Fiori di neve

Fiori di neve si apre con un accenno alla nostalgia, con un sottotitolo illustrato che racchiude in una palla di vetro ricordi di inverni passati, il freddo della neve, viaggi in mondi lontani e straordinari in cui esseri magnifici dalla testa d’uccello e le piume che sono fiori bianchi, seduti su una nuvola, contemplano.

Fiori di neve, Sonia Maria Luce Possentini - Le rane di Interlinea
Fiori di neve, Sonia Maria Luce Possentini – Le rane di Interlinea

Contemplazione quieta che accompagna lo sguardo della bambina protagonista di questa storia delicata e poetica, semplice come un cristallo di neve e altrettanto preziosa, unica.

Nina è in casa, il giorno prima di Natale. Guardando fuori immagina che a spargere i fiocchi di neve che scendono dal cielo, siano dei giardinieri coltivandone i fiori, giardinieri speciali per fiori speciali, fiori di neve. Nina esce a cercarne uno, per poterlo poi disegnare, e il bianco e il silenzio la conducono ai piedi di un albero meraviglioso che conosce bene, che da sempre ricorda nel suo giardino e di cui le hanno tanto raccontato, imponente, di un rosso splendente che illumina di brillio il bianco circostante. Certamente è un albero magico, perfetto per esprimere desideri. E Nina ne ha uno, prezioso.

Fiori di neve, Sonia Maria Luce Possentini - Le rane di Interlinea
Fiori di neve, Sonia Maria Luce Possentini – Le rane di Interlinea

Dal momento in cui lo esprime, da sola, ai piedi dell’albero il tono della narrazione cambia, e tutto quanto era stato limpido e calmo fino a quel momento, diviene un poco inquieto, il manto bianco della neve punteggiato da orme di animali che scappano, si nascondono. Fino a quando i fiori di neve tornano a cadere e la gentilezza e la generosità dei giardinieri che se ne prendono cura ristabilisce un equilibrio danzante, e, scodinzolante, riportano il sorriso sul volto della bambina. La magia e la realtà formano una collana di cristallo meravigliosa, come l’infanzia, come l’idea che ho dell’infanzia, nutrita di piccoli desideri, qualche magia delicata e tenera, generosa meraviglia e cose buone per fare merenda.

Fiori di neve, Sonia Maria Luce Possentini - Le rane di Interlinea
Fiori di neve, Sonia Maria Luce Possentini – Le rane di Interlinea

Questo libro, piccino nel formato, è vincitore del Premio Storia di Natale Le rane di Interlinea. Sonia Maria Luce Possentini, lo ha scritto e illustrato con grazia. Lo consiglio sia da leggere autonomamente, sia ad alta voce, assieme.

51C1s1pR7yL._SX389_BO1,204,203,200_Titolo: Fiori di neve
Autore: Sonia Maria Luce Possentini
Editore: Le rane di Interlinea
Dati: 2019, 32 pp., 8,00 €

Un lupo nella neve

Un lupo e una bambina nella neve. Insieme, a sé stanti. Ciascuno smarrito nella tormenta, ciascuno impaurito e tremante, entrambi in sintonia l’uno con l’altro, diversissimi.

È la storia del tempo sospeso. Di quegli istanti in cui ci si osserva, ci si annusa, cercando di comprendere l’uno le intenzioni dell’altro. Vorrà accarezzarmi? Vorrà afferrarmi?, si chiede il lupo mentre sta nella parentesi bianca e soffice del tempo sospeso in cui tutto, davvero tutto, può avvenire, in cui nessuno sa, in cui solo ci si chiede.

