Sonata per la Signora Luna

Sonata per la signora Luna, di Philip C. Stead, Erin E. Stead - 2019, Babalibri

Una ragazza di nome Harriet Henry suona il violoncello. I genitori vorrebbero che si esibisse per quanto è brava, ma Harriet non ama suonare davanti a una platea, non ne sopporta nemmeno l’idea. Preferisce crearsi uno spazio solitario in cui suonare solo per se stessa.

Lo immagina proprio a sua misura, quello spazio, lo sogna perfettamente arredato secondo i suoi gusti, si accomoda in quell’astrazione e suona.

Sonata per la signora Luna, di Philip C. Stead, Erin E. Stead - 2019, Babalibri
Sonata per la signora Luna, di Philip C. Stead, Erin E. Stead – 2019, Babalibri

Ciononostante, sebbene, cioè, riesca a ritagliare fermamente i propri spazi, Harriet è dentro di sé cosciente della condizione effimera in cui per sua mano si pone, e la frustrazione per questa consapevolezza tocca le corde più fragile della sua anima e le suona con rabbia. Una rabbia che la porta a scagliare oggetti verso qualsiasi fonte di disturbo, anche il verso di un gufo, inconsapevole di riempire con suo verso una solitudine scelta e ricercata.

Sonata per la signora Luna, di Philip C. Stead, Erin E. Stead - 2019, Babalibri
Sonata per la signora Luna, di Philip C. Stead, Erin E. Stead – 2019, Babalibri

Harriet non aveva intenzione di colpire il gufo.
“Voglio solamente stare da sola” pensò. Si sedette per la terza volta e cercò di trasformare il rimorso in una nuova tazza di tè.
Prima che ci riuscisse, però, la casetta si riempì di fumo. In fretta e furia Harriet fece da sé un secchio, lo riempì d’acqua e lo rovesciò nel camino. Dopodiché corse fuori.

Come spesso accade nei libri della coppia Stead (Philip ed Erin), le astrazioni intime, le fantasie dei protagonisti, agiscono assieme al contingente reale; il fumo opprimente del senso di colpa va a sua volta soffocato con un secchio d’acqua, liberatorio, creato anch’esso da sé. Il sé intimo mette con le spalle al muro e poi libera, creando una via di fuga.

Sonata per la signora Luna, di Philip C. Stead, Erin E. Stead - 2019, Babalibri
Sonata per la signora Luna, di Philip C. Stead, Erin E. Stead – 2019, Babalibri

Harriet esce fuori, quindi. È questo il momento in cui avviene l’incontro con la Signora Luna. L’immaginazione, che fino a questo momento, era stata riparo e ripego diventa qui compagnia. Harriet cerca di contrastarla ma è forte, capace, accogliente. E l’atmosfera di  olio soffuso e morbido di Erin Stead le rende il compito più semplice. I colori tenui avvolgono con delicatezza Harriet e fanno da controcanto perfetto alle parole di Philip, e viceversa, perché non c’è una melodia principale e una secondaria in quest’albo, che consiglio a chiunque insegua un sogno bellissimo, a chiunque abbia timore della sua bellezza.

Sonata per la signora Luna, di Philip C. Stead, Erin E. Stead - 2019, Babalibri
Sonata per la signora Luna, di Philip C. Stead, Erin E. Stead – 2019, Babalibri

51ujpaJDHOL._SX318_BO1,204,203,200_Titolo: Sonata per la signora Luna
Autore: Philip C. Stead, Erin E. Stead (traduzione di Cristina Brambilla)
Editore: Babalibri
Dati: 2019, 40 pp., 13,00 €

L’orso e il piano (e un po’ di me)

Nel 2010 aprivo il mio blog, questo blog, per caso, per il desiderio di raccontare libri di qualità. Non ricordo un momento della mia vita in cui io non abbia letto. Incrociavo i libri, in casa ce ne sono sempre stati molti, e leggevo, di tutto. Dalle poesie di Prévert, alle novelle di Verga. Da Radici a Rodari. Da Boccaccio a Calvino. Capitava che io passeggiassi in un bosco, che era la mia casa, e mi imbattevo in questi oggetti che ho imparato a leggere per curiosità. Pura curiosità.

Dalla curiosità ho sviluppato una vera e propria tecnica, poi perfezionata con l’esercizio inconsapevole, e un mestiere, quello di scrivere, che senza quello di leggere non avrebbe mai avuto occasioni. In buona sostanza, se mia madre e mio padre non fossero stati disordinati e avessero riposto a scaffale i loro libri io non sarei qui a scrivere.

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L’Orso e il piano, David Litchfield – 2017 Zoolibri

Perché vi parlo della mia crescita coi libri? Perché è esattamente ai libri che vorrei tornare. E perché a riflettere attorno a questo ‘ritorno’, scevro dalle luci stancanti del parlottio da rete, mi ha condotta per mano un libro: L’Orso e il piano.

Un giorno, un piccolo orso trova qualcosa di molto strano nella foresta. Un oggetto misterioso che a toccarlo emette un suono terribile. Scoraggiato da quel ‘plonk’ il piccolo orso si allontana, per poi tornare il giorno dopo e poi l’altro ancora e l’altro a seguire, per mesi e anni. Finché quello strano oggetto non emise più terribili ‘plonk’ ma suoni bellissimi. E l’orso fu felice. Felicissimo.

L'Orso e il piano, David Litchfield - 2017 Zoolibri
L’Orso e il piano, David Litchfield – 2017 Zoolibri

Fino a quando un papà e una bambina a spasso per il bosco ascoltano l’orso suonare e lo convincono a trasferirsi in città. E in città l’orso diventa celebre, famoso, ma sente la mancanza degli amici e del bosco che lo ascoltavano. Gli si stringe il cuore nello spazio luccicante della città. E allora torna. Torna al suo bosco, torna al suo piano. Torna felice.

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L’Orso e il piano, David Litchfield – 2017 Zoolibri

Questo albo ha una sovracoperta in rosso vellutato di drappi e palcoscenici. La sfogli via e scopri il folto del bosco in cui i raggi penetrano tra i rami e illuminano la scena erbosa e fiorita in cui un orso dallo sguardo deliziato suona il piano. Le tavole di David Litchfield raccontano di un fitto sottobosco con radure soffici. Rami e tronchi e orsi e fiori si sovrappongono non contendendosi il respiro e il risultato è uno sguardo morbido che in alcuni momenti ricorda quello di Jon Klassen.

Il respiro ampio della foresta si contrappone a quello stretto della città. In cui, comunque, non mancano luci e sorrisi.

L'Orso e il piano, David Litchfield - 2017 Zoolibri
L’Orso e il piano, David Litchfield – 2017 Zoolibri

Si tratta di perseguire i propri sogni, di insistere, di farli crescere non sacrificandoli alla realtà delle cose; si tratta anche di riconoscere le proprie radici e coltivarle negli affetti delle persone e dei luoghi più cari.

Insomma
when you’re in the bigger room
You might not know what to do
You might have to think of
How you got started sitting in your little room (The White Stripes, Little Room)
Cantano i White Stripes che David Licthfield ha ascoltato con ispirazione.

516vD8aADHL._SX371_BO1,204,203,200_Titolo: L’Orso e il piano
Autore: David Litchfield
Editore: Zoolibri
Dati: 2017, 40 pp., 16,00 €

Trovate questi libri tra gli scaffali del Giardino Incartato, libreria per ragazzi in via del Pigneto 303/c, Roma. Oppure, se non siete a Roma potete trovarci su Bookdealer o chiederci di spedire a casa vostra, lo faremo con molto piacere ricorrendo a Libri da asporto.