Miles of Smiles

Quando si dice dona un sorriso o basta un sorriso! Un bel sorriso è sufficiente per creare un effetto domino, una catena particolare fatta di sorrisi perché un sorriso donato dona felicità a chi lo riceve, è un regalo, un toccasana, e pone la persona, sia essa bambino o adulto, nella situazione di desiderare di donarne un altro. Così i sorrisi si allungano, a volte sino a diventare molto lunghi! Chilometri di sorrisi!
Quanto può viaggiare lontano un sorriso? Il gioco è svelato nel titolo, nei risguardi il lungo percorso di un sorriso. Il primo sorriso parte una bella mattina di primavera da un tranquillo quartiere residenziale, casette piccole e colorate, accostate una all’altra o cresciute su di un prato fiorito. La scuola, lo stadio, il ristorante, qualche ufficio, i vicini e le relazioni tra di loro. Fiori bianchi a punteggiare giardini e aiuole e alberi dalle ricche e verdissime foglie.

Miles of Smiles, di Karen Kaufman Orloff, Illustrazioni di Luciano Lozano -Sterling Children’s Books
Miles of Smiles, di Karen Kaufman Orloff, Illustrazioni di Luciano Lozano -Sterling Children’s Books

In casa, mentre una bimba in tutù rosa e coroncina prova il passo di danza per il pomeriggio già di prima mattina, Baby tutto rotondo, tra le sue braccia sorride alla mamma. La mamma coglie quel momento e trattiene per sé, un poco solo per sé, il bel sorriso di Baby prima di donarlo alla maestra, Mrs Glass, assieme a un mazzetto fiorito e odoroso. Grata, Mrs Glass regalerà quel sorriso alla sua classe. Lo stesso sorriso, accompagnato da un ottimo voto sul foglio che Mrs Glass gli sta porgendo, fa sorridere Sebastian che felice lo porterà alla sua squadra.

Miles of Smiles, di Karen Kaufman Orloff, Illustrazioni di Luciano Lozano -Sterling Children’s Books
Miles of Smiles, di Karen Kaufman Orloff, Illustrazioni di Luciano Lozano -Sterling Children’s Books

È cominciato il viaggio del sorriso di Baby, di bocca in bocca, di situazione in situazione, di persona in persona. Da Roberto all’allenatore un po’ sconsolato per il risultato della squadra, dall’allenatore a Valerie che si è fatta male, da Valerie alla nonna, dalla nonna all’operatore ecologico, da lui al suo capo che lo donerà al cameriere, la sera a cena, che lo restituirà a Shane per il suo compleanno e Shane al nonno e il nonno… il nonno alla nuova vicina, cotonata e fiorata, appena arrivata, accompagnato da un grandissimo mazzo di fiori e da un biglietto di benvenuto. Lei, a sua volta, lo chiuderà in una busta per inviarlo a Jen, la sua nipotina che abita lontana, qualche casetta un po’ più in là, e che è malata ma che non rinuncerà alla sua corsa dopo aver trovato un sorriso così luminoso è incoraggiante nella cassetta delle lettere.

Jen lo porterà ai cuccioli abbandonati e quel cucciolo… quel cucciolo saltando, abbaiando e lanciando leccatine da lontano farà tornare il sorriso sulle labbra di Baby che sino a poco prima era molto contrariato. La giornata è stata lunga. I sorrisi pare abbiano fatto il giro del mondo, hanno consolato, premiato, scaldato il cuore, portato felicità e altri sorrisi per darsi poi appuntamento alla grande festa del quartiere che si svolge solo un po’ più in là, nel giardino della scuola con l’erba rasata per l’occasione, e tutti i vicini con un lungo e radioso sorriso stampato in viso! Chilometri di sorrisi!

Luciano Lozano è autore, grafico e illustratore spagnolo, i suoi lavori appaiono su numerose riviste internazionali e ha quella mano particolare di chi ha disegnato moda o si è occupato di illustrazione editoriale. La mamma di Baby è una bellissima donna, capello corto alla francese, foulard tra i capelli, jeans stretto a mezzo polpaccio, una Gucci al braccio. È, anche se solo illustrata, molto elegante e spicca tra le pagine. Così come spicca l’infanzia ma non certo per gli stessi motivi.