Un lupo nella neve, di Matthew Cordell - 2018, edizioni Clichy
Un lupo nella neve, di Matthew Cordell – 2018, edizioni Clichy

Un lupo nella neve, vincitore del prestigioso Caldecott Medal 2018 (il più prestigioso riconoscimento statunitense per la letteratura dell’infanzia), è un libro senza parole che si apre con un prologo che anticipa tutto, anche il titolo, e che ci pone in un dove e quando molto circostanziato; ci fornisce tutte le informazioni utili per muovere i nostri passi nella storia che verrà. C’è una casetta ai margini del bosco, calda, accogliente, in cui vive una piccola famigliola: papà, mamma, bambina e cane. Il tempo fuori è sereno, i campi ancora croccanti dell’erba giallognola dell’autunno, lo sguardo sullo spazio aperto e sul cane, che, in lontananza, dinanzi all’uscio di casa, saluta abbaiando. Le immagini si velano di fiocchi di neve che cadono ancora radi e ci accompagnano fino a due cammei, in uno la bambina (il cui cappotto rosso richiama la celebre Cappuccetto) spicca, solitaria, su una collina, nell’altro un branco di lupi su un’altra, si direbbe dirimpetto, annusa l’aria, ulula al cielo. Ancora separati, ancora mondi a sé stanti soggetti alle stesse intemperie.

Un lupo nella neve, di Matthew Cordell - 2018, edizioni Clichy
Un lupo nella neve, di Matthew Cordell – 2018, edizioni Clichy

Capita che la neve cominci a cadere con maggiore intensità e che un cucciolo di lupo perda le tracce del proprio branco, raccontato con tratti realistici in inchiostro e acquerello, e che la bambina lo veda, senta i suoi guaiti di paura e si chini, pronta ad accoglierlo. In questo momento è il cucciolo di lupo ad annusare il tempo sospeso, a valutare se potersi fidare o meno. Una macchia rossa nella neve potrebbe rivelarsi tiepida o bollente. Bisogna ben considerare e poi decidere se lasciar spazio alla paura o all’istinto e fidarsi.

Nelle illustrazioni seguenti il lupacchiotto è avvoltolato nella mantellina rossa, tiepida. La bambina, coraggiosa e intraprendente, segue gli ululati per restituirlo al branco. Nel momento in cui bambina infagottata e lupi dal manto ispido e selvatico si incontrano, i tempi sospesi sono due: quello della lupa che non sa se l’umana voglia far del male o meno al proprio cucciolo e quello della bambina che non sa se l’animale reagirà in maniera aggressiva, spaventato.

Un lupo nella neve, di Matthew Cordell - 2018, edizioni Clichy
Un lupo nella neve, di Matthew Cordell – 2018, edizioni Clichy

E invece a prevalere è la riconoscenza che non si ferma al semplice agire in maniera temperata, ma che lascia una scia di consapevolezza e intelligenza che è una traccia ben chiara nella neve in tempesta e che permetterà alla famiglia della bambina in rosso, presente sulla scena grazie alla luce delle torce che fende l’aria, di trarla in salvo dal bosco in cui si era smarrita.

Ululare e abbaiare, talvolta, hanno lo stesso timbro, quello della generosità, dell’amicizia, pur essendo lingue diverse.

imageItem.jpgTitolo: Un lupo nella neve
Autore: Matthew Cordell
Editore: Clichy
Dati: 2018, 32 pp., € 19,00

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Il piccolo Babbo Natale diventa grande

Il grande formato di questo libro, contrapposto al piccolo protagonista mi aveva portato a riflessioni attente già quando ho incontrato per la prima volta il Piccolo Babbo Natale. All’epoca non aveva ancora trovato la propria identità, anche se era piuttosto chiara la sua aspirazione: portare i doni, come tradizione vuole. Ma appariva così: piccolo, minuscolo davvero, in confronto con tutti gli altri Babbi Natale, imponenti e ben piazzati; col suo sacco in mano, in attesa di una parola che gli dia il via libera per partire, fare, partecipare.

Lo ritrovo così: piccolo, minuscolo davvero, in confronto con tutti gli altri Babbi Natale, imponenti e ben piazzati; stavolta in compagnia di uno dei suoi amati animali (lo ricordate? Il Piccolo Babbo Natale si occupa di recapitare i doni agli animali del bosco), in attesa di una parola che gli dia il via libera per partire, fare, partecipare.

 

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È sempre operoso, disponibile, attento, questo Piccolo Babbo Natale e tutti lo stimano e lo amano. Basta un nonnulla però perché le sue antiche insicurezze tornino a galla, perché rimugini su segni e parole fraintese. La storia ne ha bisogno e ben nasconde agli orecchi acerbi il finale sorprendente, atteso e accolto con grandi entusiasmi da ascoltatori che non faticano ad immedesimarsi nel Piccolo Babbo Natale, così come non è difficile farlo per gli animali della foresta, suoi amici e indomiti sostenitori.

