Moon Sherbet

Moon Sherbet, di Heena BaekBear Books, 2014

“Tutto accadde durante un’umida notte d’estate.” E questo è l’incipit dell’albo di Baek Heena, illustratrice, autrice, artista coreana, che ambienta la sua storia in una notte particolarmente calda, dove nulla si muove perché ogni movimento sarebbe fonte di ulteriore calore e umidità, dove l’unico rumore che si sente, forte, insinuante, destabilizzante è quello dei motori dei condizionatori che si muovono a tutta velocità come pale di mulini in una giornata ventosa. Già, il vento. In notti così ce lo si sogna il vento, l’unica aria è quella calda mossa sempre dai quei motori appesi fuori alle ringhiere dei balconi, ognuno il suo, che ronza, gira, ronza. Gli appartamenti sono tutti illuminati, non si dorme proprio! Chi si serve ancora un drink super ghiacciato per dare all’ugola un attimo di freschezza, chi cerca spasmodicamente un altro programma in televisione, gambe allungate e piedi appoggiati al tavolino, impossibile leggere con questo caldo! Chi approfitta per farsi la messa in piega e al tavolo della cucina con la testa piena di bigodini sfoglia un libro, chi sonnecchia agitato sul divano, chi gioca a carte, chi tenta di farsi un po’ d’aria, non importa se calda, sventolando un ventaglio di bambù affacciata al terrazzo, chi bagna i fiori.

Si soffoca. Non si muove foglia. E non si sa come né perché ma si inizia a sentire caldo anche fuori dal libro! In tutto questo silenzio appiccicoso reso fisso dal nero della notte che colora la pagina e fa da sfondo al palazzo dove le luci accese degli appartamenti consentono al lettore di entrare e di curiosare un po’, ad un tratto un rumore diverso rompe il monotono ronzio dei condizionatori. Ploc! Ploc! Ploc! In quella notte nera di caldo anche la luna si stava sciogliendo: grosse gocce di un giallo luminoso si staccavano da quel tondo lunare incontrando la terra con un sonorosissimo Ploc! In men che non si dica la custode del palazzo, che fino a poco prima era quella che si stava sventolando in cerca di ristoro, corre fuori recando con sé una grande ciotola tonda per raccogliere le preziose gocce, il tempo di rientrare e porre in frigorifero quel raccolto luminosamente eccezionale e succede un fattaccio: la luce va via in tutto il condominio, troppi condizionatori accesi in città, troppa energia e il mondo si oscura.

Moon Sherbet, di Heena BaekBear Books, 2014
Moon Sherbet, di Heena BaekBear Books, 2014

E mentre una luce, come polvere luminosa esce dal frigorifero della custode creando una scia e tutti gli abitanti del palazzo scendono per vedere cosa succede nel suo appartamento, lei offre un sorbetto alla luna a tutti, fresco e dolce, refrigerante al punto che, rientrati a casa, nella notte buia buia, tutti spalancano le finestre lieti di quel buio, di quel fresco, di quella notte. Se non che nei sogni di tutti si sente un sonorosissimo Toc! Toc! A bussare alla porta della custode sono due coniglietti bianchi ancora imbragati nel sacco porta paracadute. Ora che la luna è sciolta dove potranno mai andare a abitare? Pare questa essere una notte lunga e piena di tormenti. Nella grande ciotola rotonda non resta altro che una goccia di quel sorbetto prezioso: forse per concimare la terra di quel vaso abbandonato, forse ne potrà nascere un fiore tondo e luminoso? Forse potrà crescere come il fagiolo magico? Potrà essere la casa per i due conigli bianchi?