Molti sono i bambini raffigurati nelle pagine dell’albo ma neppure Baby, il più piccolo di tutti, intenerisce per bellezza. Sua sorella è la classica bimba tondetta che aspira alle scarpette a punta, vive in tutù e il suo viso è meravigliosamente rotondo. Così gli altri. Chi con gli occhiali, chi con le lentiggini, chi con i capelli tagliati a zero con ciuffo. È un’infanzia, quella disegnata da Lozano, non perfetta ma in divenire, che intenerisce. Intenerisce la sorella di Baby nel suo trench giallo, perfetto, lo si intuisce di sartoria, accanto a una mamma così elegante lei, paffutella in rosa con tutù e coroncina: è l’infanzia che sogna. Irregolare. Come la compagna con il viso troppo largo e quel sorriso che dice di denti da cambiare e mandibola da formare. È un’infanzia reale, abbozzata. Qualcosa in divenire. Ma spumeggiante e soprattutto sorridente! Chilometri e chilometri di sorrisi!

IMG-5466Titolo: Miles of Smiles
Autore: Karen Kaufman Orloff
Illustrazioni: Luciano Lozano
Editore: Sterling Children’s Books, New York, USA
Dati: 2016, 32pp, lingua inglese, US$ 14,95

Caterina Certezza

Mi auguro che molti bimbi e bimbe sceglieranno questa storia così intima e bella come compagna di qualche giorno estivo. Compagnia intima e bella anch’essa.

Caterina Certezza, di Patrick Modiano e Jean-Jacques Sempé - 2014 Donzelli
Caterina Certezza, di Patrick Modiano e Jean-Jacques Sempé – 2014 Donzelli

Caterina Certezza è stato l’esordio di Patrick Modiano nella letteratura per l’infanzia, e Sempé è uno degli illustratori più famosi del mondo.

Patrick Modiano ha ricevuto nel 2014 il Premio Nobel per la letteratura con questa motivazione:

for the art of memory with which he has evoked the most ungraspable human destinies and uncovered the life-world of the occupation.

Ci si riferiva, certo, ai suoi gradi romanzi, all’occupazione nazista in Francia a lunghi momenti durissimi dell’umanità. Ma Quell’art of memory  io la leggo anche tra le pagine di questo breve romanzo per bambini e bambine. E la leggo intensa e profonda.

Caterina Certezza, di Patrick Modiano e Jean-Jacques Sempé - 2014 Donzelli
Caterina Certezza, di Patrick Modiano e Jean-Jacques Sempé – 2014 Donzelli

Questi due grandi autori, Modiano e Sempé, assieme danno vita al racconto di Caterina, ormai adulta, ballerina newyorkese, e alla sua infanzia trascorsa a Parigi, assieme al padre, con un tono di premura che sempre mi tocca, che sempre suona corde delicate del mio cuore e mi racconta di semplici accidenti quotidiani come di grandi cambiamenti, rimanendo sul piano della realtà con qualche incursione in quello della realtà bambina.

La lettura procede non per capitoli ma per quelli che amo definire “momenti”. Lo consiglio a bambini e bambine, caldamente, come già immaginavate.

41cizpgho8L._SX349_BO1,204,203,200_.jpgTitolo: Caterina Certezza
Autore: Patrick Modiano, Jean-Jacques Sempé (trad. M. Vidale)
Editore: Donzelli
Dati: 2014, 91 pp., 14,00 €

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I feel alive in the city and I love my friend

Piccolo Elliot era un elefante. Piccolo, bianco, a pois rosa e azzurri. Nonostante così piccolo e nonostante fosse un elefante, piccolo Elliot amava andare in giro per la città. Per quella grande città che è New York. Non era semplice affrontare la città, ma anche a casa le cose erano non meno complicate. Piccolo Elliot era intraprendente e ostinato; amava i dolcetti, per dire, e di tanto in tanto provava anche a comprarne; e non alzava mai la voce per farsi sentire. Perlopiù passava inosservato, quando non schiacciato… Amava i dolcetti e ne incorniciava le fotografie, e ne desiderava.