Il piccolo Babbo Natale diventa grande, Anu Stohner, Henrike Wilson – Emme Edizioni
Il piccolo Babbo Natale diventa grande, Anu Stohner, Henrike Wilson – Emme Edizioni

Il Piccolo Babbo Natale, infatti, è l’unico escluso da quella che sembra un’importantissima riunione tra Babbi. Non solo, quando bussa alla porta della casa consiliare, ne viene allontanato con quella che ha tutta l’aria di essere una scusa. Che delusione per il Piccolo Babbo Natale! Ne parla col più saggio dei suoi amici, il gufo, e persino lui è d’accordo (con l’orso e l’alce non c’è nemmeno bisogno di tante spiegazioni): bisogna chiedere a viva voce giustizia!

Ed ecco che si forma una carovana, piccoli piedi, zoccoli, zampette, ali; diretta al villaggio dei Babbi Natale. Ma potrebbe mai un Babbo Natale compiere un’ingiustizia? A maggior ragione, un consesso di Babbi Natale potrebbe?

Il piccolo Babbo Natale diventa grande, Anu Stohner, Henrike Wilson – Emme Edizioni
Il piccolo Babbo Natale diventa grande, Anu Stohner, Henrike Wilson – Emme Edizioni

Le illustrazioni di Henrike Wilson si svolgono su doppia pagina, quasi piena. Una striscia in basso è dedicata al testo di Anu Stohner, assieme raccontano con efficacia questa storia di crescita e amicizia.
È un grande trionfo di colori caldi, di aranci, di rossi che si alternano ai freddi, al bianco, all’azzurro, che specie nel bosco innevato comunicano un senso di protezione e calore.

Mentre tutt’intorno si propaga un odorino di biscotti bruciati…

anteprimaTitolo: Il Piccolo Babbo Natale diventa grande
Autore: Anu Stohner, Henrie Wilson
Traduttrice: Floriana Pagano
Editore: Emme edizioni
Dati: 2016, 32 pp, 14,90 €

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La prima neve

Che rumore fa la neve mentre cade? Nessuno. È esattamente quel nessun rumore che avvolge e riempie, che accoglie e rasserena.

Shhh, ascolta…
Senti qualcosa?
È arrivata la neve.

La neve arriva in silenzio e sveglia in piena notte una bambina. Il suo “shhh”, rompe il silenzio, perché è il suo, non ci sono altri sulla scena, non ci sono adulti. È la sua presenza che suona di un pit, pit, pit contro la finestra, dei suoi passi lievi e dei suoi gesti accorti mentre infila scarponcini, giacca, una sciarpa rossa. Sono i suoi passi che cantano appena fuori dalla soglia, di uno scricchiolio contento.

La prima neve, di Bomi Park - 2018, Lupoguido
La prima neve, di Bomi Park – 2018, Lupoguido

La bimba si lascia la porta socchiusa alle spalle. Dietro di essa un mondo che si intuisce colorato. Fuori, sulla neve, bianco. Bianco è anche il cagnetto che la segue e la osserva, curioso del suo impastare, appallottolare e poi spingere in avanti. Azioni che sembrano avere uno scopo ben preciso che va oltre quello di creare una palla di neve, la base per un pupazzo.

Sembra che ad ogni giro, mentre le sue dimensioni aumentano, la palla di neve conduca verso un luogo magico di cui è il lasciapassare.

La prima neve, di Bomi Park - 2018, Lupoguido
La prima neve, di Bomi Park – 2018, Lupoguido

E infatti la bambina la guarda fisso, non si lascia distrarre, come se dalla sua perfetta tondezza dipenda qualcosa di veramente importante. Intanto i fiocchi di neve danzano nell’aria e nell’aria danza anche la sciarpa rossa, unico tocco di vivo colore oltre ai bianchi, ai neri e ai bruni degli animali del bosco, unici compagni di viaggio, silenti e attenti. Tutti la osservano mentre cammina per il bosco della fanciullezza dove solo bambini e spiriti ferini passano attraverso. Solo un orso non si cura di lei, è impegnato con la sua palla di neve.