Moon Sherbet, di Heena BaekBear Books, 2014
Moon Sherbet, di Heena BaekBear Books, 2014

La particolarità dell’albo risiede nella realizzazione delle immagini, non una semplice illustrazione ma una specie di diorama, un disegno ritagliato, assemblato, un palazzo costruito piano dopo piano, la piccola scatola arredata e ornata: tappezzerie anni ‘70, a ognuno il suo stile, quadri alle pareti, piastrelle per la cucina. Vecchi oggetti quotidiani, pezzi di giochi reali, molte cose ancora una volte disegnate, colorate, ritagliate e assemblate. Piccoli pezzi di tessuto e pizzo per tende e divani, lenzuola e tovaglie e minuscole sedie intagliate in legno morbido.

Moon Sherbet, di Heena BaekBear Books, 2014
Moon Sherbet, di Heena BaekBear Books, 2014

E poi i personaggi lupeschi: ognuno di loro con un muso, un’altezza, una postura per la quale l’autrice ha particolare cura, una grandezza diversa. Ritagliati perfettamente si muovono sulla scena come bamboline di carta perfettamente abbigliate, alcune in semplice canotta, altre in abiti leggeri, camicie da notte a fiorellini adatte a quel caldo fuori dal normale.

Moon Sherbet, di Heena BaekBear Books, 2014
Moon Sherbet, di Heena BaekBear Books, 2014

Un’arte quella di Baek Heena attenta al particolare, dove mai nulla è fuori posto, dove anche un abito se non è disegnato e colorato su carta è ritagliato nel tessuto cucito e ornato da lei stessa. Dove l’attenzione all’infanzia passa attraverso le figure adulte soprattutto dei nonni.

IMG-6516 (1)Titolo: Moon Sherbet
Autore: Heena Baek
Editore: prima edizione Storybowl, Korea 2010
Bear Books, 2014
Dati: 2010, 32pp, lingua coreano, 7,80€

Sonata per la Signora Luna

Sonata per la signora Luna, di Philip C. Stead, Erin E. Stead - 2019, Babalibri

Una ragazza di nome Harriet Henry suona il violoncello. I genitori vorrebbero che si esibisse per quanto è brava, ma Harriet non ama suonare davanti a una platea, non ne sopporta nemmeno l’idea. Preferisce crearsi uno spazio solitario in cui suonare solo per se stessa.

Lo immagina proprio a sua misura, quello spazio, lo sogna perfettamente arredato secondo i suoi gusti, si accomoda in quell’astrazione e suona.

Sonata per la signora Luna, di Philip C. Stead, Erin E. Stead - 2019, Babalibri
Sonata per la signora Luna, di Philip C. Stead, Erin E. Stead – 2019, Babalibri

Ciononostante, sebbene, cioè, riesca a ritagliare fermamente i propri spazi, Harriet è dentro di sé cosciente della condizione effimera in cui per sua mano si pone, e la frustrazione per questa consapevolezza tocca le corde più fragile della sua anima e le suona con rabbia. Una rabbia che la porta a scagliare oggetti verso qualsiasi fonte di disturbo, anche il verso di un gufo, inconsapevole di riempire con suo verso una solitudine scelta e ricercata.

Sonata per la signora Luna, di Philip C. Stead, Erin E. Stead - 2019, Babalibri
Sonata per la signora Luna, di Philip C. Stead, Erin E. Stead – 2019, Babalibri

Harriet non aveva intenzione di colpire il gufo.
“Voglio solamente stare da sola” pensò. Si sedette per la terza volta e cercò di trasformare il rimorso in una nuova tazza di tè.
Prima che ci riuscisse, però, la casetta si riempì di fumo. In fretta e furia Harriet fece da sé un secchio, lo riempì d’acqua e lo rovesciò nel camino. Dopodiché corse fuori.

Come spesso accade nei libri della coppia Stead (Philip ed Erin), le astrazioni intime, le fantasie dei protagonisti, agiscono assieme al contingente reale; il fumo opprimente del senso di colpa va a sua volta soffocato con un secchio d’acqua, liberatorio, creato anch’esso da sé. Il sé intimo mette con le spalle al muro e poi libera, creando una via di fuga.

