L’insieme fa la forza

L'insieme fa la forza, di Anna Cerasoli e Allegra Agliardi - 2013, Editoriale scienza
L’insieme fa la forza, di Anna Cerasoli e Allegra Agliardi – 2013, Editoriale scienza

Tra i membri della famiglia De Topinibus ci sono topolini coraggiosi, altri giovani, altri non più giovani; ci sono nonne, zii, cugini, fratelli; tutti fanno parte di uno stesso insieme, quello dei topi, naturalmente, e di un altro insieme particolarmente esteso (che comprende anche moltissimi umani, specie me): quello dei golosi mangiatori di formaggio. Ma anche di pezzetti di pane raffermo.

Proprio mentre è alle prese con una succulenta briciola, Tato vive una brutta esperienza che lo renderà risoluto e celebre in un colpo solo. Un colpo di mestolo, una bastonata vera e propria, s’intende!

L'insieme fa la forza, di Anna Cerasoli e Allegra Agliardi - 2013, Editoriale scienza
L’insieme fa la forza, di Anna Cerasoli e Allegra Agliardi – 2013, Editoriale scienza

Basta! Tato vendicherà se stesso e tutta la sua famiglia. Studia allora un piano ardito e lo illustra a tutti i De Topinibus che, concordi, decidono di andare all’attacco dell’omone manesco e del suo temibile alleato canide. Si dividono e organizzano in sottoinsiemi: i coraggiosi, i forti (e anche in non coraggiosi e non forti; tutti servono all’occorrenza). Dopo varie peripezie e una manifestazione pacifica con tanto di cartelli, i topi riescono a convincere l’uomo e anche il suo cane: raggiungono un accordo d’amicizia e vanno a vivere insieme.

L'insieme fa la forza, di Anna Cerasoli e Allegra Agliardi - 2013, Editoriale scienza
L’insieme fa la forza, di Anna Cerasoli e Allegra Agliardi – 2013, Editoriale scienza

La storia è lineare e piacevole; tra le righe, però, suggerisce anche qualcos’altro. I Topinis de Topinibus costituiscono infatti un esempio di insieme. La storia è uno strumento per introdurre le prime operazioni insiemistiche: in arancio, tra le parole, sono infatti evidenziati i connettivi logici “non”, “e”, “o”. Il piccolo lettore sarà inconsapevolmente alle prese con concetti quali quello di sottoinsieme (i topi coraggiosi) e del suo complementare (i topi non coraggiosi); di partizione dell’insieme, di unione…

Tutto questo nel musetto baffuto della storia, in coda ad essa, invece, una serie di giochi logico-matematici per esercitarsi e ricordare tutto quanto letto.

insieme---310-310Titolo: L’insieme fa la forza
Autore: Anna Cerasoli
Illustratore: Allegra Gagliardi
Editore: Editoriale scienza
Dati: 2013, 48 pp., 12,90 €

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Parole e numeri nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll

“Alice’s Adventures in Wonderland” (1865), Sir John Tenniel
“Alice’s Adventures in Wonderland” (1865), Sir John Tenniel

Inventore del nonsense, spietato critico della morale vittoriana, letterato appassionato e creativo, studioso con uno speciale interesse per il mondo dell’infanzia, matematico. Oppure tutte queste cose assieme, era Lewis Carroll. Sorprendente inventore di giochi logici frammisti di lingua, narrativa e calcoli logico-matematici Carroll si rivela in ciascuna delle sue opere, ma è in Una storia ingarbugliata e ne Il gioco della logica (entrambi editi da Astrolabio) che questo talento è lampante.

Una storia ingarbugliata fu pubblicata a puntate nel The Monthly Packet, a partire dal 1880. In ogni “garbuglio” Carroll nascose “come le medicine che venivano nascoste con tanta abilità, ma con scarsi risultati, nelle marmellate della nostra prima fanciullezza” problemi logici, matematici, algebrici col chiaro intento di educare al pensiero logico per mezzo della narrazione. Carroll ci regala qualche ora di divertente umorismo e l’occasione di esercitare e mettere alla prova il nostro acume matematico per mezzo di dieci capitoli (garbugli) che costituiscono una storia piacevole e insolita che diverte, non limitandosi a ricordare le sue opere di maggior successo.

I piccoli universi logici creati da Carroll sono talvolta reali, altre iperrealistici, altre assurdi, assolutamente non rapportabili con la realtà stessa. Le proposizioni logiche semplici e ricorrenti (nessun x è m; alcuni x sono m; tutti gli y sono m) sono talvolta composte da elementi noti e comprensibili (il dentista, per esempio, e l’arcinota paura che i bambini nutrono nei suoi confronti o il fatto che il sale non sia zucchero), altre assolutamente astratte, con l’invenzione di parole prive di significato (i Grurmstipths) ma con un chiaro significante: essere parte integrante di un’equazione o proporzione o sillogismo logico.

