Natale su tutti i piani

1 dicembre, 2016. #AkAdvent

Dicembre 1843. Tra i tetti di Parigi ce n’è uno abitato da una coppia di fratelli: lei sarta, lui, di soli nove anni, malato. Lei si chiama Jeanne e cerca di guadagnare qualche soldo per tirare avanti e provvedere al fratello, Hugues, il cui stato di salute, dopo la morte della madre, non fa che peggiorare.

Natale su tutti i piani, Marie-Aude Murail, Boiry - 2016 Camelozampa
Natale su tutti i piani, Marie-Aude Murail, Boiry – 2016 Camelozampa

È una fiaba, è una fiaba di Natale, quella che ci racconta Marie Aude Murail; ne ha l’andamento, la struttura, le svolte narrative; piuttosto classica l’impostazione, ma altrettanto moderno il lessico, il timbro di tutta la narrazione. Dalla situazione misera, di indigenza, dalla quale i fratelli sembra siano destinati a non sfuggire, passando per il momento in cui la protagonista, l’eroina, si macchia di un’azione che ne fa traballare le fondamenta oneste e pure e, al contempo, ne rafforza empaticamente le sembianze generose, si attraversa il momento più buio, quello in cui tutto sembra essere perduto, fino a quando l’eroe, che già avevamo incontrato e ben faceva sperare, non interviene in favore dei più deboli, per ristabilire un equilibrio, per scrivere le pagine di un lietissimo fine.

Natale su tutti i piani, Marie-Aude Murail, Boiry - 2016 Camelozampa
Natale su tutti i piani, Marie-Aude Murail, Boiry – 2016 Camelozampa

Ma mentre la fiaba segue il suo corso su tutti i piani di questo Natale avviene altro: non solo il giorno di Natale si festeggia ciascuno a proprio modo, su ogni piano (da quello della portiera, a quello dei signori danarosi, alla soffitta dei nostri beniamini), quanto un’altra storia si svolge parallela. Ed è la storia per me più bella: quella in cui si scopre il valore della lettura. Tutta questa bella fiaba ruota attorno a un perno: i due fratelli stanno imparando a leggere, sillabano, si esercitano coi gessetti. Jeanne si macchia di furto per poter donare un libro a suo fratello, un libro vero. Si tratta de “Il medico di campagna” di Balzac. Un libro salvifico. Io stessa l’ho amato molto da ragazzina. Ma né Jeanne, né Hugues, possono leggerlo, o meglio, sono in grado di farlo. Li aiuta a decifrare il titolo il nostro eroe, in questo davvero eroico, perché insegna a Jeanne a usare lo strumento che salverà la vita a Hugues; questo eroe per caso è un ragazzo, uno studente che passa il tempo a gozzovigliare con gli amici. I due ragazzi sillabano la parola medico, è quello che occorrerebbe a Hugues che, proprio nella notte di Natale peggiora, sembra morire…

Natale su tutti i piani, Marie-Aude Murail, Boiry - 2016 Camelozampa
Natale su tutti i piani, Marie-Aude Murail, Boiry – 2016 Camelozampa

Un libro da leggere e regalare a Natale, perché è arricchito da illustrazioni delicate e narrative che danno al testo un tocco novecentesco molto raffinato, perché l’ha scritto Marie Aude Murail e questa è già un’ottima garanzia e infine perché a Natale non si è mai sazi di fiabe, e questa è proprio da focolare.

613jlxcwtcl-_sx347_bo1204203200_Titolo: Natale su tutti i piani
Autore: Marie-Aude Murail, Boiry, Sara Saorin (trad.)
Editore: Camelozampa
Dati: 2016, 48 pp., 11,90 €

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Gesù, come un romanzo

Ai tempi dell’università, saltellavo dall’idea di una tesi all’altra: ho avuto il mio periodo yiddish, ho avuto quello gotico, da belle dame sans merci, quello norreno. Infine ho scoperto un poema in sassone antico straordinario. Si chiama Heliand, ovvero Il Salvatore. È un poema della prima metà del nono secolo, è il Vangelo sassone. Scelsi di analizzare il lessico della natura e, più nello specifico, quello dell’acqua, perché mi incuriosiva capire come si fosse adattato al contesto, come da una condizione di penuria si translasse, traducesse, a una condizione di abbondanza. Nel processo di adattamento, c’era da considerare una cultura del tutto oppositiva, restia alla cristianizzazione, ma anche il contesto geografico totalmente differente. La riflessione su questo si approfondì e arricchì, quando scoprii tra quelle pagine un Gesù fiero e indomito, perseverante, e un Pietro combattente coraggioso, estraneo alla paura, piuttosto spigoloso. Tutto nel Vangelo sassone era epico, persino i toni.

0118_Gesù, come un romanzoPerché io racconti tutto ciò nel voler parlare di Gesù, come un romanzo di Marie-Aude Murail è presto detto. Perché ritengo che esso sia, come il mio amato poema sassone, una variante che parla a un uditorio non conforme, atipico. Io dovetti imparare una lingua antica per tradurre nella mia ciò che era stato già tradotto (nel senso latino del termine oltre che in quello più corrente, di condotto) da un’altra lingua. L’autrice di Gesù, come un romanzo conduce il Vangelo per mano di Pietro, che lo racconta come se riportasse la sua storia a un amico, come se condividesse il proprio, straordinario, vissuto, spogliandolo della patina sovrannaturale, pur conservandone tutte le meraviglie, per renderlo vicino, comprensibile, reale. Il lessico è diretto, la stessa narrazione lo è; si procede per capitoli, come se Pietro incontrasse il lettore e a lui confidasse le proprie paure, le proprie insicurezze; come se trasmettesse al lettore le proprie esperienze, come quei racconti tra amici in cui il silenzio precede sempre un racconto denso; ecco i titoli dei capitoli di questo romanzo sono come quel silenzio; perlomeno lo sono stati per me.

