John Gattoni, le indagini più famose

John Gattoni. Le indagini più famose, di Yvan Pommaux - 2018, Babalibri

Pelo folto e nero, occhi ben spalancati a non perdere di vista i dettagli, trench tono su tono con pantaloni cachi e immancabile cravatta a completare il look da investigatore, passo felpato, John Gattoni si muove sulla copertina di un volume elegante (con tanto di fettuccia segnalibro e dorso in tela) che raccoglie tre delle sue indagini più famose.

Yvan Pommaux compie un lavoro autoriale straordinario nella commistione di generi: il poliziesco si intreccia con la fiaba e non solo nelle citazioni esplicite: la madre disperata che bussa alla porta di Gattoni perché la figlia è scomparsa è quella di Cappuccetto Rosso; l’arcolaio antico è quello di Rosaspina; Il gioiello a forma di cuore è quello di Biancaneve… La commistione autentica avviene nei momenti, perfetti, di sospensione dell’incredulità, durante i quali in un contesto urbano e cittadino si muove completamente a suo agio John Gattoni, facendo ricorso agli strumenti tradizionali dell’attività investigativa come alle grandi fiabe classiche (raccolte sotto al titolo di I più celebri casi criminali) che consulta per trovare la giusta chiave interpretativa.

John Gattoni. Le indagini più famose, di Yvan Pommaux - 2018, Babalibri
John Gattoni. Le indagini più famose, di Yvan Pommaux – 2018, Babalibri

Le indagini di John Gattoni sono a fumetti ma non alla maniera classica dei fumetti: hanno l’andatura del noir cinematografico, con campi lunghi, adatti a rendere il movimento sequenziale nella scena, che corrispondono a illustrazioni su doppia pagina o a pagina piena; il testo è libero da confini grafici, che sono di solo sostegno, e si muove nella pagina con ampio respiro; i protagonisti richiamano volti noti dell’immaginario dell’infanzia.

Tra le tre indagini, la perfezione per me sta nel mezzo: Il grande sonno, meraviglioso caso, meravigliosa avventurache parla all’immaginario dei bambini, come dicevo, ma parla anche al mio e mi induce a sovrapporre il fiuto di John Gattoni con quello di Philip Marlowe, il volto dell’nvestigatore felino con quello di Humphrey Bogart. Il contesto fiabesco nell’ambito metropolitano elegante e retrò e la conclusione riepilogativa nel cammeo finale.

<em>John Gattoni. Le indagini più famose</em>, di Yvan Pommaux - 2018, Babalibri
John Gattoni. Le indagini più famose, di Yvan Pommaux – 2018, Babalibri

Non svelo nulla sui tre finali, sarebbe poco elegante trattandosi di indagini con delitto, anzi, aggiungo un ulteriore interrogativo alla vostra immaginazione: saranno aderenti ai finali lieti delle tre fiabe? O molto meno piacevoli, come accade nei polizieschi?

pommaux_john_chatterton_compil_couv_HD-1Titolo: John Gattoni. Le indagini più famose
Autore: Yvan Pommaux (Traduzione di Tanguy Babled)
Editore: Babalibri
Dati: 2018,128 pp., 22,50 €

Smart

È un coraggio impavido, quello di Kieran; ingenuo, caparbio. Un coraggio che sa nutrirsi dell’ostinazione di un animo che in teoria dovrebbe avere difficoltà a essere empatico con le persone con cui ha a che fare e invece si rivela scevro di qualsiasi condizionamento. È un coraggio libero, che conosce e riconosce l’altrui coraggio, e ad esso si affida, esso sceglie come compagno d’avventura. Quei coraggiosi difende e protegge.

Kieran ha una maestra dedicata, partecipe e affabile; ha una mamma dalla vita complicata che il patrigno picchia ad ogni occasione, che lavora tutto il giorno; non ha il papà, morto mentre lui era molto piccolo; ha un amico ancora più emarginato di quanto Kieran stesso possa essere; un’amica barbona di nome Jane, che una volta era un’ostetrica e ora vive in strada piegata dal dolore per la morte del figlio. Kieran ha una nonna che lo ama e con la quale, per ordine del patrigno, né lui né la madre possono più interagire.