E qui un varco, un altro dopo la porta, dopo i margini della foresta. È l’uscita di una caverna, un portale nel fianco della montagna. Sembra un ingresso.

Oltre di esso tutto è bianco, la neve domina, la palla è ormai enorme. La palla della bambina come quelle di altri bambini, berretti rossi, guanti rossi.

 

La prima neve, di Bomi Park - 2018, Lupoguido
La prima neve, di Bomi Park – 2018, Lupoguido

Shhh, mi verrebbe da dire, ascolta. Suona come una formula magica. È la neve. O la sua leggerezza. Sono i bambini, con la loro.

5Titolo: La prima neve
Autore: Bomi Park
Editore: LupoGuido
Dati: 2018, 40 pp., 13,00 €

Bianco Natale

È la notte di Natale e le strade imbiancate sono deserte. Tutti sono nelle proprie case a festeggiare, o in taverna a cenare assieme, o in chiesa per cantare i cori natalizi in attesa della mezzanotte. Solo tre pupazzi di neve si aggirano per le strade innevate del villaggio. È una notte talmente fredda che persino Dante, Erasmo e Galileo battono i denti di bottoni.  Decidono quindi di andare alla trattoria per stare al calduccio e gustare un bel piatto d’arrosto. Dimenticano però che al caldo la neve si scioglie, quindi, allertati da una pozza d’acqua che si sta sviluppando ai loro piedi escono di gran fretta, sempre più scoraggiati e rassegnati a passare il Natale da soli.

Bianco Natale, Wolfram Hänel, Uli Waas - Nord-Sud
Bianco Natale, Wolfram Hänel, Uli Waas – Nord-Sud

Ma non hanno tenuto conto dei bambini e della loro capacità di porre rimedio con le idee più semplici anche alle situazioni più ingarbugliate: un gruppo di bimbi realizza decine di pupazzi di neve fino a formare un’allegra combriccola soffice e bianca.

Bianco Natale, Wolfram Hänel, Uli Waas - Nord-Sud
Bianco Natale, Wolfram Hänel, Uli Waas – Nord-Sud

Una storia allegra, dai protagonisti buffi in cui trionfa il piacere per il bianco della neve e del Natale, così come per le cose semplici, per l’amicizia.

317u73JU1zL._BO1,204,203,200_Titolo: Bianco Natale 
Autori: Wolfram Hänel, Uli Waas (tradotta da Noemi Clementi)
Editore: Nord-Sud
Dati: 2004, 25 pp.

IL CALENDARIO DELL’AVVENTO DI ATLANTIDEKIDS – 2017

 

Un libro al giorno, ventiquattro libri da leggere e rileggere in attesa del Natale. Ho selezionato albi illustrati, narrativa, visioni laiche che prendono le mosse dal momento più atteso per chi invece crede. Ho scelto libri che invitassero alla lettura partecipata, così come altri da gustare da soli, avvolti in una coperta morbida, nel caldo molle e profumato delle festività natalizie. Vi invito a metterne qualcuno sotto l’albero o nella calza della Befana. Quali tra i tanti? Beh… questo decidetelo voi, io da parte mia ne considererò uno al giorno, quindi l’appuntamento è su questa pagina dal primo al 24 dicembre.