Sonata per la signora Luna, di Philip C. Stead, Erin E. Stead - 2019, Babalibri
Sonata per la signora Luna, di Philip C. Stead, Erin E. Stead – 2019, Babalibri

Harriet esce fuori, quindi. È questo il momento in cui avviene l’incontro con la Signora Luna. L’immaginazione, che fino a questo momento, era stata riparo e ripego diventa qui compagnia. Harriet cerca di contrastarla ma è forte, capace, accogliente. E l’atmosfera di  olio soffuso e morbido di Erin Stead le rende il compito più semplice. I colori tenui avvolgono con delicatezza Harriet e fanno da controcanto perfetto alle parole di Philip, e viceversa, perché non c’è una melodia principale e una secondaria in quest’albo, che consiglio a chiunque insegua un sogno bellissimo, a chiunque abbia timore della sua bellezza.

Sonata per la signora Luna, di Philip C. Stead, Erin E. Stead - 2019, Babalibri
Sonata per la signora Luna, di Philip C. Stead, Erin E. Stead – 2019, Babalibri

51ujpaJDHOL._SX318_BO1,204,203,200_Titolo: Sonata per la signora Luna
Autore: Philip C. Stead, Erin E. Stead (traduzione di Cristina Brambilla)
Editore: Babalibri
Dati: 2019, 40 pp., 13,00 €

Voglio la Luna

Voglio la Luna, di Umberto Guidoni e Andrea Valente, ill. di Susy Zanella - 2019, Editoriale scienza

Cinquanta anni dal primo allunaggio, quasi (Apollo 11, 20 luglio 1969), e, per la gioia dei bambini e dei ragazzi appassionati di astronomia, in libreria è un fiorire di libri che ne celebrano il ricordo.  Tra i tanti quello che trovo più completo e più affascinante è Voglio la Luna, scritto a quattro mani dall’astronauta Umberto Guidoni e dal premio Andersen Andrea Valente.

Voglio la Luna, di Umberto Guidoni e Andrea Valente, ill. di Susy Zanella - 2019, Editoriale scienza
Voglio la Luna, di Umberto Guidoni e Andrea Valente, ill. di Susy Zanella – 2019, Editoriale scienza

Completo perché in maniera molto naturale attraversa il mito, la storia, l’arte, la scienza; affascinante per le stessa ragione più una: le illustrazioni. Ecco trovo il corredo iconografico splendido. E non si tratta di materia semplice, perché in questa Luna, così come è narrata per immagini, c’è la scienza e c’è l’ineffabile. Difficile era rendere il mito, la leggenda, così come lo era produrre varianti di narrazioni cinematografiche, pittoriche, musicali. Ritengo che Susy Zanella sia riuscita in un’impresa molto ardua, e l’abbia fatto senza inciampi e senza retorica.

Voglio la Luna, di Umberto Guidoni e Andrea Valente, ill. di Susy Zanella - 2019, Editoriale scienza
Voglio la Luna, di Umberto Guidoni e Andrea Valente, ill. di Susy Zanella – 2019, Editoriale scienza

La luna, quasi una fantasia*, eppure così presente, così cangiante, luminosa, vera, una fantasia, quasi.

Umberto Guidoni, primo astronauta europeo a bordo della Stazione spaziale internazionale, e Andrea Valente la narrano con un tocco che è sognante e molto ben radicato al suolo, mi vien da dire esattamente come immagino fosse, a vederlo, il primo passo sulla Luna: si tocca il suolo, si lasciano impronte tangibili e poi si sale su, verso l’alto, in altri respiri, altre dimensioni, per poi tornare a toccare la realtà, color panna, polverosa, concreta.

