#Top10: i migliori film d’animazione per bambini

top10-kidsmovies_home1La paternità/maternità è una cosa meravigliosa, lo sappiamo; ma sappiamo anche che i bambini impongono simpaticamente e prepotentemente la loro ingombrante presenza in ogni angolo e in ogni momento della vostra esistenza, nel bene e nel male. Quindi se da un lato sono lì a ricordarvi costantemente del miracolo della vita, allo stesso tempo non esitano a stravolgere la vostra, di vita. Il vostro mondo diventa inesorabilmente pupocentrico, fatevene una ragione. Se ad esempio siete irriducibili cinefili o semplicemente amate vedervi un buon film di tanto in tanto, il problema di cosa vedere, come, dove e quando vederlo si pone presto e drammaticamente: mettiamo che siate degli estimatori del genere thriller o, peggio ancora, horror potete solo sperare che il pupo si addormenti presto per poi vedere il vostro film sul tardi, di nascosto e a volume bassissimo. Se invece vi piacciono film un po’ più impegnativi tenete conto che le vostre energie fisiche e mentali saranno in ottima parte assorbite dal pargoletto e nei momenti di calma che vi rimarranno la vostra soglia di attenzione e le vostre capacità di elaborazione saranno paragonabili a quelle dei saraghi che si trovano al banco del pesce (morti). E non parliamo poi delle commedie brillanti in cui parolacce e battute a doppio senso possono mettervi in seria e imbarazzante difficoltà con la vostra prole.

In definitiva la soluzione è quella più ovvia: la resa. Arrendetevi e cedete senza condizioni al fatto che il marmocchio regna sovrano  e cercate di tirar fuori il meglio possibile dal cinema di intrattenimento per bambini. E il rovescio della medaglia è che non rimarrete affatto delusi perché posso affermare senza timori che tre o quattro dei migliori autori della storia della settima arte si siano dedicati all’animazione per bambini creando dei capolavori assoluti che sarete entusiasti di godervi insieme ai vostri piccoli, volta dopo volta dopo volta dopo volta… Sì, perché i bambini non si accontentano di vedere un film, vogliono vederlo ancora e ancora e ancora, tutti i giorni, più volte al giorno. Vogliono che gli ri-raccontiate la storia la sera prima di dormire, che ne canticchiate le canzoni, che compriate i pupazzetti e ci giochiate il pomeriggio. Insomma una vero e proprio contagio. E se dovete essere contagiati anche voi, fatevi contagiare da gente come Walt Disney, Hayao Miyazaki e John Lasseter, non da robaccia da quattro soldi tipo il film dei Puffi o la roba Disney degli ultimi 20/30 anni tipo l’ennesimo scadente film di Winnie the Pooh (NB: il primo film di Winnie the Pooh del 1977 è carino, anche io un tempo avevo dei pregiudizi mastodontici a riguardo, ma è davvero molto carino).

E ora veniamo a noi. Premetto che mia figlia non ha ancora 3 anni, quindi è probabile che il mio punto di vista sia incentrato su quell’età, ma posso dire senza timore che questi 10 titoli che mi appresto ad elencare siano eccellenti per qualsiasi età a partire dai 18 mesi (prima i bambini si limitano a godere delle immagini e dei colori, non fatevi ingannare). E ovviamente potrei non aver ancora visto qualche gemma (nel qual caso vi prego, segnalatemela!). E andiamo a cominciare!


10. Kirikù e la strega Karabà (Michel Ocelot, 1998)

Allora, diciamoci la verità, forse questo film è un po’ alto in questa classifica ma non volevo che la stessa fosse eccessivamente monopolizzata da classici Disney, Pixar e studio Ghibli. Si tratta di un film molto ben costruito, esordio alla regia di Michel Ocelot, che mette insieme un po’ di leggende africane per costruire una storia universale e molto semplice e ben raccontata. A fare la differenza (quantomeno per noi grandi) sono le atmosfere e le suggestioni africane che traspaiono dalla storia, dai bellissimi disegni e dalla colonna sonora di Youssou N’Dour.KIRIKÙ E LA STREGA KARABÀ

Unico rischio è che vostro figlio si identifichi troppo con il piccolo e intraprendente protagonista, Kirikù, che appena nato vuole fare sempre e solo di testa sua, fa cose pericolosissime e vuole sfidare la strega cattiva tutto solo e a mani nude in barba agli adulti che sono degli incapaci. Non esattamente quello che noi poveri genitori cerchiamo quotidianamente di inculcare ai pargoletti, anzi, l’esatto contrario.

