Bianco Natale

È la notte di Natale e le strade imbiancate sono deserte. Tutti sono nelle proprie case a festeggiare, o in taverna a cenare assieme, o in chiesa per cantare i cori natalizi in attesa della mezzanotte. Solo tre pupazzi di neve si aggirano per le strade innevate del villaggio. È una notte talmente fredda che persino Dante, Erasmo e Galileo battono i denti di bottoni.  Decidono quindi di andare alla trattoria per stare al calduccio e gustare un bel piatto d’arrosto. Dimenticano però che al caldo la neve si scioglie, quindi, allertati da una pozza d’acqua che si sta sviluppando ai loro piedi escono di gran fretta, sempre più scoraggiati e rassegnati a passare il Natale da soli.

Bianco Natale, Wolfram Hänel, Uli Waas - Nord-Sud
Bianco Natale, Wolfram Hänel, Uli Waas – Nord-Sud

Ma non hanno tenuto conto dei bambini e della loro capacità di porre rimedio con le idee più semplici anche alle situazioni più ingarbugliate: un gruppo di bimbi realizza decine di pupazzi di neve fino a formare un’allegra combriccola soffice e bianca.

Bianco Natale, Wolfram Hänel, Uli Waas - Nord-Sud
Bianco Natale, Wolfram Hänel, Uli Waas – Nord-Sud

Una storia allegra, dai protagonisti buffi in cui trionfa il piacere per il bianco della neve e del Natale, così come per le cose semplici, per l’amicizia.

317u73JU1zL._BO1,204,203,200_Titolo: Bianco Natale 
Autori: Wolfram Hänel, Uli Waas (tradotta da Noemi Clementi)
Editore: Nord-Sud
Dati: 2004, 25 pp.

Lo schiaccianoci, una storia di Natale

7 dicembre 2016. #AkAdvent

In un gioco di rimandi, piroette e viaggi tra il mondo del fantastico e quello del reale, la storia dello Schiaccianoci e del re dei topi dal 1816 è giunta ai nostri giorni fresca, appassionante, da fiato sospeso. Inquietante e oscura, sempre in bilico, oltre che tra realtà e fantastico anche tra incubo e sogno.

Lo schiaccianoci, E.T.A. OHoffmann, Liesbeth Zewrger - NOrd-Sud 2008
Lo schiaccianoci, E.T.A. Hoffmann, Liesbeth Zwerger – Nord-Sud 2008

Durante gli anni è stata data alle stampe nella sua versione originale, quella appunto del 1816 di E.T.A. Hoffmann, e poi in quella di Dumas padre, variante più fresca nella prosa; infine messa in scena in forma di balletto su musiche di Ciajkovskij (ispirata, quest’ultima alla riscrittura di Dumas).

Maria e Fritz ricevono in dono uno schiaccianoci; è la vigilia di Natale e l’atmosfera è carica di magia, la statuetta meccanica reca con sè una sorta di trepidazione che si concretizza nel sogno di Maria che è un incubo: un topo a sette teste la minaccia durante la notte e solo grazie all’intervento salvifico dello schiaccianoci e di intrepidi soldatini di piombo, Marie riesce a trovare il coraggio di allontanare l’orrendo roditore con una ciabattata. Da questo incubo orrendo la bambina si sveglia provata e febbricitante e porta i segni di una ferita sul braccio che sanguina proprio come se fosse reale e non riportata durante un sogno. A farle visita il padrino Drosselmeir, artigiano e orologiaio dall’aspetto piratesco, che per sollevarla dall’indisposizione, le racconta una storia con protagonisti dei topi molto simili a quelli conosciuti, suo malgrado, da Marie, e un ragazzo intrepido, con un talento speciale: denti duri come le leve di uno schiaccianoci.

Un gioco di mise en abîme, di storie all’interno di altre storie che ne raccontano altre, diverse ma imparentate, proprio come antichi stemmi familiari.

Lo schiaccianoci vanta decine di illustrazioni; da quelle celebri di Sendak (realizzate per le scene del balletto e dal timbro brioso, come quest’ultimo) a quelle angoscianti di Innocenti, passando per decine di varianti più o meno zuccherine.

Nella mia libreria ne ho trovate diverse versioni, tra cui quella (per una volta ampliata e non ridotta) della Scala d’oro UTET, le cui illustrazioni da bambina trovavo inquietanti e in cui lo Schiaccianoci è brutto, ma brutto davvero.

Donzelli ha pubblicato nel 2011 un bel volume con entrambe le versioni (di Hoffmann e Dumas) e illustrato da Aurelia Fronty.

