La trottola di Sofia

A chi – poco esperto di formule e numeri – mi chiedeva di cosa si trattasse, dicevo ridendo: – Devo capire come funziona una trottola, come si muove un pendolo. In realtà si trattava di un vero e proprio rebus, una “sirena matematica”, come la chiamavano, ironicamente, gli studiosi.

Sofia Kovalevskaja è una donna che riesce a realizzare i propri sogni. Grande matematica russa vissuta nella seconda metà dell’Ottocento, è un’eroina della Storia e della scienza. La trottola di Sofia, di Vichi de Marchi,  che ne narra la vita, è uno dei 5 libri candidati quest’anno al Premio Strega (categoria+11), la cui premiazione avverrà a breve, durante la Bologna Children’s Book Fair.

Sofia Kovalevskaja racconta in prima persona e il processo di immedesimazione percorso dall’autrice si intuisce lungo e profondo. È impegnativo “diventare un altro”, specie nel caso delle biografie, e talvolta si rischia di investire troppo dell’autore nella vita di chi si racconta. Qui l’equilibrio, invece, si mantiene saldo, non ci sono toni distaccati o altri patetici. Sofia ci si racconta e appare in tutta la sua passione per la matematica, in tutto il suo coraggio, in tutta la sua determinazione.

la trottola di sofia
La trottola di Sofia, Vichi de Marchi, Simona Mulazzani – 2014 Editoriale Scienza

Sofia rinuncia e rifugge i ruoli che la società le impone. Ruoli stereotipati, di moglie, di donna, per vivere liberamente la propria intelligenza, le proprie passioni, il proprio talento. Nasce in Russia e sempre tenterà di riconnettersi alle proprie radici, ma durante la propria vita e in nome della matematica valicherà, spesso correndo rischi altissimi, moltissimi confini. Da un Paese all’altro cercando lo spazio giusto per poter studiare, per poter accedere alle università (allora precluso alle donne); e lo fece con tale caparbietà da riuscire a spezzare quelli metaforici e reazionari. Sacrificando la propria vita personale, rinunciando persino alla propria figlia, riuscì ad emanciparsi, e fu la prima donna a ottenere una cattedra di matematica nell’ateneo di Stoccolma, non senza l’opposizione di docenti conservatori.

Quando Sofia sale in cattedra, il 30 gennaio 1884, l’aula è gremita di gente venuta ad assistere a un momento storico, la prima lezione tenuta da una donna.

Non ho alcuna competenza in matematica, ma non ne ho avuto bisogno per leggere con gusto questo romanzo biografico che scorre con un ritmo molto sostenuto e rinfocola lo spirito che in ciascuno c’è di rivalsa e audacia. È una lettura che consiglio a tutte le ragazze e i ragazzi che vogliano scoprire cosa significhi davvero essere e rendere sé stessi liberi.

Screenshot 2016-03-22 12.20.28Titolo: La trottola di Sofia
Autore: Vichi De Marchi
Illustratore: Simona Mulazzani
Editore: Editoriale Scienza
Dati: 2014, pp. 128, 12,90 €
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L’insieme fa la forza

L'insieme fa la forza, di Anna Cerasoli e Allegra Agliardi - 2013, Editoriale scienza
L’insieme fa la forza, di Anna Cerasoli e Allegra Agliardi – 2013, Editoriale scienza

Tra i membri della famiglia De Topinibus ci sono topolini coraggiosi, altri giovani, altri non più giovani; ci sono nonne, zii, cugini, fratelli; tutti fanno parte di uno stesso insieme, quello dei topi, naturalmente, e di un altro insieme particolarmente esteso (che comprende anche moltissimi umani, specie me): quello dei golosi mangiatori di formaggio. Ma anche di pezzetti di pane raffermo.

Proprio mentre è alle prese con una succulenta briciola, Tato vive una brutta esperienza che lo renderà risoluto e celebre in un colpo solo. Un colpo di mestolo, una bastonata vera e propria, s’intende!