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9. Alla ricerca di Nemo (Andrew Stanton – Pixar, 2003)

Ed ecco entrare in scena la Pixar! Se parliamo di animazione digitale non ce n’è per nessuno (capito, Dreamworks?): la casa diretta da John Lasseter e portata in auge da Mr. Steve Jobs, non solo è da sempre un passo avanti a tutti dal punto di vista della qualità dell’animazione, ma soprattutto ha degli autori veri che volta dopo volta scrivono dei veri e propri classici.9-nemo1-960x720

Per la nona posizione di questa Top10 ho scelto Nemo perché ho assistito a mocciosi andare letteralmente in visibilio di fronte alle disavventure del piccolo pesce pagliaccio, il suo apprensivo padre e la pasticciona Dori, ma la scelta sarebbe potuta cadere su molti altri titoli come Ratatouille, Monsters & Co. (e devo dire che i miei preferiti sono Wall-E e suprattutto UP, capolavoro assoluto, che però si rivolgono a un pubblico con qualche anno in più). Semplice, divertente, commovente, educativo: a Nemo non manca nessuno degli ingredienti per la gloria imperitura e, detto tra noi, probabilmente meriterebbe un piazzamento più alto in questa lista.

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8. Alla ricerca della Valle Incantata (Don Bluth – Amblin, 1988)

Chi scrive non ama i film della Dreamworks e devo dire che anche i bambini non mi pare che stravedano (attendo amare  smentite e appassionate invettive nei commenti), di cui questo film prodotto da Spielberg e Lucas è il precursore. A dire la verità anche questo film non mi fa strappare le viscere dall’entusiasmo ma è una settimana che mia figlia non vuole vedere altro (anche due volte al giorno sebbene con pause varie).8-valleincantata1

E del resto non posso certo dire che non sia un film ben costruito: dinosauri (e solo il Signore sa perché i bambini li amino così incondizionatamente), qualche battuta divertente, animazioni oneste, una trama semplice ma sempre valida e dei ritmi scorrevoli senza diventare pericolosamente adrenalinici. Il rischio è uno: si tratta di una saga di dodici (12!) episodi e se come temo il migliore è il primo (che ho già visto una decina di volte), credo che imparerò a odiare tutti i dinosauri e in particolare Piedino, il brontosauro “collo lungo” protagonista.

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7. La carica dei 101 (Wolfgang Reitherman – Disney, 1961)

Enters Disney. Ci sono 2 stagioni di classici Disney: i classici classici, quelli degli anni ’30 e ’40 che volano alti nel firmamento della storia del Cinema, e quelli degli anni ’50 e ’60 che, pur senza raggiungere le vette degli esordi, hanno scritto una pagina indimenticabile della storia dell’intrattenimento per l’infanzia e sono entrati nei cuori di generazioni e genrazioni di bambini. Anche in questo caso ho scelto La carica dei 101 ma avrei potuto optare per uno tra Peter Pan, Gli Aristogatti, La spada nella roccia…7-carica1011

Non penso di dovervi raccontare io quanto sia squisito, divertente e coinvolgente questo film che come pochi altri ha contribuito alla cultura pop contemporanea grazie agli inconfondibili cani dalmata e ad uno dei villain più celebri della storia del cinema: Crudelia Demon.

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6. Ponyo sulla scogliera (Hayao Miyazaki – Ghibli, 2008)

Ed ecco il formidabile Studio Ghibli e il leggendario Hayao Miyazaki, il più grande autore che la terra del sol levante abbia mia regalato al cinema di animazione, nonché uno dei migliori autori di cinema tout court oggi in attività. Già lo so che molti di voi non riterranno Ponyo sulla scogliera degno di questa posizione in classifica e sarete pronti a elencare tanti film che ho dimenticato, ma non può importarmene di meno: my pages, my list, my rules.6-ponyo1

Credo che vi sia ormai chiaro poi che questa classifica è pesantemente influenzata dai gusti di mia figlia duenne e la verità è che abbiamo visto questo film infinite volte e la magia è che ogni singola volta riesce a emozionare sia me che la marmocchia su scene talmente semplici che mi vergognerei quasi a raccontarvele. Non che la trama sia banale, ricca di suggestioni e di magia, e non sono banali affatto sono neanche i personaggi, a partire dalla protagonista Ponyo, figlia del mare, e del suo piccolo amico umano Sosuke. Ad essere squisitamente quotidiane sono le situazioni che si continuamente si inseriscono fra eventi sempre più fantasmagorici. La più incredibile dote di questo film (come di tutto il cinema di Miyazaki, probabilmente) sta proprio in questa magica fusione di ordinario e straordinario, di quotidiano e di fantastico che riesce a rendere ogni parola, ogni gesto, ogni inquadratura, ogni dettaglio di un’intensità pazzesca.