L’edizione che vi consiglio di mettere sotto l’albero di Natale è quella illustrata da Lisbeth Zwerger.

Lo schiaccianoci, E.T.A. OHoffmann, Liesbeth Zewrger - NOrd-Sud 2008
Lo schiaccianoci, E.T.A. Hoffmann, Liesbeth Zwerger – Nord-Sud 2008
Lo schiaccianoci, E.T.A. OHoffmann, Liesbeth Zewrger - NOrd-Sud 2008
Lo schiaccianoci, E.T.A. Hoffmann, Liesbeth Zwerger – Nord-Sud 2008

Nelle tavole cui il tratto realistico s’accompagna alla surrealtà e l’atmosfera è morbida e rarefatta, come al momento del risveglio, quando ancora non ci si rende conto se si sogna o si è desti.

519bh7w7el-_sx359_bo1204203200_Titolo: Lo schiaccianoci
Autire: E.T.A. Hoffmann, Liesbeth Zwerger
Editore: Nord-Sud
Dati: 2008, 12,00 €

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Il dito magico

Cosa farebbero i bambini se avessero una capacità magica? E, più nello specifico, cosa farebbero se questa capacità magica fosse la possibilità di puntare il dito e realizzare ciò che si desidera?

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Il dito magico, Roald Dahl e Quentin Blake – Nord Sud, 2007

Le risposte potrebbero essere centinaia. Quello che so per certo, e Dahl lo racconta con la sua classica e sana ironia, è che non bisogna mai far arrabbiare i bambini con un forte senso di giustizia giacché ci si potrebbe, ragionevolmente, ritrovare trasformati in pennuti.

Non sopporto la caccia, proprio non la sopporto. Non mi sembra giusto che gli uomini e i ragazzi uccidano gli animali solo per il divertimento che ne ricevono.

È ciò che avviene a una famiglia di cacciatori di anatre, che una bimbetta di otto anni trasforma in ciò che cacciano, anatre appunto. È un vero e proprio racconto, d’autore, composito e ricco, la cui lettura è però sollecitata dalla passione indomita dei primi lettori per “finire i capitoli” e fare a gara a chi ne legge di più.

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Il dito magico, Roald Dahl e Quentin Blake – Nord Sud, 2007

Su Libri Calzelunghe, Alessandra Starace racconta la storia editoriale di questo libro, scomodo per molti versi, che dovette sgomitare per essere pubblicato. Un motivo in più per gustarlo: i libri che a qualcuno non piacciono perché portatori di verità sono sempre i migliori!

il dito magico
Titolo: Il dito magico
Autore: Roald Dahl, illustrazioni di Quentin Blake
Editore: Nord-Sud, (Gli scriccioli)
Dati: 2007

La gallinella che voleva vedere il mare

La gallinella che voleva vedere il mare, di Christian Jolibois e Christian Heinrich, edito da Nord Sud
La gallinella che voleva vedere il mare, di Christian Jolibois e Christian Heinrich, edito da Nord Sud
La gallinella che voleva vedere il mare, di Christian Jolibois e Christian Heinrich, edito da Nord Sud

Un libro illustrato che racconta una storia di coraggio, intraprendenza e libertà in cui non trovano alcuno spazio l’omologazione e la noia. La gallinella ha un nome molto classico, Carmela, ma per il resto non ci sta a seguire la tradizione che la vorrebbe a covare uova e a seguire il ritmo sempre uguale a se stesso del pollaio.

Carmela vuole vedere il mare! Lo dice ad alta voce, non è un desiderio inespresso, ma nessuno è d’accordo che lei abbia idee così velleitarie. Per cui decide da sé e, senza aspettare il permesso, parte alla volta del mare. Vive molte avventure e si districa in situazioni molto ingarbugliate e pericolose. Raggiunge il mare, conosce nuovi mondi, si innamora e poi, felice, fa ritorno al suo pollaio. [in stampatello maiuscolo, fa parte di una serie di 6 titoli che si chiama “polli ribelli”, si aggiunge agli altri il pro quello di poter proseguire nelle letture ribelli]

La gallinella che voleva vedere il mare, di Christian Jolibois e Christian Heinrich, edito da Nord SudTitolo: La gallinella che voleva vedere il mare
Autore: Christian Jolibois e Christian Heinrich
Editore: Nord Sud
Dati: 2015, 48 pp., 5,90 €

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Nove libri + 1 da leggere in terza elementare

Il mio primo Don chisciotte, di F. Lorioux , B. Lazzaro, Donzelli

il mio primo don chisciotteQuesto libro illustrato che vi consiglio anche per la sua storia e che definirei “un classico di un classico” è stato pubblicato per la prima volta a Londra nel 1930, e racconta la storia di Don Chisciotte, che, come tutti i bambini ben sapranno, amava combattere contro i mulini a vento. E contro i prepotenti e contro ogni ingiustizia, con una perseveranza e un coraggio che solo la follia… È un libro dal formato importante che riporta anche tutte le tavole originali di Félix Lorioux, uno dei più grandi illustratori per l’infanzia tra Otto e Novecento, tradotto da Bianca Lazzaro. I bambini avranno tra le mani un libro che riconosceranno come “importante”, vi si appassioneranno e ne avranno cura.