L'insieme fa la forza, di Anna Cerasoli e Allegra Agliardi - 2013, Editoriale scienza
L’insieme fa la forza, di Anna Cerasoli e Allegra Agliardi – 2013, Editoriale scienza

Basta! Tato vendicherà se stesso e tutta la sua famiglia. Studia allora un piano ardito e lo illustra a tutti i De Topinibus che, concordi, decidono di andare all’attacco dell’omone manesco e del suo temibile alleato canide. Si dividono e organizzano in sottoinsiemi: i coraggiosi, i forti (e anche in non coraggiosi e non forti; tutti servono all’occorrenza). Dopo varie peripezie e una manifestazione pacifica con tanto di cartelli, i topi riescono a convincere l’uomo e anche il suo cane: raggiungono un accordo d’amicizia e vanno a vivere insieme.

L'insieme fa la forza, di Anna Cerasoli e Allegra Agliardi - 2013, Editoriale scienza
L’insieme fa la forza, di Anna Cerasoli e Allegra Agliardi – 2013, Editoriale scienza

La storia è lineare e piacevole; tra le righe, però, suggerisce anche qualcos’altro. I Topinis de Topinibus costituiscono infatti un esempio di insieme. La storia è uno strumento per introdurre le prime operazioni insiemistiche: in arancio, tra le parole, sono infatti evidenziati i connettivi logici “non”, “e”, “o”. Il piccolo lettore sarà inconsapevolmente alle prese con concetti quali quello di sottoinsieme (i topi coraggiosi) e del suo complementare (i topi non coraggiosi); di partizione dell’insieme, di unione…

Tutto questo nel musetto baffuto della storia, in coda ad essa, invece, una serie di giochi logico-matematici per esercitarsi e ricordare tutto quanto letto.

insieme---310-310Titolo: L’insieme fa la forza
Autore: Anna Cerasoli
Illustratore: Allegra Gagliardi
Editore: Editoriale scienza
Dati: 2013, 48 pp., 12,90 €

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5 mele rosse

Ecco cinque belle mele rosse. Ma se arriva un elefante goloso e ne mangia una, quante ne resteranno? Beh… non resta che girare pagina e contare: uno, due, tre, quattro. Il calcolo viene da sé e la rotondità delle mele e il volume ben definito facilitano l’operazione relazionando strettamente all’immagine il simbolo numerico.

 yosuke yonezu

Sul lato sinistro sono infatti rappresentate le mele (da quattro a 2) sul lato destro il numero, curiosamente vicino a una mela… cosa nasconderà l’aletta? Sollevando il bambino assocerà alla scoperta lo stupore: si tratta sempre di un animale (elefante, tartaruga…), il numero si trasforma di volta in volta in un animale e alla fine, per il passaggio dall’uno allo zero, è la volta del bruco che rosicchia tutta la mela, anche il torsolo, lasciandone zero per la pagina successiva. Ma le sorprese per il bambino alle prese con i suoi primi calcoli non finiscono qui, perché il bruco diventa una coloratissima farfalla. yosuke yonezu 5 mele rosse

La scelta dei colori e il “metodo” sono perfetti. 5 mele rosse del giapponese Yusuke Yonezu è l’albo ideale per i bimbi che manifestano curiosità per i primi calcoli.

71-vU9e3daL._AA1500_Titolo: 5 mele rosse
Autore: Yusuke Yonezu
Editore: miniedition
Dati: 2012, 12 pp., 8,00 €

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Parole e numeri nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll

“Alice’s Adventures in Wonderland” (1865), Sir John Tenniel
“Alice’s Adventures in Wonderland” (1865), Sir John Tenniel

Inventore del nonsense, spietato critico della morale vittoriana, letterato appassionato e creativo, studioso con uno speciale interesse per il mondo dell’infanzia, matematico. Oppure tutte queste cose assieme, era Lewis Carroll. Sorprendente inventore di giochi logici frammisti di lingua, narrativa e calcoli logico-matematici Carroll si rivela in ciascuna delle sue opere, ma è in Una storia ingarbugliata e ne Il gioco della logica (entrambi editi da Astrolabio) che questo talento è lampante.