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5. Toy Story 1/2/3 (John Lasseter, Lee Unkrich – Pixar, 1995/1999/2010)

Come ho già detto il mio film Pixar preferito è UP, a mani basse, ma la saga di Toy Story rimane un qualcosa di meraviglioso. Woody, Buzz Lightyear, Mr. Potato, Slinky il cane a molla: questi personaggi/giocattoli, frutto di puro genio, sono amabili come fossero i tuoi stessi vecchi giocattoli e riescono persino nel miracolo di farti digerire Fabrizio Frizzi.

5-toystory1Ma la cosa più entusiasmante sono le situazioni disperate in cui si ritrovano: gli episodi di Toy Story sono dei veri e propri film d’azione, l’equivalente di Mission: Impossible per l’infanzia, e per noi adulti come per i bambini sono come un fantastico giro sull’ottovolante senza però passare il limite dell’adrenalina (che con i bambini è male, molto male) con in più il fatto che, come sempre accada nei grandi film, la catarsi finale ti commuove e ti rimette in pace con l’universo. E poi sono tre! Thank you, mr. Lasseter!

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4. Biancaneve e i sette nani (Walt Disney, David Hand – Disney, 1937)

Subito sotto il podio, il film da cui tutto è cominciato, nel 1937. Non fatevi intimorire dai primi 5 minuti e dalla colonna sonora, diciamo così, un po’ datata, a parte quello il film non è semplicemente attuale: è all’avanguardia.4-snow_white1

Dubito di dovervi raccontare qualcosa o spiegare di cosa si tratti: favola di Perrault, l’orrida matrigna/strega cattiva (il più grande e pop villain di sempre), i nani (il pupo amerà Cucciolo, voi amerete Brontolo), la mela, le canzoncine immortali (Impara a fischiettar), gli animali che vogliono aiutare Biancaneve, le scene musicali, il tema della morte messo lì senza edulcorarlo più di tanto. Ok è vero, Walt Disney era filo-nazista e i suoi film sono smaccatamente maschilisti, ma non si può in onestà parlare male di film come questo. Incredibile, fantastico, immortale. Capolavoro. PS: onorable mentions, naturalmente, per Cenerentola che a questa posizione era la rivale più agguerrita ed è fuori classifica solo per ragioni politiche.

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3. Dumbo (Ben Sharpsteen – Disney, 1941)

Ed eccoci al podio: qui non si scherza, avete bisogno di un film con il quale il vostro pupo si sente in perfetta sintonia, a casa, protetto? Volete vederlo commuoversi e poi esaltarsi e poi addolcirsi e poi ancora emozionarsi e diventare tutto coccoloso e sereno.

3-dumbo1Questo film è il miracolo: nella mia esperienza ancora non c’è stato bambino che non senta immediatamente un prodigioso legame empatico con il piccolo Dumbo (e poi ogni elefante del mondo sarà Dumbo) e si sia visto tutto il film con gli oacchi sgranati e senza dire una parola, salvo commuoversi o agitarsi le prime volte sulle scene più toccanti. L’elefantino con le orecchie che sembreno due vele è un neonato che non parla, si muove goffamente e ha bisogno della sua mamma, proprio come il vostro mocciosetto: è facile che Dumbo sarà il suo primo amore cinematografico e voi lo vedrete con lui con estremo piacere. E poi, i rosafanti…

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2. Il mio vicino Totoro (Hayao Miyazaki – Ghibli, 1988)

Se non avete mai visto Il mio vicino Totoro vi invidio. Io lo avevo già visto in lingua originale prima della nascita della mia pargoletta e non potete capire la gioia quando ho saputo che era in uscita la versione doppiata in italiano, perché altrimenti mia figlia si sarebbe dovuta sorbire il film in giapponese e temo che per lei la visione ne avrebbe risentito. E invece in italiano è stato e, naturalmente, lo ha amato, lo ama e lo amerà per sempre. E come sarebbe possibile altrimenti?2-totoro1

Questo film, esordio dello Studio Ghibli nel 1988, è il capolavoro per l’infanzia di Miyazaki che come Ponyo mescola in modo incredibile ordinario e strordinario raggiungendo vette inusitate di intensità e coinvolgimento per spettatori di tutte le età. E come post scriptum vi dico che ho caricato questo film sullo smartphone e ha salvato molte molte serate della mia famiglia, semplicemente la bimba non ne avrà mai abbastanza di Totoro.