1. Il gatto nella mangiatoia, di Michael Foreman – Camelozampa
2. Il sarto di Gloucester, Beatrix Potter – Interlinea
3. Il piccolo Nicolas e Babbo Natale, René Goscinny , Jean-Jacques Sempé – Donzelli
4. Il Natale di Teo, Katherine Rundell,‎ Emily Sutton – Rizzoli
5. Il Presepio, Emanuele Luzzati e Tonino Conte – Gallucci
6. Chi vuole uccidere Fred il tacchino?, Marco Polillo e Alessandro Sanna – Rizzoli
7. Bastoncino, Julia Donaldson e Axel Scheffler- Emme edizioni
8. Artù Caribù. Un Natale da salvare, Magali Le Huche – Edizioni Clichy
9. Buongiorno Babbo Natale, Michaël Escoffier,‎ Matthieu Maudet – Babalibri
10. Buon Natale, gatto killer!, Anne Fine – Sonda
11. Natale a casa con Toto e Pepe, Holly Hobbie – Fatatrac
12. Che notte è questa. Otto racconti di Natale, AA. VV., Einaudi ragazzi
13. Miracolo in una notte d’inverno, Marko Leino – Feltrinelli Kids
14. Un giocattolo per Natale, Gianni Rodari e Elisa Macellari – Einaudi ragazzi
15. Bianco Natale, Wolfram Hänel,‎ Uli Waas – Nord Sud edizioni
16. Dodici regali per Babbo Natale, Mauri Kunnas – Il gioco di leggere
17. È Natale, Nicoletta Codignola,‎ Sophie Fatus – Fatatrac
18. Un bambino chiamato Natale, Matt Haig,‎ Chris Mould – Salani editore
19. La sera di Natale in casa Mellops, Tomi Ungerer – Donzelli
20. La favola di Natale, Giovanni Guareschi – Interlinea
21. Il regalo più grande, Philip van Doren Stern,‎ A. Davidson – Piemme Il battello a vapore
22. Buon Natale Mog! Judith Kerr – Mondadori
23. Un Natale, Dylan Thomas,‎ Fabian Negrin – Salani
24. La cena di Natale, Daniel Dargent,‎ Magali Le Huche – Edizioni Clichy

Il pinguino che aveva freddo

Sul sito di Philip Giordano, autore de Il pinguino che aveva freddo, ho trovato un’immagine. È una semplicissima foto di un’altrettanto semplice busta di carta, illustrata con una frase che recita: “esiste un libro per ciascuno”.

È una frase tanto semplice quanto vera e si può applicare a qualsiasi cosa, in qualsiasi contesto.

E mi riporta all’albo di grande formato che citavo all’inizio. Perché in esso si racconta la storia di Milo, giovane pinguino dalle piume bianche e nere, dal becco e dalle zampe arancioni. Milo vive tra i ghiacci del Polo Sud, come è sempre stato per i pinguini, e conduce la vita che ci si aspetterebbe da un pinguino (io, per dire, la immagino tutta tesa a inseguire pescetti, a covare amorevolmente uova, a ballonzolare incerti sulla neve ferma e a guizzare con agilità impressionante nelle più fredde acque del mare) fino a quando un giorno, precisamente alle 8,29 di una mattina, Milo si sveglia e trema.

Il pinguino che aveva freddo, di Philip Giordano - 2016, Lapis
Il pinguino che aveva freddo, di Philip Giordano – 2016, Lapis
Il pinguino che aveva freddo, di Philip Giordano - 2016, Lapis
Il pinguino che aveva freddo, di Philip Giordano – 2016, Lapis

Trema al pensiero forse, e trema proprio per il freddo. Milo è un pinguino che sente freddo. Un pinguino che sente freddo tra pinguini che non ne sentono affatto, anzi, in diligente fila, si dirigono verso il bordo della banchisa per tuffarsi nell’oceano gelato. Milo, no, infreddolito, si ferma sul bordo, decide di non tuffarsi. Mi chiedo: cosa mangerà a pranzo? Ma sono distratta da questo mio pensiero dalla comparsa di una balena che, occhio tondo tondo e muso altrettanto, propone a Milo di accompagnarla nel suo viaggio verso luoghi più caldi. Milo non se lo fa ripetere e parte. Parte alla ricerca del tepore ma anche di se stesso, pur non essendone cosciente

Il pinguino che aveva freddo, di Philip Giordano - 2016, Lapis
Il pinguino che aveva freddo, di Philip Giordano – 2016, Lapis

E approda su un’isola popolata da uccelli colorati che gli regalano piume altrettanto colorate e soffici e calde, con le quali intrecciare una sciarpa, grazie alla quale Milo non soffrirà più il freddo e intreccerà nuove amicizie.

Un albo che definisco con l’unica parola che considero adatta e che è stata la prima che ho associato ad esso: lieve.

