus – Emme Edizioni 2011

O forse la storia è un’altra, del tutto diversa. Probabilmente, direi certamente, ogni bimbo che avrà la fortuna di sfogliare Oh oh di Sophie Fatus (vincitrice del premio Andersen 2011 per il miglio libro 0/6 anni) vi leggerà una storia diversa, perché l’arte di questo albo illustrato e cartonato non è solo quella che risiede nell’eleganza delle illustrazioni, nel tratto raffinato, ma anche quella delle idee. Non mi riferisco all’idea di costruire un libro capace di raccontare una o più storie senza usare le parole, io stessa ne ho avuti per le mani diversi quest’anno, quanto piuttosto alla varietà di possibilità d’invenzione che l’accostamento di vuoto e pieno conferisce alla singola pagina: c’è una coccinella, per esempio che svolazza attorno a un maialino. La coccinella ha due buchi al posto di due dei suoi pois, i buchi degli Oh oh di copertina, e il maialino ha un otto traforato sul naso.

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oh oh – Sophie Fatus – Emme Edizioni 2011

Ora forse la coccinella ha smarrito i suoi pois e sta chiedendo al porcellino tutto rosa se, per puro caso, li abbia visti; lui di rimando ci pensa su un po’ prima di rispondere e intanto annusa a piene narici un paio di fiorellini rossi e tondi che regge con le tozze zampette. Ma le fustelle cambiano ad ogni movimento del bambino che legge, attraverso i buchi si modificano nel colore, nella forma. I vuoti diventano addirittura strumento utile a girar meglio la pagina, a prendere confidenza con la consistenza del libro, che ha una sua morbidezza, un suo spessore. Un po’ come succedeva (e succede, giacché La Coccinella ha rinnovato la collana) con i famosi “libri coi buchi” in cui al divertimento dell’ascolto s’associa la curiosità del tatto. Oh oh è il terzo albo cartonato di “Ullalà” nuova collana ideata da Emme edizioni per la primissima infanzia.

In conclusione faccio mie le parole della giuria che ha assegnato a Oh oh il premio Andersen: “Per un albo senza parole dove tutto è affidato all’incanto delle immagini e alle piccole narrazioni a cui danno vita. Per un’opera briosa e vivace connotata da un ritmo brillante e intenso all’insegna del sorriso”. E il tutto, non trascurabile, a un prezzo davvero contenuto.

copertine Ullala 1-3.inddTitolo: Oh Oh
Autore: Sophie Fatus
Editore: Emme edizioni
Dati: 2011, pp. 24, 10,00 €