L’arca di Noè rinarrata da Gita Wolf

L'arca di Noè - Gita Wolf, Joydeb Chitrakar
L’arca di Noè – Gita Wolf, Joydeb Chitrakar
L'arca di Noè - Gita Wolf, Joydeb Chitrakar
L’arca di Noè – Gita Wolf, Joydeb Chitrakar

Una delle storie più antiche, affascinanti e crudeli mai raccontata o scritta è certamente quella dell’arca di Noè. “Si dice che di quando in quando il mondo debba essere ricreato. Molte storie antiche raccontano di un tempo in cui un formidabile diluvio distrusse la Terra, lasciandola deserta. A poco a poco, però, dalle rovine del vecchio mondo emerse nuova vita”. È proprio sulla “nuova vita” che Gita Wolf, autrice indiana pluripremiata di libri per bambini (e fondatrice di Tara Book, una casa editrice indipendente con sede a Chennai, India, che produce solo libri fatti a mano), intende porre l’accento, trascurando invece la crudeltà di un Dio che non si fa remore di distruggere quella già esistente, dando solo a una coppia di eletti la possibilità di salvarsi. Noè e sua moglie, appunto. (Da piccola mi chiedevo: se gli uomini sono cattivi, però i bambini? E il fatto che si fossero salvati solo due adulti non era esattamente confortante).

L'arca di Noè - Gita Wolf, Joydeb Chitrakar
L’arca di Noè – Gita Wolf, Joydeb Chitrakar

Il volume, edito da Gallucci, è a fisarmonica. La prima parte, quella in cui Noè e la moglie si organizzano, costruiscono e scelgono le coppie di animali da portare sull’arca, si sfoglia come si farebbe con un libro normale; in essa degli splendidi e lussureggianti gialli e verdi si dividono lo spazio con l’azzurro di acqua e cielo. La seconda parte, in cui prevalgono i toni del blu e del marrone (del mare e dell’arca), si apre verso sinistra e mentre la moglie di Noè sfacchina e si cura della sopravvivenza degli animali e Noè prega, i giorni passano anche sulla impietosa distesa galleggiante di uomini, alberi, animali e case che l’arca si lascia alle spalle, e  che le illustrazioni rendono con una semplicità e naturalezza che si contrappone al lusso dei dettagli, della tecnica e del colore.

Le illustrazioni di Joydeb Chitrakar sono lussureggianti, appunto, e variopinte; il mito biblico del diluvio universale si tinge di sfumature magiche che, piega dopo piega, accompagnano il lettore alla terraferma, a un colorato, nuovo inizio concesso a una donna e un uomo capaci di rimboccarsi le maniche e ricominciare.

Titolo: L’arca di Noè
Autore: Gita Wolf, Joydeb Chitrakar
Editore: Gallucci
Dati: 2012, 16,50 €

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C’era una volta, nella savana, un leone molto egoista. Si chiamava Kandinga

Il leone Kandinga, Boniface Ofogo, Elisa Arguilé - Kalandraka Italia

“C’era una volta, molti anni fa…” così incomincia la storia de Il leone Kandinga raccontata in questo albo illustrato edito da Kalandraka, e non è un incipit così scontato come sembrerebbe, giacché la storia narrata è un mito più che una fiaba, e come nella natura dei miti, in esso viene evocato un evento remoto, distante nel tempo come all’inizio del presente.

I racconti che narrano storie di animali sono fra i più antichi e, soprattutto nella terra madre di questa precisa avventura, l’Africa, sono espressione di una umanità primitiva, molto vera, a tratti feroce; sono espressione che prende vita di un pensiero magico sfogo di necessità pratiche e insistenti, semplici: la fame, la sopravvivenza, la solitudine, la forza.

Il leone Kandinga, Boniface Ofogo, Elisa Arguilé - Kalandraka Italia
Il leone Kandinga, Boniface Ofogo, Elisa Arguilé – Kalandraka Italia

La Natura spadroneggia, gestisce e condiziona il presente e il futuro e ci sono poche possibilità di contrastarne gli elementi e le peculiarità: bisogna ingegnarsi, farsi furbi (nel senso nobile della furbizia, quella che si radica nell’intelligenza, non nell’ignoranza).

E furba si fa la lepre che incontra il leone, bestia enorme e possente abituata alla vita di branco. La lepre incontra un leone rimasto solo e ridotto alla fame perché talmente feroce e malvagio da divorare chiunque per sfamarsi, anche i propri amici: il leone Kandinga. La lepre stringe un patto con Kandinga: gli porterà molte prede con le quali potrà sfamarsi; che cosa la induca a stringere un patto del genere non è immediatamente palese. Lo diventa con lo svilupparsi della storia, giacché la lepre è portatrice di qualità preziose: la furbizia, appunto, la coerenza, la fedeltà ai patti. Il leone, d’altra parte si fa portatore di ingratitudine, egoismo, avarizia e dal loro bizzarro incontro si sviluppa la morale “se hai tanto, è giusto condividere con chi non ha niente: altrimenti, rischi di fare la fine del leone Kandinga”.

Il leone Kandinga, Boniface Ofogo, Elisa Arguilé - Kalandraka Italia
Il leone Kandinga, Boniface Ofogo, Elisa Arguilé – Kalandraka Italia

La lepre, debole fisicamente, riesce a battere il leone vittima peraltro non tanto dell’intelligenza del piccolo animale quanto piuttosto del proprio compiacimento.

Le illustrazioni, come distese su un motivo batik color panna, raccontano con un linguaggio universale, comprensibile a tutti, gli animali della savana e la terra d’Africa e sono di Elisa Arguilé. I colori richiamano la terra e la natura: predominante il rosso dell’argilla, poi il verde, il marrone e l’ocra. La storia di Kandinga, qui rinarrata da Boniface Ofogo Nkama, camerunense, fa parte della inesauribile tradizione orale dei bantù, che vivono nella savana e nelle foreste africane che si estendono dal centro del Camerun al Sudafrica.

 

il-leone-kandinga-it3501Titolo: Il leone Kandinga
Autore: Boniface Ofogo Elisa Arguilé
Editore: Kalandraka Italia
Dati: 2010, 40 pp., 15 €

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