 

Jenny e il club dei gatti, Esther Averill, Il Castoro

31l1q+xrJZLJenny è una splendida ed elegante gattina nera, pelo lucido, padrone affettuoso. E questa è una storia vera, che potrebbe essere vera se conoscessimo la lingua dei gatti così come la conosce Esther Averill. Jenny Linsky vive a New York, è piuttosto felice, piuttosto timida e piuttosto desiderosa di entrare a far parte di un club, il club dei gatti, che osserva ammirata da dietro alla finestra. Per entrare a farne parte, Jenny affronta una serie di avventure buffe e temerarie e riuscirà ne suo intento superando i propri limiti, scoprendo l’amicizia, scoprendo i propri talenti. Questo libro raccoglie cinque avventure splendidamente illustrato in rosso e nero, ed è stato edito nel 1944 per la prima volta da allora è sempre stato amatissimo, tanto da entrare a far parte dei TIME Magazineʼs 100 Best Childrenʼs Books of All Time.

L’estate delle cicale, Carioli, Possentini, Bacchilega Junior

91tn5M8GiWLC’è un ciliegio. Frutti profumati e rossi. Ci sono due bambini e il canto, assai dolce, delle cicale. Ci sono colori vividi senza esser netti. Prospettive che si sovrappongono; ci sono dettagli in primo piano che rubano la scena agli accidenti centrali. Ci sono gli occhi dei bambini che raccontano, quasi più delle parole, di avventure, di amicizia, del tempo.
I due bambini hanno costruito una casa sull’albero che immaginano però in movimento. La quiete e la stasi di una casa sull’albero si fa nave in balia di onde, nave che domina o soccombe alla tempesta. Che poi è lo stesso meccanismo del sogno: un desiderio che prende forma, quello dei bambini di costruire un rifugio sull’albero, è il cuscino su cui i due amici chiudono gli occhi (o li tengono ben aperti) per immaginare grandi avventure, seduti, gambe penzoloni. C’è anche un litigio, c’è il passare del tempo, ci sono altri amici e decine di altre cose imperdibili per le quali vi consiglio di leggere questo splendido albo illustrato, che ha tutte le qualità per diventare un “libro del cuore”.

Furbo Signor Volpe, Roald Dahl, Quentin Blake, Nord Sud

41L9w2AH+RLIn una vallata ci sono tre fattorie; Olio alleva polli, Lupino oche e anatre, Pertica tacchini e mele. Cattivi nella media degli allevatori, ricchi. Molto. Poco distante, su una collinetta stava un albero e sotto all’albero una famiglia di volpi, papà volpe, mamma volpe e i loro quattro volpacchiotti, avevano scavato la propria tana, perché le volpi, questo tenetelo a mente perché servirà dopo, sanno scavare benissimo. Quotidianamente il Signor Volpe, col suo bagaglio volpino di furbizia e intelligenza, fa un’incursione in una delle tre fattorie, a seconda di quello che il menù della Signora Volpe prevede. Ma la pacchia dura fino a quando i tre fattori non decidono di dargli la caccia, di sterminarlo. Intanto il Signor Volpe ci rimette la bellissima coda, poi… beh… l’avventura è rocambolesca, ironica e divertente. Fossi in voi non me la perderei. Illustrato in bianco e nero da Quentin Blake, da questo libro di Roald Dahl è stato tratto il film Fantastic Mr. Fox di Wes Anderson.