Lieve per la delicatezza con cui tocca un tema così delicato come può essere la ricerca della propria identità, della paura di sentirsi soli, della scoperta che talvolta le nostre paure sono anche quelle di altri e, in questa comunanza della scoperta, della forza di affrontare assieme la stessa paura.

Il pinguino che aveva freddo, di Philip Giordano - 2016, Lapis
Il pinguino che aveva freddo, di Philip Giordano – 2016, Lapis

Lieve per la straordinaria qualità delle immagini che mai sembrano bidimensionali pur essendolo sempre. Spigolose, talvolta, come gli angoli dei cristalli di neve e, allo stesso modo, affascinanti, brillanti di una palette di colori scelta come si operasse alla realizzazione di un mosaico e che proprio dell’idea di mosaico conserva le trasparenze, la resa della luce. Si legge in esse il movimento, la profondità, la consistenza. Tondo è l’igloo che Milo definisce casa, tonda è l’isola sulla quale trova amici e risposte. Tonda la balena che lo incoraggia al viaggio alla scoperta. Poche le curve, molte le linee rette che non ingabbiano nella staticità, tutt’altro, nell’alternarsi con la morbidezza delle curve raccontano e lo fanno deliziosamente.

Esiste un libro per ciascuno, esiste per ciascuno una percezione, esistono le parole per ciascuno, esiste per ciascuno l’amore, il luogo giusto; esiste sempre, ed è difficile perderla così come conquistarla, la libertà, per ciascuno. Milo la cerca, la trova e la tiene al caldo, protetta da una lunga sciarpa colorata.

Il pinguino che aveva freddo è una lettura che consiglio dai tre anni in su.

00000531Titolo: Il pinguino che aveva freddo
Autore: Philip Giordano
Editore: Lapis
Dati: 2016, 48 pp., 14,50 €

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Emma. Dove vanno i fiori durante l’inverno?

8 dicembre 2016. #AkAdvent

A scavare nella neve con le mani c’è che bisogna togliersi i guanti. Con le moffole è difficile: la neve si appiccica alla lana e si passa più tempo a sbatacchiarle per toglierla che a scavare. A scavare nella neve con le mani per vedere cosa ci sia sotto, c’è che bisogna farlo a mani nude. Quando si giunge al tesoro i polpastrelli sono ghiacciati e le mani rosse e bagnate, ma… ma non ci sono molte cose che profumano come gli aghi di pino un po’ secchi un po’ umidi, misti alle foglie, alla terra soffice, all’erba rada, non più verde, bruna. Quindi vale. Vale la pena.

Emma. Dove vanno i fiori durante l'inverno?, di Spider - 2016, Orecchio acerbo
Emma. Dove vanno i fiori durante l’inverno?, di Spider – 2016, Orecchio acerbo

Da bambina scavavo nella neve, per sentire quel profumo e perché speravo, sempre, di trovare qualche fiore sul punto di sbocciare. Non ne ho mai trovati quindi non so dire cosa avrei fatto: coglierlo e mostrarlo, lasciarlo lì godendomi da sola tutta la meraviglia? Conoscendo la me stessa di allora probabilmente avrei passato molto tempo a decidermi. E, conoscendomi, non so cosa avrei fatto.

Emma. Dove vanno i fiori durante l'inverno?, di Spider - 2016, Orecchio acerbo
Emma. Dove vanno i fiori durante l’inverno?, di Spider – 2016, Orecchio acerbo

Emma è sfuggita alle mie ricerche bambine, ma so per certo che se avessi avuto la possibilità di leggere un albo così, questo albo, all’epoca in cui non mi curavo della pelle screpolata e, anzi, mi sembrava un dazio insignificante da rendere, non me ne sarei mai separata.

Di Emma conservo gelosamente la prima edizione, quella in cui Orecchio acerbo inseriva il bugiardino; Spider nel 2008 ne disegnò tavole e testo. L’armonia è vibrante, tutte le pagine percorse da brividi, cristalli di neve, brillantezza di ghiaccio. Sono immagini in movimento, che danzano sul lago ghiacciato e si rincorrono come in una Silly Symphony, un cortometraggio animato che in inverno conserva il profumo dell’estate.