Voglio la Luna, di Umberto Guidoni e Andrea Valente, ill. di Susy Zanella - 2019, Editoriale scienza
Voglio la Luna, di Umberto Guidoni e Andrea Valente, ill. di Susy Zanella – 2019, Editoriale scienza

Il primo capitolo si occupa di considerare come la Luna abbia ispirirato l’uomo fin dall’antichità. Così brillante in cielo ma soprattutto affabile nel lasciarsi osservare senza ferire la vista, non solo è sempre stata oggetto di studio, ma anche indiscussa protagonista di miti, leggende, fiabe popolari, e poi romanzi, film, fumetti, dipinti e brani musicali. L’ha ritratta Van Gogh, al cinema è stata con Méliès, Kubrick, Verne l’ha raccontata per iscritto e poi celebrata da Leopardi, Beethoven…

Nel secondo capitolo il passo torna alla scienza e qui trovano risposta molte domande: Come si è formata? Davvero influisce sul mare? Cos’è un’eclissi? Sulla Luna c’è la gravità?

Quindi la storia di tutte le missioni spaziali che hanno portato l’uomo sulla Luna e, per concludere, le ipotesi e le fantasticherie in merito a tutto quanto potrebbe accadere in futuro.

In tutti e quattro i capitoli degli intramezzi narrativi ben differenziati dai diversi stili delle illustrazioni, così come da una diversa composizione sulla pagina.

*Opera per pianoforte n° 14 in do diesis minore, Luswig van Beethoven

VOGLIO-LA-LUNA_susyzanella_editoriale_scienzacopTitolo: Voglio la LunaVoglio la Luna
Autore: Umberto Guidoni e Andrea Valente, ill. di Susy Zanella
Editore:  Editoriale scienza
Dati:  2019, 160 pp., 18,90 €

 

 

 


Questa è una recensione per celebrare il #MaggioDeiLibri in seno alla traccia: Guarda che luna! A cinquanta anni dall’allunaggio

Il sapore della Luna

Che fai tu, luna, in ciel? Dimmi, che fai,
silenziosa luna?*

Oltre a far venire l’acquolina in bocca a quelle nove paia di occhi che rilucono del tuo pallido bagliore, s’intende. Perché che sia d’oro e d’argento è chiaro, così come ruvida e un po’ liscia, a volte a spicchio a volte piena, ma è dolce? È salata?

"<em

Gli animali del bosco guardano ogni notte alla luna chiedendosi che sapore abbia; tutti provano a raggiungerla per conquistarne un pezzetto, dare una leccatina…, stirandosi, allungandosi, tendendo colli e zampe, ma nulla, ogni tentativo si rivela vano.

"<em

Fino a quando la tartaruga non ricorda la fiaba dei fratelli Grimm, quella del cane che sale sulla groppa dell’asino e il gatto sulla schiena del cane e il gallo in cima a tutti, e idea! Se, pur salendo su una collinetta, e mettendosi sulle punte, lei da sola non riesce nemmeno a toccare la luna ci riuscirà senz’altro mettendosi sulle spalle dell’elefante. Funziona!… Quasi. Serve la giraffa, e poi la zebra e poi il leone e poi altri ancora, e infine il topo, che aggiunge quel mattoncino in più alla torre, sufficiente a staccare un pezzetto di Luna.

Il sapore della luna, di Michael Grejniec - Kalandraka 2019
Il sapore della luna, di Michael Grejniec – Kalandraka 2019 Qui il sole si è intrufolato a volere sottolineare con un suo raggio la tenacia degli animali.

La luna dal canto suo è stupefatta dal successo degli animali, nè è sorpresa e un poco irritata. Per notti aveva giocato a farsi rincorrere dagli animali, illudendoli e ridacchiando di loro, sottovalutandone infine, annoiata dal gioco, le possibilità, specie se affidate a un esserino lungo pochi centimetri. E adesso? bocca all’ingiù in un lampo si ritrae e assottiglia fino a diventare uno spicchio, allontanandosi, sola. Irragiungibile.