Strisce e macchie, Dahlov Ipcar, Orecchio acerbo

81s1dpsHrjLFin quando ci saranno tra gli scaffali delle librerie libri di Dahlov Ipcar, io non smetterò mai di consigliarne l’acquisto e la lettura. Sono libri che danzano, che portano con sé un bagaglio di originalità e pregnanza non comune; creati con una cura editoriale altrettanto rara e originale e pregnante. Sono libri che i bambini scelgono tra tanti, dalle illustrazioni potenti con colori ricercati ce sono come un marchio: blu, turchini che sono solo suoi; immagini che si muovono e rincorrono su sfondi pieni, parole che seguono il ritmo. È un portatore di meraviglia ed essa non si fa remore di attraversare la storia del cucciolo di tigre e quella del cucciolo di leopardo che in maniera autonoma intraprendono la stessa strada; una strada che è fatta di esplorazione, avventura, amicizia, indipendenza e scoperte (talvolta dal sapore non proprio piacevole, talvolta straordinarie), e di ritorni, cura, famiglia. Una strada fatta soprattutto di macchie e di strisce. Per bambine e bambini capaci di inanellare di seguito (come ho sentito con le mie orecchie durante una lettura ad alta voce di Carla Ghisalberti) almeno tre animali a macchie e tre a strisce. Per tutti i bambini, dunque!

Il cavaliere Saponetta, Kristien In-‘t-Ven, Sinnos

71gtBRaZByLIl Cavalier Saponetta, si chiama così non perché sia sfuggente in battaglia come una saponetta nel lavabo, no, si chiama così perché ama lavarsi, profumare, star fresco. Nonostante questa sua originale attitudine, per essere un cavaliere che trascorre il suo tempo a cavallo, sotto al sole o nella tempesta, che dorme all’addiaccio, che combatte e combattendo suda, rimane un cavaliere in tutto e per tutto. Non a caso il re lo convoca a palazzo perché c’è da sconfiggere un drago. Il Cavalier Saponetta sarebbe in vacanza, ma alla vista della principessa Linda rinuncia alle ferie e parte all’avventura che, come tutte le avventure che si rispettino ha i suoi imprevisti, le sue bugie, i tradimenti, i colpi di scena. Illustrata a colori da Mattias de Leeuw questa storia è stata stampata con il font leggimi su carta ruvida e color panna per agevolare la lettura.

Sibilla nel cappello, Luisa Mattia, Biancoenero

sibillaPrendete una ragazzina alla ricerca di sé, un ragazzino idealista, un matto con la passione per i cappelli e un’etica più che senziente, e avrete un storia ecologista, avventurosa, coraggiosa. Sibilla nel cappello, in cui il cappello è uno dei cappelli del matto, che poi si chiama Gigi, e Sibilla è un pesce gatto dalla punta della coda rossa, pesante oltre 5 chili, misterioso e sfuggente abitante del lago che in un malaugurato giorno cade prigioniero in una gabbia. Un libro che racconta di una trappola e di un salvataggio e intanto parla di consapevolezza di sé. Avventura appassionante, scritta con una font speciale e approvata da una redazione di ragazzi.

Le lettere dello scoiattolo alla formica, Toon Tellegen, Axel Scheffler, Feltrinelli Kids

81Wf82jcBsLNo, non è un romanzo epistolare, sebbene sia pieno di lettere, messaggi, bigliettini che gli animali si scambiano l’un l’altro. Sono delle piccole scene di quotidiana vita boschiva, condotta semplicemente tra foglie umide, tane sotterranee, tronchi d’albero su cui si muovono queste corrispondenze naif tra gli animali. Grazie alle loro parole scopriamo quanto possa essere tenera uno scambio di parole affidate al vento tra farfalle e lucciole, quanto lo scrivere a se stessi possa essere un rimedio alla solitudine, quanto gli scoiattoli amino ribadire i concetti. Una corrispondenza ingenua e buffa corredata da bellissime illustrazioni.

Coccodrilli a colazione, Emanuela Nava, Giunti

51RC9w++MXLA colazione, sì, avete letto bene. E pare che siano anche squisiti,che la loro coda abbia il sapore dei gamberi. Anche Eugenia era piuttosto scettica in merito, sebbene Chariza le spiegasse quanto comune e ghiotta fosse questa preistorica pietanza. Chi è Eugenia? Chi è Chariza? Sono due ragazzini, una italiana uno dello Zimbabwe, che si scambiano bellissime lettere nelle quali si raccontano l’un l’altra cose quotidiane, leggende bellissime, fiabe classiche, i nomi e le abitudini degli animali, ricette (il coccodrillo come la pasta asciutta) con un lessico brioso che rende la lettura molto scorrevole e piacevole.