Una storia ingarbugliata fu pubblicata a puntate nel The Monthly Packet, a partire dal 1880. In ogni “garbuglio” Carroll nascose “come le medicine che venivano nascoste con tanta abilità, ma con scarsi risultati, nelle marmellate della nostra prima fanciullezza” problemi logici, matematici, algebrici col chiaro intento di educare al pensiero logico per mezzo della narrazione. Carroll ci regala qualche ora di divertente umorismo e l’occasione di esercitare e mettere alla prova il nostro acume matematico per mezzo di dieci capitoli (garbugli) che costituiscono una storia piacevole e insolita che diverte, non limitandosi a ricordare le sue opere di maggior successo.

I piccoli universi logici creati da Carroll sono talvolta reali, altre iperrealistici, altre assurdi, assolutamente non rapportabili con la realtà stessa. Le proposizioni logiche semplici e ricorrenti (nessun x è m; alcuni x sono m; tutti gli y sono m) sono talvolta composte da elementi noti e comprensibili (il dentista, per esempio, e l’arcinota paura che i bambini nutrono nei suoi confronti o il fatto che il sale non sia zucchero), altre assolutamente astratte, con l’invenzione di parole prive di significato (i Grurmstipths) ma con un chiaro significante: essere parte integrante di un’equazione o proporzione o sillogismo logico.

Ne Il gioco della logica per mezzo di due diagrammi e nove gettoni, cinque blu e quattro rossi, Carroll ha ideato gioco semplice ma coinvolgente per mezzo del quale mostra come la logica aristotelica possa essere trasformata in un momento di svago. Le pagine di questo agile, e assolutamente stimolante volume, sono costellate da centinaia di sillogismi divertenti e stuzzicanti non solo per la mente ma anche per l’umore.

Humpty Dumpty e Alice, da "Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò". Illustrazione classica di John Tenniel.
Humpty Dumpty e Alice, da “Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò”. Illustrazione classica di John Tenniel.

Mentre nell’algebra i rapporti tra i numeri e i simboli matematici, e il loro ordine, condizionano le soluzioni dei problemi, nel gioco della logica non c’è un limite alle combinazioni che possono intervenire, dando luogo a diversi risultati, quando si tratta di elementi lessicali e non meramente numerici. Le parole perdono il loro contatto originario con la realtà e da essa si discostano per divenire semplici ed efficaci elementi di equazioni logiche. Ripercorrendo una strada già battuta in Attraverso lo specchio, riproponendo un assioma della semiotica The Humpty Dumpty Position:
– “Quando io uso una parola” disse Humpty Dumpty, in tono non privo di disprezzo, “la parola significa quello che io voglio farle significare, nè più nè meno.”
– Ma la questione è”, disse Alice, “se può dare alle parole tanti significati diversi…”
– “La questione è” ripetè Humpty Dumpty, “chi è che  comanda… ecco tutto.”

Leggendo queste pagine sorrido non solo per l’irresistibile umorismo con il quale mi trovo a dialogare ma per certe affermazioni così attuali e allo stesso tempo desuete che, accidenti! Non dovrebbero farmi sorridere: “Come ben sapete non si ottiene nulla per nulla: [i giovani] devono lavorare per guadagnarsi da vivere. E come potranno lavorare se non sanno nulla? Date retta a me, con i tempi che corrono non c’è nulla da fare per gli ignoranti!”.

E adesso chi lo racconta a Lewis Carroll che la società non va più così? Che la situazione da lui dipinta e prospettata si è ribaltata in modo ancora più surreale che in una delle sue storie? Potremmo mettergliela così: viviamo in un Paese delle meraviglie, e per fortuna o per disgrazia dobbiamo esercitare le nostre menti e riuscire a confrontarci con crudeli regine di cuori e grotteschi cappellai matti. Sia mai che un giorno ci accorgeremo, e s’accorgeranno, che non siamo più bambini e che invece, molto dolorosamente, siamo diventati adulti, coscienti di esserlo.

