La voce delle ombre

A prescindere dalla impeccabile struttura narrativa, intrecciata da fili perfettamente in armonia gli uni con gli altri cui Frances Hardinge ci ha abituati, La voce delle ombre ha qualcosa di altrettanto complesso ed è una complessità che non ristà solo nella maestria autoriale, quanto anche in un’empatia nei confronti dei personaggi protagonisti che valica la premura autore/creazione, per spostarsi sul sentiero accidentato della narrazione con luogo nella mente umana, con le sue contraddizioni, forza, paure, istinti e coraggio. E del rimorso, dell’incertezza di un passato in cui si radica e fonda il presente.
Makepeace è una ragazzina abituata a fronteggiare se stessa e un drappello sempre nuovo, mutevole e minaccioso, di spiriti che tentano di insinuarsi nella sua mente, allo scopo non solo di cercare di manipolare i suoi pensieri, ma soprattutto di trovare un alloggio e un involucro giovane e sicuro per restare attaccati quanto più possibile alla vita terrena.
In un processo che sembra avere tutte le caratteristiche della persecuzione, distante dall’immagine ideale di cura materna e per questo disturbante, la madre di Makepeace la sottopone a lunghe notti nei cimiteri per rafforzare la propria capacità di resistenza a quegli spiriti ‘insinuanti’. Una madre che pare carnefice, sorda alle suppliche della ragazza, indifferente al suo terrore, incrollabile, crudele addestratrice di una figlia che soffre senza la consolazione di una luce in prospettiva, per il tormento cui è destinata e per l’intransigenza della madre in più larga misura.

Poi accade che nell’Inghilterra del Seicento, Londra sia in tumulto, come le contee attorno ad essa, confuse, anch’esse piene di spiriti in contrasto fra loro; la città un ventre puzzolente e pericoloso che dà nutrimento e vita e allo stesso tempo si mostra ostile e indomabile, contro il re, contro i ribelli, contro tutti assieme. Accade che Makepeace e sua madre siano stritolate dalla folla che lotta, da quella confusa, da quella violenta, da quella che si difende, e che la madre si perda ancora una volta, smarrisca il suo essere madre e poi muoia, restando aleggiante sulla coscienza della figlia, inerme, sola, alle prese con decine di spiriti in agguato. Più uno.

Non si è mai certi della direzione che prenderanno gli eventi, ma così procedendo, anche in un contingente che è di per sé straordinario, essi non perdono mai in efficacia nel sorprendere. Giungono inattesi come potrebbe essere la zampata di un orso nel sorprendere un viandante nella calma del bosco. Stanno in agguato tra le pagine, in ogni pagina di questo romanzo corposo e denso, pronte a sbucare dalle tane più impensabili, dagli anfratti più nascosti della selva o della mente umana.

Nel corso della narrazione Makepeace cambia molte volte nome ma mai voce. È sempre salda nella sua irrequietezza, coi suoi artigli da orso si aggrappa ostinatamente ai suoi affetti, al futuro, a se stessa. Ha in comune con gli animali che tanto ama un istinto che conserva ferino, primordiale; quell’istinto la porta a tentare di salvare un orso, a scagliarsi contro i suoi carnefici, a dimenticare la paura. Quell’orso sarà il suo compagno, fedelissimo, brutale, dolcissimo nella sua ingenuità. L’accompagnerà sempre, invisibile solo agli stolti. Presente agli occhi che a pieno diritto potrebbero leggerlo protagonista.

Oltre a tutto questo, che è veramente poco e frutto di una sola voce, la mia, ci sono poi l’eccellente traduzione di Giuseppe Iacobaci e attenzioni grafiche molto efficaci ed eleganti. Tra molto pensare ho scelto di citare un passo di congedo che, sono certa, anche a una seconda rilettura sarà per me sempre il più bello.