Caterina Certezza, Modiano, Sempé, Donzelli

71CeV++I4dLA Caterina dedico il mio +1. Mi auguro che qualche bimbo sceglierà questa storia così intima e bella come compagna di qualche giorno. Compagnia intima e bella anch’essa. Caterina Certezza è stato l’esordio di Patrick Modiano, e Sempé è uno degli illustratori più famosi del mondo. Questi due grandi autori assieme danno vita al racconto di Caterina, ormai adulta, ballerina newyorkese, e alla sua infanzia trascorsa a Parigi, assieme al padre con un tono di premura che sempre mi tocca, che sempre suona corde delicate del mio cuore e mi racconta di semplici accidenti quotidiani come di grandi cambiamenti, rimanendo sul piano della realtà con qualche incursione in quello della realtà bambina. La lettura procede non per capitoli ma per quelli che amo definire “momenti”. Lo consiglio a bambini e bambine, caldamente, come già immaginavate.

E se vi fosse venuta voglia di comprarli, potete farlo qui

Il mio primo Don Chisciotte
Sibilla nel cappello
L’estate delle cicale
Furbo, il signor Volpe
Caterina Certezza
Strisce e macchie
Il cavaliere saponetta
Jenny e il club dei gatti
Lettere dello scoiattolo alla formica
Coccodrilli a colazione

9 libri + 1 da leggere in prima elementare

C’è un momento, che si attesta quasi sempre al rientro dalle vacanze di Natale, in cui le bambine e i bambini frequentanti la prima classe della primaria prendono consapevolezza dello strumento meraviglioso di cui sono entrati in possesso: la capacità di lettura autonoma. Prendono coscienza del fatto che sono capaci di leggere da soli, e sono avidi di pagine da scoprire; curiosi sfogliano e assaporano con un gusto del tutto diverso dalle letture d’esercizio cui i primi mesi, giocoforza, si erano abituati.

È un momento magico che bisogna cogliere non solo perché continuino a perfezionarsi ma soprattutto perché con le letture che sceglieranno formeranno il proprio gusto personale. È in questo preciso momento che ritengo sia necessario offrire loro libri che siano realmente tali. Libri che abbiano un progetto editoriale alle spalle che esuli dalle scelte commerciali; libri d’autore; libri illustrati con gusto. Libri di qualità, insomma, che si allontanino dalle riduzioni, dai pasticci edulcorati, dai prodotti da edicola.

Ve ne propongo alcuni qui di seguito (ma ce ne sono tanti altri che potrei suggerirvi, effettuare una cernita è stato difficile anche per me, per cui, se voleste qualche altro suggerimento potete chiedere nei commenti, sarò felice di darvene). L’ordine è del tutto casuale.

Fiabe per occhi e bocca, di Roberto Piumini, con le illustrazioni di Emanuela Bussolati, edito da Einaudi Ragazzi.

fiabe per occhi e per boccaQuattro fiabe celebri in forma di ballata. Il testo è intervallato, riga per riga, da una striscia illustrata che lo esplica visivamente, supportando il lettore in erba e guidandolo passo passo. Alternanza di testo e immagini molto utile anche nel non affollare la pagina, per dare l’opportunità al bambino di leggere in maniera ariosa e ritmica, senza perdere il rigo, senza saltarne. Ogni pagina è un capitolo: sulla sinistra il testo, sulla destra un’immagine col titolo del “quadro” (lo definisco tale perché da proprio il senso della scena teatrale). Quattro classici che rivivono grazie alla rima più adatta ai primi lettori: quella baciata. [corpo del testo grande e leggibile; stampatello maiuscolo]

L’uomo lupo in città, di Michael Rosen, edito da Sinnos

l'uomo lupo in cittàSpassosa come poche, la lettura di questa storia rocambolesca tiene col fiato sospeso fino all’ultima, divertentissima pagina, quando si liberano le risate. Un uomo lupo ha rotto le sbarre della sua gabbia e corre a zampa libera per la città, agendo furiosamente, sradicando lampioni, seminando il panico. Come potrebbe essere altrimenti? È un uomo lupo in perfetta regola! I blocchetti di testo aumentano la tensione che è palpabile nelle illustrazioni in un’alternanza perfettamente equilibrata. La lettura è entusiasmante e favorisce l’espressione che accompagna con naturalezza punti esclamativi e interrogativi. Fino alle pagine conclusive, ironiche e divertenti. [corpo del testo in maiuscolo, con una font speciale, “leggimiPrima”, appositamente studiata per i primi lettori].