Alice scoppiò a ridere. “Non serve riprovarci” disse. “Non si può credere alle cose impossibili”.
“Direi che sei giù d’esercizio” disse la Regina. “Quando avevo la tua età, io ci provavo sempre una mezz’oretta al giorno. A volte riuscivo a credere anche fino a sei cose impossibili prima di colazione, al mattino. Ecco il mio scialle che vola via di nuovo!”
(Lewis Carroll, Alice nel paese delle meraviglie).

downloadTitolo: Una storia ingarbugliata
Autore: Lewis Carroll
Editore: Astrolabio
Dati: 1969, 102 pp., 9,30 €

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51v5iqtrsgl-_sx341_bo1204203200_Titolo: Il gioco della logica
Autore: Lewis Carroll
Editore: Astrolabio
Dati: 1969, 106 pp., 8,50 €

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Tutti in cerchio. La geometria diventa facile

“La geometria, secondo me, può servire a tutti. Anche a Nuvola, il cagnolino che si era perduto e che ora è mio. Infatti, certe volte, lui prova e riprova a entrare nella cuccia con l’osso in bocca, per andarselo a rosicchiare in santa pace, ma non ce la fa perché la porticina è troppo stretta. Non gli viene in mente di girare un po’ la testa per mettere l’osso in diagonale! Perché in diagonale ci entrerebbe.”

Nuvola e il suo padroncino sperimentano, in una serie di avventure quotidiane, che in moltissime circostanze ci si ritrova a che fare con la geometria: cerchi, quadrati, angoli e triangoli, linee… conoscerne i segreti si rivela molto utile e leggere di forme geometriche può rivelarsi coinvolgente quanto leggere un racconto illustrato.

L’autrice di Tutti in cerchio, Anna Cerasoli, ha insegnato matematica e da anni si dedica alla divulgazione di questa materia in forma narrativa con, a mio parere, efficacia e brio: il tono è leggero, i ragionamenti (va da sé) lineari, le illustrazioni di Ilaria Faccioli semplici ed efficaci. Ne consiglio la lettura a bambini appassionati di geometria e non, dagli otto anni in su.

Titolo: Tutti in cerchio. La geometria diventa facile
Autore: Anna Cerasoli
Editore: Feltrinelli Kids
Dati: 2012, 121 pp., 13,00 €

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Tutti, nessuno, qualcuno

È ben giusto che questo albo illustrato faccia parte della collana “1, 2, 3 raccontami una storia” di Editoriale Scienza, perché è una storia e anche di quelle ben costruite: protagonisti animali, precisamente gatti, avventure metropolitane, ingiustizie contro cui combattere, piccole, ma gustose, rivalse e lieto fine.

Un quartiere della città, tra i tanti, poteva vantare un primato: tutti i gatti che lo abitano sono di colore nero.

E tutta la meraviglia dei felini di liquirizia viene illuminata dai loro occhi gialli, risplendenti nel buio “che ingoiava tutto il resto del suo stesso colore”. I gatti neri erano orgogliosi di questo primato tanto da renderlo manifesto in un cartello all’entrata del quartiere su cui si leggeva: “Tutti i gatti del quartiere sono neri”. Regna l’armonia tra i gatti tutti neri, fino a quando una scritta di vernice gialla non interviene a insinuare il dubbio: non è vero! Recita, campeggiando sotto al programmatico proclama.gatti-neri-gatti-bianchi-annalaura-cantone1-960x489

Ed è esattamente a questo punto che le code dei gatti (per il momento tutte nere) si intrecciano a un ricordo di qualche tempo fa e scodinzolano dinanzi alla The Humpty Dumpty Position, così come al Gioco della logica di Lewis Carrol. In apertura di quel libricino, Carrol, nello spiegare ai lettori, adulti, le regole del suo gioco logico, o del gioco della logica, chiamava in causa un’osservazione che ben calza con la struttura di questo albo per bambini e che ne sottolinea l’efficacia e l’immediatezza, giacché come giustamente detto dall’autrice, Anna Cerasoli, “nel linguaggio scientifico tutte le parole sono importanti, ma alcune sono fondamentali; infatti dal loro giusto uso dipende la correttezza del ragionamento”.