[…] Era un tasso, che gironzolava tranquillo per i fatti suoi, come se non ci fossero guerre da combattere. Makepeace lo guardò affascinata. Si ricordò tutto quel che aveva appreso sui tassi nel bestiario a Grizehayes. Il tasso, le cui zampe erano più lunghe su un lato, per facilitargli il movimento sul terreno scosceso…
… e invece no. Lo vide distintamente che zampettava tranquillo sotto una macchia di luce: tutte le zampette erano delle stesse, modeste, tozze dimensioni.
Forse nessuna delle antiche verità era più vera. Questo poteva essere un mondo interamente nuovo, con regole tutte diverse. Un mondo nel quale i tassi non erano sghembi […]

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Titolo: La voce delle ombre
Autore: Frances Hardinge
Traduzione: Giuseppe Iacobaci
Editore: Mondadori
Dati: 2018, 429 pp., 17,00 €

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Canto di Natale e altri racconti

Canto di Natale e altri racconti, adattamento di Sara Marconi, illustrato da David Pintor - 2018 Lapis

I dolori che ricordi hanno dentro, in realtà, l’eco delle cose buone; e se perdi gli uni perdi anche gli altri.

Redlaw è uno stimato professore ma ha l’aspetto trasandato e consunto di chi abbia un dolore logorante nel cuore. In passato ha subito l’abbandono della persona amata ma soprattutto il tradimento del suo migliore amico. Vive tra il conforto dei suoi domestici (il custode e i suoi onestissimi genitori) e quello dei suoi libri.

Una sola cosa vorrebbe: dimenticare i torti subiti e recuperare la serenità ormai consumata dalle delusioni del passato.

 

Redlaw si muove in una Londra che è povera, fumosa; pur essendo un professore si sposta dal suo agio per svolgere il suo ruolo, pienamente, tra la gente semplice. Tra botteghe che sono anche case piene di bambini (o bocche da sfamare e stanzette in affitto per studenti squattrinati.

Il patto col fantasma è, secondo solo a Il canto di Natale, il racconto più lugubre tra i cinque natalizi scritti da Charles Dickens. Uscì la prima volta nel 1848 e racchiude nello spazio di poche pagine tutti i tratti fondamentali del romanzo sociale mescolati a un tormento interiore la cui resa è profonda e delicata.

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Il frontespizio della prima edizione de Il patto col fantasma, 1848

In questa edizione di Lapis le illustrazioni di David Pintor, coi tratti spigolosi e netti, contribuiscono ad acuire i tormenti dei protagonisti, così come le loro gioie. Capita che a guardarlo con superficialità Redlaw sembri un uomo diverso, così come è rappresentato, invece è proprio lo stesso, a renderlo diverso è la resa della sua anima, ormai consapevole che senza considerare il passato non si può ascoltare il presente. Cambia il timbro nel testo e cambia nelle illustrazioni. Nasi prominenti, braccia ossute, volti appuntiti; gote rubiconde, bustini pieni; ombre e luci sulle pareti di mattoni, sulle strade grigie. Tutto contribuisce ad alimentare la tensione e poi a scioglierla sulle note di un violino, la notte di Natale.

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Autore: adattamento di Sara Marconi, illustrato da David Pintor
Editore: Lapis
Dati: 2018, 143 pp., 13,50 €

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Clara Button a Londra per Una giornata magica

Quando una storia semplice diventa un’avventura? Qual è il momento esatto in cui una giornata diventa una giornata magica?

illustrazione extra per Clara Button a Londra una giornata magica © 2007 - 2012 Em Illustrates by Emily Sutton
illustrazione extra per Clara Button a Londra una giornata magica © 2007 – 2012 Em Illustrates by Emily Sutton

Alla prima e alla seconda domanda è facile, di una semplicità disarmante, trovare risposta nell’albo di Amy de la Haye e Emily Sutton Clara Button a Londra, una giornata magica. In un giorno come tanti, infatti, la piccola Clara sta giocando coi suoi bottoni fantasticando sul suo futuro da modista, quando il pestifero fratello Ollie irrompe nella stanza scombinandole i bottoni e, soprattutto, danneggiando il cappello appartenuto alla nonna (modista appunto) cui Clara tiene moltissimo. La malinconia per il cappello rotto è dura da dissipare ma alla mamma viene un’idea brillante: c’è un posto magico a Londra, pieno di segreti splendidi e oggetti rari e meravigliosi. Quello è il luogo dell’avventura, quello è il posto della magia: il Museo Victoria and Albert.

Clara Button a Londra, una giornata magica - Amy De la Haye, Emily Sutton - Donzelli
Clara Button a Londra, una giornata magica – Amy De la Haye, Emily Sutton – Donzelli

Nel museo Clara vedrà cose strabilianti e incontrerà qualcuno capace di riparare il suo bel cappello rovinato oltre a ritrovare il sorriso e ad inebriarsi del luccichio dorato di uno straordinario lampadario, della visione di scarpe strambe e cappelli straordinari. La storia termina con una dolce cioccolata calda: quale finale migliore per una storia di bimbi, bottoni e cappelli?