Emma. Dove vanno i fiori durante l'inverno?, di Spider - 2016, Orecchio acerbo
Emma. Dove vanno i fiori durante l’inverno?, di Spider – 2016, Orecchio acerbo

Emma è un fiore e regola la sua esistenza con l’aiuto di una sveglia. Affida a un congegno meccanico il proprio ritmo biologico. Va tutto bene, fino a quando la precisione meccanica fa cilecca ed Emma si risveglia in pieno inverno. Giusto in tempo per incontrare i suoi amici Lampo, Grugno e un ragno orologiaio. E per raccontare a noi che leggiamo una storia splendida, da regalare, assolutamente, a Natale.

218-emma-n-eTitolo: Emma. Dove vanno i fiori durante l’inverno?
Autore: Spider
Editore: Orecchio Acerbo
Dati: 2016, 36 pp., 11,50 €

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Il piccolo B

2 dicembre, 2016. #AkAdvent

“Per tutti i fiocchi di neve!”, disse il più vecchio, “Chi sei?”.
Il piccolo B. si presentò agli elfi e raccontò loro della sua famiglia.

A casa degli elfi, nonostante una nevicata da record, in groppa a una renna e vestito allegramente di rosso arriva un bambino. DI chi si tratta? Ebbene, a chiedere aiuto a questa comunità dalle orecchie appuntite è nientemeno che Babbo Natale!

Voi direte, ok il vestito rossook la renna, ma Babbo Natale tutto è tranne che un bambino. Vero, verissimo, ma lo è stato, bambino, e questa è la storia della sua infanzia e di come, con caparbio entusiasmo, sia riuscito a diventare il più celebre dispensatore di ohohoh! e regali del mondo.

Il piccolo B, di Jon Agee- 2014 ElectaKids
Il piccolo B, di Jon Agee- 2014 ElectaKids

Il piccolo B è il settimo figlio della famiglia Natale. I nove vivono al Polo Nord, ma nessuno di loro è contento di questo. Nessuno eccetto il piccolo B, che invece trova piacevole il tagliar legna, preparare dolcetti di pan di zenzero, curarsi del camino, decorare abeti. Ma uno su nove è decisamente la minoranza; la famiglia Natale decide quindi di trasferirsi in Florida.

La sera prima della partenza, però, un’abbondantissima nevicata blocca l’intera famiglia a casa. Fino a quando il piccolo B non ha un’idea e quell’idea lo porterà a incontrare una renna, in giro per il Polo e fino alla casa degli elfi. E qui si ritorna laddove avevamo iniziato:

Il piccolo B si presentò agli elfi e raccontò loro della sua famiglia.
“Possiamo aiutarti noi”, disse l’elfo. “Costruiremo delle pale e tireremo fuori la tua famiglia dalla neve”.

Il piccolo B, di Jon Agee- 2014 ElectaKids
Il piccolo B, di Jon Agee- 2014 ElectaKids

Di come fosse Babbo Natale da piccolo ho già svelato abbastanza, c’è da dire una cosa tra le altre piuttosto rilevante su questo albo propriamente natalizio, e cioè che è un albo natalizio. È molto bianco, molto azzurro, molto rosso. Ha tutti gli ingredienti che una storia natalizia richieda: elfi, sorrisi, neve, renne, ancora sorrisi, feste. Ma è scevra di lucine artificiali – al loro posto il brillio della neve – degli addobbi ridondanti, dei dolciumi troppo zuccherosi. Le tavole a gouache di Jon Agee (autore di testo e illustrazioni) sono narrative ed empatiche, si percepisce il fastidio e l’insofferenza della famiglia Natale in contrasto con la gioia e l’entusiasmo del piccolo B; si legge l’evoluzione di questo piccolo Babbo Natale, e della sua caparbia passione.

Raccontano, le illustrazioni, di una storia che definisco un classico moderno e che ritengo possa diventare a buon titolo una delle storie da leggere sotto l’albero.

electaweb-images-nondisponibileTitolo: Il piccolo B
Autore: Jon Agee (Viviana Vai trad.)
Editore: Electa Kids
Dati: 2016, 40 pp., 14,90 €

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