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1 . Pinocchio (Hamlton Luske, Ben Sharpsteen – Disney, 1940)

Ok, c’è bisogno che scriva qualcosa su Pinocchio? La riduzione Disney ovviamente non è il libro di Collodi, è semplicemente un’altra cosa, e anche il personaggio di Pinocchio è molto diverso così come lo sono il grillo, la fata, il Gatto, la Volpe e tutto il cucuzzaro.1-pinocchio1

Ma ragazzi, che capolavoro! Trovate geniali una dopo l’altra, suggestioni visive, musicali, emotive, molteplici livelli di lettura, divertimento, commozione, coinvolgimento: il tutto perfettamente dipinto su uno sfondo educativo che in quanto genitori vi farà comodo in più di una situazione. La prova del nove, come sempre, è la reazione dei marmocchi e non esagero se dico se dopo aver visto il film Pinocchio è diventato un’ossessione per mia figlia: libri, pupazzi, favole della buona notte, paesi dei balocchi ovunque e genuino timore che il naso cresca dopo aver detto una bugia (per un po’ potevamo dire quando ne diceva una perché si toccava il naso per controllarlo). Cosa sarebbe il mondo senza Pinocchio?

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[Questa lista è stata redatta da Massimo Basile, esperto in storia e critica del cinema]

La ragazza Chissachì che sa come affrontare la verità

“Chi sono?” ricordo di avere chiesto a Bernardette un giorno che eravamo in cucina.
“Tu sei il mio Zuccherino dolce. La mia dolcissima bambina”, cinguettò in risposta.
“Sul serio, Bernie: chi sono io veramente?”
“Tu sei Heidi. Heidi Chi.”
“Tutto qui?”
“Questo sei ora. Non ti basta?”
“Una persona non dovrebbe avere una storia?” Chiesi.

Ciò che resta tra le dita, finito di leggere queste intense pagine, è il ricordo di un maglione di lana rosso consunto e di una caparbietà fuori dal comune. Quella lana e quel colore denso rivestono e ammorbidiscono una mente all’apparenza decisa e priva di paure, rendendola quello che realmente è: la mente di una bambina.

C’è qualcosa in questo libro di indecifrabile come certi sorrisi; indecifrabile come quella sensazione a metà strada tra la tristezza e la gioia. Le ultime pagine, e non solo quelle, di questa tenera storia sortiscono lo stesso effetto nell’animo di chi legge dello sguardo docile di un animale in gabbia: una indicibile tenerezza.

La ragazza Chissachì narra la storia di più bambine: Heidi, sua madre e Bernie. Heidi bambina per l’età, la madre per malattia e Bernie per paura.

Quando Heidi aveva solo pochi giorni, una signora di nome Bernadette, schiava di una grave agorafobia, la trova tra le braccia di sua madre, sul proprio pianerottolo. Da quel momento Heidi e la giovane madre, che da sola non riesce nemmeno ad allacciarsi le scarpe, vivranno con lei, con Bernie, fino a quando, dopo tredici anni, Heidi ritrova in un cassetto un vecchio rullino fotografico e lo fa sviluppare.
Tra le foto diversi volti, un luogo e una parola “suff” che la madre ripete spesso e alla quale né Heidi, né Bernie sono mai riuscite ad attribuire un significato.

Da questo momento in poi la narrazione sembra voler correre a perdifiato verso una soluzione, verso qualcosa o qualcuno capace di dissipare i dubbi e fornire qualche certezza a una ragazzina che di sé e della propria madre non conosce nemmeno il nome.
Chi Sa Chi, questo il nome della madre e Heidi, Heidi Chi.

Anche solo questo nome e questo cognome sarebbero sufficienti a smarrire e commuovere, ma non si tratta solo di questo.
Heidi scrive tante liste, è un’abitudine, e la maggior parte di esse sono domande, punti interrogativi.
Heidi possiede una dote naturale e straordinaria: vince sempre nei giochi d’azzardo.
Heidi non ha amici, fatta eccezione per un ragazzino vicino di casa, e non si è mai spinta al di là del proprio quartiere. Nonostante ciò parte, da sola, protetta solo da un maglione rosso, e viaggia per giorni, per arrivare laddove l’istinto e gli indizi la conducono: verso il proprio passato, verso la propria identità.

Sarah Weeks è una musicista, una cantautrice e una scrittrice di libri per ragazzi. Non a caso una sorta di musica si percepisce tra le righe.
Non capita di frequente di leggere un libro così raffinato e allo stesso tempo così semplice. La ragazza Chissachì è soprattutto un libro per ragazzi, ma anche per adulti. A qualsiasi età lo si incontrasse sarebbe, comunque, difficile separarsene.

41naxpxsmilTitolo: La ragazza Chissachì
Autore: Sarah Weeks
Editore: Beisler Editore
Dati: 2005, 197 pp., 10,90 €