Il lupo, la papera e il topo

Quale evento può essere più straordinario nella vita semplice e bucolica di un topolino? Oltre a essere mangiati da un lupo, intendo.

Il lupo, la papera e il topo, di Mac Barnett, Jon Klassen -2018, Mondadori
Il lupo, la papera e il topo, di Mac Barnett, Jon Klassen -2018, Mondadori

Può straordinariamente accadere che il topo si ritrovi nella pancia del lupo tondo tondo, con la coda al suo posto, nemmeno un baffo stropicciato. Buio, buio pesto, eccezion fatta per una luce, flebile, di candela. E in barba a quanto ci si potrebbe aspettare, a parte qualche gorgoglio digestivo, affatto silenzioso.

“Ebbene?” chiese la papera.

Perché, sì, in quella pancia di lupo debolmente illuminata c’è una papera distesa in un lettuccio con tanto di tappeto ai piedi del letto e berretto da notte. Disturbata dalla presenza del topo in casa propria. Perché non avete idea delle cose che si possono trovare nella pancia di un lupo: un intero set di pentole, tovagliati, ingredienti d’alta cucina, quadri, tavole, seggiole. Oltre che una serenità e un quieto vivere che fuori dalla pancia non erano della stessa qualità, anzi. E alle quali il topo non tarda ad adattarsi…

Il lupo, la papera e il topo, di Mac Barnett, Jon Klassen -2018, Mondadori
Il lupo, la papera e il topo, di Mac Barnett, Jon Klassen -2018, Mondadori

L’elemento che rende questa storia originale è la commistione tra generi. Parte come una favola, con la vita quotidiana di questi due animali ben assortiti che filosofeggiano e agiscano alla maniera umana, poi s’intromette a smuovere eventi e pancia un cacciatore, che è proprio quello che va alla caccia del lupo di chiara matrice fiabesca, per poi concludersi ancora alla maniera della favola con una chiosa classica che non vi anticipo.

<em>Il lupo, la papera e il topo</em>, di Mac Barnett, Jon Klassen -2018, Mondadori
Il lupo, la papera e il topo, di Mac Barnett, Jon Klassen -2018, Mondadori

Lo stile ironico di Jon Klassen si incrocia perfettamente con quello asciutto e altrettanto intelligente di Mac Barnett e ben si esplica nella doppia pagina in cui la papera ricorda con un certo pathos la sua vita piena di rischi quando la trascorreva nel bosco, fuori dalla pancia: zampetta palmata ferma a mezz’aria per volgere uno sguardo di sbieco dietro ala sua coda, giacché un albero per una pura casualità si è spezzato e caduto. Per quale fortuito caso non l’ha schiacciata? No… meglio l’umidità della pancia del lupo. “Uhi! Uuuh!”

Il lupo, la papera e il topo, di Mac Barnett, Jon Klassen -2018, Mondadori
Il lupo, la papera e il topo, di Mac Barnett, Jon Klassen -2018, Mondadori

51+39Ktn57L._SX377_BO1,204,203,200_Titolo: Il lupo, la papera e il topo
Autore: Mac Barnett, Jon Klassen
Traduzione: Chiara Carminati
Editore: Mondadori
Dati: 2018, 40 pp., 16,00 €

Leo. Una storia di fantasmi

Leo è un fantasma, inquietante nella misura in cui un fantasma possa esserlo nel momento in cui, sebbene talvolta mossi dalle migliori intenzioni, si palesa, si manifesta.

I fantasmi sono considerati intrusi provenienti da un mondo che è altrove e, che per essere distante o straniero, fa paura. Laddove ci sia una presenza estranea la prima reazione, purtroppo quella che si rivela più naturale, è di scacciarla via, liberarsene per poter vivere indisturbati, tranquillamente.

Leo. Una storia di fantasmi, di Mac Barnett, Christian Robinson - Terre Di Mezzo
Leo. Una storia di fantasmi, di Mac Barnett, Christian Robinson – Terre Di Mezzo

Una premessa che affonda le radici in altro, nei nostri giorni. Ma, sarà stato il mio stato d’animo, sarà stata una lettura adulta di questo albo tenero che è storia di fantasmi ma soprattutto d’amicizia, il mio sguardo è stato portato da un tocco lieve in questa direzione.

Leo è il fantasma di quello che era un bambino, la morte l’ha toccato come l’avrebbe toccato la guerra, facendogli perdere la propria casa, la propria famiglia. Distruggendo col logorio del tempo i suoi luoghi cari, il negozio di caramelle, per esempio. Come Leo, c’era una volta, adesso non più.

Leo. Una storia di fantasmi, di Mac Barnett, Christian Robinson - Terre Di Mezzo
Leo. Una storia di fantasmi, di Mac Barnett, Christian Robinson – Terre Di Mezzo

Leo è trasparente e solo. Vive la propria solitudine come condizione scontata e inevitabile. Quando viene scoperto e costretto ad abbandonare il luogo in cui alberga, si allontana senza troppi rimpianti, cercando di convincere se stesso che una condizione vale l’altra: da fantasma casalingo può diventare fntasma girovago, che male c’è?

Però quando incontra una bambina capace di vederlo, che in lui identifica il proprio amico immaginario, vivere assieme a lei lo rende felice e partecipe. In preda al senso di colpa Leo confessa la propria effimera essenza, la bimba lo comprende e accetta di buon grado la verità. Che per quanto ingombrante è sempre il peso più leggero da condividere.

Leo. Una storia di fantasmi, di Mac Barnett, Christian Robinson - Terre Di Mezzo
Leo. Una storia di fantasmi, di Mac Barnett, Christian Robinson – Terre Di Mezzo

La palette in azzurro e nero è assonante con lo spirito della storia, la investe di un sapore retrò, ne esplicita l’essenza, Leo vi si muove con naturalezza, in essa si confonde. Più che freddo, il blu si rivela contesto morbido per la nascita di un’amicizia che suggella empatia e accoglienza.

51mpjn5qcvl-_sx399_bo1204203200_Titolo: Leo. Una storia di fantasmi
Autori: Mac Barnett, Christian Robinson
Editore: Terre Di Mezzo
Dati: 2016, 48 pp., 15,00 €

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