Un po’ fiaba, un po’ leggenda, questa storia illustrata e scritta da Michael Grejniec dalla struttura classica, cumulativa, offre un pezzettino, dal sapore che più si preferisce, di lavoro di cooperazione, tenacia, meraviglia. E si conclude nel riflesso di un lago che ospita un pesce.

“Perché hanno fatto tutti quegli sforzi
per raggiungere in cielo la luna?
Quaggiù, nell’acqua, ce n’è un’altra
e io la mangio ogni notte”

Sarà pur vero, caro pesce, ma tu la luna non la mangi stringendoti ai tuoi amici, la mangi da solo. Qui sta la differenza, la tua luna ha un sapore diverso, senz’altro meno croccante.

Le illustrazioni hanno una texture dal sapore speciale, morbido. La luna ha una sua consistenza, se ne percepisce la rotondità la caratteristica luminescenza.

64926 A QUE SABE LA LUNA PortadaTitolo: IL SAPORE DELLA LUNA
Autore: Michael Grejniec, (Gabriella Manna traduzione)
Editore: Kalandraka
Dati: 2019, 36 pp., 16.00 €

 

 

 


*cit. Canto notturno di un pastore errante dell’Asia, Giacomo Leopardi

Cosa fa la luna di notte?

Cosa fa la luna di notte? di Anne Herbauts - Donzelli

È pallida e solitaria la luna nel cielo diurno. Bianco soffuso il suo colore, sembra consistere semplicemente degli stralci di spuma smarriti da qualche nuvola distratta. Diffonde malinconia, di giorno, e annuncia, brillando sempre più intensamente, l’avvicinarsi della notte e poi il calare delle tenebre. Brr… che paura! Ma, di fatto, si va a letto, le si lancia qualche occhiata malinconica e ci si dimentica di lei. Però, che fa la luna di notte?

Cosa fa la luna di notte? di Anne Herbauts - Donzelli
Cosa fa la luna di notte? di Anne Herbauts – Donzelli

Difficile credere che se ne stia appuntata al cielo per tutto il tempo, e infatti, sebbene di giorno effettivamente dorma, col calar del sole si alza e incomincia a disegnare con maestria centinaia e migliaia di stelle, a grandi passi percorre lande e foreste e disperde la nebbia, cerca, per quanto possibile di scacciare il rumore dalle città, semina sogni a manciate e rinchiude gli incubi negli armadi. Nonostante tutto questo impegnativo sfaccendio, civetta come solo la luna sa essere, riesce a trovare il tempo di specchiarsi nello stagno; tutto questo in compagnia di un sinuoso gatto nero.

Cosa fa la luna di notte? di Anne Herbauts - Donzelli
Cosa fa la luna di notte? di Anne Herbauts – Donzelli

Anne Herbauts, con un albo di grandi dimensioni (28×36), evoca l’intensa attività della Luna. Una Signora pallida, dal naso appuntito, le guance rubiconde. Il tratto della giovane illustratrice belga è naif sebbene riveli, con una piacevole spontaneità, una padronanza composta ed esperta. Il colore buio della notte viene dissipato e sottolineato al contempo dal brillante pallore della Luna e, e questo è amplificato dalla naturalezza delle parole in rima, dalla sua frizzante operosità e dalla sua tenera civetteria. Rivela l’intenzione di fare del proprio meglio in ogni circostanza e di godere degli istanti di serenità, di cercare di rigenerarsi in quegli stessi istanti, a voler cercare un messaggio. Ma noi non crediamo nelle storie che inviano messaggi segreti in codici da decifrare. Noi amiamo le storie che parlano con immediatezza e ci svelano cose che non immaginavamo. E questa è una di quelle.

7ada32cb9d7266e2bfb7f1926525e671_w600_h_mw_mh_cs_cx_cyTitolo: Che fa la luna di notte?
Autore: Anne Herbauts
Editore: Donzelli
Dati: 2010, 30 pp., 24,00 €