Clara Button a Londra, una giornata magica - Amy De la Haye, Emily Sutton - Donzelli
Clara Button a Londra, una giornata magica – Amy De la Haye, Emily Sutton – Donzelli

In un déco rivisitato in chiave contemporanea Emily Sutton conferisce all’avventura di Clara un tono caldo e vivace. Tutte le tavole ad inchiostro e acquerello presentano dettagli minuziosi che tradiscono una cura e un’attenzione notevoli nei confronti del lettore bambino, che avrà modo di vivere assieme a Clara l’esperienza magica della visita al museo.

copertina Clara ButtonTitolo: Clara Button a Londra, una giornata magica
Autore: Amy de la Haye, Emily Sutton
Editore: Donzelli
Dati: 2012, 48 pp., 16,00 €

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A ritrovarsi nel punto più alto del London Eye la prospettiva cambia

Sembra tutto semplice e tutto lineare all’inizio. Una famiglia, padre, madre e due figli, una Londra fatta di risvegli, colazioni, saluti e lavoro, l’arrivo di una zia un po’ tornado un po’ tempesta, e di un cugino, in visita ai parenti. Se non fosse per il contare e ricontare gli anellini di cereali rimasti ammollo nel latte o quelli mangiati e se non fosse per una gita al London Eye.

I tre ragazzi, Ted, Kate e Salim, sono in fila mentre le due madri prendono un caffè. Poi l’imprevisto, inatteso e fortunoso: un ragazzo sconosciuto risale la fila e regala ai tre ragazzi un biglietto per la ruota panoramica. Salim sta per lasciare l’Inghilterra per andare a New York; Kate e Ted sul London Eye sono già stati (sebbene Ted abbia voglia di ritornarci) per cui sembra scontato, e un po’ lo è: il biglietto tocca a Salim.

I due ragazzi seguono la cabina di Salim con gli occhi, credono di salutarlo quando raggiunge il punto più alto e poi lo attendono. Ma dalla cabina Salim non esce, né da quella che Ted e Kate hanno seguito con gli occhi, né dalle successive. Sembra impossibile, eppure Salim è scomparso. Incomincia qui un poliziesco sui generis il cui protagonista per eccellenza è un ragazzo, Ted, assai intelligente sul cui cervello “gira un sistema operativo diverso ” (“Ecco come il fatto di avere uno strano cervello, su cui gira un sistema operativo diverso da quello delle altre persone, mi ha aiutato a capire che cosa è successo”).

Ted tutto ripercorre, tutto ipotizza e tutto ricorda. Ama le previsioni del tempo e su di esse, e su complessi calcoli, gioca e incastra eventi che sui classici binari sarebbe difficile far avanzare. È l’investigatore perfetto, sebbene abbia qualche difficoltà nel rapportarsi con le sensazioni e con le reazioni altrui. In questo è eccellente, invece, la sorella. Assieme costituiscono un gruppo investigativo fondato sulla comune intraprendenza e tenuto assieme da una forza narrativa sorprendente che avvince sin dai primi moti del romanzo.

Le passioni, la disperazione, la frustrazione, l’angoscia s’accompagnano a un tono morbido quasi esse fosserp necessarie e indipendenti dal destino: quasi esse fossero alla pari di una tempesta, di un temporale, di una folata di vento. Un ciclo che è inutile cercare di frenare e su cui è impossibile intervenire. Ted lo sa, vale così anche per il tempo (quello metereologico). Nel momento in cui il vento avrà esaurito la sua spinta si calmerà e la soluzione, acquattata in un cantuccio, giungerà epifanica.

La sindrome di Asperger c’è ma Ted ne è pratico e consapevole portatore; c’è ma non viene mai nominata. Il mistero anch’esso c’è ed è sorretto da una semplicità per nulla lineare, per quanto possa invece darne l’impressione. La resa narrativa delle due cose assieme rende il romanzo piacevole e intenso, mai scontato, mai letto altrove. Come a non riconoscersi nella logica comune. Come a trovarsi nel punto più alto del London Eye: anche ad esserci stati diverse volte, l’emozione cambia.

Titolo: Il mistero del London Eye
Autore: Siobhan Dowd
Editore: Uovonero, i geodi
Dati: 2012, 256 pp., 14,00 €

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