Così “tutte le torte fresche sono dolci” di Carrol, diviene qui “ Tutti i gatti del quartiere sono neri”; “ alcune torte fresche sono dolci” diventa “non tutti i gatti del quartiere sono neri”; infine “nessuna torta fresca è dolce” diviene “tutti i gatti del quartiere sono bianchi”, o no? E poi, che succede se dalla campagna arrivano anche dei gatti rossi? Mi sono persa nei garbugli logici fatti di rimandi e varianti lessicali. Il mondo è pieno zeppo di cose, di oggetti, di uomini, di gatti e ognuna di queste cose contiene un attributo, infatti alcuni gatti sono neri, altri bianchi, altri magri e altri grassi, specie se sono ipernutriti di croccantini. Sarà bene che io ritorni alla lettura di Gatti neri gatti bianchi, scioglierò qualche garbuglio in merito. Questo è certo!

copertina-gatti-neri-gatti-bianchi1Titolo: Gatti neri gatti bianchi
Autore: Anna Cerasoli, AnnaLaura Cantone
Editore: Editoriale Scienza
Dati: 2011, 48 pp., 12,90 €

Se ci mettiamo a fare i conti scopriamo che

Alcuni libri coinvolgono e stregano, certi albi illustrati divertono, affascinano, fanno sorridere. Questo Quanti siamo in casa ottiene il risultato forse più ambito da un libro: la meraviglia.

Quando mi imbatto in un albo in cui così naturalmente si coniugano testo e immagini, considero sempre valido l’insegnamento di Todorov nel valutare quell’istante sospeso tra la realtà e l’immaginazione che perdura quanto più intenso è lo stupore, per giudicarne la piena efficacia. E il meravigliato istante in questo caso dura a lungo.

Quanti siamo in casa? Madalena Matoso - Topipittori
Quanti siamo in casa? Madalena Matoso – Topipittori

Entriamo in una casa in cui vivono 5 persone e un gatto; una famiglia serena che osserviamo nei momenti di pausa, lavoro o divertimento. “In casa siamo 6 teste” esordisce l’io narrante, “ciascuna pensa alle proprie cose”… e già sorrido perché la coloratissima sequenza di numeri delle pagine iniziali mi aveva solleticato. Quando poi, su un fondo bianco si stagliano una dozzina tra mani piedi e zampe (e mi si perdoni la vaghezza del conto, quantomeno fuori luogo in questo contesto) sono ormai pienamente divertita: “in tutto fanno 118 unghie che la mamma ci fa tagliare tutte le domeniche”. E così via per i nasi, le ossa, i capelli (e qui l’approssimazione a 800 000 è d’obbligo!), l’intestino, i denti.

Quanti siamo in casa? Madalena Matoso - Topipittori
Quanti siamo in casa? Madalena Matoso – Topipittori

La vita di questa famiglia normalmente speciale diventa esilarante grazie all’aritmetica. L’avreste mai detto? Le illustrazioni di Madalena Matoso sono chiare, tutte col loro personale rilievo su fondo colorato o bianco, caratterizzate da una linea geometrica, dall’uso dei colori primari; una logica lineare e quindi chiara, diretta. Il testo, di Isabel Minhós Martins, è altrettanto efficace.

copertina11Titolo: Quanti siamo in casa
Autore: Isabel Minhós Martins, Madalena Matoso
Editore: Topipittori
Dati: 2011, 32 pp., 14,00 €

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