Infine Kieran ha due passioni: quella per il giornalismo, per le indagini, per la cronaca nera. Non perde una puntata di CSI, o meglio, non ne perderebbe nemmeno una se il figlio del patrigno non occupasse la tv tutto il giorno con videogiochi sanguinolenti. E quella per il disegno: realizza disegni straordinari, ricchissimi di dettagli, assolutamente originali.

Quando una mattina come tante si imbatte in Jane, disperata perché il suo amico Colin è stato ucciso, Kieran avrà le competenze e gli strumenti per risolvere il mistero che avvolge questa morte. E per cogliere le opportunità che l’intraprendenza e la pazienza che lo caratterizzano gli offriranno.

Molto mi hanno colpito le voci dei protagonisti, molto naturali, molto vere: quella della madre, così fragile e impotente, quella di Kieran decisa e sincera, quella di Jane, impastata di lacrime. Credo che proprio le voci, i timbri, siano le qualità migliori di Smart che è un romanzo d’esordio e dell’esordio conserva e sfrutta l’immediatezza e l’entusiasmo.

Finalista al PREMIO STREGA RAGAZZE E RAGAZZI 2016 – Categoria +11

Titolo: Smart
Autore: Kim Slater (trad. Anna Carbone)
Editore: Il Castoro
Dati: 2016, 240 pp., 15,50 €

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L’innocenza di Sofie – Niente

Del libro di Janne Teller attorno al quale si dibatte molto in queste ultime settimane avevo scritto nel marzo 2005 tra le pagine de “Il Segnalibro”. All’epoca si chiamava L’innocenza di Sofie ed era edito da Fanucci; adesso è pubblicato da Feltrinelli e si chiama Niente. Ho deciso di ripubblicare quella mia breve recensione senza apporvi modifiche, peraltro non ho letto la nuova edizione per cui non saprei nulla aggiungere sulla traduzione o sull’edizione.Niente-particolare-del-disegno-in-copertina_h_partb

innocenza-sofieQuesto è un libro in cui la crudeltà del’animo umano trova spazio non solo negli angoli più remoti della ragione. È un libro agghiacciante: leggerlo è come uscire in una mattina di sole e tornare indietro zuppi di pioggia, freddi fino alle ossa. Janne Teller possiede la rara abilità di muovere gli animi senza patetismi. Il suo è uno stile asciutto e scarno di quelli che vanno dritti e inesorabilmente al dunque. L’innocenza è ciò a cui Sophie deve rinunciare, una di quelle cose che posseggono un sgnificato, che danno un senso alla vita. Perché lo scopo primo di alcuni ragazzini di Taering, piccola cittadina della Danimarca, è proprio riappropriarsi, con dolore e strazianti rinunce, del significato. E allora cedono al desiderio vitale di dimostrare al loro amico disilluso e innaturalmente adulto, Pierre Anthon, quanto egli sia in errore affermando che non vale la pena di far nulla perché nulla ha importanza. Frustrati dalla sua caparbia amarezza, i ragazzi reagiscono con decisione e incominciano ad accumulare, impilare, tutto ciò che per loro ha un significato, trascinando se stessi e il lettore in un vortice di spietata violenza. Violenza che assieme riempie e svuota ogni cosa della propria vera e genuina essenza. Sofie è il motore di questa ricerca, è decisa forte, estremamente testarda: niente riesce a smuoverla dal proprio intento. Sofie non vuole vivere una vita senza senso e non concepisce che qualcun altro possa farlo, non può permetterlo. Janne Teller ha scritto questo libro per i ragazzi, ma non è adatto solo a loro. Gli adulti, che nel romanzo sono solo ombre sfuggenti e prive di ogni palpabile spessore, troveranno in queste pagine molto di sé stessi.

downloadTitolo: Niente
Autor: Janne Teller
Editore: Feltrinelli
Dati: 2012, 119 pp., 12,00 €

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L’Allegra storia di un cadavere devoto