Ne Il gioco della logica per mezzo di due diagrammi e nove gettoni, cinque blu e quattro rossi, Carroll ha ideato gioco semplice ma coinvolgente per mezzo del quale mostra come la logica aristotelica possa essere trasformata in un momento di svago. Le pagine di questo agile, e assolutamente stimolante volume, sono costellate da centinaia di sillogismi divertenti e stuzzicanti non solo per la mente ma anche per l’umore.

Humpty Dumpty e Alice, da "Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò". Illustrazione classica di John Tenniel.
Humpty Dumpty e Alice, da “Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò”. Illustrazione classica di John Tenniel.

Mentre nell’algebra i rapporti tra i numeri e i simboli matematici, e il loro ordine, condizionano le soluzioni dei problemi, nel gioco della logica non c’è un limite alle combinazioni che possono intervenire, dando luogo a diversi risultati, quando si tratta di elementi lessicali e non meramente numerici. Le parole perdono il loro contatto originario con la realtà e da essa si discostano per divenire semplici ed efficaci elementi di equazioni logiche. Ripercorrendo una strada già battuta in Attraverso lo specchio, riproponendo un assioma della semiotica The Humpty Dumpty Position:
– “Quando io uso una parola” disse Humpty Dumpty, in tono non privo di disprezzo, “la parola significa quello che io voglio farle significare, nè più nè meno.”
– Ma la questione è”, disse Alice, “se può dare alle parole tanti significati diversi…”
– “La questione è” ripetè Humpty Dumpty, “chi è che  comanda… ecco tutto.”

Leggendo queste pagine sorrido non solo per l’irresistibile umorismo con il quale mi trovo a dialogare ma per certe affermazioni così attuali e allo stesso tempo desuete che, accidenti! Non dovrebbero farmi sorridere: “Come ben sapete non si ottiene nulla per nulla: [i giovani] devono lavorare per guadagnarsi da vivere. E come potranno lavorare se non sanno nulla? Date retta a me, con i tempi che corrono non c’è nulla da fare per gli ignoranti!”.

E adesso chi lo racconta a Lewis Carroll che la società non va più così? Che la situazione da lui dipinta e prospettata si è ribaltata in modo ancora più surreale che in una delle sue storie? Potremmo mettergliela così: viviamo in un Paese delle meraviglie, e per fortuna o per disgrazia dobbiamo esercitare le nostre menti e riuscire a confrontarci con crudeli regine di cuori e grotteschi cappellai matti. Sia mai che un giorno ci accorgeremo, e s’accorgeranno, che non siamo più bambini e che invece, molto dolorosamente, siamo diventati adulti, coscienti di esserlo.

Alice scoppiò a ridere. “Non serve riprovarci” disse. “Non si può credere alle cose impossibili”.
“Direi che sei giù d’esercizio” disse la Regina. “Quando avevo la tua età, io ci provavo sempre una mezz’oretta al giorno. A volte riuscivo a credere anche fino a sei cose impossibili prima di colazione, al mattino. Ecco il mio scialle che vola via di nuovo!”
(Lewis Carroll, Alice nel paese delle meraviglie).

downloadTitolo: Una storia ingarbugliata
Autore: Lewis Carroll
Editore: Astrolabio
Dati: 1969, 102 pp., 9,30 €

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51v5iqtrsgl-_sx341_bo1204203200_Titolo: Il gioco della logica
Autore: Lewis Carroll
Editore: Astrolabio
Dati: 1969, 106 pp., 8,50 €

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Piccolo cerchio e gran quadrato giocano alle forme

parain-ronds1Piccolo cerchio e Gran Quadrato: ha scelto un titolo più didascalico Gallucci, rispetto all’originale Mercredi per questo albo illustrato di Anne Bertier. Un titolo che affonda nella storia (si tratta dei due geometrici protagonisti) e richiama i classici degli albi illustrati per l’infanzia: pensiamo, naturalmente, a Piccolo giallo e piccolo blu, di Leo Lionni.

E così come l’editore omaggia Leo Lionni, Anne Bertier fa di questo albo un omaggio a Nathalie Parain, illustratrice russa d’avanguardia (1897, Kiev -1958). Piccolo Cerchio e Gran Quadrato certamente sono figli dei Ronds et Carrés della Parain che, così come la Bertier, sfrutta la semplicità delle forme geometriche per ottenere effetti spettacolari e complessi. Forme che si inseguono, si frantumano, si compongono e ricompongono per dar luogo ad altre forme, infinite forme date da infinite combinazioni.

Perché il bello di questo albo risiede in diverse caratteristiche. Così come Piccolo Cerchio si divide in tanti spicchi per dar forma a un fiore, il bello di questo albo è costituito da uno spicchio di semplicità, uno spicchio di eleganza, uno spicchio di fantasia, uno spicchio d’arte, uno spicchio di colore, uno spicchio di variante. E si potrebbe continuare.