La gallinella che voleva vedere il mare, di Christian Jolibois e Christian Heinrich, edito da Nord Sud

la gallinella che voleva vedere il mareUn libro illustrato che racconta una storia di coraggio, intraprendenza e libertà in cui non trovano alcuno spazio l’omologazione e la noia. La gallinella ha un nome molto classico, Carmela, ma per il resto non ci sta a seguire la tradizione che la vorrebbe a covare uova e a seguire il ritmo sempre uguale a se stesso del pollaio. Carmela vuole vedere il mare! Lo dice ad alta voce, non è un desiderio inespresso, ma nessuno è d’accordo che lei abbia idee così velleitarie. Per cui decide da sé e, senza aspettare il permesso, parte alla volta del mare. Vive molte avventure e si districa in situazioni molto ingarbugliate e pericolose. Raggiunge il mare, conosce nuovi mondi, si innamora e poi, felice, fa ritorno al suo pollaio. [in stampatello maiuscolo, fa parte di una serie di 6 titoli che si chiama “polli ribelli”, si aggiunge agli altri il pro quello di poter proseguire nelle letture ribelli]

Un serpente per ospite, di Julia Donaldson, edito da Sinnos

un serpente per ospiteDalla stessa autrice del celebre Gruffalò, una storia divertente la cui protagonista, una bimba di nome Polly, trasmette allegria e intraprendenza. Intraprendenza e amore per gli animali e il gioco è fatto: Polly organizza in casa una pensione per animali, con tanto di cartello pubblicitario sul cancello. Nel giro di pochi giorni a casa di Polly arrivano criceti, merli, pesci rossi e… un serpente! Per la mamma di Polly un serpente è davvero troppo… [in stampatello maiuscolo su carta color panna che facilita la lettura, le parole non vanno mai a capo per non spezzarla]

Le avventure di Lester e Bob, di Ole Könnecke, edito da Beisler editore

le avventure di Lester e BobUn lessico molto chiaro e un tono piuttosto puntuale raccontano degli accidenti quotidiani di Lester, bislacco ed esuberante, e Bob, mite e riservato, da una partita di bocce (sport nel quale, guarda caso, Lester è un campione), a come risolvere una giornata “no”, a come andarsene in giro per il mondo per tornare in tempo per la merenda. Talvolta con svolte surreali. Il tutto su carta color panna, che facilita la lettura, e in stampato maiuscolo, perché essa sia autonoma. Cinque avventure che tengono compagnia, esattamente come tra amici, per crescere assieme.

Il dito magico, di Roald Dahl, illustrato da Quentin Blake, edito da Nord Sud

il dito magicoCosa farebbero i bambini se avessero una capacità magica? E, più nello specifico, cosa farebbero se questa capacità magica fosse la possibilità di puntare il dito e realizzare ciò che si desidera? Le risposte potrebbero essere centinaia. Quello che so per certo, e Dahl lo racconta con la sua classica e sana ironia, è che non bisogna mai far arrabbiare i bambini con un forte senso di giustizia giacché ci si potrebbe, ragionevolmente, ritrovare trasformati in pennuti. È ciò che avviene a una famiglia di cacciatori di anatre che una bimbetta di otto anni trasforma in ciò che cacciano, anatra appunto. È un vero e proprio racconto, d’autore, composito e ricco, la cui lettura è però sollecitata dalla passione indomita dei primi lettori per “finire i capitoli” e fare a gare a chi ne legge di più.

Bastoncino, di Julia Donalson e Axel Scheffler, edito da Edizioni EL

bastoncinoJulia Donaldson e Axel Scheffler possiedono una capacità non comune: prendere un oggetto qualsiasi e renderlo animato, prendere degli eventi semplici e renderli meravigliosi. La storia del Signor Bastoncino catturerà certamente l’immaginazione dei bambini i quali hanno la naturale e incantevole tendenza ad attribuire un’anima agli oggetti e alle cose e in più, l’insistente affermare la propria identità da bastoncino indurrà i bimbi a prendere coscienza della propria identità non sostituibile con nessun’altra, le rime assonanti renderanno l’accorata affermazione di sé filastrocca dolce e divertente da conservare gelosamente. Bastoncino a mio parere è un libro con tutte le qualità per diventare ricordo d’infanzia.

L’uovo meraviglioso, di Dahlov Ipcar, edito da Orecchio acerbo

l'uovo meravigliosoL’uovo meraviglio potrebbe essere un uovo di dinosauro: sta comodamente adagiato in un nido di muschio blu/verde nella giungla del mondo e attorno a lui si muovono dinosauri di ogni specie; per ogni specie una doppia pagina, informazioni circostanziate su habitat e caratteristiche, illustrazioni dettagliate e una domanda: di che uovo si tratta? Quale specie nascerà da quell’uovo?

Un albo dal finale sorprendente per bambine e bambini con la passione per la scoperta; dalle illustrazioni splendide e dal lessico semplice, che infonde tranquillità e che comunica con chiarezza e con efficacia ai bambini anche ciò che parrebbe complesso.