Se ci fosse un limite ai caratteri di una recensione credo riproporrei semplicemente il titolo di questo splendido albo illustrato: La governante. Allegra storia di un cadavere devoto. E lo farei perché sapientemente suggerisce tutte le caratteristiche di questa surreale storia: è una storia, per iniziare, ed è allegra, pur essendo quella di una cadavere, per giunta devoto; da questo ossimoro nasce l’assurdo e il visionario di un contesto che ben calza alla collana (lampi) di cui fa parte. Infine, la governante. Si intuisce che il cadavere sia il suo, considerato il “devoto” che ancora s’aggettiva alla sua persona anche dopo la morte, e se ne deduce che fosse una buona governante. Questo, però, lo scopriremo qualche pagina più tardi e necessariamente ci servirebbero più caratteri, perché non potremmo tralasciare di dire quanto fosse buona e preziosa la sua cioccolata calda. Perché dopo essere rimasti affascinati, in copertina, dal rosso della governante e dal nero del Signor Tapinois, non potremo fare a meno di notare il giallo, che ribadisce il contesto di mistero e delitto che è l’ossatura della storia. E siamo curiosi.

 La governante. Allegra storia di un cadavere devoto, di Edouard Osmont, Sara Gavioli - 2010 Orecchio Acerbo
La governante. Allegra storia di un cadavere devoto, di Edouard Osmont, Sara Gavioli
– 2010 Orecchio Acerbo

È presto detto, perché la faccenda delittuosa interviene già nell’incipit: Il Signor Tapinois deve allenare la propria mira in vista di un duello che l’attende l’indomani e dunque pensa bene di farlo in salotto. Un proiettile dimentico della logica, colpisce e uccide l’innocente governante. Da qui in poi è un rutilante scontro tra rimorso e rimpianto, coscienza e frivolezza che s’alternano in un continuo gioco di stravagante surrealtà.

L’autore di questo piccolo capolavoro “du rire” è Edouard Osmont, ugualmente sconosciuto come Blaise Petitveau; i suoi racconti umoristici e dell’assurdo s’innestavano nel contesto francese del diciannovesimo secolo, in quel gruppo di scrittori che frequentarono il cabaret di Montmartre “Le Chat noir”.

 La governante. Allegra storia di un cadavere devoto, di Edouard Osmont, Sara Gavioli - 2010 Orecchio Acerbo
La governante. Allegra storia di un cadavere devoto, di Edouard Osmont, Sara Gavioli
– 2010 Orecchio Acerbo

Osmont incomincia a piccoli passi, simili a quelli che misurano lo spazio tra un duellante e un altro, per voler scimmiottare il Signor Tapinois, per poi immergersi sfrenato in una ridda di balzi tra ciò che è drammatico e fa tremare (un cadavere chiuso in un baule!) e ciò che è assurdo e sorprende con larghi sorrisi. La governante è devota, anche da morta, e non ci sta a lasciar solo il Signor Tapinois e così, per palesare la sua insanguinata presenza, rompe gli oggetti, specie quelli che cadendo si infrangono platealmente in mille pezzi, seminando lo sgomento e il terrore nella mente già sovraffollata di pensieri del suo assassino (…chi gli luciderà le scarpe?). L’unico oggetto fragile che non si infrange è lo specchio: legame con la realtà e tramite con la coscienza che riflette il volto di un uomo sempre più stanco.

 La governante. Allegra storia di un cadavere devoto, di Edouard Osmont, Sara Gavioli - 2010 Orecchio Acerbo
La governante. Allegra storia di un cadavere devoto, di Edouard Osmont, Sara Gavioli
– 2010 Orecchio Acerbo

Le illustrazioni di Sara Gavioli, intrise di un raffinato gusto retro, rendono brillantemente il contesto e abbracciano la storia con greve levità. La sensazione è quella trasmessa da alcune affiches di Toulouse-Lautrec, tutte incentrate sulla notte, sugli animi lacerati, eppure così luminose da suggerire spazi brillanti. Il bianco che nasce dal nero scalzato, di forza, da un taglierino, la prospettiva sbilenca, la resa dei dettagli (originalissime le carte da gioco) contribuiscono a rendere questo albo estraneo alle convenzioni, assolutamente unico.

governante_copertina1-960x1299Titolo: La governante. Allegra storia di un cadavere devoto
Autore: Edouard Osmont, illustrazioni di Sara Gavioli
Editore: Orecchio Acerbo
Dati: 2010, 32 pp., 15,00 €

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