Piccolo cerchio, Gran quadrato - Anne Bertier - Gallucci
Piccolo cerchio, Gran quadrato – Anne Bertier – Gallucci

Su fondo panna, l’arancione di Piccolo Cerchio s’affianca all’azzurro di Grande Quadrato. Due colori per semplificare la visione, la percezione e dar luogo a una vera e propria grammatica delle forme che parla in maniera diretta coi bambini e comunica loro la propria malleabilità.

Tutti i mercoledì, Piccolo Cerchio e Gran Quadrato si incontrano per il loro gioco preferito: uno propone una forma e l’altro subito si trasforma.

Piccolo cerchio, Gran quadrato - Anne Bertier - Gallucci
Piccolo cerchio, Gran quadrato – Anne Bertier – Gallucci

Così comincia la storia dei due geometrici protagonisti. Il tono è quello della filastrocca e di quest’ultima conserva anche un certo tocco esemplare, ma sostanzialmente, il testo è complementare alle illustrazioni che nella prima parte si compongono a partire dal quadrato azzurro e dal cerchio arancione per poi, nelle restanti parti, scoprire la meraviglia del fare le cose assieme, del mescolare e mescolarsi. Vuoto e pieno si alternano, “Piccolo Cerchio e Gran Quadrato si divertono come matti” e insieme diventano pesce, cane, zuppiera, gelato, cuoco, fiori. Il gioco del ridisegnare sé stessi è infinito e coinvolgente. Lo consiglio vivamente a tutti i bambini dai 3 anni in su.

img1078-g1Titolo: Piccolo cerchio e gran quadrato
Autore: Anne Bertier
Traduttore: Elena Battista
Editore: Gallucci
Dati: 2012, 44 pp., 15,00 €

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Tutti, nessuno, qualcuno

È ben giusto che questo albo illustrato faccia parte della collana “1, 2, 3 raccontami una storia” di Editoriale Scienza, perché è una storia e anche di quelle ben costruite: protagonisti animali, precisamente gatti, avventure metropolitane, ingiustizie contro cui combattere, piccole, ma gustose, rivalse e lieto fine.

Un quartiere della città, tra i tanti, poteva vantare un primato: tutti i gatti che lo abitano sono di colore nero.

E tutta la meraviglia dei felini di liquirizia viene illuminata dai loro occhi gialli, risplendenti nel buio “che ingoiava tutto il resto del suo stesso colore”. I gatti neri erano orgogliosi di questo primato tanto da renderlo manifesto in un cartello all’entrata del quartiere su cui si leggeva: “Tutti i gatti del quartiere sono neri”. Regna l’armonia tra i gatti tutti neri, fino a quando una scritta di vernice gialla non interviene a insinuare il dubbio: non è vero! Recita, campeggiando sotto al programmatico proclama.gatti-neri-gatti-bianchi-annalaura-cantone1-960x489

Ed è esattamente a questo punto che le code dei gatti (per il momento tutte nere) si intrecciano a un ricordo di qualche tempo fa e scodinzolano dinanzi alla The Humpty Dumpty Position, così come al Gioco della logica di Lewis Carrol. In apertura di quel libricino, Carrol, nello spiegare ai lettori, adulti, le regole del suo gioco logico, o del gioco della logica, chiamava in causa un’osservazione che ben calza con la struttura di questo albo per bambini e che ne sottolinea l’efficacia e l’immediatezza, giacché come giustamente detto dall’autrice, Anna Cerasoli, “nel linguaggio scientifico tutte le parole sono importanti, ma alcune sono fondamentali; infatti dal loro giusto uso dipende la correttezza del ragionamento”.

Così “tutte le torte fresche sono dolci” di Carrol, diviene qui “ Tutti i gatti del quartiere sono neri”; “ alcune torte fresche sono dolci” diventa “non tutti i gatti del quartiere sono neri”; infine “nessuna torta fresca è dolce” diviene “tutti i gatti del quartiere sono bianchi”, o no? E poi, che succede se dalla campagna arrivano anche dei gatti rossi? Mi sono persa nei garbugli logici fatti di rimandi e varianti lessicali. Il mondo è pieno zeppo di cose, di oggetti, di uomini, di gatti e ognuna di queste cose contiene un attributo, infatti alcuni gatti sono neri, altri bianchi, altri magri e altri grassi, specie se sono ipernutriti di croccantini. Sarà bene che io ritorni alla lettura di Gatti neri gatti bianchi, scioglierò qualche garbuglio in merito. Questo è certo!

copertina-gatti-neri-gatti-bianchi1Titolo: Gatti neri gatti bianchi
Autore: Anna Cerasoli, AnnaLaura Cantone
Editore: Editoriale Scienza
Dati: 2011, 48 pp., 12,90 €