L’incredibile bimbo mangialibri, di Oliver Jeffers, edito da Zoolibri

l'incredibile bimbo mangialibriPer concludere, un albo che è anche un invito: diventare golosi di libri! Ma non per dichiarare in maniera superficiale, di divorarne a decine, bensì, così come impara a farlo Enrico, protagonista di questo albo pop up. Enrico, come tutti noi, ama i libri, ama letteralmente… mangiarli! Prima a piccoli bocconi, parola dopo parola; qualche congiunzione e qualche accento sulle prime rimane tra i denti, ma prendendoci gusto e con la pratica, dalle parole Enrico passa a sbocconcellare distrattamente le pagine per poi ingoiare, quasi senza masticare, libri interi, anche più d’uno alla volta, specie se si tratta di libri rossi, i suoi preferiti, ché stimolano il metabolismo e rinforzano le difese immunitarie. Sebbene Enrico ami mangiare libri di tutti i generi, vuole sapere tutto, perché, sì: diretta conseguenza del divorare i libri è diventare più intelligenti, e sempre più intelligenti.

Però i libri è meglio gustarli lentamente, altrimenti il rischio di fare indigestione c’è!

Questo mio articolo è stato pubblicato un mese fa su Your Edu Action. Aggiungo qui una bonus track la cui lettura oltre che autonoma auspico anche condivisa.

La leggerezza perduta di Cristina Bellemo e Alicia Baladan, edito da Topipittori

81n+ts0kckLCoinvolge e ha una qualità rara: coniuga il senso pratico della realtà con la resa immaginifica dell’irrealtà in maniera esemplare e con una naturalezza che induce alla lettura rapita, quella che i bambini ricercano (e gli adulti spesso agognano: un testo che incolli alle pagine nutrendo chi legge), chiedono a viva voce, in qualsiasi ora del giorno e, ahimè!, della notte. C’era una volta un castello in piena regola: con il suo borgo, col suo re e i suoi abitanti, compresi cavalieri con tanto d’armatura. L’unica eccezione è che il castello s’adagia non sulla terra ma su una nuvola, e questo da quando si ha memoria. Giorno dopo giorno, anno dopo anno, però, gli abitanti hanno accumulato in uno spazio che è giocoforza limitato, gli oggetti più disparati, specchio di sentimenti e attitudini altrettanto variegate. Tanto è stracolmo da incominciare a scricchiolare sotto il peso delle cose, rischia di sprofondare. L’unica soluzione è di liberarsi del superfluo, e così ordina di fare a tutto il suo popolo il re Celeste, che per fortuna, accumulando di tutto non ha ancora soffocato del tutto la reale saggezza. [per scoprire una storia intensa, con un’attenzione al lessico che rimane tra le righe arricchendolo]

Spero vi sia venuta voglia di comprarli. Potete farlo qui:
Fiabe per occhi e bocca
L’uomo lupo in città
La gallinella che voleva vedere il mare
Un serpente per ospite
Le avventure di Lester e Bob
Il dito magico
Bastoncino
L’uovo meraviglioso
L’incredibile bimbo mangia libri
La leggerezza perduta

 

Ridde selvagge, solitudine e amicizia: protagonista lo strano animale del Signor Racine

Nato e poi cresciuto in Germania  sotto il regime nazista, Tomi Ungerer si spostò in America, a New York, dove raggiunse un eccezionale successo come autore di libri per bambini nel decennio tra gli anni Sessanta e i Settanta per poi trasferirsi in Nuova Scozia nel 1971 e infine tornare in Europa nel 1979.

Il 1971 fu l’anno in cui vide la stampa The Beast of Monsieur Racine (Farrar, Straus and Giroux) edito in Italia da Nord-Sud Edizioni  nella traduzione di Luigina Battistutta nel 2009 (Lo strano animale del Signor Racine).

Lo strano animale del Signor Racine, Tomi Ungerer - Nord-Sud
Lo strano animale del Signor Racine, Tomi Ungerer – Nord-Sud

Dunque, tralasciando il contesto e i riferimenti didascalici, quello che ci si ritrova tra le mani sfogliando questo albo è una storia molto tenera, a tratti disarmante, spesso grottesca e assolutamente nonsense. Il Signor Racine, impiegato dell’ufficio delle imposte in pensione, possiede un giardino in cui cresce un pero che dà frutti deliziosi e profumati di cui il Signor Racine è particolarmente fiero. Un mattino però, scopre che tutte le pere sono sparite dall’albero. Indignato decide di venire a capo del furto e cogliere il ladruncolo sul fatto. Quando Il Signor Racine sorprende il ladro la storia prende quella svolta verso tenerezza di cui sopra. Si tratta di uno strano animale, chiaramente goloso di pere dolci, decisamente informe, difficilmente catalogabile un po’ elefante ma molto più piccolo, un po’ formichiere, ma più grosso, gli occhi nascosti dalla criniera arruffata, lunghe orecchie penzolanti.