“Simone,” mi disse, “tu ormai ti chiamerai Pietro. Tu eri un pescatore di pesci, io farò di te un pescatore di uomini”. La sua voce mi bruciava dentro. “Vieni, Pietro, seguimi”. L’ho seguito. Ho lasciato tutto. È lui che mi ha preso nelle sue reti.

Si sente in questo scambio riportato da Pietro, tutto il conflitto interiore dell’uomo che non sa rinunciare ai propri affetti, alla propria casa; che non vorrebbe andare ma infine cede e va, conservando una certa e naturale acredine nei confronti di chi lo ha avvinto nella sua rete. È il rapporto tra i due, Gesù e Pietro, che percorre le pagine e il racconto, più di quanto non faccia il resto e che rende il restante appassionato, contrastante e intenso. Due uomini anticonformisti, capaci di risalire controcorrente, di non piegarsi mai, rifuggendo la violenza e inseguendo, invece, degli ideali altissimi.

0118_Gesù, come un romanzoTitolo: Gesù, come un romanzo
Autore: Marie-Aude Murail
Editore: Camelozampa
Dati: 2015, 112 pp., 10,90 €

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Miss Charity

Beatrix Potter (1866–1943) "My rabbit Peter is so lazy." Autograph letter signed to Noël Moore, 4 February 1895
Beatrix Potter (1866–1943) “My rabbit Peter is so lazy.” Autograph letter signed to Noël Moore, 4 February 1895

Un bel volume corposo, di quelli che leggendo scorri le pagine per appurare che sì, meno male, ne rimane ancora parecchio da leggere; di quelli con una struttura forte, non rapida, indugiante piuttosto; di quelle dai personaggi che non deludono, che nonostante tutte le loro umane contraddizioni o debolezze, rimangono fedeli a sé stessi concedendosi e concedendo al lettore, però, tensione, colpi di scena, ardite imprese e capovolgimenti d’intenti.

Miss Charity è una bambina, poi donna, e la storia è sua non solo perché ne racconta le quotidiane avventure ma anche perché è proprio pervasa dal carattere gioioso, cocciuto, dolce, controtendenza e ironico (autoironico) della fanciulla. Ma non è questo il fulcro originale del romanzo; non sta qui il suo fascino… di ragazzine ribelli che si ritrovano fuori posto in una famiglia e in una società che vorrebbe domarle e le desidera diverse, la letteratura è zeppa. Il fulcro originale del romanzo è che è zeppo di letteratura e di riferimenti più o meno velati a romanzi, protagonisti, autori. I due esempi più manifesti sono chiaramente quello a Beatrix Potter (di cui la stessa autrice, la francese Marie-Aude Murail, dichiara di aver voluto fare un fake, una non-biografia) e quello a Shakespeare, le cui parole sono filo conduttore di ogni passo della protagonista, che ne impara, e recita, intere opere a memoria.

Charity Tiddler è quindi Beatrix Potter ma potrebbe ben essere Mary Lennox, così come Elizabeth Bennet: ciascuna con un giusto sprezzo delle norme e delle regole dell’amore, un po’ più di talento per gli acquerelli, un po’ più passione per gli animali. “Si potrebbe pensare che io vivessi da sola nella nursery, in mezzo a rane e topi. E l’idea non è nemmeno troppo lontana dalla realtà. Venivo chiamata solo di rado in sala. Mamma era una di quelle persone per cui un bambino poteva al massimo essere visto, ma mai sentito”.

Charity vive nell’800 ed è circondata da co-protagonisti che sempre si incrociano senza mai contaminarsi, senza mai cedere al proprio passo: c’è il passo sfrontato del ragazzetto, poi uomo (Kenneth Ashley), che pare sempre sul punto di smarrirsi ma mai si perde; c’è la madre, pervasa da uno spirito conservatore impermeabile anche all’evidenza; c’è la tata folle, forse perduta, sempre presente; c’è la tutrice, lieve, fragile, portatrice di un’amicizia che è forte, vera. Protagonista di una storia d’amore intensa e vivificante di riscatto; c’è l’editore che fa un passo molto lungo, per nulla lungimirante, che si rivela straordinario; ci sono le cugine che si muovono solo nelle sale dell’alta società e i cui passi sono solo di danza (preferibilmente nuziale); e infine ci sono gli animali di Charity attorno ai quali tutto ruota, anche il talento della ragazza per il disegno, per le storie, per la libertà.

Si tratta di un romanzo delizioso, scritto con levità e denso di un tanto che non è mai troppo. Lo consiglio vivamente e lo raccomanderei come lettura nelle scuole secondarie.

51e4NeW6-dL._Titolo: Miss Charity
Autore: Marie-aude Murail
Editore: Giunti
Dati: 2013, 480 pp., 12,90 €

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