Piccolo Elliot nella Grande Città, Mike Curato - 2016, Il Castoro
Piccolo Elliot nella Grande Città, Mike Curato – 2016, Il Castoro

Leggendone la storia ho avuto un po’ di premura per questo piccolo elefante a pois, e una certa simpatia, che mi spingeva ad augurarmi che tra le tinte brune, i profili dei grattacieli, i banconi à la Hopper, riuscisse a trovare la propria dimensione, la propria strada.

E nella testa mi frullava una canzone, più d’una in realtà, ma questa in particolare: I feel alive in the City, degli Zita Swoon.

Elliot aiuta un topino e si sente in cima a una montagna, rimira impettito, codino all’insù e topino sulla testa, l’orizzonte e io canticchio quella canzone che parla di due amici e una città e di come, assieme, in essa ci si possa sentire vivi, felici. Bianchi e bianchi a pois tra gli ocra, i bruni, i grigi. Elliot aiuta il topino e assieme tingono di vivido ogni cosa che toccano. Rosa la scatola dei cupcakes, rosso e azzurro l’uccellino a molla, gialla la trottola in un’altra scatola, quella dei tesori. E gialla intensa di sorrisi, due, e braccia spalancate, la luce delle loro finestre nella sera della Grande Città.

Piccolo_Elliot_cover-2Titolo: Piccolo Elliot nella grande città
Autore: Mike Curato
Editore: Il Castoro
Dati: 2016, 32 pp., 13,50 €

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Le lettere illustrate di Beatrix Potter

Sono stata alla Morgan Library, New York, nel 2009. All’epoca in mostra c’erano i manoscritti originali di Canto di Natale di Dickens. Sapevo però che nel suo preziosissimo archivio la biblioteca conservava acquerelli e manoscritti originali di Beatrix Potter. Avessi avuto un po’ di faccia tosta in più ne avrei chiesto la consultazione. Ma ciò non fu. La prima volta che i lavori di Beatrix Potter sono stati alla Morgan Library (era il 1988) l’esposizione metteva a disposizione dei fan dell’autrice una scelta di lavori dall’organizzazione enciclopedica; quest’anno, invece, perché sì da oggi 2 novembre e fino al 27 gennaio 2013 Beatrix torna ospite alla Morgan Library, trovano spazio le lettere illustrate che la Potter usava inviare ai suoi piccoli parenti o amici; storie brevi, ciascuna contenente diverse illustrazioni nelle quali ricorrono le avventure dei suoi protagonisti preferiti: Peter coniglio su tutti ma anche Benjamin coniglio, Jemima anitra de’ stagni e la Signora Trovatutto (Mrs. Tiggy-Winkle).

In mostra anche oggetti e giochi ispirati ai protagonisti animali, oltre alle lettere. Missive programmatiche direi, specchio dell’arte e dello stile di Beatrix Potter di cui vi raccolgo qui di seguito una selezione.

Pagine di una lettera di Beatrix Potter a Noel Moore (11 marzo 1892) - Credit: The Morgan Library & Museum, New York
Pagine di una lettera di Beatrix Potter a Noel Moore (11 marzo 1892) – Credit: The Morgan Library & Museum, New York
PAgine di una lettera scritta da Beatrix Potter a Eric Moore (21 agosto 1892). Credit: Cotsen Children's Library, Department of Rare Books and Special Collections , Princeton University Library
Pagine di una lettera scritta da Beatrix Potter a Eric Moore (21 agosto 1892). Credit: Cotsen Children’s Library, Department of Rare Books and Special Collections , Princeton University Library
Pagine di una lettera a Noel Moore (4 marzo 1897). Credit: The Morgan Library & Museum, New York
Pagine di una lettera a Noel Moore (4 marzo 1897). Credit: The Morgan Library & Museum, New York
gioco da tavolo del 1917. Credit: Cotsen Children’s Library, Department of Rare Books and Special Collections, Princeton University Library
gioco da tavolo del 1917. Credit: Cotsen Children’s Library, Department of Rare Books and Special Collections, Princeton University Library

Beatrix Potter: The Picture Letters – alla Morgan Library & Museum, 225 Madison Avenue, at 36th Street