Straordinario dunque, e a rendere ancor più straordinario lo strano animale non è tanto l’unicorno che si sporge curioso dallo steccato sullo sfondo quanto piuttosto l’ordinarietà degli altri elementi che compongono e ritraggono questo magnifico momento di scoperta: un merlo dal becco arancione che osserva la scena non tralasciando di mangiucchiare il lombrico appena catturato, un leprotto che salta nella tavola scostando un rospo preso alla sprovvista, una lumachina che approfitta delle gocce d’acqua sulla fontana e un gufo, che nel crepuscolo, è pressoché perplesso della scena che si trova dinanzi al suo risveglio.

Lo strano animale del Signor Racine, Tomi Ungerer - Nord-Sud
Lo strano animale del Signor Racine, Tomi Ungerer – Nord-SudLo strano animale del Signor Racine, Tomi Ungerer – Nord-Sud

Dimentico dei propositi di vendetta il signor Racine è preda anch’egli della meraviglia. Piuttosto che sgridare e scacciare la bestia, le offre un pasticcino. Offerta molto gradita allo strano animale. Decisone repentina: con qualche leccornia l’animale potrebbe essere addomesticato. Il Signor Racine preferisce senza dubbio una piacevole compagnia alle sue pere. Ma ha mai la curiosità tolto spazio all’affetto? Certamente no, per cui il Signor Racine si adopererà moltissimo per scoprire la specie di appartenenza dello strano animale. Fino a quando la ricerca si concluderà in una sessione d’esame tenuta da illustri scienziati nientemeno che a Parigi. Seduta nella quale si scoprirà che lo strano animale altri non è se non due bambini che, per raggiungere le pere, avevano optato per il travestimento.

Il senso dello humour del Signor Racine è soddisfatto, la curiosità pure, resta, con uno strascico di parapiglia e scandalo per aver scomodato il mondo accademico, l’amicizia coi due bambini.

Ma resta senza dubbio dell’altro. Perché questa è la storia buffa e tenera che consiglio di leggere ai vostri bambini indugiando sulla bontà dell’idea di non lasciarsi smarrire dall’aspetto altrui, e sulle placide scorpacciate dello strano animale. Soprassiederei, invece, sui dettagli che fanno di Ungerer un genio à la Sendak (amico peraltro di Ungerer, cui questo libro è, non a caso, dedicato). Irriverenti, ironici, cruenti: ecco, l’ironia di certi dettagli la lascerei al gusto degli adulti, anche se non escludo che molti ragazzi possano trovare divertenti i particolari cruenti. Tavole dense di elementi eccessivi che minano l’equilibrio così come ugualmente accade quando si osserva nei dettagli un dipinto di Hieronymus Bosch. Un uomo con la testa squarciata che rompe una sedia su quella di una donna, un orologio da taschino che nel parapiglia della sessione d’esame si conficca nella pelata di un irriverente occhialuto rassomigliante moltissimo a Maurice Sendak, un inquietante barbone dagli occhi rossi che si porta appresso un sanguinolento fagotto da cui spunta un alluce e tanti bicchieri colmi di vino nei più disparati e inopportuni contesti: il capotreno brinda, l’autista della piccola gru che sposta la gabbia dello strano animale, che non a caso si rompe e casca addosso a due facchini, beve e tiene la sua bottiglia a portata di mano, i dottoroni si schiariscono la voce non con l’acqua ma col vino. Allusioni licenziose, strade brulicanti di elementi grotteschi. E una rabbia come infetta che si spande e invade ogni angolo delle tavole conclusive del libro e gli occhi di tutti i protagonisti, per lasciare spazio, invece, a una serena armonia in quella conclusiva su cui troneggia soddisfatto il sorriso del Signor Racine e dei due monelli suoi amici.

 

[La mostra Tomi Ungerer and the Masters. Inspiration and Dialogue apre il 18 novembre e chiude a febbraio 2012]

ungerer_lo-strano-animale-del-signor-racine1Titolo: Lo strano animale del Signor Racine
Autore: Tomi Ungerer
Editore: Nord-Sud
Dati: 2009, 32 pp., 13,00 €

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